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False flag parigino: il vero obiettivo era l'economista Bernard Maris?

Ora si parla di 12 vittime (all'inizio il simbolico numero era 11, come "Rue 11", Undicesimo distretto etc.) e tra queste l'economista della Banque de France Bernard Maris che, guarda caso, aveva recentemente dichiarato:
“Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico. Bisogna rinegoziarlo quando supera il 60% del PIL per potere rispettare di nuovo i criteri di Maastricht. I creditori e quindi le banche dovranno chiaramente fare uno sforzo importante. Anche i grandi paesi come Germania e Francia. E’ l’unico modo per consentire agli Stati dell’eurozona di rilanciare l’economia. Senza crescita non riusciranno ad affrontare il debito pubblico, come è successo ai paesi africani per diversi decenni, rimborseranno per l’eternità un debito che soffocherà l’Europa.
E’ pertanto l’unico modo per evitare anni di ristagno dell’economia come in Giappone o nel Portogallo. L’unico modo anche per evitare un grosso crollo del potere di acquisto delle famiglie e dei conflitti sociali principali. La scelta della Germania rovinerà anche la sua economia a lungo termine. Non è un circolo virtuoso ma un circolo vizioso. Preferisce ridurre il livello di vita dei tedeschi pur di essere competitiva. Questa politica come quella della Costa D’Avorio negli anni ’60, si chiama la “crescita che impoverisce”.

Si è deciso quindi di eliminare un personaggio scomodo? E' probabile che il reale obiettivo fosse lui e non certo i vignettisti di una rivista che ormai vendeva tante copie da contarle sulle dita di una mano. Quindi la mente non è islmanica, come si può ben comprendere! Ovvio che, però; quest'occasione ghiotta è stata sfruttata per proseguire la campagna anti-islam iniziata con il false flag dell'11 settembre 2011. Allora furono sacrificate oltre 3000 cittadini inconsapevoli ed inermi per iniziare l'invasione del medio-oriente, spacciata per "esportazione della democrazia". E sappiamo come è finita.
Al di là delle numerosissime incongruenze di questo false flag come, ad esempio, il fatto sconcertante che i "terroristi" se ne vadano in giro con i documenti di identità addosso e che poi li lascino "sbadatamente" in auto, soffermiamoci sulle immagini inizialmente mostrate dai media di regime senza tagli e che poi, via via, sono state tagliuzzate qua e là, visto che qualche sospettuccio potevano farlo venire anche al più rincoglionito e disattento spettatore.
Parliamo del presunto omicdio dell'agente di Polizia. Nessun apparente rinculo del fucile, niente sangue (l'uomo era già stato "ferito" alla gamba per giunta!), suono e fumo che sembrano uscire da qualcosa (una pistola a penna?) in mano all'uomo a terra (è proprio la mano, non il fucile, a subire un rinculo), il fumo non allineato con la canna del fucile, la testa che si accascia comodamente in direzione opposta allo "sparo" (la versione ufficiale è che il colpo è stato dato alla testa), etc.
Il video in versione MP4 è scaricabile da qui.
Inoltre osservate come il figurante a terra si gira agilmente su se stesso per ben tre volte in attesa del finto terrorista. Inizialmente si volta dal lato dei finti terroristi, per verificare quando uno di loro arriva a dargli il "colpo di grazia". Quando verifica che stanno arrivando, si gira di spalle e prepara la piccola pistola che ha in mano (si noti la fiammata e quindi il fumo provenire dalla mano sinistra). Tracce di sangue di una precedente ferita sul selciato? Zero. Testa fracassata a seguito del colpo devastante del fucile mitragliatore AK47? Zero. In tutta evidenza il figurante spara verso il selciato, coordinato con l'arrivo del finto terrorista che finge di finirlo. Risultato: sceneggiata ad uso e consumo dei media di regime che, in collaborazione con i servizi, confezionano un false flag addirittura peggiore di quello confezionato davanti Palazzo Chigi dal Governo Letta nel 2012.
Singolare è il fatto che anche in quest'ennesima sceneggiata una diretta televisiva mira a ripetere il successo della diretta dell'11 settembre 2001, ove non importa se vi siano dei morti. L'importante è terrorizzare.
Intanto la "realtà" disegnata dai media ufficiali è sempre quella che fa più comodo agli artefici di quest'ultima tragica farsa, mentre la verità è occultata con l'eliminazione dei video scomodi, in barba a quella che sarebbe una battaglia per il diritto d'opinione, minacciato dalla violenza di terroristi islamici in libera uscita per le strade di Parigi.
Questa storia funziona come per la questione delle "scie chimiche". Infatti i giornalisti non sono "idioti che non capiscono", ma collaborazionisti che recitano la loro parte.
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