L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, January 9, 2015

False flag parigino: il vero obiettivo era l'economista Bernard Maris?

Ennesima riprova della propria coglionaggine

http://straker-61.blogspot.it/2015/01/false-flag-parigino-il-vero-obiettivo.html

False flag parigino: il vero obiettivo era l'economista Bernard Maris?



Siamo alle solite. I regimi occidentali intendono a tutti i costi arrivare ad un conflitto generalizzato che coinvolga Islam da una parte e "paesi democratici" dall'altra. Così confezionano l'ennesimo atto terroristico da mostrare ad una popolazione sempre più rimbambita, incapace di distinguere tra finzione cinematografica d'accatto e realtà e quindi facilmente manipolabile. Basta una sparatoria "fortuitamente" ripresa da un testimone di passaggio (immagini mosse e di scarsa qualità, come al solito...) ed il gioco è fatto. Si mostra la "violenza inaudita degli integralisti islamici" e si fomenta l'odio, oltre che la paura. Tutto questo... domandatevi, a chi serve? Chi può ottenere vantaggi da queste sceneggiate che si ripetono con sempre maggiore frequenza? Il risultato? Più controllo oppressivo sui cittadini e, magari, una bella guerra contro un altro "Stato canaglia", magari ricco di giacimenti petroliferi...

Ora si parla di 12 vittime (all'inizio il simbolico numero era 11, come "Rue 11", Undicesimo distretto etc.) e tra queste l'economista della Banque de France Bernard Maris che, guarda caso, aveva recentemente dichiarato:

“Tutti i paesi europei dovranno prima o poi rassegnarsi a cancellare parte del loro debito pubblico. Bisogna rinegoziarlo quando supera il 60% del PIL per potere rispettare di nuovo i criteri di Maastricht. I creditori e quindi le banche dovranno chiaramente fare uno sforzo importante. Anche i grandi paesi come Germania e Francia. E’ l’unico modo per consentire agli Stati dell’eurozona di rilanciare l’economia. Senza crescita non riusciranno ad affrontare il debito pubblico, come è successo ai paesi africani per diversi decenni, rimborseranno per l’eternità un debito che soffocherà l’Europa.

E’ pertanto l’unico modo per evitare anni di ristagno dell’economia come in Giappone o nel Portogallo. L’unico modo anche per evitare un grosso crollo del potere di acquisto delle famiglie e dei conflitti sociali principali. La scelta della Germania rovinerà anche la sua economia a lungo termine. Non è un circolo virtuoso ma un circolo vizioso. Preferisce ridurre il livello di vita dei tedeschi pur di essere competitiva. Questa politica come quella della Costa D’Avorio negli anni ’60, si chiama la “crescita che impoverisce”.



Si è deciso quindi di eliminare un personaggio scomodo? E' probabile che il reale obiettivo fosse lui e non certo i vignettisti di una rivista che ormai vendeva tante copie da contarle sulle dita di una mano. Quindi la mente non è islmanica, come si può ben comprendere! Ovvio che, però; quest'occasione ghiotta è stata sfruttata per proseguire la campagna anti-islam iniziata con il false flag dell'11 settembre 2011. Allora furono sacrificate oltre 3000 cittadini inconsapevoli ed inermi per iniziare l'invasione del medio-oriente, spacciata per "esportazione della democrazia". E sappiamo come è finita.

Al di là delle numerosissime incongruenze di questo false flag come, ad esempio, il fatto sconcertante che i "terroristi" se ne vadano in giro con i documenti di identità addosso e che poi li lascino "sbadatamente" in auto, soffermiamoci sulle immagini inizialmente mostrate dai media di regime senza tagli e che poi, via via, sono state tagliuzzate qua e là, visto che qualche sospettuccio potevano farlo venire anche al più rincoglionito e disattento spettatore.

Parliamo del presunto omicdio dell'agente di Polizia. Nessun apparente rinculo del fucile, niente sangue (l'uomo era già stato "ferito" alla gamba per giunta!), suono e fumo che sembrano uscire da qualcosa (una pistola a penna?) in mano all'uomo a terra (è proprio la mano, non il fucile, a subire un rinculo), il fumo non allineato con la canna del fucile, la testa che si accascia comodamente in direzione opposta allo "sparo" (la versione ufficiale è che il colpo è stato dato alla testa), etc.


Il video in versione MP4 è scaricabile da qui.

Inoltre osservate come il figurante a terra si gira agilmente su se stesso per ben tre volte in attesa del finto terrorista. Inizialmente si volta dal lato dei finti terroristi, per verificare quando uno di loro arriva a dargli il "colpo di grazia". Quando verifica che stanno arrivando, si gira di spalle e prepara la piccola pistola che ha in mano (si noti la fiammata e quindi il fumo provenire dalla mano sinistra). Tracce di sangue di una precedente ferita sul selciato? Zero. Testa fracassata a seguito del colpo devastante del fucile mitragliatore AK47? Zero. In tutta evidenza il figurante spara verso il selciato, coordinato con l'arrivo del finto terrorista che finge di finirlo. Risultato: sceneggiata ad uso e consumo dei media di regime che, in collaborazione con i servizi, confezionano un false flag addirittura peggiore di quello confezionato davanti Palazzo Chigi dal Governo Letta nel 2012.

Singolare è il fatto che anche in quest'ennesima sceneggiata una diretta televisiva mira a ripetere il successo della diretta dell'11 settembre 2001, ove non importa se vi siano dei morti. L'importante è terrorizzare.

Intanto la "realtà" disegnata dai media ufficiali è sempre quella che fa più comodo agli artefici di quest'ultima tragica farsa, mentre la verità è occultata con l'eliminazione dei video scomodi, in barba a quella che sarebbe una battaglia per il diritto d'opinione, minacciato dalla violenza di terroristi islamici in libera uscita per le strade di Parigi.

Questa storia funziona come per la questione delle "scie chimiche". Infatti i giornalisti non sono "idioti che non capiscono", ma collaborazionisti che recitano la loro parte.

Partecipa alla discussione qui.

Saturday, November 10, 2012

Goldman Sachs: Ecco come sarà il PIL globale nel 2050 (e il PILU globale, modello giuditta?)


http://tuttouno.blogspot.it/2012/11/goldman-sachs-ecco-come-sara-il-pil.html

Goldman Sachs: Ecco come sarà il PIL globale nel 2050

Goldman Sachs che fa della chiaroveggenza! Gatta ci cova … 

GOLDMAN: Here's What Global GDP Will Look Like In 2050
Business Insider, Walter Kurtz, Sober Look, 09/11/2012





Senza sorpresa, in testa troviamo gli Stati Uniti, l'ideatore del progetto imperiale ...
Poi viene il Canada, suo vicino e alleato di fatto ...
Naturellement, al terzo posto, il Regno Unito... il fedele scagnozzo degli USA ...
4 posto, la cosa diviene decisamente ridicola, la Francia, l'ultimo vassallo
(il team libico nel top 4!)

Va bene, tutto questo è un esercizio di puro e perfetto wishful thinking (pio desiderio)... In pratica, più un paese è sottomesso al globalismo, più sarà ricco nel 2050 ... più che un esercizio di wishful thinking, questo è sfacciata propaganda.

Prendetela per quello che è ...

In tutti i casi, G.S. non ha mai osato fare una simile predizione prima d'ora  a questo, prima d'ora ...  vuol dire che stanno iniziando ad avere paura se si sentono costretti a compromettersi in questo modo?

Fonte:
http://auxinfosdunain.blogspot.fr/2012/11/quand-goldman-sachs-nous-explique-le.html
 

Thursday, September 13, 2012

Strage in Alta Savoia: quali potrebbero essere i retroscena? Quali potrebbero essere i coglioni, se non gli straccioni del terrazzino?


http://www.tankerenemy.com/2012/09/strage-in-alta-savoia-quali-potrebbero.html

PEZZO DI IDIOTA DI UNO ZRET DI 'STA MINCHIA, te le vuoi e te le cerchi, immondo essere schifoso.

tdm

Strage in Alta Savoia: quali potrebbero essere i retroscena?

Sit eis terra levis.

La cronaca

6 settembre 2012. Un ingegnere aerospaziale, Saad Al-Hilli, la moglie e la di lei madre sono assassinati, mentre trascorrono un periodo di villeggiatura sul lago di Annecy, nel sud-est della Francia (Alta Savoia). La macabra scoperta è compiuta dalla polizia locale che trova come superstite una bimba di quattro anni, circa otto ore (!) dopo la scoperta della strage riguardante la sua famiglia. “La piccola - dichiara il procuratore Eric Maillaud - è rimasta tutto il tempo immobile sotto i corpi senza vita delle due donne. È stata ritrovata solo quando abbiamo avuto accesso alla scena del crimine”. Sopravvive, pur gravemente ferita, anche l’altra figlia della coppia, una bimba di otto anni.

La famiglia è trucidata con diversi colpi d’arma da fuoco presumibilmente da due sicari che eliminano pure un ciclista, probabile testimone della carneficina. Sul luogo dell'eccidio i gendarmi rinvengono venticinque bossoli di una o più armi automatiche.

Le piste investigative


E’ un triplice omicidio che turba la tranquillità dell’Alta Savoia. Di primo acchito si comprende che la strage, perpetrata con gelida ferocia, nasconde qualcosa di inconfessabile. Il modus operandi degli assassini e la professione dell’irakeno, naturalizzato britannico, sono indizi che inducono a seguire la pista del delitto legato ad operazioni dei servizi.

Chi era Saad Al-Hilli? Dopo il massacro della famiglia britannica di origine irakena a Chevaline, vicino al lago di Annecy, gli inquirenti sono alla ricerca delle tracce che li portino al movente. Al-Hilli, cinquant’anni, ingegnere, si era trasferito nel Regno Unito oltre vent’anni or sono. La moglie Iqbal, odontoiatra, aveva anche il passaporto svedese. La coppia, con le due figlie, viveva in un lussuoso quartiere alle porte di Londra. Ad una radio britannica un conoscente ha rivelato che Al-Hilli gli aveva confidato di sentirsi minacciato nell’àmbito del suo lavoro. Non sussisteva alcun problema, invece, dal punto di vista sociale e personale, come spiega un vicino di casa. E’ stata ventilata l’ipotesi che nell’efferato crimine sia coinvolto il fratello del tecnico per controversie inerenti ad un’eredità, ma è una supposizione che pare una copertura.

Scavando, si scopre che Al-Hilli si occupava di telecomunicazioni satellitari e civili e soprattutto di fotogrammetria aerea e studio degli aerosol atmosferici: sono due branche che hanno, giocoforza, attinenza con le attività di geoingegneria clandestina. L’ingegnere aerospaziale aveva forse scoperto, anche in modo del tutto involontario, delle verità scottanti o è stato vittima, insieme con la consorte e la suocera, di una guerra tra servizi che si contendono tecnologie segrete? Anche il ciclista forse non era solo un testimone: lavorava, infatti, in un impianto locale destinato alla produzione, trasformazione e commercializzazione di elementi reattivi come lo zirconio, l’afnio, il titanio, usati nell’industria nucleare ed aeronautica.

Sia come sia, è probabile che, come avviene nel caso degli omicidi rituali e degli eccidi di Stato, sarà creata una cortina fumogena atta ad impedire che si conosca la verità. La si potrà intuire, non certo apprendere dai media di regime.

N.B. Il presente articolo è stato redatto non solo per mezzo di notizie tratte dalla Rete, ma anche mediante investigazioni di collaboratori che cogliamo l'occasione per ringraziare. 
 

Monday, December 13, 2010

Giustizia per Sankara. 5000 firme entro il 21 dicembre 2010. E’ possibile!

http://tuttouno.blogspot.com/2010/12/giustizia-per-sankara-5000-firme-entro.html

Giustizia per Sankara. 5000 firme entro il 21 dicembre 2010. E’ possibile!

Giustizia per Sankara giustizia per l’Africa

Buongiorno a tutti,
grazie di aver sostenuto l’appello Giustizia per Sankara giustizia per l’Africa che si trova all’indirizzo:
Con il vostro aiuto abbiamo già superato ampiamente le 4.500 firme, alle quali occorre aggiungere altre 300 firme cartacee che stiamo raccogliendo in questi giorni provenienti dal Burkina Faso.
Già numerose personalità, organizzazioni associative o politiche hanno firmato l’appello. Non esitate quindi a sollecitare altre organizzazioni o personalità.
E’ possibile e allo stesso modo facile, per poco che noi ci impegniamo, raggiungere ed oltrepassare l’obiettivo di 5.000 firme il 21 dicembre. Addirittura, se ognuno di noi raccogliesse una firma in più, potremmo avvicinarci alle 10.000 firme.
Queste cifre ci permettono di entrare in una fase attiva della nostra campagna, ci stiamo lavorando, ma maggiori saranno le firme e più saremo udibili e la stampa non potrà restare ancora a lungo silente sulla nostra campagna.
E’ tempo che la verità sull’assassinio di Sankara sia conosciuta e che giustizia sia resa. E’ ora che questo si muova in Burkina ma anche in Francia.
Noi possiamo contribuire a far si che questo avvenga.

Contiamo su di voi






«Vorrei che la nostra conferenza adottasse la necessità di dire chiaramente che non possiamo pagare il debito. Non in uno spirito bellicoso: questo, per evitare che ci facciamo assassinare individualmente: se il Burkina Faso, da solo, si rifiuta di pagare il debito, io non sarò più qui alla prossima conferenza»

Thomas Sankara, luglio 1987: meno di tre mesi dopo sarà assassinato
Thomas Sankara è l'ex-presidente del Burkina Faso, paese tra i più poveri dell'Africa ed ex-colonia francese.
In soli 4 anni di governo riuscì a risollevare il suo paese oppresso dalla fame e dalla povertà e lo fece sfruttando le esigue risorse che questo poteva offrire.
In questo video il suo famoso "discorso sul debito" in cui esprime una forte opposizione al pagamento del debito che tutt'oggi opprime la libertà e lo sviluppo dei paesi africani
Questo discorso gli costerà l'inimicizia di Francia e America che, nell'Ottobre del 1987, lo fecero assassinare.
Thomas Sankara moriva all'età di soli 38 anni lasciando moglie e figli e un paese che sarebbe presto ritornato nella povertà.
Sottotitoli a cura di Antonio Mele del Comitato Sankara

Un’icona nell’oblio: Thomas Sankara

16 October, 2007 Un centinaio di persone circa ha partecipato ieri al convegno organizzato da Terra del Fuoco per ricordare il ventennale dell’assassinio di Thomas Sankara. Il 15 ottobre 1987 veniva ucciso a colpi di Kalashnikov una tra le figure più promettenti e coraggiose che il continente africano abbia mai visto. E basta informarsi un minimo sulla figura di quest’uomo per domandarsi per quale maledetto motivo sono così poche le persone che ne abbiano anche solo sentito parlare.
Fa rabbia. In anni in cui il bisogno di uomini simbolo è più che mai sentito, in tempi dove il viso stilizzato di Che Guevara si trova ovunque (anche in contesti che poco sarebbero appartenuti al Comandante), quello di Thomas Sankara è schiavo dell’oblio. “Sankara è la luce in fondo al tunnel”, ha detto Mambu Mulumba, dell’associazione Africani in Piemonte. Il buio è formato da tutti quegli africani che, schiavi per decenni dei gioghi europei, non si sono ancora liberati di un intrusione occidentale che oggi sotto altre forme ipnotizza il continente “più vecchio” del pianeta. La fame di potere e denaro accieca la maggior parte dei presidenti africani di oggi che a beneficio di pochi oligarchi arena ogni prospettiva di sviluppo per milioni di africani. Sankara non ci stava. La sua voce suonava forte nel rivendicare il diritto naturale del suo popolo a sfruttare le proprie risorse per il bene del loro Paese. E’ stato ucciso per questo. Perchè unica voce sostenitrice dell’annullamento del debito. Perchè personaggio scomodo. Perchè lo sviluppo dato al Burkina Faso nei suoi quattro anni di presidenza non era previsto e gradito dalla Madre Francia. Perchè il diritto all’istruzione, i diritti dati ai lavoratori, alle donne, la lotta alla corruzione, la sua politica di austerità, tutto faceva digrignare i denti a buona parte dell’Occidente.
Di Sankara rimangono gli sfacciati quanto giustificati discorsi alle Nazioni Unite, rimane l’eco dei cori dei burkinabè nelle strade di Ouagagoudou, rimane quell’incolmabile esempio di leader politico che da vero leader agisce, rimane una tomba vuota, rimane un vergognoso certificato che parla di “morte naturale”. Parliamo di Sankara! Datemi una sua foto, la voglio stilizzare, farla a bandiera e metterla proprio lì, a fianco al posto di quella di Hernesto Guevara.

Friday, November 5, 2010

Il presidente Sarkozy cerca la salvezza nel suo Nuovo Ordine Mondiale

http://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/02/il-presidente-sarkozy-cerca-la-salvezza-nel-suo-nuovo-ordine-mondiale/

Il presidente Sarkozy cerca la salvezza nel suo Nuovo Ordine Mondiale

Posted: 2 novembre 2010 by neovitruvian

Nicolas Sarkozy utilizzerà il suo ruolo di leader del G20 per portare avanti un nuovo ordine diplomatico e monetario mondiale che abbracci anche la Russia.

Egli propone una potente alleanza europea che potrebbe rischiare di destabilizzare il dominio degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, l’ambizioso presidente francese vuole creare un nuovo quadro economico mondiale che darebbe maggiore influenza alla Cina. Prevede di utilizzare la presidenza francese del gruppo del G20, che inizia il 14 novembre per promuovere la sua nuova visione della scena diplomatica e monetaria mondiale.

Dal punto di vista francese, i tempi sono maturi per forgiare una nuova architettura globale, perché la fine del sistema monetario del dopoguerra ha lasciato un vuoto e il mondo ha bisogno di ammortizzatori sui mercati finanziari e delle materie prime. Cina e Russia sono fondamentali per la sua nuova visione.

I suoi piani sono frutto della situazione poco buona in Francia e della poca incisività a livello internazionale. Spera chiaramente di rilanciare la sua immagine cercando di risolvere la crisi economica mondiale prima delle elezioni del 2012.

Mentre ci si prepara alla nuova presidenza del G20, il Palazzo dell’Eliseo, è pronto a trasformare il gruppo di grandi potenze industriali ed emergenti in un forum per risolvere i mali monetari ed economici dell’epoca.

Ha presentato le sue proposte radicalmente nuove per Mosca, il 18 ottobre scorso al vertice con il presidente russo Dmitry Medvedev e il cancelliere tedesco Angela Merkel. I suoi piani hanno sollevato preoccupazioni a Washington, che ha a lungo resistito ai tentativi francesi di ridimensionare il potere statunitense e applicare una regolamentazione globale.

Ma Parigi ribadisce che le sue idee sono complementari a una forte partnership atlantica e all’alleanza della NATO, alleanza che Sarcozy ha ristabilito nel suo governo. Egli vuole che la Russia e le 27 nazioni dell’Unione europea formino legami collaborativi su temi diversi come la sicurezza nazionale, i rapporti diplomatici, la politica economica, i diritti umani e l’immigrazione. Una fonte francese ha detto: “Dobbiamo fare di tutto perchè la Russia si riavvicini all’Europa.”

La Francia ritiene che la Russia non rappresenti più una minaccia militare, ma questo fatto non viene compreso dagli ex paesi satelliti. L’accordo di Nicolas Sarkozy a vendere alla Russia quattro navi del comando navale Mistral è la prova delle buone intenzioni della Francia. Parigi spera che la vendita servirà a fugare il sospetto storico della Russia per l’occidente. Washington e gli altri alleati della Nato non sono soddisfatti del “regalo” della Francia.

Secondo alti funzionari francesi, il presidente userà anche il suo turno alla presidenza del G20 per iniziare a lavorare su un sistema internazionale per stabilizzare le valute e i prezzi delle materie prime, riempiendo il vuoto lasciato nel dopoguerra quando il sistema di Bretton Woods è crollato nel 1973. Egli ritiene che il mondo non può continuare senza un regolamento monetario mondiale. Alti funzionari hanno detto che avrebbe fatto pressioni al G20 per prendere in considerazione una nuova valuta di riserva globale per sostituire il dollaro.

Una fonte ha dichiarato: “Il dollaro non è più solo, da quando il mondo è diventato multipolare politicamente, non può continuare ad essere economicamente unipolare….”

Parigi ha già avuto colloqui privati con Pechino sui piani di Sarkozy per elaborare una regolamentazione internazionale coordinata al fine di governare i mercati valutari. La Francia è fiduciosa che la leadership cinese sarà d’accordo nel porre la questione monetaria sul tavolo.

Parigi punta anche a convincere Washington sui meriti che vi sono nel creare un nuovo sistema monetario. Sottolineando che la Cina detiene riserve in valuta di cui gli USA hanno bisogno per finanziare la propria economia. Per superare eventuali diffidenze tedesche, la Francia prevede anche un ruolo speciale nel G20 per la Germania nei suoi piani per la riforma monetaria mondiale.

Sarko è anche consapevole del fatto che il presidente americano Barack Obama non è contento di come il premier francese cerchi di abbracciare la Russia nel suo nuovo progetto per l’Europa e il mondo – uno scenario che potrebbe poi accogliere altre regioni nella zona euroasiatica.

Sarkozy cerca di tirare acqua al suo mulino, insistendo sul fatto che la partnership atlantica rimane centrale per la Francia e che nessun presidente francese è stato così pro-USA. Ma il suo punto di vista sugli Stati Uniti è complesso. Washington è grato per il ritorno della Francia al comando militare della NATO e per il suo servizio in Afghanistan. Ma Sarkozy chiaramente è erede della linea di “clienti difficili”, che ha governato la Francia dal 1960.

Il presidente sostiene giustamente la paternità del G20, dopo aver convinto un indebolito George W. Bush a tenere il primo incontro, a Washington, nel miasma del crollo finanziario della fine del 2008.

La sua idea era che il G8 – le vecchie potenze occidentali più la Russia – non era pertinenti al nuovo quadro mondiale che si andava delineando e che nulla poteva essere deciso senza i nuovi giganti, Cina, Brasile, India e Turchia. Nel 2008, il presidente francese si crogiolava nella sua aura di Super Sarko,mediatore di pace nella guerra tra Georgia e Russia. I leader mondiali erano irritati dal presuntuoso stile di Sarkozy, ma ammiravano la sua energia e la capacità di tirare fuori delle soluzioni.

In due anni la stella Sarkozy si è ofuscata. Spenta dai suoi modi impetuosi e incolpato dalla gente per la depressione economica, il 78 per cento dei francesi lo disapprova, secondo un sondaggio della scorsa settimana. Questo è il suo minimo storico, ma non peggiore di alcuni predecessori che poi hanno vinto la rielezione.

Dentro di se, Sarkozy, è convinto che la sua impopolarità è una semplice turbolenza tipica dei momenti difficili e che una nazione riconoscente alla fine lo vedrà come un salvatore.

Monday, December 28, 2009

Gaza: la Francia dirige il prolungamento del muro di separazione

http://tuttouno.blogspot.com/2009/12/gaza-la-francia-dirige-il-prolungamento.html

Gaza: la Francia dirige il prolungamento del muro di separazione


traduzione di Giuditta

Pochissimi prodotti sono autorizzati a passare nella Striscia di Gaza, sia che provengano da Israele che dall'Egitto;.
Centinaia di gallerie sono state scavate sotto il confine con l'Egitto al fine di garantire l'approvvigionamento della popolazione. Queste gallerie sono inoltre utilizzate dalla Resistenza per procurarsi le armi.

Lo Stato di Israele fa di tutto per trasformare la Striscia di Gaza in Bantustan, sull'esempio dei modelli già sperimentati dai suoi consulenti in Guatemala e in Sud Africa.
In questa prospettiva, Israele ha costruito un Muro di separazione, il cui tracciato è stato considerato illegale, secondo il diritto internazionale, dalla Corte permanente di arbitrato dell'Aia.
Questo muro sta per essere prolungato di una decina di chilometri.
Nel Muro che separa Gaza dall'Egitto sono stati inseriti tubi fino a 35 metri di profondità e riempiti di acqua di mare, per inondare i tunnel.
Una seconda opera è composta di placche di metallo di 18 metri di lunghezza e 50 centimetri di spessore. Queste placche sono considerate impenetrabili e sono dotate di sensori per rilevare eventuali lavori di scavi.

Il Muro è stato costruito sotto la guida di consiglieri americani e francesi.

Questa settimana, il direttore della Intelligence Militare francese, il generale dell'esercito Benoit Puga, è venuto personalmente a ispezionare il cantiere..
Esaminando quella che sta diventando, secondo le stesse parole del presidente Nicolas Sarkozy, "La più grande prigione del mondo", il generale Puga si è congratulato dei progressi di lavori di accerchiamento.

Ha dichiarato che questa era "la più grande operazione della Storia" volta a interrompere i sotterranei, e che potrebbe servire di modello in altre regioni del mondo.
1,5 milioni di persone vivono nella Striscia di Gaza, e secondo il relatore delle Nazioni Unite, Jean Ziegler, la maggior parte sono malnutrite e può sopravvivere solo grazie al contrabbando che permettono questi tunnel.