L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, May 6, 2014

Fantasmi

http://zret.blogspot.it/2014/05/fantasmi.html

Fantasmi


“La mia testa è piena di fantasmi”. Così rispose il fisico Ettore Majorana ad Enrico Fermi che vide lo scienziato siciliano intento a bruciare un quaderno di appunti. Il poliedrico Majorana era, come tutti gli spiriti magni, simile ad un parafulmine che attrae le idee più folgoranti. Chi, come lui, è in grado di vedere oltre, è accecato dalla luce del silenzio, attraversato dai raggi lancinanti della verità.

Viene in mente una sentenza del maestro gnostico Basilide: “L’uomo è un accampamento di demoni”. Che cos’è, infatti, l’uomo se non un catalizzatore di energie, un crocevia di mondi, di pensieri, di spettri? Da lì si dipartono i sentieri che conducono alla conoscenza ed all’infinito, ma la conoscenza è trafittura e l’infinito, contenuto nell’angusto tabernacolo dell’io, esplode in mille frantumi.

Una mente sublime come quella di Majorana e degli altri geni sublima il non-senso, si innalza oltre le vette delle intuizioni, esplora i templi siderei e le costellazioni delle particelle, ode la musica che non fu mai udita e pronuncia a fior di labbra la parola che partorì l’universo.

Uno spirito eccelso aborre dalla tranquilizzante normalità borghese: tuttavia se il piatto materialismo lo disgusta, non trova requie neppure traversando le sconfinate lande dell’anima. Qualcosa gli manca, sempre. Nulla sembra estinguere la sua sete di illimitato: anche l’immenso per lui è poco.

Il suo destino è la solitudine. Le sue risposte sbriciolano le domande: egli sa che non esistono né le une né le altre. Egli sa che il male non ha alcuna giustificazione.

E’ calzante la descrizione di Baudelaire: l’albatro, che si muove goffo sulla tolda tra gli scherni dei marinai, poco tempo prima volava maestoso nel cielo.

Da lassù la sua vista spazia. E’ una vista ancestrale: si spinge nell’abisso del principio là dove un nulla annoiato si protende nell’ignoto e nel futuro. Reduce dall’avventura ai margini dell’ineffabile, il genio proclama al gregge umano il vero, ma nessuno può capirlo e la sua voce subito si scioglie come neve al sole.

La sua dissonanza con il mondo è segno di inarrivabile grandezza. I fantasmi che si agitano in lui sono gli interlocutori di un dialogo incessante, mentre gli uomini sono larve evanescenti.

Un giorno Majorana si confidò con Edoardo Amaldi: “La Fisica è su una strada sbagliata. Siamo tutti su una strada sbagliata”. Forse è l’unica strada, quella su cui sdruccioliamo, tracciata sin dalla fondazione del mondo.


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Friday, May 27, 2011

Il boicottaggio sul Referendum del 12-13 Giugno, i silenzi su Fukushima ed il nucleare, la guerra libica dell'acqua e la crisi alimentare globale

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/05/il-boicottaggio-sul-referendum-del-12.html

Il boicottaggio sul Referendum del 12-13 Giugno, i silenzi su Fukushima ed il nucleare, la guerra libica dell'acqua e la crisi alimentare globale


Il sabotaggio dell' informazione, il voluto occultamento di notizie vitali per la popolazione, sono un tema ricorrente per questo blog che si occupa anche di scie chimiche. C'è persino chi ne ride.

Il 12 e 13 giugno si terrà il Referendum abrogativo sui quesiti referendari: il le­git­timo im­pe­di­mento, la pri­va­tiz­za­zione dell’acqua pre­vi­sta dal de­creto “Ron­chi” (due que­siti) e il ri­torno all’energia nucleare. Si povrà esprimere il proprio parere votando “Sì” per l’abrogazione (ovvero l’eliminazione della norma) e “No” perché le norme restino intatte (leggere lo schema di seguito).

Sit-in e presidi sin sono mossi per ottenere una corretta informazione sulle "reti pubbliche", in quando il regolamento sui referendum del 12 e 13 giugno, sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dal 4 aprile scorso, ma i consigli delle reti televisive, tra cui la Rai, ne avevano per così dire, rimandato l'approvazione.

Anche dopo la cosidetta part-condicio, è continuata una sorta di censura, ovvero gli spot sono andati in onda ma non negli orari di punta. Così la Rai provvede, affinche non si dica che non l'abbia fatto, ma concretamente vi è sempre l'evidente scarsa voltà di consentire che l'informazione giunga in maniera massiva.

Moltissimi cittadini non conoscono affatto il Referendum, nè i suoi contenuti.

Dallo scorso mese nel web ha cominicato a girare un appello di Mariachiara Alberton, una ricercatrice ambientale EURAC, la quale era stata invitata a Radio Rai per parlare di due argomenti del referendum Acqua-Nucleare. Improvvisamente ha visto saltare questa sua paertecipazione, nonostante fosse in calendario da settimane. La comunicazione di una circolare interna è stata “Si vieta con effetti immediati a qualunque programma della Rai di toccare l’argomento fino a giugno”.
Tutto è apparsa chiaramente una manovra per distogliere l'attenzione degli italiani dal Referendum. La ricercatrice infatti avrebbe parlato anche della privatizzazione dell’acqua, chiarendone le implicazioni giuridiche.

Per validare il Referendum, bisognerà che sia raggiungo il quorum di 25 milioni di votanti.
Dato che molti italiani sono stati sensibilizzati in merito alla questione del nucleare e della privatizzazione del bene pubblico dell'acqua, è molto più facile che prevalga la volontà di una abbrogazione, per cui il non raggiungimento del quorum di 25 milioni di votanti, sarebbe un modo per far applicare le norme ormai decise.


L' efficacia di questo Referendum ed il prevalere della volontà degli italiani di abbrogare i provvedimenti proposti, attraverso il SI, non risolve gli altri avvelenamenti a cui siamo sottoposti massivamente e con altrettanto silenzio, ma sarebbe, come dire, un segnale di partecipazione e determinazione popolare positivo. Ed è proprio quello che si vuole impedire, offuscare.

Intanto il Referendum che si è svolto in Sardegna il 15-16 Maggio ha visto un quorum del 63% circa con una percentuale del 97% dei SI VERSO L'ABBROGAZIONE DELLE LEGGI proposte agli elettori sul tema della privatizzazione dell'acqua (due quesiti), del nucleare e del legittimo impedimento.

Ecco una sintesi dei quesiti referendari del 12 Giugno:

Acqua 1
L'abbrogazione riguarda la legge che di fatto privatizza l'acqua pubblica, cioe' di bacini di raccolta ed acquedotti. Da quando
e' in vigore questa legge, la gestione gli acquedotti è stata data a societa' private, privatizzandola, quindi si e' avuto un aumento delle tariffe fino a triplicarsi in alcune regioni.

Acqua 2
Viene proposta l'abbrogazione parziale della norma sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito e cioè consente ai privati di stabilire aumenti di tariffe dopo
averli giustificati con investimenti.

Nucleare
L'abbrogazione parziale riguarda la legge che reintroduce la possibilita' per il governo di scegliere con procedura urgente la costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano. Questa eventualita' era stata impedita dal referendum del 1987 in cui i
cittadini italiani si espressero contro il nucleare. Con la scusa della "procedura urgente" si era messo in moto nei mesi
scorsi tutto un meccanismo di leggi e regolamenti che consentiva, di fare le centrali anche contro la volonta' delle popolazioni locali e delle regioni, cancellando il referendum sopracitato.
Questo questito rischia di essere tolto dal Referendum con l'ultimo decreto Omnibus.

Legittimo impedimento
L' abrogazione riguarda la legge nota come legittimo impedimento, che rende possibil agli avvocati del presidente del
consiglio dei ministri di ritardare le udienze in tribunale del loro assistito, per motivi istituzionali, pronendolo in una condizione di superiorità rispetto ai cittadini


SILENZI SUL NUCLEARE, SU FUKUSHIMA, SULLE GUERRE PER L'ACQUA E SULLA CRISI ALIMENTARE GLOBALE

Il silenzio ormai è calato sul disastro di Fukushima, ma questi è tutt'altro che concluso ed è solo ora che la Tepco ha ammesso che anche il combustibile nucleare del reattore 1 si sarebbe fuso (circa l'incidente di Fukushima, rimandiamo a precedenti articoli di questo blog QUI). Ragion per cui i reattori fusi, sin dalla data dell' "incidente", sarebbero tre sui sei. Notizia data volontariamente due mesi dopo.

OVVIAMENTE IN ITALIA SU FUKUSHIMA VI E' SILENZIO ASSOLUTO


(leggi anche l'articolo di AIPRI "3000 miliardi di dosi potenziali letali")

Ma il nucleare è un grande affare anche italo-francese, anche per la sua connessione con l'industria militare.

Non di meno è l'acqua, visto che l'attuale guerra libica si può annoverare in uno dei conflitti per l'accaparramento di uno dei più preziosi beni dell'umanità, l'acqua.
La privatizzazione di questo bene è una corsa iniziata gia da molto tempo e che vuole essere "conclusa" a nostro discapito.

Parimenti l'acqua costituisce il controllo del mondo, dell'industria alimentare. La guerra in Libia si pùò definire la guerra dell'acqua.

Secondo il Guardian c’è un’altra lotta, molto più importante per capire perchè il mondo del Vicino Oriente sia in fermento: l’acqua.
Leggiamo qualche passaggio:.

[..]I vari stati che compongono il mondo arabo, che si allarga dalla costa atlantica all’Iraq, hanno molte delle più grandi riserve d’olio, ma questo nasconde il fatto che il più delle volte si trovano in luoghi molto aridi. I fiumi sono pochi, la domanda di acqua cresce mentre la popolazione sale, le riserve sotterranee si restringono e praticamente tutto dipende dai cibi liofilizzati che ora si vendono a prezzi record.[..]Nel futuro la principale risorsa geopolitica nel Medio Oriente sarà l’acqua invece che il petrolio. La situazione è allarmante”, ha detto il ministro svizzero degli Esteri Micheline Calmy-Rey l’ultima settimana, quando ha presentato un rapproto cofinanziato dai governi Svizzero e Svedese per conto dell’Europa.[..]

Il Guardian prosegue raccontando che l'acqua che è stata disponibile per i paesi ricchi del Golfo non è altro che quella desalinizzata, molto costosa:

[..]La desalinizzazione ha permesso ai dittatori ed alle elites di continuare a sprecare l’acqua su scala davvero imponente. Praticamente il 20% di tutto il denaro saudita del petrolio negli anni 70 e 80 è stato usato per produrre acqua pulita per far crescere le colture ed altre coltivazioni in regioni che non sarebbero state in grado di farlo per conto loro. I parchi, i campi da golf, i giardini delle tenute sono tuttora irrigati con l’acqua così costosamente prodotta. L’energia, e dunque l’acqua, necessaria per le necessità delle città del Golfo è impressionante.[..]

Chiaramente l’aumento del prezzo dell’acqua che sha avuto conseguenze sui i prezzi dei generi alimentari.
Inoltre è nella stessa industria alimentare che avvengono ingenti sprechi.
In un articolo di Alex Jones, vengono elencati i segnali di una prossima crisi globale alimentare.
Tra l'altro risulta peculiare il fatto che nell'epidemia in Germania di Escheritzia Coli, siano state individuate le cause in alcuni prodotti agricoli spagnoli. Uno sviluppo ulteriore di tale vicenda potrebbe provocare una crisi in quel settore agricolo, per la paura della malattia.
Siamo portati a pensare che eventi critici e drammatici non siano causali. Perchè verrà proposta una soluzione su di un terreno gia preparato, con l'approvazione di un popolo distratto, manipolato in primis, confuso, strumentalmente addormentato, disinformato. Sino ad essere essere portato ad "accettare" sia questo stato di cose che le relative "salvezze" o le alternative, come per esempio i cosidetti movimenti colorati, come gli ultimi Indignados, nati nei social network, nella rete (che una volta intrappolava dei pesci, è il caso di dirlo), siano le nuove bandiere da seguire in massa.

Sembra che si soffi sul fuoco dell CAOS a favore del nuovo ordine mondiale. Crisi idriche e alimentari, guerre tra simili per il pane, cataclismi artificiali, il tutto rafforzato dalle operazioni di geoingegneria, provvedimenti di emergenza che annullano diritti, faranno il resto?




Saturday, April 16, 2011

Il business delle centrali nucleari: in Italia è un affare della Francia

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/04/il-business-delle-centrali-nucleari-in.html

Il business delle centrali nucleari: in Italia è un affare della Francia


Intervista a Giorgio Maletti, giornalista de “il Fatto Quotidiano” ed esperto di rapporti tra economia e politica:

La Francia ha 58 centrali nucleari. Recenti test hanno appurato che in 34 di queste, colpite da ripetuti incidenti, i canoni di sicurezza non sono rispettati. In caso di incidente il nocciolo è a rischio fusione. Le centrali francesi sono gestite dalle stesse società che dovrebbero costruire le centrali in Italia. Un piano interamente transalpino dove gli interessi economici del nostro Paese non esistono. Ne abbiamo parlato col giornalista Giorgio Meletti.

Contrariamente a quello che si crede in genere, dietro la questione delle nuove centrali nucleari in Italia, non ci sono poi grandissimi interessi economici, se non quelli francesi. Per quanto riguarda gli interessi degli italiani, questa operazione si può considerare un’operazione prevalentemente politica, di immagine. Tutto nasce nel 2008 quando appena insediato il nuovo Governo Berlusconi, l’allora Ministro dello sviluppo economico Scaiola disse che era ora di chiudere questo lungo digiuno nucleare imposto all’Italia dal referendum del 1987. Dopo 21 anni Scaiola disse: “basta, dobbiamo riprendere il discorso nel nucleare”. Ma dietro a tutto ciò non c’erano e non ci sono interessi economici italiani. Non ci sono neanche gruppi professionali, considerato che gli specialisti del nucleare in Italia si sono praticamente estinti dopo il referendum del 1987. Basti considerare che chi allora era un giovane ingegnere nucleare con un po’ più di esperienza, un quarantenne, adesso è all’età della pensione. Quindi non esistono più interessi professionali e non esiste più neanche l’interesse industriale, nel senso che chi costruiva allora le centrali nucleari in Italia, erano una serie di aziende abbastanza variegate, ma principalmente c’era l’Ansaldo. Oggi l’Ansaldo nucleare è ridotta a una piccola aziendina di poche decine di persone, peraltro senza i brevetti delle centrali Epr francesi che l’Italia ha deciso di costruire. E se si dovesse andare avanti con questo piano nucleare le centrali verrebbero costruite in Italia dall’Areva che è la grande azienda francese del settore e l’Ansaldo nucleare ne sarebbe sostanzialmente tagliata fuori, visto che da sempre, da almeno 30 anni, l’Ansaldo ha lavorato sui brevetti della Westinghouse che, com’è noto, sono stati scartati dal Governo Berlusconi.

Dunque gli interessi, o meglio, i guadagni sono tutti francesi?

Assolutamente sì, questo è il contenuto degli accordi che Silvio Berlusconi ha firmato con Nicolas Sarkozy. Le centrali nucleari che dovrebbe costruire l’Enel sono costruite da una società al 50% tra l’Enel e l’Edf che è la sua consorella francese e verrebbero costruite con la tecnologia Epr che è la tecnologia della Edf e dell’Areva, i due giganti nucleari francesi. Quello che è successo in Italia, infatti è che dietro a questa operazione, che è un’operazione di pura immagine. Ora è prevedibile che comunque, al di là delle vicende giapponesi, di questo piano nucleare non se ne faccia nulla. La cosa singolare è che quando è partito questo piano nucleare in Italia, la cosa che ha funzionato meglio, in maniera più tempestiva e più efficace è stata la campagna lobbistica, la campagna di comunicazione, per cui si è data la sensazione che ci fosse un grandissimo movimento, dei grandissimi interessi. In realtà sono dei professionisti del lobbismo che hanno lavorato in maniera molto intensa, ben finanziati ovviamente, e hanno dato questa sensazione, la sensazione di avere alle spalle degli interessi economici enormi, invece avevano probabilmente alle spalle solo un budget di comunicazione che l’Enel ha deciso comunque di stanziare.

Le altre misure che il Governo sta adottando nel campo energetico, sono comunque collegate al nucleare? Come il caos sui fondi per le rinnovabili ad esempio.

Sì, è collegato al nucleare nel senso che in Italia si stanno autorizzando la costruzione di centrali a gas, centrali convenzionali come si suol dire, termoelettriche convenzionali. Si stanno finanziando poderosamente le cosiddette energie rinnovabili su cui ci sarebbe molto da dire perché in quel settore c’è un largo spazio occupato sicuramente anche dalla criminalità organizzata, attratta da incentivi assolutamente fuori misura e nello stesso tempo si continua ufficialmente a dire che si fanno le centrali nucleari. Se si fa la somma di tutto questo, com’è stato osservato anche recentemente, l’Italia si predispone ad avere, nel giro di una decina di anni, il doppio della potenza installata per la generazione elettrica di quanto le serve. E’ il paradosso di un paese che anziché fare un piano energetico serio si limita a distribuire, come al solito, un po’ di denaro a pioggia a tutte le piccole e grandi lobby e a tutti gli amici e agli amici degli amici.

E’ delle ultime ore la notizia della moratoria. Un anno per riflettere sul nucleare dicono, questo però non pare poter bloccare il referendum, cosa prevedi?

Penso che l’esito del referendum è abbastanza scontato perché gli italiani ormai hanno capito, anche quelli più favorevoli all’energia nucleare, che i sostenitori dell’energia nucleare hanno una tendenza assai insidiosa a prendere in giro il prossimo. Però ho un sospetto. Non sono sicuro che si farà questo referendum, perché ho la sensazione che il Governo Berlusconi non ha nessuna voglia di avere il referendum sul nucleare in grado di portare alle urne il quorum per un appuntamento referendario dove c’è di mezzo anche il legittimo impedimento che interessa a Berlusconi molto più del nucleare. Ho il sospetto che prima del referendum il governo cercherà il modo di disinnescarlo con un provvedimento di legge che di fatto bloccherà un’altra volta il piano nucleare.

Fonte: Bioecogeo
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Wednesday, April 13, 2011

Fukushima: retroscena, interessi e corruzioni

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/04/fukushima-retroscena-interessi-e.html

Fukushima: retroscena, interessi e corruzioni



Non aveva stupito più di tanto la notizia di due settimane fa dal sito di Greenpeace: Giappone e il MOX francese. L'indagine di cui Areva e la Francia preferiscono non parlare

Questa indagine mostra che del MOX (pericolosa miscela di uranio e plutonio presente nel reattore n ° 3 a Fukushima) è stato trasportato dalla Francia in Giappone per la settimana del 4 aprile. Dopo la tragedia altro MOX stava ugualmente viaggiando verso la centrale Dai-chi di Fukushima? Sembra di si. Il sito è in francese ma è possibile leggerlo con gli strumenti di traduzione su web.

Se la Francia è sempre stata favorevole all' energia atomica, bisogna pure dire che un suo più grande fornitore, appunto AREVA, entrera' in Borsa.
Nel contempo però, AREVA ha avuto numerose accuse riguardo difetti di concezione degli apparati di sicurezza e di controllo, e rischio di esplosioni di vapore ed espulsione delle barre di controllo riscontrati in alcune delle centrali costruite per il mondo, tra cui in Niger.

Un collegamento, invece, tra la società Areva francese e la britannica Bnlf, citata nell'articolo di Gabriele Battaglia che potrete leggere di seguito, si può osservare in un conratto tra queste due società.


"La società britannica e statunitense British Nuclear Fuels Plc e la sua sussidiaria statunitense Bnfl Inc. si occupano del trattamento dell'uranio impoverito (Du) e di prodotti correlati: è un colosso che non solo gestisce operazioni e produzioni di vario genere nel settore in Gran Bretagna, ma - attraverso la sua sua sussidiaria statunitense, la Bnfl Inc. - è destinatario di una fetta preponderante delle risorse messe a disposizione dal ministero statunitense per l'Energia per il trattamento e la "ripulitura" di alcuni tra i più devastati siti connessi alla produzione nucleare militare della guerra fredda, nonché del riciclaggio, riposizionamento o trattamento e trasformazione dei rifiuti degli impianti commerciali per la produzione di energia nucleare."[Fonte]

Ricordiamo che il plutonio contenuto nella miscela Mox è:

«PIU’ PERICOLOSO DEL CIANURO» (...) La pericolosissima sostanza, infatti, viene generata nel processo di produzione di energia nucleare che usa l’uranio come materia prima». Matthias Dembinski, ricercatore dell’Istituto Ricerche sulla Pace di Francoforte dichiara: «Per un ordigno con una resa energetica dell’ordine di quella che distrusse Hiroshima e Nagasaki bastano 27 chilogrammi di uranio altamente arricchito, oppure 8,55 chilogrammi di plutonio». Pericoli? «Il plutonio se viene ingerito o inalato è più pericoloso del cianuro – avverte il professor Massimo Zucchetti, docente di radioprotezione, impianti nucleari ed effetti biologici del Politecnico di Torino – un microgrammo può bastare per uccidere un essere umano». L’esperto italiano conclude: «Ha una vita di 24 mila anni. Si attacca alle ossa, sostituendo il calcio, martella il midollo osseo, modifica i tessuti, causa tumori e leucemie». (Gianni Lannes in CORRIERE.IT, 17 MARZO 2011)


Raccomandiamo l'attenta lettura dei due articoli seguenti che secondo noi porta ad un sola conclusione: o gestori della centrale di Fukushima stanno facendo tutto tranne che curarsi della salute dei propri connazionali, ed il governo nipponico glielo permette. E' davvero possibile pensare che siano tutti così miopi e stupidi da rischiare la salute di milioni di connazionali per mettere a tacere scandali e garantire profitti? Siamo ben consci che ci siano persone disposte a passare sul cadavere di propria madre pur di guadagnare miliardi, ma è possibile che tutti i governanti del Giappone stiano a guardare?

Come non vedere dietro queste orribili serie di errori una regia occulta che ha come finalità quella di avvelenare la popolazione, di irradiarla in maniera analoga a quanto avviene con l'irrorazione ormai quotidiana ad opera delle scie degli aerei le bianche strisce che hanno ormai sostituito le care e vecchie nuvole di un tempo su quasi tutto il globo terrestre? E come altrimenti spiegare l'uso di uranio impoverito (e plutonio) nelle armi che adesso vengono utilizzate in Libia? Difficile pensare che le polveri di questi elementi radioattivi restino confinati alla Libia e non colpiscano anche i paesi vicini, come il nostro. L'Italia quindi partecipa ad un intervento di guerra contro il popolo libico ottenendo come ricompensa un sovrappiù di radiazioni. Follia totale o deliberato atto di avvelenamento e contaminazione radiattiva?


Ecco oscuri retroscena politico-giudiziario dell'emergenza nucleare di Fukushima descritti nei due articoli di Gabriele Battaglia.

Fukushima, una storia di veleni e corruzione
di Gabriele Battaglia

Nell'agosto del 2008, l'ex governatore di Fukushima, Eisaku Sato, fu condannato per corruzione a tre anni, poi ridotti a due nel 2009, con sospensione per quattro anni dai pubblici uffici. Per il politico settantenne sembrerebbe la definitiva uscita di scena, anche se siamo in una gerontocrazia come il Giappone.

È stato pescato con le mani nel sacco in uno scandalo di quelli che si vedono a ogni latitudine ... o almeno così sembra. Ma oggi, molti giapponesi si chiedono se tra quella condanna e l'emergenza nucleare di Fukushima non ci sia qualche nesso.

Il terzo reattore della centrale di Fukushima-Daiichi, quello che sta dando tanti problemi, è alimentato a mixed oxide fuel (Mox), una miscela di uranio (in tutte le sue forme) e plutonio, alternativa al combustibile di solo uranio. I giapponesi hanno coniato un termine (in inglese) per descrivere i progetti di reattori alimentati a Mox: plu-thermal, che sta per l'utilizzo di plutonio ('plu') nelle centrali commerciali ('thermal').

Il vantaggio fondamentale del Mox è che consente di riciclare il plutonio dismesso dalle armi nucleari - che altrimenti resterebbe in circolazione come spazzatura di difficile smaltimento - e riduce la percentuale (e quindi la domanda) di uranio necessario alla produzione di energia.

Tuttavia si tratta di una sostanza molto tossica. Secondo il politico ambientalista americano Ralph Nader (citato dal Fatto Quotidiano), "la sostanza più tossica conosciuta dall'uomo". I detrattori sostengono anche che, lungi dal far piazza pulita del plutonio in circolazione, i progetti pluthermal ne incentivano invece la produzione.

Nel 1999, scoppia uno scandalo internazionale che coinvolge la British Nuclear Fuels plc (Bnfl) una compagnia del governo britannico che tratta il ciclo del Mox. Tra i vari clienti della Bnfl c'è proprio il Giappone. I britannici comprano da Tokyo il plutonio di smaltimento, lo lavorano e glielo restituiscono in forma di combustibile riutilizzabile.

Ma in quei giorni il business non appare più così redditizio, perché i prezzi dell'uranio sono calati e quindi il Mox non sembra più un'alternativa così competitiva. Alcuni funzionari della Bnfl pensano allora di risparmiare sui controlli e consegnano al Giappone del combustibile accompagnato da documenti di sicurezza falsificati.

Quando la verità emerge, comincia la lotta del governatore Eisaku Sato contro il Mox che alimenta anche Fukushima: non solo non è sicuro, ma non è più neanche così economico. Ciò nonostante, Tokyo decide che entro il 2010 almeno sedici centrali dovranno essere alimentate con la miscela.

Nel maggio del 2001, il piano pluthermal incoraggiato dal governo sbatte però contro un referendum indetto dal villaggio di Kariwa, nella prefettura di Niigata.

Poi è l'anziano governatore di Fukushima a prendere le redini dell'opposizione: entra in conflitto con i burocrati della Commissione per l'energia atomica del Giappone e con i funzionari della Tepco, l'azienda di servizio pubblico che gestisce la centrale di Fukushima.

In un'intervista del giugno 2002 al Fukushima Minpo, arriva a dire: "La Commissione per l'energia atomica del governo nazionale è una scatola nera e non fa alcun controllo [...] il governo non ascolta le autorità regionali".

In un incontro con i sindaci della prefettura sbotta: "Se non c'è un piano per il riciclo, ci sarà sempre più plutonio in circolazione". E ancora: "Nel mercato senza regole dell'energia, se si implementa il costosissimo programma pluthermal, si arriva poi ai licenziamenti dei lavoratori".

Infine, il 26 settembre dello stesso anno blocca il progetto pluthermal per la centrale di Fukushima.

A inizio settembre 2006 Eisaku Sato vince il suo quinto mandato di quattro anni. Ha corso da indipendente, appoggiato dal Partito liberaldemocratico, il Nuovo komeito e il Partito socialdemocratico. Pochi giorni dopo scoppia lo scandalo che coinvolge suo fratello minore e quindi anche lui. Yuji Sato ha ricevuto un prestito di quattrocento milioni dalla Maeda Corp, una compagnia di Tokyo, che nell'agosto del 2000 si è aggiudicata un appalto da 20.6 miliardi di yen per la costruzione di una diga nella prefettura. Secondo l'accusa, il fratello governatore sarebbe implicato nell'affare.

Eisaku Sato si dimette a fine settembre: "Intendo assumermi la responsabilità morale e ripristinare al più presto la fiducia dei cittadini nell'amministrazione della prefettura". Continuerà a dichiararsi innocente.
Ad agosto 2008, come si diceva, arriva la prima condanna; nel 2009 la seconda. Il Mox entra a Fukushima.

Oggi, molti giapponesi si chiedono se il caso di corruzione che ha messo fuori gioco Sato non sia stato abilmente costruito per far fuori il maggiore ostacolo all'adozione della famigerata miscela. L'ennesimo sospetto rafforzato da silenzi e reticenze del governo e della Tepco.

Per inciso, le "moderne" centrali di terza generazione che dovrebbero comparire in Italia sono proprio alimentate a Mox.

Fukushima, una storia di veleni e corruzione 2
di Gabriele Battaglia

Quando, nel 2006, l'ex governatore Eisaku Sato esce di scena per uno scandalo di mazzette e concessioni, nella prefettura di Fukushima si indicono nuove elezioni.

Il 13 novembre, con il 51 per cento dei consensi, vince Yuhei Sato, che corre da indipendente con l'appoggio del Partito democratico e di quello socialdemocratico. Il nuovo Sato non ha alcun rapporto di parentela con quello precedente, ma è nipote (figlio di una sorella) ed ex segretario di Kozo Watanabe, una vecchia volpe della politica giapponese, già liberaldemocratico, passato ai democratici.

Kozo Watanabe è soprattutto l'uomo che negli anni Settanta, quando militava ancora nel Partito liberaldemocratico, ottenne la costruzione della centrale nucleare nella propria circoscrizione elettorale, Fukushima appunto.

E se lo zio porta a casa l'atomo, il nipote ci porta il mixed oxide fuel (Mox), la miscela di plutonio e uranio, estremamente velenosa, che alimenta il reattore 3 e su cui sia il governo giapponese sia la Tepco continuano a tacere.


Il motivo dei silenzi è forse da rintracciare nell'imbarazzo che questa storia potrebbe suscitare sia alla compagnia energetica sia ai due politici imparentati e, di conseguenza, al Partito democratico al governo.
Il Mox arriva a Fukushima I a settembre 1999, nella forma di 32 "elementi" (le strutture che contengono le barre di combustibile), che però vengono bloccati e immagazzinati perché nel frattempo è scoppiato lo scandalo dei documenti di sicurezza falsificati dalla British Nuclear Fuels plc (Bnfl) e il governatore di allora, Eisaku Sato, comincia la sua campagna anti-Mox. Il programma pluthermal è ufficialmente abbandonato ad agosto 2002, quando si scopre che fin dal 1977 la Tepco ha sistematicamente occultato i problemi di sicurezza delle proprie centrali. Non solo: l'intera centrale di Fukushima I viene chiusa fino al 2005.

Con il nuovo Sato, la Tepco torna all'attacco e il 20 gennaio 2010 ripresenta la domanda per il programma pluthermal a Fukushima I. Sato concede il permesso e all'assemblea locale spiega (16 febbraio) che il suo consenso è stato accordato condizionalmente previe garanzie di "sicurezza sismica, contromisure all'invecchiamento e integrità del combustibile Mox".

A quel punto, la Tepco fa un'ispezione del combustibile stoccato: la prima dopo più di dieci anni. Il Citizens' Nuclear Information Center (Cnic) denuncia che sia stato un controllo "solo visivo".

La miscela di plutonio e uranio diventa quindi a tutti gli effetti parte (il sei per cento) del combustibile che alimenta il reattore 3 della centrale e il progetto pluthermal intercetta un finanziamento statale di 60 miliardi di yen (circa 525 milioni di euro al cambio di oggi). Sono i cosiddetti sussidi di "installazione del sito", che ogni anno finiscono nelle casse delle prefetture che hanno accettato il nucleare sul proprio territorio, per un totale di circa 150 miliardi di yen su scala nazionale. Sono finanziati dalla collettività attraverso una speciale tassa applicata alla bolletta energetica e pagano le infrastrutture e le spese di manutenzione degli impianti. Ma non solo: con quel fiume di soldi si costruiscono anche scuole, uffici pubblici, biblioteche e così via. Tutto ciò che migliora la qualità della vita in una determinata area e, soprattutto, garantisce un ritorno politico.

E infatti, il 31 ottobre 2010, Yuhei Sato viene rieletto governatore a grande maggioranza.
Appurato lo scambio politico, resta da verificare se dietro alla vicenda del Mox a Fukushima ci siano anche interessi economici diretti degli uomini chiamati a decidere. Per il momento, la scarsa trasparenza dei politici e della Tepco lo fa sospettare a molti giapponesi.

In realtà, come osserva lo scrittore antinuclearista Hirose Takashi, bisogna chiedersi perché nessuno stia parlando, per Fukushima, della soluzione più drastica ma sicura: la chiusura della centrale e il suo seppellimento sotto un sarcofago di cemento armato come quello utilizzato a Chernobyl. Secondo Takashi ci sono due risposte. La prima è la perdita finanziaria netta che la chiusura degli impianti provocherebbe alla Tepco e ai politici locali. La seconda è più sottile: riconoscere che la centrale va chiusa significa ammettere l'ipotesi peggiore e cioè che tutti i dieci reattori delle due centrali di Fukushima (I e II) andrebbero seppelliti sotto una colata di cemento.

Un'ammissione con inevitabili ricadute su tutta la politica energetica nazionale.

Di Grabriele Battaglia
Fonte peacereporter
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Saturday, April 9, 2011

Il Vaticano benedice il nucleare

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/04/il-vaticano-benedice-il-nucleare.html

Il Vaticano benedice il nucleare



Segue un articolo di Daniela Cipolloni che risale esattamente ad un anno fa, dove la mission "illuminante" della chiesa, sul tema del nucleare , non fa una piega.
Classificando il nucleare come fonte di energia pulita, come soluzione salvifica per le emissioni C02 ed il cambiamento climatico, il Vaticano si rende complice, attraverso un messaggio laido e mendace, di un disgustoso falso ambientalismo. Le questioni ecologiche citate, sono state smascherate.
L'appellativo donato a Radio Vaticana, chiamata come "Radio Hiroshima," in seguito alla perizia che valutava l'inquinamento elettromagnetico prodotto dalla emittente, come capace di provocare tanti morti come l'atomica, ci suggerisce però una certa coerenza della Santa Sede. E l'Enel ringrazia.

Per la Chiesa il nucleare è cosa buona e giusta. È scritto a chiare lettere in un opuscolo che in queste settimane sta circolando in allegato al giornale delle diocesi, rivista distribuita nelle parrocchie italiane e consultata da migliaia di fedeli. “La Santa Sede – esordisce il libretto , intitolato “Energia per il futuro” – è favorevole e sostiene l’uso pacifico dell’energia nucleare, mentre ne avversa l’utilizzo militare”.

Il manuale è scritto con l’intento di chiarire la posizione ufficiale della Chiesa e fornire un compendio di informazioni sull’energia dell’atomo a chi avesse perplessità rispetto alla recente decisione del governo di riaprire una strada di fatto abbandonata dopo il referendum del 1987.
“L’energia nucleare non va guardata con gli occhi del pregiudizio ideologico, ma con quelli dell’intelligenza, della ragionevolezza umana e della scienza”, si legge tra le prime righe nelle parole del cardinale Renato Martino, presidente emerito del Pontificio consiglio della giustizia e della pace. Una linea condivisa, prosegue il testo, da Papa Ratzinger che “nell’Enciclica Caritas in Veritate ha fatto riferimento a questa energia del futuro”, auspicando l’uso a fini pacifici della tecnologia nucleare. “Le opere dell’ingegno, quindi anche le conquiste nel campo nucleare, vanno poste al servizio della famiglia umana”, specifica Martino.

Con il beneplacet del Vaticano, ha inizio una vera e propria guida al nucleare per conquistare l’anima dei cristiani devoti: 47 pagine di divulgazione scientifica che spiegano i processi di fissione dell’uranio, descrivono le tipologie di reattori di nuova generazione, inquadrano il “clamoroso cambio di rotta” del nostro paese nel contesto del rinascimento nucleare planetario. Il manuale affronta anche il tema delle scorie radioattive, della sicurezza, dei costi degli impianti, dei tempi e siti di produzione delle nuove centrali, illustrando le ragioni per cui, a conti fatti, questa opzione risulta vantaggiosa per i lavoratori, i cittadini e le imprese. A ben guardare, dietro l’operazione editoriale, apparentemente anonima, si nasconde un’agenzia di comunicazione chiamata Mab.q, vicina alle curie e che vede l’Enel tra i suoi principali clienti. Guarda caso, proprio all’Enel spetta la guida della realizzazione di quattro reattori da 1600 megaWatt degli otto previsti nell’accordo tra Italia e Francia. Lecito notare il conflitto d’interessi. L’uscita del libricino ha accesso polemiche.
“Il vademecum è tutto orientato in positivo”, nota Mario Agostinelli, ricercatore dell’Enea e presidente dell’associazione antinuclearista Unaltralombardia, “ma non racconta tutta la verità, è zeppo di lacune e offre una prospettiva parziale dei fatti”.

Per presentare ai lettori cattolici un altro punto di vista, Agostinelli insieme a un gruppo di ispirazione religiosa chiamato “Beati costruttori di pace” ha realizzato un contro-opuscolo che verrà analogamente distribuito nelle diocesi (e pubblicato su Carta). “Ci sono almeno tre aspetti ingannevoli che contestiamo. Il primo riguarda i costi delle centrali. L’opuscolo stima che un reattore di terza generazione, come quelli che dovrebbero essere costruiti in Italia, costi tra i 4 e i 4,5 miliardi di euro, in palese contrasto con quanto sta avvenendo in Finlandia: la costruzione di un’identica centrale ha già superato i 7 miliardi di euro e sta richiedendo tempi di realizzazione molto più lunghi del previsto”, prosegue Agostinelli.

“Il secondo punto riguarda il confronto sulla convenienza di questa forma di energia rispetto alle altre. Considerando il contributo statale, i costi di sicurezza e dismissione delle centrali, e i costi per lo stoccaggio delle scorie, il prezzo di un kilowattora prodotto da una centrale nucleare è superiore sia ai combustibili fossili, sia all’eolico, e si avvicina al costo del solare. In terzo luogo, il nucleare non è la risposta alla questione climatica”. Nell’opuscolo si legge che “se vogliamo davvero combattere su larga scala il cambiamento climatico, il nucleare è una tecnologia irrinunciabile in quanto non contribuisce al rilascio di CO2 e altre sostanze nocive nell’atmosfera. Un’opzione che si rivela vantaggiosa nel rispetto degli impegni assunti con l’adesione al Protocollo di Kyoto”. “Falso”, replica Agostinelli. “I tempi di costruzione delle centrali superano le scadenze fissati dagli accordi di Kyoto e post-Kyoto. E non dimentichiamo che un impianto atomico deve funzionare almeno 9 anni prima di recuperare l’anidride carbonica prodotta per la sua realizzazione”.

Suona anche l’altra campana per i fedeli. “A favore di un modello energetico basato sulle energie rinnovabili, integrato, compatibile con la natura, non imposto, democratico e senza bisogno di forme di militarizzazione del territorio”, conclude Agostinelli.

(Daniela Cipolloni, Oggi Scienza - Fonte: Oltrelacoltre)
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Tuesday, February 1, 2011

Scienza e crimine: il caso emblematico di James Lovelock

http://www.tankerenemy.com/2011/01/scienza-e-crimine-il-caso-emblematico.html

Scienza e crimine: il caso emblematico di James Lovelock

James Ephraim Lovelock (Letchworth Garden City, 1919) è un chimico britannico. Scienziato, scrittore e ricercatore “ambientalista”, vive in Cornovaglia. E’ conosciuto soprattutto per la teoria di Gaia con la quale ha descritto il pianeta Terra, con tutte le sue funzioni, come un unico superorganismo. Dopo aver studiato chimica all'Università di Manchester, ha trovato impiego come ricercatore presso l'Istituto per la ricerca medica con sede a Londra. In seguito, trasferitosi negli Stati Uniti, ha compiuto ricerche presso l'Università di Yale, il Collegio di Medicina dell'Università di Baylor, infine presso l’Ateneo di Harvard. Lovelock ideò nel 1957 un apparecchio di analisi chimica, il rivelatore a cattura di elettroni, usato in gascromatografia. A lui si devono numerosi metodi scientifici, alcuni dei quali adottati dalla N.A.S.A. nei suoi programmi di esplorazione planetaria. Proprio durante la sua attività per la N.A.S.A., Lovelock ha elaborato la sua ipotesi di Gaia. Attualmente Lovelock è presidente della "Marine biological association". Nel 1974 era stato nominato membro della Royal Society e nel 1990 fu premiato dalla Reale Accademia Olandese delle Arti e delle Scienze. Autore di saggi di argomento "ambientalista”, Lovelock conduce i propri studi in una tenuta-laboratorio in Cornovaglia.

Questa cariatide è un apostolo della setta che ha diffuso ed inculcato l'eresia del cosiddetto “global warming” connesso all'effetto serra. Nel 2004 suscitò scalpore quando, in rotta con molti sodali “ambientalisti”, diventò un sostenitore del nucleare. Il Nostro ebbe allora l’impudenza di affermare: “Oggi solo l'energia nucleare può fermare il riscaldamento globale”. Nella sua delirante visione, l'energia atomica è l'unica alternativa realistica ai combustibili fossili, poiché avrebbe la capacità di soddisfare il fabbisogno su larga scala dell'umanità e, nel contempo, di ridurre le emissioni di gas serra.

E’ naturale che Lovelock, lungi dall’essere un amante della natura, è solo un globalizzatore, un esponente di quella scienza bastarda che tanti danni causa al mondo, con il suo usurpato prestigio presso l’opinione pubblica. Lovelock ha a cuore il pianeta, proprio come un maniaco sessuale propugna il valore della castità. Lovelock è in verità solo un bugiardo patentato che, per mezzo delle sue vergognose mistificazioni, promuove i piani delle élites sataniste sia con il dolciastro ed insincero appello al rispetto per il pianeta sia proponendo “risoluzioni” che avallano la disgustosa geoingegneria.

Il seguente è un significativo saggio della malafede che “questo vecchio mal vissuto” trasuda da ogni poro:

“Gaia - la Terra che vive - è ormai anziana e non ha più la capacità di recupero che possedeva due miliardi di anni fa. Ancora tenta di lottare contro l'ineluttabile incremento del calore solare, cercando di mantenere la temperatura della Terra fresca a sufficienza per la miriade di forme di vita che la abitano. Ma, giusto per darle un po’ di filo da torcere, una di queste forme di vita, gli esseri umani - quei litigiosi animali tribali sempre pervasi da sogni di conquista - hanno pensato bene di assoggettare la Terra solo per il proprio tornaconto. Con inaudita insolenza, si sono accaparrati le riserve di carbonio che Gaia aveva sepolto (al preciso scopo di mantenere l'ossigeno al giusto livello) e le hanno bruciate. Così facendo, hanno usurpato l'autorità di Gaia, contrastando il suo sforzo inesausto di mantenere il pianeta adatto alla vita: quegli esseri umani pensavano, infatti, solo alla loro comodità e alla loro convenienza. […] Credo che valga la pena prendere in esame risoluzioni come quella dell’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera per riflettere parte del calore solare verso lo spazio in modo da raffreddare il pianeta”.

Il discorso di Lovelock si potrebbe pure in parte sottoscrivere, se come soggetti della frase “hanno pensato bene di assoggettare la Terra” si introducessero “il governo occulto mondiale e le sue mille ramificazioni”. La fandonia dell’effetto serra e del riscaldamento globale da biossido di carbonio dovrebbe essere raccontata ai deficienti.

Commenta il curatore di nwo-truthsearch, nell'affilato articolo "Dittatura scientifica e superstizioni magiche": "Secondo Lovelock, l'uomo è un ‘litigioso animale tribale sempre pervaso da sogni di conquista’ che ha ‘usurpato l'autorità di Gaia, la quale si rivolterà contro questa cattiva creatura a meno che, attraverso riti e sacrifici (dittatura mondiale, razionamento di energia e cibo nonché drastica riduzione della popolazione), non si plachi la sua ira; nel frattempo, però, è meglio agire prontamente con 'l’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera che probabilmente manderà in un altro piano di esistenza le anime peccatrici ed inquinatrici che non ne vorranno sapere di lasciare questa terra di loro spontanea volontà'".

Quello di Lovelock è un ambientalismo d’accatto, in linea con molte frange esaltate e lunatiche della New age, ma soprattutto è una copertura delle attività chimico-biologiche (chemtrails), sulla… scia delle diaboliche idee escogitate da altri scienziati-delinquenti come Eastlund e Teller, campioni di una ricerca del tutto asservita al complesso industriale e militare, artefice di una pianificata e volontaria distruzione della Terra di cui si incolpano i cittadini. Scie-menziati come Lovelock sono gli apripista del Nuovo ordine mondiale. Essi, adducendo il pretesto della preservazione dei biomi e delle risorse naturali, spianano la strada, con le loro credenziali, ad una politica imperniata sull’eugenetica, l’indebolimento dei governi nazionali, la diminuzione della popolazione, l’instaurazione di una dittatura mondiale. Un culto perverso dovrebbe essere per costoro la meta di questa strada per l'inferno.

Che tristezza! “Gaia” non fu mai meno gaia…

Articolo correlato: Dittatura scientifica e superstizioni magiche, 2011




Friday, December 18, 2009

Guerra tra i pianeti

http://zret.blogspot.com/2009/12/guerra-tra-i-pianeti.html

Guerra tra i pianeti

"Guerra tra i pianeti" (titolo originale "Killers from space") è una pellicola di genere fantascientifico per la regia di William Lee Wilder, fratello di Billy Wilder. Il film, risalente al 1954 e con interpreti Peter Graves, James Seay, Barbara Bestar, Steve Pendleton, Frank Gerstle, John Merrick, pur essendo un prodotto un po' dozzinale e, a tratti, involontariamente ridicolo per i costumi e certi aspetti della sceneggiatura, introduce alcuni motivi divenuti salienti nell'Ufologia.

Il critico Fabio De Angelis ricostruisce l'intreccio nel modo seguente: "Lo scienziato atomico Douglas Martin, dato per disperso dopo un incidente aereo, torna alla propria base dove si stanno svolgendo test nucleari. Il suo comportamento (è, tra l'altro, ossessionato dalla visione di occhi che lo fissano) ed una strana cicatrice impressa sul petto impensieriscono i suoi colleghi. Sottoposto ad una serie di esami medici ed al siero della verità, l'uomo rivela di essere stato catturato da una razza aliena che ha costruito un avamposto proprio nel sottosuolo della base militare e che intende usarlo come inconsapevole "talpa" per trasmettere loro informazioni scientifiche segretissime. Scopo degli extraterrestri è allestire un apparato bellico di potenza inaudita ed impiegare un esercito di insetti giganti per conquistare il pianeta. Dallo spazio alla Terra e dalla terra al sottosuolo per ritornare in superficie e spandersi a macchia d'olio: questa è la strategia degli insoliti invasori del pianeta Astron Delta che, per quanto (presumibilmente) potenti ed evoluti, hanno bisogno di un uomo e delle sue scoperte per cominciare l'invasione [...]

Da sottolineare, in primo luogo, il nesso tra alieni ed energia nucleare: è questa una correlazione che è stata spesso notata. Nel film gli invasori impiegano l'energia atomica per nutrire gli enormi insetti, mentre di solito alcuni resoconti si riferiscono ad U.F.O. che sono intervenuti per sabotare esperimenti che prevedevano l'uso di ordigni atomici. In altre occasioni sono stati scorti oggetti volanti non identificati nei pressi di centrali in cui erano occorsi gravi incidenti con l'evidente riduzione degli effetti distruttivi causati dai malfunzionamenti degli impianti.

Il 26 aprile del 1986 accadde il disastro di Chernobyl, a 130 chilometri da Kiev. Mikhail Varitsky, specialista in tecnologie nucleari e che apparteneva alla squadra impegnata nelle operazioni di soccorso dichiarò al quotidiano Pravda: “Io ed altre persone andammo sul luogo dell’incidente di notte. Vedemmo una sfera di fuoco che si librava nel cielo con un lento movimento. Ritengo che avesse un diametro di sei-otto metri. La osservammo, mentre emetteva due raggi di luce cremisi in direzione della famigerata Quarta Unità. L’oggetto si trovava a circa 300 metri di distanza dal reattore L’evento durò circa tre minuti.” Poco prima che apparisse l’oggetto sconosciuto, i tecnici avevano rilevato un livello di radiazioni sul posto pari a 3000 milliroentgens/h; dopo l’emissione dei fasci cremisi, gli specialisti constatarono con stupore che il livello era sceso ad 800 milliroentgens/h.

Altri temi della pellicola meritano attenzione: “l’abduction con finalità belliche” (P. Morelli), il missing time di cui è vittima il protagonista, un tempo mancante recuperato in analessi attraverso il siero della verità; la cicatrice sul petto come traccia del rapimento; l’installazione extraterrestre scavata nel sottosuolo. Si ricordi che la produzione è del 1954: sono elementi solo occasionalmente accennati nella ricerca ufologica dell’epoca, ma destinati a diventare isotopie negli studi posteriori.

Singolare, infine, l’evocazione di abnormi e sinistri insetti, creature aliene che fanno capolino in alcune opere letterarie e cinematografiche per culminare nelle descrizioni di Mantidi aliene per opera di presunti rapiti, con il diapason degli Aracnidi all’interno del raggelante film "The mist".

Fonti:

R. Malini, U.F.O. dizionario enciclopedico, Firenze, Milano, 2003, s.v. Chernobyl
P. Morelli, Guerra tra i pianeti, 2009, in X times, n. 12, ottobre 2009
Zret, Gli Insettoidi e gli Aracnoidi nell’Ufologia, 2009