L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, December 27, 2014

L'ora di religione

http://zret.blogspot.ch/2014/12/lora-di-religione.html

L'ora di religione


Viviamo in un’età in cui il consumismo e l’edonismo più biechi sono la regola. Nonostante ciò, a volte anche tra adolescenti e giovani, si accende una favilla di curiosità intellettuale, si manifesta il vagheggiamento di un orizzonte. Dunque è una iattura che l’ora di religione nelle scuole italiane sia spesso mortificata da dibattiti su temi di “attualità”, affrontati in modo superficiale o secondo un’etica dolciastra, allineata con il pensiero dominante.

Già da qualche bambino, costretto a frequentare il catechismo, proviene un interrogativo fondamentale (la presenza del male, il destino umano, il significato dell’universo, Dio...), immancabilmente ignorato ed anestetizzato mercé una spaventosa descrizione dell’Inferno o un allettante disegno del Paradiso. Così si cercano risposte e si ricevono solo santini, aride definizioni, precetti, quando la riflessione sul trascendente rifugge da un moralismo deamicisiano.

E’ inevitabile: i pre-adolescenti si allontanano da ogni forma di spiritualità che è ricerca di senso, trasfigurazione dell’esistenza in Vita. Si aggiunga l’ipocrisia che squalifica la maggior parte dei componenti il clero e si otterrà una definitiva disaffezione rispetto al sacro.

E’ il trionfo del materialismo e del numero: il numero nella nostra asociale società non è cifra e sigillo di armonia interiore e cosmica, ma sinonimo di accumulo, di scientismo. Guénon usa l’efficace espressione “regno della quantità”. Le nuove generazioni sono attratte dall’algida logica della “scienza”, dalla sua pretesa di assolutezza che esclude il dubbio, la fantasia, il mistero, il disorientamento. Eppure solo chi è disorientato cerca una direzione.

Il sistema ormai non si limita ad eludere e ad escludere le questioni fondamentali, ma le bolla come ridicole, inutili. Chi in tali condizioni avvertirà soltanto l’esigenza di varcare i confini fisici e di una ripetitiva, insensata quotidianità per provare ad avventurarsi nell’oltre?

Oggi non è più necessario inventarsi risposte per mettere a tacere obiezioni e fugare perplessità. Oggi le domande abissali non soffiano più nel vento.


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Monday, July 7, 2014

Choc

http://zret.blogspot.it/2014/07/choc.html

Choc


L’ipocrisia del potere si misura nella distanza abissale tra le dichiarazioni e le cattive, anzi pessime intenzioni.

Sarebbe scorretto negarlo: il potere sta vincendo la partita e non solo attraverso la coercizione e la frode che sono le sue colonne, ma ottenendo in modo subdolo il consenso dei cittadini. Lo Stato oggi è in ogni dove: le sue colonie si chiamano coscienze. Distrutte le barriere dei pochi diritti rimasti, gli apparati si sono installati nelle menti. Esse non pensano più in modo autonomo: ripetono le mistificazioni dell’establishment. Esse non pensano più. Tutto ciò in modo inconsapevole.

Esiste ancora un’ancora per non naufragare nell’”oceano della stupidità”? Esiste ancora un antidoto contro il conformismo imperante? L’unico contravveleno è la cultura. La cultura oggi più che mai deve essere provocatoria, rivoluzionaria. Deve manifestare la discontinuità rispetto all’ideologia dominante. Contro le concezioni stataliste sarà pungolo il pensiero di tutti quegli autori che denunciano l’ipocrisia delle classi dirigenti. Contro il perbenismo piccolo-borghese gioverà una lingua artigliata che gratta via la patina della retorica.

Il panorama è desolante: le nuove generazioni sono sovente indottrinate da generazioni di indottrinati, tiranneggiate da schiavi. E’ naturale che chi manifesta capacità critiche è ostracizzato ed esposto al pubblico ludibrio, ma è lo scotto da pagare per essere liberi, per essere sé stessi.

La cultura è boomerang: è facile trovare un filosofo, un artista, imbalsamati dal potere in una visione normalizzante (ad esempio, Hegel e Manzoni), che manifestano nella loro Weltanschauung o poetica spigoli acuminati.

Oggigiorno è soprattutto il sapere umanistico-letterario a preservare un’energia, una vis polemica, visto che le discipline scientifiche sono quasi sempre degradate a squallido scientismo. Bisogna riappropriarsi di tutte quelle voci dissonanti, delle intelligenze dissidenti per sovvertire le idee consolidate, per destabilizzare il sistema. E’ necessario valorizzare, nella texture degli autori, il solco più icastico, la linea più scavata.

La cultura è choc: filosofi ed artisti veri si situano rispetto a chi li ha preceduti in una posizione di ripresa ed innovazione, di continuità e rivoluzione, ma è il momento innovativo a prevalere. Nella denuncia e nella critica delle strutture governative occorre privilegiare la pars destruens, sottoporre l’antagonista ad un attacco concentrico, incessante, smascherare l’ignoranza ammantata di saccenteria.

E’ impossibile qualsiasi compromesso o accordo con l’organizzazione statale. Annientare il sistema – non importa quanto tempo e fatica richiederà tale impresa - significa riportarlo alla sua essenza: un niente che vuole controllare tutto.

Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati

 

Tuesday, October 2, 2012

Quando la scienza è poco scientifica: bugie, frodi e verità tacitate

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/10/quando-la-scienza-e-poco-scientifica.html

Quando la scienza è poco scientifica: bugie, frodi e verità tacitate

La scienza ormai è così settorializzata e specialistica che quasi nessun medico osa mettere il naso nelle ricerche dei fisici, e quasi nessun fisico mette il naso nelle ricerche dei biologi, e questo non solo per una mancanza di competenza, ma per un malinteso senso di fiducia nel sistema scientifico. Eppure ci sono truffe così grossolane che con un po’ di spirito critico possono essere smascherate anche da una persona senza grandi conoscenze specialistiche. Il caso della truffa della poliacqua è uno dei più emblematici.
La “poliacqua” è una “scoperta” annunciata nel 1968 da parte di “scienziati” dell’Unione Sovietica che riferirono di un particolare stato di aggregazione delle molecole di acqua che assumeva consistenza gelatinosa. In un clima di grande competizione fra i due blocchi di potere russo e americano all’epoca della guerra fredda, dopo poco tempo anche “scienziati” (o pecore?) statunitensi annunciarono di avere ricreato il fenomeno in laboratorio. Così fra alcune curiose “conferme” dell’osservazione dello strano fenomeno, alcuni esperimenti con esito negativo e molti sospetti sulla validità di certi studi, si arrivò al 1970 quando fu definitivamente chiarito che la “poliacqua” altro non era che una soluzione di acqua e silicone addizionata da varie altre sostanze chimiche compresi alcuni fosfolipidi [vedi l’articolo di D. L. Rousseau, S. P. Porto, “Polywater: polymer or artefact?” apparso sulla rivista Science].
Quello che sorprende una persona che ancora non ha familiarizzato con la ricorrenza delle frodi scientifiche, è la mancanza di un serio controllo sui falsari da parte dei colleghi, vicini e lontani. In realtà gli scienziati non studiano molto spesso elementi di storia della scienza, e quando la studiano essi sono portati giocoforza ad approfondire l’argomento su libri scritti da uomini appartenenti alla “ortodossia scientifica ufficiale” o quanto meno da uomini decisamente di parte. Pensate che uno dei grandi ladri d’idee della storia recente, Emilio Segrè, premio nobel per la fisica nel 1959, ha scritto appunto un libro di storia della fisica.
Credete forse che nei suoi volumi il problema delle truffe e delle falsificazioni in ambito scientifico sia mai stato sollevato? È ormai noto da tempo nell’ambiente scientifico che l’esperimento per il quale Segrè ha ricevuto il premio nobel (il rilevamento dell’antiprotone) fu ideato da un altro fisico italiano (Oreste Piccioni) cui Segrè ha letteralmente rubato l’idea (Edoardo Amaldi, altro insigne fisico italiano ha sempre espresso la sua solidarietà a Piccioni). 
Per maggiori approfondimenti è caldamente consigliata la lettura del libro “Le bugie della scienza” del professor Federico di Trocchio, storico della scienza, docente universitario.
Purtroppo il professor Di Trocchio, per quanto si sia sforzato di fare un buon lavoro, è stato vittima anche lui dei pregiudizi della scienza ortodossa ed è stato irretito (suo malgrado) dai disinformatori di professione. Nel suo libro infatti, seppur egli esponga alcuni importanti casi di frodi scientifiche e di veri e propri falsi, il professor Di Trocchio considera la scoperta della fusione fredda l’ennesima truffa. Forse se leggesse gli ultimi sviluppi della questione non ne sarebbe più tanto sicuro.
Anche sulla memoria dell’acqua e sull’AIDS egli espone tesi troppo conformi all’ortodossia scientifica, ma bisogna dargli conto che su certe questioni è difficile avere informazioni non allineate e che il suo libro Il genio incompreso (che non a caso è denigrato dal CICAP) attesta come molte scoperte vengano passate sotto silenzio e non riconosciute dalla scienza ufficiale. Di certo se egli alzasse gli occhi al cielo potrebbe avere la prova che la portata delle menzogne in ogni ambito istituzionale è molto più vasta di quanto egli stesso sospettasse.

Thursday, July 12, 2012

Trovata la particella di Dio? Andiamoci piano

Per la serie "Senti chi parla" ecco corradoilfisico che parla del CERN. Come quando zretino parla di Umberto Eco.

http://rassegnastampanonwo.blogspot.it/2012/07/trovata-la-particella-di-dio-andiamoci.html

Trovata la particella di Dio? Andiamoci piano


Dopo la brutta figura sui neutrini e la loro presunta velocità superluminare, annunciata e poi ritrattata a tempo di record, la scienza ufficiale invece che imparare dai suoi errori continua a fare annunci roboanti invece che fare caute rivelazioni.

Certo di mezzo non c'è solo il mondo della ricerca scientifica, ma anche o soprattutto quello della comunicazione di massa, dei giornalisti cosiddetti scientifici (che spesso di scienza sanno ben poco). 

Intendiamoci, quanto ottenuto con il Large Hadron Collider, strumento costosissimo (tra costruzione e gestione in questi anni ha assorbito circa 6 miliardi di euro) potrebbe davvero rivelarsi la traccia rivelatrice del bosone di Higgs, però è presto per fare annunci di vittoria. Gli stessi ricercatori hanno affermato che nei prossimi mesi il gigantesco strumento per accelerare particelle verrà ancora utilizzato per chiarire se si tratta davvero del bosone di Higgs di qualcosa di completamente diverso.

Sarebbe utile a tale scopo leggere quanto scrive a tal proposito Marco Delmastro, fisico delle particelle che lavora all'esperimento ATLAS al CERN di Ginevra nel suo sito Borborigmi di un fisico renitente .
Resta ovviamente da stabilire se si tratti proprio del bosone di Higgs. Quelli che abbiamo osservato sono in effetti segnali di una particella che si comporta molto da vicino come il bosone di Higgs previsto dal Modello Standard. Decade in quello che ci aspettiamo in cui debba decadere, e lo fa più o meno ai ritmi giusti. In quel "più o meno" sta tutta l'ambiguità della scoperta: i dati che abbiamo oggi ci permettono di dichiarare una scoperta, ma sono ancora piuttosto imprecisi sulle proprietà di quello che abbiamo scoperto. Globalmente, il tutto sembra essere compatibile con il bosone di Higgs del Modello Standard, ma per esempio sia CMS che ATLAS sembrano vedere un ritmo di decadimento in due fotoni circa doppio rispetto a quello previsto. Questo "doppio" è credibile? Molto meno che la scoperta stessa, nel senso che l'errore sperimentale sui ritmi di decadimento (come sulla massa stessa della particella scoperta) è ancora grossino. Solo con più dati, e studi più approfonditi, potremo dire se si tratta di quel bosone di Higgs, o di un suo cugino che gli assomiglia molto. 
Ma non è il solo. Su un recente articolo pubblicato su Live Science leggiamo le dichiarazioni scettiche di Harvey Newman, fisico del California Institute of Technology, che lavora anche lui ad uno degli esperimenti del LHC che hanno portato all'individuazione della nuova particella. Egli sostiene che forse è stata trovata una delle 5 particelle correlate ai 5 campi di Higgs previsti dal modello della Supersimmetria (teoria che supera ed amplia quel modello standard che prevede un singolo bosone di Higgs). Ma anche la Supersimmetria a sua volta potrebbe essere una costruzione fallace, dalla quale ci metteva in guardia già tanto tempo fa il premio nobel Feynman (vedi articolo relativo).


Newman afferma inoltre che:
“Il modello Standard è incompleto”, secondo Newman, “perché non tiene conto di quelle particelle che compongono l’84% della materia dell’Universo: quella sostanza invisibile conosciuta come “materia oscura“. Il Modello Standard non è in grado nemmeno di la forza di gravità. Inoltre, la teoria tratta la materia e il suo opposto, l’antimateria, come se fossero simmetriche, e quindi non riesce a spiegare il motivo per cui nell’universo sembra esserci più materia che antimateria. (...) “Credere nella validità del Modello Standard, sarebbe come credere nelle leggi del moto di Newton“, afferma Newman. Le Leggi di Newton vanno bene per descrivere i movimenti degli oggetti lenti e a bassa massa. [ringraziamo il sito http://www.tnepd.com  che ha eseguito la traduzione da Live Science]
Interessante la digressione di Newman sulla materia oscura, che secondo alcune teorie fisiche costituirebbe addirittura più del 90 per cento dell'universo fisico. Se davvero esistesse tale materia oscura (correlata alla corrispondente forza oscura) il bosone di Higgs (o i suoi simili) potrebbe aiutare a comprendere solo una piccola percentuale dei costituenti del cosmo. Ma a questo punto la questione si complica giacché anche la materia oscura è soprattutto un costutto teorico che serve a fare quadrare alcuni conti sugli effetti gravitazionali osservati nel cosmo; sulla sua reale esistenza neppure tutti i fisici sono d'accordo (vedi ad esempio la singolare teoria di George Ellis che mette in discussione persino l'omogeneità dell'universo).

Che dire a questo punto delle affermazioni roboanti della stampa e di certi scientisti come Margherita Hack (aderente al CICAP nota bene ...) che ha affermato addirittura: "Il Bosone di Higgs è Dio?". A quanto pare la nostra astrofisica non perde occasione per cercare di eliminare dal mondo ogni idea di anima e di spiritualità (e lo dice uno come me che odia profondamente ogni forma di religione).

Per altro, seppure l'eventuale scoperta del bosone di Hiss sarebbe un grosso passo avanti nella comprensione del mondo fisico c'è da tenere conto che per ottenere finanziamenti a progetti costosissimi un po' di pubblicità non fa male dopo la diffusione a livello mondiale della notizia che "è stata trovata la particella di Dio" chi negherà finanziamenti alla struttura del LHC?

Devo dire inoltre che l'annuncio della scoperta di questa particella viene fatta mentre la crisi economica si aggrava (vedi solo ciò che succede in Spagna dove in un colpo solo il governo ha eliminato le tredicesime, aumentato l'Iva di tre punti percentuali, ridotto ferie e sussidi di disoccupazione, deciso tagli il sistema pensionistico), la guerra in Siria appare ormai inevitabile, e quella in Iran con ogni probabilità si sta preparando da mesi (una notizia per tutte: L’Arabia saudita compra missili balistici in Cina e testate nucleari in Pakistan: nel mirino Iran e Siria); distrarre l'opinione pubblica dalle cose più importanti è sempre un'ottima strategia, e mentre i governi di mezza Europa dissanguano i propri cittadini con la scusa del debito da ripagare ecco che arriva la notizia che l'essere umano avrebbe compreso la reale natura della materia ... chissà cosa ne pensano i disoccupati greci, italiani, spagnoli e portoghesi. Ma non vi preoccupate, tra poco arrivano anche le olimpiadi e finalmente i disoccupati avranno qualcosa da fare: guardare inebetiti la TV.

Qualsiasi cosa sia quella traccia registrata con il LHC (non crediate che con gli acceleratori di particelle si filmino le particelle subnucleari, si analizzano complicatissime tracce che hanno senso solo all'interno di una teoria che, per quanto consolidata, è ugualmente incompleta e parziale) e qualunque sia la migliore teoria per interpretare i dati ottenuti, occorre ricordare che oltre al mondo fisico c'è qualcos'altro, la cui conoscenza potrebbe essere di importanza molto maggiore per l'uomo, qualcosa che la scienza ufficiale per lo più nega o nasconde.
Nessuna costosissima ricerca scientifica ci spiegherà com'è fatto il mondo dello spirito, nè ci aiuterà ad avere un'anima pura. Da fisico, una volta appassionatissimo di scienza e tecnologia, ritengo che una ricerca interiore, a costo zero, sia molto più importante ed interessante. Per altro a noi uomini comuni potrebbe importare molto di più risolvere i problemi della fame, della guerra, e dell'approviggionamento energetico che non le discussioni sul modello standard della fisica delle particelle.

Se si convogliassero le risorse finanziarie nella messa a punto di tecnologie pulite e rinnovabili per la produzione di energia elettrica potremmo avere anche subito una indipendenza energetica dal petrolio. 

Non si tratta di fantascienza, basterebbe volerlo veramente, basterebbe azzerare le spese militari, convogliare le spese per il settore scientifico in ricerche finalizzate realmente alla pace ed allo sviluppo, e lasciare che i ricercatori che studiano soluzioni alternative al petrolio lavori in pace (attualmente vengono minacciati o persino uccisi). Anche solo l'ottimizzare del fotovoltaico ovvero la ricerca di soluzioni più efficienti per sfruttare l'energia solare potrebbe portare a degli ottimi risultati, e se si spendessero miliardi per installare pannelli solari sui tetti delle case invece che comprare caccia bombardieri si farebbero passi da giganti nella direzione della pace.

L'indipendenza energetica infatti toglierebbe ogni scusa per molte delle aggressioni militari in estremo oriente, ma tutto ciò significherebbe entrare in guerra aperta con le multinazionali petrolifere, e lo sappiamo, tali multinazionali sono più potenti dei nostri stessi governi.
Ciò vuol dire in fin dei conti che non c'è via di uscita fintanto che non ci si scrolla di dosso il sistema di potere che ci tiene schiavi. Solo denunciando l'avvelenamento intenzionale della stessa aria che respiriamo possiamo fare aprire gli occhi alla gente intorno a noi e convincerla a ribellarsi.



E forse riflettendo su quanto avviene nel cielo e sulla costruzione del Nuovo Ordine Mondiale si potrebbe anche sospettare che gli esperimenti al Large Hadron Collider potrebbero interessare l'élite che domina occultamente il nostro pianeta per dei fini non rivelabili. Fantascienza? No, sul sito dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare si legge che
LHC potrebbe scoprire anche l’esistenza di particelle supersimmetriche e spingerci a pensare che l’Universo non sia fatto delle sole quattro dimensioni che percepiamo (destra-sinistra, alto-basso, avanti-indietro, più la dimensione del tempo) ma di molte altre dimensioni a noi invisibili, arrotolate su stesse.
Forse il dominio su queste dimensioni a noi invisibili potrebbe servire per aprire porte di comunicazione con altri universi? Lo ripeto, non si tratta di fantascienza, ma al massimo di scienza di confine, come ho dettagliatamente mostrato in un recente articolo. Ad ogni modo poterte farvi un'idea anche leggendo altri siti, come questo sul multiverso: http://arjelle.altervista.org/Tesine/Ambra/multiverso1.htm

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Leggi anche gli articoli sulla fusione fredda

Thursday, February 23, 2012

"Cause"

http://zret.blogspot.com/2012/02/cause.html

"Cause"


“Felix qui potuit rerum cognoscere causas": così scrive Virgilio, ossia “Fortunato chi ha potuto conoscere le cause delle cose”. Il poeta di Andes esprime dunque la sua ammirazione di fronte a colui che è stato capace di sviscerare la ragion d’essere del mondo e di penetrare nella loro essenza.

Purtroppo oggi il concetto di causa è stato semplificato: vi si scorge quasi sempre un antecedente di un effetto. Così certo non lo concepiva l’autore latino. Nonostante secoli di filosofia e le intuizioni di qualche scienziato, la “causa” è sic et simpliciter la cosa che accade prima: è tutto molto elementare e riduttivo.

Così, di fronte a fenomeni complessi, ci troviamo inermi, abituati come siamo a ricercare il motivo scatenante, laddove una costellazione di origini può generare una raggiera di conseguenze. [bravo Antonio, e' la teoria del Caos - la farfalla che batte le ali in Cina...]

Paghiamo lo scotto di un approccio tanto superficiale, quando tentiamo di comprendere la scaturigine di una malattia: in verità, la ragione che porta all’insorgenza del problema, può non solo essere molto ramificata, ma avere radici profonde allignate in un sottosuolo (l’inconscio?) di cui non sappiamo nulla o quasi [mi sembra la scaturigine del morgellone...]. Sepolto sotto numerosi strati, il conflitto da cui deflagra spesso ex abrupto la patologia, non affiora, se non con un’opera di scavo che, mentre porta alla luce le radici, rischia di privare la pianta dell’humus vitale.

E’ dunque necessario esplorare le manifestazioni e le matrici della disfunzione ad ampio raggio, senza accontentarsi di instaurare un nesso unilaterale ed univoco tra eziologia e sintomo. L’essere vivente manifesta una notevole complessità, ogni essere è dissimile da tutti gli altri: ha la sua storia, il suo temperamento, il suo vissuto. Una vera anamnesi implica una ricostruzione accurata, l’attitudine a risalire a motivi remoti e reconditi. Giorgio Mambretti sostiene che il retroterra di molte affezioni coincide con la prima infanzia, con la vita prenatale, se non è addirittura abbarbicato alle esperienze dei genitori e degli avi. Si comprende come sia arduo scoprire dei presupposti (traumi, complessi, predisposizioni) di cui non si è consci. Infine interno ed esterno, fisiologia ed ambiente interagiscono in modo continuo sicché non è facile stabilire dove cominci l’influsso dell’una e finisca quello dell’altro.

In ambito scientifico, il meccanico rapporto tra causa ed effetto rischia di sclerotizzare l’indagine. Anche qui occorre molta duttilità, se non si vuole cadere nell’ottuso e dogmatico “metodo scientifico” degli scientisti che costruiscono modelli rigidi in cui i fenomeni sono chiariti e spiegati, ancora prima che siano osservati, sulla base di schemi e di a priori sequenziali. La causa non sempre precede l’effetto, poiché può provenire dal futuro. Il post hoc non è necessariamente il propter hoc: una costellazione di influssi, molti dei quali sottili, tendono ad indirizzare il corso degli eventi, quando non intervengono sovrapposizioni e sincronie che esulano dal legame causale.

Le cosiddette leggi scientifiche non sono norme giuridiche. Nelle concatenazioni gli anelli mancanti sono più degli altri. Il mondo rivela una quintessenza talora controintuiva ed antinomica, insofferente di paradigmi immutabili. E’ necessario rivisitare consolidati modelli interpretativi ed essere disposti ad accettare fratture epistemologiche.

E’ compito immane che solo qualche solitario ha adempiuto ed adempie con abnegazione. Il vero ricercatore non si limita a descrivere il fenomeno, ma tenta di inoltrarsi nella sua natura. Anche della natura ricerca la sorgente, la motivazione primigenia, in un movimento inesausto, anche se spesso destinato a naufragare contro lo scoglio dell’incomprensibile.

Monday, December 14, 2009

Miseria dello scientismo

http://zret.blogspot.com/2009/12/miseria-dello-scientismo.html

Miseria dello scientismo

Suscitano compatimento quegli "scienziati" che sono convinti di aver strappato alla natura il cuore. Orgogliosi delle loro credenziali, dei loro titoli, sono simili a quei gatti che, gongolando, portano ai loro padroni, stretto tra le fauci un insetto semivivo. In verità, si moltiplicano le teorie, ma, mentre una tecnologia sempre più feroce lacera con affilati artigli il mondo, l'essenza continua ad essere ignorata. Il pensiero raziocinante, con i suoi ingranaggi dentati, sminuzza i fenomeni, senza poterli comprendere.

Si elaborano leggi, si tracciano formule e matrici incomprensibili ai più, credendo di aver carpito al reale i suoi segreti. I numeri si affollano in un brulichio fibrillante, ma gli stessi numeri sono semi sterili. Si classifica, si schematizza: quanto più si categorizza tanto più ci si allontana dalla verità. Una teoria che spiega una serie di manifestazioni sulla Terra non è necessariamente valida per illustrare tutte le misteriose dinamiche del cosmo. Gli "scienziati" sono come idoli muti che con ciechi occhi di onice, incastonati nel granito, fissano le meravigliose coreografie delle galassie.

L'elan vitale è bloccato in un fotogramma di non-senso. L'armonia è violata da una "scienza profana" e profanatrice, spesso anche bugiarda. La vita è esclusa dalla visione: uomini, animali e piante sono oggetti. La natura è un cadavere per dissezioni. La "scienza" fonda il suo imperio, piantando un vessillo tetro che sibila al gemito di un vento mortale. La più saccente ignoranza esercita il controllo sulla massa. Una "scienza"-zombie per morti viventi.

Eppure, nonostante l'infinita miseria di una "scienza" arida e sacrilega, quanti sono incantati dal suo sguardo di Medusa! Oltre ai pastori della morte che sognano un pianeta trasformato in un carcere elettromagnetico, sterminati greggi di dilettanti, pseudo-esperti, universitari freschi di laurea si baloccano con la rassicurante e falsa vulgata "scientifica", magari rimirando il proprio diploma incorniciato sulla parete. Qualche specializzazione poi non guasta: sono così tristi le pareti vuote.