L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Tuesday, November 12, 2013

Nuova luce sull’oscura vicenda del P.I.D

http://zret.blogspot.se/2013/11/nuova-luce-sulloscura-vicenda-del-pid.html

Nuova luce sull’oscura vicenda del P.I.D

Chi non conosce la cosiddetta leggenda circa il vero Paul Mc Cartney che, dopo la morte in un incidente stradale, sarebbe stato sostituito da un sosia? Questa epopea, nota con la sigla P.I.D., ossia “Paul is dead”, appassiona da decenni fans dei Beatles, giornalisti, studiosi della cultura pop. La storia è tanto intrigante perché alonata dal fascino ambiguo, anzi ambivalente del doppio.

E’ tema antico. L’equivoco si intreccia al senso della perdità della propria identità nell’Amphitruo di Plauto: nella commedia Giove, innamoratosi di Alcmena, assume le sembianze del di lei marito Anfitrione, per concupire la donna. Il dio Mercurio, aiutante di Giove, prende l’aspetto del servo di Anfitrione, Sosia, per favorire la tresca.

Il topos dell’equivoco, dello scambio sciolto nella tradizione letteraria attraverso l’agnizione, il riconoscimento risolutivo all’interno dell’epilogo, scade nel cliché (si pensi ad una squallida produzione cinematografica di Roberto Benigni), nella trovata che strappa una risata banale.

Il P.I.D. si colloca agli antipodi di codesta comicità stanca e ripetitiva per collocarsi quasi nella dimensione della tragedia. E’, però, una tragedia senza catarsi, con eroi imborghesiti, nonostante il loro spirito trasgressivo, di una trasgressione che rafforza lo status quo con le sue devianze volute ed autorizzate.

Secondo la ricostruzione più diffusa, la notte del 9 novembre 1966 Paul Mc Cartney era uscito dalla sala prove dopo un violento alterco con gli altri tre Beatles (stando ad un'altra versione Paul era uscito frastornato da una festa all'inizio di dicembre del 1965). Salì sulla sua auto per tornare a casa e, lungo la strada, diede il passaggio ad una ragazza che faceva l'autostop. La ragazza si chiamava Rita e gli raccontò che stava fuggendo di casa, perché era incinta e, contro il parere del fidanzato, aveva deciso di abortire. Solo lungo una stradina di campagna, Rita comprese che la persona al volante era Paul dei Beatles. La sua reazione esagitata spaventò e distrasse McCartney. Egli non si accorse che il semaforo stava diventando rosso. Pur riuscendo ad evitare l'impatto con un altro veicolo, la vettura del Beatle uscì di strada e si schiantò contro un albero, prendendo fuoco. Paul, sbalzato fuori dall'abitacolo, sbatté la testa contro l'albero. Sia Paul sia Rita persero la vita. Stando ad un’altra ricostruzione dell'incidente stradale, Paul rimase decapitato nello schianto contro un autocarro.

Davvero l’attuale Paul Mc Cartney è un impostore e l’impostura dura da tanti decenni? Chi intende smentire la “leggenda” adduce come “argomento” forte il seguente fatto: era impossibile trovare un sosia del vero Paul che fosse altrettanto talentuoso come bassista e compositore. Chi, invece, sostiene che il vero Paul morì nel 1966 (o 1965, come si è visto), affastella una messe di indizi disseminati in testi di canzoni, copertine di dischi, istantanee... da cui si evincerebbe che i tre Beatles sopravvissuti continuarono a rimpiangere ed a rievocare il sodale defunto. Sono indizi, non prove, benché molto numerosi e spesso significativi.

Il colpo di grazia ai negatori della “leggenda” è giunto dalle indagini antropometriche circa il profilo dei padiglioni auricolari, la distanza tra gli occhi, la forma dell'arcata dentaria... fra i due “simillimi”? Riteniamo di sì, quantunque gli increduli respingano le evidenze biometriche, asserendo che le analisi sono state condotte su fotografie poco definite, neanche fossero state scattate da Niépce e da Daguerre…

Il dibattito è infuocato né importa poi più di tanto stabilire chi abbia ragione e chi torto. E’ indubbio, però, che la possibile morte di Paul è circonfusa di un’aura sinistra, da rituale nefando, da liturgia ominosa.

Il volto del satanista Aleister Crowley campeggia sulla copertina dell’album Sergent Pepper: Crowley come inquietante mentore dei Fab four.

Più, però, di tante tracce diaboliche e funeree – particolare che nessuno sembra aver adocchiato – è la data della dipartita di Paul a suggerire alcunché di oscuro. L’incidente occorse il 9 novembre 1966, ossia 11 9 1966, secondo la sequenza usata nel Regno Unito ed altrove per le date.

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CRETINO DI UNO ZRETINO, nel Regno Unito si usa giorno, mese e anno e non mese, giorno e anno. A volte si usa il mese per esteso (12 November invece di 12/11). Link per chi come zretino non e' mai stato in UK.
CAZZO, SMETTILA DI PARLARE DI COSE CHE NON SAI!!!
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L’incidente fu un sacrificio umano compiuto per ottenere da stigie entità di perpetuare il successo nel campo della musica? Fu un’immolazione cui seguì un senso di colpa codificato e sublimato nei messaggi subliminali di copertine e libretti?

Restava da risolvere un problema: dove trovare non tanto una controfigura credibile del vero Paul, ma un sosia che fosse altrettanto creativo ed abile nel suonare il basso? Forse non è difficile trovare la risposta, pensando al potere del numero 11 collegato a qualche rituale di magia nera. Fantasie? Può darsi. In ogni caso, il mito vive nella morte.


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Wednesday, January 16, 2013

Il lato oscuro dei dischi volanti: siamo di fronte a qualcosa di malvagio? (articolo di Sean Castell)

http://zret.blogspot.co.uk/2013/01/il-lato-oscuro-dei-dischi-volanti-siamo.html

Il lato oscuro dei dischi volanti: siamo di fronte a qualcosa di malvagio? (articolo di Sean Castell)

Il ricercatore Sean Castell recensisce un libro di Cecil Michael, "Round trip to Hell in a flying saucer". La valutazione è piuttosto equilibrata: Castell evidenzia l’eccezionalità di un testo risalente agli anni ‘50 del XX secolo. Mentre dominava la visione del contattismo volto ad ostentare uno scenario edulcorato con extraterrestri saggi e dall’aspetto attraente, se non angelicato, Michael fu una voce fuori dal coro, con il suo ammonimento a guardare oltre le apparenze. Invero, nell’epoca d’oro dei dischi volanti anche Williamson e Bailey avvertirono dei pericoli di un’operazione “cavallo di Troia”. Oggi, alla luce di ulteriori indagini ed acquisizioni, l’ufologia “pessimista” di Michael trova una giustificazione non irrilevante, sebbene il rischio dell’integralismo e del manicheismo sia dietro l’angolo. Tuttavia, se il saggio di Michael è stato valorizzato tramite una nuova edizione arricchita di recenti contributi, significa che i tempi sono maturi per cominciare a superare interpretazioni ingenue. Di estremo interesse, soprattutto per i risvolti antropologici, è il capitolo dedicato alle creature proteiformi all’interno di un testo il cui limite maggiore risiede nella descrizione dei governi: come sappiamo essi hanno delle immani responsabilità e dipingerli come difensori dei popoli è ridicolo, oltre che inverosimile.

Il mistero di chi sta manipolando i testimoni di U.F.O in tutto il mondo fin dai tempi antichi annovera molte interpretazioni. Usufruendo delle prove disponibili, si può congetturare che gli extraterrestri siano araldi della seconda venuta di Cristo o che siano invasori dal sangue freddo, decisi a colonizzare il nostro pianeta per mezzo di una sapiente combinazione del nostro D.N.A. con il loro.

Esiste anche un’interpretazione meno frequente: che l'attuale fenomeno U.F.O. ed i sequestri alieni siano semplicemente una manifestazione tecnologica degli stessi demoni che tormentarono e cercarono di manipolare l'umanità fin dall'inizio dei tempi. In altre parole, gli alieni grigi non sono una novità ed il loro intento malvagio di base non è mai cambiato.

La seguente affermazione proviene da un'autorità quale Lord Hill-Norton, il defunto ammiraglio a cinque stelle ed ex direttore del Ministero della difesa britannico. L’asserzione di Lord Hill-Norton aiuta a mettere a fuoco questo punto di vista: "Gli U.F.O. sono essenzialmente una questione religiosa piuttosto che una minaccia militare, inoltre si può enucleare un grado di coinvolgimento psichico in quasi tutti i casi. Molto spesso queste esperienze sono sicuramente antitetiche rispetto alla fede cristiana".

Recentemente ho partecipato alla stesura di un nuovo libro su questo lato oscuro dei dischi volanti. Il testo si intitola "Round trip to Hell in a flying saucer" Una parte della pubblicazione è una ristampa di un volume precedente, edito negli anni ’50 del XX secolo da Cecil Michael. Nel libro, Michael descrive un'esperienza di rapimento infernale durante la quale visitò il regno dei dannati da cui in qualche modo tornò miracolosamente con abbastanza lucidità per riferire il vissuto. L’ottica di Michael è esattamente agli antipodi della maggior parte dei resoconti dovuti ai contattisti degli anni ‘50, la maggior parte dei quali descrivono alieni biondi, di bell’aspetto che con compassione avvertono gli uomini del loro possibile destino inerente ad una guerra nucleare ed all’inquinamento ambientale.

Dato che Michael è per il suo tempo una voce fuori dal coro, si potrebbe facilmente liquidare quanto dichiara. Questo, però, non è il caso. Come dimostra tutto il materiale aggiornato che è stato riversato in "Round trip to Hell in a flying saucer", un gran numero di ricercatori e di sequestrati della generazione più recente vedono nel fenomeno U.F.O. qualcosa di satanico e demoniaco.

Due dei nomi più importanti nella ricerca sugli U.F.O., John Keel ed il celebre Jacques Vallée, giunsero alla conclusione che ai dischi volanti soggiace un aspetto parafisico che viene troppo spesso negato dai ricercatori “viti e bulloni”, inclini a valorizzare la dimensione concreta di visitatori provenienti da un altro pianeta a bordo di astronavi tangibili. Non sono pochi, però, gli incontri con gli U.F.O. e con i loro occupanti che si fondono e si confondono con le storie di demoni e con i protagonisti del “piccolo popolo”.

Il libro aggiornato effettivamente presenta alcuni aneddoti spaventosi. Una sezione del libro si occupa dei Jinn, i demoni della tradizione pre-islamica ed islamica, creature in genere più dispettose che malvagie. [...]

All’interno del libro Adam Gorightly si occupa di incontri sessuali tra umani e alieni e discute di come "la Grande Bestia", Aleister Crowley, usò droghe allucinogene e la magia sessuale per evocare entità ultraterrene. Gorightly, nel capitolo "Psychic space age vampires", correla le abductions ai miti antichi che descrivono predatori sessuali. Tim Swartz racconta storie di mutilazioni umane per opera degli occupanti degli U.F.O., un episodio che occorse in una base militare in Texas nel 1956. E’ anche esplorata l'idea che gli alieni-demoni possano nutrirsi dell'energia contenuta nel sangue umano e della sofferenza inflitta agli esseri viventi.

I miei contributi al saggio includono una panoramica delle ipotesi formulate da Keel e da Vallée nonché l’interpretazione del fenomeno per opera del pilota e ricercatore John Lear. John Lear ci ammonisce: quando si vede lo spettacolo sfavillante di un che U.F.O. che si avvicina, è preferibile correre via a rompicollo e non lasciarsi incantare dalla bellezza delle astronavi. Secondo Lear, gli alieni vogliono solo succhiare il midollo della nostra anima: la nostra paura ed umiliazione sono nutrienti per loro.

Ho anche intervistato un pastore in pensione di nome Tom Horn, che racconta la storia di un vero incontro con un’entità demoniaca che è stata confermata da diversi seguaci della sua congregazione. [...]

Ho anche contribuito con un breve capitolo in cui analizzo le opinioni esposte in "Communion" del rapito Whitley Strieber e le ricostruzioni del ricercatore Budd Hopkins, autore di "Intruders". Strieber, quando mi rilasciò un’ìintervista, riconobbe che era molto facile per lui collocare sullo stesso piano gli alieni grigi ed i demoni e che il terrore e l’angoscia delle esperienze resero impossibile distinguerli. Hopkins, d'altra parte, evidenzia che la complessità del fenomeno abduction rende impossibile trarre conclusioni circa l’intrinseca natura degli alieni, discernendoli in benevoli e malvagi. [...]

Nel frattempo, non mancano storie terribili da raccontare circa i lati più sinistri della tradizione ufologica. In un'intervista con Timothy Beckley, editore, Christopher O'Brien indugia sul folklore che circonda creature chiamate "skin-walkers", avvistate nella misteriosa Saint Louis Valley. E’ un luogo che si estende su parte del Colorado e del New Mexico ed è una regione di avvistamenti U.F.O. da diversi decenni. Il termine "skin-walkers" è intercambiabile con "mutaforma" e si riferisce essenzialmente ad una creatura che può cambiare le sue sembianze da umane in animali e viceversa.

"Secondo le conoscenze tradizionali", osserva O'Brien, "gli skinwalkers sono in grado di leggere i pensieri della vittima. Si pensa che siano capaci di imitare qualsiasi suono umano o animale. Questa abilità è talvolta usata per attirare vittime inconsapevoli, chiamandole con la voce di una persona a loro nota con un il verso familiare di un animale. Non bisogna mai fissare gli occhi di un versipellis per evitare che la propria volontà sia soggiogata”.

Qual è il collegamento del governo con tutto questo? Il noto autore Nick Redfern sostiene, in un'intervista a Tim Beckley contenuta in "Final events," che l’esecutivo tempo fa concluse che gli U.F.O. erano di natura demoniaca e che i margini di azione in termini di protezione dei cittadini erano molto risicati. Hanno cominciato a sviluppare un piano per convertire la popolazione al cristianesimo evangelico in modo da offrire un’arma per un combattimento spirituale tale da difendere le proprie anime immortali. Tom Horn, citato sopra in questa recensione, chiama queste persone "guerrieri della preghiera". Egli afferma: "La preghiera fervente del giusto potrebbe essere l’ariete in grado di sfondare l'oppressione demoniaca." [...]

I demoni classici del cristianesimo insieme con gli zombies, i mutaforma, i vampiri, gli incubi ed i succubi sono tutti passati in rassegna in "Round trip to Hell in a flying saucer".[…] Non esiste uno studio altrettanto esaustivo delle valenze oscure collegate alle manifestazioni xenologiche. [...]

Vorrei concludere notando che il fenomeno U.F.O. e persino i rapimenti alieni non sono sempre di natura demoniaca. Ci vorrebbe un libro intero altro per perorare la tesi degli alieni benevoli in modo da completare il quadro delineato all’interno di "Round trip to Hell in a flying saucer" la cui copertina, da sola, con i disegni di Tim Swartz, è agghiacciante. E’ necessario approcciare questo libro con cautela.

Fonte: ufodigest

Monday, February 27, 2012

Le confessioni di un Illuminato

http://zret.blogspot.com/2012/02/le-confessioni-di-un-illuminato.html

Le confessioni di un Illuminato

Non si giudica un libro dalla copertina: così non è opportuno formulare un giudizio sul libro di Leo Lyon Zagami, “Le confessioni di un Illuminato, vol. 1”, proprio perché è solo il primo sportello di un trittico. (Riusciremo a leggere gli altri due volumi, prima che la situazione precipiti?)

Perciò mi limito alla presentazione di un testo che è un’esplorazione di confraternite e sette che, da secoli, agiscono dietro le quinte della storia ufficiale, dirigendo in maniera segreta ma incisiva il destino dell’umanità. L’autore distingue tra conventicole iniziatiche (poche) e contro-iniziatiche (molte), dedicando ampio spazio a quegli ordini, come l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), che, detenendo conoscenze magiche ed alchemiche, le piegano per perseguire fini nefandi. Spicca dunque il ritratto di Aleister Crowley, riorganizzatore dell’O.T.O., sinistra figura di mago che, nonostante qualcuno abbia tentato di riabilitare, assurge a mentore di frange occulte dedite a pratiche innominabili.[1] Purtroppo Zagami non descrive sette formate da personaggi squilibrati, ma, tutto sommato, quasi innocui, giacché l’influsso di codeste camarille è tutt’uno con la bieca politica internazionale volta all’ormai imminente edificazione del formidabile Nuovo ordine planetario.

Zagami si sofferma pure sul Priorato di Sion e sui movimenti neo-templari, con un’interessante digressione circa l’attentato di Oslo, perpetrato il 22 luglio del 2011. Ripercorre anche la genesi e lo sviluppo dello spionaggio (il matematico, scienziato ed occultista inglese John Dee è ricordato come il precursore degli agenti attuali) e si accosta all’Ufologia, con una particolare diffidenza (condivisa da chi scrive) nei confronti di contattisti e studiosi che, con poco discernimento, non si accorgono delle insidie annidate in incontri con entità le cui “luminose” intenzioni nascondono pericolose interferenze. [2]

Le rivelazioni di Zagami, intrecciate a cenni alle sue vicende biografiche, offrono uno spaccato di un mondo “parallelo” in cui dominano infiltrazioni, scismi, lotte intestine, congiure, omicidi, stragi di stato…: chi ha una discreta conoscenza di questi scabrosi temi troverà la conferma di quanto l’umanità sia soggiogata e degradata, dietro il controllo politico ed economico, da forze imperscrutabili e mefitiche. Chi non ha dimestichezza con tali interpretazioni sarà guidato dal capitolo introduttivo in cui l’autore traccia una tassonomia delle società segrete. Il deleterio ruolo di Gesuiti, gruppi neo-templari, logge deviate, movimenti New age… è così riletto alla luce delle loro caratteristiche tipologiche.

Lo scenario resta, però, intricato, per la connaturata elusività di un potere che, sfuggendo a facili focalizzazioni, si situa nella zona crepuscolare tra possibili verità e la loro ombra.

[1] Aleister Crowley (1875-1947) è stato un artista, poeta, alpinista, pensatore, critico sociale ed occultista britannico. Figura assai controversa, è da alcuni considerato l’iniziatore dell’odierno occultismo, da altri ritenuto uno dei principali corifei del satanismo contemporaneo.

[2] John Dee (1527-1608), astrologo, scienziato ed astronomo, fu in contatto con Maria Tudor, Elisabetta I e l’imperatore Massimiliano II di Boemia. Lo scienziato ed avventuriero fu versato, tra le altre cose, nella cristallomanzia. Egli, dopo aver ricevuto da un misterioso fanciullo un cristallo convesso, decise di dedicarsi alla comunicazione con il mondo spirituale. In riti ed evocazioni, fu affiancato da Edward Kelly, personaggio di dubbia reputazione, con cui si dedicò alla necromanzia. Dee affermò di aver appreso da messaggeri di un’altra dimensione un particolare alfabeto, definito enochiano.

Friday, November 5, 2010

Mondi (terza ed ultima parte)

http://zret.blogspot.com/2010/11/mondi-terza-ed-ultima-parte.html

Mondi (terza ed ultima parte)

Leggi qui la seconda parte.

Si suppone che alcune antiche civiltà avessero costruito degli astroporti. E’ possibile pensare che Baalbek, il sito nell’odierno Libano dove si ergono ciclopici blocchi di pietra, alcuni dei quali pesanti migliaia di tonnellate, siano opera umana e che quei giganteschi macigni siano la piattaforma di templi? Stando ad alcuni autori, nella regione del Medio Oriente sorgevano degli spazioporti: Gizah, lungo il 30 parallelo, una località nel sud del Sinai, Baalbek ed un centro dell’attuale Armenia furono i vertici di un triangolo ideale, vertici occupati da altrettanti porti spaziali. Gerusalemme, (“il luogo degli oracoli splendent?i”) era ubicata lungo la bisettrice del triangolo e Gerusalemme, fondata dai Gebusei, che diventò poi capitale del regno ebraico, era ed è città-simbolo. Fantasie? Può darsi. Oppure, invece di ospitare astroporti, in quei siti si trovavano aperture verso altri piani? Singolare l’analogia fra il triangolo cui si accennava ed il logo della N.A.S.A. nonché di altre decine di enti spaziali e "scientifici": una sorta di triangolo allungato ed arcuato che, grosso modo, riproduce la forma e l’inclinazione del poligono medio-orientale. Un nesso con lo spazio? Siamo al cospetto di un retaggio trasmesso attraverso i millenni e coagulatosi in simboli che sembrano solo disegni?[1]

In maniera misteriosa lo spazio si svolge nelle anse del tempo. E’ per questo motivo che certi snodi cronologici ci mettono in contatto con universi lontanissimi. Lo scienziato Jack Parsons e lo scrittore di fantascienza, Ron Hubbard, seguaci di Aleister Crowley, attuarono nel 1946 le “Operazioni Babalon”. La loro intenzione era quella di usare la magia erotica per generare un figlio nei reami spirituali. Essi riuscirono ad attirare sulla Terra Lam, un’entità simile ad un Grigio. Babalon ricorda Babel, la porta degli dei. Sono porte i cui cardini stridono in maniera sinistra…

Un altro anno… topico è il 2012. Commenta Whitley Strieber, a proposito di questo possibile timegate: “Credo vi siano schemi nel nostro mondo che riflettono una consapevolezza superiore di qualche tipo ed è per questo che la Bibbia è scritta come di concerto con il grande calendario precessionale che è lo zodiaco e perché il Giudizio finale si è rivelato essere Apocalisse 20:12”. “Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere”.

Sembra che i mondi siano sbocchi (mondi come bocche) all’interno del cosmo, zone di transito verso l’inconcepibile. Il nostro stesso universo potrebbe essere uno iato apertosi nell’immensità, a causa di un errore o di un’anomalia: attraverso questa apertura passano esseri come risucchiati da un gorgo. I buchi neri, enigmatici oggetti cosmici, il cui orizzonte degli eventi disintegra ogni “legge fisica” sono occhi scuri nel buio o polle?

Gli eventi futuri intrecceranno in un unico disegno le solenni traiettorie degli astri ed i piccoli passi degli esseri disseminati sui pianeti.

[1] E' plausibile che il logo della N.A.S.A. sia, invece, una V, un segno cornigero evocante un essere tenebroso. D'altronde la N.A.S.A. è ente dalle origini e dalle connotazioni oscure.

Fonti:

G. Devoto, avviamento all’etimologia italiana, Firenze, 1968, s.v. ponte, porta
Dizionario di archeologia, Milano, 2002, s.v. megaliti
Enciclopedia dell’antichità, Milano, 2005, s.v. Babilonia, Delfi
Enciclopedia storica, a cura di M. Salvadori, Bologna, 2000, s.v. Naram-sin
Z. Sitchin, Quando i Giganti abitavano la Terra, Diegaro di Cesena, 2010
W. Strieber, Omega point, 2010




Thursday, September 24, 2009

Overclock

http://thesynopticon.blogspot.com/2009/09/overclock_23.html

Overclock

* nonostante il titolo differente, questo è l'articolo di cui avevo accennato

** Overclock: Operazione che consiste nel modificare le impostazioni della scheda madre di un computer. E’ possibile aumentare la frequenza di clock (da cui il termine) cui e' sottoposto il processore, determinando un aumento delle prestazioni del processore. [1]

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Overclock è una parola composta da Over (al di là, al di sopra) e Clock (Orologio), quindi, anche se la parola ha un significato strettamente legato alla "frequenza di clock", il termine "Overclock" etimologicamente parlando indica qualcosa che trascende il tempo lineare.

Il 29/08 di quest'anno è stata celebrata un' antica festa, ovvero, quello che un tempo era il capodanno egiziano. I 5 giorni antecedenti a suddetta data vengono chiamati tradizionalmente i "giorni fuori dal tempo", anche gli atzechi avevano nel loro calendario "giorni fuori dal tempo" (come il 25 Luglio): i popoli antichi riconoscevano che in alcuni periodi dell' anno una certa "atemporalità" poteva aver luogo.

Parlando di tempo, quello che viene a mancare sempre piu spesso, l'arrivo dell'autunno ha portato via con se la moda estiva, o meglio, il revival estivo dell' orologio.

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L'orologio da polso che ormai è diventato un accessorio quasi obsoleto, un tempo, era impensabile uscire senza l'orologio o da polso o da tasca: oggi il simbolo del tempo viene rilegato nell'angolino in alto a destra del display del telefono cellulare, quasi a simboleggiare che la necessità di sentirsi in contatto con altri esseri umani abbia trasceso la necessità di seguire il flusso del tempo.

In concomitanza di ciò, è in atto un exploit dei filo-pensatori del momento (ambientalisti, rappresentanti di associazioni di volontariato..) in favore dei bisogni dell' uomo e dell' ambiente circostante. è in atto una guerra silenziosa alle abitudini ed alle tabelle di marcia scandite dal tempo, in favore di concetti meno astratti e piu concreti, come l'uomo e la natura.

I bisogni atemporali prendono il posto di rigide abitudini schematizzate, corporazioni che sfruttano il prossimo ed il mondo per i loro guadagni, sponsorizzano furbescamente documentari ambientalisti per essere piu vicine al rinnovato bisogno dell'uomo di sentirsi più al centro come parte integrante di questo mondo.

Esondando dai confini ambientalisti, società legate ad internet ed al transumanesimo come la Casaleggio associati, optano per un deprezzamento del tempo in favore di un futuro a misura d'uomo.

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Tratto dal Video Prometeus - The Media Revolution, nella scena finale, l' Occhio di Horus, che come il Sole simboleggia anche il tempo (Horus -> Hours), viene sostituito dalla figura di un uomo.

Secondo Carl Calleman, il tempo lineare è come il denaro, un "valore numerico astratto"..

"Il calendario Maya è basato su un’altra qualità del tempo: non un tempo costruito sullo scorrere prevedibile e continuo della materia (cioè, delle stelle e dei pianeti) dovuto a semplici forze gravitazionali, ma uno fondato su maturazioni energetiche (consapevolezze individuali e di gruppo) che i Greci chiamavano Kairos: il momento giusto od opportuno nel quale qualcosa di speciale accade. Il concetto non è del tutto sconosciuto alla mente occidentale: nel gergo comune, si parla del “tempo propizio” per fare un’azione e si pensa all’”energia sufficiente” perché qualcosa accada. In questo senso, il calendario Maya è quantizzato sia nel tempo sia nell’energia cosmica che esso descrive. In questa visione il tempo non è un flusso continuo come potrebbe essere lo scorrere dell’acqua di un fiume, ma si presenta in “pacchetti” discreti di natura energetica." [2]

Così pensa Carl Calleman, che afferma che probabilmente, verso la fine di quest'anno vedremo un ulteriore deprezzamento dei valori numerici astratti su cui si basa la nostra vita, ed un aumento di valore dei bisogni umani.

Anche secondo Ian Xen Lungold, i soldi (che non sono altro che "numeri") avrebbero perso con il passare del tempo il loro valore in favore di valori più autentici ed umani, come ad esempio l'ammirazione.

Comunque, un fenomeno interessante, legato alla totale reinterpretazione del tempo è l'orologio chiamato Corpus Clock (sotto).

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Inaugurato pubblicamente il 19/09/2008 al Corpus Christi College, l'orologio incorpora nella sua parte superiore in bella vista, una creatura mitologica, parte cavalletta, parte pesce, chiamata Cronofago. Man mano che la ruota gira, la creatura divora il tempo, occasionalmente, gli occhi della creatura "lampeggiano" in segno di soddisfazione. La peculiarità di quest'orologio, è che ha un moto che risulta interamente regolare solo ogni cinque minuti: durante il resto del tempo, il pendolo a volte sembra fermarsi, a volte va piu veloce.. quest' irregolarità temporale, a detta di John C. Taylor (il finanziatore del progetto) riflette l'irregolarità della vita.

Inciso, ai piedi dell'orologio, vi è un passo della Bibbia preso da Giovanni 2:17 "E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno.", frase che ricorda come il concetto di "volontà di Dio" sia atemporale.

La fine dei tempi, reinterpretata in senso più ampio e meno ridotto, potrebbe portare proprio, alla fine del tempo come lo conosciamo, ed all'inizio dell' uomo in una dimensione atemporale che esula dal moto meccanico dell' abitudine deumanizzante.

Anno simbolicamente incentrato sul concetto di tempo è il 2010: il decimo anno del ventunesimo secolo risuona con il decimo segno dello Zodiaco, Capricorno, governato da Saturno (e Saturno/Crono, è il Dio Romano/Greco del Tempo).

Nel 2010 come ho gia scritto in precedenza, la sonda Cassini terminerà la sua missione su Saturno. Come scritto nel sito ufficiale della missione, la Nasa potrebbe decidere di far precipitare il Satellite su Saturno, tale evento, che causerebbe senz'altro una grande esplosione sul pianeta viene predetto in 2010: L'anno del Contatto

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In 2010, l' astronave prende la forma di uno spermatozoo, tale forma, riflette il ruolo della sonda Cassini (Spermatozoo) che nell'impatto feconderebbe in maniera simbolica Saturno (L'ovulo).

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In 2010, Giove implode e diventa un secondo Sole: è da notare che il pianeta Giove, nel film, viene usato in sostituzione di Saturno, visto che era praticamente impossibile con gli effetti speciali di un tempo replicare gli anelli di Saturno, pertanto, il "protagonista" del film, dovrebbe essere Saturno. Proprio a causa di questo secondo Sole, nel film, la notte ed il giorno non sono più tali, quest' avvenimento, marca simbolicamente la fine del tempo, e l'inizio di un era senza tempo.

Quello che ci aspetta nel 2010 sul piano simbolico pertanto, è proprio la fine dei tempi.

Elemento che dimostra la natura profetica e sincromistica del film, è la macchia nera del pianeta Giove apparsa realmente a Luglio di quest'anno.

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Dal Quartier Generale, viene chiesto all'astronauta di inquadrare la Macchia Nera presente su Giove

Nel libro "The Secret" Byrne Rhonda spiega che per conseguire un obbiettivo occorre prima disegnare ciò che si vuol conseguire..

Bisogna notare che:
I Trogloditi disegnavano immagini di caccia PRIMA di cacciare.
Gli Egiziani dipingevano le Piramidi PRIMA di costruirle.
Gli Atzechi illustravano i sacrifici rituali PRIMA di compierli.
L'èlite mostra su pellicola i propri piani PRIMA di attuarli.

Come l' antica tecnica di "ritualizzare" ed illustrare i propri obbiettivi prima di conseguirli, La parola Media non è così recente come si possa credere, Media era secondo i greci la terra ove abitavano i Medi, un popolo dedito al culto Zoroastrista [3]

L'impero Mediano, 600 AC

I "Re Magi" che noi tutti ben conosciamo erano proprio sacerdoti Zoroastristi. In Erodoto la parola magoi era associata a personaggi dell'aristocrazia della Media ed, in particolare, ai sacerdoti astronomi della religione Zoroastriana, che erano anche ritenuti capaci di uccidere i demoni e ridurli in schiavitù [4].

Se un tempo Media rappresentava l'antica Magia, oggi tali arti si sono rinnovate e tecnologizzate, l'etere, è stato rimpinzato di rituali magici eseguiti dai moderni tecno-stregoni dell'arte e dell'intrattenimento.

La fine dei tempi mediatica, è un preludio simbolico di quello che accadrà.

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è scritto nel sito ufficiale del Cern che nell' autunno del 2010, i primi risultati delle analisi fisiche saranno pronti. Quest' evento è straordinariamente collegato alla fine della missione Cassini anche in una quartina di Nostradamus.

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Fuggite, fuggite da Ginevra tutti, Saturno si cambiera’ d’oro in ferro, Il contrario RAYPOZ sterminera’ tutti, Prima dell’accaduto il cielo fara’ segni.

Se Simbolicamente la fine della missione Cassini indicherà la "fine del tempo", Allegoricamente l'esperimento di Ginevra, rappresenta la "fine dei tempi", ma la paura del "buco nero che inghiotterà l'universo intero", è spiegabile in termini di sincronicità, ed è l'equivalente di una profezia, vista però in termini allegorici.

Il Sole Nero è anche il simbolo astronomico del Buco Nero al Centro della Via Lattea.

Secondo Wilhelm Landig, membro fondatore dell' unità SS, il Nostro Sole Materiale non è che un riflesso percepibile dai nostri sensi di un invisibile Sole Spirituale (il Sole Nero) che illumina il mondo invisibile celato ai nostri cinque sensi.

Pertanto, la paura di essere risucchiati da un Buco nero che inghiotte e distrugge l'intero universo, potrebbe essere l'allegoria fiabesca di un sistema materialistico e meccanico che viene scardinato dagli stimoli atemporali e dai bisogni emotivi esterni alla realtà dei cinque sensi.

Per capirci meglio, il buco nero (come la "dimensione istintuale" esterna ai cinque sensi) è numerologicamente rappresentato dal numero "0": tutto ciò che viene moltiplicato o diviso per 0, diviene 0.

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Tratto da Suspect Zero, Il detective scopre un buco nero dietro l'intonaco.

L' "8" rappresenta l'infinito, perchè simboleggia il moto del Sole (Analemma), ma lo "0" rappresenta l'infinito al di fuori del nostro concetto materiale di Tempo.

[...] Altri effetti fisici [NDR: legati al Buco Nero] sono associati all'orizzonte degli eventi, in particolare per la relatività generale il tempo proprio di un osservatore in caduta libera appare più lento all'aumentare del campo gravitazionale fino ad arrestarsi completamente sull'orizzonte. [5]

Lo 0, è anche ricollegato alla carta dei tarocchi del Matto (Fool o Joker in inglese), "la Fine e l'Inizio di tutto".

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La carta del Matto rappresenta gli elementi con i quali forgiare il proprio destino.

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La carta del Ciabattino (notare il simbolo dell' infinito sopra il Mago) rappresenta l'abilità nel forgiarlo.

"Questo periodo ha a che fare con il riconoscimento dell'individuo come punto cardine della società. Quasiasi evento, inclusa la morte, è solo un accrescimento della nostra esperienza di vita liberamente dominata e guidata da noi stessi dal principio fino alla fine. " - Aleister Crowley.