L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, March 5, 2016

Elogio dell'inadeguatezza


http://zret.blogspot.it/2016/03/elogio-dellinadeguatezza.html

Il professorucolo e la conoscenza, favola liberamente ispirata a "La volpe e l'uva".
Un professorucolo abisso di ignoranza, ma nondimeno pieno di sé e della sua boria fino all'inverosimile, vide dei grappoli di conoscenza che pendevano dagli alberi della sapienza.
Desiderò conoscere, ma di ogni argomento non era capace di capire un accidenti di niente.
Il professorucolo, fallito e bilioso, allontanandosi disse fra sé "La scienza è marcia, nozionistica ed in mano ai negazionisti. Io, solo io, sono il depositario della scienza e della verità".

Quello dello Zretino è un vero e proprio elogio dell'ignoranza; ai fratellini terrazzinati piacerebbe che il mondo fosse pieno di ignoranti, in questo modo potrebbero spacciare a piene mani la loro fuffa e vivere da nabbbi.
Ma, purtroppo per i fratelloni imbroglioni, il mondo è pieno di persone che si informano ed hanno voglia di conoscere e che ai due acconguagliati ridono, giustamente, in faccia.

E per concludere una citazione dell'autore preferito dello Zretino, citazione che descrive il nostro professorucolo con straordinaria precisione.

Quella volta Belbo aveva perso il controllo. Almeno, come poteva perdere il controllo lui. Aveva atteso che Agliè fosse uscito e aveva detto tra i denti: “Ma gavte la nata.”
Lorenza, che stava ancora facendo gesti complici di allegrezza, gli aveva chiesto che cosa volesse dire.
“È torinese. Significa levati il tappo, ovvero, se preferisci, voglia ella levarsi il tappo. In presenza di persona altezzosa e impettita, la si suppone enfiata dalla propria immodestia, e parimenti si suppone che tale smodata autoconsiderazione tenga in vita il corpo dilatato solo in virtù di un tappo che, infilato nello sfintere, impedisca che tutta quella aerostatica dignità si dissolva, talché, invitando il soggetto a togliersi esso turacciolo, lo si condanna a perseguire il proprio irreversibile afflosciamento, non di rado accompagnato da sibilo acutissimo e riduzione del superstite involucro esterno a povera cosa, scarna immagine ed esangue fantasma della prisca maestà.”
Umberto Eco, Il pendolo di Focault, 1988

https://archive.is/kVtCA

Wednesday, November 30, 2011

Differenza, decadenza

http://zret.blogspot.com/2011/11/differenza-decadenza.html

Differenza, decadenza

Si suole ripetere che il futuro appartiene alle nuove generazioni. E’ affermazione in parte retorica, sebbene sia vero che i giovani sono gli eredi, volenti o nolenti, di un mondo costruito (o distrutto) da chi li ha preceduti. Se si considerano in modo spassionato le nuove leve, bisogna, però, ammettere che se ne traggono ben poche ragioni di speranza in un futuro migliore.

Non sarà neanche del tutto colpa degli adolescenti e dei giovani attuali, ma, se solo confrontati con quelli di qualche decennio passato, si rileva una spaventosa decadenza. Non è un discorso da laudator temporis acti, bensì una constatazione.

Un esempio può essere sintomatico. Nel 1969 a Woodstock, cittadina degli Stati Uniti (stato di New York) si svolse nel 1969 un grande festival di musica rock, assurto a simbolo dell'aggregazione giovanile. L'evento fu contraddistinto da una pioggia torrenziale che fu scatenata attraverso la dispersione di composti chimici nelle nubi con il ricorso ad appositi aerei.

Un giovane, nell'ambito del documentario sul concerto tenutosi a Woodstock, così si espresse: "Ho qualcosa da dire: vorrei sapere perché quei porci fascisti inseminano le nuvole. Li ho visti passare più volte nell'ultima ora, con tutto quel fumo che usciva ed inseminava le nubi. Che cos'è quella roba che viene giù? Perché i media non riportano queste cose alla gente? Si, vi dico quello che sta accadendo. Li ho visti più volte: aerei di origine sconosciuta inseminano le nuvole e provocano la pioggia!"

Orbene, mi chiedo se oggi qualche ragazzo si accorgerebbe di un nubifragio provocato dal passaggio di aerei chimici (e sì che in questi ultimi tempi avviene spesso, mentre ogni giorno il cielo è deturpato da scie tossiche), dimostrando spirito di osservazione. Non solo: il pubblico del concerto accettò il temporale con gioia. Certo, fu un inconveniente, ma la pioggia fu accolta come un lavacro purificatore, come un piacevole diversivo. A ragione! Le piogge sono fecondatrici: in estate sopiscono la calura, sempre donano nutrimento alla terra ed ai suoi abitanti. Dopo un acquazzone l’aria è frizzante, il cielo, un po’ alla volta, si rasserena ed ampi spazi di azzurro terso si allargano tra nubi di un bianco scintillante. Purtroppo oggi la pioggia è stata demonizzata e sono proprio sovente i giovani ad inveire e ad imprecare, non appena cadono due gocce. Forse in futuro preferiranno dissetarsi, bevendo l’orina. De gustibus... [1]

Come sempre esistono le eccezioni: un drappello di appartenenti alle nuove stirpi è animato da curiosità intellettuale, spirito critico ed amore per la verità, ma l’eccezione, più che confermare la regola, ne sancisce la sua stolida supremazia.

Il discorso va poi esteso ai genitori degli “studenti” di oggi. Separati da un lasso temporale breve (i genitori non sono attempati) e soprattutto accomunati da una visione del mondo simile, una concezione che è il risultato di un pluridecennale plagio, genitori e figli, in dissidio su tutti i particolari, si trovano d’accordo sull’essenziale, in quanto avvilenti espressioni dello stesso sistema. E’ il medesimo sistema che fagocita e neutralizza, come fossero corpi estranei, quel gruppetto di liberi pensatori (forse basterebbe definirili “esseri umani”), a qualunque fascia d’età, classe o nazione essi appartengano.

Così incontreremo giovani che, pur non essendo malvagi, sono fatui, incapaci di sognare, attaccati al denaro ed alle cose non meno degli adulti: essi badano al loro “particulare”, noncuranti sia degli altri sia del loro futuro. Purtuttavia, giova ripeterlo, padri e madri non sono molto diversi dai loro rampolli. I primi, superficiali, prosaici, arroganti, egoisti... sono responsabili di un’educazione deleteria, ancorata a disvalori. Non crescono figli, ma assemblano automi. Confondono la cultura con il voto, la libertà con la licenza. La loro protesta sterile e settaria non sfiora mai le istituzioni, ma si scaglia contro la minoranza che non si integra. Anche le manifestazioni di liceali ed universitari contro i ministri della pubblica distruzione e le loro scandalose iniziative si concentrano su questioni meramente utilitaristiche, quando non vanno nella direzione sbagliata. Coloro, invece di rivendicare il diritto ad un sapere che non sia condizionato dagli organi istituzionali che hanno stravolto e stravolgono la storia e la scienza, si prefiggono l’aberrante obiettivo di una scuola informatizzata.

Che differenza rispetto ai fans di Woodstock! Velleitari, ingenui, anch’essi vulnerabili alle seduzioni della propaganda, erano, però, ancora una frangia non allineata in cui un filosofo come Herbert Marcuse poteva confidare per la costruzione di una società più giusta. Almeno quelli, pur con tutti loro limiti, sognavano un mondo migliore; oggi i teen agers ed i giovani reputano la Suburra in cui “viviamo” “il migliore dei mondi possibili”. Almeno quelli amavano la natura di un amore viscerale; oggi la tecnologia più bieca e distruttiva è l’idolo.

Vero è che tutte queste generazioni degenerate sono per lo più vittime di un potere perverso, ma talora le vittime sanno essere più feroci dei carnefici. Come i carnefici, prima o dopo, riceveranno la loro ricompensa o, meglio, esperimenteranno le conseguenze della loro abissale pochezza, della loro irredimibile ottusità.

[1] Le piogge artificiali degli anni precedenti al 2000 non erano pericolose quanto quelle attuali che sono prodotte per mezzo di batteri come lo Pseudomonas syringae e lo l'Escherichia coli.

Friday, November 4, 2011

Attrazione

http://zret.blogspot.com/2011/10/attrazione.html

Attrazione

I nostri tempi manifestano un’attrazione patologica per il brutto. Il brutto è in primo luogo nell’invasione di una tecnologia ipertrofica che ha eclissato il naturale. Non chiediamoci per quale motivo la massa resti insensibile allo stupro dei paesaggi, degli orizzonti che, prima di essere ambienti, sono gli spazi interiori dove generazioni di artisti hanno effuso la loro anima ed attinto immagini, sensazioni e corrispondenze ispiratrici dei loro capolavori.

La tecnologia oggi, da mero strumento, è assurta ad idolo da venerare: nel momento in cui ce ne serviamo, la serviamo. Vale pur sempre il motto “habere, non haberi”, ma il confine è sfumato sicché è facile diventarne schiavi. A questo si aggiunga che l’uomo non è più tale, ma utente, dunque un’interfaccia semitecnologica di un apparato. Siamo ormai prossimi alla “simbiosi” tra umano e tecnico, ad un crossover biotecnologico, dove la vita è residuale, una tetra larva. Di fronte alla comodità, all’efficienza ed alla velocità, miti invertiti del mondo contemporaneo tesi alla disgregazione dell’essere, spirano pochi aneliti verso la bellezza. E’ bello ciò che è inutile, che non è mercificabile: una nuvola arrotolata nelle volute, un foglio in balia del vento, l’eco di un’emozione, una lirica …

Il tempo, secondo i canoni correnti, va usato in modo produttivo, occupato, ma il tempo che rende è quello sciolto nei silenzi, in impenetrabili meditazioni. L’otium è il tempo ed il tempio dell'interiorità.

“Che cosa hai concluso in tutte queste ore?” “Niente”, dovrebbe essere la nostra risposta: il nulla è la dimensione in cui il pensiero può spaziare, senza vincoli, a somiglianza di un aquilone di cui non teniamo più il filo.

Il brutto si concreta nell’algida bellezza del cellulare iperfunzionale, nell’ultimo modello di automobile superaccessoriata, nel libro elettronico: linee asettiche, forme sintetiche, colori anemotivi. Il brutto è nelle quinte televisive e cinematografiche dove sono proiettate senza tregua le immagini di un mondo tanto più osceno, quanto più percepito come normale. Il brutto è nella scrittura odierna incacrenita in frasi fatte ed in locuzioni scialbe.

E’ grave che la bruttezza dilaghi; di più che essa sia celebrata. La bruttezza è la volgarità della vita piccolo-borghese in cui la gente ama immergersi, un’esistenza segata tra lavoro e tempo “libero”, con il tempo “libero” tiranneggiato da divertimenti obbligatori.

Ridotto a farsa il dramma, ignorata la crepa nel cielo ed il piombo sul cuore, si è pronti per lasciarsi avvolgere, come spiumati polli di batteria, nella pellicola di cellophane della solita pellicola…, ma srotolata dal televisore al plasma.

L’orrido è l’oblio della Tradizione prisca, con il suo soffio fecondo, la sua anima, la coscienza tragica e sublime del Destino. L’orrido si è acquartierato nella nostra epoca con la scienza raziocinante che ha escluso lo slancio e l’immaginazione. L’orrido è credere che l’inferno sia il paradiso e trovarvisi a proprio agio.

Vale più un istante di un secolo, se quell’istante è pregno di senso, ma il mondo preferisce allungare il tempo dell’esistenza che conferire intensità (sia pure l’intensità della disperazione che ci apre sotto i piedi la voragine della morte) agli attimi, alle ore, ai giorni.

La salvezza, se mai si prospetta una salvezza, è affidata alle anacronistiche, eppur ostinate sopravvivenze di un’età senza età, nel rifiuto a conformarsi all’”estetica” dominante: un grande rifiuto di fronte ad una realtà piccola, meschina.

Un caro saluto all’amico Giovanni le cui riflessioni hanno consentito di dar voce ad un pensiero che si era come ingorgato.

Thursday, August 25, 2011

Click

http://zret.blogspot.com/2011/08/click.html

Click

Qualche sera fa, un canale ha mandato in onda un programma sull’eutanasia nella Germania nazionalsocialista. E' stato inevitabile il corollario di immagini con i campi in cui prigionieri languivano per gli stenti: teste inteschiate su corpi scheletriti. Sono le immagini che, con insopportabile retorica, vengono additate alle nuove generazioni affinché inorridiscano di fronti ai crimini del Terzo Reich. Quando si esibiscono tali spettacoli di abbrutimento e di morte, si sottolinea sempre la distanza, una distanza abissale: i binari che muoiono nei luoghi di concentramento, i crematori, il filo spinato, le sevizie... appartengono ad un’epoca sideralmente lontana, irripetibile, congelata in una durata atemporale.

Sappiamo che non è così: non è neppure necessario seguire un dossier sui campi dove sono rinchiusi profughi di questo o quell’altro gruppo etnico, sventurati che fuggono dalle guerre e dalle carestie, poiché è sufficiente entrare in un nosocomio o in un ospizio per assistere a scene di indicibile sofferenza e di umiliazione. Pazienti abbandonati in letti luridi, malati smunti e piagati, corsie tetre e maleodoranti, reparti squallidi dove non entra mai un filo d’aria: sono questi i protagonisti e gli spazi di un mondo che “vive” accanto a noi.

Che pensare poi delle stalle, delle porcilaie, dei macelli, delle carceri, delle caserme, della camere di tortura, degli opifici? L’inferno è (quasi) qui, appena dietro l’angolo, nella sua distante vicinanza, nella sua intangibile contiguità. Nelle residenze principesche dei maggiorenti la morte, quando entra, ha passo felpato ed è paludata in modo solenne. La morte è una livella? In parte.

Paradossalmente l’età che ha collocato l’uomo sul piedistallo, esprimendo un antropocentrismo inflessibile, è la stessa che l’ha reificato, assimilando un quarto di carne ad un arto mozzato: stanno bene insieme sul piano marmoreo di una macelleria, magari con un ciuffo di prezzemolo che esalti il rosso del sangue.

No. I filmati e gli scatti, con cui era immortalata l’agonia di semivivi ad Auschwitz, non sono molto diversi dalle istantanee dei nostri tempi destinati a diventare teatri della crudeltà sempre più truculenti. Oggi quasi tutti hanno una macchina fotografica digitale, spesso incorporata nel telefono cellulare.

Per testimoniare, se ancora qualcuno vuole essere testimone, è sufficiente un click.

Friday, July 15, 2011

La fine del mondo storto

http://zret.blogspot.com/2011/07/la-fine-del-mondo-storto.html

La fine del mondo storto

Mai, come in questi tempi, è necessario trascendere.

La fine del mondo storto” è un romanzo di Mauro Corona, pubblicato nel 2010. Liquidiamo subito l’opera: è un testo a tesi, piatto e mal scritto, irritante per il suo ambientalismo a senso unico (lotta contro gli autoarticolati che attraversano le valli montane, ma neanche un richiamo alla geo-ingegneria). Vi accenno solo per svolgere alcune riflessioni. L’autore, che è anche scultore, prospetta uno scenario futuro in cui l’umanità deve all’improvviso fronteggiare una realtà senza energia e senza tecnica. Gelo, fame, sete ed immani ostacoli pratici attendono sia i ricchi sia gli indigenti. Corona è facile profeta: anche se le cause del “nuovo Medioevo” non saranno quelle da lui additate, è inevitabile che il mondo precipiti nella miseria e nel buio, pure in senso letterale.

Resteranno come uniche risorse la natura e l’ingegno: la prima, dipinta con le solite pennellate estetizzanti, sarà molto più avara, provata tra l’altro da decenni di contaminazioni, di quanto si possa oggi immaginare; il secondo dovrà vedersela con l’egoismo. Nelle situazioni peggiori, molti uomini riescono a dare il peggio di sé e la discordia fra chi versa in frangenti è la regola. E’ puerile l’appello dell’autore a riscoprire la sapienza dei nonni, mentre è verosimile la cruda descrizione di un mondo dove gli scintillanti oggetti della tecnologia più avveniristica sono perfettamente inutili.

E’ pur sempre una finzione letteraria, eccepirà qualcuno. No! L’avvenire che ci aspetta è probabilmente questo, piaccia o no, sia perché è stato programmato sia perché sarà una lezione per gli uomini di oggi, abituati quasi tutti solo a lamentarsi. Sarà una lezione da cui molti non apprenderanno alcunché: la si veda come un compenso per gli oziosi lamentosi che pullulano nell’opulento Occidente, se esiste una Giustizia superiore. Certo, gli eventi colpiranno nel mucchio e non è escluso che qualche viziato si salvi. Se, però, la tumultuosa storia umana culminerà in un pareggio dei conti, in ultima istanza si raccoglierà quanto si è seminato.

Sarà dunque la fine, “la fine di un mondo storto”, come recita in maniera molto opportuna il titolo. Storto è soprattutto l’uomo di oggi, amputato degli arti che lo collegavano alla natura madre-matrigna. E’ un uomo cui non è stata strappata l’anima, poiché semplicemente l’ha lasciata marcire. La morte fisica è solo il suggello di una morte metafisica, assai più grave. Il sintomo della morte interiore si concretizza nell’indifferenza per tutto ciò che è sacro, sublime, elfico.[1]

L’uomo d’oggi, nonostante (o a causa?) di tutta la sua tecnologia, è una creatura malferma, malata, debole, minorata, eppure, in quanto ignara di tale condizione, arrogante e piena di sicumera. E’ simile ad uno che usi le stampelle per camminare e per percuotere chi gli è antipatico: se gli si tolgono le grucce, lo si rende impotente.

E’ un’umanità di enfants gaté, di schizzinosi e pretenziosi, di incontentabili. L’arte della querimonia è l’unica in cui eccelle. Persino il pensionato che, sovente a ragione, impreca contro il governo ed i partiti per poi comunque votare, è arido oltre che schiavo, come il borghese, di molte comodità date per scontate: ad esempio, aprire il rubinetto e poter usare l’acqua (sia pure inquinata) per lavarsi, bere, cucinare…è un (piccolo) lusso che apprezzerà solo quando dalla cannella non cadrà più una sola goccia. Non chiediamogli poi di comprendere la sacralità dell’acqua.

Ben venga dunque una tabula rasa. Non attendiamoci risoluzioni umane, perché, non solo non esistono, ma anche, poiché, tranne pochi casi, non le meritiamo. Non attendiamo salvatori o soccorritori terreni: persino una società, passata al vaglio della carestia e della guerra, prima o dopo ricade nei suoi usuali errori. Lasciamo ai romanzieri come Corona l’ingenua evocazione di utopie agricolo-pastorali o addirittura silvestri. Lasciamo ai globalizzatori la prospettiva di una “pace” universale. Lasciamo ai sognatori l’idea di un intervento esterno.

La salvezza, per quei pochi che potranno attingerla, sarà nel totale distacco e nell’abnegazione.

[1] Si consideri il valore ambivalente dei termini “sacro” e “sublime”: nello specifico sacro non è solo “santo”, ma pure “estraneo, potentissimo, numinoso, terribile”. Così chi coglie nella natura, lato sensu, solo aspetti gradevoli, scivola in una concezione limitata e turistica; gli antichi di fronte all’enigma dionisiaco dell’essere, erano, invece, estasiati ed atterriti. E’ naturale che questo discorso non può essere compreso dalle beghine.


Monday, July 11, 2011

La Regione Liguria e la sterilità

http://www.tankerenemy.com/2011/07/la-regione-liguria-e-la-sterilita.html

La Regione Liguria e la sterilità

4 commenti:

Straker ha detto...

Scie chimiche: David Gramiccioli di OUVERTURE RADIO IES intervista Rosario Marcianò

David Gramiccioli di OUVERTURE RADIO IES intervista Rosario Marcianò sullo spinoso tema delle scie chimiche o, meglio, Geoingegneria. Nell'intervento sono sviscerati i vari aspetti della questione: dalle ripercussioni sulla salute all'omertà istituzionale, dai fini delle criminali operazioni alle differenze tra scie di condensazione e chemtrails.

WAKEUP ha detto...

I figli degli uomini (Children of Men) è un film del 2006 diretto da Alfonso Cuarón, tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice britannica Phyllis Dorothy James.

Le vicende si svolgono nel 2027, a Londra, e l'ambientazione è simile a quelle di altre città vittime di guerre e guerriglie: atti vandalici, ribellione e degrado hanno preso piede un po' ovunque. Gli immigrati si spostano illegalmente da uno stato all'altro, alcuni vengono relegati in campi profughi, altri fuggono e si aggregano alle tante compagini ribelli. L'infertilità ha colpito la specie umana, da 18 anni non nascono più bambini e la popolazione piange la morte per l'assassinio di Baby Diego, l'ultimo nato del pianeta, la persona più giovane del mondo, diventato una sorta di idolo mediatico...

I figli degli uomini...

Straker ha detto...

STATO MAGGIORE DELLA DIFESA

NienteEcomesembra ha detto...

Per essere un sito sparabufale,piacciono sembra...



Cell e sterilità:

Stranamente avverte perfino L'OMS in questi ultimi giorni...

http://www.medicinalive.com/sesso-fertilita/disfunzioni-sessuali-sesso-fertilita/cellulare-puo-essere-causa-infertilita/



Ma c'è sempre una via...!!!


Un biglietto per la maternità: ecco la Lotteria per la fertilità
Gran Bretagna, dal 30 luglio gioco a premi: si vincono cure mediche e soggiorni in alberghi di lusso. E' polemica / Tedoldi

La vita di coppia è perfetta ma l’infertilità è un problema? Niente paura, gioca alla lotteria. Sembra una cinica presa in giro, invece in Inghilterra è un realtà. Il 30 luglio comincia la Lotteria della Fertilizzazione in Vitro (IVF Lottery) organizzata dall’associazione benefica “To Hatch”, verbo che vuol dire nascere, riferito ai pulcini che escono dall’uovo.

Il nome dell’associazione non deve ingannare, il premio in palio sono bambini umani. I giocatori comprando un biglietto da venti sterline gareggiano per l’estrazione mensile di una cura personalizzata contro l’infertilità del valore di 25mila sterline in una delle migliori cliniche della nazione, un trattamento superlusso per risolvere il problema dell’infertilità e realizzare il desiderio di mettere al mondo un figlio. Il gioco è aperto a tutti, coppie, singoli, etero, gay, senza limiti di età. Il vincitore ha diritto a un soggiorno in un albergo di lusso, poi si viene condotti da un autista nella clinica per sottoporsi alle terapie contro la sterilità o l’infertilità. Se il trattamento non dovesse funzionare, vengono offerti ai componenti della coppia alternative che vanno, a seconda dei casi, dalla vincita di ovuli o sperma da donazioni, a tecniche di riproduzione assistita fino al pagamento tutto compreso di una mamma o papà surrogata, cioè “in affitto”. Trattamenti, questi, che sono messi a disposizione anche dei vincitori singoli o gay o esclusi dalle normali cure per limiti di età. Tra i benefit cui avrà diritto il vincitore anche un telefono cellulare per essere sempre in contatto con i dottori nel corso della cura.

http://www.libero-news.it/news/778230/Un_biglietto_per_la_maternit%C3%A0__ecco_la_Lotteria_per_la_fertilit%C3%A0.html

Friday, March 4, 2011

Le intuizioni di Lakhowsky: una chiave per interpretare la recente moria di volatili e pesci

http://www.tankerenemy.com/2011/03/le-intuizioni-di-lakhowsky-una-chiave.html

Le intuizioni di Lakhowsky: una chiave per interpretare la recente moria di volatili e pesci

Un contributo alla comprensione della moria che ha colpito, nei mesi scorsi, volatili, pesci, crostacei e molluschi viene dagli studi di Georges Lakhovsky, fisico e biologo russo naturalizzato francese. Le ricerche dello scienziato, risalenti ai primi decenni del XX secolo, quantunque siano rimaste nel limbo, sono ricche di feconde intuizioni.

Il professor S. Attilj nota che Lakhovsky: “Ha orientato i suoi studi in modo da strappare il velo che nasconde alle nostre conoscenze le relazioni tra le radiazioni cosmiche ed i fenomeni vitali. […] Una serie di fatti esposti dallo stesso Lakhovsky nel suo primo libro 'L’origine della vita' e nelle sue opere successive hanno dato slancio alla sua teoria che cominciò con lo studio dell’istinto animale. 'Cos’è l’istinto? Si è domandato Lakhovsky. Nessun naturalista ha potuto rispondere a questa domanda, benché alcuni di loro abbiano ammesso che esso debba essere considerato come un senso speciale. Lakhovsky, al contrario, studia il fenomeno ed ammette che la sua spiegazione deve trovarsi nelle radiazioni. Si conosce la notevole capacità di orientamento dei piccioni viaggiatori; ebbene, ecco che si assiste ad un fenomeno della più grande importanza: a Paterna, vicino a Valenza, in Spagna, si lancia un certo numero di piccioni. A qualche passo dalla piccionaia esiste una stazione radiotelegrafica che sta trasmettendo. I volatili descrivono nell’aria dei cerchi, ma senza riuscire a trovare la loro direzione; questo disorientamento cessa tuttavia non appena la stazione termina le sue trasmissioni. L’esperimento viene ripetuto in varie riprese con lo stesso risultato e lo stesso fatto viene constatato pure vicino alla stazione radiotelegrafica di Kreuznach, in Germania.

Tutti conoscono le facoltà che hanno certi rapaci notturni di orientarsi nell’oscurità, facoltà che scompare con la luce. Si sa anche che i lemmings, topi campestri delle regioni scandinave, emigrano dalle montagne della Norvegia all’avvicinarsi dell’inverno, verso il mare in gruppi di parecchie migliaia, seguendo sempre la linea retta, anche se sul loro cammino, incontrano un fiume o un lago. […] Lakhovsky spiega questi fatti in maniera geniale e probante, ricordando che ogni essere vivente emette e riceve delle radiazioni elettromagnetiche. Così organi come i canali semicircolari delle orecchie dei pennuti, le antenne degli insetti debbono essere considerati come dei ricevitori radiogoniomentrici capaci di captare radiazioni provenienti anche da luoghi lontanissimi. Di fatto i volatili, sbattendo le ali creano una tensione di circa 600 volts, tensione che aumenta con l’altitudine. Questo potenziale si accresce contro vento. Questo principio è dimostrato anche per gli animali senza ali che si elettrizzano meno a causa del loro contatto col suolo: chi non ha osservato come il cavallo ritrova facilmente la strada della sua scuderia e come il cane è capace di seguire le tracce del suo padrone? Del resto le concezioni di Lakhovsky richiamano alla mente l’ammirevole scoperta di Galvani, questo grande scienziato italiano che, nel 1786, dimostrava, malgrado l’opposizione di un altro genio italiano, Volta, l’esistenza dell’elettricità animale che possiamo considerare come una delle scoperte più importanti della biologia contemporanea.

Lakhovsky è arrivato a concludere che tutti gli esseri viventi emettono delle radiazioni e sono in grado (con poche eccezioni) di ricevere e trasmettere delle onde. […] Questa teoria non rimane una pura conoscenza biologica. Riunendo i dati della fisica e quelli dell’istologia, dà alla cellula, cioè all’elemento costitutivo dei tessuti vegetali ed animali, un significato interamente nuovo. Una cellula è costituita schematicamente dal protoplasma circondato dalla membrana cellulare. Nel protoplasma è immerso il nucleo formato da un filamento tubolare contenente il liquido conduttore avvolto in una sostanza cromatica isolante. La cellula può essere dunque considerata un circuito oscillante microscopico dotato di una lunghezza d’onda molto corta. Di fatto, il nucleo richiama il circuito oscillante di Hertz, poiché è dotato di autoinduzione e capacità e di conseguenza è in grado di oscillare e di risuonare ad una frequenza molto elevata. La bobina di induzione è costituita dalla spira che presenta il filamento del nucleo; il condensatore è formato dalla capacità tra le due estremità del filamento stesso.

Lakhovsky deduce che la vita coincide con oscillazioni di cellule e che essa nasce dalla radiazione. L’armonia delle vibrazioni cellulari assicura funzioni vitali normali; il disequilibrio di queste vibrazioni, per cause esterne o interne, crea gli stati morbosi”.

Le idee di Lakhovsky si possono reputare anticipatrici di ulteriori ipotesi formulate in seguito da altri biologi e culminati nella scoperta che il D.N.A. stesso è assimilabile ad una micro-antenna in grado di irradiare e captare segnali elettromagnetici. Le scienze naturali e la medicina possono trarre notevoli spunti da una nuova visione dei processi biologici integrati in un contesto di relazioni tra le specie viventi e l’ambiente. E’ anche possibile assegnare a ciascuna specie vegetale ed animale uno specifico pattern elettromagnetico che si sintonizza con fenomeni esterni (si pensi alla risonanza di cavità Schumann) in un delicato sistema di rapporti. Ecco che la sfasatura creata dall’inquinamento elettromagnetico – oggi agli impianti telegrafici citati da Attilj – si sono aggiunte linee elettriche, radar, stazioni H.A.A.R.P., antenne... - può spiegare perché i migratori sono disorientati ed i cetacei si arenano. Anche se le ecatombi che hanno colpito l’avifauna ed i pesci paiono più che una conseguenza del caos elettromagnetico in cui è immerso il pianeta, il risultato di un’irradiazione mirata, è palese che alterare gli equilibri bio-elettromagnetici è sempre foriero di affezioni e di discrasie nel comportamento.

Merito di Lakhovsky fu l’aver colto un nesso tra manifestazioni biologiche ed elementi fisici lungo un iter che ha condotto alle ricerche sul D.N.A. fantasma e sui bio-fotoni.

Sempre più la vita si palesa come un fenomeno complesso di cui per giunta la dimensione bio-fisica è solo il guscio.


Fonte: G. Lakhovsky, L'osccillazione cellulare, pubblicazione a cura del Centro Georges Lakhovsky

Ringraziamo l'amico e collaboratore Gianni Ginatta per il suggerimento bibliografico.




Monday, April 12, 2010

Imbrattare il cielo: scie chimiche in Egitto (articolo di Waleed Marzouk)

http://www.tankerenemy.com/2010/04/imbrattare-il-cielo-scie-chimiche-in.html

Imbrattare il cielo: scie chimiche in Egitto (articolo di Waleed Marzouk)

Il giornalista egiziano, Waleed Marzouk, riporta in un ampio e documentato articolo, i risultati delle ricerche compiute, sin dal 2004, dallo scienziato Monir el Husseini. Il testo, pieno di conferme (si ricordi almeno l’analisi dei valori igrometrici che precipitano dal 70 per cento circa al 15 per cento in località marine – fenomeno del tutto anomalo nelle zone costiere), evidenzia le aberrazioni meteorologiche ed i gravissimi danni arrecati agli ecosistemi dalle operazioni di aerosol clandestino che El Husseini, senza ambiguità ed infingimenti, definisce con il loro funesto nome, ossia “chemtrails”.


[…] Secondo una ricerca compiuta da Monir el Husseini, docente di Protezione ambientale e direttore del parco di ricerca (Università del Cairo), ambientalisti e medici hanno identificato numerosi rischi e conseguenze indesiderate per la salute umana, così come per le risorse del pianeta, rischi associati all’attività globale nota come geoingegneria. Il più pericoloso di questi, egli sostiene, è l’aumento degli incidenti di quelli che vengono poi segnalati come casi fortuiti di fulmine. L'interazione tra il microparticolato delle scie chimiche genera dei campi elettrici che possono essere scaricati naturalmente o con telefoni cellulari e dispositivi simili che operano su frequenze ultrabasse.

El Husseini afferma che questo fenomeno, insieme con la disidratazione degli ecosistemi derivante dalle scie chimiche, spiega pure l’incremento degli incendi boschivi, come si è visto in Australia settentrionale nel 2008 e l'anno scorso in California ed in Grecia. Si comprende anche perché alcuni agricoltori sono stati colpiti da un fulmine, mentre erano all’aperto negli ultimi due anni. Circa questa anomalia, el-Husseini ha raccolto articoli di giornale e testimonianze. Tra le altre pubblicazioni, il supplemento educativo "Al Ahram" ha riferito della morte di tre agricoltori a Beheira il 14 aprile 2007, in un periodo improbabile per un fulmine ed il 18 maggio 2009 "Al-Masry Al-Youm" ha riportato il decesso di un agricoltore, a Sohag a causa di un "fuoco dal cielo", spiegato da un meteorologo nell'articolo come "meteorite".

Per el-Hussein, la spiegazione è molto più semplice: i contadini accendono i loro cellulari nel momento in cui i campi elettrici creati in atmosfera dalle irrorazioni erano scesi pericolosamente vicino al suolo, prima di disperdersi sufficientemente.

"L’aspetto più pericoloso è il lampo che può derivare da un'atmosfera elettrostatica. La gente non dovrebbe rispondere alle chiamate con il cellulare in spazi aperti," avverte el-Hussein: "Gli avvisi nelle stazioni di rifornimento con cui si ricorda ai clienti di spegnere i telefoni cellulari dovrebbero essere seguiti".

Un'altra conseguenza delle scie chimiche è la creazione di nuove direzioni del vento. L'improvviso raffreddamento dell’aria può formare delle zone di bassa pressione. Queste zone di depressione generano direzioni del vento, mai rilevate prima in certe regioni.[…]

Ironia della sorte, anche se la geoingegneria è stata ufficialmente progettata per raffreddare l'atmosfera, può anche provocare ondate di calore estremo. Una volta raggiunta la troposfera, il particolato di alluminio Welsbach agisce come uno specchio a doppia superficie. Le particelle riflettono il calore che proviene dal sole nello spazio, ma riverberano di nuovo al suolo anche la radiazione termica proveniente dal terreno, dalle automobili, dai condizionatori d'aria, dalle fabbriche, dalle centrali elettriche, dall’asfalto. Le ondate di calore che hanno ucciso migliaia di persone in Francia nel 2003 ed in Grecia nel 2008 hanno cominciato a verificarsi con maggiore frequenza, in concomitanza con le operazioni di aerosol. Le chemtrails hanno anche portato a notevoli perdite della biodiversità.

Uragani, tempeste tropicali, inondazioni saranno tutti più forti e più frequenti con la presenza delle scie chimiche. […] Le chemtrails sono un fattore innegabile delle recenti alluvioni in Gran Bretagna ed Europa continentale, secondo el-Husseini, così come le alluvioni che hanno colpito località dell’Egitto come Arish, Aswan e Sharm el-Sheikh.

Inoltre i problemi di salute derivanti dall'inalazione di ossido di alluminio sono un vaso di Pandora in attesa di essere scoperchiato. Le scie chimiche sono all’origine di malattie come la polmonite, l’asma, l’infiammazione dei tessuti; causano pure diverse reazioni allergiche, frequenti mal di testa e depressione. Le particelle che ricadono al suolo includono batteri che vivono nella stratosfera. Questi batteri determinano calcificazioni della cistifellea e calcoli renali, arteriosclerosi e la calcificazione delle valvole cardiache.

"Quello che mi preoccupa è la mancanza di consapevolezza di ciò che succede intorno a noi", asserisce el Husseini, che è attivo nel sensibilizzare le persone sul problema delle scie chimiche. "Sento il dovere di presentare questi fatti alle autorità e di informare l'uomo della strada, senza suscitare né paura né collera", precisa lo scienziato egiziano.

Aziende e società, spesso in crisi per i danni cagionati dalle scie chimiche, hanno iniziato a riconoscere il valore della sua ricerca. El Husseini ha in programma di coinvolgere gli scienziati presso il centro di ricerca nazionale il 29 marzo 2010, dove illustrerà gli effetti negativi delle chemtrails. (L'incontro naturalmente si è già tenuto, n.d.r.) Egli spera di incoraggiare il pubblico affinché presenti una petizione alle autorità competenti ad applicare misure minime di precauzione, quali sistemi di protezione contro i fulmini per le case.

Per coloro che sono interessati a sapere di più sull'argomento, il professore Monir el Husseini, può essere contattato al seguente numero di telefono: (202) 2.792-9.292.

Fonte: almasryalyoum.com


Ringraziamo Nienteecomesembra per la preziosa segnalazione.