L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, October 21, 2013

Stillicidio

http://zret.blogspot.co.uk/2013/10/stillicidio.html

 Stillicidio

Quousque tandem?

Il potere non corrompe: il potere è corruzione.



La situazione diventa sempre più intollerabile, giorno dopo giorno. Non sono tanto le criminali decisioni dei governi tutti ad esasperarci, misure cui siamo purtroppo avvezzi, quanto la viscosa ipocrisia con cui il potere ammanta ogni suo atto. Questa disgustosa doppiezza è amplificata dai media di regime, in particolare dalla televisione di Stato. La televisione – si sa – è la quintessenza della menzogna e, quando essa enfatizza certi eventi (non di rado sono accadimenti inventati), sentiamo puzza di bruciato.

Combinazione (come no...) le esequie negate a Priebke sono concomitanti con il tentativo parlamentare di perseguire il "reato d’opinione", introducendo, ope legis, il delitto di negazionismo (qui inteso come disconoscimento del cosiddetto “olocausto” e non come adesione alla balzana “teoria della condensazione”). Tutta questa gazzarra serve a stordire l’opinione pubblica, ad annebbiarne le menti, ad esacerbare gli animi. Giustamente si condannano le atrocità perpetrate dall’ex capitano tedesco che obbedì ad ordini precisi, ma si cancellano con un colpo di spugna le scelleratezze del sistema di ieri, di oggi, di domani, soprattutto dei "buoni", gli Alleati, i Salvatori.

Virgilio insegna “Parce sepulto” (Eneide, III, 41), ossia “Sii indulgente con chi è morto”. Anche il Tasso (Gerusalemme liberata, XIII, 39) scrive: “Non dee co’ morti guerra aver chi vive”, mentre l'autore Vincenzo Monti conia un verso che è passato in proverbio: “Oltre il rogo non vive ira nemica”. (In morte di Ugo Basville). Esecriamo Priebke, ma perché non siamo altrettanto implacabili con Bush senior e Jr, colpevoli di aver massacrato oltre 600.000 Irakeni? Quando i Bush moriranno, assisteremo a simili manifestazioni di barbarie, all’impedimento dei funerali o, piuttosto, saranno celebrati come gli statisti che beneficaromo la nazione ed il mondo, come gli intrepidi eroi che combatterono contro il “terrorismo islamico”? E’ naturale che l’esempio dei ribaldi Bush è solo uno fra i numerosi che si potrebbero proporre.

Fino a quando dovremo tollerare i soprusi compiuti dagli usurai internazionali, dai militari, dai mercanti di morte? Fino a quando dovremo ascoltare le bugie di pennivendoli vigliacchi ed ignoranti? Fino a quando dovremo sorbirci le zuccherose prediche di papa Imbroglio? Fino a quando dovremo leggere le volgari mistificazioni dei negazionisti?

E’ un'agonia: sarebbe preferibile il fendente netto della ghigliottina al lento supplizio che ci lascia semivivi, tramortiti.

Il sistema è malvagio e corrotto sino al midollo. Non si può in nessun modo riformare: esso va rovesciato, sradicato dalle fondamenta e ridotto in polvere.

E’ uno stillicidio: il tracollo dell’economia e lo sfacelo della società, ideato dalle luride élites, stanno flagellando quasi tutto il pianeta e la sua popolazione. E’ uno sconquasso universale che è destinato a creare le condizioni, i presupposti per il “mondo nuovo”. Più ancora del crollo produttivo con la deindustrializzazione e lo sterminio della piccola e media imprenditoria, inquieta la rovina ambientale provocata dalla biogeoingegneria assassina e dalle radiazioni nucleari di Fukushima. La natura sta languendo, rantola tra l’indifferenza di un’umanità snaturata. E’ proprio questo motivo di profondissimo disagio: essere assediati da una moltitudine di larve abuliche. Come Diogene, ci aggiriamo per le strade cercando l’uomo, ma la nostra lanterna è in frantumi...

Siamo alla mercé di gentaglia, di infami che non hanno neanche venduto l’anima al Diavolo, semplicemente perché non l’hanno.

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Monday, September 30, 2013

Stato, leggi, cittadini

http://zret.blogspot.co.uk/2013/09/stato-leggi-cittadini.htm

 Stato, leggi, cittadini

"Ogni stato è una dittatura". (A. Gramsci)

"Si chiama Stato il più gelido di tutti i gelidi mostri. Esso è gelido anche quando mente; e questa menzogna gli striscia fuori di bocca: “Io, lo Stato, sono il popolo”. (F. Nietzsche)

Gli uomini e le donne degni di tale nome ammettono non lo Stato, ma la società. “Società” proviene dal latino societas che vale letteralmente “alleanza”. Essa è dunque una lega tra persone che si riconoscono in un complesso di valori e che perseguono fini condivisi. Simile è il concetto aristotelico di polis che non è Stato, ma comunità di cittadini (politai).

Lo Stato, in quanto strumento di oppressione di una classe su un’altra, non può ottenere il consenso dei cittadini onesti che apprezzano le regole, ma esecrano le norme.

Nel momento in cui l’apparato statale vilipende le leggi che esso stesso ha promulgato, nel momento in cui calpesta la Costituzione di cui ipocritamente ama fregiarsi, gli uomini probi devono denunciare l’indole perversa della dittatura. E’ nel loro diritto contestare il governo che, da struttura amministrativa, sia degenerato nell’illegittimità e nella tirannide. D’altronde i ministri (dal latino minister, servo, connesso a minus, meno) sono letteralmente i “servitori del popolo”: essi dipendono dalla nazione e non viceversa.

Il celebre processo di Socrate, conclusosi con la condanna a morte del filosofo nel 399 a.C., ci è d’insegnamento. Socrate, conscio della sua rettitudine, non implora la clemenza dai giudici che si accingono a pronunciare il verdetto, ma rivendica, dichiarata senz’altro la sua innocenza, di essere mantenuto a spese della polis.

Gli uomini liberi ed intemerati, infatti, danno lustro alla collettività e la cementano. Allo stesso regime, sotto parvenze di democrazia, corre l’obbligo di proteggere e sostenere economicamente i cives esemplari. Infatti, poiché il regime perpetra, dietro il paravento della “giustizia” delitti innominabili, è destinato, prima o poi, ad essere rovesciato. Quando la tirannide sarà sovvertita, solo l’aver rispettato ed onorato i cittadini integri porrà al riparo i despoti da una punizione indiscriminata.

Infine il valore dei probi viri, essendo incommensurabile, deve essere affermato da tutti anche da chi, come gli appartenenti al sistema, non ha alcun valore.

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Monday, September 23, 2013

The outer limits

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The outer limits



“The outer limits” è una serie televisiva statunitense a carattere fantascientifico trasmessa dal 1963 al 1965. Per temi e taglio ricorda la produzione “Ai confini della realtà” (The twilight zone) risalente al 1959. A differenza della serie lanciata nel 1995, quella classica è inedita in Italia.

“C'è un punto nel vostro televisore, un punto che fissate quando andate oltre l'immagine. Noi abbiamo deciso di espandere quel punto per passare direttamente dallo schermo al vostro pensiero. Potremo così inondarvi con migliaia di immagini o penetrarne una fino all'essenziale ed ancora oltre. Vi porteremo dove nessuno ha mai osato portarvi, per esplorare nuovi confini. Nella prossima ora viaggerete attraverso nuovi modi di vedere e di sentire. State per sperimentare le meraviglie ed i misteri che salgono dai più remoti angoli della mente... oltre i limiti. Outer limits”.

Con queste parole conturbanti e fascinose la voce fuori campo introduce ciascun episodio. I “capitoli” furono trasmessi nel 1995 a trentadue anni di distanza dalla serie originale. La rivisitazione fu realizzata dalla “Trilogy Entertainment Group” con Richard B. Lewis, Pen Densham e John Watson come produttori esecutivi.

La fantascienza nella letteratura e nel cinema è sottogenere predittivo, ma forse più che basarsi su una lettura del presente pionieristico per preannunciare eventuali sviluppi tecnologici e scenari futuribili, essa materializza i nostri peggiori incubi. Incubi o forse circostanze ed eventi che albergano in un mondo parallelo? Sono più verosimili le notizie dei media ufficiali o gli immaginifici intrecci di certi autori? Qualche interferenza tra realtà e fantasia sposta la comprensione verso il centro pulsante della verità…

Di seguito i canovacci di alcuni episodi, appartenenti ad entrambi i cicli. Qualcuno coglierà nelle isotopie (l’invasione aliena, la congiura mondiale, l’ingegneria genetica…) inquietanti similitudini con scorci attuali. Coincidenze? Messaggi? Intuizioni? 


zret, somaro, la fantascienza parte da elementi reali (scienza) e dalle nostre paure. mette tutto insieme in un'ambientazione di fantasia (ti sei mai chiesto perche' si chiami fantascienza o science-fiction?) e quello che ne esce e' FINZIONE. Ovviamente partendo da elementi reali ci sono per forza delle isotopie.




7 O.B.I.T.

Un'agenzia governativa dispone di un dispositivo computerizzato che permette di spiare ogni persona attraverso le onde emesse dall’encefalo. Una concatenazione di peripezie porta alla conclusione che il macchinario è parte di un disegno alieno per conquistare la Terra.

9 Corpus earthling

Un uomo, grazie ad una placca metallica presente nel suo cervello, intercetta i discorsi di due extraterrestri che intendono invadere Gaia, impadronendosi della mente degli abitanti. La moglie del protagonista è una delle prime vittime del mind control.

31 The chameleon con Robert Duvall

Un uomo comincia a subire una metamorfosi da quando alcuni visitatori sono atterrati sulla Terra. Le alterazioni sono di tipo genetico: i cambiamenti si conclamano, dopo che uno degli alieni lo ha graffiato. Il malcapitato, diventato simile agli intrusi, decide di seguirli.

***

Episode 08 - Living Hell

La vita di Ben Kohler è salvata grazie all’innesto di un microimpianto sperimentale direttamente nel cervello, ma, come effetto collaterale, il giovane comincia a vedere delle immagini di violenza e di morte. Sono sequenze retiniche che provengono direttamente dalla mente di un omicida seriale.

Episode 14 - The new breed

Uno scienziato, nel tentativo di trovare un modo per riparare le cellule danneggiate dell’organismo, inventa dei nano-robot. Un assistente di laboratorio si impossessa di nascosto dei nanobot nella speranza di curare il tumore che lo ha colpito, ma le conseguenze sono catastrofiche.

Episode 20 - Birthright

La tranquilla vita di un senatore statunitense cambia dopo un incidente, in seguito al quale il politico si rende conto di essere un alieno in incognito, con la missione di modificare l'atmosfera terrestre.

Episode 21 - The voice of reason

Una cospirazione mondiale è scoperta da un pilota dell'Aeronautica statunitense, ma la commissione governativa, cui egli si è rivolto per denunciare le trame, è incredula…

Episode 36 - Afterlife

Condannato per un crimine che non ha perpetrato, un uomo ha due possibilità: la pena capitale oppure prendere parte ad un esperimento militare. Naturalmente opta per l’esperimento che prevede l'introduzione di D.N.A. alieno nelle sue cellule.

Fonti:

R. Auricchio, The outer limits: guida agli episodi
Enciclopedia della televisione, Milano, 2008, s.v. inerente



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Tuesday, September 10, 2013

Il domenicano bianco

http://zret.blogspot.co.uk/2013/09/il-domenicano-bianco_9.html

Il domenicano bianco

“Il domenicano bianco” (Die weisse Domenikaner, 1921) è un romanzo dell’autore austriaco Gustav Meyrink, celebre per “Il Golem”. Il protagonista, Cristoforo Colombaia, è l’ultimo erede di una stirpe in cui il segreto della dissoluzione è trasmesso di padre in figlio. Un’antica sapienza orientale fluisce fra le volute del racconto, ora intimista ora mistico ora surreale.

Alcune storie vivono del canovaccio, altre di personaggi, altre ancora di atmosfere. “Il domenicano bianco” è un romanzo di nomi, densi di reminiscenze letterarie, di evocazioni simboliche. Ofelia è il nome con cui prendono forma la madre di Cristoforo e soprattutto la diafana fanciulla di cui egli si innamora perdutamente. E’ un amore sovrumano, come sublime è ogni pensiero del protagonista. Egli pare muoversi nella regione di penombra tra la realtà e l’immaginazione, dove l’immaginazione ha i contorni della follia, mentre la realtà (quella vera) è oltre il tempo e lo spazio.

“Il domenicano bianco” è opera iniziatica. Nondimeno più delle pagine dottrinali sull’alchimia, apprezziamo le indimenticabili descrizioni della natura: il fiume su cui aleggiano le nubi del crepuscolo, gli interni spogli dove una luce morbida avvolge le suppellettili, il camposanto con le rose che sprigionano la loro struggente fragranza. Come dimenticare poi la fosca raffigurazione della seduta spiritica nella casa del falegname, padre di Ofelia?

L’intreccio oscilla tra un passato ancestrale ed un presente stranito, fra episodi drammatici e riflessioni sulla vita, la morte, il destino, l’umanità. La trama non ha un vero sviluppo né centro, poiché lo scrittore vuole prospettare “soggetti di trasmutazione simbolica” (.J. Evola), non avvincere con trovate romanzesche. Le svolte narrative sono sincronismi, snodi lungo l’itinerario esoterico. Meyrink prova a trascendere i confini del sottogenere (gotico?) per aprire una breccia nel non-senso della “vita terrena che è un continuo partorire la morte”.

Si cerca un sentiero iniziatico che conduca alla liberazione, si guarda con distacco all’esistenza terrena, alle sue innumerevoli sofferenze e alle sue rare gioie. Le virtù eroiche significano salvezza, spiritualizzazione della materia.

Spesso, però, l’austero ascetismo e l’anelito all’eterno naufragano sugli scogli del fato. L’ideale non è il reale. Meyrink, perduto l’adorato figlio Harro, pochi mesi dopo si lasciò morire assiderato. Era il 1932.


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Thursday, June 13, 2013

I semi transgenici della Semantica

http://zret.blogspot.co.uk/2013/06/i-semi-transgenici-della-semantica.html

I semi transgenici della Semantica

Tempo fa Romeo, il gatto dell’ateneo, si risentì perché, nel corso di un dibattito, era stato definito negazionista. E’ una reazione grottesca, irragionevole. Orbene, coloro i quali negano l’olocausto chimico-biologico ed altri crimini devono essere solo bollati come “negazionisti”. Si offendano pure. Sarebbe ipocrita usare eufemismi ed infingimenti. Si potrebbe anche etichettarli come paranoici, dato che difettano del senso della realtà.

E’ fondamentale che i significati aderiscano alle cose e ne qualifichino la sostanza. La precisione lessicale rende le sfumature, le tonalità. L’onestà comincia dal linguaggio.

Qualcuno vorrebbe che si schivassero certi termini e sintagmi, quali “genocidio”, “scie chimiche”, “Nuovo ordine mondiale”... Si ha paura di intimorire l’uditorio o di scandalizzarlo. Ci si dovrebbe nascondere dietro la cortina fumogena di una terminologia fumosa. In questo modo si perde il contatto con il reale, con la verità, a vantaggio di una “divulgazione” da pusillanimi. Dovremmo forse convertirci al vostro idioletto sterile a somiglianza di un seme transgenico? E’ vero che la dicitura “scie chimiche” non è del tutto appropriata sotto il profilo scientifico, ma è entrata nell’uso ed è efficace perché sottintende la loro natura sinistra. Si ignora che le parole hanno la loro storia, la loro tradizione. La parole è più importante della langue, per dirla con De Saussure. A questo punto non dovremmo più adoperare il termine “atomo” (letteralmente ciò che non si può dividere), visto che esso non è inscindibile. E’ vero: l’espressione “Geoingegneria clandestina” o “assassina” è preferibile: rende con icasticità l’essenza e le finalità delle attività chimico-biologiche.

Non rinunceremo mai a queste iuncturae: “scie chimiche”, “scie tossiche”, “scie mortali”. Risparmiateci perciò i vostri tentennamenti, la vostre pruderie da educande, le vostre censure lessicali. Il perbenismo linguistico consuona con il depauperamento semantico. Prelude al deserto culturale ed è soprattutto disonestà conclamata, come ci insegna Manzoni che aborre dalle circonlocuzioni.

E’ emblematico quanto scrive George Orwell in “1984” e nell’appendice all’opera: obiettivo dell’establishment è non solo la progressiva riduzione del vocabolario, ma pure l’assottigliamento dei valori semantici, onde i lessemi dimagriscano nella mera struttura denotativa. E’ necessario espungere certi termini per eclissarne i significati. Data la corrispondenza biunivoca tra significante e senso, estirpare l’uno significa svellere anche l’altro e viceversa. Non solo, come si può strappare la coscienza agli uomini, così si può sradicare l’anima alle parole (il significato) e persino lo spirito (il senso profondo, recondito, con tutti gli echi e le valenze connotative). Alla fine rimane solo il corpo della parola, simile ad un brandello.

I disinformatori amano fregiarsi del titolo di “debunkers”. Non lo meritano affatto. Ora, non è un contegno schifiltoso nei confronti di una voce inglese – sebbene si tenda oggigiorno ad abusare di termini inglesi – piuttosto l’amore per l’accuratezza. “Debunker”, infatti, vale “ridimensionatore”: i negazionisti, però, non ridimensionano alcunché. Costoro non si limitano a circoscrivere la portata degli eventi e dei fenomeni, poiché la respingono in toto e per di più in maniera aprioristica. Delimitare richiede un’intelligenza che i depistatori non hanno e non acquisiranno mai: a loro sono preclusi l’oggettività ed il discernimento. Rien à faire. Possono solo vomitare insulti e calunnie o, nel migliore dei casi, recere uno scartafaccio a base di “dire”, “mettere”, “fare”, “parlare”. Non si pensi che il compito di immiserire la lingua di Dante sia affidato a questi lacché: è un ufficio adempiuto da chi sta più in alto e che da decenni persegue l’obiettivo di demolire la cultura, intesa come baluardo di libertà e di senso critico.

Sono già riusciti a snaturare la “scienza”: un tempo si soleva contrapporre la scienza, imperniata sulla ricerca, la verifica dei dati, il principio di falsificazione..., alla religione. Oggi tuttavia non esiste nulla di più dogmatico e rigido della “scienza ufficiale” a tal punto che il più cieco fanatismo è indistinguibile dal “sapere” universitario, oscurantista e superstizioso.

E’ giunto il momento per gli apparati di annacquare l’istruzione umanistica, di svuotarla della sua carica talora rivoluzionaria di modo che si riduca ad orpello. In tal guisa, la conoscenza letteraria ed artistica assomiglia a quei fregi posticci e patetici con cui un architetto sprovveduto intende ingentilire le linee semplici ed austere di edifici che trovano il loro unico ornamento nella loro stessa forma, nei volumi, nella sinergia con lo spazio e la luce.

Non si pensi che l’ufficio di dissanguare l’idioma di Dante sia devoluto agli occultatori: per abbattere un edificio in modo efficace, sono necessarie comunque delle competenze. I depistatori falliscono anche nel fallire. Conosciamo due cose infinite: l’universo e l’ignoranza dei negazionisti. Della seconda siamo arcisicuri.



Wednesday, November 30, 2011

The grand illusion

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The grand illusion

Nella disgrazia l'uomo è pronto a credere e, quando l'ingannatore lascia intravedere la fine dei mali incombenti, allora il misero s'abbandona tutto alla speranza (Giuseppe Flavio, Guerra giudaica).

Ci aggrappiamo alle illusioni, pensando siano spuntoni di granito, quando sono fragili stalattiti.

Monday, October 17, 2011

Strali

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Strali

Certi sguardi possono essere degli strali. Neanche le espressioni più contumeliose possono ferire come alcuni sguardi e soprattutto essi restano impressi nella memoria in modo indelebile. Più che specchi, “finestre dell’anima”, gli occhi sono superfici in grado di riflettere emozioni nascoste, pensieri reconditi, persino inconsci. Sono capaci di sprigionare energie interiori.

Simili a raggi, questi moti dell’animo colpiscono l’osservatore per comunicargli messaggi intraducibili. Veramente i ricordi sono traumi visivi. Molto più delle scene di eventi passati che si sono incisi a lettere di fuoco nella coscienza, potenti per la loro tessitura narrativa e per l’alone emozionale, gli sguardi si conficcano come schegge nell’animo. Può essere un’occhiata di solidarietà o di condanna, di affetto o di disprezzo, dono imperituro o sentenza senza appello. La sua luce, benevola o maligna che sia, non si offuscherà.

In confronto, le parole sono armi spuntate, frecce la cui parabola presto declina.

Monday, October 10, 2011

Dietro la crisi: uno scenario plausibile?

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Dietro la crisi: uno scenario plausibile?

"La diffusione della tecnologia è asservimento in sommo grado, sebbene essa sia presentata come il modo per liberare l’uomo dalla schiavitù del lavoro".

“Se si riconoscesse che il comunismo non è un programma per la condivisione del benessere, bensì un metodo per il suo controllo, allora l’apparente paradosso dell’arciricco che promuove il comunismo non è più tale. Diventa il logico, il perfetto strumento per megalomani in cerca di potere. Il comunismo non è il movimento delle masse oppresse, ma dell’élite economica”. Bella Dodd, esponente del C.P.U.S.A., Communist Party of United States of America

Che cosa si nasconde dietro la crisi economica mondiale? Dimentichiamo gli astrusi modelli interpretativi degli analisti: l’economia è una scienza semplice dal linguaggio complesso. L’attuale recessione non è la conseguenza di concomitanti fattori avversi, ma il risultato di un piano congegnato nei minimi particolari. Il cedimento del sistema produttivo e finanziario è un pretesto per destabilizzare la società, per spolpare ed annichilire la classe media: il fine ultimo non è il controllo delle risorse planetarie, bensì la diffusione del caos, presupposto per costruire un nuovo ordine.

L’indebolimento dell’euro non è, a differenza di quanto sostengono alcuni economisti, la conseguenza di un tentativo di salvare il dollaro a danno della moneta europea. Le élites stanno compiendo enormi speculazioni per semplificare via via il sistema con l’obiettivo di introdurre un’unica divisa valida in tutto il mondo. Sarà una moneta elettronica, gravata dal signoraggio, quindi basata sul debito e sull’usura. La riduzione progressiva del circolante si comprende in questo quadro: la graduale ma irreversibile digitalizzazione degli strumenti di pagamento.

E’ ovvio che il debito cosiddetto “sovrano” – grottesca dicitura – non potrà mai essere saldato: anzi il debito pubblico fu ideato per portare al fallimento gli stati. Nel frattempo, però, prima che le nazioni dichiarino la bancarotta, sarà attuata una serie di manovre finanziarie per colpire la middle class: questa manovre condurranno alla stagflazione. L’inflazione, forse paragonabile all’aumento dei prezzi associato alla svalutazione del marco, con cui fu distrutta la già precaria Repubblica di Weimar, è destinata a sovvertire gli equilibri sociali.

Gli sconvolgimenti della società non saranno, ancora una volta, solo la ripercussione dello sconquasso economico e finanziario, ma il risultato di una ben pianificata strategia. Fiumi di soldi serviranno per finanziare movimenti e partiti all’apparenza progressisti o rivoluzionari ("Italia dei valori", "Zeitgeist movement", "Movimento cinque stelle", "Paradismo" etc.) che, esautorata l’odierna screditata classe “dirigente”, formeranno il nuovo establishment. Come nel caso della rivoluzione russa, sostenuta da banchieri ebrei e dai Gesuiti, gli ideali di libertà, di giustizia e di partecipazione saranno disattesi, mentre sarà imposto un sistema tecnocratico, dove ad ogni “cittadino” sopravvissuto sarà garantito l’essenziale per il sostentamento. [1] Egli dovrà, però, rinunciare alla sua umanità per accettare di diventare un codice. Non è escluso che gli sarà impiantato un microprocessore sottocutaneo necessario per tutte le transazioni e volto ad un controllo totale.

Questo scenario, tra fantasia e realtà, prefigura un’organizzazione rigida, socialista, dominata dalla tecnologia informatica e fortemente centralizzata. E’ naturale che la massaia di Voghera non riesce a concepire una situazione siffatta. L’uomo comune è ancorato a convincimenti errati: crede che la crisi dipenda dagli sprechi, dall’inefficienza e dalla cupidigia dei politici. Non giunge neanche a sospettare che, dietro la tanto vituperata casta parlamentare, agiscono potentissimi finanzieri.

Non riesce infine ad immaginare quali diabolici obiettivi si prefiggano le élites, ben nascoste in una cabina di regia dove incredibilmete il denaro è l’ultima delle preoccupazioni.

Che Dio ce la mandi buona.

[1] Se il crollo delle borse e degli istituti di credito è pilotato, quindi fittizio, poiché i mercati azionari e le banche simulano il fallimento per sottrarre liquidità ai cittadini e drenare ingenti risorse, la crisi alimentare, catalizzata dalla bio-geoingegneria sarà tragicamente reale: essa precipiterà nella miseria e nella fame milioni di persone.