L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

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Saturday, August 9, 2014

Il podere

http://zret.blogspot.ch/2014/08/il-podere.html

Il podere


“I temi essenziali di Federigo Tozzi si ritrovano tutti nel romanzo Il podere, apparso nel 1920: quel senso desolato della vita, soprattutto quella fatalità del male e della morte che lo avvicinano a Verga. E’ la storia della decadenza rapida ed inarrestabile di una proprietà contesa fra gli eredi presunti di un fattore, Giacomo: il figlio Remigio, la seconda moglie, la serva. In questa atmosfera d’odio, Remigio si logora in una sorda e sordida lotta con l’ambiente contadino”.(Anonimo)

Con il suo stile aspro e nervoso, lo scrittore toscano intaglia personaggi brutali ed abbrutiti, mossi quasi sempre da biechi interessi economici che li spingono a mentire e ad ingannare. Il rancore, l’invidia, la cupidigia rodono sia la piccola borghesia senese, composta da volgari notai e fatui causidici, sia la plebaglia dei salariati. In questa umanità degradata non alberga più umanità. Tozzi, però, non indulge ad alcun giudizio: egli lascia che siano gli attori del dramma, con la loro fisionomia fisica e morale deturpata dalla grettezza più che dalla fatica, a dichiarare il loro squallore.

“Il podere” è un capolavoro, non soltanto per l’asciutto racconto degli eventi che si affrettano nel tragico epilogo, ma soprattutto per lo straniamento che fissa vicende e luoghi in una dimensione sospesa, allucinata, quasi l’esistenza fosse un funesto incantesimo che non si riesce a spezzare. La natura stessa non è contemplata, non è rifugio idillico al male di vivere, ma presenza estranea, anzi ostile.

E’ proprio nella riproduzione di una natura viscerale che Tozzi dà il meglio di sé: avverti l’odore del fieno e del letame, il brulichio degli insetti, la solenne solitudine del Monte Amiata, le punture della pioggia, l’umidore delle stalle… E’ un romanzo che penetra i sensi, più che l’anima, li inebria, li confonde, li stordisce.

Quasi ebbro di dolore, incapace di comprendere ciò che lo circonda, Remigio si lascia circuire da avvocati senza scrupoli, da donne arcigne, da subalterni loschi: il suo destino è scritto nel sangue e nella terra.

Tozzi è reputato il maggiore erede di Verga. Lo è, ma pure trascende il narratore siciliano, in quanto l’inetto è figura squisitamente novecentesca e perché, dietro l’ingiustizia che lacera i rapporti umani, si allunga l’ombra di un’ingiustizia ulteriore, metafisica, un po’ come in Kafka.

Non esistono risposte: di fronte al male assoluto, inesplicabile, si può soltanto restare muti e “con gli occhi chiusi”, come il protagonista di un altro celebre libro di Tozzi.

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Tuesday, November 3, 2009

La metamorfosi

http://zret.blogspot.com/2009/11/la-metamorfosi.html

La metamorfosi

Gregorio Samsa, svegliatosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un enorme insetto immondo. (F. Kafka)

Una recente puntata di "Voyager" ha dedicato un servizio alla Massoneria. Il contributo, superficiale e fuorviante, si è tradotto in una specie di panegirico della Massoneria cosiddetta speculativa. Chi scrive ritiene che, sebbene alcune logge e certi affiliati a questa società segreta fossero animati da lodevoli intenti, presto cominciarono le infiltrazioni sicché, accantonati ideali forse astratti, ma nobili, già al principio del XIX secolo, la Massoneria era ormai tralignata e volta a perseguire un graduale, ma perverso programma egemonico. Se consideriamo la storia risorgimentale, sfrondandola degli allori e della retorica celebrativa, cogliamo in filigrana un piano che, coinvolgendo celebri "eroi" come Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini, portò a costruire le premesse degli abominevoli stati e superstati attuali. E' possibile che ancora oggi esistano logge innocue o che perseguono fini condivisibili, ma ormai la Massoneria è tutt'uno con i progetti e le scelleratezze delle vomitevoli élites globalizzatrici.

Purtroppo a questa degenerazione "Voyager" non ha neppure accennato: ne è scaturito un elogio dolciastro e falso di Washington, Franklin e "fratelli". Naturalmente non si è ricordato che Mazzini fu in odore di satanismo; satanista fu Benjamin Franklin. La perigliosa virata del programma condotto da Giacobbo è, però, solo uno dei tanti passi falsi di una trasmissione che sta sempre più sdrucciolando nella disinformazione e nella propaganda. "Voyager", già nato e cresciuto all'insegna dell'ambiguità, (si ricordi la sbilanciata e pilatesca puntata sulle scie chimiche), sta subendo, quasi certamente per pressioni dei servizi, un inquietante processo di sblendorizzazione.

Ne è sintomo la tendenza a ridimensionare questioni ed ipotesi eretiche che già prima erano trattate in modo da non irritare troppo l'inquisitore Kattivix ed i suoi ligissimi dipendenti [n.d.eSSSe: vi ricordate quand qualcuno diceva "non rientra nelle nostre priorita' occuparci dei disinformatori..." ?]. Come scrissi, il ridimensionamento prelude spesso alla negazione. Un altro indizio di questa "normalizzazione" è la creazione del nuovo format "Voyager storia", in cui un fiacco Giacobbo pare la pallida (ma rubiconda) controfigura di Alberto Angela, già parodia di sé stesso ed impegnato, in infantili programmi come "Ulisse", a fare strame della cultura antica e medievale, con il funesto contributo di ammuffiti "esperti".

E' veramente penoso subire i soporiferi e banali servizi sui gladiatori romani, sulle esplorazioni geografiche, sugli impavidi piloti della Prima guerra mondiale... : sembra di leggere le pagine consunte di un sussidiario usato nelle scuole elementari di trent'anni fa. La noia è infinita: temi triti e ritriti presentati sempre con lo stesso taglio convenzionale e per di più in modo menzognero. "Voyager storia" è una trasmissione didascalica, ma che non insegna alcunché, un'inutile replica di Ulisse, una minestra riscaldata insaporita solo con un pizzico di pepe, come gli U.F.O. di Mussolini.

Non ci attendiamo che la televisione di stato affronti temi rilevanti con serietà e sagacia, ma almeno tempo fa "Voyager" offriva qualche spunto, benché estemporaneo. Ora ci manca solo che a condurlo mandino Kattivix e la metamorfosi del programma sarà compiuta, una metamorfosi kafkiana...