L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, September 26, 2012

Prometheus

http://zret.blogspot.it/2012/09/prometheus.html

Prometheus

Lo studioso Micheal E. Salla estrae il succo dell’ultima produzione del regista Ridley Scott, Prometheus. Scrive Salla: “In ‘Prometheus’ i creatori dell'umanità, una razza extraterrestre descritta come ‘gli ingegneri’, ha intenzione di tornare e sulla Terra per introdurre una nuova forma di vita atta a sostituire l'umanità. La missione Prometheus compie la sconvolgente scoperta che gli ingegneri sono i progenitori di Homo sapiens sapiens. [1]

Gli ingegneri sono descritti come alieni violenti interessati non ad instaurare un dialogo con i ‘figli’, ma volti solo a distruggerli ed a rimpiazzarli. Ad un certo punto in questo grandioso progetto di ingegneria genetica, i creatori perdono il controllo dell’esperimento e sono quasi sterminati dalla nuova forma di vita aliena che essi hanno generato. Uno degli scienziati, rimasto in uno stato di sospensione delle funzioni vitali per millenni, viene rinvenuto e risvegliato dall'equipaggio del Prometheus. Gli astronauti compiono la scoperta sorprendente di ciò che i creatori dell'umanità stavano progettando e di quello che è successo loro. Questo intreccio è lentamente sviluppato in ‘Prometheus’ come antefatto della saga cinematografica, “Alien” che Ridley Scott cominciò nel lontano 1979. ‘Prometheus’ è un po’ più della solita pellicola fantascientifica di intrattenimento ed è quindi superiore ad altri film recenti imperniati su un’invasione aliena, quali “Battleship”, “I vendicatori” e “Men in black 3”. ‘Prometheus’ può essere parte di una serie di film destinati ad 'educare' l’opinione pubblica affinché pensi alla vita extraterrestre in un modo che promuove le priorità della sicurezza nazionale o anche una religione esoterica professata dalle élites globali”.

Salla ricorda che un documento stilato dalla C.I.A. nel 1953 (relazione Durant), inerente ad una strategia psicologica, raccomandò di usare l'industria cinematografica per acclimare i cittadini statunitensi al fenomeno dei dischi volanti ed all'ipotesi extraterrestre, secondo cui alcuni U.F.O. sono di origine interplanetaria. In breve, l’ufologo fondatore della branca nota come esopolitica, ritiene che opere come “Prometheus” tendano a definire un’immagine negativa dei visitatori, secondo un indirizzo ormai preponderante nella cultura popolare (pellicole, serie televisive, rotocalchi…), laddove negli anni ‘50 e ‘60 del XX secolo (si pensi al classico “Ultimatum alla Terra”) prevaleva lo stereotipo dell’ufonauta saggio e benevolo.

Annota Salla: “Il film consegue due obiettivi simultanei. Si continua a sostenere l'idea che gli extraterrestri sono ostili e pronti ad invadere Gaia. L'impatto psicologico di Prometheus e di pellicole simili è quello di rendere i cittadini passivi di fronte alle prove circa vita la vita extraterrestre, dati su cui gli esecutivi seguitano a mantenere il segreto. Un altro scopo è insinuare che gli alieni, che hanno giocato un ruolo nella creazione dell'umanità, stanno tornando con un programma sinistro. Mentre l'idea di divinità che ritornano tra gli uomini è esaltata nei sistemi di credenze dei popoli indigeni di tutto il mondo, Hollywood condiziona l’umanità a credere il contrario: gli extraterrestri sono intrinsecamente cattivi, anche quelli che possono aver giocato un ruolo nella genesi dell'umanità”.

A nostro parere, ha ragione Salla quando denuncia le ossessive campagne dell’establishment statunitense sull’importanza della sicurezza nazionale per difendersi da eventuali minacce “esterne”. Il nemico è sempre esterno: il comunismo sovietico, gli stati-canaglia, il terrorismo islamico, l’alieno. Che poi il vero nemico del popolo sia colui che giura e spergura di adoperarsi per proteggerlo è conclusione cui pochi sono giunti. Tant’è… Tuttavia il film di Ridley Scott non pare essere animato solo da propaganda bellicista e sciovinista. In filigrana si può intravedere uno scenario quanto mai inquietante, ma forse con una certa dose di realismo. Che l’umanità o una sua parte abbia ascendenze stellari, al punto di non–ritorno cui siamo arrivati, diventa quasi una controversia oziosa. Invece l’evenienza che una genia siderale intenda operare un terraforming al contrario è una tessera utile per comporre il mosaico, ma Salla getta via questa tessera senza accorgersene. Eppure la Biogeoingegneria è lì in tutta la sua sconvolgente “verità effettuale” a comprovare che qualche entità oscura ne è davvero all’origine.

Naturalmente Salla, intrappolato nel suo ingenuo ottimismo (in buona fede?) a base di visitatori benevoli, biondi e con gli occhi azzurri, ignora la verosimile minaccia costituita da esseri allotri che intendono probabilmente in parte asservire il genere umano, in parte distruggerlo. Si stanno trasformando gli ambienti naturali in habitat artificiali. Ciò avviene solo per finalità militari o agisce una longa manus dietro la drastica metamorfosi del pianeta? Certo, il ruolo nefasto del complesso strategico ed industriale è indiscusso, ma situazioni straordinarie richiedono spiegazioni straordinarie.

Gli Altri non sono “intrinsecamente cattivi” (non tutti), ma neppure intrinsecamente angelici, a differenza di come li dipingono new agers ed ufologi monocoli il cui sguardo è tanto acuto che scorgono una microscopica sfera nel cielo, ma non riescono a vedere un aereo chimico a 1.000 metri di quota. La questione centrale, nella loro visione del mondo, un millenarismo popolato di “angeli in astronave”, è assente. La realtà è molto più complessa di come la si immagina: sfumature e contraddizioni esigono un approccio interpretativo più duttile, dialettico e guardingo. Una concezione manichea, con i visitatori buoni in conflitto contro i governi malvagi, pecca per lo meno perché il primo termine è positivo tout court. E’ vero che le élites di psicopatici mirano a demonizzare l’Altro, ma che qualcuno intervenga in vece nostra per debellarle è poco plausibile. Intanto gli annunci di sbarchi di vascelli scintillanti si susseguono, eppure, in modo paradossale ad ogni mancato appuntamento, il numero degli adepti ed il loro fervido entusiasmo, crescono.

Ci attende forse un avvenire oscuro in cui il mito contemporaneo del salvatore giunto dallo spazio profondo, è destinato a tramontare, mentre una sfida prometeica sembra prospettarsi per un’umanità prossima a vivere la sua fase conclusiva.

[1] Lo strano suicidio del fratello di Ridley Scott, Tony, aggiunge un particolare conturbante al quadro.

Tuesday, September 25, 2012

Le mille e una palla: fiabe mediatiche contro l'Iran


http://arcadianet.blogspot.it/2012/09/le-mille-e-una-palla-fiabe-mediatiche.html


Le mille e una palla: fiabe mediatiche contro l'Iran

 Le mille e una palla: fiabe mediatiche contro l'Iran

Per tenere occupata l'attenzione dell'opinione pubblica un nemico immaginario e fiabesco come l'Iran è sempre un ottimo oggetto di dibattito e le ultime notizie sulla Repubblica Islamica, notizie, si badi bene, di mainstreaming, confermano questa tendenza.



Indipendentemente dall'obiettivo strategico che la nomenclatura vuole perseguire abbattendo questo paese ostile all'assetto globale auspicato dai Bilderberg e simili, è ormai imbarazzante rilevare l'assoluta inverosimiglianza delle notizie riferite.



Ieri si è saputo che l'Iran intende porre severe restrizioni all'uso della Rete partendo in particolare da Google e dai servizi connessi arrivando, si dice, a una sorta di intranet nazionale isolato dal resto della Rete mondiale. Sino ad oggi per la verità la Repubblica Islamica ha sempre stretto il pugno intorno al web, vuoi per l'oscurantismo attribuito agli Ayatollah, vuoi per la necessità di controllare uno strumento col quale l'Occidente ha già infiltrato e messo in crisi altri paesi.

Tuttavia non si capisce perché il salto di qualità nella censura dell'Iran sulla Rete debba scandalizzare l'opinione pubblica italiana, europea e nordamericana nel momento in cui la medesima censura vige anche da noi. Certo, la censura non riguarda lo strumento in sé, nel momento in cui il web è sostanzialmente accessibile a tutti, ma il flusso delle informazioni. Queste sono liberamente consultabili ma chi ce le fornisce sono sempre e comunque testate coartate dal Sistema e i nomi di direttori ed editori ne forniscono una prova esaustiva. [mi raccomando: la prossima volta apri un blog, invece che su blogspot/google, su una piattaforma iraniana. Anzi: prova a immaginare se anche qui ci fosse un regime 'tipo Ayatollah': vediamo quanti secondi durerebbero le tue cazzate]



In proposito è bene anche ricordare quanto avvenuto in occasione dell'arrivo del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad all'assemblea generale dell'Onu. Sarebbe giusto e interessantissimo soffermarsi sul merito del suo discorso circa il disinteresse esplicito dei paesi occidentali verso l'arsenale atomico di israele [faccio il complottista di 'sta fava: come mai l'unico paese con l'iniziale minuscola è Israele? Ma va' Hgare sui cactus, va'. E poi a pulirti con le ortiche] e la preoccupazione esasperata per un arsenale atomico iraniano che non esiste, che forse mai esisterà e che se dovesse esistere non può certo subire le condanne di chi le armi nucleari le ha usate.

Quello che preme sottolineare è che giornalisti del New York Post, ripeto, giornalisti e quindi addetti all'informazione, non si tratta ufficialmente di militanti sionisti, hanno inviato al presidente iraniano un cesto con tipici prodotto ebraici, un opuscolo sul museo dell'olocausto e un biglietto per uno spettacolo teatrale di tema ebraico. [preme sottolineare la tua idiozia, che cosa avrebbero dovuto regalargli, una collezione di matrioske? Un San Daniele? Una cassetta di vodka, barolo ecc.? No, son stati magari provocatorii ma signori]

Questo episodio ben evidenzia la malafede e la posizione aprioristica di quella stampa americana ed occidentale che dovrebbe fornire sull'Iran e le questioni che lo riguardano un'informazione oggettiva. Senza contare, mi preme dirlo, il voluto dirottamento dell'attenzione da parte dei pennivendoli del Post dalla questione del sionismo a quella ebraica, due cose fondamentalmente differenti.

Se è vero che Ahmadinejad ha sempre puntato il dito contro israele [errare humanum ecc... Sempre minuscolo, Israele, eh?] e stigmatizzato la speculazione ideologica e mediatica che gli israeliani fanno dell'olocausto, è altrettanto vero che egli non ha mai negato l'olocausto stesso e nemmeno ha mai espressi sentimenti antisemiti, considerando pure la numerosa comunità ebraica in Iran.

Il fatto che i giornalisti abbiano invece impostato l'ironia del loro cesto di benvenuto sulla questione ebraica piuttosto che su quella sionista lascia ben intendere quanto ci si possa fidare quando leggiamo i giornali o ascoltiamo i tg.



Ma quello che sorprende di più ancora una volta, considerando la maldestra costruzione della montatura anti-Iran e la ripetizione dei soliti schemi mediatici nel tempo, è l'assoluta incapacità di un'opinione pubblica ipnotizzata di comprendere queste dinamiche.
 
Simone

Un video musicale che denuncia le scie chimiche

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/09/un-video-musicale-che-denuncia-le-scie.html

Un video musicale che denuncia le scie chimiche

Una canzone reggae dell'artista Skull dal titolo "Cry-die" denuncia lo scempio quotidiano delle scie chimiche.
Il video ha già conteggiato più di 150.000 visioni, segno che la coscienza a livello planetario è sicuramente cresciuta di pari passo con l'intensificarsi delle operazioni di avvelenamento intenzionale della biosfera, denunciate di recente anche da un insigne medico degli USA e da un numero crescente di altri scienziati, meteorologi, biologi, politici, ambientalisti veri e privati cittadini. [come no? se anche fossero 150 mila idioti ad aver visualizzato il video si tratterebbe della incredibile percentuale dello 0.002% della popolazione mondiale - corrado sei un babbeo]

Scarica l'ultimo power point di scienza marcia sulle scie chimiche e diffondilo:

http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/09/prima-versione-di-un-power-point-sulle.html

Monday, September 24, 2012

Prossimamente

Rabbini contro il sionismo

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/09/rabbini-contro-il-sionismo.html

Rabbini contro il sionismo



In questi video potete ascoltare (e leggere tramite i sottotitoli) le dichiarazioni di un rabbino dell'associazione "Ebrei ortodossi uniti contro il sionismo", un'associazione di persone che osteggiano il sionismo pur essendo ebree, che affermano che la pace nel Medio Oriente si potrebbe realizzare dall'oggi al domani se lo stato sionista di Israele smettesse di esistere e se la sua terra venisse restituita agli arabi che prima vi abitavano.
La loro tesi è che il sionismo ha compiuto una operazione altamente immorale dal punto di vista di dellla vera religione ebraica, e che i costruttori dello stato di Israele hanno realizzato un'opera demoniaca, irrispettosa della volontà divina, che hanno strumentalmente utilizzato la sofferenza degli ebrei sotto il nazismo per giustificare l'appropriazione delle terre su cui vivevano gli arabi da quasi 2000 anni.
Ma secondo la Bibbia (dicono costoro) il Signore ha punito gli ebrei con la diaspora, li ha allontanati dalla terra promessa a causa dei loro peccati, e li riporterà in quella terra solo quando Lui lo avrò ritenuto giusto, non quando degli esseri umani si arrogheranno il diritto di farl.

In effetti se si leggono i libri dei Profeti della Bibbia si ha chiara l'idea che il ritorno degli ebrei dispersi nella Terra Promessa dovrebbe verificarsi alla Fine dei Tempi, quando alla fine di un periodo di grandi sconvolgimenti e terribili guerre il Signore degli eserciti, il Signore di Israele, avrebbe riportato il suo popolo prediletto laddove era stato 2000 anni prima assicurando un'epoca di pace a tutto il mondo.

Questa l'ho aggiunta io


L'occupazione della cosiddetta Palestina (*), dopo una lenta infiltrazione a partire dai primi anni del 1900, non si è realizzata assolutamente secondo le profezie bibliche, per quanto possano dire certi siti cattolici (che vedono profezie realizzate dove proprio non ce ne sono) e quindi i rabbini contro il sionismo hanno ragione da vendere.

E particolarmente importante notare come essi affermano che i sionisti non solo si siano approfittati dello sterminio nazista per giustificare la loro presa di possesso della Terra Santa, ma abbiano addirittura collaborato a tale orribile strage, in quanto utile alla realizzazione del loro piano (chi ha approfondito lo studio degli avvenimenti dell'11 settembre 2001 ben comprende come ciò sia possibile).

Pur se apprezzo il pacifismo di queste persone, e concordo su molte loro affermazioni, temo che essi si dimentichino di come il Dio della Bibbia fosse un Dio guerriero al pari del nordico Odino. Secondo quanto narrato nei libri storici il loro Dio flagellò gli Egiziani innocenti a causa delle colpe del faraone pur di tirar fuori gli Ebrei dall'Egitto, e 40 anni dopo aiutò Giosué a sterminare i popoli che occupavano e coltivavano la Terra Promessa, incitando (che Dio nobile e buono!) a passare intere città a fil di spada senza risparmiare nè una donna nè un bambino nè un animale, punendo per giunta gli ebrei che non obbedivano a questo orribile ordine divino.

Come possono i difensori della pace considerare la Bibbia un testo sacro? E come potevano gli ebrei di 3.500 anni fa considerarsi superiori agli altri popoli che facevano "immondi sacrifici umani ai loro Dei"? Forse il sacrificio umano sui campi di battaglia è meno obbrobrioso e repellente del sacrificio umano offerto sull'altare? Io personalmente non trovo differenza alcuna.



(*) In realtà il nome Palestina deriva da Filistei, che erano poi (come spiega la Bibbia in un suo passo) i Cretesi sfuggiti dalla loro isola (Kaftor ovvero Creta) evidentemente dopo il terribile episodio di vulcanesimo che distrusse Santorini, portò morte e distruzione su tutta l'isola di Creta e sulle sponde settentrionali dell'Egitto, e pose fine alle supremazia della civiltà Minoica nel Mar Mediterraneo. Il nome Palestinesi crea una grande confusione dal momento che i Filistei non erano per niente popoli arabi, mentre lo erano presumibilmente Cananei, Amorrei, Moabiti ed altri abitanti originari della Terra Promessa.