L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, January 29, 2014

Noli me tangere

http://zret.blogspot.co.uk/2014/01/noli-me-tangere.html

Noli me tangere


Ogni esperienza ha la sua età. Rammento le intense emozioni che provai quando lessi il romanzo breve di Herman Hesse, “Sotto la ruota”, la storia di un adolescente che, pieno di speranze, si affaccia alla vita per esserne schiacciato nell’arco di breve tempo. Non so se, rileggendo il libro dell’autore tedesco, a distanza di tanti anni, sarei capace di rivivere quelle ineffabili sensazioni.

Non sono le esperienze che ci permettono di maturare, piuttosto è il primo contatto con la realtà a donarci un’esperienza vergine ed ingenua, anzi è l’attitudine a non toccare le cose a preservarne la loro magia. Codesta è la vera comunione con il mondo.

Forse è per questo che il vissuto più coinvolgente è la visione del firmamento notturno. Ricordo quando, alcuni lustri addietro, contemplai la Via Lattea. Era una notte luminosa e cristallina: l’arcata della galassia, cosparsa di stelle, si dispiegava su un oceano profondissimo. La percezione era tutt’uno con il sentimento dell’infinito e della bellezza, perché nessuna riflessione e nessuna domanda sul senso del Tutto si insinuavano ad offuscare la sublime purità dello spettacolo.

Le cose, per essere comprese, non devono essere neppure sfiorate: è preferibile abbracciarle con lo stupore, accoglierle nell’anima.

“Amai solo le rose che non colsi”, scrive Guido Gozzano in una sua celebre poesia. Così si può veramente amare una voce senza volto o l’ombra del silenzio o perdersi nelle dissolvenze di un sogno. Per vivere un’avventura, per intraprendere un viaggio nell’infinito, è sufficiente ammirare una stilla di pioggia, mentre scivola sul vetro.

La felicità (se esiste) è simile ad un cristallo fragilissimo: basta un nonnulla per mandarla in frantumi. Il narratore Barbey d’Aurevilly osserva che le persone davvero felici tengono un contegno misurato, non lasciano quasi trasparire la loro gioia. Incedono come se stessero portando un vassoio su cui sono collocati dei calici pieni sin quasi all’orlo.

La vita e la felicità si sbriciolano, non appena le sfiora il tempo, quando le inseriamo nel diagramma della logica.

La vera esperienza ama immergersi nell’ignoto e nell’incanto affinché restino tali.


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Tuesday, December 18, 2012

Templi e tempi

http://zret.blogspot.co.uk/2012/12/templi-e-tempi.html

Templi e tempi

Maestose vestigia di templi edificati da genti di cui si sono perse quasi del tutto le tracce, monumenti megalitici, mura ciclopiche di città erette su alture, statue enigmatiche dalle dimensioni colossali, miti di cui sono protagonisti dei potenti ed eroi intemerati… [anto', questa volta hai superato te stesso: sono riuscito a leggere fin qui] Che cosa accomuna tutte codeste pristine testimonianze? Quale fil rouge lega il complesso architettonico di Ankgor Wat e le cattedrali gotiche, le saghe nordiche ed il Popol Vuh?

Sono tracce di un passato venerando ed arcano in cui costruttori e rapsodi codificarono conoscenze sovente riconducibili alla precessione degli equinozi. Per quale ragioni le civiltà che precedettero le civiltà erano ossessionate da un fenomeno astronomico complesso a tal punto che bisognò attendere l’età ellenistica con lo scienziato Ipparco onde fosse riscoperto? La precessione costruisce un calendario delle ere, con le età che si avvicendano in concomitanza con la successione dei segni zodiacali. I moti apparenti del cielo muovono la ruota del tempo. L’itinerario precessionale è un movimento a ritroso e per questo avvertito come irrazionale, un viaggio che dalla meta conduce al punto di partenza.

Il firmamento per i popoli primigeni era uno specchio che riverberava l’immagine di un mondo inclinato e declinante. Si può congetturare che quelle culture si ripiegassero nostalgiche su un passato remoto orlato dal fioco barlume della lontananza. Il tempo del principio confinava nel non-tempo e tanto più era rimpianto.

La Via lattea era un fiume uranico, il Sole l’araldo del giorno e dell’anno, gli astri erano messaggeri dell’infinito. Gli edifici erano allineati con le costellazioni ed i triliti traguardavano i solstizi. Quei popoli antidiluviani avevano intuito che lo spazio ed il tempo erano sincronizzati, che il cosmo si traslava assieme alle lunghe orifiamme celesti. Non furono solo le esigenze agricole ad insegnare ad osservare la volta: fu la coscienza di una genesi siderale, ultrafanica.

Gli archeologi ortodossi ancora oggi si ostinano a “vedere” nei condotti della Grande Piramide dei pozzi di aerazione; essi, invece, puntano verso Orione e Thuban. Erano sentieri verso regioni soprannaturali. Il geologo Robert Schoch crede che le singolari sculture di Gobleki Tepe, pietre a forma di tau, raffigurino in modo stilizzato Osiride (Orione per i Greci), il dio mutilo. Se Schoch è nel giusto, il mito del Gran Cacciatore si arricchisce di un nuovo episodio illustrato.

Quanto gli antichi erano adusi a contemplare il firmamento ed a leggerne gli scintillanti geroglifici, tanto gli uomini dell’epoca attuale si disinteressano di tutto ciò che oltrepassa l’orizzonte angusto del proprio naso. Così, quando i dardi ignei solcheranno lo spazio e l’aratro del tempo scaverà solchi profondi nella Terra, l’umanità scambierà il fuoco della palingenesi per “il bagliore di un fiammifero”.

Monday, January 10, 2011

Cromlech

http://zret.blogspot.com/2011/01/cromlech_07.html

Cromlech


Le più belle poesie si scrivono sopra le pietre, coi ginocchi piagati e le menti aguzzate dal silenzio. (A. Merini)

Ossa di giganti, antichi abitatori di una terra incognita, flagellata dai venti glauchi dell’oceano. Sono lì confitte nell’orizzonte, chiostra solenne nella notte su cui piove la grandine delle stelle: tracce di mondi perduti dove l’eco degli eoni corre tra i ciuffi di eriche e gli anfratti delle scogliere.

Come voci acuminate intagliano il profilo di brughiere solitarie. Sono coti donde si sprigionano le scintille della pioggia.

Forse allora il tempo era immobile, impietrito nello stupore di un mondo aurorale. Dall’alto il firmamento riversava cascate di luce che subito si cristallizzavano e la Via Lattea cingeva in un radioso abbraccio il silenzio.

Oggi, se ci aggiriamo tra questi monoliti, custodi di segreti per sempre suggellati, se penetriamo nel santuario del passato, tra ombre di druidi salmodianti, le nostre vane parole si stremano ad interrogare il buio, solcato appena da vene esangui.



Friday, November 12, 2010

Bolle di energia al centro della galassia

http://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/10/bolle-di-energia-al-centro-della-galassia/

Bolle di energia al centro della galassia

Posted: 10 novembre 2010 by neovitruvian

Dall’inizio alla fine, le bolle di raggi gamma di recente scoperta si estendono per 50.000 anni-luce, o di circa la metà del diametro della Via Lattea, come mostrato in questa figura.

Qualcosa di grosso sta accadendo al centro della galassia, e gli astronomi sono felici di dire di non sapere di cosa si tratti.

Un gruppo di scienziati che lavorano con i dati del telescopio Fermi ha annunciato Martedì di aver scoperto due bolle di energia che eruttano al centro della Via Lattea. Le bolle, hanno detto, si estendono per 25 mila anni luce sopra e sotto da ogni lato della galassia e contengono l’energia equivalente a 100.000 esplosioni di supernove.

“Sono grandi”, ha detto Doug Finkbeiner dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics, leader del team che li ha scoperti.

La fonte delle bolle è un mistero. Una possibilità è che esse vengano alimentate da un’ondata di stelle morte e nuove. Un’altra opzione è una eruzione gigantesca dal buco nero che risiede al centro della via lattea. Non è materia oscura, quel qualcosa di misterioso che gli astronomi sostengono costituire un quarto dell’universo e che tiene insieme le galassie.

“Wow”, ha detto David Spergel, astrofisico di Princeton, che non è stato coinvolto nel lavoro.

“E noi crediamo di sapere molto sulla nostra galassia,” il Dott. Spergel ha aggiunto, osservando che le bolle erano quasi grandi come la galassia.

Jon Morse, direttore di astrofisica presso la sede della NASA, ha dichiarato: “Questo dimostra ancora una volta che l’universo è pieno di sorprese.”

Uno dei più sorpresi è stato il dottor Finkbeiner. Un anno fa faceva parte di un gruppo guidato da Gregorio Dobler Kavli dell’Istituto di Fisica Teorica a Santa Barbara, in California, il quale avrebbe scoperto l’esistenza di una misteriosa nebbia di particelle ad alta energia che ronza intorno al centro della Via Lattea. Le particelle si manifestano come una foschia di energia supplementare dopo che tutte le fonti conosciute di raggi gamma – la forma più energetica di radiazione elettromagnetica – erano state estrapolate dai dati del satellite Fermi che erano state da poco rese pubbliche.

Al momento, il dottor Finkbeiner e i suoi colleghi hanno ipotizzato che la foschia fosse un prodotto della materia oscura. Il centro della galassia è un luogo dove avvengono molti fenomeni ad alta energia, tra cui un gigantesco buco nero e delle vorticose pulsar, ma le teorie cosmologiche suggeriscono anche che la stessa materia oscura avrebbe qui un’alta concentrazione di energia. Le collisioni di particelle di materia oscura, in teoria, potrebbero produrre una pioggia di raggi gamma.

Ma nelle analisi seguenti, la foschia – oltre ad essere più grande di quello che il Dr. Finkbeiner e i suoi colleghi pensassero – è risultata avere confini netti, come, una bolla. La materia oscura, secondo la teoria prevalente, dovrebbe essere più diramata.

Lui e gli altri scienziati nel dire questo non escludono che la materia oscura non sia concentrata nel centro della galassia, ma che sarebbe più difficile da vedere.