L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

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Sunday, October 26, 2014

Ragazza dichiarata "cerebralmente morta" è ancora viva dopo dieci mesi e risponde alla voce del madre con leggeri movimenti di mani e piedi

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/10/ragazza-dichiarata-cerebralmente-morta.html

Ragazza dichiarata "cerebralmente morta" è ancora viva dopo dieci mesi e risponde alla voce del madre con leggeri movimenti di mani e piedi

Un ennesimo caso di "morto cerebrale" che si risveglia dal coma, ne abbiamo già pubblicate molte di queste storie, col tempo che passa i casi ovviamente continuano a verificarsi. Visitate questo link per informarvi sulle altre storie: 



La famiglia di Jahi McMath, ragazzina di 13 anni ancora in vita a distanza di dieci mesi dalla dichiarazione di morte cerebrale ha condiviso su YouTube dei video che provano la capacità della ragazza di rispondere alla voce della mamma, muovendo una volta un piede e una volta la mamma, in risposta alle richieste materne. Come leggiamo su San Francisco Chronicle, Jahi, tredicenne di Oakland (California) è entrata in coma dopo un intervento chirurgico per risolvere dei problem di apnea durante il sonno. L’intervento di chirurgia che ha rischiato di porre fine alla sua vita è stato causato dalla solita cronica iper-specializzazione della medicina moderna e della mancanza di informazione sull’importanza dell’equilibrio della microflora intestinale. 

Secondo la dottoressa Campbell, che ha già guarito diversi casi di autismo (e non solo), la condizione patologica di Jahi è da mettere in rapporto con la disbiosi (ed eventuale concomitante parassitosi) intestinale. La foto della ragazza (visibilmente in sovrappeso) sebbene non sia una prova in tal senso fa supporre un'alimentazione non certo regolata (e sappiamo bene com'è l'alimentazione dell'americano medio ai giorni nostri).

I genitori hanno tenuto la figlia nel New Jersey negli scorsi 9 mesi mentre hanno portato avanti un procedimento legale per ottenere la revoca della diagnosi di morte cerebrale (la prima richiesta del genere mai verificatasi al mondo). In caso di verdetto favorevole la ragazza potrebbe ritornare con la famiglia in California, ed avere la possibilità di ricevere assistenza pubblica.

Qui sotto i due video in questione:





La storia sopra raccontata è confermata da un articolo dell'associated press il cui titolo tradotto in italiano è Una ragazza dichiarata cerebralmente morta riaccende il dibattito sulla morte.

Nell'articolo viene specificato che 
nel New Jersey, a differenza della California,  la legge permette ai familiari di rifiutare la dichiarazione di “morte cerebrale” sulla base di motivi religiosi, e permette ai pazienti cerebralmente morti di rimanere collegati ai ventilatori.
Riguardo a tale vicenda la Lega contro la predazione degli organi e la morte a cuor battente in suo recente comunicato afferma che:
In Italia invece la “morte cerebrale” è dichiarata d'autorità sulla base di protocolli di Stato variabili su decreto del Ministro della Sanità. La persona dichiarata “morta cerebrale” è posta di fronte a due percorsi terribili: se è “donatore d'organi” muore per espianto praticato sotto farmaci paralizzanti a cuore battente, se la persona ha presentato opposizione al prelievo di organi e tessuti, viene estubata e muore per soffocamento. In quest'ultimo caso va detto che la legge non impone il distacco della ventilazione (dove è scritto?), ma è invalsa questa prassi ospedaliera automatica e crudele per ragioni medico-difensive, ovvero per impedire eventuali riprese dal coma che danneggerebbero la credibilità dei medici ed il mercato dei trapianti.
C'è un'altra forma criminale, documentata almeno da una cartella clinica, ma spesso occulta, con la quale di fronte ad una opposizione eclatante dei parenti all'estubazione, il paziente, considerato in “morte cerebrale”, è mantenuto sotto ventilazione dando l'impressione di essere curato, ma privato delle cure e della idratazione finché sopraggiunge l'inevitabile arresto cardiaco.

L'articolo dell'associated press ci informa che il neuroscenziato Philip DeFina, direttore della Brain Research Foundation (Fondazione per la ricerca cerebrale) afferma che i ricercatori della fondazione hanno nell'esaminare il cervello della ragazza con una scansione (presubilmente una risonanza magnetica) hanno trovato tracce di attività elettrica ed un'attiva circolazione sanguigna. Il cervello della ragazza appare intatto a dispetto delle previsioni che si sarebbe dovuto liquefare.

LA CBS della Bay Area (la regione metropolitana della Baia di San Francesco) in un suo servizio ci conferma quando sopra riportato, aggiungendo qualche ulteriore dettaglio (come la dichiarazione di un altro medico che la ragazza può migliorare).



Altre informazioni ed aggiornamenti li potete trovare sul gruppo facebook di chi sostiene la battaglia della famiglia affinché la ragazza continui ad essere mantenuta in vita e riconosciuta cerebralmente viva:

https://www.facebook.com/keepJahiMcmathonlifesupport

Wednesday, February 13, 2013

Russia; uomo apparentemente morto si risveglia poi in obitorio. SI salva dall'espianto ma non dal congelamento

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2013/02/russia-uomo-apparentemente-morto-si.html

Russia; uomo apparentemente morto si risveglia poi in obitorio. SI salva dall'espianto ma non dal congelamento


Il sito blitzquotidiano e il sito del quotidiano Il mattino riportano entrambi la notizia di un uomo di 57 anni del villaggio di Ulianovshina (Russia) dato per morto a causa di un infarto e messo in obitorio dove ... è sopravvissuto due giorni prima di morire per davvero, ma questa volta di freddo.
Quando il medico legale si è apprestato ad eseguire l'autopsia due giorni dopo la presunta morte per attacco cardiaco ha constatato che l'uomo era ancora vivo ma stava morendo per davvero a causa del congelamento subito nella cella dell'obitorio.
Questo ennesimo episodio ci ricorda la serie di persone dichiarate cerebralmente morte che sono poi uscite dal coma ed il caso della bimba diagnosticata morta alla nascita e riportata in vita dall'amore della madre.

In effetti è fondato il sospetto che in Italia dove la sanità "funziona meglio" non avrebbero "sprecato" un potenziale "donatore" di organi, che sarebbe probabilmente posto in circolazione extra corporea onde poter tenere in buona funzione gli organi da trapiantare (previo il consenso dei familiari, facilmente convincibili vista la situazione di grande stress emotivo in cui si trovano in quel momento, e che non sospettano minimamente che il loro congiunto potrebbe avere qualche chance di rianimarsi). 
Però non è detto, forse su una persona appartenente all'alta società si avrebbe avuto più riguardo e si sarebbe tentata una procedura per salvarla dalla morte (rianimazione cardio-polmonare). 
Di sicuro di fronte a notizie come questa (probabilmente l'ennesimo caso di morte apparente, un evento già noto fin dall'antichità) com'è possibile considerare eticamente possibile la procedura di prelievo in arresto cardiaco?



Un caso per certi versi simile pare è accaduto in Francia nel 2008, allorquando, secondo il resoconto del quotidiano Repubblica:
L'uomo era diventato, un'ora e mezza dopo l'arresto cardiaco, un potenziale donatore di organi "a cuore fermo", non cerebralmente morto ma non più rianimabile. Il seguito della vicenda, scoperta dal quotidiano Le Monde, si legge in un rapporto ufficiale di un gruppo di lavoro dell'Assistenza pubblica parigina, costituito per occuparsi dei dilemmi etici di questo tipo di interventi. Il paziente presenta "segni di respirazione spontanea, reattività pupillare e un inizio di reazione alla stimolazione dolorosa". In altre parole è vivo. "Dopo molte settimane in cui le condizioni dell'uomo sono rimaste gravi - si legge sempre nel rapporto - l'uomo adesso parla e cammina". Anche se "i dettagli sul suo stato neurologico non sono noti". Come del resto non è chiaro se sia stato messo al corrente del tentativo di espianto. Nelle conclusioni del documento, si sottolinea che il caso, anche se eccezionale, mostra "quante domande rimangano nel campo della rianimazione".
Per dovere di cronaca segnalo anche la smentita delle autorità trapiantistiche italiane, secondo le quali il paziente francese non era stato considerato un potenziale donatore, non erano state iniziate le procedure di accertamento della morte, e l'iter del prelievo non era neppure iniziato ... però raffrontata con il resoconto giornalistico non suona molto convincente (http://www.donalavita.net/images/materiali/080610_ansa.pdf)




Da notare che nonostante la crisi economica ed i tagli alla sanità, il Senato impegna il Governo a sviluppare ulteriormente l'organizzazione del trasporto degli organi (che è in gran parte in mano a soggetti privati come l'azienda Nord Italia Transplant dell'ex ministro Sirchia); vedi il comunicato della Lega Antipredazione.


Fonti:

Wednesday, October 24, 2012

Ragazza danese stava per "donare gli organi" ma si risveglia dal coma

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/10/ragazza-danese-stava-per-donare-gli.html

Ragazza danese stava per "donare gli organi" ma si risveglia dal coma

Notare "mentre GLI stanno"


Sul sito blitzquotidiano troviamo l'articolo "Danimarca, Carina Melchior: esce dal coma poco prima dell’espianto d’organi". Qui sotto le prime righe dell'articolo:
AARHUS – Si è svegliata dal coma mentre i medici si stavano preparando a staccare la spina per la donazione degli organi. Carina Melchior è una giovanissima, e fortunatissima,ragazza danese. Un anno fa, nell’ottobre 2011, ha subìto un incidente stradale che l’ha portata al coma, un coma serio e grave. Tanto che i medici avevano parlato ai genitori del trapianto d’organi visto che, secondo loro, al massimo Carina sarebbe stata destinata a un coma vegetativo. Ma all’improvviso, proprio poco prima che venisse staccata la spina, Carina ha aperto gli occhi e mosso le gambe.
Che dici corrado? Ci mettiamo anche l'altro pezzo dell'articolo che ti sei "dimenticato"?

La reazione dei genitori è stata di gioia immensa. Ma poi la riflessione: come è possibile che i medici avessero potuto pensare che non avesse speranze? E qui si apre un piccolo giallo. I familiari della ragazza sostengono infatti che i medici non avessero dato chance alla ragazza, di soli 19 anni. E loro avevano già dato l’assenso al trapianto. I medici dell’ospedale di Aarhus invece dicono che da parte loro c’è stato solo un discorso generico, qualora la situazione della giovane fosse precipitata.
Oggi Carina, dopo una riabilitazione, è in grado camminare, parlare ed è perfino tornata in sella al suo cavallo Mathilda.


Dalla lettura dell'articolo si scopre poi che i genitori sono alquanto sconcertati, avendo ricevuto l'invito a donare gli organi della figlia, ovvero di una persona dichiarata ormai "praticamente morta" ma che invece adesso è viva e vegeta e dopo un percorso di riabilitazione adesso è tornata persino a cavalcare. I medici invece, dal canto loro si difendono asserendo di avere accennato alla donazione degli organi solo in termini generici.
A noi viene il forte sospetto che dopo avere invitato i genitori alla donazione degli organi, di fronte all'imprevista "resurrezione" della ragazza stiano cercando di nascondere il fatto che gli ospedali siano divenuti luoghi ove procacciare organi (trovare "donatori") sia spesso più importante che non fare il tutto e per tutto per salvare le persone che subiscono gravi traumi e finiscono in coma. 

In effetti sul sito http://www.vitadidonna.it/ leggiamo che 

I genitori della ragazza infatti sono furiosi e vogliono vederci chiaro perché i loro sospetto è che lo staff dell'ospedale fosse alla ricerca di un donatore a tutti i costi. Questa spasmodica ricerca avrebbe indotto i medici ad abbreviare i tempi e gli accertamenti previsti dalla legge.
(...)
Per i sanitari dell'Aarhus Hospital, dove la ragazza era ricoverata, si è trattato di una cattiva comunicazione che ha generato un malinteso da parte dei famigliari. Un malinteso comprensibile da parte di chi si trova a vivere un dolore e, al tempo stesso, una probabile pressione psicologica esagerata e anche inadeguata.

E sicuramente c'è da riflettere sulla assoluta incapacità della scienza medica di diagnosticare con certezza l'irreversibilità di un coma, nonchè la cosiddetta morte cerebrale: troppi sono i casi di persone dichiarate cerebralmente morte e poi rianimatisi (vedi ad esempio un caso avvenuto di recente in Italia http://scienzamarcia.blogspot.it/2011/12/ancora-un-morto-cerebrale-che-si.html).
Ecco la parte più importante dell'articolo del Corriere del 19 dicembre 2011 su questo bimbo che la madre ha salvato da sicura morte:
Dovevano donare i suoi reni e il suo fegato a due bimbi come lui. Mamma Tina s'impuntò, contro l'evidenza e persino contro papà Nico che aveva già firmato per l'espianto: «Luca è vivo, lo sento». Aveva ragione.


A questo punto ci sono ben pochi dubbi la diagnosi morte cerebrale funziona davvero male, viene smentita fin troppo spesso in tutti i casi in cui familiari premurosi e genitori amorosi cercano nel proprio congiunto non i segni della prossima morte, ma quelli della vita.

Abbiamo infatti il caso di Zack Dunlap, che è vivo grazie al fatto che nell'ospedale dove stavano per prelevargli gli organi (uccidendolo quindi col bisturi) lavorava una cugina che prima dell'espianto è andato a trovarlo ed ha notato che reagiva ad alcuni stimoli, il caso di Martin Banach, vivo perché i genitori si sono rifiutati a credere al verdetto di morte cerebrale  dei medici italiani e se lo sono portati di corsa a far curare da un medico di propria fiducia. Poi c'è il caso francese del 2008 e le decine di persone in condizioni di morte cerebrale rianimate con la tecnica della ipotermia cerebrale controllata da un'équipe di medici giapponesi.


Secondo un principio universalmente accettato in ambito scientifico la teoria secondo la quale alcuni precisi segni clinici sono associati ad una situazione di come irreversibile che ha come esito sicuro la morte è stata falsificata e non può essere più considerata come valida. Se non si accetta questa semplice, banale verità, non si accettano i principi basilari del metodo scientifico.
vedi  anche gli altri articoli sui quotidiani on line

Wednesday, June 13, 2012

Video censurato sulla "donazione degli organi"

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/06/video-censurato-sulla-donazione-degli.html

Video censurato sulla "donazione degli organi"

La censura strisciante di youtube
Apprendiamo che il video "Preferirei morire piuttosto che..." pubblicato su Youtube contro la giornata istituzionale della cosiddetta "donazione degli organi" (27 maggio) ...
ha subito dopo 5 giorni una forma di censura con il divieto ai minori di 18 anni ed il vincolo di registrazione per la visione. E' evidente che "qualcuno" non vuole che i cittadini sappiano la verità sugli espianti/trapianti.

Il video potete visualizzarlo liberamente su Vimeo al link http://vimeo.com/42685008 (eventualmente togliendo la funzione HD (cliccando su "HD" in basso a destra del riquadro) se la connessione è lenta.

Potrete giudicare voi stessi che il video porta un messaggio semplice e pacifico di pura informazione suggerito dall'etica e dall'estetica del vivere, di noi contrari alla mercificazione del corpo e non ha "contenuti poco appropriati per alcuni utenti" come dichiarato da Youtube, dietro sollecitazione di "qualcuno".

La Segreteria
Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente
Questa storia ricorda fin troppo quella del mio video "censurato" alla stessa maniera, sempre sulla base di motivazioni assolutamente pretestuose. A quanto dire la verità sulle scie degli aerei e sui trapianti dà troppo fastidio.

Thursday, December 29, 2011

SuperQuark di Piero Angela (CICAP) disinforma sulla donazione degli organi

http://rassegnastampanonwo.blogspot.com/2011/12/superquark-di-piero-angela-cicap.html

SuperQuark di Piero Angela (CICAP) disinforma sulla donazione degli organi



COMUNICATO STAMPA, ANNO XXVII – n. 22 - 19 Dicembre 2011

Simulazione ingannevole della cosiddetta morte cerebrale

Su Rai Uno già nel 2009 SuperQuark ha mandato in onda una simulazione del cosiddetto accertamento di "morte cerebrale". Sottolineiamo alcune falsificazioni:

La prima falsificazione è quella di farci vedere un manichino al posto di un essere umano per non mostrare le reazioni spontanee che una persona potrebbe avere in risposta a questi test assurdi;

la seconda è di non dire che il cosiddetto "elettroencefalogramma piatto" (EEG) non è piatto ma di ampiezza non superiore a 2 micro Volts, che corrispondono a circa il 5% del valore normale;

la terza falsificazione è lo stravolgimento della legge 578/93 che prevede che l'EEG sia eseguito da un medico neurofisiopatologo o in alternativa da un neurologo esperto di elettroencefalografia, mentre con Decreto Ministeriale 582/94 il Ministro sotto la voce personale addetto illecitamente indica che l'esecuzione dell'EEG può essere affidata a tecnici e/o infermieri professionali: di fatto in questi 13 anni sono stati gli infermieri a stabilire la morte;

la quarta dimostra la pratica gravemente dannosa tutt'ora in uso del test dell'apnea, eseguito senza svezzamento, che scienziati internazionali hanno denunciato come elemento lesivo del malato.

la quinta è l'affermare che non sono possibili interventi chirurgici, ma è noto che il drenaggio nei traumi cranio-cerebrali deve considerarsi terapia urgente quanto il blocco di un'emorragia.

Oltre a questo dobbiamo sottolineare l'atteggiamento incurante dei medici che, nella loro sicumera, si rapportano col paziente come se fosse già morto, mostrando esami di una banalità offensiva e vantando molti altri test che però vengono taciuti perché molto invasivi e dannosi come l'angiografia cerebrale.
 
Tra l'altro può verificarsi che, data la ascientificità dei test, i medici possano, in tutta tranquillità, per imperizia o per dolo certificare la "morte cerebrale" impunemente, in quanto la legge non prevede una punizione per tali reati.

Se volevano convincerci che tutto è regolare non ci sono riusciti.

 Visionate la simulazione:

..............


Saturday, December 24, 2011

Ancora un "morto cerebrale" che si risveglia e vive in mezzo a noi: non è uno zombie ma un dolcissimo bambino di nome Luca

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/ancora-un-morto-cerebrale-che-si.html

Ancora un "morto cerebrale" che si risveglia e vive in mezzo a noi: non è uno zombie ma un dolcissimo bambino di nome Luca


Ecco la parte più importante dell'articolo del Corriere del 19 dicembre 2011 su questo bimbo che la madre ha salvato da sicura morte:

Dovevano donare i suoi reni e il suo fegato a due bimbi come lui. Mamma Tina s'impuntò, contro l'evidenza e persino contro papà Nico che aveva già firmato per l'espianto: «Luca è vivo, lo sento». Aveva ragione.


Del resto anche il titolo ed il sottotitolo sono espliciti: 

Il ragazzo vissuto due volte e la caccia dei genitori a chi lo ridusse in coma
Trovato nella neve in Svizzera: «Pestato per razzismo». Dato per morto, la madre si oppose alla donazione degli organi

A questo punto ci sono ben pochi dubbi la diagnosi morte cerebrale funziona davvero male, viene smentita fin troppo spesso in tutti i casi in cui familiari premurosi e genitori amorosi cercano nel proprio congiunto non i segni della prossima morte, ma quelli della vita.

Abbiamo infatti il caso di Zack Dunlap, che è vivo grazie al fatto che nell'ospedale dove stavano per prelevargli gli organi (uccidendolo quindi col bisturi) lavorava una cugina che prima dell'espianto è andato a trovarlo ed ha notato che reagiva ad alcuni stimoli, il caso di Martin Banach, vivo perché i genitori si sono rifiutati a credere al verdetto di morte cerebrale  dei medici italiani e se lo sono portati di corsa a far curare da un medico di propria fiducia. Poi c'è il caso francese del 2008 e le decine di persone in condizioni di morte cerebrale rianimate con la tecnica della ipotermia cerebrale controllata da un'équipe di medici giapponesi.


Secondo un principio universalmente accettato in ambito scientifico la teoria secondo la quale alcuni precisi segni clinici sono associati ad una situazione di come irreversibile che ha come esito sicuro la morte è stata falsificata e non può essere più considerata come valida. Se non si accetta questa semplice, banale verità, non si accettano i principi basilari del metodo scientifico.

Thursday, September 1, 2011

C'è un futuro per il trapianto di cuore?

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/08/ce-un-futuro-per-il-trapianto-di-cuore.html

C'è un futuro per il trapianto di cuore?

Il cardiologo David W. Evans
C'è un futuro per il trapianto di cuore?

British Medical Journal 2003; 326

David W. Evans, docente (Fellow Commoner) del Queens' College di Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital del Cambridgeshire a causa della sua opposizione alla morte cerebrale.

EDITORE - La risposta alla vostra domanda: "C'è un futuro per il trapianto di cuore?" pubblicata sulla copertina del British Medical Journal n. 326 è "No". Che non avesse un futuro a lungo termine era chiaro sin dall'inizio, se non altro perché ladisponibilità di cuori di donatori non sarebbe mai stata sufficiente a coprire la domanda, se la procedura fosse risultata di successo ed accettabile. Ma, come Anyanwu e Treasure fanno notare (1), non è mai stata portata alcuna prova della sua efficacia, mentre ora gli sviluppi nella profilassi e nella terapia offrono alternative preferibili libere dall'approvvigionamento e dai problemi etici che hanno sempre afflitto i trapianti di cuore umano. Non ultima fra questi è la dipendenza della procedura dall'idea che la morte del tronco cerebrale possa essere diagnosticata, con la necessaria certezza, per mezzo di test eseguiti al letto del paziente su alcuni riflessi del tronco cerebrale, unitamente ad un (pericoloso) test dell'apnea. Questa nozione semplicistica è stata messa in dubbio molti anni fa (2) ed è finalmente risultata definitivamente falsa (3). L'acquisizione di cuori dei donatori dipende quindi dalla falsa rappresentazione di una sindrome pre-mortale diagnosticata grossolanamente; come la morte del paziente destinato ad essere donatore, con tutti gli inganni specifici e generali, pubblici e professionali del caso. Tale pratica non può più continuare. Non ha sinora prodotto buoni frutti e non ne produrrà mai (4).


2. Evans DW, Hill DJ. - Il tronco cerebrale dei donatori non è morto, Catholic Medicai Quarterly 1989; 40:113-121
4. Matteo 7: 18


Reperito, tradotto e diffuso dalla Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi



Leggi anche:


Living Organ Donations - Intervento di Evans contro i criteri di morte cerebrale (in inglese) sull'edizione on line del British Medical journal:

Tuesday, May 31, 2011

La bimba morta a Teramo non ha certamente mai donato i suoi organi, e i suoi genitori hanno potuto far euna scelta responsabile?

corrado coglione e sciacallo,
sei libero di dire tutte le cazzate che vuoi su trapianti, trasfusioni, scie comiche e WiFi, ma sfruttare la morte di un angelo per propagandare le tue stronzate fa ribrezzo.

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/05/la-bimba-morta-teramo-non-ha-certamente.html

La bimba morta a Teramo non ha certamente mai donato i suoi organi, e i suoi genitori hanno potuto far euna scelta responsabile?


I telegiornali ed alcuni giornali di alcuni giorni fa hanno dato la notizia che la bimba di due anni morta di recente a Teramo (abbandonata in auto dal padre per un tragico errore) aveva donato gli organi. Forse potremmo concedere a volte ai giornalisti delle licenze poetiche, ma in questo caso sarebbe più che mai corretto essere precisi per evitare di confondere la mente dei lettori.


Come l'ANSA anche l'agenzia adnkronos insiste su questo "donare gli organi" da parte di una bimba di due anni, che in quanto tale non conosce nemmeno il significato delle parole organi, trapianti, coma. Una bambina di due anni non impartisce certo ai genitori disposizioni da applicarsi in caso della sua morte e non redige nessun tipo di testamento biologico. Elena di sicuro NON HA DONATO I SUOI ORGANI, al più ha assistito inerme ed imponente al loro prelievo.

Vorremmo sperare che il suo cervello non funzionasse più al momento dell'espianto degli organi, ma purtroppo il cervello è l'organo più complesso del nostro corpo ed anche per questo del suo funzionamento ignoriamo ancora molte cose. L'unica certezza che abbiamo è che alla bimba di Teramo sono stati somministrati dei farmaci paralizzanti per evitare che il corpo si dimenasse durante l'incisione che le ha tolto definitivamente la vita.

Perché Elena, benché forse destinata a morire (e forse no, perché con adeguate terapie si possono fare letteralente miracoli) aveva un cuoricino battente e respirava fino a quando non l'hanno operata per prelevarle gli organi. Se il coma è una condizione dalla quale non si può essere sicuri di uscire, è pur vero che a volte anche le persone definite cerebralmente morte si risvegliano. L'unica cosa sicura è che l'espianto pone fine alla vita delle persone i cuoi parenti decidono (con quale dirittto?) di "donare" gli organi.



Ma così se ne salvano davvero delle altre? Vorremmo sperarlo, ma ben sappiamo come anche le persone trapiantate, costrette a prendere farmaci immunosoppressori (e cancerogeni) per combattere il rigetto degli organi, non facciano sempre una bella vita. A volte muoiono non molto tempo dopo il trapianto, a volte la loro vita resta una vita di sofferenza proprio a causa del trapianto. Lo testimonia una trapianta, Claire Sylvia, nel suo libro "Con il cuore di un altro".

Facciamo per questo nostre le domande della Lega Nazionale contro la Predazione degli Organi in un suo recente comunicato:
Chiediamo agli esperti:

Sono state corrette le terapie pre-ospedalizzazione per ridurre l’edema cerebrale?

Quel 118 che l'ha intubata aveva il ghiaccio di antica memoria per l'immediatezza?

E’ lecito affermare in conferenza stampa: l’EEG non è ancora piatto?

E’ umano attendere come avvoltoi la morte di una bambina?

Erano i genitori capaci di intendere e di volere al momento della firma per l’espianto degli organi?

E’ stata chiesta l’autorizzazione ai genitori per eseguire l’angiotac e informati sui relativi rischi?

Sono stati i genitori correttamente informati sulle procedure di espianto a cuore battente?

Vi è stata violazione della privacy della piccola Elena, usata per propaganda alla donazione?
Da notare anche che in altri stati come Russia e Giappone non si espiantano bambini, e adesso da questi paesi si arriva in Italia per ottenere un organo da trapiantare. I bimbi italiani sono diventati fornitori internazionali di organi.

Friday, May 20, 2011

L'avis, la donazione del sangue e la vaccinazione contro l'influenza suina

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/05/lavis-la-donazione-del-sangue-e-la.html

L'avis, la donazione del sangue e la vaccinazione contro l'influenza suina

Simbolo dell'associazione AVIS, per la donazione del sangue

sssociazione che, a riguardo della pericolosissima vaccinazione contro l'influenza suina, dietro la quale c'è stato anche un business miliardario ...


afferma (dopo una premessa in cui la vaccinazione viene solo consigliata) che il donatore iscritto all'associazione deve (sottolineato) prenotare la vaccinazione
Ben sapendo quanti disastrosi effetti collaterali ha causato tale vaccinazione, e quanti morti ha causato, ben sapendo come quasi tutta la gente, ed i medici in prima linea, si sono resi conto della pericolosità del vaccino per l'influenza suina, tanto che 23 milioni di dosi sono rimaste inutilizzate, difficile pensare che quella dell'AVIS sia stata solo superficialità. D'altronde quel "deve prenotare la vaccinazione", sottolineato per giunta, fa trasparire una sicumera che quasi nessun medico ha mostrato nei confronti dell'affidabilità ed utilità di quel vaccino.

Caso isolato quello dell'AVIS del comune di Lusia direte voi? No di certo, nel comune di Sarnico (ove lavoro) è stata mandata una lettera a tutti i donatori per invitarli alla vaccinazione contro l'influenza suina. Mi è lecito quindi sospettare che ci sia una regia nazionale.

D'altronde le donazione di sangue possono essere utili in alcuni limitati casi di incidenti con gravi perdite di sangue, ma per le operazioni chirurgiche che si possono calendarizzare con discreto anticipo l'autotrasfusione (raccogliere sangue del paziente con congruo anticipo e utilizzarlo per la trafusione sul paziente stesso) è ovviamente la scelta migliore per potere avere a disposizione sangue compatibile e sicuro al 100%.

Ma quand'è che capita di avere bisogno di sangue pronto per un'operazione chirurgica che avviene senza preavviso? A parte alcuni casi, che possono sempre capitare, tale necessità si presenta per lo più in occasione dei trapianti di organi, operazioni che vengono organizzate in fretta e furia allorquando una persona in coma viene espiantata. Per chi è conscio di quanto sia predatorio l'espianto degli organi appare quindi chiaro come l'attività dell'AVIS, per quanto svolta fatta in buona fede dai molti volontari che ci lavorano, è funzionale ad un'attività inaccettabile, quella dei trapianti.



Siamo poi sicuri che negli altri casi (che non siano operazioni di trapianti) servano tanto le trasfusioni? Il progresso avanza in chirurgia e ormai si sono fatti passi da gigante nella direzione della chirurgia senza sangue, e non bisogna essere Testimoni di Geova per accorgersene. Ecco qui di seguito alcuni link e siti di approfondimento sulla chirurgia senza sangue e sui pericoli connessi con le trasfusioni:

La frontiera della chirurgia senza sangue
(articolo del Corriere della sera)

Avanza la medicina alternativa: chirurgia e medicina SENZA SANGUE

Trasfusioni di sangue e pericoli connessi


Alternative alle trasfusioni di sangue

Quanto al simbolo dell'AVIS ci sono poi delle somiglianze curiose, che richiamano quanto avevo scritto tre anni fa in uno dei miei articoli di questo blog.





Solo coincidenze? Giudicate voi. La goccia rossa di sangue presente nelle prime due è identica, il simbolo analogo presente nella terza è leggermente diverso, però sorge un sospetto, anche perchè i colori usati sono proprio il rosso ed il bianco ...

Ulteriori informazioni le potete trovare su diversi siti, fra i quali consiglio il blog ilnautilus nel quale ad esempio potete leggere l'articolo Connessioni tra KKK e massoneria/Illuminati/NWO, e quello di freenfo dove potete trovare questo articolo dal titolo Life is now

NB: la prima immagine è il simbolo del kkk, la seconda non ha bisogno di spiegazioni, l'ultima è presa dalla copertina di un libro apparso in edicola allegato al giornale l'unità. Ricordo che Walter Veltroni quando era a capo di questo giornale partecipava alle riunioni del gruppo Bildeberg.

Saturday, November 27, 2010

APPELLO AI GENITORI CHE HANNO DONATO, NEL XVII ANNIVERSARIO DELL'ESPIANTO DI NOSTRO FIGLIO PAOLO

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/11/appello-ai-genitori-che-hanno-donato.html

APPELLO AI GENITORI CHE HANNO DONATO, NEL XVII ANNIVERSARIO DELL'ESPIANTO DI NOSTRO FIGLIO PAOLO


Sentiamo il dovere di dirvi che anche noi abbiamo, purtroppo, ceduto alla richiesta degli organi di nostro figlio Paolo che aveva 19 anni. Eravamo distrutti dal dolore ed abbiamo firmato. Mai decisione fu più sciagurata: noi tutti abbiamo ceduto i nostri figli per disinformazione e sfinimento di fronte alla pressione sanitaria dell'industria dei trapianti. Inconsapevolmente abbiamo fatto macellare, eviscerare, senza anestesia i nostri figli. I torturatori nei lager almeno non chiedevano ai genitori di firmare l’autorizzazione ad uccidere i figli.

I nostri figli sono stati sequestrati in rianimazione, soli senza i loro genitori, e poi uccisi in sala operatoria: “Il chirurgo affonda il coltello dal collo giù fino allo sterno e poi fino all’ombelico e poi fino all’inguine. Il cuore batte. I polmoni respirano. Il sangue circola. Il corpo è caldo. Si muove, cerca di reagire, ma per i chirurghi sono solo riflessi spinali da controllare con farmaci paralizzanti. Inesorabile la mano del boia spacca lo sterno, afferra il cuore che batte, e recide”. Così sono morti i nostri figli, indifesi e abbandonati non hanno potuto ricevere una carezza, l’ultimo bacio di mamma e papà. I loro corpi sono divenuti merce contesa da chi ha pregato per ottenere i loro organi. I nostri figli sono stati trattati peggio dei condannati a morte o degli animali al macello, perché almeno a questi viene risparmiata la tortura prolungata.
Tutti noi abbiamo dato quella firma perché ci hanno fatto credere di “fare il bene”: l’omertà mafiosa dell'industria dei trapianti ha vinto contro di noi.

Combattete perché nessun altro genitore soffra quello che oggi stiamo soffrendo per esserci fidati dei “coordinatori dei trapianti”, dei chirurghi/espiantatori e di tutti gli altri collaborazionisti: medici legali/rianimatori/neurologi, infermieri, giornalisti prezzolati e altri ancora che partecipano alla mattanza/espianto che spacciano per “donazione” di organi.

Questo modo di procedere tra furbizia ed inganni genera odio sociale, non amore.

Genitori che avete donato abbiate il coraggio, anche voi, di dire la verità e denunciare pubblicamente la vostra sofferenza: non soffocatela nei centri psichiatrici ad hoc istituiti.

Fermiamo questo cannibalismo moderno, camuffato da scienza.

I Genitori di Paolo Mondo
Stellio Mondo e Silvana Mergiani
Consigliera Nazionale

COMUNICATO STAMPA
ANNO XXVI - n.16
23 Novembre 2010
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660

Chi vuole sostenere l'Associazione può diventare socio o dare un libero contributo:
- Conto Corrente Postale è n° 18066241 intestato a Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
- IBAN IT35 S076 0111 1000 0001 8066241, intestato a Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi

Thursday, October 28, 2010

Muore nel carcere di Grasse in Francia, e viene restituito alla madre senza cuore, fegato, cervello e occhi - con appendice critica su Medici senza Fr

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/10/muore-nel-carcere-di-grasse-in-francia.html

Muore nel carcere di Grasse in Francia, e viene restituito alla madre senza cuore, fegato, cervello e occhi - con appendice critica su Medici senza Frontiere


Stanno diventando sempre più famelici per i trapianti. Però, in questo caso, il fatto che manchi il cuore, nonché fegato, milza, cervello e occhi, fa pensare piuttosto che si sia cercato di far scomparire quegli organi che avrebbero potuto documentare la falsità delle dichiarazioni delle autorità francesi che negano atti di pestaggio e di abusi: nel caso del cuore se c'era o no traccia d'infarto; nel caso del fegato e della milza se erano stati spappolati e nel caso del cervello se c'era o meno una emorragia da percosse o trauma.

E' evidente che se Daniele Franceschi avesse accusato un infarto il suo cuore non avrebbe potuto essere trapiantato, quindi è un altro il motivo per cui è stato occultato il cuore. E' anche noto che in nessuna nazione si trapianta il cervello, quindi è evidente che il trapianto non entra in causa.

Un altro elemento che favorisce sospetti di violenza e conseguente morte indotta, è la condizione in cui è stato conservato il corpo: cioè a temperatura normale e non in cella frigorifera (i fatti risalgono al 25 agosto). Tale incongruenza appare significativa nel momento in cui il corpo è stato consegnato alla famiglia, dopo molti ostacoli, in decomposizione avanzatissima, che potrebbe essere stata favorita per evitare che da successive autopsie risultassero tracce esterne di violenza. Ma il naso è rotto, la decomposizione non ha nascosto questo fatto.

Ha ragione la madre Cira Antignano a chiedere che “l'autopsia venga fatta in tutti i casi”, ma qualcuno ha fatto in modo che fosse troppo difficile documentare quanto è successo in quanto mancano gli organi. Che fa il Ministro Frattini? Il garbato all'italiana?

Questo fatto deve aprirci gli occhi sulle istituzioni che hanno il potere di sequestrare i cittadini, siano esse carceri oppure rianimazioni degli ospedali dove si dichiara d'autorità la “morte cerebrale” per prelevare organi da corpi vivi e poi consegnare la carcassa ai medici legali per l'esecuzione di finte autopsie. Bisogna che il cittadino esca dal torpore della schiavitù e si renda conto che le istituzioni sono al servizio della destrutturazione dell'individuo per l'uso del suo corpo.

I magistrati non devono mai dare il “nulla osta” all'espianto di organi quando c'è sospetto di reato, ma la “correttezza professionale” i magistrati la riservano solo ai medici quando questi sono inquisiti e giustamente pretendono autopsie veritiere per la propria difesa; invece per gli altri cittadini prima l'espianto, poi l'autopsia fasulla. Così agisce il potere assoluto dello Stato.

Nerina Negrello, Presidente della


Per ulteriori informazioni su questo ennesimo caso di morte in carcere dopo soprusi, violenze e percosse si può leggere l'articolo del corriere della sera di Marco Gasparetti (14 ottobre 2010) dal quale citiamo alcune righe significative:
Non è sofferente solo nell’anima, la signora Cira. Mercoledì, davanti al carcere di Grasse, durante una colluttazione avuta con alcuni gendarmi che le volevano strappare un cartello di protesta (“Me lo avete ucciso due volte”), ha riportato lesioni a tre costole.
“Mi hanno picchiata solo perché chiedevo giustizia”, racconta. “Un gendarme mi ha spinto a terra, un altro mi ha presa a calci. Poi mi hanno portato in galera, come una delinquente. Meno male che è intervenuto il console italiano a Nizza e allora mi hanno rilasciato dopo tre ore”. Insieme alla signora Cira anche la cognata Maria Grazia, anche lei arrestata e poi rilasciata.

(...)


La famiglia di Daniele è convinta che la morte del giovane non sia da attribuire a “cause naturali” come sostengono le autorità francesi. “L’hanno lasciato morire solo come un cane in una cella di un carcere straniero”, ricorda mamma Cira, “e a me, che sono la madre, me l’hanno detto dopo due giorni”. La donna ricorda gli ultimi giorni drammatici della morte del figlio. “Dal carcere Daniele mi aveva scritto alcune lettere terribili”, racconta la donna. “Aveva paura, mi raccontava che odiavano gli italiani, si sentiva minacciato. ‘Mamma ci trattano peggio delle bestiè, mi aveva scritto. E un mese fa, subito dopo l’arresto, era stato colpito dalla febbre, forse un virus. Febbre a 41, ma nessuno lo aveva curato o aiutato. Lo accusavano di non voler lavorare, con lui ce l’avevano guardie e gli altri detenuti, ma nessuno l’ha aiutato”. Daniele è morto il 25 agosto.

Nel certificato di morte, firmato dal medico del carcere alle 17,30 si parla genericamente di arresto cardiaco.
Altre informazioni sul caso di Daniele Franceschi le potete trovare nei due articoli di repubblica di cui qui potete vedere gli screenshot (primo articolo e secondo) e in un interessante articolo su articolo21.org in cui si ricordano le forti analogie col caso di Stefano Cucchi e Marcello Lonzi morti nelle carceri italiane.

Da notare in tutta questa faccenda il comportamento a dir poco prudente ed intempestivo del ministro Frattini il quale nonostante ciò non ha pudore di affermare: «Io desidero che tutta la verità emerga: come è stato conservato il corpo di questo povero ragazzo; qualcuno gli ha fatto violenza in carcere e chi gli ha fatto violenza; perché gli organi non ci sono più. Queste sono domande a cui le autorità francesi dovranno rispondere».

Ma se lui stesso ammette che si siano verificate tutte questei orrori, come fa allora ad affermare che la Francia sia «un grande paese democratico»? Una simile vicenda mostra che la Francia la democrazia sia una merce rara né più né meno che nel nostro paese.

Su un articolo del corriere del 20 ottobre 2010 leggiamo d'altronde che:

Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, è «in contatto regolare con il suo collega ed amico Franco Frattini su questo doloroso caso» fa sapere il Quai d'Orsay, attraverso il suo portavoce, Bernard Valero, sottolineando che «a Parigi il caso viene seguito dal ministero della Giustizia».

Avete capito? Sono colleghi ed amici, e quindi al di là di alcune scontate dichiarazioni di prammatica ci sono tutte le premesse perché tutto finisca a tarallucci a vino.


Se poi il ministro della giustizia francese seguirà il caso come quello della giustizia italiana ha seguito a suo tempo il caso dei pestaggi polizieschi nella scuola Diaz (Genova 2001) i responsabili delle atroci violenze inflitte a quel povero ragazzo difficilmente pagheranno per le proprie colpe; oppure al massimo (proprio come nel caso della Diaz) pagheranno solo i pesci piccoli, mentre chi in alto offre le opportune coperture e permette che succedano queste cose verrà assolto.




Appendice

Ma aspettate un attimo, chi è questo Bernard Kouchner amico di Franco Frattini? Egli è un medico che ritroviamo tra i fondatori dell'organizzazione ONLUS Medici senza frontiere!

Ecco dove finiscono gli ex dirigenti di questa "organizzazione umanitaria", a gestire incarichi governativi in regime despotici e impopolari (basti pensare a quello che hanno fatto di recente con la riforma delle pensioni). Sembra la solita trama trita e ritrita (vedi gli ex direttori dei sindacati che diventano ministri del lavoro, gli ex dirigenti della Legambiente fanno passare i decreti che permettono di avvelenare, o i dirigenti della LAV che portano avanti l'impianto dei microchip negli animali).


Ma d'altronde cosa pensate che sia "medici senza frontiere"? Una vera organizzazione umanitaria? Scordatevelo! Essa infatti è da semprei mpegnata nella realizzazione di campagne di vaccinazione nei paesi del terzo mondo, laddove servirebbe piuttosto cibo e acqua potabile (per non parlare di un governo onesto che non sia colluso con le multinazionali occidentali).


Basta leggere l'articolo Angola, Medici Senza Frontiere avvia la seconda fase di vaccinazioni contro il morbillo (http://www.medicisenzafrontiere.it/msfinforma/news.asp?id=384) e tenere a mente quali siano i danni che può fare il vaccino contro il morbillo e le recenti morti da esso causate. Se poi approfondiamo la questione informandoci su cosa siano realmente i vaccini, su quali persone impresentabili li sponsorizzano (Bill Gates, fautore della geoingegneria, alias scie chimiche) e sulle loro intenzioni di utilizzare i vaccini per ridurre la popolazione, il cerchio si chiude e si capisce bene come Medici Senza Frontiere sia l'ennesima organizzazione di facciata che opera per la realizzazione dei progetti del Nuovo Ordine Mondiale.