L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, December 2, 2013

Geoingegneria clandestina e speculazioni finanziarie

http://www.tankerenemy.com/2013/12/geoingegneria-clandestina-e.html

Geoingegneria clandestina e speculazioni finanziarie

L’economia è un crimine efferato sotto le sembianze di scienza.



Pecunia non olet

Viviamo nell’era dei disastri artificiali. Nel mese di novembre 2013 numerose regioni sono state flagellate da tornado indotti. Se ci immedesimiamo per un attimo nei globalizzatori, comprendiamo quali sono le molteplici finalità dei vili attacchi sferrati al pianeta e agli esseri viventi. Tralasciando gli scopi geo-politici e militari su cui ci siamo già soffermati in altri articoli, possiamo considerare le calamità provocate con le armi climatiche un’occasione ghiotta sotto il profilo squisitamente economico.

Che senso ha colpire gli Stati Uniti ora con una sequela di uragani ora con la siccità? Poco importa stabilire se la perversa idea sia stata partorita dagli stessi vertici segreti statunitensi o da un esecutivo mondiale per cui i diversi paesi sono pedine su una scacchiera. Riusciamo ad immaginare quali immensi utili si possono ricavare, speculando sui mercati finanziari, in particolare acquistando e vendendo azioni della società agro-alimentari e petrolifere? Mentre si distruggono piattaforme per l’estrazione del greggio nonché i raccolti di cereali, frutta ed ortaggi, qualcuno in borsa si arricchisce in modo vergognoso: prevedere e condizionare l’andamento dei titoli è un mezzo per realizzare profitti astronomici. Nel frattempo, i costi delle derrate salgono alle stelle e chi, nel frattempo ha fatto incetta di olio di palma, grano, riso, mais, soia, caffè, zucchero, vino etc., li rivende a prezzi esorbitanti.

Non solo, le diaboliche multinazionali che già monopolizzano gran parte dell’agricoltura nel Nord America, hanno già pronte le sementi transgeniche resistenti alla siccità o che germogliano e si sviluppano anche in un suolo contaminato dall’alluminio. La geoingegneria illegale è una gigantesca torta il cui valore è astronomico! Dopo che l’uragano Kathrina ebbe devastato la Louisiana, furono assegnati appalti milionari per la ricostruzione ad aziende legate all’entourage di Bush junior. Piatto ricco, mi ci ficco! Poi arriva l’infame F.E.M.A. che, approfittando del caos generale, inasprisce il controllo del territorio.

Come dimenticare inoltre che con le coltri chimiche ed i campi elettromagnetici si può sciogliere il pack per accedere ai giacimenti sottostanti? Dell’orso polare e del suo habitat non interessa a nessuno, in primo luogo a quei buffoni delle associazioni “ambientaliste”.



Con la scusa dei cambiamenti climatici, attribuiti falsamente alle emissioni di biossido di carbonio in atmosfera, si introducono nuovi balzelli con cui si incrementa il gettito fiscale. Vai col liscio! Ci si è inventata la “carbon tax” per scorticare imprese e cittadini.

Che la produzione complessiva diminuisca, che la popolazione sia affamata e costretta ad usufruire di buoni-pasto statali per sopravvivere, alla feccia non importa un fico secco, anzi! I farabutti vivono nelle loro ville principesche tra lussi sibaritici, lontano dagli effetti di una crisi economica e finanziaria che essi stessi hanno creato.

Secondo la legge della domanda e dell’offerta, la penuria di merci causa un aumento dei prezzi, quindi vantaggi notevoli per gli accaparratori. Il potere poi non vede l’ora di tenere in pugno i cittadini ridotti alla miseria, obbligandoli ad elemosinare qualche briciola dallo stato-Leviatano.

Anche il violento nubifragio, scatenatosi di recente sulla Sardegna, trova la sua principale ragione nel “rischio” che il governo centrale italiano perdesse il cospicuo gettito fiscale proveniente dall’I.V.A. e dalle accise sui carburanti, vista la decisione della regione Sardegna di trasformare l’isola in una zona franca. Hit and run! Colpisci e fuggi via! Poi ti inventi i cicloni che, nella neo-meteorologia orwelliana, da fenomeno tipico dei mari tropicali, diventano la norma anche nel Mediterraneo ed il gioco è fatto.

Segui la scia… di denaro. Le armi climatiche sono anche questo: un affare lucroso che garantisce introiti esorbitanti a profittatori, usurai, compagnie aeree, multinazionali del farmaco, laboratori di “ricerca”, industrie belliche, centri universitari, disinformatori… Mentre la nave affonda, i topi ballano… sul ponte di comando.
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Thursday, May 23, 2013

Comprendere i processi economici dei tempi finali

http://zret.blogspot.co.uk/2013/05/comprendere-i-processi-economici-dei.html

Comprendere i processi economici dei tempi finali


Il caos è ordine... nuovo ordine.

E’ rivelatore che si sia soliti distinguere tra economia reale ed economia... finanziaria che sarebbe meglio definire finta, una frode bell’e buona, utile per arricchire speculatori e banchieri, dannosa per tutti gli altri. Dell’economia finanziaria e delle sue spudorate truffe ci siamo già occupati in altri articoli. Dedichiamo dunque qualche riga al sistema produttivo vero e proprio.

Lo Stato-Leviatano, inteso come apparato di controllo (occulto) e strumento di distruzione, usa vari stratagemmi per preservare le sperequazioni economiche e sociali, idonee alla perpetuazione ed al consolidamento del potere. Tra le armi principali dell’establishment per immiserire i sudditi e tenerli in una perenne condizione di subalternità bisogna annoverare il fisco. Con un esoso ed opprimente sistema fiscale si conseguono almeno due scopi: si sottraggono ricchezze a piccoli imprenditori, artigiani, cittadini del ceto medio e della classe inferiore; si genera un’ansia costante nei contribuenti che, a causa delle innumerevoli e ravvicinate scadenze tributarie, si sentono con una pistola puntata alla tempia. Il fisco dunque è anche un dispositivo di dominio psicologico, una tagliola per la mente.

Sfatiamo un luogo comune: tributi, balzelli, gabelle, spesso assurdi ed anacronistici, servono solo in parte a sostenere le istituzioni ed a mantenere i parassiti al potere. Inoltre una quota esigua del gettito è oggidì destinata allo stato sociale, giacché la maggior parte del denaro estorto al popolo, è fagocitato dalle spese militari. In verità, un paese potrebbe sopperire a tutte le esigenze, grazie ad un’unica imposta indiretta. Naturalmente dovrebbe essere abolito il signoraggio bancario che risucchia quasi tutto il ricavato delle tasse nel gorgo immenso del debito pubblico. Dovrebbero essere poi cancellati tutti gli escamotages della finanza incentrati sull’usura e sull’equivalenza tra moneta e merce.

Se allora il fisco attuale non ha uno scopo per così dire “produttivo” e “positivo”, pur nella sua indubbia impopolarità, qual è il suo vero fine? La risposta è semplice. Esso ha per fine la spoliazione, anzi l’annichilimento dei ceti medio-bassi. Il governo (mondiale) mira a depredare le aziende ancora floride, a gettarle sul lastrico: ogni fallimento di un’azienda è un successo per i globalizzatori e per le multinazionali. Le corporations si prefiggono di monopolizzare il mercato, sbarazzandosi della concorrenza dei piccoli produttori le cui merci sono tra l’altro di qualità migliore. E’ in corso quindi un deliberato attacco all’imprenditoria italiana: si pensi all’Emilia Romagna, nerbo dell’economia, regione prima danneggiata con il terremoto artificiale e contro la quale ora si infierisce con la stretta creditizia e con l’I.M.U. sui fabbricati industriali.

A proposito di credito e di banche, è necessario demolire un altro errato convincimento. Il fallimento delle banche è quasi sempre un pretesto per spillare altri quattrini ai contribuenti, una scusa per inasprire la pressione fiscale, per promulgare misure sempre più coercitive. Anche quando un istituto di credito fallisce (o simula il fallimento), perde solo un capitale di moneta elettronica, fittizia, mentre si è nel frattempo appropriato di beni immobili confiscati ai debitori insolventi. Non è vero dunque che molti decreti draconiani sono varati “per salvare le banche”, non è vero che l’aumento dell’I.V.A. discende dall’impellente necessità di rastrellare nuove risorse. I vari ministri del sottosviluppo e delle finanze sanno benissimo che l’aumento dei gravami conduce, prima o dopo, alla flessione dei consumi e quindi ad un decremento delle entrate tributarie. La loro politica è, da un punto di vista logico, controproducente, ma la “logica” dei farabutti non è la nostra. Il loro obiettivo è la devastazione, non il risanamento né la prosperità. Anzi l’indigenza, la disoccupazione, il malcontento sono ghiotti presupposti per organizzare un assetto socio-politico di stampo orwelliano.

Non paghi di aver inferto dei colpi micidiali al settore secondario, gli esecutivi italioti, che obbediscono agli ordini impartiti da potentati sovranazionali, stanno ora accanendosi contro l’agricoltura, sia per imporre le sementi transgeniche sia per privare il nostro paese dell’autosufficienza alimentare. Una volta affossato il primario, l’Italia dipenderà in toto dagli arbitrii delle famigerate società agro-alimentari.

Arma precipua per rovinare l’agricoltura e per conseguire bieche finalità è la Geoingegneria clandestina... tanto per cambiare.

Comunque non la spunteranno.

Documento collegato: Codex alimentarius by Tanker enemy







zretino, penso di farti cosa sgradita ma molto utile riportando una piccola parte di un mini manuale di stile (da qui) - [commenti] e grassetti miei:

La miglior tecnica di scrittura, che tu stia scrivendo un romanzo o un saggio [o un delirante pos su uno dei tuoi blog], prevede l’uso di una lingua che sia il più possibile semplice e diretta. Sono preferibili frasi brevi e concise a quelle involute ed elaborate, che costruiscono castelli di subordinate aggrovigliate dalle quali uscire senza fiato e con qualche dubbio di comprensione. Se ti rendi conto, leggendo una frase, che è necessario tornare sulle mancate concordanze di sostantivi, aggettivi e pronomi, per assicurarne la perfetta comprensione, significa che qualcosa nell’elaborato è stato mal costruito: meglio spezzare la frase con un punto. E ricominciare con un nuovo soggetto.
Attenzione a luoghi comuni e frasi fatte, è sufficiente cercarli nei motori di ricerca e ne troverete in quantità esorbitanti. Luoghi comuni concettuali (non ci sono più le mezze stagioni, è tutta colpa del buco nell’ozono, ecc.) e linguistici (quant’altro, nella misura in cui, piuttosto che, ecc.) che si affiancano a espressioni banali e già sentite (la volpe furba, il bandito feroce, restare con un pugno di mosche, tagliare la testa al toro, ecc.) costruiscono un libro [o un post] noioso e prevedibile, che incuriosirà e avvincerà ben poco il mal capitato lettore.
Non necessariamente la ricchezza di un discorso è data da una scelta di vocaboli desueti e complessi, è sufficiente armarsi di un buon dizionario dei sinonimi e dei contrari ed esercitare tutta la propria fantasia e ovviamente il proprio talento artistico per cercare, attraverso le variazioni lessicali, di presentare sentimenti o situazioni in maniera scorrevole, brillante e intrigante.


AGGIORNAMENTO

wladyil poveretto ci ha messo la briscola (e complimenti per la traduzione):

Ciao Zret, voglio partecipare al tuo ottimo articolo con questa piccola parte di un articolo che ho tradotto il 14 cm.

"Con un divenuto così scollegato con ciò che accade intorno a noi nel nostro nome, non abbiamo resistito al nostro potere collettivo - e siamo quindi responsabili quanto qualsiasi élite globale per aver creato il mondo in cui viviamo oggi." 

"Con il consenso concesso dalla nostra passività, abbiamo guardato evidenti bugie e manipolazioni toglierci la forza, la determinazione e la libertà, e abbiamo fatto poco o nulla." 

"Come tale, abbiamo dato via la nostra responsabilità personale. L'energia spesa lamentarsi ad alta voce, ma l'emphatia al pub o coda di autobus circa le carenze della società di oggi, se applicato in direzioni più attivo e positivo, potrebbe essere utilizzato per compensare le stesse cose che vengono lamentate." 

"Il problema è che siamo stati addestrati a pensare che non siamo in grado di fare la differenza - quando, in verità, si può, soprattutto se abbiniamo il potere tangibile della mente collettiva con i frutti concreti di azione diretta, come quello di esplorare più nell ' Agenda della verità."

L'articolo intero tradotto ("Comprendere l'élite al potere"):
http://ningizhzidda.blogspot.it/2013/05/comprendere-lelite-al-potere.html