rosario marciano' detto straker sei un cerebroleso
http://www.tankerenemy.com/2015/11/cucu-cest-moi.html
https://archive.is/a59zm
Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
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Tuesday, November 17, 2015
Friday, January 16, 2015
L'attentato di Parigi: occorre ricordare gli esempi della storia e ragionare sul "cui prodest"
http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/01/lattentato-di-parigi-occorre-ricordare.html
Chi conosce la storia d'Italia sa bene che a fine degli anni '60 e negli negli anni '70 (ma non solo) servizi segreti, settori delle istituzioni statali e terroristi hanno collaborato alla creazione della cosiddetta strategia della tensione. Ormai gli atti dei tribunali, le palese opere di intorbidamento delle prove e depistaggio delle indagini da parte dei servizi segreti, l'esistenza della struttura militare segreta "Gladio", gli stessi libri scritti da brigatisti che riflettendo sulle vicende passate scoprono di essere stati manipolati, sono prove che si sommano le une alle altre per darci un qaudro fosco e inquietante.
Prendiamo ad esempio Eugenio Scalfari, direttore di Repubblica, che afferma quanto segue in un suo editoriale:
da un articolo di Bill Woodward e Dan Balz citato pubblicato sul Washington Post (citato su Alternet)
http://zret.blogspot.it/2015/01/preludio.html
http://www.ilfarosulmondo.it/oltre-lattacco-terroristico-a-charlie-hedbo-cui-prodest/
http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/06/guerre-terrorismo-e-menzogne-part-3.html
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/01/apocalypse-tomorrow.html?spref=tw
Leggi la rassegna stampa sull'attentato di Parigi
http://rassegnastampanonwo.blogspot.com/2015/01/attentato-parigi.html
L'attentato di Parigi: occorre ricordare gli esempi della storia e ragionare sul "cui prodest"
Chi conosce la storia d'Italia sa bene che a fine degli anni '60 e negli negli anni '70 (ma non solo) servizi segreti, settori delle istituzioni statali e terroristi hanno collaborato alla creazione della cosiddetta strategia della tensione. Ormai gli atti dei tribunali, le palese opere di intorbidamento delle prove e depistaggio delle indagini da parte dei servizi segreti, l'esistenza della struttura militare segreta "Gladio", gli stessi libri scritti da brigatisti che riflettendo sulle vicende passate scoprono di essere stati manipolati, sono prove che si sommano le une alle altre per darci un qaudro fosco e inquietante.
Chi
conosce la storia fa sì che sia la sua maestra di vita, perché sa che
la storia si ripete, in quanto certi meccanismi sono sempiterni: un
terrorismo creato ad arte da settori delle istituzioni affinché si possa
reagire con leggi che limitano la libertà individuale mettendo al
contempo in cattiva luce alcuni settori politici che vengono incolpati
degli atti terroristici
Ma
adesso andiamo ad avvenimenti più recenti, ricordando una dichiarazione
del politico francese Jacques Attali il quale nel maggio del 2009, in occasione della cosiddetta pandemia di influenza suina, scrisse su L'express che sia la pandemia che la crisi economica dell'anno precedente
avevano dei risvolti positivi, in quanto forzavano alla costruzione di
un unico governo mondiale. Secondo lui la crisi era alla fine una buona
opportunità da cogliere. A pensar male possiamo pensare che certa gente
influente e potente causi le crisi per cogliere proprio quelle
"opportunità". Ma leggiamo le sue testuali parole:
La storia ci insegna che l'umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura (...) Poi, una volta passata la crisi, essa trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica.Il sorgere di una pandemia potrebbe scatenare una di queste paure strutturanti (...)
E, anche se, come bisogna ovviamente sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna dimenticare, come per la crisi economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima crisi - inevitabile - si mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come anche processi logistici di un'equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà, per questo organizzare una polizia mondiale, uno sistema mondiale di stoccaggio [delle risorse] e quindi una fiscalità mondiale. Da questo si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero e proprio governo mondiale.
Dopo qualche anno abbiamo sentito il presidente del consiglio italiano Mario Monti che faceva simili affermazioni:
Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario.
Sembra proprio una mania vero?
Ed eccoci al famigerato attentato di Charlie Hebdo a Parigi. Iniziano già a levarsi da parte dei mass media
le solite tristi insinuazioni che al terrorismo si dovrebbe rispondere
limitando le libertà individuali (come è successo in Italia negli anni
'70 con la legge Reale, come è successo nel 2001 negli USA con il Patriot Act).
Una legge che conceda poteri eccezionali per combattere il terrorismo, sul modello del modello del Patriot Act, la controversa legge americana approvata dopo l'11 settembre. E' quella che stanno invocando alcuni deputati francesi, come Valérie Pécresse, esponente dell'Ump, che parla senza mezzi termini di "Patriot Act alla francese" per una "risposta ferma e globale" agli attacchi terroristici
A
parte questo arrivano ancora una volta delle dichiarazioni (dei
giornalisti di regime questa volta) che vanno nello stesso medesimo
senso, e che fanno vedere (a chi ha voglia di vedere al di là delle
apparenze) il disegno che c'è dietro e che viene portato avanti da molto
tempo dalle élite che dominano questo nostro mondo (un progetto a lungo
termine)
Prendiamo ad esempio Eugenio Scalfari, direttore di Repubblica, che afferma quanto segue in un suo editoriale:
La guerra al terrorismo, insieme ai lutti, alle tensioni, alle paure, ha però un aspetto positivo che non va sottovalutato: fa emergere anche a chi finora era indifferente o addirittura ostile, la necessità di costruire l'Europa unita da raggiungere in parte con specifici accordi su temi di sicurezza e di investigazione e in parte con deliberazioni dei 28 Paesi dell'Unione che equivalgono a vere e proprie cessioni di sovranità.
Lo
stesso ritornello si legge sull'articolo di Roberto Napoletano sul Sole
24 ore (che pare essersi dimenticato, al pari del collega di cui sopra, di come già la moneta unica abbia affossato
l'economia dei nostri paesi):
Risponda piuttosto con la ragione dell'Europa della sicurezza e dell'intelligence, l'allarme deve scattare in casa nostra e negli altri Paesi recidendo i ponti con le anime radicali e i loro sponsor arabi e musulmani. Risponda con gli Stati Uniti d'Europa e la forza politica del più grande mercato di consumo al mondo che decide finalmente di dire la sua non solo con la moneta unica ma anche con un esercito unico. (...)
Senza l'intelligenza e la forza degli Stati Uniti d'Europa non riusciremo a superare il nostro 11 settembre.
Per
convincere ancor di più il lettore che non si tratta assolutamente di
coincidenze casuali, riporto altre dichiarazioni consimili riguardo ad
attentati e guerre.
“Un altro attacco [simile a quello dell'11 settembre] potrebbe creare sia una giusticazione che un'opportunità, che adesso manca, per vendicarsi contro alcuni noti obiettivi, secondo alcuni funzionari ed ex funzionari del ministero della difesa che sono a conoscenza dei piani.”
da un articolo del Washington Post sui “piani antiterrorismo” statunitensi.
“Wolfowitz ritenne che la fonte reale di tutti i problemi e del terrorismo fosse probabilmente Hussein. Gli attacchi terroristici dell'11 settembre hanno fornito un'opportunità di colpire”
Chiudo
l'articolo con una ciliegina sulla torta: il presidente Francese
Hollande che cita come autori dell'attentato di Parigi nientemeno che Gli illuminati (Les Illuminés).
Possiamo
discutere un anno intero sul perchè l'ha detto o se lo è lasciato
sfuggire, eppure l'ha fatto, e non è certamente un errore, una
confusione, un caso, una parola detta al posto di un'altra. Le sue
testuali parole sono:
Quelli che hanno commesso questi atti, questi terroristi, questi illuminati, questi fanatici, non hanno niente a che vedere con la religione musulmana.
Per approfondimenti sul medesimo tema vedi:
http://zret.blogspot.it/2015/01/preludio.html
http://www.ilfarosulmondo.it/oltre-lattacco-terroristico-a-charlie-hedbo-cui-prodest/
http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/06/guerre-terrorismo-e-menzogne-part-3.html
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/01/apocalypse-tomorrow.html?spref=tw
Leggi la rassegna stampa sull'attentato di Parigi
http://rassegnastampanonwo.blogspot.com/2015/01/attentato-parigi.html
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corrado
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terrorismo
Wednesday, January 14, 2015
L'attentato di Parigi: occorre ricordare gli esempi della storia e ragionare sul "cui prodest"
http://scienzamarcia.blogspot.ch/2015/01/lattentato-di-parigi-occorre-ricordare.html
da un articolo di Bill Woodward e Dan Balz citato pubblicato sul Washington Post (citato su Alternet)
http://zret.blogspot.it/2015/01/preludio.html
http://www.ilfarosulmondo.it/oltre-lattacco-terroristico-a-charlie-hedbo-cui-prodest/
http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/06/guerre-terrorismo-e-menzogne-part-3.html
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/01/apocalypse-tomorrow.html?spref=tw
Leggi la rassegna stampa sull'attentato di Parigi
http://rassegnastampanonwo.blogspot.com/2015/01/attentato-parigi.html
L'attentato di Parigi: occorre ricordare gli esempi della storia e ragionare sul "cui prodest"
Chi
conosce la storia d'Italia sa bene che a fine degli anni '60 e negli
negli anni '70 (ma non solo) servizi segreti, settori delle istituzioni
statali e terroristi hanno collaborato alla creazione della cosiddetta
strategia della tensione. Ormai gli atti dei tribunali, le palese opere
di intorbidamento delle prove e depistaggio delle indagini da parte dei
servizi segreti, l'esistenza della struttura militare segreta "Gladio",
gli stessi libri scritti da brigatisti che riflettendo sulle vicende
passate scoprono di essere stati manipolati, sono prove che si sommano
le une alle altre per darci un qaudro fosco e inquietante.
Chi
conosce la storia fa sì che sia la sua maestra di vita, perché sa che
la storia si ripete, in quanto certi meccanismi sono sempiterni: un
terrorismo creato ad arte da settori delle istituzioni affinché si possa
reagire con leggi che limitano la libertà individuale mettendo al
contempo in cattiva luce alcuni settori politici che vengono incolpati
degli atti terroristici
Ma
adesso andiamo ad avvenimenti più recenti, ricordando una dichiarazione
del politico francese Jacques Attali il quale nel maggio del 2009, in occasione della cosiddetta pandemia di influenza suina, scrisse su L'express che sia la pandemia che la crisi economica dell'anno precedente
avevano dei risvolti positivi, in quanto forzavano alla costruzione di
un unico governo mondiale.
corrado, a proposito dell'influenza suina:
Dove sono le deportazioni di massa?
Dove sono le vaccinazioni forzate?
Dove sono le fosse comuni e i milioni di morti causati dal vaccino ah1n1?
Dove sono i milioni di bare?
Secondo lui la crisi era alla fine una buona opportunità da cogliere. A pensar male possiamo pensare che certa gente influente e potente causi le crisi per cogliere proprio quelle "opportunità". Ma leggiamo le sue testuali parole:
corrado, a proposito dell'influenza suina:
Dove sono le deportazioni di massa?
Dove sono le vaccinazioni forzate?
Dove sono le fosse comuni e i milioni di morti causati dal vaccino ah1n1?
Dove sono i milioni di bare?
Secondo lui la crisi era alla fine una buona opportunità da cogliere. A pensar male possiamo pensare che certa gente influente e potente causi le crisi per cogliere proprio quelle "opportunità". Ma leggiamo le sue testuali parole:
La storia ci insegna che l'umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura (...) Poi, una volta passata la crisi, essa trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica.Il sorgere di una pandemia potrebbe scatenare una di queste paure strutturanti (...)
E, anche se, come bisogna ovviamente sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna dimenticare, come per la crisi economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima crisi - inevitabile - si mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come anche processi logistici di un'equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà, per questo organizzare una polizia mondiale, uno sistema mondiale di stoccaggio [delle risorse] e quindi una fiscalità mondiale. Da questo si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero e proprio governo mondiale.
Dopo qualche anno abbiamo sentito il presidente del consiglio italiano Mario Monti che faceva simili affermazioni:
Non dobbiamo sorprenderci che l'Europa abbia bisogno di crisi e di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell'Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario.
Sembra proprio una mania vero?
Ed eccoci al famigerato attentato di Charlie Hebdo a Parigi. Iniziano già a levarsi da parte dei mass media
le solite tristi insinuazioni che al terrorismo si dovrebbe rispondere
limitando le libertà individuali (come è successo in Italia negli anni
'70 con la legge Reale, come è successo nel 2001 negli USA con il Patriot Act).
Una legge che conceda poteri eccezionali per combattere il terrorismo, sul modello del modello del Patriot Act, la controversa legge americana approvata dopo l'11 settembre. E' quella che stanno invocando alcuni deputati francesi, come Valérie Pécresse, esponente dell'Ump, che parla senza mezzi termini di "Patriot Act alla francese" per una "risposta ferma e globale" agli attacchi terroristici
A
parte questo arrivano ancora una volta delle dichiarazioni (dei
giornalisti di regime questa volta) che vanno nello stesso medesimo
senso, e che fanno vedere (a chi ha voglia di vedere al di là delle
apparenze) il disegno che c'è dietro e che viene portato avanti da molto
tempo dalle élite che dominano questo nostro mondo (un progetto a lungo
termine)
Prendiamo ad esempio Eugenio Scalfari, direttore di Repubblica, che afferma quanto segue in un suo editoriale:
La guerra al terrorismo, insieme ai lutti, alle tensioni, alle paure, ha però un aspetto positivo che non va sottovalutato: fa emergere anche a chi finora era indifferente o addirittura ostile, la necessità di costruire l'Europa unita da raggiungere in parte con specifici accordi su temi di sicurezza e di investigazione e in parte con deliberazioni dei 28 Paesi dell'Unione che equivalgono a vere e proprie cessioni di sovranità.
Lo
stesso ritornello si legge sull'articolo di Roberto Napoletano sul Sole
24 ore (che pare essersi dimenticato, al pari del collega di cui sopra, di come già la moneta unica abbia affossato
l'economia dei nostri paesi):
Risponda piuttosto con la ragione dell'Europa della sicurezza e dell'intelligence, l'allarme deve scattare in casa nostra e negli altri Paesi recidendo i ponti con le anime radicali e i loro sponsor arabi e musulmani. Risponda con gli Stati Uniti d'Europa e la forza politica del più grande mercato di consumo al mondo che decide finalmente di dire la sua non solo con la moneta unica ma anche con un esercito unico. (...)
Senza l'intelligenza e la forza degli Stati Uniti d'Europa non riusciremo a superare il nostro 11 settembre.
Per
convincere ancor di più il lettore che non si tratta assolutamente di
coincidenze casuali, riporto altre dichiarazioni consimili riguardo ad
attentati e guerre.
“Un altro attacco [simile a quello dell'11 settembre] potrebbe creare sia una giusticazione che un'opportunità, che adesso manca, per vendicarsi contro alcuni noti obiettivi, secondo alcuni funzionari ed ex funzionari del ministero della difesa che sono a conoscenza dei piani.”
da un articolo del Washington Post sui “piani antiterrorismo” statunitensi.
“Wolfowitz ritenne che la fonte reale di tutti i problemi e del terrorismo fosse probabilmente Hussein. Gli attacchi terroristici dell'11 settembre hanno fornito un'opportunità di colpire”
Chiudo
l'articolo con una ciliegina sulla torta: il presidente Francese
Hollande che cita come autori dell'attentato di Parigi nientemeno che Gli illuminati (Les Illuminés).
Possiamo
discutere un anno intero sul perchè l'ha detto o se lo è lasciato
sfuggire, eppure l'ha fatto, e non è certamente un errore, una
confusione, un caso, una parola detta al posto di un'altra. Le sue
testuali parole sono:
Quelli che hanno commesso questi atti, questi terroristi, questi illuminati, questi fanatici, non hanno niente a che vedere con la religione musulmana.
Per approfondimenti sul medesimo tema vedi:
http://zret.blogspot.it/2015/01/preludio.html
http://www.ilfarosulmondo.it/oltre-lattacco-terroristico-a-charlie-hedbo-cui-prodest/
http://scienzamarcia.blogspot.it/2008/06/guerre-terrorismo-e-menzogne-part-3.html
http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/01/apocalypse-tomorrow.html?spref=tw
Leggi la rassegna stampa sull'attentato di Parigi
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Tuesday, January 13, 2015
Preludio (alle cazzate)
Task, qui ci starebbe bene una segnalazione alla scuola dello zretino. Non credi?

http://zret.blogspot.ch/2015/01/preludio.html
Preludio

L’intreccio parigino
tra fatti e grottesche finzioni televisive è stato complessivamente
districato: restano da delucidare gli scopi. L’evento si inscrive in una
strategia della tensione non dissimile da quella adottata in Italia
soprattutto negli anni ‘70 del XX secolo, ma di respiro internazionale
con il fine precipuo di esacerbare lo scontro ideologico tra Occidente e
mondo musulmano, attrito foriero di un sanguinario conflitto.
Vediamo, però, uno per uno gli obiettivi dell’inside job.
• Distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi economici e sociali: la Francia ed altri paesi sono attanagliati da una crisi artificiale che nei prossimi anni rischia di culminare in uno spaventoso tracollo. Da quando il mondo è mondo, i regimi ricorrono allo spauracchio del “nemico esterno” affinché si dimentichino le questioni che affliggono ampi strati della società. Tra l’altro, le operazioni di “guerra climatica” si sono intensificate in maniera parossistica in questo primo scorcio di gennaio, a dimostrare che immense energie e risorse sono profuse a danno dei popoli e non a loro tutela, se non in dichiarazioni retoriche ed insincere.
• Trovare il pretesto per promulgare leggi coercitive simili al liberticida “patriot act” emanato negli Stati Uniti dopo il 9 11. Si mira specialmente a censurare, con la scusa della “sicurezza nazionale”, i pochi siti di informazione indipendente. La Rete da tempo è descritta dall’establishment come pericolosa e sovversiva: per Rete i congiurati intendono le fonti non allineate. Ci dobbiamo attendere un ulteriore giro di vite.
• Seminare la paura che è sempre un efficace strumento di controllo.
• Ammonire il governo francese incline a rivedere le sanzioni decretate contro la Federazione russa.
• I seminatori di discordia si prefiggono di inasprire i conflitti sociali interni tra comunità cristiane, musulmane ed ebraiche, secondo il solito metodo del “divide et impera”.
• Come si accennava, l’obiettivo primario, sebbene non il più vicino nel tempo, è, fomentando l’odio anti-islamico e più in generale la xenofobia, quello di scatenare una guerra mondiale. La conflagrazione porterà enormi profitti economici alla feccia sanguinaria e – fine ben più importante – consentirà di erigere il Novus ordo sulle ceneri di un assetto internazionale stravolto, irriconoscibile. La Realpolitik è sempre in auge.
Due riflessioni a margine di questo “pronostico”: siti cattolici integralisti affermano che il sistema, con le sua aberrante politica demografica, intende islamizzare il pianeta. Essi paventano che la religione del Profeta, magari in una versione fondamentalista, diventerà la più professata sulla Terra anche in nazioni in cui oggi è minoritaria; se si considerano, però, il carteggio Pike-Mazzini ed altri documenti, sembra che il credo mondiale sarà l’empio culto degli Oscurati, non l’Islam, oggetto – come avvisò Werner Von Braun – di una strumentale campagna di diffamazione. Cristiani, Ebrei e Musulmani dovrebbero essere aizzati a sterminarsi tra loro, complici i partiti che gettano benzina sul fuoco del più ignorante e becero sciovinismo.
Gli innumerevoli errori nella sceneggiatura del vaudeville parigino, siano essi il risultato di faciloneria o sfide o esperimenti per saggiare il grado di comprensione ancora presente in una frangia dell’opinione pubblica, sono un’opportunità forse unica per smascherare gli apparati e per portare alla luce i loro piani di distruzione e di morte. E’ una chance che ci è offerta: di fronte alle innumerevoli incongruenze e bizzarrie della balzana tesi ufficiale, anche persone abituate a sfamarsi nel trogolo televisivo cominciano ad essere sfiorate da qualche dubbio. E’ necessario più che mai favorire una presa di coscienza, una delegittimazione dei media ufficiali, puntando ad esautorare i cosiddetti potenti.
Se non prendiamo questo treno, rischiamo di dover salire sul convoglio che ci porterà all’inferno.
Vediamo, però, uno per uno gli obiettivi dell’inside job.
• Distogliere l’attenzione dei cittadini dai problemi economici e sociali: la Francia ed altri paesi sono attanagliati da una crisi artificiale che nei prossimi anni rischia di culminare in uno spaventoso tracollo. Da quando il mondo è mondo, i regimi ricorrono allo spauracchio del “nemico esterno” affinché si dimentichino le questioni che affliggono ampi strati della società. Tra l’altro, le operazioni di “guerra climatica” si sono intensificate in maniera parossistica in questo primo scorcio di gennaio, a dimostrare che immense energie e risorse sono profuse a danno dei popoli e non a loro tutela, se non in dichiarazioni retoriche ed insincere.
• Trovare il pretesto per promulgare leggi coercitive simili al liberticida “patriot act” emanato negli Stati Uniti dopo il 9 11. Si mira specialmente a censurare, con la scusa della “sicurezza nazionale”, i pochi siti di informazione indipendente. La Rete da tempo è descritta dall’establishment come pericolosa e sovversiva: per Rete i congiurati intendono le fonti non allineate. Ci dobbiamo attendere un ulteriore giro di vite.
• Seminare la paura che è sempre un efficace strumento di controllo.
• Ammonire il governo francese incline a rivedere le sanzioni decretate contro la Federazione russa.
• I seminatori di discordia si prefiggono di inasprire i conflitti sociali interni tra comunità cristiane, musulmane ed ebraiche, secondo il solito metodo del “divide et impera”.
• Come si accennava, l’obiettivo primario, sebbene non il più vicino nel tempo, è, fomentando l’odio anti-islamico e più in generale la xenofobia, quello di scatenare una guerra mondiale. La conflagrazione porterà enormi profitti economici alla feccia sanguinaria e – fine ben più importante – consentirà di erigere il Novus ordo sulle ceneri di un assetto internazionale stravolto, irriconoscibile. La Realpolitik è sempre in auge.
Due riflessioni a margine di questo “pronostico”: siti cattolici integralisti affermano che il sistema, con le sua aberrante politica demografica, intende islamizzare il pianeta. Essi paventano che la religione del Profeta, magari in una versione fondamentalista, diventerà la più professata sulla Terra anche in nazioni in cui oggi è minoritaria; se si considerano, però, il carteggio Pike-Mazzini ed altri documenti, sembra che il credo mondiale sarà l’empio culto degli Oscurati, non l’Islam, oggetto – come avvisò Werner Von Braun – di una strumentale campagna di diffamazione. Cristiani, Ebrei e Musulmani dovrebbero essere aizzati a sterminarsi tra loro, complici i partiti che gettano benzina sul fuoco del più ignorante e becero sciovinismo.
Gli innumerevoli errori nella sceneggiatura del vaudeville parigino, siano essi il risultato di faciloneria o sfide o esperimenti per saggiare il grado di comprensione ancora presente in una frangia dell’opinione pubblica, sono un’opportunità forse unica per smascherare gli apparati e per portare alla luce i loro piani di distruzione e di morte. E’ una chance che ci è offerta: di fronte alle innumerevoli incongruenze e bizzarrie della balzana tesi ufficiale, anche persone abituate a sfamarsi nel trogolo televisivo cominciano ad essere sfiorate da qualche dubbio. E’ necessario più che mai favorire una presa di coscienza, una delegittimazione dei media ufficiali, puntando ad esautorare i cosiddetti potenti.
Se non prendiamo questo treno, rischiamo di dover salire sul convoglio che ci porterà all’inferno.
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Zret
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