L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Sunday, June 26, 2011

Uno storico smonta il mito di Gandhi, il "pacifista" che appoggiò la guerra contro gli Zulu e reclutò soldati per il conflitto mondiale

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/06/uno-storico-smonta-il-mito-di-gandhi-il.html

Uno storico smonta il mito di Gandhi, il "pacifista" che appoggiò la guerra contro gli Zulu e reclutò soldati per il conflitto mondiale


Il docente universitario Domenico Losurdo ha scritto un interessante libro dal titolo Non violenza, una storia fuori dal mito. Pur non condividendo molte delle sue interpretazioni non possiamo fare a meno di apprezzare la corretta disamina della realtà dei fatti per quanto riguarda l'opera di Gandhi, il cosiddetto "non-violento" che applaude a tutte le guerre della sua epoca fino a diventare reclutatore di soldati. I fatti in tale questione sono fondamentali, e benchè le interpretazioni siano soggettive, il fatto che Gandhi sia stato guerrafondaio sia nelle parole che nelle azioni non lascia spazio a molte interpretazioni.

Per tante cose mi sento molto distante dalle interpretazioni che il professor Losurdo fa dei fatti storici: il suo delineare in maniera abbastanza positiva Lenin (una persona che ha preso in giro tutti i sinceri rivoluzionari russi che desideravano il governo del popolo e non dell'élite di un partito), il suo credere che ci possano essere rivoluzioni autentiche e popolari che non siano create dai poteri occulti. Ma Losurdo non ha mai trattato le tematiche della cospirazione e la questione del Nuovo Ordine Mondiale, non sappiamo dire se per per mancanza di coraggio o per pregiudizi; d'altronde per un materialista storico è impossibile trattare certe tematiche senza dovere rinnegare la propria fede comunista.

Ma veniamo ad alcuni brani significativi di una intervista a Losurdo realizzata da Marie-Ange Patrizio.



Non-violenza, lotta per la pace e «rivoluzioni colorate»

Marie-Ange Patrizio : Il tema della non-violenza ci fa subito pensare a Gandhi: qual è il giudizio che esprimi su questa grande personalità storica?

Domenico Losurdo : Occorre distinguere due fasi nell’evoluzione di Gandhi. Nel corso della prima egli non pensa affatto a un’emancipazione generale dei popoli coloniali. Chiama invece la potenza coloniale, la Gran Bretagna, a non confondere il popolo indiano, che al pari degli inglesi può vantare un’antica civiltà e origini razziali «ariane», coi neri, anzi coi «rozzi cafri, la cui occupazione è la caccia e la cui sola ambizione è di radunare un certo numero di capi di bestiame al fine di acquistare una moglie per poi trascorrere un’esistenza di indolenza e nudità». Pur di conseguire la cooptazione nella razza dominante, nel popolo dei signori (ariani e bianchi), agli inizi del Novecento Gandhi chiama i suoi connazionali a mettersi al servizio dell’esercito imperiale impegnato in una feroce repressione a danno degli zulù. Soprattutto, in occasione della prima guerra mondiale il presunto campione della non-violenza si propone di reclutare cinquecentomila uomini per l’esercito britannico e lo fa con tanto zelo da scrivere al segretario personale del vicerè: «Ho l’impressione che se divenissi il vostro reclutatore capo, potrei sommergervi di uomini». E rivolgendosi sia ai suoi connazionali sia al viceré Gandhi insiste in modo persino ossessivo sulla disponibilità al sacrificio di cui è chiamato a dar prova un intero popolo: occorre «offrire il nostro appoggio totale e deciso all’Impero»; l’India deve essere pronta a «offrire nell’ora critica tutti i suoi figli validi in sacrificio all’Impero», a «offrire tutti i suoi figli idonei come sacrificio per l’Impero in questo suo momento critico»; «dobbiamo dare per la difesa dell’Impero ogni uomo di cui disponiamo». Con ferrea coerenza (bellica) Gandhi si augura che ad arruolarsi e a partecipare alla guerra siano anche i suoi figli.

Marie-Ange Patrizio : A tale proposito tu metti a confronto l’atteggiamento di Gandhi con quello assunto dal movimento antimilitarista di ispirazione socialista e marxista, ed è quest’ultimo a fare una bella figura.

Domenico Losurdo : Sì, a confutazione del mito per cui il marxismo sarebbe sinonimo di culto della violenza, io rinvio in particolare alla figura di Karl Liebknecht (che sarà poi uno dei fondatori del Partito Comunista Tedesco, prima di essere assassinato assieme a Rosa Luxemburg). Ebbene, dopo aver a lungo lottato contro il riarmo e i preparativi di guerra, chiamato al fronte, prima di essere arrestato a causa del suo pacifismo, Liebknecht invia una serie di lettere alla moglie e ai figli: «Io non sparerò […] Io non tirerò anche se mi fosse ordinato di tirare. Mi si potrebbe per questo fucilare».

Marie-Ange Patrizio : Resta il fatto che Liebknecht finisce col salutare la violenza della rivoluzione d’ottobre scatenata da Lenin.

Domenico Losurdo : Intanto, occorre non perdere di vista il fatto che, al momento dello scoppio della prima guerra mondile, ben lungi dal celebrare alla maniera di Gandhi il valore della vita militare e del combattimento al fronte, Lenin esprime «profonda amarezza». La speranza, morale prima ancora che politica, rinasce in lui grazie a un fenomeno che forse potrebbe inceppare la macchina infernale della violenza: è la «fraternizzazione fra i soldati delle nazioni belligeranti, persino nelle trincee». Lenin scrive: «E’ bene che i soldati maledicano la guerra. E’ bene che essi esigano la pace. La fraternizzazione su un fronte può e deve diventare fraternizzazione su tutti i fronti. L’armistizio di fatto su un fronte può e deve diventare armistizio di fatto su tutti i fronti».Purtroppo, anche questa speranza va delusa: i governi belligeranti trattano la fraternizzazione alla stregua di un tradimento. A questo punto si tratta di scegliere non tra violenza e nonviolenza, bensì tra la violenza della continuazione della guerra da un lato e la violenza della rivoluzione chiamata a porre fine all’insensata carneficina dall’altro lato. I dilemmi morali di Lenin non sono diversi dai dilemmi morali affrontati negli Usa dai pacifisti cristiani dei primi decenni dell’Ottocento (è da questo capitolo di storia che prende le mosse il mio libro). Contrari a ogni forma di violenza e alla schiavitù dei neri (essa stessa espressione di violenza), mentre si delinea e poi divampa la Guerra di secessione i pacifisti cristiani sono chiamati a operare una scelta tragica: appoggiare direttamente o indirettamente la continuazione di quella forma particolarmente orribile di violenza che è l’istituto della schiavitù oppure aderire a quella sorta di rivoluzione abolizionista che finisce con l’essere la guerra dell’Unione? I pacifisti più maturi scelgono questo secondo corno del dilemma, atteggiandosi così in modo non diverso da quello che più tardi caratterizzerà Lenin, Liebknecht e i bolscevichi nel loro complesso.

Marie-Ange Patrizio : Abbiamo lasciato Gandhi nel ruolo di reclutatore capo al servizio dell’esercito britannico da lui assunto nel corso del primo conflitto mondiale. Tu hai paralato però di una seconda fase della sua evoluzione. Quando e in che modo interviene la svolta?

Domenico Losurdo : A determinarla sono due avvenimenti, uno di carattere internazionale, l’altro nazionale. La rivoluzione d’ottobre e la diffusione dell’agitazione comunista nelle colonie e nella stessa India costituiscono un formidabile colpo di piccone all’ideologia della piramide razziale e fanno apparire obsoleta l’aspirazione alla cooptazione nella razza bianca o ariana, che ora deve fronteggiare la rivolta generalizzata dei popoli di colore. Ma a svolgere un ruolo decisivo è soprattutto un’esperienza diretta e dolorosa per il popolo indiano. Esso aveva sperato di migliorare la sua condizione combattendo valorosamente nell’esercito britannico nel corso della prima guerra mondiale. Sennonché, conclusesi appena le celebrazioni per la vittoria, nella primavera del 1919 il potere coloniale si rende responsabile del massacro di Amritsar, che non solo costa la vita a centinaia di indiani inermi, ma comporta anche una terribile umiliazione nazionale e razziale, con l’obbligo per gli abitanti della città ribelle di doversi trascinare a quattro zampe per tornare a casa o uscirne. Per dirla con Gandhi, «uomini e donne innocenti furono obbligati a strisciare come vermi, sul ventre». Ne scaturisce un’ondata di indignazione per le umiliazioni, lo sfruttamento e l’oppressione inflitti dall’Impero britannico: il suo comportamento è un «crimine contro l’umanità, che forse non trova paralleli nella storia». Tutto ciò fa dileguare tra gli indiani il desiderio di essere cooptati in una razza dominante che ora appare odiosa e capace di ogni infamia


Marie-Ange Patrizio : A partire da questo momento Gandhi prende realmente sul serio la sua professione di non-violenza?


Domenico Losurdo : In realtà, nel secondo Gandhi è tutt’altro che dileguata la disponibilità a chiamare i suoi connazionali ad accorrere sui campi di battaglia a fianco della Gran Bretagna; ma ora questa chiamata alle armi pone come condizione preliminare la concessione dell’indipendenza all’India. E’ invece difficile immaginarsi il secondo Gandhi promuovere la partecipazione dei suoi connazionali alla repressione di una rivolta come quella degli zulù (un popolo crudelmente oppresso dal colonialismo). A partire dalla rivoluzione d’ottobre e dalla repressione di Amritsar il movimento indipendendista indiano è parte integrante del movimento di liberazione nazionale dei popoli oppressi. E Gandhi s’identifica a pieno con tale movimento senza procedere a una lacerazione tra violenti e non-violenti. Nel giugno 1942 egli esprime la sua «profonda simpatia» e la sua «ammirazione per l’eroica lotta e gli infiniti sacrifici» del popolo cinese, deciso a difendere «la libertà e l’integrità» del paese. E’ una dichiarazione contenuta in una lettera indirizzata a Chiang Kai-shek, che in questo momento è alleato del Partito comunista cinese. Ancora nel settembre 1946 – nel frattempo Churchill ha aperto la Guerra fredda con il suo discorso a Fulton – Gandhi esprime simpatia per il «grande popolo» dell’Unione Sovietica, diretta da «un grande uomo quale Stalin».

Tutte le sfumature del Grigio (seconda ed ultima parte)

http://zret.blogspot.com/2011/06/tutte-le-sfumature-del-grigio-seconda.html

Tutte le sfumature del Grigio (seconda ed ultima parte)

Leggi qui la prima parte.

Suzanne Hansen vive in Nuova Zelanda dove gestisce sia un gruppo di sostegno agli experiencers sia un’associazione di ricerca. Ella è protagonista di alcune interazioni con presunte intelligenze esterne: attraverso sedute di regressione ipnotica, la donna ricordò una connessione anteriore alla sua nascita. Si percepì all’età di otto anni, quando vide una sfera di luce blu che i Grigi le spiegarono sarebbe divenuta suo figlio. Suzanne riferì un altro interessante episodio: un giorno, mentre stava per portare a termine la sua prima gravidanza, fu prelevata e portata a bordo di un’astronave, scortata da due creature. Gli ufonauti le comunicarono che si sarebbe dovuta unire a qualcuno. La puerpera rammentò di essersi sentita infusa di luce, mentre un Grigio chiarì che nel mondo erano migliaia i bambini venuti alla luce nell’ambito di un progetto per propiziare cambiamenti positivi ed il miglioramento della specie umana.

Josh, un experiencer australiano, affermò di aver visitato in astrale un grande vascello in cui incontrò anime ed una grande varietà di esseri gioiosi e saggi in grado di cambiare le loro sembianze, da quelle umane a nastri di luce, con un atto della volizione. Notò che gli occupanti dell’astronave erano composti da bolle effervescenti di energia.

La britannica Helen Sanderson, autrice di un libro di prossima pubblicazione, riferisce il vissuto della figlia Fay. Prima che Fay nascesse, gli extraterrestri separarono l’embrione dal corpo della gestante in diverse occasioni, al fine di eseguire le regolazioni che le avrebbero consentito di vivere sia sulla terra sia sulle navi spaziali. I visitatori riescono a compiere tale operazione, separando l’anima dal soma per mezzo di rotazioni degli strati di Merkavah (anelli) attorno al nostro corpo in direzioni diverse ed a differenti velocità(?). Questo accade in molti casi di rapimento: è prelevata l’anima (o il corpo astrale? n.d.r.) e l’involucro materiale lasciato, ma quando l’anima viene reintrodotta, essa ricorda la sua gestione-estrazione, portandone la memoria sotto forma di contusioni e cicatrici sulla pelle.

Un’altra contattata, Hayley, si avventura nelle seguenti delucidazioni: gli Altri sono impegnati in esperimenti genetici. Il cambiamento avverrà come un’onda che attraverserà la specie Homo sapiens sapiens. Esiste una connessione tra tutto e tutti, tra noi ed il divino.

Mary Rodwell collega queste ed altre relazioni alla teoria dell’universo olografico, evidenziando che alla natura profonda del cosmo soggiace l’interconnessione di ogni fenomeno: siamo quindi tutti anime con ruoli precisi, ma nella stessa danza cosmica. [1]

Senza indugiare nell’analisi delle varie testimonianze (si possono leggere, se si vuole approfondire gli articoli della categoria Ufologia) mi sembra meritevole di qualche glossa l’esperienza di Fay la cui interpretazione dei rapimenti, delle loro modalità e fini, pare un tentativo, per opera di un’astuta intelligenza, di schermare una ben diversa verità. La giustificazione dei segni sul corpo come effetto di uno choc dell’anima è capziosa.

In ogni caso, non si può escludere che sia in atto un'evoluzione della specie umana o di parte di essa, sebbene si resti molto perplessi di fronte a certi resoconti che non sono molto dissimili da quelli di altri rapiti i quali, però, hanno vissuto le abductions in modo traumatico. L’esegesi cambia, ma il substrato sovente combacia. E' vero che, come scrive Nietzsche, “non esistono i fatti, ma le interpretazioni”, tuttavia…

[1] Sul retroterra concettuale del modello in oggetto, si potrà leggere tra breve “La teoria dell’universo olografico: alcune implicazioni filosofiche”.

Fonti:

Mary Rodwell, Gli alieni siamo noi, traduzione di M. Baiata, in X Times n. 31 e 32
Id., Extraterrestri, coscienza umana e dimensioni dell’anima, l’intima connessione, 2011, traduzione di noiegliextraterrestri


Non sono quelle col colore giallo?

Andrea ha detto...

Ho estrapolato alcuni crop dalle foto dei globi luminosi fotografati ieri, avevo parlato di strane appendici nere, sono quelle col colore nero: [n.d.essse: il cielo azzurro e' quello col colore azzurro]

http://img215.imageshack.us/img215/7580/orbsk.jpg

http://img685.imageshack.us/img685/4613/orbs1.jpg

http://img52.imageshack.us/img52/9289/orbs2.jpg

http://img39.imageshack.us/img39/1073/orbs3n.jpg

http://img813.imageshack.us/img813/503/orbs4.jpg

http://img855.imageshack.us/img855/5773/orbs5.jpg

http://img51.imageshack.us/img51/6947/orbs6.jpg

http://img694.imageshack.us/img694/9462/orbs7.jpg

http://img339.imageshack.us/img339/4020/orbs8.jpg

Video sui rettiliani, da notare l’iride e i denti:

http://www.youtube.com/watch?v=_v1DwejiL4w

Before getting into the shapeshifting part, we are going to take a look at the eye hologram that the subject is using. It’s a good opportunity to examine this technology in detail.

Nearly all of reptilian hybrids have been forced to use eye-masking holograms these days.
It’s apparent that their eyes have permanently reverted to reptilian form (slits) , and they can no longer maintain appearance of normal human eyes through natural means.

The hologram we are about to see is probably the most advanced program in use. It generates both the iris and pupil, approximating their circular forms by adding simple geometries together (triangles).

When it works, it’s very difficult to detect. When it fails, glaring anomalies can result – blank white eyes with no iris/pupil, polygonal/angular irides and pupils, and bad symmetry and sizing.

http://www.youtube.com/watch?v=CRkHjUQSDtY&feature=watch_response_rev

Saturday, June 25, 2011

Manie di persecuzione

Straker ha detto...
Il sottoscritto intende esporre alle S.V.I. la seguente istanza.

Ricordando che l'Italia (come moltissimi altri peasi nel mondo) è sorvolata a media, a bassa ed a bassissima quota e su rotte non commerciali, quasi ogni giorno e notte da aeroplani che attraverso appositi dispositivi erogatori, (vedi fotografie, filmati, analisi e documenti in possesso dello scrivente) o tramite additivi (vedi STADIS 450) rilasciano sostanze chimiche da ritenersi nocive per l’ambiente e per le persone; atteso che, da analisi e studi condotti negli Stati Uniti d’America, in Canada, Germania, Francia, Italia ed in altri paesi, tra gli elementi chimici rilasciati figurano l’alluminio, il bario, il cadmio, lo stronzio, il ferro, il manganese, il silicio, il gallio, il cesio, il nichel, l'uranio, il torio, il rame, l'arsenico, lo zolfo etc. tutti elementi dannosi e talora letali; evidenziato che i composti rilasciati contengono pure agenti biologici (virus, batteri, spore fungine, larve di insetti e nematodi); ricordato che gli onorevoli Ruzzante e Sandi hanno già presentato alcune interrogazioni parlamentari ai Ministri della Difesa, della Salute, delle Infrastrutture in merito, ottenendo, però, solo risposte evasive; considerato che, allle nterrogazioni presentata dal 2005 in poi, i titolari dei dicasteri di cui sopra non hanno neppure risposto o hanno replicato in modo mendace ed omertoso; considerato che in data 30 maggio 2006, i Consiglieri regionali della Sardegna Davoli, Uras, Pisu hanno inoltrato un’interrogazione al Presidente della Regione ed alla Giunta, in ordine al problema su accennato; atteso il danno cagionato dalle nuvole artificiali che si formano in seguito al passaggio dei velivoli, danno consistente in una diminuzione dell’irraggiamento solare e da un aumento delle temperature dovute all'effetto serra notturno, anche prescindendo dagli altri effetti nocivi delle sostanze disperse nell’atmosfera; accertata la differenza tra normali e, per lo più, innocue nonché rarissime (2,8%) scie di condensazione ed i composti usati nella geoingegneria clandestina, come appurato da numerosi scienziati e ricercatori, quali il meteorologo Scott Stevens, l’ingegnere Clifford Carnicom, l’agronoma Rosalind Peterson, il Dottor Michael Castle, la dottoressa Sandra Perlingieri, la tossicologa Ildegarde Staninger, la dottoressa Gwen Scott, il biologo Giorgio Pattera, il fisico Corrado Penna, il meteorologo militare Domenico Azzone, la giornalista scientifica Carolyn Williams Palit etc.; atteso che le “scie chimiche” (chemical trails) compaiono in un documento ufficiale, ossia lo Space preservation act del 2001 (H. R. 2977) tra le “armi non comuni”; rammentato l’articolo 32 della Costituzione italiana, comma primo, che recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività”; ricordata l'ammissione, per opera di un portavoce militare della Presidenza della Repubblica, che sono in corso attività militari inquadrabii in questo ambito, tutto ciò premesso, il sottoscritto esige un'immediata e definitiva cessazione delle attività chimico-biologiche compiute con velivoli militari e civili nonché, in ottemperanza al principio dell'obbligatorietà della legge penale, il rapido perseguimento di tutti i delitti ravvisabili in tale condotta, secondo le norme del Codice penale.

Si porgono gli ossequi.

Firma


Per approfondire si legga il seguente articolo:

Scie di condensa: lo zibaldone del Col. Brigadier Generale Costante De Simone
http://www.tankerenemy.com/2010/08/scie-di-condensa-lo-zibaldone-del.html
25 giugno, 2011 12:54

Bufala

http://complottisti.blogspot.com/2011/06/bufala.html

Bufala

Nell'attuale società, il disfacimento del linguaggio è al tempo stesso causa e conseguenza del declino generale, comunque ne è uno specchio fedele. Tra i tanti esempi che denunciano una crisi irreversibile del pensiero è l'uso improprio di vocaboli il cui valore è completamente stravolto in una commistione di saccenteria ed ignoranza.

Pensiamo al termine "teoria": la "teoria" è un modello interpretativo della realtà. Purtroppo è invalso di adoperare tale parola come sinonimo di "opinione", "idea", ma siamo in presenza di un uso dozzinale, per lo meno inidoneo, poiché una teoria, essendo una formulazione e sistemazione di principi generali di una scienza o di una sua parte, o di una dottrina filosofica, implica un'esegesi della realtà, una peculiare visione del mondo. Infatti il lessema in questione discende dal verbo greco "theoreo" che vale "guardare", "osservare". [n.d.eSSSe - da wiki: Il termine teoria (dal greco θεωρέω theoréo "guardo, osservo", composto da θεά theà, "dea" e ὁράω horào, "vedo") indica, nel linguaggio comune, un'idea nata in base ad una qualche ipotesi, congettura, speculazione o supposizione, anche astratte rispetto alla realtà.]

Tralasciamo i problemi spinosi dell'antitesi e talora intersezione tra modelli e "fatti, tra teoria e prassi, dobbiamo ribadire che la prima è una concezione, un tentativo di organizzare dati e fenomeni per includerli in un corpus. E' evidente che tale organizzazione è selettiva, ossia alcuni aspetti della realtà vengono scartati, affinché non minino la coerenza del quadro di riferimento. Inoltre, come ci insegnano Feyerabend e Kuhn, le teorie sono paradigmi, non scevri di declinazioni (e derive) ideologiche, paradigmi che possono essere superati o addirittura negati, attraverso salti che generano discontinuità.

E' chiaro che le teorie sono astrazioni con cui si tenta di razionalizzare la realtà, di estrapolare un disegno da una congerie di elementi disparati ed eterogenei. Non ci si avvalga dunque del termine teoria per indicare un'ipotesi che è, invece, una proposizione, un dato iniziale ammesso provvisoriamente per servire di base ad un ragionamento, ad una dimostrazione, ad una spiegazione e che sarà giustificato dalle conseguenze, dall'esperienza.

Si eviti di riferirsi ad un complesso di fenomeni osservati come ad una teoria: è così del tutto errata la dicitura "teoria delle scie chimiche", poiché le attività chimico-biologiche confluiscono in un contesto empirico, coincidono con un riscontro, avulsi da una visione del mondo, sebbene possano fornire indizi per l’interpretazione di particolari eventi.

Quanto più una teoria è generale e tenta di dar conto di un amplissimo settore dell'universo, tanto più essa è astratta e filosofica, laddove l'empiria è situata agli antipodi delle strutture concettuali. Dunque al vertice dei sistemi teorici troviamo gli impianti deduttivi della matematica, contrapposta alle discipline ancorate alla percezione, all'analisi ed alla classificazione dei fenomeni. In modo opportuno il matematico e pensatore britannico, Alfred North Whitehead (1861-1947), nota che la filosofia prende le mosse dalla complessa e multiforme esperienza della vita per tentarne una generalizzazione teorica, consapevole che ogni teoria è un “azzardo” ed una semplificazione ideale ed inadeguata, bisognosa di continui aggiustamenti.

Si apprezzi l’atteggiamento anti-dogmatico e dinamico della concezione dovuta a Whitehead.

Chi confonde teoria, ipotesi, dottrina, osservazioni, esperienze, pareri... in un unico calderone, non ha compreso alcunché di temi epistemologici e linguistici ed è d'uopo che si dedichi, se ne è capace, ad allevare bufale. Almeno acquisirà dimestichezza con bufale reali e ci risparmierà le sue sgrammaticate elucubrazioni.