L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label Gizah. Show all posts
Showing posts with label Gizah. Show all posts

Tuesday, December 18, 2012

Templi e tempi

http://zret.blogspot.co.uk/2012/12/templi-e-tempi.html

Templi e tempi

Maestose vestigia di templi edificati da genti di cui si sono perse quasi del tutto le tracce, monumenti megalitici, mura ciclopiche di città erette su alture, statue enigmatiche dalle dimensioni colossali, miti di cui sono protagonisti dei potenti ed eroi intemerati… [anto', questa volta hai superato te stesso: sono riuscito a leggere fin qui] Che cosa accomuna tutte codeste pristine testimonianze? Quale fil rouge lega il complesso architettonico di Ankgor Wat e le cattedrali gotiche, le saghe nordiche ed il Popol Vuh?

Sono tracce di un passato venerando ed arcano in cui costruttori e rapsodi codificarono conoscenze sovente riconducibili alla precessione degli equinozi. Per quale ragioni le civiltà che precedettero le civiltà erano ossessionate da un fenomeno astronomico complesso a tal punto che bisognò attendere l’età ellenistica con lo scienziato Ipparco onde fosse riscoperto? La precessione costruisce un calendario delle ere, con le età che si avvicendano in concomitanza con la successione dei segni zodiacali. I moti apparenti del cielo muovono la ruota del tempo. L’itinerario precessionale è un movimento a ritroso e per questo avvertito come irrazionale, un viaggio che dalla meta conduce al punto di partenza.

Il firmamento per i popoli primigeni era uno specchio che riverberava l’immagine di un mondo inclinato e declinante. Si può congetturare che quelle culture si ripiegassero nostalgiche su un passato remoto orlato dal fioco barlume della lontananza. Il tempo del principio confinava nel non-tempo e tanto più era rimpianto.

La Via lattea era un fiume uranico, il Sole l’araldo del giorno e dell’anno, gli astri erano messaggeri dell’infinito. Gli edifici erano allineati con le costellazioni ed i triliti traguardavano i solstizi. Quei popoli antidiluviani avevano intuito che lo spazio ed il tempo erano sincronizzati, che il cosmo si traslava assieme alle lunghe orifiamme celesti. Non furono solo le esigenze agricole ad insegnare ad osservare la volta: fu la coscienza di una genesi siderale, ultrafanica.

Gli archeologi ortodossi ancora oggi si ostinano a “vedere” nei condotti della Grande Piramide dei pozzi di aerazione; essi, invece, puntano verso Orione e Thuban. Erano sentieri verso regioni soprannaturali. Il geologo Robert Schoch crede che le singolari sculture di Gobleki Tepe, pietre a forma di tau, raffigurino in modo stilizzato Osiride (Orione per i Greci), il dio mutilo. Se Schoch è nel giusto, il mito del Gran Cacciatore si arricchisce di un nuovo episodio illustrato.

Quanto gli antichi erano adusi a contemplare il firmamento ed a leggerne gli scintillanti geroglifici, tanto gli uomini dell’epoca attuale si disinteressano di tutto ciò che oltrepassa l’orizzonte angusto del proprio naso. Così, quando i dardi ignei solcheranno lo spazio e l’aratro del tempo scaverà solchi profondi nella Terra, l’umanità scambierà il fuoco della palingenesi per “il bagliore di un fiammifero”.

Thursday, September 2, 2010

Campi elettromagnetici a bassa frequenza: sapere antico ed applicazioni contemporanee

Guardate le fonti! C. Dorofatti, detto Gattopardo Tek.
STRAROTFL

http://www.tankerenemy.com/2010/09/campi-elettromagnetici-bassa-frequenza.html

Campi elettromagnetici a bassa frequenza: sapere antico ed applicazioni contemporanee

L'argomento delle onde elettromagnetiche a bassa frequenza merita un approfondimento. Svariate ricerche "eretiche", anche non recenti, sono confluite nel volume di Armando Mei e Nico Moretto, intitolato "Gizah: le piramidi satellite ed il codice segreto", 2010. Il libro, dedicato all'Egitto, la cui civiltà gli autori, sulla base delle ricostruzioni offerte da Erodoto e da Manetone, nonché di esplorazioni nell'ambito all'archeoastronomia, datano ad epoca antidiluviana, contiene interessanti osservazioni sui luoghi energetici del pianeta.

Secondo i due ricercatori, le aree archeologiche più misteriose della Terra, Teotihuacan, Gizah, Yonaguni, sono centri ad elevata intensità elettromagnetica a bassa frequenza. Questo potrebbe significare che antichi monumenti furono eretti per sfruttare l'intensità di tale fenomeno naturale, generato dalla rotazione di Gaia intorno al proprio asse. Si potrebbe ipotizzare dunque - sostengono gli autori - che gli ideatori delle piramidi avevano cognizioni in merito ai campi elettromagnetici, alle onde radio, alle interferenze, ai punti scatteratori. Sorprende che essi avessero intuito che le onde elettromagnetiche a bassa frequenza - comprese tra i 3 ed i 30 hz - potevano essere usate per lo studio del campo magnetico terrestre. Giova ricordare che le onde rilevate all'interno della piramide di Cheope viaggiano nella banda indicata, intorno ai 16 hz, stando alle indagini di Tom Danley.

Le congetture di Mei e Moretto, che attribuiscono a popoli antidiluviani anche conoscenze sulla ionosfera, paiono trovare una conferma in quanto, ad esempio, scrive l'estensore di Are we in a H.A.A.R.P. "Earthquake war"?, 2010. Egli ricorda: "Gli Illuminati conoscono l’importanza del campo magnetico terrestre e collocano le loro capitali su quei punti della griglia dove il campo è più forte, ritenendo che un'ubicazione ad hoc renda il contatto con la Natura più intenso. Infatti, molte città sono pianificate e costruite su un reticolo che combacia con le leylines. Di solito, negli Stati Uniti, la Main street e la State street sono tracciate lungo i meridiani, mentre sui nodi sono edificate le chiese".

Saremmo al cospetto di un sapere trasmesso attraverso i millenni ed oggi appannaggio di funeste sette che forse ne carpirono i capisaldi a confraternite iniziatiche risalenti ad epoche remote. Si evince la volontà per opera di antichi architetti di innalzare edifici monumentali, secondo un complesso progetto unitario. Per l'efficace trasmissione di onde elettromagnetiche l'equidistanza è una proprietà fondamentale: Teotihuacan, Gizah ed il Mar del Giappone, ove le ciclopiche vestigia di un sito templare sono oggi sommerse, sono equidistanti tra loro.

E' evidente che, in questi tempi di ferro, le tecnologie derivate da nozioni inerenti ai campi a bassa frequenza sono volte alla distruzione ed alla morte, dai terremoti artificiali al controllo mentale. Restano la possibilità e la volontà di compiere ricognizioni in settori di frontiera per tradurre la conoscenza in applicazioni utili.

Fonti:

A. Mei, N. Moretto, Gizah: le piramidi satellite ed il codice segreto, 2010
Autore non indicato, Are We in a H.A.A.R.P. "Earthquake war"?, 2010
C. Dorofatti, Il mistero dello Djed, in Fenix n. 21, agosto, 2010