Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
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Saturday, February 6, 2016
Tuesday, September 24, 2013
Il prossimo link sarà iupòrn?
http://ningizhzidda.blogspot.it/2013/09/la-fornicazione-dei-nefilim.html
La fornicazione, dei Nefilim
I NEFILIM: SESSO E SEMIDEI
I riferimenti della Bibbia alla preistoria umana fanno una rapida carrellata attraverso le generazioni successive a Enoch - suo figlio Matusalemme che generò Lamech, che generò Noè ("Tregua") - guidandoci fino all'avvento principale: il Diluvio.
Si trattò davvero di una catastrofe epocale, come direbbero oggi i giornalisti: un evento di portata globale, uno spartiacque, in senso figurato e letterale, nelle relazioni fra uomoni e divinità.
Ma dietro alla narrazione del Diluvio, si cela un incontro divino completamente nuovo: un episodio, senza il quale, la narrazione stessa del Diluvio perderebbe la sua logica giustificazione.
La storia del Diluvio si apre nel capitolo 6 della Genesi con otto versi enigmatici, che si presuppone avessero la funzione di spiegare ai posteri come era potuto accadere che il Creatore si fosse rivoltato contro le sue stesse creature, giurando di cancellarle dalla faccia della Terra.
Il quinto versetto dovrebbe offrire al contempo una giustificazione e una spiegazione: <
Perciò (versetto 6) <
Ma questa spiegazione della Bibia, che punta il dito contro il genere umano, non fa altro che aumentare la perplessità in merito ai primi quattro versetti di quello stesso capitolo, il cui soggetto non era l'umanità, bensì le divinità, e il cui fulcro è il matrimonio misto fra "i figli di Dio" e "le figlie degli uomini".
E se riflettiamo su cosa ha a che fare tutto ciò con il Diluvio come punizione per l'umanità, la risposta è semplice: sesso ... non sesso fra umani, bensì sesso divino. Incontri divini fimnalizzati a rapporti sessuali.
I versetti d'onozio della narrazione del Diluvio nella Bibbia, sono stati una vera chicca per i predicatori: <
Questa è la traduzione che si trova comunemente nelle varie edizioni della Bibbia, ma non è quanto recita la Bibbia che parla di Nefilim (e non di - giganti) letteralmente "Coloro che erano discesi" - i "figli degli Elohim" discesi sulla Terra dai cieli (ma, badate che non si parla di "Figli di Dio").
E i quattro versi, decisamente incomprensibili, che, secondo gli studiosi sono retaggio di una qualche fonte precedente e più esaustiva, dibventano finalmente comprensibili se ci si rende conto che il soggetto non è il genere umano, bensì le divinità. Tradotto correttamente, ecco come la Bibbia descrive le circostanze che precedettero e che culminarono poi nel Diluvio:
Quando gli uomini
Cominciarono a moltiplicarsi sulla Terra
e naquero loro figlie,
i figli degli Elohim
videro le figlie dei terrestri
videro che erano compatibili.
E ne presero per mogli quante ne vollero.
C'erano sulla terra i Nefilim
a quei tempi - e anche dopo -
quando i figli degli Elohim
coabitavano con le figlie dell'Adamo
e queste partorivano loro dei figli.
Il termine biblico Nefilim, i figli degli Elohim che si trovavano allota sulla Terra, è l'equivalente del termine Anunnaki, citato dai sumeri ("Coloro che dal cielo scesero sulla Terra"); la stessa Bibbia (Numeri 13, 33) indica i Nefilim come "figli di Anak" (traduzione ebraica di Anunnaki).
Nel periodo che precedette il Diluvio i giovani Anunnaki maschi iniziarono ad avere rapporti sessuali con "giovani figlie degli uomini", ed essendo geneticamente compatibili, queste partorivano loro dei figli - figli in parte mortali e in parte divini: i semidei.
Che tali semidei fossero presenti sulla Terra in epoca postdiluviana è semplicemente documentato dai testi del Medio Oriente, in riferimento sia ai singoli individui (come Gilgamesh sumero), sia a lunghe dinastie (come quella di trenta semidei in Efitto che precedettero i faraoni).
Ma nel preambolo biblico al Diluvio si afferma che i "figli degli Elohim!" - figli del DIN.GIR - avevano iniziato a "prendere mogli" fra le femmine umane, ben prima del Diluvio. Le fonti sumere che si occupano dei tempi antidiluviani, delle origini dell'umanità e della civiltà, includono la storia di Adapa.
Abbiamo già affrontato il problema se essere "discendente di EA-En-ki" significava semplicemente che lui era un essere umano che discendeva dall'Adamo che EA aveva aiutato a creare o, più letteralmente (come ritengono numerosi studiosi) , che fosse il figlio nato da un rapporto fra EA e una femmina umana, il che avrebbe fatto di lui un semidio.
E se questo significava che Ea/Enki aveva tradito la propria sposa ufficiale, la dea Ninki, non bisogna scandalizzarsi: numerosi testi sumeri descrivono dettagliatamente le performance sessuali di Enki.
In un episodio lo troviamo alle prese con Inanna/Ishtar, nipote del fratellastro Enlil, e fra le sua altre scappatelle, ricordiamo la determinazione di avere un figlio maschio dalla sorellastra Ninmah; ma pioché gli era nata solo una figlia femmina, lui continuò ad avere relazioni sessuali con la successiva generazione di dee, e con quella successiva e con quelle successive ancora.
Enmeduranki, settimo patriarca e decimo sovrano di una Città degli Dèi fu forse uno dei tali semidei? I resti sumerici non sono espliciti a riguardo, ma sospettiamo che lo fosse (in questo caso suo padre sarebbe Utu/Shamash).
In caso contrario, perché mai una Città degli Dèi (in questo caso Sippar) sarebbe stata posta il suo comando, in una sequenza nalla quale tutti i sei precedenti sovrani erano capi Anunnaki? E come sarebbe potuto regnare a sippar per 21.600 anni se non avesse avuto il beneficio genetico della relativa "immortalità degli Anunnaki?
Pur se la Bibbia non rivela quando ebbe inizio questa promisquità fra umani e Anunnaki, ma solo che <
Stando al Libro dei Giubilei, infatti una delle faccende in merito alle quali Enoch aveva <
Stando a questa fonte, questo era un peccato molto grave commesso dagli "angeli del Signore", una "fornicazione" <
Il Libro di Enoch getta ancora più luce su quegli avvenimenti:
E accade quando i figli degli uomini
cominciarono a moltiplicarsi
e naquero loro figlie belle e piacenti.
Egli angeli, i Figli del Cielo,
le videro e ne furono attratti
e si dissero: <
fra le figlie degli uomini che ci partoriranno dei figli>>.
Stando a questa fonte non si trattò di iniziative sporadiche di un singolo di un qualche giovane Anunnaki che aveva ceduto al piacere dei sensi. E ben chiaro che alla pulsione sessuale si aggiungeva il desiderio di avere figli.
E che la scelta di prendere mogli umane fu una decisione presa deliberatamente da un gruppo di Anunnaki che agiva di comune accordo.
Così si riunirono tutto e fecero un giuramento per <
I duecento si divisero in sottogruppi di dieci; "i capi dei Dieci". Tutta questa impresa, dunque, era stata ben orchestrata da un gruppo di <
E ovvio che nei libri pseudo epigrafici il coinvolgimento sessuale delle creature divine con le femmine terrestri non risultasse altro che desiderio, fornicazione, contaminazione - un peccato degli "angeli caduti". La prospettiva prevalente, infatti, coincide con quella della Bibbia, ma non è corretta.
Da rimproverare, e perciò da dover punire, spazzare via dalla terra, sono i figli dell'Adamo, non i figli degli Elihim. Questi ultimi infatti, vengono ricordati con affetto: il versetto 4 li ricorda come <>
Dalle mie letture La bibbia degli dèi di Zacharia Sitchin
Pubblicato da wlady il poveretto
Saturday, March 9, 2013
Dei, legislatori ed impostori
http://zret.blogspot.it/2013/03/dei-legislatori-ed-impostori.html
Dei, legislatori ed impostori

Dei, legislatori ed impostori
La quintessenza del potere pare essere il sadismo.
Premessa
Nella recensione all’ultimo saggio del Professor Biglino, avevo accennato al fatto che la Torah è soprattutto un libro storico e come tale va interpretato. Avevo anche portato come campione di testi caratterizzati in senso prevalentemente denotativo i poemi omerici. Riconosco che l’esempio non è del tutto calzante: avrei dovuto citare i "Commentari di Cesare", libri che interpretare in modo esoterico è del tutto illegittimo. In verità, per quanto attiene all’Iliade e all’Odissea, un’esegesi simbolica è possibile, ma purché i capolavori omerici siano collocati nel loro originario contesto storico-geografico, il mondo nordico, ed a condizione che i valori reconditi siano enucleati là dove essi sostanziano l’ispirazione dell’autore (o degli autori). Ad esempio, è palese che Calipso è la dea che allude alla morte, anzi ad una dimensione di confine tra la vita e l’oltremondo. Calipso, il cui nome significa “Nasconditrice”, offre ad Odisseo l’immortalità, ossia la possibilità di trascendere i limiti spazio-temporali, rinunciando al nòstos ed all’esistenza terrena. Anche la gara dell’arco, con Odisseo (o Filottete?) che scocca un dardo che passa attraverso i fori di dodici scuri, ha una valenza emblematica, adombrando il percorso del Sole nei dodici segni dello Zodiaco nonché l’itinerario umano lungo i cicli temporali. In quanto opere letterarie, Iliade ed Odissea, manifestano una sostanza simbolica, purché per simbolo non si intenda una fantasia etimologica né un significato che ad ogni costo vogliamo attribuire al testo. D’altronde l’essenza della poesia è nel suono e nel ritmo, ancora prima che essi si addensino in significati. Affermare che Itaca vale “teca dell’io” è un modo brillante per applicare un’idea che mi pare estranea al testo, considerando pure che gli Achei avevano una concezione dell’io diversa dalla nostra. Naturalmente potrei sbagliarmi e forse l’ingegner Chiarini ha ragione, ma, fino a quando si useranno para-etimologie per interpretare le saghe antiche, mi atterrò ad una concezione antropologica e non esoterica.
Il libro “Non c’è creazione nella Bibbia” ha suscitato, com’era prevedibile, un vespaio. Quello che si contesta all’autore del saggio è soprattutto la sua sostanziale adesione alle ipotesi di Sitchin, quindi degli studiosi di archeologia spaziale, secondo i quali in un lontano passato esseri di altri pianeti sarebbero approdati sulla Terra ed avrebbero contribuito a fondare antiche civiltà. E’ un’ipotesi e tale resta per chi scrive. Ulteriori acquisizioni nell’ambito della Paleontologia, della Glottologia, della Biologia, dall’Archeologia etc. la verificheranno o falsificheranno del tutto o in parte. [1]
La controversia si appunta per lo più su problemi linguistici, sulla vexata quaestio “Elohim”: sono dispute molto sottili e spesso ostiche su cui non intendiamo indugiare, rimandando a studi settoriali. Accenniamo solo alla traduzione proposta dagli esperti del forum “Consulenza ebraica”: essi sostengono che “Elohim” vale “Legislatori”. In particolare costoro controbattono, affermando che gli extraterrestri non c’entrano alcunché con la Bibbia, in quanto gli Habiru furono discendenti degli Atlantidei. Il Legislatore dell’universo è YHWH, il Pentateuco è una summa di eccelse verità che vanno colte sia in senso letterale sia metaforico, l’ingegneria genetica ed altre conoscenze scientifiche sono contenute nella Torah: queste, per sommi capi, le idee propugnate dagli specialisti di cui sopra. [2]
Ora, prescindendo dai termini di una diatriba spinosa, riteniamo che il merito maggiore del Professor Biglino e di ricercatori in sintonia con lui, sia l’aver contribuito a superare la visione edulcorata tipica della Paleoastronautica in voga nei decenni passati. Kolosimo et al. dipingevano progrediti e benevoli popoli delle stelle che elargirono gratis et amore Dei ad orde di trogloditi il dono prezioso della cultura. Tale concezione si sposa con la rosea pittura del mondo medio-orientale dove un’etnia attinse mirabili vette culturali e spirituali sì da elaborare un credo sublime. Ci pare che la storia fornisca qualche esempio in grado di dimostrare che il passato non fu tutto rose e fiori, non in ogni luogo, non sempre. Se veramente la religione degli Habiru promana da saggissimi legislatori ed intemerati profeti (abbiamo buone ragioni per dubitarne), non si comprende per quale motivo i frutti di cotanti Maestri furono e sono tanto amari. Tale fiduciosa interpretazione collide con quella di chi vede nelle chiese di ieri e di oggi per lo più degli apparati di potere, pur nella consapevolezza che alcune scuole esoteriche svilupparono concetti purissimi inerenti alla trascendenza, impegnandosi a trasmetterli ad una catena di iniziati. Si ha l’impressione, però, che già pristine confraternite poco custodissero degli ancestrali segreti. Le religioni comunque sono soffi spirituali cristallizzati o, peggio, nelle loro varianti exoteriche, dei sistemi per controllare le coscienze. [3]
Ben venga dunque chi concorre a demolire ingenui miti, oggi concretatisi nello stereotipo dei “fratelli dello spazio” intenti a prodigarsi per avvertire gli uomini che se continueranno ad inquinare il pianeta (sic), saranno dolori. D’altronde il canestro della frutta può nascondere una serpe: i Sumeri, diffondendo la coltivazione dei cereali, portarono più danni che benefici. Inoltre, se i loro antenati (supposizione in gran parte ancora da dimostrare) crearono la specie homo sapiens, siamo inclini a vedere in questo intervento una decisione dissennata, un’interferenza, poiché in contrasto con i processi naturali ed in quanto volte a creare una popolazione di servitori.
Nessuno ha mai osservato che gli Anunna plasmarono il lulu amelu (se il mito sumero codifica questa vicenda, ossia la creazione del Sapiens attraverso l’ibridazione genetica) non tanto per la necessità di usufruire di manodopera nelle miniere, ma per essere ossequiati, per una volontà di supremazia fine a sé stessa. Il potere non corrompe: è già corruzione. D’altronde le infami élites attuali (discendono da primitive dinastie di dominatori?) vessano i popoli non perché intendano spillare loro altro denaro che possiedono già in gran copia, ma talora per mera crudeltà, per ridurli alla fame e godere di tale spettacolo. Per quali ragioni alcune classi dirigenti dell’antichità (re, governatori, sacerdoti...) dovrebbero essere state tanto diverse, pur con luminose eccezioni? Si pensi agli Assiri ed al loro impero fondato sul terrore. [4]
Dunque, a nostro parere, è il declassamento di presunti “stranieri” il merito maggiore di Biglino. Tale declassamento è in atto pure nella pregevole serie “Ancient aliens”, documentario prodotto negli Stati Uniti dal canale “History channel”. Mentre le prime stagioni del prodotto privilegiavano l’immagine degli antichi astronauti latori di conoscenze e progresso, le ultime insinuano sempre più spesso che essi furono talora all’origine di conflitti, pestilenze e persino calamità “naturali”.
E’ una bella differenza. Tra un becero ottimismo ed un atteggiamento guardingo, saremmo proclivi ad alimentare il secondo.
[1] Basti qui un cenno glottologico che avvalora l’assunto di una genesi concreta della lingua: il sumero originariamente esprimeva solo referenti concreti. Per produrre termini astratti si aggiungeva l’affisso nam-. Ad esempio, lugal (re) --> nam-lugal: "regalità", dingir (dio) --> nam-dingir: "divinità".
[2] Invero, gli indizi atti a suffragare tale modello esegetico non sono pochi. Inoltre, con il passare del tempo, se ne raccolgono sempre di nuovi.
[3] Il vituperato Sitchin potrebbe essere stato nel giusto quando concepì, interpretando le tavolette fittili ed i poemi sumeri, un sistema solare dinamico, come d’altronde Velikovskij: si susseguono notizie di strane anomalie che stanno investendo il Sole ed i pianeti. Nibiru o no, qualcosa di aberrante pare agire ai confini del sistema solare. L’intensificazione dell’attività tettonica è probabilmente anche la conseguenza di influssi cosmici su cui i media di regime tacciono.
[4] Il classico di Nietzsche “La genealogia della morale” ci squaderna, pur nel taglio polemico ed infocato dell’autore, l’ipocrisia e l’opportunismo delle caste sacerdotali, ma siamo noi che non sappiamo apprezzare il sommo valore di sacrifici umani ed animali, di guerre, di stragi, di vendette, di ladrocinii e consimili delicatezze… Sono delicatezze che naturalmente si spiegano, chiamando in causa il contesto storico, la proiezione delle imperfezioni umane sul divino ed adducendo altri persuasivi argomenti. La Bibbia lascerebbe affiorare due orientamenti, uno nobile ed un altro meno. Sono riconducibili a due differenti entità poi fuse in una sola, come ritiene Friedman?
La quintessenza del potere pare essere il sadismo.
Premessa
Nella recensione all’ultimo saggio del Professor Biglino, avevo accennato al fatto che la Torah è soprattutto un libro storico e come tale va interpretato. Avevo anche portato come campione di testi caratterizzati in senso prevalentemente denotativo i poemi omerici. Riconosco che l’esempio non è del tutto calzante: avrei dovuto citare i "Commentari di Cesare", libri che interpretare in modo esoterico è del tutto illegittimo. In verità, per quanto attiene all’Iliade e all’Odissea, un’esegesi simbolica è possibile, ma purché i capolavori omerici siano collocati nel loro originario contesto storico-geografico, il mondo nordico, ed a condizione che i valori reconditi siano enucleati là dove essi sostanziano l’ispirazione dell’autore (o degli autori). Ad esempio, è palese che Calipso è la dea che allude alla morte, anzi ad una dimensione di confine tra la vita e l’oltremondo. Calipso, il cui nome significa “Nasconditrice”, offre ad Odisseo l’immortalità, ossia la possibilità di trascendere i limiti spazio-temporali, rinunciando al nòstos ed all’esistenza terrena. Anche la gara dell’arco, con Odisseo (o Filottete?) che scocca un dardo che passa attraverso i fori di dodici scuri, ha una valenza emblematica, adombrando il percorso del Sole nei dodici segni dello Zodiaco nonché l’itinerario umano lungo i cicli temporali. In quanto opere letterarie, Iliade ed Odissea, manifestano una sostanza simbolica, purché per simbolo non si intenda una fantasia etimologica né un significato che ad ogni costo vogliamo attribuire al testo. D’altronde l’essenza della poesia è nel suono e nel ritmo, ancora prima che essi si addensino in significati. Affermare che Itaca vale “teca dell’io” è un modo brillante per applicare un’idea che mi pare estranea al testo, considerando pure che gli Achei avevano una concezione dell’io diversa dalla nostra. Naturalmente potrei sbagliarmi e forse l’ingegner Chiarini ha ragione, ma, fino a quando si useranno para-etimologie per interpretare le saghe antiche, mi atterrò ad una concezione antropologica e non esoterica.
Il libro “Non c’è creazione nella Bibbia” ha suscitato, com’era prevedibile, un vespaio. Quello che si contesta all’autore del saggio è soprattutto la sua sostanziale adesione alle ipotesi di Sitchin, quindi degli studiosi di archeologia spaziale, secondo i quali in un lontano passato esseri di altri pianeti sarebbero approdati sulla Terra ed avrebbero contribuito a fondare antiche civiltà. E’ un’ipotesi e tale resta per chi scrive. Ulteriori acquisizioni nell’ambito della Paleontologia, della Glottologia, della Biologia, dall’Archeologia etc. la verificheranno o falsificheranno del tutto o in parte. [1]
La controversia si appunta per lo più su problemi linguistici, sulla vexata quaestio “Elohim”: sono dispute molto sottili e spesso ostiche su cui non intendiamo indugiare, rimandando a studi settoriali. Accenniamo solo alla traduzione proposta dagli esperti del forum “Consulenza ebraica”: essi sostengono che “Elohim” vale “Legislatori”. In particolare costoro controbattono, affermando che gli extraterrestri non c’entrano alcunché con la Bibbia, in quanto gli Habiru furono discendenti degli Atlantidei. Il Legislatore dell’universo è YHWH, il Pentateuco è una summa di eccelse verità che vanno colte sia in senso letterale sia metaforico, l’ingegneria genetica ed altre conoscenze scientifiche sono contenute nella Torah: queste, per sommi capi, le idee propugnate dagli specialisti di cui sopra. [2]
Ora, prescindendo dai termini di una diatriba spinosa, riteniamo che il merito maggiore del Professor Biglino e di ricercatori in sintonia con lui, sia l’aver contribuito a superare la visione edulcorata tipica della Paleoastronautica in voga nei decenni passati. Kolosimo et al. dipingevano progrediti e benevoli popoli delle stelle che elargirono gratis et amore Dei ad orde di trogloditi il dono prezioso della cultura. Tale concezione si sposa con la rosea pittura del mondo medio-orientale dove un’etnia attinse mirabili vette culturali e spirituali sì da elaborare un credo sublime. Ci pare che la storia fornisca qualche esempio in grado di dimostrare che il passato non fu tutto rose e fiori, non in ogni luogo, non sempre. Se veramente la religione degli Habiru promana da saggissimi legislatori ed intemerati profeti (abbiamo buone ragioni per dubitarne), non si comprende per quale motivo i frutti di cotanti Maestri furono e sono tanto amari. Tale fiduciosa interpretazione collide con quella di chi vede nelle chiese di ieri e di oggi per lo più degli apparati di potere, pur nella consapevolezza che alcune scuole esoteriche svilupparono concetti purissimi inerenti alla trascendenza, impegnandosi a trasmetterli ad una catena di iniziati. Si ha l’impressione, però, che già pristine confraternite poco custodissero degli ancestrali segreti. Le religioni comunque sono soffi spirituali cristallizzati o, peggio, nelle loro varianti exoteriche, dei sistemi per controllare le coscienze. [3]
Ben venga dunque chi concorre a demolire ingenui miti, oggi concretatisi nello stereotipo dei “fratelli dello spazio” intenti a prodigarsi per avvertire gli uomini che se continueranno ad inquinare il pianeta (sic), saranno dolori. D’altronde il canestro della frutta può nascondere una serpe: i Sumeri, diffondendo la coltivazione dei cereali, portarono più danni che benefici. Inoltre, se i loro antenati (supposizione in gran parte ancora da dimostrare) crearono la specie homo sapiens, siamo inclini a vedere in questo intervento una decisione dissennata, un’interferenza, poiché in contrasto con i processi naturali ed in quanto volte a creare una popolazione di servitori.
Nessuno ha mai osservato che gli Anunna plasmarono il lulu amelu (se il mito sumero codifica questa vicenda, ossia la creazione del Sapiens attraverso l’ibridazione genetica) non tanto per la necessità di usufruire di manodopera nelle miniere, ma per essere ossequiati, per una volontà di supremazia fine a sé stessa. Il potere non corrompe: è già corruzione. D’altronde le infami élites attuali (discendono da primitive dinastie di dominatori?) vessano i popoli non perché intendano spillare loro altro denaro che possiedono già in gran copia, ma talora per mera crudeltà, per ridurli alla fame e godere di tale spettacolo. Per quali ragioni alcune classi dirigenti dell’antichità (re, governatori, sacerdoti...) dovrebbero essere state tanto diverse, pur con luminose eccezioni? Si pensi agli Assiri ed al loro impero fondato sul terrore. [4]
Dunque, a nostro parere, è il declassamento di presunti “stranieri” il merito maggiore di Biglino. Tale declassamento è in atto pure nella pregevole serie “Ancient aliens”, documentario prodotto negli Stati Uniti dal canale “History channel”. Mentre le prime stagioni del prodotto privilegiavano l’immagine degli antichi astronauti latori di conoscenze e progresso, le ultime insinuano sempre più spesso che essi furono talora all’origine di conflitti, pestilenze e persino calamità “naturali”.
E’ una bella differenza. Tra un becero ottimismo ed un atteggiamento guardingo, saremmo proclivi ad alimentare il secondo.
[1] Basti qui un cenno glottologico che avvalora l’assunto di una genesi concreta della lingua: il sumero originariamente esprimeva solo referenti concreti. Per produrre termini astratti si aggiungeva l’affisso nam-. Ad esempio, lugal (re) --> nam-lugal: "regalità", dingir (dio) --> nam-dingir: "divinità".
[2] Invero, gli indizi atti a suffragare tale modello esegetico non sono pochi. Inoltre, con il passare del tempo, se ne raccolgono sempre di nuovi.
[3] Il vituperato Sitchin potrebbe essere stato nel giusto quando concepì, interpretando le tavolette fittili ed i poemi sumeri, un sistema solare dinamico, come d’altronde Velikovskij: si susseguono notizie di strane anomalie che stanno investendo il Sole ed i pianeti. Nibiru o no, qualcosa di aberrante pare agire ai confini del sistema solare. L’intensificazione dell’attività tettonica è probabilmente anche la conseguenza di influssi cosmici su cui i media di regime tacciono.
[4] Il classico di Nietzsche “La genealogia della morale” ci squaderna, pur nel taglio polemico ed infocato dell’autore, l’ipocrisia e l’opportunismo delle caste sacerdotali, ma siamo noi che non sappiamo apprezzare il sommo valore di sacrifici umani ed animali, di guerre, di stragi, di vendette, di ladrocinii e consimili delicatezze… Sono delicatezze che naturalmente si spiegano, chiamando in causa il contesto storico, la proiezione delle imperfezioni umane sul divino ed adducendo altri persuasivi argomenti. La Bibbia lascerebbe affiorare due orientamenti, uno nobile ed un altro meno. Sono riconducibili a due differenti entità poi fuse in una sola, come ritiene Friedman?
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Sunday, January 20, 2013
Non c’è creazione nella Bibbia: la Genesi ci racconta un’altra storia e tu innumerevoli vaccate in un italiano a esser buoni pessimo
http://zret.blogspot.com/2013/01/non-ce-creazione-nella-bibbia-la-genesi.html
Non c’è creazione nella Bibbia: la Genesi ci racconta un’altra storia
L’ultima fatica [facile parlare di chi lavora, eh Zret?] di Mauro Biglino, “Non c’è creazione nella Bibbia: la Genesi ci racconta un’altra storia”, implica una radicale rivisitazione di consolidati criteri interpretativi. L’autore, nella restituzione della Bibbia al contesto storico e sociale in cui nacque e si formò, disconosce che la Torah includa un livello simbolico. [1] Ha ragione? Crediamo proprio di sì. I significati esoterici e cabalistici scaturiscono da successivi interventi: sono ingegnosi e persino mirabili, ma estranei al testo. Sono simili alle decorazioni barocche con cui si nasconde la sobria architettura di una chiesa romanica: potranno pure essere pregevoli, ma non appartengono al manufatto originario.Ammiriamo coloro che si industriano nell’invenzione di sensi reconditi, di inediti accostamenti, di fantasiose etimologie: essi, però, sono degli artisti, non degli storici. E’ credibile che un rozzo popolo di pastori creò un’opera plurivoca e non piuttosto un resoconto volto a mettere in risalto la propria identità etnico-culturale? Sarebbe come pensare che l’Iliade e l’Odissea codifichino chissà quali valori ermetici, invece di essere l’espressione letteraria di una società aristocratica tra il II millennio a.C. e Medioevo ellenico. Ciò non toglie che nell’épos greco non enuclereemo alcune immagini simboliche, ma sono circoscritte a pochi versi e talora sono idee posteriori. Quando si menziona l’ethos omerico, si sottolinea proprio la sostanziale oggettività con cui il rapsodo ripercorre le vicende e delinea personaggi e luoghi.
Sappiamo che il letteralismo non piace. Non piace soprattutto poiché rompe la magia, dissolve un alone incantevole: la verità nuda e disadorna è poco attraente. Bisogna, però, essere onesti e discernere le situazioni in cui un’interpretazione emblematica è non solo legittima, ma persino doverosa (si pensi all’Apocallise [correttori automatici fuori uso?] di Cerinto o alle Metamorfosi di Apuleio), e quei casi dove è, invece, arbitraria. Il letteralismo suscita tante scomposte reazioni, ma pochissimi tentativi di confutazione. Ecco allora la levata di scudi contro chi vede nell’arca dell’Alleanza un oggetto tecnologico. Ecco allora una pioggia di dardi infuocati contro i traduttori che scorgono nel termine Elohim un plurale. Ecco allora una scarica di tronitruanti cornigere allotrie ed esecrande puttanate.
Ci sia permessa qui una breve digressione linguistica [oddìo...]: Elohim è un plurale, ma non un pluralis maiestatis che fu introdotto dalla Chiesa nicena nel IV secolo d.C. Ci si rassegni, evitando di alambiccarsi per tentare di dimostrare ciò che dimostrabile non è. Agli esperti l’onere di giustificare il numero plurale all’interno del Pentateuco prodotto da una gente che, a torto, è ritenuta da molti monoteista ab origine. Noi possiamo solo constatare il dato morfologico. [2]
E’ naturale: i simboli esistono, ma in precisi campi. [3] Gran parte dei libri biblici più antichi ne è priva. Questa è la premessa, a nostro [nostro DI CHI?] modesto parere corretta, da cui è scaturita la ricerca rigorosa ed onesta di Mauro Biglino. E’ pacifico che tale approccio non esaurisce le indagini né scioglie tutti gli enigmi: ad esempio, la cultura ebraica conserva, anche se in modo confuso e grossolano, antiche conoscenze sumeriche ed egizie già criptate nell’alfabeto. Come motivarle nel quadro di un discorso circa le origini dell’umanità? Veramente meritorio è stato Luca Bitondi che, in un articolo pubblicato su "X Times" di dicembre, ha rispolverato
Insomma, Peter Kolosimo ha trovato un continuatore che, a differenza dell’archegeta, offre un cospicuo equipaggiamento di dati linguistici e filologici tali da avvalorare congetture ieri come oggi disdegnate, perché ritenute fantasie fanciullesche. [PK, pur essendo stato un discreto fuffaro, era un 10 volte premio Nobel, in confronto a te, STRACCIONE] E’, infatti, sempre più veemente la polemica di chi rifiuta di prendere in considerazione l’ipotesi extraterrestre in ordine al passato dell’umanità, arrocandosi nell’interpretazione parafisica, come se le due teorie fossero incompatibili. [5]
Si accennava al substrato glottologico su cui Biglino può fondare certe affermazioni: ha ragione Alessandro Demontis, di cui è riportato lo stralcio di uno studio, quando scrive: “A mano a mano che si va avanti nel tempo, nelle derivazioni di una lingua all’altra, i significati perdono di specificità materiale ed acquistano generalizzazione ed estensione”. Anche in questo modo, rammentando che i significati concreti precedono quelli traslati, si ridimensionano pristine civiltà. E’ un ridimensionamento che consuona con una visione disincantata a proposito di “dei” per nulla divini, fossero visitatori interstellari, discendenti degli Atlantidei o chissà chi… In particolare gli Israeliti sono declassati ad uno dei tanti popoli medio-orientali - non certo tra i più raffinati - la cui lingua fu un dialetto assurto ad idioma importante, per una serie di circostanze fortuite.
E’ assodato che, una volta compiute investigazioni in àmbito storico, archeologico, paleontologico etc., resta la dimensione metafisica dove il Professor Biglino non vuole addentrarsi. Si leggano dunque gli autori che si avventurano in territori liminali, se si intende definire un disegno più ampio.
Con queste note metodologiche, affidiamo a lettori dalla mentalità aperta il saggio del Nostro. Siamo consci che tutto si ha da guadagnare da un incremento della conoscenza, pure qualora sia una conoscenza che dapprincipio sovverte convincimenti inveterati. Con la nuova resa della parte iniziale del Genesi l’autore demolisce uno dei pregiudizi più radicati: è emozionante scoprire che cosa si cela dietro il racconto della “creazione ex nihilo”…
Ammettiamo che il titolo del volume è un po’ brusco, ma il libro di Biglino merita una fruizione spassionata, emancipata dalle illusioni pseudo-esoteriche e soprattutto da ogni cieco fideismo.
[1] Il simbolo (Σύμβολον) per gli Elleni era una "tessera di riconoscimento" o "tessera ospitale": l'usanza voleva che due individui, due famiglie o anche due città spezzasero una tessera, di solito fittile, per conservare una delle due parti a conclusione di un accordo o di un'alleanza. Nel linguaggio comune e nella retorica, il simbolo è un’icona cui si associa un particolare significato. Di solito è bivalente, talvolta polisemico. [brematuratamente come fosse antani]
[2] Sulla vexata quaestio del singolare o plurale, si veda qui.
[3] Semplificando, si potrebbe distinguere tra simboli elementari (i segni, volgarmente "parole") ed i simboli complessi: se l'origine dei primi è difficile da conoscere, il discorso vale ancora di più per i simboli complessi, ossia le immagini stratificate, plurivoche, dense, gli archetipi sedimentati nel superconscio e che si palesano nell'arte, nelle esperienze oniriche, nei disegni dei bambini…
[4] Cfr L. Bitondi, “Adamo, il primo ibrido”, 2012. La corrispondenza numerica tra le lettere e gli amminoacidisi si realizza, aggiungendo alla ventunesima macromolecola l’immagine del D.N.A. adombrata dall’alef. Lo studio di Bitondi indugia pure sui Rossi per cui si veda il datato ma non irrilevante [NO. E' rilevante quanto una mia verruca al mignolo del piede sinistro]“Alla ricerca del sigillo reale”.
[5] Vedi Zeit und Geist, 2012
Antonio Marcianò (Tutti i diritti riservati di sparare puttanate in un italiano scandaloso)
Pubblicato da Zret rimbambito come e più di corrado
Tuesday, April 10, 2012
...e anche il buon wlady va di supercazzola ("tradotta" da lui è gùgol translèit ovviamente)
Notare la data in fondo, LOL
tdm
"un'incredibile storia"
"un'incredibile storia"
Mentre gli eventi mondiali continuano ad evolversi, mentre si nota sempre il comportamento della bruttezza del predominio del bullismo I governanti delle nazioni più forti stanno imponendo la loro volontà sulle nazioni più deboli diventando sempre più esigenti e irragionevoli. Gli stati nazione utilizzano un enorme potere oppressivo molto simile come un padrone sottomette i suoi schiavi.
La storia si ripete - di nuovo. C'era una volta una super razza di alieni conosciuti come Anunnaki dagli antichi popoli della Terra . Per molte ragioni, gli Anunnaki sono al potere oggi. Questa razza di esseri vive di conquista e asservimento di coloro che sono sotto di loro.
Questa è la mia considerazione della storia di Nibiru e gli Anunnaki:
Negli ultimi anni, ci sono stati molti scritti speculativi su Pianeta X, che è anche conosciuto come pianeta Nibiru. La maggior parte di questi scritti si basano un po' sul libro di Zacharia Sitchin, "Il Dodicesimo Pianeta". Sitchin, come Velikovsky e Darwin, hanno usato le teorie a sostegno delle loro affermazioni. Una domanda sorge spontanea: Nibiru è reale? La risposta è un sonoro "Sì".
Ci sono coloro che credono che gli Anunnaki di Nibiru stanno tornando sulla Terra molto presto. Essi ritengono che il Pianeta X sta per passare vicino alla Terra, sulla sua orbita di 3600 anni intorno al nostro sole. Tali credenti hanno il terrore delle conseguenze che il passaggio di Nibiru potrebbe portare. Temono che questo causerà terremoti, maremoti, inondazioni gravi, la carenza di cibo a causa delle condizioni climatiche, le malattie, tempeste di fuoco di meteoriti, eruzioni vulcaniche e cose simili. Hanno paura che si tradurrà in una grande aflizione catastrofica di perdita di vite sulla Terra.
Il pianeta Nibiru (Ne.Bi.Ru) è conosciuto con molti nomi, come ad esempio: Pianeta X, Il Dodicesimo Pianeta, Marduk, Paradiso, "Heaven" e il "Regno dei Cieli" e così via in tutte le varie culture. Anche se è stato chiamato Nibiru Il Dodicesimo Pianeta, tecnicamente non è un pianeta del nostro sistema solare. In realtà, è un pianeta di un altro sistema solare e la stella che era il sole del suo sistema solare si è spento. Nibiru non è mai stato visibile dalla Terra, ma la sua stella che era al centro del suo sistema solare, Nibiru (la stella) era visibile nel cielo dalla Terra. Il modello in orbita di Nibiru ha dato agli Anunnaki il vantaggio di avere un osservatorio mobile da cui potevano osservare e indagare su molti altri pianeti vicino alla sua orbita.
I primi uomini lo hanno chiamato Pianeta X Nibiru in sumerico, e in babilonese Marduk. E' stato detto che i Mesopotamici antichi credevano che Nibiru era il dodicesimo pianeta del nostro sistema solare e che era il "paradiso" da dove i loro dèi provenivano e risiedevano.
I Nibiriani, gli abitanti di Nibiru, sono spesso indicati come Anunnaki, Nephilim, Elohim (plurale di dio), e Mardukiani. Mi riferirò a loro come Anunnaki, questo è ciò che la popolazione sumera in generale riconosceva. La parola "Anunnaki" significa letteralmente "coloro che sono venuti dal cielo alla terra". Nell'Antico Testamento questi "celesti" i visitatori erano chiamati "Anakim".
Nibiru è popolato da una super razza rettiliana e governata da una élite aristocratica conosciuta in ebraico come i "Nefilim", che significa "coloro che sono scesi dal cielo sulla terra". Gli Anunnaki erano una delle tante razze aliene tecnologicamente avanzate del momento. In realtà, la loro civiltà era avanzata ben oltre e molti altri del loro tempo. Gli Anunnaki chiamavano la loro stella "ZAOS" (sole).
Gli Anunnaki sono una razza bellicosa e conquistatrice. Sono feroci, malevoli, lussuriosi, incestuosi, sanguinari, ingannevoli, gelosi e prepotenti. Essi sono anche carnivori e sono spesso cannibali. Pretendono inoltre sacrifici umani dalle vergini da quelli che conquistano e anche dalla loro stessa specie in schiavitù.
Se si immagina le peggiori caratteristiche si può concepire la presenza di Satana, che rende bene l'idea degli Anunnaki. Sono specializzati nel controllo della mente. Inoltre hanno quasi perfezionato il controllo economico con lo sviluppo della moneta e il sistema dell'usura. Essi hanno condotto numerosi esperimenti di ingegneria genetica e sono geneticamente tra le altre cose, una super razza rettiliana che gli Anunnaki hanno chiamato "Ducaz".
I Ducaz vengono utilizzati per conquistare e controllare la popolazione Nibiruana e quelli di altre razze conquistate. Così, i Ducaz sono Rettiliani. Ci sono diversi tipi di Rettiliani tra loro. I loro padroni, l'élite Anunnaki, fanno parte dei Ducaz. Come ogni cosa associata al Anunnaki, vi è una rigida struttura di classe, iniqua e irreggimentata tra i Ducaz.
I Rettiliani, o Ducaz sono stati inviati dai loro "maestri", i Nefilim o Elohim a combattere in guerre con altre razze aliene e di servire loro come spie, guardie del corpo e forze di polizia. Ci sono molte fazioni tra gli Anunnaki. Uno dei più acerrimi nemici dei Ducaz si definiscono i "Pers-tori", un gruppo di alieni per cui ho coniato la parola "Vulturites" molti anni fa. Essi sono chiamati Vulturites non perché appaiono come avvoltoi, come alcuni hanno sostenuto. In realtà, essi non gli assomigliano affatto! Ci sono ragioni molto appropriate del motivo per cui li ho chiamati i Vulturites, ma per ora non entrerò in questa discussione.
Ironia della sorte, i Pers-tori sono solo una fazione diversa della gerarchia Anunnaki. Tuttavia, il Ducaz (Rettiliani) e la Pers-tori (Vulturites) sono sempre stati acerrimi nemici anche attualmente. I discendenti di questi due gruppi sono ora qui sulla Terra in lizza per la supremazia del mondo. Molti di questi sono attualmente in posizioni politiche, finanziarie, scientifiche, religiose, giuridiche, mediche (soprattutto nelle banche del sangue), l'intrattenimento, militare, agricolo o commerciale, e anche nell'industria del sesso. Ma, la maggior parte di questi alieni non sono consapevoli delle loro origini aliene.
Gli Anunnaki sono fatti di carne e ossa, esseri biologici con abbondante orgoglio, arroganza, che li spinge irrefrenabilmente per i partner sessuali adulti e anche bambini (che siano disposti o costretti a partecipare), e hanno un grande appetito per la conquista e il controllo. Questa razza guerriera ha una sete insaziabile per il controllo di altri esseri e di dominio sulle altre razze e le classi meno privilegiate degli Anunnaki. Gli Anunnaki hanno sviluppato e imposto complessi sistemi oppressivi nelle caste di questo genere. Sono misogini. Ecco perché hanno eliminato il culto della Madre divina dei primi Popoli sulla Terra quando sono arrivati sulla terra e conquistati. C'era tanta resistenza per l'eliminazione del culto della Madre Divina che gli Anunnaki hanno istituito e cambiato la "madre divina" la 'madre terra', in 'madre natura' e, successivamente, ulteriormente danneggiato l'immagine della Madre Divina falsamente attribuendo lei la lussuria, le qualità vendicative e gelosie. L'interpretazione di Kali è uno di quei falsi attributi.
A causa di una grande collisione, la Terra e i pianeti e lune del nostro sistema solare sono state gravemente colpite. Nibiru troppo grande ha subito danni a causa di questa collisione celeste. Questo ha causato la venuta degli Anunnaki sulla Terra in cerca di una casa permanente. Non è venuto a cercare fisicamente l'oro, come Sitchin ipotizza. Stranamente, l'oro non è un minerale prevalente della Terra, e gli Anunnaki non si aspettavano di trovarlo. Né sono venuti sulla Terra per le miniere d'oro per creare uno scudo per proteggere le loro condizioni atmosferiche in difficoltà su Nibiru (Anche se lo avessero fatto, non sarebbero riusciti a salvare il loro pianeta, perché il loro pianeta è stato distrutto). Ciò che appare nello spazio è in realtà l'ombra di Nibiru, a molti anni luce di distanza. Tuttavia, gli Anunnaki sono stati lieti di trovare l'oro sulla terra, perché lo hanno usato per ornamento. Essi hanno inoltre importato molti schiavi per estrarre l'oro, e hanno usato e costretto molte delle classi inferiori Anunnaki ad estrarlo.
Dal momento che la loro casa, Nibiru è stato distrutta, l'élite Anunnaki e la loro squadra di assistenti la maggioranza di loro sono stati costretti a orbitare intorno alla Terra, con le loro navicelle spaziali, grandi (come una città). Da allora, le altre razze degli Anunnaki erano già presenti in mondi diversi che avevano conquistato, tra cui Terra, Marte, e il resto del nostro sistema solare. Hanno inoltre intervallati tra Orione e il sistema delle Pleiadi. Così possiamo notare che gli Anunnaki sono straordinariamente potenti e che erano temuti da molti. L'élite Anunnaki e coloro che avevano il permesso di viaggiare si spostavano dalla navicella madre in orbita con piccoli shuttlecrafts per visitare la Terra al di sotto. Hanno anche inviato verso la Terra dei cargo con artigianato di classe per scopi commerciali e militari. Il commercio Inter-planetario di schiavi era prevalente e redditizio. Non c'è da stupirsi che i popoli antichi temevano i loro dèi che vivevano nel cielo sostenendoli.
La maggior parte dei terrestri ormai sono geneticamente e simbolicamente una parte del pianeta, una civiltà-chiusa degli Anunnaki. Vedrete perché dico questo quando la storia si sviluppa.
L'élite degli Anunnaki di Nibiru sono manipolatori genetici che sanno come creare forme di vita artificiali. Nella loro arroganza hanno cercato di giocare a fare Dio.. La loro tecnologia altamente avanzata e le loro dimensioni e la forza prepotente li ha resi quasi invincibili agli occhi delle prime genti. Così, l'élite Anunnaki erano visti e adorati come divinità da loro. L'élite Anunnaki sono stati talvolta denominati Nordici o Biondi. Sono alti, robusti, pieni di vigore, atletici e di solito di carnagione chiara. Il loro statue e simbolo di potere è il disco alato che rappresenta i loro ZAOS la stella casa. Questa Élite di Anunnaki furono successivamente riconosciuti come gli Elohim e i Nephilim. Questi Elohim del male, non deve essere confuso con il Divino Elohim della vera creazione.
L'élite degli Anunnaki (i Nephilim) hanno creato molte religioni in modo che potessero essere adorati come divinità, il che dà loro grande soddisfazione. Gli Anunnaki hanno sviluppato le religioni corrompendo ogni spiritualità, osservando nelle popolazioni indigene della Terra. Hanno utilizzato le religioni come un potente mezzo di controllo delle popolazioni indigene. Le diverse religioni sono state istituite con le dottrine in diretta opposizione l'una all'altra al fine di allevare la disarmonia, la sfiducia, confusione, guerra e arroganza.
Gli Anunnaki, quando sono venuti hanno impiantato sulla Terra ibridi provenienti da altri mondi. Non molto tempo dopo il loro arrivo, hanno cominciato a diffondersi in lungo e in largo come potevano e hanno preso il controllo di parti del pianeta con l'ingegneria genetica. Hanno costretto i popoli indigeni fuori dai propri territori e li hanno costretti alla sottomissione totale. Hanno usato gli indigeni per la sperimentazione controllata di allevamento biologico. Oggi, ci sono gli alieni che rapiscono terrestri per la clonazione e hanno anche mutilato gli animali. La maggior parte di questi rapimenti e aggressioni sono svolte dai Restanti Anunnaki (un termine che uso per indicare gli Anunnaki, coloro che sono stati bloccati sulla Terra).
Come accennato in precedenza l'élite Anunnaki hanno conquistato e schiavizzato i popoli primitivi che già risiedevano sulla Terra. Alcuni sostengono che Gesù era un ibrido proveniente da Nibiru, il che implica malignamente che era un Anunnaki. Questo è palesemente falso. Gesù è, infatti, un Avatar della Luce che si è "incarnato" qui per ricordare e per risvegliare i "dormienti" esseri divini e della loro vera origine divina.
In Genesi 6:2-4 è registrato dagli Anunnaki (che hanno scritto la maggior parte del Vecchio Testamento) che "i figli di Dio" (i maschi Anunnaki) "hanno visto le figlie degli uomini e sono parse ai loro occhi belle". Nello sviluppo di questa dottrina, gli Anunnaki stavano cercando di dimostrare che i "figli di Dio" sono stati attirati verso la Terra e corrotto dalle donne indigene della Terra. In realtà, le donne della Terra a quel tempo erano più pure dei maschi ed erano venerate dai maschi perché la spiritualità dei terrestri conservava ancora la vicinanza alla Madre Divina. Gli Anunnaki dovevano distorcere questo per far sembrare che le donne fossero un genere che non ci si poteva fidare e che dovevano essere oppresse dai maschi. I "figli di Dio" hanno abusato e orribilmente maltrattato le donne indigene della Terra portando l'esempio di un modello misogino per gli uomini indigeni della Terra da seguire. E' stato molto critico il piano degli Anunnaki per cambiare il genere della divinità, dalla madre al padre.
Lo sciovinismo degli Anunnaki ha causato alle donne la sottomissione agli uomini e trattate come i loro "poggiapiedi" questo è successo in molte culture tra cui gli arabi, asiatici, ebrei e società occidentali. In Isaia 66:1 si trova il detto "Così dice il Signore, il cielo è il mio trono, e la terra è il mio sgabello ...". In Efesini 5:22-24 Paolo, che era un incarnato Anunnaki, ha scritto:
Le mogli siano sottomesse ai mariti su, come nel nome del Signore. Il marito infatti è il capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa: e lui è il salvatore del corpo. Pertanto, come la Chiesa sta sottomessa in Cristo, così anche le mogli siano soggette ai loro mariti in ogni cosa.
Pertanto secondo l'insegnamento di Paolo, le mogli sono i poggiapiedi ei mariti sono i troni. In un colpo usurpatrice, Paolo, a nome degli Anunnaki, ha subordinato a tutte le donne cristiane ad uno status inferiore. Molte chiese equiparano l'insegnamento di Paolo agli insegnamenti di Cristo. Questa è una bestemmia!
A riprova che gli Anunnaki hanno scritto gran parte del Vecchio Testamento e anche corrotto, consideriamo il modo in cui hanno manipolato gli scritti di Mosè, che era uno dei Attas incarnate di Luce. In Esodo 24:7 viene trovato un passaggio dicendo alle persone che devono "obbedire" al sacrificio di sangue. Inoltre, in Numeri 27:20, Mosè avrebbe dovuto dire che il popolo deve "essere sottomesso" a Giosuè. Sempre nel Deuteronomio 4:30 Mosè presumibilmente ha comandato al suo popolo di essere "obbediente" alla voce di Dio nelle tribolazioni e gli ultimi giorni.
Ancora una volta, gli Anunnaki hanno volutamente corrotto le parole di Mosè in Deuteronomio 08:20, dove viene detto quello che si deve "obbedire" a Dio oppure: Come le nazioni che il Signore distrugge davanti al vostro volto, così sarete voi perirete perché non siete obbedienti alla voce del Signore tuo Dio. Questi non possono essere le parole del vero Dio dell'Amore. Queste sono le parole degli agenti principali del demiurgo - gli Anunnaki. Il vero Dio non punisce persone o nazioni o di qualsiasi cosa.
L'unica altra volta che le parole "essere sottomesso" appaiono nell'Antico Testamento si trovano in 2 Samuele 22:25, dove si è constatato che gli "Stranieri devono sottomettersi a me: appena mi sentono, essi devono essere obbedienti a me". Chiaramente, queste sono le parole dei padroni di schiavi, gli Anunnaki. Ci sono solo tre altre occasioni in cui le parole "essere sottomesso" appare nella Bibbia, e tutti questi sono attribuite a Paolo, gli Anunnaki.
In 2 Corinzi 2:09 Paolo indirizza le sue (di Paolo non Jesus ') di essere obbedienti seguaci in tutte le cose. Efesini 6:05 si legge: "Servi, siate obbedienti a quelli che sono i vostri padroni secondo la carne, con timore e tremore e semplicità del vostro cuore, come in Cristo". Non è questo terribile? L'ultima volta che le parole "essere sottomesso" appare nella Bibbia cristiana è in Tito 2:09, dove Paolo dice: "Esorta gli schiavi a essere obbediente in tutto ai loro padroni, e per far loro piacere e bene in tutte le cose ..." E' chiaro, Paolo era un seguace e rappresentante di un dio del terrore
Come si può vedere dagli esempi la citazione di "essere sottomesso" si può notare che Gesù ha cercato di annullare gli insegnamenti degli Anunnaki nel Vecchio Testamento, ma Paolo ha corrotto gli 'insegnamenti di Gesù e, così facendo, ha restituito al potere del terrore la paura di "dio".
I miti della creazione in tutto il mondo sono simili nelle loro spinte maggiori. Perché sono così? Questo perché i vari miti della creazione sono stati diffusi dagli Anunnaki, e, hanno migrato in tutto il mondo. Le religioni degli Anunnaki sono state istituite per controllare e manipolare le popolazioni incorporate nei vari miti della creazione. Queste religioni non si basano sull'amore, si basano sulla paura.
Ovunque gli Anunnaki sono andati hanno conquistato, consolidando il popolo in comunità densamente popolate in modo da poter meglio costringere le persone a lavorare per loro e per il loro controllo - fisicamente, emotivamente, mentalmente, spiritualmente ed economicamente - come schiavi. Essi controllano instillando paura e tenendo il popolo ignorante. Questi modelli esistono ancora oggi. Tuttavia, sono più sottili e spesso appaiono più attraenti di quello che facevano in passato. Così, in questo senso, gli uomini erano schiavi degli Anunnaki prima, e lo sono ancora oggi.
Gli Anunnaki hanno introdotto l'ornamento del corpo con gioielli. Essi hanno anche promosso gusti molto costosi che costringono la gente in schiavitù economica. Hanno introdotto la poligamia, l'incesto e la pedofilia, che sono le caratteristiche distintive degli Anunnaki. Tali caratteristiche sono indicate nelle varie culture, tra cui la regalità dell'antico Egitto e dei patriarchi del Vecchio Testamento che hanno seguito i precetti ordinati dagli Anunnaki.
In molti sensi, noi in questa epoca tecnologicamente avanzata, siamo schiavi dei comfort moderni, governi, sistemi economici, culture, religioni, costumi,ecc. Ma la cosa più importante è che siamo schiavi di questa realtà virtuale, accecati dalle sue sottigliezze e falsità e la sua simulazione di mondi divini.
I primi Anunnaki che hanno visitato la Terra circa 500.000 anni fa, a quei tempi avevano già conquistato le Pleiadi e Marte e molti altri mondi.
Dopo alcune prove, la prima ondata di successo dell'ingegneria genetica che si è verificata sulla Terra circa 300.000 anni fa, gli Anunnaki hanno introdotto molte razze aliene che avevano conquistato e li hanno impiantati sulla Terra. Hanno anche rapito una razza speciale chiamata razza delle donne, portandole sulla Terra. Questa razza delle donne ha sofferto molto sotto la soppressione e l'abuso degli Anunnaki. Varie razze aliene provenienti da altri mondi sono stati portati sulla Terra per essere usate come schiavi dalla Élite Anunnaki. Hanno anche rapito alieni provenienti da altri mondi e li hanno portati qui come schiavi. Alcuni sono stati venduti per i lavori forzati, un po' per uso sessuale, una parte per essere usati come soldati, ecc
Attraverso l'ingegneria genetica, le donne sono state fatte fisicamente inferiori agli uomini, in forza e velocità con una statura inferiore. Anche nelle professioni in cui la forza e la velocità sono irrilevanti, come ad esempio nel clero, diritto, medicina, politica, commercio, scienza, ecc, le donne sono state fortemente svantaggiate e impedite a partecipare, anche oggi le cose non sono cambiate sostanzialmente. Questo dimostra il grado di influenza sciovinista degli Anunnaki. Oltre all'ingegneria genetica sugli esseri umani, ci fu anche un lavoro analogo svolto su varie specie tra cui gli uccelli, rettili, pesci, animali e piante. Gli Anunnaki hanno anche praticato delle bestialità. Hanno creato mostri, chimere, alcuni dei quali sono leggendari, alcuni erano per metà animale e metà umani, altri erano mezzo uccello e mezzo pesce e mezzo uomo.
La storia della Genesi è stata creata e registrata dalla civiltà Anunnaki. Che è stata nuovamente avviata dal dai Sumeri i quali sono stati tra i primi tra noi a possedere le registrazioni su tavolette d'argilla che descrivono la storia degli Anunnaki sulla Terra, in conformità a quanto dettato dagli Anunnaki.
La civiltà avanzata di Sumeria non ha avuto una evoluzione di migliaia e migliaia di anni, è sorta quasi istantaneamente, con l'introduzione in molti aspetti della civiltà dagli Anunnaki, anche con il - sistema giuridico, l'ordine sociale, modelli economici, religioni, scienza, matematica, pesi e misure, la scrittura, la letteratura, la musica, le arti dello spettacolo, cosmologia, pittura, scultura, astronomia, astrologia, medicina, zootecnia, l'addomesticamento delle piante, l'omeopatia, abilità culinaria, arte, spettacolo, ecc Sumeria divenne una civiltà che le società arretrate invidiavano e temevano.
Circa 35.000 anni fa, il Cro-Magnon ha sostituito sulla Terra da dell'uomo di Neanderthal. L'élite Anunnaki ha sterminato tutta la popolazione Neanderthal e dopo aver terminato di utilizzare l'uomo di Neanderthal, come campioni per esperimenti genetici, l'Homo sapiens era il risultato della seconda ondata di ingegneria genetica. Questa seconda ondata ha permesso all'Homo sapiens di procreare con la civiltà Anunnaki.
Col passare del tempo le cose sono andate fuori controllo, sono stati fatti esperimenti con semi-umani, sono nate mezze bestie che percorrevano la savana. Nel periodo di massimo splendore di Atlantide, c'erano viaggi nello spazio per le classi privilegiate. Il teletrasporto era comune anche in quei giorni ma solo per le classi privilegiate. Mentre gli "schiavi" di Atlantide divennero sempre più avanzati ed indipendenti, hanno cominciato a disobbedire ai loro "dei", l'élite Anunnaki. Tutto questo ha indispettito i loro padroni. Così presero una decisione, quella di distruggere Atlantide. Alcune delle Élite Anunnaki e i loro scelti assistenti, abbandonarono la Terra, in astronavi enormi ed andarono verso altri pianeti, come Marte, e anche ad altri sistemi. La maggior parte degli Anunnaki sono stati lasciati alle spalle. Alla fuga della Terra, l'élite Anunnaki hanno fatto saltare in aria e distrutto Atlantide e, sperando di uccidere tutti i restanti Anunnaki ed il resto degli abitanti.
Tuttavia, alcuni degli schiavi Anunnaki hanno scoperto i piani della Élite Anunnaki per distruggere Atlantide. Alcuni di questi schiavi erano riusciti a fuggire prima della distruzione, portando con sé alcune delle conoscenze, artefatti, la tecnologia, gli scritti, le armi e la cultura di Atlantide in varie parti della Terra.
Un altro motivo che l'élite Anunnaki ha deciso di far saltare in aria Atlantide era perché erano sotto pressione dalle indagini degli Attas (i soccorritori amebici della Luce, che sono una pattuglia-spaziale). I Resti degli Anunnaki fuggiti da Atlantide, hanno iniziato a costruire nuove culture, che noi oggi conosciamo come: azteca, Inca, Maya, e soprattutto l'antico Egitto. Ci sono molti Anunnaki sul pianeta Terra oggi,alcuni sono i discendenti dei sopravvissuti di Atlantide che sono fuggiti prima che fosse fatto saltare in aria.
Dopo la distruzione di Atlantide, la terza ondata di ingegneria genetica eseguita dai rimanenti Anunnaki avvenuta circa 20.000 anni fa. Un gruppo dei rimanenti Anunnaki hanno costruito le piramidi impiegando enormi quantità di lavoro umano forzato e tecnologia avanzata. Questi siti sono stati utilizzati come piattaforme di lancio per navicelle spaziali per le classi privilegiate dei Rimanenti Anunnaki.
Gli Egiziani sono stati i primi che hanno costruito le grandi piramidi e la Sfinge, sono stati anche i resti di Atlantide e degli Anunnaki tra cui l'élite Anunnaki che erano destinati ad essere annientati quando distrussero Atlantide. Quando sono tornati sulla Terra dopo aver distrutto Atlantide, videro le culture dei rimanenti Anunnaki ".
I governanti e i re di diverse culture erano di solito nominati dalla Élite Anunnaki. Quando l'élite Anunnaki fuggirono ed i resti Anunnaki hanno assunto il potere sulla Terra, i rimanenti hanno adottato questo modello di monarchie. Per questo motivo molte culture, tra cui il cinese, giapponese, egiziano e dell'Europeo occidentale hanno seguito l'ordine del diritto divino dei re.
Migliaia di anni fa, quando l'élite Anunnaki è tornato sulla Terra con l'intenzione di riprendere il loro dominio sulla Terra, sono stati sorpresi di trovare una fiorente cultura dei Rimanenti Anunnaki. Questo li ha molto sorpresi, e fatto pensare che stavano perdendo il controllo della Terra a causa dei loro ex schiavi.
In preda alla disperazione, l'élite Anunnaki vollero ri-prendere il controllo della Terra, lo hanno fatto provocando un catastrofico diluvio che distrusse quasi tutte le prove delle culture precedenti. Solo i grandi monumenti come la Sfinge, le piramidi, le ziggurat, ecc sopravvissero al diluvio. Quasi tutti i grandi monumenti di tutto il mondo sono stati creati per volontà della Élite Anunnaki o poi, i Resti Anunnaki.
Temendo che non ci sarebbero rimasti Resti Anunnaki dopo il diluvio avrebbero potuto rapidamente ri-costruire la cultura, soprattutto in Egitto, l'élite Anunnaki prese il notevole rischio di selezionare una zona della Terra su cui poter depositare istantaneamente una nuova cultura che sarebbe stata di gran lunga superiore a quella di qualsiasi altra tribù sulla Terra. Questo piano di emergenza è stato eseguito in Sumeria.
La Sumeria si è sviluppata quasi istantaneamente a causa di una situazione di estrema urgenza. l'élite Anunnaki stavano perdendo l'influenza sulla Terra a causa dei Resti Anunnaki di Atlantide scampati, tra qui altri luoghi, come in Egitto e nelle Americhe. Tra questi Resti Anunnaki si stava sviluppando la cultura egizia, azteca, Maya e Inca e avrebbero potuto raggiungere una posizione dominante se lasciati a se stessi. Pertanto, l'élite Anunnaki ha preso la decisione estrema e rischiosa di creare una super-completa documentazione di cultura in lingua scritta in Sumeria.
A questo punto, il più potente dei Attas della Luce ha intercettato e catturato un gran numero d'élite Anunnaki. Molti della Élite Anunnaki che avevano abbandonato la Terra, ancora una volta nelle loro navicelle spaziali e tornarono a Orione e al sistema delle Pleiadi. Questi, una volta orgogliosi e "possenti Anunnaki ora no sono più nulla, ma fuggitivi rannicchiati in clandestinità.
La storia della Genesi è stata utilizzata per controllare le persone e per costringerle ad adorare l'élite Anunnaki come divinità del cielo. La storia della Genesi non è la storia della vera creazione divina. La storia della Genesi è in realtà, molto recente rispetto allo schema delle cose, può essere così la storia della creazione?
C'erano già diversi gruppi di razze aliene e terrestri sulla Terra quando l'élite Anunnaki ha preso il controllo di una parte della Terra. Ci sono stati scontri tra i vari gruppi per la supremazia, ma l'élite Anunnaki erano troppo potenti per loro. Le tavolette sumere registrano gli eventi delle cosiddette origini dell'uomo e della creazione che erano in realtà gli eventi di inizio dell'ultima colonizzazione della Élite Anunnaki sulla Terra. I conquistatori si scrivevano le tavolette di argilla. Quindi, ciò che è stato registrato sulle tavole dai Sumeri è stato dettato dai loro cosiddetti dèi, era un self-serving. Attraverso l'esperienza passata, gli Anunnaki avevano visto come le religioni erano in grado di controllare le popolazioni di vari mondi. Si tratta di un importante strumento che usano per il controllo.
L'Antico Testamento è dedicato al Signore. E' orientato molto al maschile, perché gli Anunnaki erano estremamente arrabbiati con il culto della Dea Madre e hanno voluto eliminarne ogni menzione. L'Antico Testamento riconosce la presenza di molti "dei" Anunnaki sulla Terra in tempi antichi. La storia della Genesi è per la diffusione del genere umano attraverso le generazioni dopo Adamo ed Eva e la storia del "divino" disincanto con l'uomo che ha preceduto il diluvio.
Nei testi sumeri si faceva menzione del popolo di Shem (significato astronave). Gli Anunnaki erano il popolo di Shem, ed essi vennero giù sulla Terra e si accoppiavano con i primitivi terrestri . Questo viene registrato nella storia della Genesi. L'élite Anunnaki hanno anche iniziato una nuova cultura molto avanzata a Babilonia. Come sempre, distruggono le culture e le popolazioni con l'omicidio, ogni volta che qualcosa gli sfugge di mano, poi ricominciare altrove.
Oggi i Resti Anunnaki stanno progettando di ristabilire la "maestà" dei tempi passati quando l'élite Anunnaki istaurarono una completa tirannia sulla Terra. Hanno in programma di riprendere di nuovo il mondo. I Resti Anunnaki, con l'aiuto degli esseri umani così come gli Anunnaki incarnati in corpi umani, hanno costruito enormi bunker sotterranei e linee ferroviarie che fanno parte della loro struttura per permettere loro e la loro squadra di assistenti di sopravvivere alle catastrofi che stanno progettando per la Terra. Essi non possono lasciare il pianeta in veicoli spaziali perché sono stati lasciati con risorse limitate dopo che l'élite Anunnaki sono fuggite con tutte le navicelle spaziali tecnologicamente avanzate.
I Resti degli Anunnaki pensano di poter selezionare i propri simili scegliendo tra di loro (come i loro padroni hanno fatto in passato) e di rifugiarsi con loro nei bunker sotterranei durante il periodo delle catastrofi. Hanno in programma di prendere un'intera guarnigione di "schiavi" metropolitani. Questi includeranno soldati, polizia, vigili del fuoco, cuochi, animatori, estetiste, medici, scienziati, ecc. In seguito, essi li useranno in superficie, come prima. Soprattutto, non useranno la propria razza di cloni per popolare la Terra. La popolazione della Terra è programmata per accettare questo scenario sotterraneo come si può vedere in film come Deep Impact. Questi Anunnaki pensano che i loro padroni, l'élite Anunnaki, saranno di ritorno come prima, e pensano anche di averli soddisfatti del modo in cui hanno influenzato la Terra.
Ma il piano dei Resti Anunnaki è stato sventato. Il loro desiderio di distruggere con il male gran parte della vita e la cultura sulla superficie della Terra avrà esito negativo. In seguito, si aspetteranno di trovare la terra abitata, con solo pochi superstiti relativamente pochi i quali sarebbero facilmente sottomessi con le armi, la tecnologia e le forze militari che hanno custodito sottoterra durante le catastrofi. Essi sperano che i loro padroni riavviino tutte le culture con loro stessi divinizzati e serviti dalle persone che intendono schiavizzare. E, agli eletti di continuare nella loro nuova civiltà con esseri umani e cloni che si sono appositamente scelti con delle caratteristiche di cieca obbedienza. Pensano che i loro padroni saranno ancora una volta gli dei letterali del mondo.
I Resti degli Anunnaki sono ora tra di noi. Sono i nostri burattinai attuali che manipolano e controllano il mondo. Allo stato attuale, la clonazione di esseri umani, animali e piante sono attività in comune con questi alieni in mezzo a noi. Questo schema diabolico non è noto al grande pubblico e sarà negato con forza dai leader mondiali e dei loro tirapiedi.
Così, per un lungo, lungo tempo la Terra è un pianeta gestito da schiavisti!
Gli Anunnaki sulla Terra sono in attesa di rinforzi dai loro padroni, l'élite Anunnaki è fuggita temporaneamente in altri sistemi solari quando gli Attas sono arrivati dopo di loro. Tuttavia, i rinforzi non arriveranno sulla Terra questa volta perché gli Attas hanno limitato i loro rinforzi, in modo che gli Anunnaki esistenti sulla Terra rimangano bloccati.
Gli incrociatori del sole, che sono stati rilevati di recente fanno parte della squadra di soccorso della Luce. Essi non sono di origine del Sistema Solare come è stato ipotizzato da alcuni. Gli incrociatori Solari sono in stand-by perché la Luce prevede che il Élite Anunnaki tenterà di tornare sulla Terra per causare ogni sorta di catastrofi, e per rifornire i Rimanenti Anunnaki. Tuttavia, se ogni tentativo della Élite Anunnaki è quello di arrivare sulla Terra, incontreranno le forze invincibili dalla Luce.
I Resti Anunnaki sono confusi dal cambiamento del pianeta, ad esempio mediante il riscaldamento globale, vulcani, incendi, guerre, ecc. Essi pensano che questi siano i segni del ritorno della Élite Anunnaki sulla Terra. Tuttavia, essi stanno ora iniziando a sospettare che i loro padroni non riusciranno ad attraversare la sicurezza della Luce e così i Resti Anunnaki si stanno terrorizzando al punto che i leader mondiali sono ora irrazionali.
Ci sono già quelli che sono così delusi dalla programmazione dei Resti Anunnaki che stanno dicendo cose come: "questa Terra è una prigione ma può essere trasformato in un paradiso". Gli Anunnaki si sono incarnati in forme umane. Alcuni sono anche in astrale. Gli Anunnaki hanno anche grande influenza nel mondo astrale. Molti messaggi incanalati oggi sono messaggi ingannevoli degli Anunnaki.
La luce per questa è attesa, volta a svolgere il suo salvataggio finale di tutti gli esseri di Luce vitali da tutti i livelli e da tutti i tipi di coscienza che sono intrappolati in questa dimensione del male.
Il processo è a buon punto! Qualcosa arriverà molto presto la nostra strada, ma non sarà Nibiru.
Traduzione a cura di wlady
Di Amitakh Stanford
Copyright © 2002 by Amitakh Stanford
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Monday, March 1, 2010
Chi ha scritto la Bibbia?
http://zret.blogspot.com/2010/03/chi-ha-scritto-la-bibbia.html
Chi ha scritto la Bibbia?

Non si riconosce alla storia il suo ruolo. Ancella del potere, è oggi mera propaganda. Originariamente la storia era testimonianza oculare il più possibile obiettiva (historia, che vale indagine, deriva da histor, "testimone", a sua volta da una radice id con il significato di "vedere", "sapere"): chiunque oggi si impegni in una vera ricerca storiografica è ostracizzato o più spesso ignorato sicché il pensiero unico continua a dominare.
In uno scrupoloso saggio intitolato Chi ha scritto la Bibbia?, Richard Elliot Friedmann si cimenta nell'impresa di stabilire la paternità dei libri che formano il Pentateuco. Basandosi su studi filologici ed esegetici e su scoperte archeologiche, il saggista, ricapitolando ed aggiustando i risultati di investigazioni che datano dal XVII secolo, formula la tesi secondo cui nella Torah confluiscono quattro fonti: J, E, D, P. J è la tradizione jahvista il cui milieu è il regno di Giuda; E è il testo elaborato all'interno del regno di Israele probabilmente da un Levita di Silo; D è il documento ascrivibile forse al profeta Geremia; P è l'insieme delle tradizioni sacerdotali elaborate da un appartenente al clero aronnita. Egli usa un linguaggio solenne, ieratico e, a differenza dei redattori di JE, reputa fondamentale l’osservanza dei sacrifici. Le prime due fonti sono i nuclei più antichi.
La conclusione interlocutoria ed aperta ad ulteriori approfondimenti nonché correzioni, è la seguente: la Torah è un corpus culturalmente omogeneo, ma risultato di stratificazioni, addizioni e sottrazioni. Friedmann, che colloca E alla fine dell'VIII secolo, evidenzia come molte profezie bibliche siano annotazioni post eventum, riferibili ad un preciso contesto politico e religioso che gli autori conoscevano, perché testimoni o vissuti poche generazioni dopo gli eventi raccontati.
Il merito maggiore del libro scritto dal biblista è la chiarezza espositiva: di solito la filologia è disciplina noiosa, adatta ad eruditi che si incaponiscono per anni su una lectio difficilior, ma che non sono in grado di apprezzare la bellezza di un poema. Friedmann, però, nel suo agile testo, amplia la trattazione verso la cultura materiale, la politica, l'economia, le usanze… riuscendo a delineare un quadro credibile degli Ebrei (tra VIII e V sec. a.C.), lontano sia dall'agiografia sia dall'atteggiamento iconoclasta e sdegnoso, tipico di certi moderni nei confronti degli antichi. Tale equidistanza è apprezzabile: infatti, oggi giorno, da un lato assistiamo a chi si arrocca su posizioni dogmatiche, accusando chi mette in discussione alcune certezze fideistiche di essere un miscredente blasfemo; dall'altro, improvvisati "teologi" alla Odifreddi si avventurano nel campo della storia e delle religioni antiche, tutto distruggendo, senza aver inteso alcunché.
Un altro aspetto pregevole del saggio è la sua somiglianza con un’inchiesta: infatti, raccogliendo indizi di vario genere e con un procedimento induttivo, l’erudito riesce a stabilire con un buon grado di plausibilità gli autori di J, E, D, P. Ne emerge un dualismo, in parte riconducibile alla divisione tra Regno di Israele e Regno di Giuda, dopo la morte del re Salomone, ma anche al contrasto, benché dissimulato, tra corrente mosaica e corrente aronnita.
Ben venga questo spirito di onesta ricerca: chiarire che la Torah (testo composito, pur nella sua unità) fu scritta da uomini (per lo più appartenenti al clero o profeti) con intenti nobili, ma anche con fini pragmatici ed ideologici, non mina la fede in Dio. Lo stesso discorso vale per l'esegesi dei Vangeli: qualunque sia l'approdo delle discussioni, la dimensione spirituale non è neppure sfiorata. Certo, molti paradigmi interpretativi cambieranno, ma l'esistenza di Dio che, di per sé, non può essere né razionalmente dimostrata né negata, nulla c'entra con le indagini storiche e documentarie. Anzi rinunciare ad usare le proprie capacità intellettuali alla ricerca di possibili verità significa, a mio avviso, non usare, affinché fruttino, gli evangelici talenti.
Si tratta di confrontarsi con ipotesi che cozzano con pregiudizi diffusi: ad esempio, Friedmann vede nel Dio degli Ebrei una divinità originata dalla fusione tra Jahweh (YHWH) ed El/Elohim. Egli porta anche alla luce strati di credenze pagane poi inglobati nella fede monoteistica ebraica: si pensi al serpente di bronzo, ai culti sulle alture tra le tribù del Nord. Il biblista rintraccia anche il collegamento con la cultura egizia: i cherubini dell'Arca, nomi egizi come Mosè, Ofni e Fines etc. Non sono le fantasticherie di scrittori esperti in archeomisteri, ma acquisizioni documentate e che emergono da una disamina linguistica, stilistica e strutturale dei testi e dallo studio dei manufatti archeologici.
Intendiamo privare di qualsiasi valore le ricostruzioni storiche? Se non intendiamo applicare metodi rigorosi per investigare l'antichità, potremo poi rivendicare un approccio coraggioso e non allineato, quando si scava nella storia più o meno recente?
Bisogna, però, evitare di commettere anche un altro errore, ossia pensare che, una volta che la storiografia e le altre discipline scientifiche hanno messo a fuoco un soggetto, rimanga solo da accumulare conoscenze su conoscenze e dati su dati, per esaurirlo. Restano, infatti, certi temi preclusi ad un'indagine razionale, come è necessario valicare certi confini per intraprendere studi pionieristici, senza dimenticare che alcuni ambiti sono estranei alle analisi empiriche ed alle dissertazioni logiche.
I significati simbolici ed esoterici della Tradizione (anche quella biblica) si percepiscono - se si percepiscono - con altri sensi.
In uno scrupoloso saggio intitolato Chi ha scritto la Bibbia?, Richard Elliot Friedmann si cimenta nell'impresa di stabilire la paternità dei libri che formano il Pentateuco. Basandosi su studi filologici ed esegetici e su scoperte archeologiche, il saggista, ricapitolando ed aggiustando i risultati di investigazioni che datano dal XVII secolo, formula la tesi secondo cui nella Torah confluiscono quattro fonti: J, E, D, P. J è la tradizione jahvista il cui milieu è il regno di Giuda; E è il testo elaborato all'interno del regno di Israele probabilmente da un Levita di Silo; D è il documento ascrivibile forse al profeta Geremia; P è l'insieme delle tradizioni sacerdotali elaborate da un appartenente al clero aronnita. Egli usa un linguaggio solenne, ieratico e, a differenza dei redattori di JE, reputa fondamentale l’osservanza dei sacrifici. Le prime due fonti sono i nuclei più antichi.
La conclusione interlocutoria ed aperta ad ulteriori approfondimenti nonché correzioni, è la seguente: la Torah è un corpus culturalmente omogeneo, ma risultato di stratificazioni, addizioni e sottrazioni. Friedmann, che colloca E alla fine dell'VIII secolo, evidenzia come molte profezie bibliche siano annotazioni post eventum, riferibili ad un preciso contesto politico e religioso che gli autori conoscevano, perché testimoni o vissuti poche generazioni dopo gli eventi raccontati.
Il merito maggiore del libro scritto dal biblista è la chiarezza espositiva: di solito la filologia è disciplina noiosa, adatta ad eruditi che si incaponiscono per anni su una lectio difficilior, ma che non sono in grado di apprezzare la bellezza di un poema. Friedmann, però, nel suo agile testo, amplia la trattazione verso la cultura materiale, la politica, l'economia, le usanze… riuscendo a delineare un quadro credibile degli Ebrei (tra VIII e V sec. a.C.), lontano sia dall'agiografia sia dall'atteggiamento iconoclasta e sdegnoso, tipico di certi moderni nei confronti degli antichi. Tale equidistanza è apprezzabile: infatti, oggi giorno, da un lato assistiamo a chi si arrocca su posizioni dogmatiche, accusando chi mette in discussione alcune certezze fideistiche di essere un miscredente blasfemo; dall'altro, improvvisati "teologi" alla Odifreddi si avventurano nel campo della storia e delle religioni antiche, tutto distruggendo, senza aver inteso alcunché.
Un altro aspetto pregevole del saggio è la sua somiglianza con un’inchiesta: infatti, raccogliendo indizi di vario genere e con un procedimento induttivo, l’erudito riesce a stabilire con un buon grado di plausibilità gli autori di J, E, D, P. Ne emerge un dualismo, in parte riconducibile alla divisione tra Regno di Israele e Regno di Giuda, dopo la morte del re Salomone, ma anche al contrasto, benché dissimulato, tra corrente mosaica e corrente aronnita.
Ben venga questo spirito di onesta ricerca: chiarire che la Torah (testo composito, pur nella sua unità) fu scritta da uomini (per lo più appartenenti al clero o profeti) con intenti nobili, ma anche con fini pragmatici ed ideologici, non mina la fede in Dio. Lo stesso discorso vale per l'esegesi dei Vangeli: qualunque sia l'approdo delle discussioni, la dimensione spirituale non è neppure sfiorata. Certo, molti paradigmi interpretativi cambieranno, ma l'esistenza di Dio che, di per sé, non può essere né razionalmente dimostrata né negata, nulla c'entra con le indagini storiche e documentarie. Anzi rinunciare ad usare le proprie capacità intellettuali alla ricerca di possibili verità significa, a mio avviso, non usare, affinché fruttino, gli evangelici talenti.
Si tratta di confrontarsi con ipotesi che cozzano con pregiudizi diffusi: ad esempio, Friedmann vede nel Dio degli Ebrei una divinità originata dalla fusione tra Jahweh (YHWH) ed El/Elohim. Egli porta anche alla luce strati di credenze pagane poi inglobati nella fede monoteistica ebraica: si pensi al serpente di bronzo, ai culti sulle alture tra le tribù del Nord. Il biblista rintraccia anche il collegamento con la cultura egizia: i cherubini dell'Arca, nomi egizi come Mosè, Ofni e Fines etc. Non sono le fantasticherie di scrittori esperti in archeomisteri, ma acquisizioni documentate e che emergono da una disamina linguistica, stilistica e strutturale dei testi e dallo studio dei manufatti archeologici.
Intendiamo privare di qualsiasi valore le ricostruzioni storiche? Se non intendiamo applicare metodi rigorosi per investigare l'antichità, potremo poi rivendicare un approccio coraggioso e non allineato, quando si scava nella storia più o meno recente?
Bisogna, però, evitare di commettere anche un altro errore, ossia pensare che, una volta che la storiografia e le altre discipline scientifiche hanno messo a fuoco un soggetto, rimanga solo da accumulare conoscenze su conoscenze e dati su dati, per esaurirlo. Restano, infatti, certi temi preclusi ad un'indagine razionale, come è necessario valicare certi confini per intraprendere studi pionieristici, senza dimenticare che alcuni ambiti sono estranei alle analisi empiriche ed alle dissertazioni logiche.
I significati simbolici ed esoterici della Tradizione (anche quella biblica) si percepiscono - se si percepiscono - con altri sensi.
Pubblicato da Zret
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