L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Wednesday, July 11, 2012

Stato ed utopia sociale

http://zret.blogspot.co.uk/2012/07/stato-ed-utopia-sociale.html

Stato ed utopia sociale

“Gli uomini della folla sono talmente ipnotizzati che vedono e non comprendono il significato di quel che continua ad avvenire dinanzi ai loro occhi. Vedono quanto si preoccupano tutti i re, gli imperatori, i presidenti di avere un esercito disciplinato; vedono quelle rassegne, quelle parate, quelle manovre che essi fanno e di cui menano vanto l’uno dinanzi all’altro; e corrono con diletto a vedere come i loro fratelli, agghindati in abiti buffoneschi, variopinti, luccicanti, al suono dei tamburi e delle trombe si trasformino tutti quanti in macchine ed al grido di una sola persona compiano tutti insieme un identico movimento; e gli uomini della folla non capiscono che cosa significhi tutto ciò. E dire che il significato di ciò è molto semplice e chiaro: si tratta di una preparazione all’omicidio, nulla più. Si tratta di istupidire gli uomini per renderli strumenti di omicidio”. (L. Tolstòj, "Non uccidere", 1900, pamphlet scritto a seguito dell’assassinio di Umberto I di Savoia)

Sono queste le lucide parole dello scrittore russo che, attraverso una profonda crisi spirituale, approda ad un rifiuto di ogni forma di violenza, ad un cristianesimo evangelico e comunitario, espressosi nella fattiva solidarietà con i derelitti ed i bisognosi, siano agricoltori poveri, vittime di carestie o appartenenti a gruppi perseguitati.

Il rigetto della violenza è sic et simpliciter negazione dello Stato e della Chiesa (maiuscolo ironico). Stato e Chiesa, infatti, non incarnano forse la sopraffazione? Ecco allora l’antimilitarismo militante, la denunzia della trasformazione degli uomini in altrettanti automi adatti a stuprare, compiere sevizie, massacrare... con la benedizione dei cappellani.

Parate e funerali di stato: non manca mai il predicozzo del vescovo che, insieme con le impettite autorità, accoglie il feretro dell’eroe caduto in “missione di pace”. Il feretro è avvolto nell'italica bandiera ed il presidente, commosso sino alle lacrime, la mano tremebonda, sfiora il drappo.

Parate reboanti e retoriche: si vis pacem, para bellum... Saettano lassù le “Frecce tricolori”.

Si può costruire, si chiede Tolstòj, una società senza stato? Il modello che egli addita è la comunità cristiana dei primordi, fra utopia e realtà. Erano confraternite in cui era abolita la proprietà privata e dove il giuramento, le leggi umane, la coscrizione non avevano alcuna cittadinanza. Vero è che lo stato è simile ad una mala pianta dalle radici tenaci: essa tende a ricrescere, poco tempo dopo essere stata svelta. Così le primitive confraternite cominciarono ad organizzarsi, persino secondo forme gerarchiche, con i vescovi (episcopoi) preposti a vigilare sulla condotta dei fratelli, e gli anziani (presbyteroi) superiori rispetto agli altri, se non altro per la loro autorevolezza. Allo spirito egualitario, con i suoi pregi ed eccessi, subentrò un po’ alla volta, un embrione di struttura che culminò nelle chiese dirette da vescovi, ormai autorità con precise prerogative. Alcuni gruppi rimasero fedeli al comunitarismo, al vegetarianesimo, all’attesa apocalittica, ma i “Cristiani”, ormai Niceni, poi Ortodossi e Cattolici etc., gettarono alle ortiche le loro origini ed i Vangeli. Se nel III sec. d. C. Tertulliano ancora tuona contro il giuramento, il servizio militare, la cultura pagana condannata in toto, un secolo dopo, un “cristiano” soldato o magistrato o mercante è la norma. Così breve è il passo fra il rispetto della tradizione ed il suo sovvertimento. Non basta: il dorato manto dell’ipocrisia dichiara “eretici” gli osservanti ed ortodossi i bestemmiatori.

L’ipocrisia è la quintessenza della Chiesa e dello Stato a tal punto che non sapresti distinguere tra insincerità e le due colonne del sistema.

Ci domandiamo: è possibile ed auspicabile una società senza stato? Auspicabile, certamente. E’ anche possibile? Proviamo ad immaginare un paese in cui i tribunali sono edifici vuoti, fatiscenti, dove gli eserciti sono ormai sciolti, dove le divise dei “tutori dell’ordine”, sdrucite e consunte, sono raccolte per essere bruciate... E’ un mondo senza vertice e senza base. Non è solo il rifiuto dell’autorità in quanto tale a promuovere i princìpi anti-statali, ma la consapevolezza che le autorità sono malvagie. Che differenza rispetto agli imperi antichi in cui ogni tanto i reggitori erano uomini della caratura etica ed intellettuale di un Giuliano! Oggi i politici, se non sono dei perfetti inetti, sono dei criminali incalliti.

Non so quanto realistico sia il progetto di annientare lo stato che, anche qualora fosse distrutto, tenderebbe a risorgere nelle sembianze di un’amministrazione via via più capillare ed invadente. So, però, che la compagine odierna, essendo molto più dispotica dell’Impero zarista che Tolstoj disconobbe, merita di essere smascherata come costruzione vessatoria e coercitiva. Niente oggi dello stato si salva: né il sistema fiscale né la cosiddetta giustizia né le forze militari né l’assetto “educativo”.

Se un tempo era forse possibile riformare gli organi istituzionali o, per lo meno, provare a smussare gli spigoli del potere, oggi lo stato è invincibile, poiché è simile ad un liquido soporifero e letale che si diffonde nelle vene del consorzio umano, un liquido inafferrabile che, prima di uccidere, addormenta le coscienze. E’ questa la diversità: se gli stati del tempo trascorso suscitavano moti di opposizione nelle coscienze vigili ed intemerate, oggi lo stato, con le sue imposizioni e bugie, è la stessa “coscienza ipnotizzata” dei “cittadini”.

Non occorrono incitamenti a combattere, a morire per la patria, a debellare il “terrorismo islamico” e gli “stati-canaglia”. Non è più necessaria la propaganda bellicista e razzista. Non bisogna convincere che una causa è giusta, poiché si combatte per denaro, tornaconto o abitudine alla violenza.

In un mondo dove la volgare doppiezza di presidenti e papi non scandalizza, dove è usuale dilapidare cifre astronomiche per le armi e benedire feroci mercenari, dove essere “cristiani” significa andare a messa la domenica, lo stato, questo stato osceno e blasfemo, rischiamo di essere noi.

9 comments:

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  2. vediamo un po': il padre dei marcianò brothers era un carabiniere, dipendente dello stato, zret è un insegnante di scuola pubblica, dipendente dello stato, il terzo fratello, che probabilmente è l'unico normale dei tre, è finanziere, dipendente dello stato... ma zretino, se lo stato ti fa tanto schifo cosa aspetti a dare le dimissioni, a convincere tuo fratello a lasciare la guardia di finanza e magari anche a rinunciare alla pensione di reversibilità di tua madre?
    Coraggio, sii, anzi siate (tu e strakkino) coerenti, non è bello parlare tanto male dello stato e poi campare con i soldi che vi passa il medesimo. Coerenza, coerenza!

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    1. Però se non li assecondi sei pagato dal Ministero degli Interni.

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    2. Infatti, secondo loro, quelli pagati per disinformare siamo noi.

      I conti non tornano però.

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    3. Ci credete? Questa storia del fatto che ci pagano per non credere alle scie, fra tutte, è la cosa che ho sempre sopportato di meno.

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  3. Replies
    1. zret sei un B A B B E O (maiuscolo ironico)
      E perché ironico?
      zret sei uno S C E M O (maiuscolo voluto, e sono stato troppo signore considerando quello che scrivi tu).

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    2. Era una burla al suo "...negazione dello Stato e della Chiesa (maiuscolo ironico)" del post.

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  4. zret, l'unico insegnante nella VIA LATTEA ad essere preso per il culo da OGNI classe in cui insegna, in TUTTI gli anni scolastici.
    lo sciacallo fallito che invidia le persone con un cervello normale (il suo non lo è) e che hanno successo, mentre lui è solo una sottospecie di fallito.

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