L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, December 27, 2008

Arrivano le scie marine...

Da http://www.tankerenemy.com/2008/12/bolle-e-piaghe-sulla-pelle-dei.html

venerdì, dicembre 26, 2008

Bolle e piaghe sulla pelle dei pescatori pugliesi: una correlazione con le scie chimiche marine?

Proponiamo un articolo pubblicato su La Gazzetta del Mezzogiorno e relativo a strani sintomi che hanno manifestato alcuni pescatori pugliesi: si tratta di bolle e piaghe molto dolorose che si formano sulla pelle venuta a contatto con l'acqua del mare. Difficile stabilire la causa di questa sintomatologia, forse causata, come si ipotizza nella cronaca, da sostanze tossiche quali la lewisite e l'yprite, ma non si può escludere che elementi e composti chimici diffusi con le chemtrails e le shiptrails, le scie chimiche marine, siano all'origine del preoccupante fenomeno. D'altronde gli ingredienti delle scie sono micidiali veleni.


5/12/2008 - Molfetta - Sarà la magistratura a fare chiarezza su quello che sta accadendo in mare, a Molfetta e nei dintorni. Alla fine della scorsa settimana (i fatti risalgono all'inizio di dicembre, n.d.r.) i soci della cooperativa dei pescatori, per tramite del loro presidente, hanno presentato una denuncia esposto, contro ignoti, in Procura a Trani.

All’inizio della prossima settimana, con un'integrazione, depositeranno un dossier fotografico, un documento forte, realizzato con la collaborazione di Paolo De Gennaro, esponente dell’Associazione ambientalista «Marevivo», che attesta ciò che le acque del mare, lungo il litorale molfettese, sono in grado di provocare sulla pelle: bolle che poi esplodono e diventano piaghe dolorose.

Il mare, in qualche modo, consuma, brucia, tutti gli strati di pelle. Sempre a partire dalla prossima settimana, salvo slittamenti di ordine tecnico, i pescatori saranno sottoposti ad un vero e proprio monitoraggio con esami specifici su capelli e unghie con lo scopo di individuare eventuali forme di contaminazione da sostanze tossico-nocive.

Specificamente si cercheranno sostanze chimiche, lewisite innanzitutto, ma anche yprite, proprie delle armi a caricamento speciale di cui i fondali di fronte a Molfetta sono pieni. L’accelerazione in questa vicenda è legata al fatto che, nonostante l’abbassamento delle temperature, i fenomeni attribuiti alla considerevole presenza di alga tossica non sono scomparsi. Paradossalmente sembrano accentuati.

«Da qualche settimana - confermano i pescatori - l’acqua non è più marrone. L’alga che, come hanno detto gli esperti, conferiva quella particolare colorazione al mare, non c'è più, anche perché fa freddo. Invece i problemi per noi continuano. Sono anche più evidenti ».

Nel corso dell’ultima settimana i pescatori sono stati costretti a ricorrere a cure mediche palliative. In pronto soccorso, a Molfetta, sono stati curati con cortisone, ma è servito a poco. Anzi, non è servito a nulla. Nonostante, in seguito a consiglio dei medici, abbiano evitato di tornare al lavoro, le bolle hanno continuato a presentarsi. Le piaghe si sono aperte. La pelle, in alcuni tratti, sul dorso, sul palmo delle mani, negli spazi interdigitali, sulle dita è scomparsa, come se le mani fossero state immerse in un acido, ma così non è stato. Ha fatto tutto il mare che, almeno fino al mese scorso, era testimone di una straordinaria fioritura di ostreopsis ovata che, se ancora presente anche se insolitamente incolore, si sarebbe evoluta persistendo anche a temperature basse, non propriamente tropicali. Il problema è molto più esteso di quello che può sembrare. Accanto ai pescatori regolari, quelli muniti di licenza, ci sono pescatori occasionali che presentano gli stessi sintomi: le loro mani (il resto del corpo è integro perché è coperto dagli abiti durante le operazioni di pesca) sono coperte da piaghe.

I pescatori e gli anziani lupi di mare durano fatica ad ammetterlo, anche perché il solo pensiero incute paura, ma molti temono che in mare siano finiti, sia pure in misura minima (comunque sufficiente per creare danni alla salute degli operatori del mare) aggressivi chimici contenuti negli ordigni.

LE TESTIMONIANZE: NON PUO' ESSERE L'ALGA TOSSICA

Il più giovane tra loro ha vent'anni. Il pescatore anziano non raggiunge neppure i cinquanta. Quando, proprio come accade in questi giorni, non sono al lavoro, si ritrovano tutti nella sede della loro cooperativa, in via San Domenico, di fronte alla banchina del porto. A destra si vede la capitaneria, a sinistra il faro, il molo pennello, la diga Salvucci, il mare aperto.

«Questo locale - spiegano - ospita la nostra cooperativa dal 1894. Ogni pietra è stata testimone di un pezzo di storia; i locali sono umidi, ma noi siamo legati a questa sede, proprio come siamo legati al nostro lavoro. All’inizio davanti alla sede c'era il mare, sul soffitto c'era un gancio e si tiravano le barchette quando c'era cattivo tempo. Adesso c'è la strada e per arrivare alla banchina ci sono alcune decine di metri. Ma questa resta casa nostra». Superati i convenevoli i toni cambiano.

«Guardate le nostre mani - dicono - non possiamo andare avanti così. Qualcuno ci deve dire che cosa sta accadendo al nostro mare. Se è tutta colpa dell’alga tossica tropicale, allora bisogna trovare una soluzione perché se oggi fa male a noi che peschiamo, domani potrà fare male a chi va in spiaggia. Queste piaghe - aggiungono - fanno male. Siamo imbottiti di cortisone, ma non è sufficiente. Il dolore è intenso». E via a mostrare le piaghe. «Sono stato al pronto soccorso il 2 dicembre scorso. Ho il referto. Mi hanno praticato un'iniezione e mi hanno dato alcuni giorni di convalescenza. Speravo di aver superato la crisi. Invece si è aperta un’altra piaga». Poi sembra una gara. Tutti vogliono dire la loro, portare la loro testimonianza. “L'altro giorno qualcuno mi ha suggerito di cambiare mestiere per evitare altri danni alla mia salute, ma questa non è una soluzione: è una fuga. Io non cambio mestiere”. E poi. «Tra qualche ora ci visiterà il medico di un patronato legato ad un sindacato. Poi chiederemo ad alcuni specialisti di analizzare le nostre ferite. Speriamo di trovare una risoluzione. Ci auspicavamo tutti che, con l’arrivo del freddo, finisse questa storia: avevamo sperato che fosse un problema momentaneo. Non è così. Per questo crediamo che anche la politica, i nostri amministratori a tutti i livelli debbano interessarsi a quello che sta accadendo. Ci rivolgeremo al Ministero, se sarà necessario. Noi non ci fermiamo. Non siamo visionari».

Leggi qui l'articolo su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Thursday, December 25, 2008

Breaking the barriers

http://zret.blogspot.com/2008/12/breaking-barriers.html


E' possibile trovare delle situazioni autentiche e delle persone animate da ideali, oggigiorno? Ritenere che tutto il mondo sia corrotto e tutta l'umanità perduta è una pericolosa generalizzazione. Affidata a rari, magici istanti è un'empatia che unisce, come una linea sinuosa, il percorso della comunicazione. Dalla scheggia di una parola si può sprigionare la favilla di una verità.

In questi giorni dedicati ai Saturnali si avverte più del solito la tediosa, finta allegria che rende detestabili le ricorrenze, le celebrazioni che segmentano la vita, la sminuzzano, privando di significato e di profondità il tempo per ridurlo ad una sequenza di obblighi edonistici, di piaceri impostici.

Nella purezza delle sensazioni finalmente libere dal filo spinato delle convenzioni, nella libertà che è rifiuto di riti inutili e di futili miti, della “beneficenza” televisiva, della massificazione chimica, si può ancora assaporare il silenzio di una pagina, ascoltare il dorato sfrigolio degli astri.

Reciso il filo spinato, restano le barriere invisibili, le più difficili da abbattere, ma non demordiamo.

Nanofarmaci: il pericolo viene dall'infinitamente piccolo (articolo di Anna Kizilova)

http://www.tankerenemy.com/2008/12/nanofarmaci-il-pericolo-viene.html


L'articolo che pubblichiamo riguarda le nanotecnologie in ambito medico: il campo delle nanotecnologie, finalizzate al controllo delle persone ed alla loro progressiva trasformazione in automi bionici, è inerente - come sanno i lettori - alle scie chimiche con cui viene spesso diffuso anche un pulviscolo contenente nanostrutture.


Le nanoparticelle possono arrivare in vari tipi di cellule ed accumularsi; viaggiano lungo il sangue ed i vasi linfatici, causando stress ossidativo ed infiammazioni. Le nanoparticelle possono provocare la morte di animali da laboratorio. Gli scienziati russi hanno discusso come prevenire che questo sistema per possibili cure, diventi in killer invisibile.

I medici russi affermano che le sperimentazioni pre-cliniche dei nano-farmaci dovrebbero essere diverse da quelle per gli agenti ordinari. Uno dei passi cruciali per tali protocolli sono i test sulle scimmie, altrimenti molti effetti negativi dei nano-farmaci non potrebbero essere rilevati. I test dell'anticorpo monoclonale TGN1412 eseguito in Gran Bretagna su diverse specie animali, hanno mostrato che le scimmie hanno avuto problemi ai nodi linfatici.

Sei volontari, che hanno partecipato ai test, si sono ritrovati in condizioni molto brutte. Diversi minuti dopo l'iniezione del TGN1412, tutti e sei hanno sentito grande dolore ai muscoli, hanno quindi avuto convulsioni e vomito. I medici hanno diagnosticato processi infiammatori estesi in vari tessuti e multiple disfunzioni organiche. Forti edemi hanno alterato i visi dei volontari.

I medici russi sottolineano che non si compiono appropriati studi sulla tossicità dei nano-prodotti, nonostante il loro possibile effetto catastrofico. Le nanoparticelle possono causare stress ossidativo, che porta a mutagenesi, fino ad arrivare a malattie ereditarie, vari cancri e difetti di sviluppo. Inoltre i nano-prodotti possono danneggiare il D.N.A. e risultare in arteriosclerosi e carcinogenesi. Secondo gli scienziati russi, il metodo per i protocolli preclinici dei nanofarmaci dovrebbe cambiare significativamente.

I test dovrebbero essere eseguiti solo su mammiferi, gli esperimenti dovrebbero essere lunghi e si dovrebbero studiare nanoparticelle di varie dimensioni e forme. Una delle parti più importanti di tali sperimentazioni è la valutazione di possibili effetti a lungo termine dei nano-farmaci.

Gli agenti che contengono nanoparticelle, sono solitamente sospensioni con nano-contenitori per il trasporto di precise sostanze, varie creme o sistemi di diagnosi. Questi possono essere fullereni, oro, polimeri o particelle proteiche. Gli scienziati russi conoscono la ragione per cui i nanomateriali si comportano in modi diversi rispetto agli analoghi chimici, che consistono di particelle più grandi.

Le nanoparticelle hanno significanti curvature superficiali e legami atomici con una topologia differente dalla norma, che comporta la diversità della loro attività chimica. Questi cambiamenti strutturali causano un cambiamento nella solubilità, nella capacità catalitica e di reazione, che a sua volta produce maggiori radicali liberi e forme attive di ossigeno. Le nanoparticelle possono incorporarsi alle membrane cellulari, entrare negli organuli interni e influire sulla loro funzione. Inoltre i nanomateriali solitamente portano una carica elettrica, quindi assorbono facilmente vari materiali tossici e li portano dentro le cellule.

Oggi solo 49 istituzioni russe sono elencate nella "Lista degli stabilimenti e delle istituzioni, che eseguono test preclinici degli agenti di trattamento". Comunque, solo una azienda per animali da laboratorio a Puschino, Regione di Mosca, segue tutti gli standard internazionali. Gli scienziati affermano che creare nuovi standard per i test preclinici sui nano-farmaci è solo il primo stadio, il secondo è la ricostruzione dei centri per i test, altrimenti la condivisione di nanofarmaci pericolosi nel nostro mercato continuerà ad aumentare.


Anna Kizilova

Fonte: russia-ic.com
Traduzione a cura di: Richard per altrogiornale.org

Vaccini Letali (di Robert Kennedy jr.)

http://straker-61.blogspot.com/2008/12/vaccini-letali-di-robert-kennedy-jr.html




Il sito Web emergenzautismo.org ci regala questa traduzione sul più grande CRIMINE che la storia moderna possa testimoniare!


Robert F. Kennedy Jr. indaga sullo scandalo dell’insabbiamento per opera del governo della connessione tra mercurio ed autismo

Robert F. Kennedy Jr.
20 Giugno 2005
Tratto dal sito: rollingstone.com

Nel giugno del 2000, un gruppo, formato da scienziati governativi e di responsabili per la sanità pubblica, si incontrò nell'isolato centro congressi Simpsonwood di Norcross, in Georgia. Voluta dal Center for Disease Control and Prevention (C.D.C.), la riunione si svolse presso questo eremo metodista nascosto tra i boschi in prossimità del fiume Chattahoochee, al fine di assicurare la completa segretezza. Il C.D.C. non aveva emanato nessun annuncio pubblico della riunione -solo inviti privati per i 52 presenti.

C'erano gli alti funzionari del C.D.C. e della Food and Drug Administration (Ministero della "salute" statunitense), i più importanti specialisti in vaccini dell'Organizzazione Mondiale della "Sanità" da Ginevra ed i rappresentanti delle maggiori compagnie per la produzione di vaccini, incluse la GlaxoSmithKline, Merk, Wyeth ed Aventis Pasteur. Tutti i dati scientifici in discussione, come ricordato ripetutamente ai partecipanti dai funzionari del C.D.C., erano strettamente confidenziali. Non ci sarebbero state fotocopie o documenti, nessuna prova cartacea da portarsi via alla fine della riunione.

I dirigenti federali ed i rappresentanti delle industrie si erano riuniti per discutere di un nuovo allarmante studio che sollevava preoccupazione circa la sicurezza dei comuni vaccini infantili somministrati a neonati e bambini. Secondo un epidemiologo del C.D.C., Tom Verstraeten, che aveva analizzato gli enormi archivi dell'agenzia contenenti le registrazioni mediche di 100.000 bambini, un conservante a base di mercurio (thimerosal) sembrava essere il responsabile del drammatico incremento nei casi di autismo e la base di altri disordini neurologici infantili.

"Ero veramente sbalordito per ciò che vidi", affermò Verstraeten a tutti i convenuti a Simpsonwood, citando lo strabiliante numero di studi recenti che indicavano un collegamento tra il thimerosal e ritardo verbale, disordine da deficit di attenzione, iperattività ed autismo.

Fin dal 1991, quando il C.D.C. e la F.D.A. avevano raccomandato tre vaccini aggiuntivi legandoli alla prevenzione da fornire a livello infantile (in un caso a poche ore dalla nascita), il numero stimato di casi di autismo era cresciuto di 15 volte, da 1 su 2500 a 1 su 166 bambini.

Per gli scienziati e per i medici, abituati ad affrontare questioni di vita o di morte, l'evidenza era spaventosa. "Si può fantasticare su tutto questo quanto vogliamo", dichiarò al gruppo il dottor Bill Weil, uno specialista dell'Associazione Pediatrica Americana. L'esito "è statisticamente rilevante". Il dottor Richard Johnston, un immunologo e pediatra dell'Università del Colorado, il cui nipote era nato la mattina del primo giorno del meeting, era ancor più preoccupato. Eggli disse: "Quello che penso? Perdonate questo mio commento personale. Non voglio che a mio nipote vengano inoculati vaccini che contengano thimerosal, finchè non sapremo di più su ciò che sta accadendo".

Invece di compiere i passi necessari per informare il pubblico e sbarazzarsi dei vaccini contenenti thimerosal, i dirigenti e l'esecutivo riuniti a Simpsonwood, spesero la quasi totalità dei successivi due giorni a discutere come coprire quei dati pericolosi. Secondo la trascrizione ottenuta grazie al Freedom of Information Act (Legge sulla libertà di Informazione), molti all'incontro erano preoccupati per quanto quelle rivelazioni sul thimerosal, avrebbero danneggiato i profitti delle compagnie farmaceutiche.

"Siamo in una brutta posizione dal punto di vista difensivo nell'eventualità di una causa legale", asserì il dottor Robert Brent, pediatra all'ospedale infantile Alfred I. duPont nel Delaware. "Questa sarà una risorsa per i nostri occupatissimi avvocati dell'accusa di questo stato". Il dottor Bob Chen, capo della sicurezza dei vaccini della C.D.C., fu sollevato dal fatto che "data la sensibilità della notizia, saremo in grado di tenere tutto questo fuori dalla portata di - diciamo così - mani meno responsabili".

Il dottor John Clements, direttore per i vaccini all'Organizzazione Mondiale della Sanità, dichiarò: "questo studio non avrebbe mai dovuto essere eseguito". Aggiunse: "i risultati della ricerca debbono essere modificati", avvertendo che lo studio "sarà valutato da altri e verrà usato in altri modi fuori dal controllo di questo gruppo". Infatti il governo dimostrò di essere più bravo nel manipolare il problema che nel proteggere la salute dei bambini.

Il C.D.C. pagò l'Istituto di Medicina per condurre uno nuovo studio per nascondere il rischio collegato al thimerosal, ordinando ai ricercatori di "escludere" il collegamento tra chimica ed autismo. Vennero secretate le scoperte di Verstraeten, ne venne stroncata l'immediata pubblicazione e fu riferito agli altri scienziati che i dati originali erano andati "perduti" e non c'era alcun modo per ricrearli. Per ostacolare la Freedom of Information Act, passò il proprio gigantesco database sui registri di vaccinazione ad una azienda privata, dichiarandola off-limits ai ricercatori.

Nel contempo, Verstraeten pubblicò il suo studio definitivo nel 2003, andò a lavorare per la GlaxoSmithKline e rielaborò i dati per "affossare" il collegamento tra thimerosal ed autismo.

I produttori di vaccini cominciarono ad eliminare il thimerosal dalle iniezioni da inoculare ai neonati americani, ma hanno continuato a vendere le loro forniture di vaccini a base di mercurio fino all'anno scorso. Il C.D.C. e la F.D.A. hanno dato loro una mano, acquistando i vaccini contaminati per esportarli nei paesi in via di sviluppo e permettendo alle compagnie farmaceutiche l'uso del conservante in alcuni vaccini americani, incluse svariate punture liquide ad uso pediatrico come pure nel richiamo antitetanico inoculato di routine ad undici anni.

Le compagnie farmaceutiche stanno ricevendo un aiuto anche dai potenti legislatori di Washington. Il leader della maggioranza al senato, Bill Frist, che ha ricevuto 873.000 dollari sotto forma di contributo dalle industrie farmaceutiche, ha lavorato per "immunizzare" i realizzatori di vaccini dalla responsabilità oggettiva in 4.200 processi che erano stati intentati dai parenti di bambini danneggiati.

In cinque occasioni diverse, Frist aveva cercato di sigillare tutti i documenti governativi collegati ai vaccini (inclusa la trascrizione dell'incontro di Simpsonwood) e di proteggere Eli Lilly, lo sviluppatore del thimerosal, dal mandato di comparizione. Nel 2002, il giorno dopo che Frist aveva tranquillamente infilato un codicillo conosciuto come "Legge per la protezione di Eli Lilly" all'interno di un progetto di legge per la sicurezza nazionale, la società contribuì con 10.000 dollari alla sua campagna elettorale ed acquistò 5.000 copie del suo libro sul bioterrorismo.

La misura fu abrogata dal Congresso nel 2003, ma già quest'anno, Frist inserì un'altra provvigione all'interno di una legge antiterrorismo allo scopo di negare qualsiasi indennità ai bambini che soffrono di disordini mentali connessi con le vaccinazioni. "I disegni di legge sono della massima importanza al fine di evitare il fallimento dei produttori di vaccini: ciò limiterebbe quindi la nostra capacità di difesa nel caso di attacco biologico per mano di terroristi", dichiara Dean Rose, consigliere per le politiche sulla salute di Frist.

Analogamente, molti conservatori si sono scontrati con lo sforzo del governo di nascondere i pericoli del thimerosal. Dan Burton, un rappresentante repubblicano dell'Indiana, sovrintese una ricerca lunga tre anni sul thimerosal dopo che, a suo nipote, era stato diagnosticato l'autismo. "Il thimerosal, usato come conservante nei vaccini, è direttamente responsabile dell'epidemia autistica", fu la conclusione del rapporto finale del Comitato Governativo per le Riforme.

"Questa epidemia con ogni probabilità poteva essere impedita o almeno ridotta se la F.D.A. non si fosse "addormentata" in riferimento alla mancanza di dati certi sul thimerosal iniettato, una riconosciuta neurotossina". La F.D.A. ed altre agenzie per la "salute pubblica" sbagliarono ad agire - aggiunse il comitato - con una "disonestà istituzionale a scopo di autodifesa" e "un mal riposto protezionismo verso le industrie farmaceutiche".


La storia di come le agenzie governative per la salute fossero colluse con la "Big Pharma" per nascondere il rischio del thimerosal all'opinione pubblica, è un'agghiacciante studio analitico sull'arroganza, sul potere e sulla cupidigia delle istituzioni. Sono stato trascinato in questa polemica con riluttanza.

Come procuratore e ambientalista che ha passato anni lavorando su questioni di tossicità da mercurio, ho incontrato spesso madri di bambini autistici che erano assolutamente convinte che i loro bambini fossero stati danneggiati dalle vaccinazioni. Dentro di me, ero scettico.

Dubitavo che l'autismo potesse essere causato da un'unica causa e non capivo la necessità del governo di tranqulizzare i genitori sulla sicurezza delle vaccinazioni: lo sradicamento di alcune malattie mortali dell'infanzia dipendeva da questo. Ero tendenzialmente d'accordo con gli scettici come Henry Waxam, deputato democratico della California, che criticava i suoi colleghi dell’House Government Reform Committee per la capacità di saltare alle conclusioni su autismo e vaccinazioni. "Perché dovremmo impaurire la popolazione circa le vaccinazioni" faceva notare Waxman agli interlocutori "quando conosciamo i fatti?"

Fu soltanto dopo aver letto le trascrizioni sull'incontro di Simpsonwood, studiando le più importanti rierche scientifiche e consultando molti dei più eminenti specialisti, che cominciai a convincermi che il collegamento tra thimerosal e l'epidemia nei disordini neurologici dell'infanzia era realtà. Cinque dei miei figli appartengono alla "Generazione Thimerosal" (i nati tra il 1989 e il 2003) che ha ricevuto pesanti dosi di mercurio dai vaccini. "Le classi elementari hanno un numero di bambini sopra la media con sintomi neurologici o con problemi del sistema immunitario" disse nel 1999 Patti White, un'assistente scolastica, alla H.G.R.C.

"Si suppone che i vaccini ci facciano stare meglio, ma in ogni caso, in venticinque anni di lavoro, non ho mai visto così tanti bambini ammalati e danneggiati. Qualcosa di molto, molto sbagliato sta accadendo ai nostri bambini".

Più di 50.000 bambini soffrono oggi di autismo ed i pediatri stimano oltre 40.000 nuovi casi all'anno. La malattia era conosciuta già nel 1943, quando fu identificata e diagnosticata su undici bambini nati nei mesi successivi all'introduzione del thimerosal nei vaccini infantili nel 1931.

Alcuni scettici contestano il fatto che l'incremento dell'autismo sia causato da un avvelenamento da thimerosal dei vaccini. Essi affermano che questo incremento è dovuto ad un miglioramento delle diagnosi - una teoria alquanto opinabile, considerando che la maggior parte dei nuovi casi di autismo è concentrata in un'unica generazione di bambini. "Se l'epidemia è veramente il risultato di diagnosi inefficaci" sconfessa il dottor Boyd Haley, una delle autorità mondiali sulla tossicità da mercurio "allora dove sono tutti gli autistici di vent'anni d'età?".

Altri ricercatori fanno notare che gli Statunitensi sono esposti ad un grande carico di mercurio come mai prima d'ora (dalla contaminazione del pesce alle cure dentali) e suggeriscono come il thimerosal sia solo parte di un problema su più larga scala. E' un argomento che certamente merita più attenzione di quanta ne abbia ricevuta, ma a cui sfugge il fatto che la concentrazione di mercurio nei vaccini rende irrilevante l'esposizione dei nostri bambini alle altre fonti.

Quello che più colpisce è il periodo nel quale i responsabili delle ricerche hanno voluto ignorare (e coprire) le prove contro il thimerosal. Fin dall'inizio, i dati scientifici contro l'additivo al mercurio sono stati censurati. Il conservante, usato per arginare la crescita di funghi e batteri nei vaccini, conteneva etilmercurio, una potente neurotossina. La quantità degli studi eseguiti ha dimostrato che il mercurio tende ad accumularsi nel cervello dei primati e degli altri animali dopo l'inoculazione di vaccini e che lo sviluppo del cervello dei neonati è particolarmente a rischio.

Nel 1977 uno studio russo trovò negli adulti esposti, una minor concentrazione di etilmercurio rispetto ai dati su bambini americani che anni dopo ancora soffrivano di danni cerebrali. La Russia bandì il thimerosal dai vaccini per bambini venti anni dopo e Danimarca, Austria, Giappone, Gran Bretagna ed i Paesi Scandinavi ne hanno già seguito l'esempio.

"Non si può realizzare uno studio che dimostri che il thimerosal è sicuro", afferma Haley, capo del dipartimento di Chimica dell'Università del Kentucky. "E' incredibilmente tossico. Se si inietta thimerosal negli animali, il loro cervello si ammala. Se si applica su tessuti viventi, le cellule muoiono. Se lo inserisci in un contenitore di Petri, la cultura muore. Se si conoscono questi fatti, è sconvolgente che qualcuno voglia pensare di iniettarlo in un neonato senza causare danni".

Documenti interni rivelano che Eli Lilly, che per primo sviluppò il thimerosal, sapeva fin dall'inizio che il prodotto poteva causare danni (e anche la morte) sia in animali sia in esseri umani. Nel 1930, l'azienda testò il thimerosal, inoculandolo in ventidue pazienti con meningite allo stadio terminale, tutti morti a settimane dalle iniezioni - un fatto che Lilly non riportò nel suo studio, dichiarando sicuro il thimerosal. Nel 1935, i ricercatori di un'altra compagnia per la realizzazione di vaccini, la Pittman-Moore, avvertivano Lilly che le sue affermazioni circa la sicurezza del thimerosal "non collimavano con la nostra". Metà dei cani a cui la Pittman aveva iniettato vaccini basati sul thimerosal si ammalarono, conducendo i ricercatori a dichiarare che il conservante "è insoddisfacente come siero messo a punto per l'uso sui cani".

Nei decenni che seguirono, le evidenze contro il thimerosal continuarono a crescere. Durante la seconda guerra mondiale, quando il Dipartimento della "Difesa" usava il conservante nei vaccini per i soldati, fu richiesto a Lilly di eliminare il suo "veleno". Nel 1967, uno studio di microbiologia applicata dimostrò che il thimerosal uccideva i topi, se aggiunto ai vaccini iniettati.

Quattro anni dopo, gli studi di Lilly lo portarono a comprendere che il thimerosal era "tossico per i tessuti cellulari" in concentrazioni anche inferiori a una parte su un milione, cioè 100 volte meno rispetto ad una concentrazione di un vaccino standard. Nonostante questo, le aziende continuarono a dichiarare il thimerosal come "atossico", inserendolo anzi nei disinfettanti topici.

Nel 1977, dieci bambini morirono all'ospedale di Toronto, quando un antisettico contenente thimerosal fu applicato sul loro cordone ombelicale.

Nel 1982, la F.D.A. propose un bando su tutti i prodotti contenenti thimerosal e nel 1991 l'agenzia li considerò banditi dai vaccini per animali. Ma tragicamente quello stesso anno, il C.D.C. consigliò che ai bambini fosse somministrata una serie di vaccini con mercurio. I neonati sarebbero stati vaccinati per l'Epatite B entro 24 ore dalla nascita ed a due mesi per "haemophilus influenzae B" e difteria-tetano-pertosse.

Le compagnie farmaceutiche sapevano che i vaccini aggiuntivi erano pericolosi. Lo stesso anno in cui il C.D.C. approvava il nuovo vaccino, il dottor Maurice Hilleman, uno dei padri del programma vaccinale della Merck, avvertiva le aziende che i bambini di sei mesi a cui venivano inoculati i vaccini, sarebbero stati soggetti ad una pericolosa esposizione al mercurio. Egli raccomandava di interrompere l'uso di thimerosal "specialmente se usato su bambini e neonati", facendo notare che le industrie erano a conoscenza di alternative non tossiche. "La miglior strada da intraprendere" aggiunse " è di modificare la distribuzione degli attuali vaccini senza aggiungere conservanti".

Sia per la Merck sia per le altre compagnie, comunque, l'ostacolo era costituito dai soldi. Il thimerosal permetteva alle industrie farmaceutiche di inglobare i vaccini in fiale che contenevano dosi multiple che richiedevano una protezione aggiuntiva, in quanto più facilmente contaminabili, data l'introduzione di più aghi. Le fiale più grandi costano la metà rispetto a quelle più piccole monodose, rendendo più economico alle agenzie internazionali la distribuzione.

Affrontando queste "considerazioni sui costi", la Merck ignorò gli avvertimenti di Hillman ed i responsabili governativi continuarono a spingere sempre più vaccini basati sul thimerosal per i bambini. Prima del 1989, i bambini americani in età prescolare ricevevano undici vaccinazioni (polio, difterite-tetano-pertosse e morbillo-parotite-rosolia). Un decennio dopo, grazie alle raccomandazioni federali, i bambini ricevevano un totale di 22 immunizzazioni fino all'ingresso alle elementari.

Nel momento in cui cresceva il numero dei vaccini, il tasso di crescita dell'autismo infantile diventava esponenziale. Durante gli anni '90, a 40 milioni di bambini furono iniettati vaccini basati sul thimerosal, ricevendo livelli di mercurio mai raggiunti prima, in un periodo critico per lo sviluppo del cervello. Malgrado il ben documentato pericolo del thimerosal, sembrava che nessuno fosse preoccupato dall'aggiungere dosi cumulative di mercurio che i bambini ricevevano dai vaccini.

"Perché la F.D.A. impiega così tanto tempo per fare il calcolo?" chiese in una e-mail nel 1999 Peter Patriarca, direttore dei prodotti virali per l'agenzia. "Perché il C.D.C. e gli organi consultivi non hanno eseguito questi calcoli, quando ampliarono rapidamente il piano di immunizzazione per l'infanzia?"
Ma in quel momento il danno era stato provocato. A due mesi, quando il cervello del neonato è ancora in uno stato critico dello sviluppo, i neonati ricevono d'ufficio 3 inoculazioni che contengono un totale di 62,5 microgrammi di etilmercurio, un livello 99 volte più elevato rispetto al limite massimo fissato dalla E.P.A. per l'esposizione a metilmercurio, una ricosciuta neurotossina. Benché l'industria delle vaccinazioni insista che l'etilmercurio crea un piccolo danno, perché viene scomposto velocemente ed espulso dal corpo, svariati studi (incluso uno pubblicato in aprile dall'Istituto Nazionale per la Salute) sottolinea come l'etilmercurio sia in realtà più tossico per lo sviluppo del cervello, risiedendovi più a lungo rispetto al metilmercurio.

I funzionari responsabili per l'immunizzazione dell'infanzia, insistono sul fatto che i vaccini addizionali sono necessari per proteggere i neonati dalle malattie e che il thimerosal è ancora necessario nelle nazioni in via di sviluppo che, come spesso dichiarano, non si possono permettere le fiale a dose singola che non richiedono un conservante. Il dottor Paul Offit, uno dei principali consulenti per i vaccini della C.D.C., mi confidò: "Penso che, se veramente abbiamo un'influenza pandemica (e certamente l'avremo nei prossimi vent'anni, perché lo diciamo sempre) non c'è modo nel quale noi possiamo immunizzare 280 milioni di persone con fiale a dose singola. Dovremmo usare fiale multidose".

Sebbene alcuni funzionari per la salute pubblica non fossero in mala fede, molti di loro invece che appartengono al comitato consultivo della C.D.C. che ha sostenuto i vaccini addizionali, hanno un legame stretto con le industrie. Il dottor Sam Katz, il presidente del comitato, è stato un consulente pagato per molti dei maggiori produttori di vaccini e fu esponente di un team che sviluppò il vaccino anti-morbillo, che brevettò nel 1963. Il dottor Neal Halsey, un altro membro del comitato, lavorò come ricercatore per le aziende di vaccini, ricevendo un onorario dai Laboratori Abbott per la sua ricerca sul vaccino per l'epatite B.

Infatti, nel ristretto circolo degli scienziati che lavorano sui vaccini, tale conflitto di interessi è comune. Il Deputato Burton afferma che il C.D.C. "normalmente permette a scienziati con sfacciati conflitti d'interesse, di servire presso il comitato consultivo intellettuale che dà raccomandazioni sui nuovi vaccini, "sempre che essi abbiano interesse a produrne e le aziende per le quali si supponga siano fornitori ne abbiamo una sorveglianza imparziale". H.G.R.C. scoprì che quattro degli otto consulenti della C.D.C. che approvarono le linee guida del vaccino per il rotavirus "avevano un legame finanziario con le compagnie farmaceutiche, che svilupparono varie versioni del vaccino".

Offit, che condivideva un brevetto su uno dei vaccini, mi confidò che "avrebbe fatto i soldi", se il suo voto avesse portato ad un prodotto commerciabile. Ma ha negato la mia idea che uno scienziato finanziato direttamente partecipi alle omologazioni del C.D.C., possa essere influenzato nelle sue decisioni. "Questo non mi crea nessun conflitto", insiste.

"Sono semplicemente informato del procedimento e non ne sono distratto. Quando siedo attorno a quel tavolo, il mio unico intento è cercare di fare delle raccomandazioni per il massimo benessere dei bambini di questa nazione. E' offensivo dire che medici ed il personale per la salute pubblica, siano stipendiate dall'industria e perciò prendono decisioni che essi sanno essere pericolose per i bambini. Questo non è il modo di lavorare".

Altri scienziati sui vaccini ed ispettori per la loro sicurezza mi hanno dato assicurazioni simili. Come Offit, essi si vedono come guardiani illuminati della salute dei bambini, orgogliosi della loro partnership con le compagnie farmaceutiche, immuni dalla seduzione del profitto personale, assediati da attivisti irrazionali, le cui campagne anti-vaccini mettono a repentaglio la salute dei bambini. Costoro sono spesso risentiti dall'essere messi in discussione. "La scienza" afferma Offit "è meglio che sia lasciata agli scienziati".

Ancora, alcuni funzionari del governo sono allarmati dall'evidente conflitto d'interessi. Nella sua e-mail del 1999 agli amministratori del C.D.C., Paul Patriarca della FDA critica aspramente i controllori federali per aver mancato di valutare adeguatamente il pericolo costituito dall'incremento dei vaccini infantili. "Non sono sicuro che ci sarà una facile via d'uscita dalla potenziale percezione che la F.D.A., il C.D.C. e gli organismi della politica vaccinale potrebbero avere, non avendo prestato finora attenzione verso l'argomento thimerosal" scrive Patriarca. La stretta vicinanza tra i funzionari normativi e le industrie farmaceutiche, aggiunge, "farà crescere anche la questione sulla diversità di organi consultivi circa la raccomandazione aggressiva verso l'uso di thimerosal nei vaccini per bambini".

Se la normativa federale e gli scienziati governativi sbagliarono, negli anni, a comprendere il rischio potenziale connesso al thimerosal, nessuno può parlare di ignoranza dopo l'incontro segreto di Simpsonwood. Invece di compiere ulteriori studi per testare il collegamento tra autismo ed altre forme di danno cerebrale, il C.D.C. collocò la "politica" al di sopra della scienza. L'ente consegnò il proprio database sulle vaccinazioni infantili, che era stato sviluppato per lo più a spese dei contribuenti, ad un'azienda privata, la America's Health Insurance Plans, assicurandosi che non potesse usarlo per ricerche aggiuntive. In più, istruì l'Istituto di Medicina, un'organizzazione consultiva che è parte dell'Accademia Nazionale di Scienze, affinché compisse uno studio che demistificasse il collegamento tra thimerosal e disordini cerebrali.

Il C.D.C. "voleva farci dichiarare che queste cose sono davvero sicure" disse alla dottoressa Marie McCormick, che presiedeva il Comitato di Controllo sulla Sicurezza delle Immunizzazione dello I.O.M., ad un collega ricercatore, quando si incontrarono la prima volta nel gennaio del 2001. "Noi non abbiamo mai affermato che l'autismo è un effetto collaterale proprio dell'esposizione al thimerosal". Secondo una trascrizione dell'incontro, il capogruppo del comitato, Kathleen Stratton, affermò che lo I.O.M. concludeva che la prova era "inadeguata per accettare o rigettare una relazione causale" tra thimerosal ed autismo. Tale nesso, aggiunse, era il risultato che "Walt voleva", con riferimento a Walter Orenstein, direttore del Programma Nazionale di Immunizzazione della C.D.C.

Per quelli che hanno dedicato le loro vite alla promozione delle vaccinazioni, le rivelazioni sul thimerosal miniacciarono di mettere a repentaglio tutto ciò per cui avevano lavorato. "Qui abbiamo un drago alle spalle" ammise il dottor Michael Kaback, un altro membro del comitato, “Siamo come presi in trappola. L'unico modo per uscire dalla trappola, penso sia attaccare".

Persino in pubblico, i funzionari federali mettevano in chiaro che il loro scopo principale nello studio del thimerosal, fosse dissipare i dubbi sui vaccini. "Sono sufficienti quattro studi attualmente in corso per escludere il collegamento proposto tra autismo e thimerosal", garantiva il dottor Gordon Douglas, l'allora direttore della pianificazione strategica per la ricerca sui vaccini all'Istituto Nazionale per la "Salute", in una riunione all'Università di Princeton nel maggio del 2001. "Affinchè si annulli l'effetto dannoso delle ricerche che pretendono di collegare il vaccino antimorbillo con un rischio elevato di autismo, dobbiamo condurre e pubblicizzare studi aggiuntivi per rassicurare i genitori sulla loro sicurezza". Douglas ha lavorato in passato come presidente per le vaccinazioni per la Merck, dove ignorava gli avvertimenti circa il rischio del thimerosal.

Nel maggio dell'anno scorso, l'Istituto di Medicina ha emesso il suo rapporto finale. Le conclusioni: non esiste collegamento provato tra autismo e thimerosal nei vaccini. Piuttosto che esaminare la grande letteratura raccolta che descrive la tossicità del thimerosal, fa affidamento su quattro disastrosi ed imperfetti studi epidemiologici che analizzano gli stati europei, dove i bambini ricevono dosi molto inferiori di thimerosal rispetto ai bambini statunitensi. Viene citata anche una nuova versione dello studio di Verstraetten, pubblicato nel giornale "Pediatrics", che è stato rielaborato per ridurre il collegamento tra thimerosal ed autismo. Lo studio include bambini troppo giovani per essere diagnosticati come autistici e si è orientato verso altri che mostravano segni di disturbi. L'I.O.M. dichiarò il caso chiuso e, con una posizione sorprendente per un gruppo scientifico, consigliò che non fossero più condotte ulteriori ricerche.

Il rapporto poteva soddisfare il C.D.C., ma non convinse nessuno. Il deputato David Weldon, un medico repubblicano della Florida che lavorava per la H.G.R.C., attaccò l'Istituto di Medicina, affermando che avevano contato su una manciata di studi che erano "fatalmente imperfetti" per la "povertà di idee" e mancavano di rappresentare "tutte le ricerche scientifiche e mediche disponibili". I funzionari del C.D.C. non erano interessati ad una onesta ricerca della verità, mi disse Weldon, perché "un'associazione tra vaccini ed autismo, li obbligherebbe ad ammettere che la loro politica ha irrimediabilmente danneggiato migliaia di bambini.

Chi vorrebbe sentire questo sul proprio operato?"

Sotto la pressione del Congresso e dei genitori, l'Istituto di Medicina convocò un altro comitato per discutere la perdurante preoccupazione sul programma chiamato Vaccine Safety Datalink Data Sharing. In febbraio, il nuovo comitato, composto da differenti scienziati, criticò il modo in cui la V.S.D. s'era avvalsa dello studio di Verstraetten ed esortò il C.D.C. a rendere disponibile per il pubblico il suo database sui vaccini.

Finora, comunque, solo due scienziati sono riusciti ad ottenerne l'accesso. Il dottor Mark Geier, presidente del Centro Genetico d'America, e suo figlio David, passarono un anno a lottare per ottenere il registro medico dal C.D.C. Fin dall'agosto del 2002, quando i membri del Congresso premevano per avere i dati, i Geier avevano completato sei studi che dimostravano il forte legame tra thimerosal e danni neurologici nei bambini. Uno studio, che comparava la dose totale di mercurio ricevuta dai bambini nati tra il 1981 e il 1985, con quelli nati tra il 1990 e il 1996, dimostrava una "relazione molto significativa" tra autismo e vaccini.

Un altro studio sulla performance scolastica, dimostrò che i bambini che ricevevano grosse dosi di thimerosal nei vaccini, avevano quasi tre volte la probabilità di avere una diagnosi di autismo e oltre tre volte la probabilità di soffrire di disordini del linguaggio e ritardo mentale. Un altro studio in via di pubblicazione, mostra come il tasso di autismo sia in calo dopo la recente eliminazione del thimerosal da molti vaccini.

Nel momento in cui il governo federale lavorava per evitare che gli scienziati studiassero i vaccini, altri intervenivano nello studio del collegamento con l'autismo: in aprile, il giornalista Dan Olmsted dell'U.P.I. intraprese da solo uno degli studi più importanti e, cercando bambini che non fossero stati esposti al mercurio vaccinale (il tipo di popolazione che gli scienziati normalmente usano come "controllo" durante gli esperimenti). Olmsted incontrò gli Amish della contea di Lancaster in Pennsylvania, i quali rifiutavano di vaccinare i propri neonati.

Partendo dal dato nazionale sull'autismo, Olmsted calcolò che avrebbero dovuto trovarsi 130 autistici fra loro. Ne trovò soltanto quattro: uno era stato esposto ad alti livelli di mercurio da una centrale elettrica, gli altri tre, incluso un bambino adottato proveniente dall'esterno della comunità, avevano ricevuto le vaccinazioni.

Negli alti gradi dello stato, anche molti funzionari condussero una revisione in profondità sul thimerosal. Mentre l'Istituto di Medicina era occupato a nascondere i rischi, l'assemblea legislativa dell'Iowa passò accuratamente al setaccio tutti i dati scientifici e biologici disponibili. "Dopo tre anni di revisioni, cominciai a convincermi che c'era un numero sufficiente di ricerche affidabili che mostravano un legame tra mercurio e l'incremento dell'incidenza dell'autismo", afferma il Senatore dello stato Ken Veenstra, un repubblicano che supervisionò la ricerca.

"Il fatto che nell'Iowa si fosse verificato un incremento del 700% nei casi di autismo cominciato negli anni novanta, giusto dopo che molti vaccini furono aggiunti al piano vaccinale per bambini, è da sola una solida prova". L'anno scorso, l'Iowa è diventato il primo stato a mettere al bando il mercurio nei vaccini, seguito poi dalla California. Analoghe azioni sono al vaglio in altri trentadue stati.

Invece di rispondere per le rime, la F.D.A. continua a permettere alle aziende di includere il thimerosal in dozzine di medicinali da banco, come steroidi ed iniezioni di collagene. Analogamente allarmante è che il governo continua a trasferire vaccini conservati con thimerosal verso i paesi in via di sviluppo, alcuni dei quali stanno sperimentando adesso un'improvvisa esplosione dei casi di autismo. In Cina, dove la malattia era praticamente sconosciuta prima dell'introduzione del thimerosal per opera delle compagnie farmaceutiche americane nel 1999, gli ultimi rapporti indicano che ora ci sono 1.800.000 autistici.

Nonostante il numero reale sia difficile da ottenere, i disordini autistici appaiono in crescita anche in India, Argentina, Nicaragua ed altri paesi in via di sviluppo che ora usano vaccini contenenti thimerosal. L'Organizzazione Mondiale della "Sanità" continua ad insistere che il thimerosal è sicuro, ma promette di tenere "sotto revisione" la possibilità che sia collegato a disordini neurologici.

Ho dedicato tempo a questo problema, perché credo che questa crisi morale debba essere fermata. Se, come le prove suggeriscono, le nostre autorità per la salute pubblica hanno permesso deliberatamente che le industrie farmaceutiche avvelenassero un'intera generazione di bambini americani, le loro azioni sono la prova che dimostra uno dei più grandi scandali negli annali della medicina americana. "Il C.D.C. è colpevole di incompetenza e grosse negligenze" afferma Mark Balaxill, vicepresidente di Safe Minds, un’organizzazione no-profit che si occupa del ruolo del mercurio nei medicinali. "Il danno causato dall'esposizione ai vaccini è enorme.

E' maggiore dell'amianto, maggiore del tabacco, più grande di qualsiasi cosa abbiamo mai visto".

E' difficile calcolare il danno per il nostro paese e per lo sforzo internazionale per sradicare le malattie epidemiche, se le nazioni del Terzo Mondo inizieranno a credere che il preludio all'iniziativa degli aiuti all'estero statunitensi, è avvelenare i loro bambini. Non è difficile predire come questo scenario sarà interpretato dai nemici degli Stati Uniti all'estero.

Gli scienziati e i ricercatori, molti di loro sinceri se non addirittura idealisti, che stanno partecipando allo sforzo di nascondere i dati scientifici sul thimerosal, sostengono che stanno cercando di migliorare l'elevato scopo di proteggere i bambini nelle nazioni in via di sviluppo dalle malattie pandemiche. Hanno un'opinione assolutamente sbagliata. Il loro fallimento nell’eliminare il thimerosal ci porterà ad infestare la nostra nazione e le popolazioni più povere del mondo.

Scritto da: odf

Fonti:

emergenzautismo.org

vaccinazionieautismo.myblog.it

altrogiornale.org
Per la serie "Non so come le cose funzionino, ma parlo lo stesso" riprendo un commento postato da Loryyy69, uno dei fedelissimi del comandante.

@Mike, Non abbandonate il cavo analogico per il wirless. Così facendo tenete fuori di casa (o almeno le limitate) le onde elettromagnetiche di merda.

hai perfettamente ragione Mike,infatti il wireless era una tentazione alla quale ho rinunciato,il cellulare lo tengo sempre spento,non voglio il navigatore sat, e sto prendendo seriamente in considerazione di "blindare" l'appartamento.sento troppo la presenza di qualcosa che disturba. che gli venisse un k al disonorevole menia.

By Blogger loryyy69, at 09 novembre, 2008 23:03


Loryyy69 per limitare le onde elettromagnetiche non vuole il navigatore satellitare.
Come dire: non voglio ricevere onde elettromagnetiche e quindi non compro la radio...

Caro Loryyy69, deduco dal 69 che dovresti avere una quarantina d'anni. Dovresti sapere dove si puo' trovare qualche informazione sulle cose che non si conoscono. Anche wikipedia Italia spiega decentemente come funziona il GPS e non trova complotti correlati.

Il principio di funzionamento si basa su un metodo di posizionamento sferico, che consiste nel misurare il tempo impiegato da un segnale radio a percorrere la distanza satellite-ricevitore. Conoscendo il tempo impiegato dal segnale per giungere al ricevitore e l'esatta posizione di almeno 3 satelliti per avere una posizione 2D (bidimensionale), e 4 per avere una posizione 3D (tridimensionale), è possibile determinare la posizione nello spazio del ricevitore stesso. Tale procedimento, chiamato trilaterazione, utilizza solo informazioni di distanza ed è simile alla triangolazione, dal quale tuttavia si differenzia per il fatto di fare a meno di informazioni riguardanti gli angoli.

In sostanza, caro Loryyy69, che tu abbia 4 ricevitori in macchina o tu non ne abbia nessuno, la quantita' e qualita' dei segnali che ti arrivano e' esattamente la stessa...
Allo stesso modo, che tu abbia la TV satellitare o meno non influisce sulla quantita' di segnali che ti cadono sulla crapa quando passeggi per strada. Non a caso si chiamano ricevitori.

Mi immagino Loryyy69 e accoliti passeggiare per le vie del centro col cappellino di stagnola...