L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, May 8, 2015

Cartografia

sostituite "legge dell'attrazione" con "scie chimiche" e non fa una grinza

http://zret.blogspot.ch/2015/05/cartografia.html

Cartografia



Molti si chiedono se le varie tecniche per influire sul corso degli eventi e per migliorare la propria vita siano efficaci. Non è facile rispondere, perché bisognerebbe risolvere una serie di sesquipedali problemi teorici riguardanti il libero arbitrio, l’universo, il caso, il fato etc. Sono questioni che fino ad oggi nessuno è riuscito a dirimere, nonostante le pazienti, plurisecolari indagini. Si potrà quindi fornire qualche abbozzo di risposta, qualche cenno del tutto empirico ed approssimativo.

Sia chiaro che non si intende qui negare, secondo un angusto e polveroso criterio scientista, il complesso di fenomeni che eludono le relazioni di causa-effetto e le cosiddette “leggi di natura”. Esistono manifestazioni che violano la logica aristotelica nonché i parametri fissati da certa “scienza”: solo che questi fenomeni non sono ancora stati inquadrati in una teoria chiara ed esaustiva, malgrado l’impegno di certi meritevoli pionieri, né possiamo affermare che talune capacità preternaturali sono alla portata di tutti ed all’ordine del giorno. Se così fosse, grazie alla cosiddetta “legge dell’attrazione”, il pensiero positivo etc., il mondo in cui viviamo sarebbe diverso da com’è. Se inoltre la legge dell’attrazione et similia fossero davvero così immediate e facili da applicare, non sarebbe necessario sfornare sempre nuovi volumi sul tema ed organizzare dispendiosi corsi o estenuanti tirocini. Una volta che una persona padroneggia il metodo in esame, si dovrebbe creare una reazione a catena, come quando sulla Rete è pubblicato un video che, per un suo tratto di originalità o provocazione, diventa, come si suol dire oggi, “virale”.

Bisogna qui confutare un’obiezione diffusa: le tecniche in oggetto non funzionerebbero, perché è necessario raggiungere una massa critica per conseguire dei cambiamenti tangibili. Orbene, questa eccezione è priva di fondamento: infatti una presa di coscienza prescinde dal numero, visto che la Coscienza in sé è estranea a valori quantitativi. Se le tecniche non funzionano, significa che sono truffe, ben diverse da un impegnativo percorso iniziatico che può condurre a risultati solo con mille sacrifici e grazie a conoscenze esoteriche trasmesse da un vero Iniziato.

Invero, gli innumerevoli libri sulla forza del pensiero, della parola, della vibrazione, della preghiera all’angelo custode, del pensiero “quantico”, della concentrazione etc. quasi sempre rinviano ad altri testi, che sono definiti basilari, oppure tali saggi rimandano a seminari da frequentare, ad altre tecniche via via più complesse da apprendere.

Oltre all’avidità di coloro che con le loro pubblicazioni sulla legge dell’attrazione attraggono i gonzi i cui portafogli si svuotano a mano a mano che le giornate si riempiono di inutili mantra, bisogna deplorare le concezioni che sottendono tale accozzaglia di scemenze New age. Quasi sempre, infatti, questi manuali si fondano su un ingenuo, puerile nesso causale e su un'epidermica visione della vita dominata da regole elementari, da schematismi di sconvolgente piattezza. Disdicevoli sono anche l’utilitarismo, il materialismo e l’egomania su cui sono costruite molte teorie e pratiche inerenti al miglioramento individuale.

Si dimentica che la realtà, dal momento che esiste, è irrazionale e tentare di costringerla in formulette vincenti, in un vademecum per il successo, è un po’ come tracciare un disegno (bidimensionale) del globo terracqueo (tridimensionale), mantenendo invariati gli angoli, le distanze, le dimensioni dei continenti, senza incorrere dunque in deformazioni o in cambiamenti di taluni valori.

Insomma queste pseudo-filosofie non c’entrano il bersaglio [non c'entrano il bersaglio?], laddove gli orientamenti irrazionalisti paiono aderire alla realtà come una seconda pelle.

La fede - errata o giusta che sia - nella libera volizione, oggi scaduta nel fai da te, nella presunzione che non esistano limiti di alcun tipo, dovrebbe confrontarsi con l’idea che anche la più ferrea, ferma volontà potrebbe essere inscritta nel più inflessibile e tetragono dei destini.

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Wednesday, January 21, 2015

Esiste la felicità?

Esiste un modo per farlo stare zitto?

http://zret.blogspot.ch/2015/01/esiste-la-felicita.html

Esiste la felicità?


Esiste la felicità? Per una volta la risposta è semplice: sì. Non si confonda, però, questa situazione di appagamento quasi sempre effimera, con la serenità che è del tutto incompatibile con l’esistenza: la serenità, infatti, è uno stato perenne di quiete e di imperturbabilità. Per definizione, invece, la felicità è fugace, vulnerabile. William Blake può a ragione scrivere che essa è “collocata nello spazio tra due attimi”. Montale in “Felicità raggiunta” ci insegna che essa è larvale, fragile: “barlume che vacilla, teso ghiaccio che s’incrina”.

Dunque la felicità esiste, ma è un isolotto attorniato dall’oceano immenso del dolore e della noia. Sussiste, ma solo quando l’esistenza tende a scivolare nel non essere. Supremo paradosso: per sentirsi gratificati, bisogna cominciare ad immergersi nel non essere. Non è un caso se quasi tutti gli autori più profondi evocano il piacere come uno smarrimento nell’oblio, nell’incoscienza. “E naufragar m’è dolce in questo mare” chiosa Leopardi nell’”Infinito”, vale a dire che, solo quando si dimentica il mondo e sé stessi, si assapora un istante di soavità. In modo analogo una corrente minoritaria del Buddhismo vede nel Nirvana, di solito concepito come ineffabile beatitudine di là da ogni determinazione, il Nulla, sic et simpliciter.

“Piacer figlio d’affanno”, osserva ancora il genio di Recanati. E’ vero: il diletto nasce dal contrasto con la sofferenza; quanto più i patimenti sono acerbi, tanto più dolci sono le gioie. Tuttavia conosciamo una condizione in cui la letizia non germoglia fra un groviglio di spine: è il caso dell’infanzia; allora si è giocondi, spensierati, pur senza aver esperimentato i travagli delle età successive. Nondimeno è - come si osservava - una felicità che confina con il non essere, poiché i bimbi non possiedono ancora piena coscienza né di sé né del tempo, percezione che è in primo luogo strumento di tortura. Agli adulti, imprigionati nella corazza dell’ego, la vera giocondità è negata. Sempre.

Essere felici? Se solo riuscissimo a trovare una posizione comoda! Essere felici: un miracolo più raro dell’iridio. Non indulgiamo al “pessimismo” di Schopenauer che, riflettendo sul De vita beata di Seneca, biasima lo scrittore latino non perché le sue argomentazioni non siano persuasive, ma in quanto il filosofo romano si sofferma su qualcosa che non esiste: la vita felice. Nonostante ciò, la realtà assomiglia più al capolavoro di Schopenauer che ai libri della New age.

Come dimenticare che a volte a congiurare contro una labile condizione di soddisfazione siamo noi stessi? Ci sabotiamo, roviniamo quei rari momenti di buonumore con le nostre geremiadi, il nostro incessante, inestinguibile anelito che ci trascina verso obiettivi sempre più lontani, sempre più illusori.

Infinita grandezza ed infinita miseria dell’essere umano, contraddizione vivente: egli beve alla fonte del piacere e se ne disgusta; beve alla sorgente del dolore e ne trae un’amara voluttà.

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Saturday, January 3, 2015

Esiste il male?


http://zret.blogspot.ch/2015/01/esiste-il-male.html

Esiste il male?


Il materialismo e lo spiritualismo sono soperchierie. (C. G. Jung)

Un po’ di tempo fa ho incontrato alcuni miei ex allievi con cui ho avuto il piacere di sviscerare, quasi fosse un dialogo di Platone, alcuni argomenti abissali. [chissa' quanto si sono divertiti gli ex-allievi...]

Abbiamo deciso di stabilire il presupposto secondo cui il male non esiste. Tutti gli esseri viventi, in misura maggiore o minore, lo sperimentano, ma si può arguire che il male oggettivamente sussiste? E’ sufficiente una valutazione personale per attestarne la presenza?

Gli atei e materialisti, manifestando ragionevolezza, negano la presenza del male, poiché reputano che tutto avvenga secondo necessarie leggi di natura. Se il ghepardo sbrana la gazzella, siamo di fronte ad una situazione del tutto naturale. Anche se un astro, esplodendo, causa la fine di numerose e raffinate civiltà galattiche, assistiamo ancora ad un evento normale, inscritto nei processi fisici del cosmo. La natura è quel che è: ciò che gli uomini percepiscono come doloroso o ingiusto, dipende solo da un giudizio di valore, giacché non sussiste nelle cose. Secondo tale concezione, ha torto Siddharta Gautama quando lamenta che “la vita è dolore”. No, la vita è così e basta. La natura può sembrare crudele, ma è perfetta.

In modo quasi paradossale i new agers, che si piccano di essere spiritualisti, sono d’accordo con i materialisti: essi ripetono che “tutto è perfetto”. Secondo questa interpretazione, pure il caso-limite di uno psicopatico che tortura un bambino per settimane e che lo uccide dopo aver inflitto alla vittima inaudite sofferenze, sarebbe razionale, possedendo una sua logica indefettibile. E’ spiegato con i soliti argomenti: il karma e la necessità di evolvere. Una summa di questo pensiero si può leggere in un articolo di Luciano Giannazza intitolato “E’ colpa tua”: stando all’autore tutto quello che ci accade, di bello e di brutto, sarebbe stato deciso da noi a priori per evolvere… c’est naturel! Prendiamo un altro caso estremo: il giovane che qualche giorno addietro è stato ustionato con l’acido da una sua ex fidanzata, prima di rinascere, avrebbe stabilito che per lui sarebbe stato molto istruttivo e di enorme giovamento sul piano spirituale incorrere in questo piccolo contrattempo. Et voilà: è stato accontentato!

E’ ovvio che sia i materialisti sia i new agers inciampano in alcune difficoltà teoriche, ma i primi sono maggiormente da apprezzare: infatti, con coerenza, negano il male ma pure Dio e l’immortalità dell’anima. Certo non sanno spiegare né come né perché sorga il male umano, quel surplus di violenza del tutto incompatibile con la struggle for life. Uccidere per sopravvivere è un fatto di natura, ma il seviziare ha una funzione darwiniana? E’ indubbio: anche certi animali seviziano, ma tale comportamento sembra avere una sua valenza biologica: la gatta che tormenta il topolino, dopo averlo catturato, insegna ai gattini come cacciare le prede.

Nel complesso le aporie che devono affrontare i materialisti sono meno ostiche di quelle su cui scivolano i new agers. I materialisti abbracciano anche l’idea del determinismo che è una forma di fatalismo: tutto avviene secondo precise leggi di natura. Giustamente essi non si interrogano sul problema del male, ma sbagliano, come i new agers, quando s’impegnano in crociate contro la superstizione e le ingiustizie sulla Terra. Se non sussiste il male, non ha ragion d’essere neppure l’etica, che è distinzione tra bene e male: perciò di fronte alle sciagure, alle guerre, all’ignoranza, all’oscurantismo, il vero ateo materialista deve rimanere indifferente, come è imperturbabile al cospetto di un ragno che divora un insetto.

Gli “spiritualisti”, invece, vogliono salvare capra e cavoli: affermano il libero arbitrio, ma lo neutralizzano con l’idea del karma; dichiarano che tutto è perfetto, compiuto, ma spronano gli uomini affinché maturino ed evolvano; siamo noi a costruire l’esistenza ed il mondo, ma seguendo un percorso predeterminato a priori in modo inconsapevole. Ne risulta un guazzabuglio, un’accozzaglia di sciocchezze in cui ogni concetto si disintegra in una contraddizione insanabile. Il fatalismo più radicale si incista nella più recisa affermazione della libertà umana.

A proposito di incongruenze, ho notato che alcuni atei e materialisti sono propensi a credere nell’immortalità dell’anima. Ebbene, questa è una gigantesca, irriducibile incoerenza: se, infatti, esiste solo la materia-energia, l’eternità è prerogativa delle particelle del tutto prive di coscienza. Dopo il decesso ci attende il nulla e non è poi una prospettiva così spaventosa, se ricordiamo l’insegnamento di Epicuro. La sopravvivenza dell’individuo dopo la morte fisica presuppone che esista un quid immateriale ed imperituro di cui siamo parte o manifestazione: se non ci piace chiamarlo Dio, definiamolo Anima, Coscienza, Assoluto, Essenza, Essere… Raffiguriamolo anche in modo diverso da come lo presentano le religioni tradizionali, magari come un Dio imperfetto o qualcosa del genere, ma non è consequenziale escluderlo. Un irreligioso non può stare con il piede in due staffe: respingere Dio e, nel contempo, aspettarsi di continuare a vivere in un altro piano, per la “contradizion che no’l consente”.

Tornando al tema del male, è evidente che le argomentazioni dei miscredenti sono, tutto sommato, persuasive, se si prescinde da almeno un aspetto. Il male, che essi riescono ad espellere dalla porta, rientra dalla finestra, quando si considera che l’universo è intrinsecamente irrazionale, solo per il motivo che esiste. Ora l’irrazionalità, sebbene non sia sinonimo di male, implica un risvolto illogico, una mancanza di senso che ci obbligano poi ad arrampicarci sugli specchi per tentare di spiegare l’inspiegabile. Solo il Nulla è perfetto, ma il Nulla non esiste. Visto che qualcosa esiste, quel qualcosa, porta su di sé, come una tartaruga il carapace, il problema del male. Esistere (ex-sistere, ossia stare fuori) significa essere collocato nello spazio e nel tempo: spazio e tempo contengono in sé l’entropia, l’imperfezione che sono difetti del tutto.

Infine la “realtà” è codificata attraverso la lingua: essa, anzi, per molti versi precede e fonda il “reale”. Dunque se le comunità linguistiche hanno sentito l’esigenza di coniare un termine per designare il male, esso in qualche maniera esiste. Esiste nel lògos (discorso) e, in ragione di una corrispondenza biunivoca e sincronica, esiste pure nel mondo.


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Friday, September 19, 2014

Insanabili contraddizioni di certa filosofia New age

http://zret.blogspot.ch/2014/09/insanabili-contraddizioni-di-certa.html

 Insanabili contraddizioni di certa filosofia New age


E' in gran voga certa "filosofia" New age, i cui capisaldi sono "Tutto è Uno" e "Tutto è perfetto". Stando a questi postulati, non si comprende per quale ragione sia d'uopo "lavorare su sé stessi", “evolvere”. Se si è già perfetti, evoluti, come si può desiderare la perfezione? E' vero che Umberto Eco scrive, in maniera del tutto errata, "più perfetto", ma Eco non è un esempio né di cultura né di intelligenza. [1]  [ah ah ah zretino, e tu di cosa pensi di essere esempio? di onanistica saccenteria?]

Stando a talune correnti di pensiero, le anime, prima di incarnarsi, stipulano un contratto con cui decidono quali esperienze maturare nel mondo corporeo. A che servono queste esperienze, se l'anima è già in sé compiuta? Anche il ruolo della materia non è punto chiaro. Si ripete che senza un corpo non è possibile acquisire consapevolezza. Sarà... Allora un aspirapolvere ha più occasioni di acquisire coscienza rispetto ad un Leonardo da Vinci che purtroppo si ritrova con l'intelletto e lo spirito.

Se tutto è Uno, non esiste alcuna differenza tra vittima e carnefice. La morale non ha alcun senso, proprio come il libero arbitrio. [2] Si insiste sulla necessità di rivestire un soma per provare le più disparate emozioni e sensazioni, per attingere una perfezione che, però, è già una prerogativa di cui l'anima usufruisce ab aeterno. Quest'anima, sadica o masochista, secondo i casi, dopo tanto tempo, non si è ancora stancata di sgozzare ed essere sgozzata, di seviziare ed essere seviziata, di ammalarsi delle più orrende patologie, di trapassare fra i più atroci, innominabili patimenti?

Con queste osservazioni non si intende affermare che i principi sopra esposti non abbiano una loro validità teoretica. Non si intende asserire che il reale è del tutto privo di una sua pur recondita logica. Bisognerebbe, però, presentare quei canoni all’interno di un sistema coerente, eppure problematico, come idee ed ipotesi suscettibili di ulteriori definizioni e non come dogmi. Bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di trarne le logiche conseguenze, ossia ammettere che una concezione siffatta esclude la libera volizione, soprattutto perché, in fin dei conti, in un'armonia prestabilita, ogni evento è appunto prestabilito.

E' anche possibile che la realtà sia solo un gioco in cui qualcuno si diverte, una sorta di cosmica candid camera, dove all'ultimo momento, ci è rivelato che era tutto uno scherzo.

Non si possono, però, ignorare altre visioni secondo cui l'essere, originariamente perfetto, subì (o volle?) un cedimento o una dicotomia tra bene e male per ragioni che è molto arduo comprendere. In tali concezioni il male diventa un dato indiscusso, sebbene non imperituro, e non una semplice "mancanza di bene" o un'illusione. Essendo il mondo incrinato da difetti, assumono un loro valore sia l'anelito all'armonia sia una pur teorica opportunità di scelta.

In ogni caso, “tutto è perfetto”, anche le sonore legnate che meritano i new agers. Buona evoluzione a suon di botte!

[1] Non si distingue qui tra non manifesto e manifesto: in una realtà in cui comunque tutto è veramente Uno, anche il manifesto con le sue aberrazioni, appartiene all’Uno.

[2] La fragilità della fede nel libero arbitrio era già stata evidenziata nella serie "La legge dell'attrazione" di cui riporto alcune conclusioni. Esiste solo lo Spirito (alias Coscienza, Dio, Mente cosmica, Energia immateriale etc.): il libero arbitrio ed il potere dell’intenzione creativa sono prerogative di Dio. La libera volizione del singolo è un’adesione perfetta alla volontà assoluta, inscalfibile di Dio: “E’ n sua voluntade è nostra pace”, (Par. III). Dio può avere una sola testa ed una sola volontà, altrimenti diventa schizofrenico. Esistono sia lo Spirito sia la materia: il libero arbitrio si esplica nel momento in cui la coscienza individuale riesce ad agire sui fatti e sulle cose, ma questa azione è solo possibile mediante l’intervento della Coscienza universale (o comunque di un agente esterno) in cui tra l’altro sono stati decisi (sognati?) ab aeterno, fuori dal tempo, gli eventi che sembrano dipanarsi nel tempo. Ergo il libero arbitrio non esiste. Esiste solo la materia: la libertà umana non esiste, giacché tutto dipende da ineluttabili leggi fisiche.

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Wednesday, June 18, 2014

Spiritati

http://zret.blogspot.it/2014/06/spiritati.html

Spiritati

In questi tempi sempre più difficili non sono pochi coloro che cercano di fuggire da un’esistenza asfissiante, dal cappio del quotidiano, ricorrendo alle esperienze più disparate. L’uomo contemporaneo avverte, sebbene in modo indistinto, che esiste un quid oltre il corpo, oltre i ceppi della materia. Purtroppo, però, cerca scorciatoie, privilegia le tecniche, pensa, un po’ come Simon Mago, che con il denaro si possano acquisire i doni dello Spirito. Ecco allora che comincia ad iscriversi a corsi, a procurarsi costosi tomi, a seguire gli insegnamenti di sedicenti maestri: quasi sempre il risultato non è l’espansione della coscienza, bensì uno spaventoso assottigliamento del portafoglio. Un percorso “spirituale” è più oneroso di un mutuo.

Come giudicare poi di tutte quelle costrizioni che dovrebbero liberare il nostro potenziale interiore? Posture scomode, estenuanti sedute di meditazione, impegnativi esercizi di visualizzazione, concentrazione della mente sul vuoto... Qual è alla fine il frutto di tutte queste prassi?

L’uomo di oggi è costitutivamente dissimile da quello di un tempo: altro che evoluzione! Così, se i partecipanti ai Misteri dei tempi venerandi compivano un itinerario che li conduceva, attraverso prove simboliche, ad una vera iniziazione, nell’età attuale si brancica nel buio o ci si muove in un labirinto. Dante ci insegna che “per riveder le stelle”, è necessario un lungo, paziente apprendistato. E’ necessario percorrere il sentiero che attraversa l’inferno per rendere l’anima degna di ascendere. Si preferisce la via più breve la cui meta, però, è il fallimento.

Difettano gli ierofanti genuini che possano trasmettere delle dottrine profonde senza pensare ad un tornaconto, al proprio ego; oggi il contatto con il sacro è sostituito dal convegno a pagamento, in cui i conferenzieri disquisiscono sui temi più eterogenei purché vi figuri l’aggettivo “quantico”. Questa non è spiritualità, ma una sua contraffazione, anzi mercimonio. Non mancheranno allora gli amuleti, i cristalli, i dispositivi di carta contro le onde elettromagnetiche, le orgoniti…

L’era della pazzia e dello sperpero ama ammantarsi con le parvenze della saggezza e della sobrietà.

Tutto si vende, tutto si acquista. I libri per innalzarsi oltre il mortificante materialismo pullulano: dallo Zen al sapere degli Orfici, dalla filosofia orientale alla fisica quantistica, dall’esoterismo cristiano alla New age… tutto congiura per la nostra felicità, per il successo, la salute, addirittura per la deificazione dell’uomo.

Eppure siamo sempre più insoddisfatti, frustrati, cagionevoli, incapaci di guardare oltre il soffocante orizzonte del qui ed ora...

Quando si terrà il prossimo simposio sull’apertura dei chakra?

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Monday, January 13, 2014

Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno

http://zret.blogspot.co.uk/2014/01/extraterrestri-le-radici-occulte-di-un.html

Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno

Gianluca Marletta ed Enzo Pennetta sono autori di un libricino intitolato “Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno”, 2011. Il testo si situa nel solco della saggistica xenologica che ascrive in toto il fenomeno U.F.O. a dimensioni occulte di natura non fisica. Tempo fa, esprimemmo un giudizio severo che oggi ci sentiamo globalmente di confermare. Quali sono le ragioni di tale valutazione?

In primo luogo, nel già ripetitivo panorama della letteratura ufologica, il titolo dei due autori non aggiunge alcunché di nuovo: numerosi studiosi, troppo celebri per essere menzionati, già formularono ed esplorarono l’ipotesi parafisica. Transeat: è possibile comunque che si intenda proporre un taglio personale all’interpretazione in esame.

Ciò che non convince è l’approccio riduzionista a causa del quale tutti gli aspetti hard dell’Ufologia sono ignorati a favore di una lettura che, pur legittima, è opinabile quando diventa esclusiva, apodittica. Il rigetto delle caratteristiche materiali elimina ipso facto il problema del terraforming, dell’ibridazione genetica, delle misteriose mutilazioni animali, dalla retroingegneria (si pensi alla notevole testimonianza del Tenente Colonnello Philip J. Corso). Sono questioni che è arduo negare, ma pure facile omettere per non essere accusati di essere dei visionari.

E’ questo il limite maggiore: la tesi è enunciata, senza avvertire la necessità in qualche modo di dimostrarla. E’ così che si getta tutto nello stesso calderone: lo spiritismo ottocentesco, il contattismo, l’archeologia spaziale, gli oggetti volanti non identificati...

Se cardine della ricerca è il discernimento, allora il testo in oggetto non è una ricerca. Si consideri solo il caso del contattismo, molto più complesso di com’è presentato, non riconducibile sic et simpliciter all’occultismo. Vero è che gli ufonauti incontrati da Adamski e dai numerosi epigoni lasciano intuire, di là dai mirabilia tecnologici e dalle apparenze angelicate, obiettivi, se non malevoli, ambigui, ma sarebbe auspicabile adottare criteri più duttili. Quando si affrontano temi controversi, come quelli connessi alla Xenologia, occorre affinare e calibrare gli strumenti interpretativi: è come se un orefice usasse pinze e tenaglie per lavorare l’oro.

Un altro aspetto ci sembra minare la fatica di Marletta e Pennetta: l’opposizione, ormai obsoleta e rude, tra ipotesi parafisica ed ipotesi extraterrestre. A ben vedere, i due orizzonti non sono così lontani: è possibile che una civiltà, dopo aver toccato il culmine del “progresso” tecnologico, abbandoni la tecnica per procedere lungo la via dei poteri psichici, del dominio della materia e dello spazio-tempo attraverso il pensiero. Ad esempio, nell’India vedica dèi, semidei ed eroi ora impiegano la tecnologia ora ne sono svincolati. Lo stesso termine “loka”, in sanscrito, designa sia il pianeta fisico sia un mondo sovradimensionale: invero, realtà fisica ed iperfisica coesistono e si compenetrano, anche se, quasi sempre noi percepiamo solo la prima, anzi una sua piccola frazione. Un Venusiano non deve per forza provenire dal pianeta materiale che chiamiamo Venere.

Pertanto se nella Bibbia ed in altri libri tradizionali alcuni specialisti scorgono “angeli” in carne ed ossa nonché macchine volanti, mentre altri ricercatori vedono immagini sciamaniche e fenomeni eterici, probabilmente hanno ragione entrambe le categorie di studiosi. Si tratta di stabilire dove il testo o l’esperienza descrivono un referente concreto e dove, invece, un simbolo, pur nella consapevolezza che tale distinzione può essere sfumata. Lo stesso vale per la fenomenologia ufologica, il cui versante tecnologico (viti e bulloni), sebbene sia da ridimensionare, non può essere escluso del tutto, pena la creazione di una grisaille in cui si confonde tutto ed il contrario di tutto: esoterismo, occultismo, New age, scienza di frontiera…

Occorre provare a superare la tradizionale separazione tra empirico e meta-empirico. La scienza ortodossa si ostina ad ignorare le cosiddette energie sottili nonché la sfera metafisica: in questo modo si preclude dogmaticamente una visione più ampia ed approfondita. La vera ricerca, però, non può prescindere dalla ricognizione, sempre critica e prudente, di territori liminali. In molti casi l’osservazione del “fatto concreto” dà l’impulso per un’indagine che, un po’ alla volta, travalica i confini dell’empiria, lasciando intravedere inattesi paesaggi.

Dunque la visione dei due scrittori è poco aggiornata e rischia di appiattirsi su un’esegesi dicotomica, anzi manichea dove il bene coincide con il Cattolicesimo ed il male con tutto il resto.

Le ambizioni antropologiche degli autori, cioè dimostrare che le manifestazioni ufologiche nascondono il fine delle élites di creare il terreno adatto ad una pseudo-religione mondialista, si diluiscono nella brevità (brevis laboro esse, obscurus fio...) dell’opuscolo, ma soprattutto sono quasi vanificate dall’impostazione confessionale.

Condividiamo, pur con alcuni distinguo, l’assunto centrale dell’opuscolo, ossia dietro gli Altri (tutti?) opera un agente pericoloso, ma se il fine è portare i lettori nell’ovile della Chiesa cattolica, come tante docili pecorelle bianche, allora preferiamo rimanere pecore nere.

Siamo concordi con altre tesi degli autori, ostili al riduzionismo scientifico, al darwinismo, alla teoria dei cambiamenti climatici dovuti al biossido di carbonio etc. Perciò, visto che le premesse sono buone, auspichiamo che “Extraterrestri, le radici occulte di un mito moderno” sia solo un primo passo di un lungo cammino verso mete più originali, specialmente verso concezioni emancipate dal dualismo interpretativo cui si è accennato sopra.


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Monday, September 2, 2013

La legge dell’attrazione (terza parte)

http://zret.blogspot.co.uk/2013/08/la-legge-dellattrazione-terza-parte.html

La legge dell’attrazione (terza parte)

Leggi qui la prima parte.

Se il tempo è uno stratagemma affinché gli eventi non accadano tutti insieme, nello stesso istante; se, in altre parole, tutto è già accaduto, è palese che è impossibile incidere sui fatti.

Siamo attori che recitano una parte? Il copione è stato già scritto e la “libertà” è forse nel timbro di voce con cui possiamo pronunciare le battute? E’ difficile confutare che il tempo è un inganno, per quanto tenace. E’ sufficiente assopirsi per sovvertirne le coordinate e la sequenza passato-presente-futuro (nei sogni) o addirittura per annullarlo (nel sonno profondo).

Se dunque il tempo non esiste come ente assoluto, non esiste neppure la possibilità di dominarlo. Gli accadimenti sono fotogrammi di una pellicola girata da un regista ignoto. Come in una pellicola la rapida successione dei fotogrammi dà l’illusione del movimento, così l’avvicendamento delle vicende nella nostra esistenza crea l’apparenza del moto e del libero arbitrio.

Alcuni autori illustrano l’intenzione nel modo seguente: ”L’intenzione si associa al concetto proposto da Wayne Dyerquale, secondo cui essa sarebbe una forza universale che permette l’atto stesso della creazione, in tutti gli ambiti, ed alla quale abbiamo libero accesso grazie alla nostra caratteristica di essere parte olografica dell’universo stesso, dal quale anche l’intenzione trae origine. L’intenzione cosi intesa non è solo un atteggiamento personale che ci spinge ad agire individualmente, ma è piuttosto un’energia universale alla quale ricorriamo (anche in modo inconsapevole) per dare forma reale alla nostra fisicità”.

Per Deepak Chopra, “l’intenzione è il punto di partenza di ogni sogno. È il potere creativo che soddisfa tutte le nostre esigenze”.

L’aforisma di Chopra è bello, ma è una mera petizione di principio. Dyerquale evoca l’energia universale, l’universo olografico, la fisicità, senza nemmeno provare a spiegare che cosa intenda con queste parole. E’ un discorso del tutto privo di riferimenti chiari. Semmai può servire come consolazione. Il mondo ci appare molto diverso da questo luna park olografico. “Il mondo, brulicante di essere corruttibili, è un disastro inesplicabile”. (L. Bossi)

Che il pensiero individuale possa creare dal nulla la materia, quando più gli aggrada, è da escludere. Che possa in qualche modo influire sugli avvenimenti e sulle “cose” è controverso. Ammettiamo pure che il singolo possa controllare il tempo, quindi gli eventi, in contrasto con quanto sopra affermato. Resta comunque un ostacolo che pare insormontabile: la frattura tra pensiero e “realtà”.

Nota Boutroux che tra fisica e chimica, tra chimica e biologia, tra biologia e psicologia si aprono delle fratture. Le leggi fisiche mostrano discontinuità con quelle chimiche, le chimiche con quelle biologiche etc. E’ arduo comprendere come si possa saltare il fosso.

Il fisico Schrodinger si chiese come gruppi di atomi piccolissimi, troppo piccoli per aderire a leggi statistiche esatte possano rivestire un ruolo dominante negli avvenimenti ordinati di un organismo vivente. Vale a dire, in che maniera il mondo atomico e subatomico, con la sua anarchia e la sua incoscienza, può generare la vita organizzata (la sfera organica) e la coscienza? Manca – è evidente – qualcosa. Che cosa nessuno sa.

Se circoscriviamo il problema alla supposta azione del pensiero sulla corporeità, notiamo anche qui una distanza incolmabile: se res cogitans e res extensa sono ontologicamente diverse, allora la risoluzione migliore per comprendere come si possano collegare, è quella proposta dagli occasionalisti, per cui è Dio ogni volta ad agire. Tale ipotesi esclude il libero arbitrio umano. Se, invece, esiste solo il pensiero (Idealismo), esso opera su una “realtà” fittizia. Tuttavia questo pensiero trascendentale (Io trascendentale per Fichte) non coincide del tutto con ciascun individuo, anche se ciascun individuo partecipa di esso.

Ecco l’errore gigantesco dei new agers: credere che l’intenzione individuale combaci in toto con l’Intenzione universale. L’uomo è Dio. E’ un po’ come pensare che con una sola nota musicale sia possibile comporre un numero considerevole di melodie.

E’ possibile che una Coscienza cosmica produca un universo (un universo-sogno?) che noi percepiamo come tangibile e concreto, anche se potrebbe essere una mera illusione sensoriale. Se è così, però, questa Coscienza onnipotente ed onnisciente può lasciar mai spazio alla libertà dei singoli che, tra l’altro, sono soltanto ombre proiettate dalla Coscienza-luce? Se cedesse anche una minima frazione della sua potenza, non sarebbe più perfetta e quindi non sarebbe più Dio.

Se, invece, esiste solo la materia, allora il libero arbitrio non ha ragion d’essere, poiché alle quattro interazioni fondamentali ed alle loro propaggini chimico-biologiche soggiacciono leggi (modi di funzionamento dei processi energetici) che sono le radici delle esperienze intellettuali e spirituali. I positivisti ottocenteschi riassumevano l’idea in tal guisa: “Il cervello secerne il pensiero”.

Per ora ricapitoliamo. Vedremo in seguito altre implicazioni dell'abnorme problema.

Esiste solo lo Spirito (alias Coscienza, Dio, Mente cosmica, Energia immateriale etc.): il libero arbitrio ed il potere dell’intenzione creativa sono prerogative di Dio. La libera volizione del singolo è un’adesione perfetta alla volontà assoluta, inscalfibile di Dio: “E’ n sua voluntade è nostra pace”, (Par. III). Dio può avere una sola testa ed una sola volontà, altrimenti diventa schizofrenico.

Esistono sia lo Spirito sia la materia: il libero arbitrio si esplica nel momento in cui la coscienza individuale riesce ad agire sui fatti e sulle cose, ma questa azione è solo possibile mediante l’intervento della Coscienza universale (o comunque di un agente esterno) in cui tra l’altro sono stati decisi (sognati?) ab aeterno, fuori dal tempo, gli eventi che sembrano dipanarsi nel tempo. Ergo il libero arbitrio non esiste.

Esiste solo la materia: la libertà umana non esiste, giacché tutto dipende da ineluttabili leggi fisiche.


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Tuesday, July 16, 2013

La legge dell’attrazione (prima parte)

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La legge dell’attrazione (prima parte)


La cosiddetta “legge dell’attrazione” implica che ciascuno di noi attira gli eventi che costellano la sua vita. In modo inconscio si trascinerebbero verso di sé situazioni favorevoli o dannose, provocando poi una sorta di “effetto domino”. E’ ovvio che tale idea investe dei problemi filosofici di formidabile complessità. Cercheremo, però, di analizzarla, per quanto possibile in modo semplice. La divisione della disamina in parti piuttosto brevi dovrebbe agevolare la comprensione.

In primo luogo osserviamo che la succitata “legge” presuppone che A (il soggetto) intervenga in qualche modo su B (gli accadimenti). E’ significativo che tale intervento non sia sugli oggetti, sulla materia, ma appunto sugli avvenimenti: siamo nell’ambito di una visione che manifesta, in una sua sfaccettatura, una vaga somiglianza con il pensiero del primo Wittgenstein. Secondo il filosofo austriaco, infatti, il mondo è la totalità dei fatti (“Il mondo è ciò che accade”, "Tractatus logico-philosophicus"), una concatenazione di stati di cose in connessioni immediate, di fatti che succedono uno indipendentemente dall’altro.

Purtroppo, come spesso avviene con le idee che bollono nel pentolone della New age, il presupposto indicato è sùbito confuso con un altro assunto: il pensiero ha la possibilità di creare. Si propone il seguente esempio: esisterebbe un capolavoro, prescindendo dall’idea di un artista? Ovviamente no. Proviamo ad immaginare i meravigliosi affreschi della Cappella Sistina, assente l’ispirazione di Michelangelo. È naturale che senza la potente fantasia del genio, senza il suo disegno intellettuale, le pareti della Sistina non sarebbero abbellite dall’eccelsa opera. Ci si chiede, però, se potremmo ammirare il masterpiece, se Michelangelo non avesse potuto usare i pigmenti dei colori, i pennelli e la sua stessa mano? Ora, si può prescindere dalla materia, se si intende dare vita a qualcosa? [1]

E’ evidente che l’affermazione “l’idea crea” è una colossale, spaventosa sciocchezza, se non la integriamo nel modo seguente: “L’idea crea, ma con la mediazione della materia o comunque di un quid che rende percepibile il concetto”. Diversamente si resta irretiti nelle istruttive contraddizioni e nei fallimenti dell’arte concettuale (si pensi soprattutto a Joseph Kosuth) che tenta di concettualizzare l’espressione estetica, di sbarazzarsi della “cosa”, senza mai riuscirvi del tutto. La “cosa” (il substrato del significante o il riferimento al significato), espulsa dalla porta, rientra dalla finestra ora come supporto cartaceo di una fotografia ora come manufatto (la sedia di “Una e tre sedie”). Dell’impossibilità di annullare l’oggetto, è consapevole Marcel Duchamp che, quando decide di azzerare la “cosa”, rinuncia in toto all’arte per dedicarsi al gioco degli scacchi.

In altre parole, l’idea sorgerà pure dal nulla, ma senza il concorso di qualcosa (la si chiami materia, oggetto, entità fisica, elemento corporeo etc.), comunque si intenda quel “qualcosa”, anche l’idea più sublime coinciderà con il nulla.

Sfido chicchessia a produrre un testo lato sensu, senza ricorrere ad alcunché di materiale ed esterno: una penna, la tastiera di un computer, una tavolozza con le tempere, il marmo, uno strumento musicale...

[1] Qui non indugiamo su che cosa sia veramente la materia, perché è argomento cui abbiamo già dedicato molti articoli cui rinviamo. Si legga almeno “Che cos’è la ‘cosa’?”, 2010. Si può rammentare che gli scienziati la giudicano equivalente all’energia, secondo la formula di Olinto De Pretto (poi plagiata e modificata da Einstein), E=mv2, ossia l’energia è uguale alla massa per la velocità della luce al quadrato. In verità, nessuno ha mai davvero compreso che cosa sia non solo la res cogitans ma pure la res extensa. Ci si deve accontentare di ipotesi, di teorie, giacché l’essenza del reale è in sé inconoscibile.


Sunday, July 7, 2013

I negatori del male e la condizione umana

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I negatori del male e la condizione umana


L’ambiguità del reale è siffatta che il Bene stesso può generare il Male.” (F. Schelling)

E’ estenuante il dibattito con gli assertori della “verità”: estenuante ed inutile. Ora, mi chiedo come sia possibile essere sicuri di possedere verità ontologiche (non empiriche) per dispensarle ai profani. Come spesso avviene, la pietra d’inciampo è il problema del male.

I dogmatici, per avere ragione in modo definitivo, invece di ricorrere ai funambolismi dei teologi, che tentano di spiegare il mysterium iniquitatis, scivolando in conclusioni più insanabili delle già antinomiche premesse, negano il male tout court. E’ uno stratagemma molto efficace, ma pur sempre uno stratagemma.

Se si obietta che resta comunque una dose di male che pare assurdo, inesplicabile, i negatori ti rispondono, con Leibniz e Pangloss che “tutto è perfetto così com’è”. “Viviamo nel migliore dei mondi possibili”. Tali asserzioni sono postulati che non abbisognano di alcuna dimostrazione. Il male è solo il frutto di una visione limitata e soggettiva. Sarà... Se si propone l’esempio di un bambino ucciso, dopo essere stato seviziato magari per anni, coloro replicano nel modo seguente: in primo luogo quel bambino ha deciso di nascere per maturare un’istruttiva esperienza che prevedeva la sua morte dopo una lunga tortura. Inoltre essi affermano che il male incarnato in tale vissuto è del tutto illusorio, più inconsistente di un’ombra.

Ora, è anche possibile, in linea teorica, che costoro abbiano ragione: la realtà è così irrazionale che il male stesso potrebbe essere giustificato con argomenti così irragionevoli. Quanto contesto in modo reciso è l’atteggiamento dogmatico, apodittico, categorico dei negatori: essi non propongono il loro pensiero come un’eventuale risposta, ma come la RISPOSTA. Questo è oltremodo irritante nonché una bestemmia nei confronti degli esseri viventi tutti che soffrono pene indicibili sia fisiche sia morali. Onestà intellettuale vorrebbe che, al cospetto delle più atroci manifestazioni del male, si sospendesse il giudizio o si ventilassero delle ipotesi. Onestà intellettuale vorrebbe si evitasse di addurre come prova di quanto bandito il Pensiero tradizionale che viene piegato (e stuprato) per sentenziare e persino per giudicare.[1]

I seguaci di Plotino, di Agostino, di Leibniz etc. sostengono che il male è non-essere, assenza di Bene, essendo privo di sostanza. Lo ripeto: potrebbe essere così, ma, mentre i filosofi citati, se non altro, inquadrano la loro interpretazione in una dottrina filosofica, chi ne ha solo orecchiato le idee manca del tutto dell’inclinazione a definire un disegno coerente, semmai impastando un po’ di pseudo-concetti della New age più becera.

Prova ne è la gigantesca incongruenza in cui si impastoiano. I negatori del male sono nel contempo propugnatori del libero arbitrio, quindi dell’etica. Se, però, tutto è armonico, tutto è solo come dev’essere, allora tutto è lecito: non intercorre alcuna differenza tra una carneficina ed il salvataggio di mille vite. Sono due azioni del tutto intercambiabili, poiché ambedue consentono di maturare esperienze e di “evolvere”. Del tutto intercambiabili sono anche un criminale ed un benefattore.[2]

Per carità, sono il primo a vedere nella morale il preludio del moralismo. Sono il primo anche a propendere per la fallacia circa il convincimento del “libero arbitrio”, simpatizzando, invece, per una concezione fatalista. Tuttavia le mie sono mere congetture o, al limite, intuizioni: so che non possono né potranno mai essere avvalorate in modo definitivo né d’altro canto confutate. Ammetto pure che non è per nulla facile dirimere certe controversie, preferendo il dubbio umano ad una “verità” sacerdotale.

Sentirei di accostarmi, come ho già scritto, a quelle concezioni, secondo cui il mysterium iniquitatis è inerente alla creazione (o emanazione stessa): questa idea, prima di essere gnostica, è in Anassimandro.[3] Riconosco che non è non il non plus ultra come chiarimento, ma è sempre meglio sia delle consolatorie delucidazioni New age sia dell’esegesi ebraico-cristiana-musulmana, secondo cui il male sarebbe dovuto ad una scelta di Adamo ed Eva. I progenitori avrebbero violato un precetto divino, quando ancora il male non era entrato nel mondo. Da dove spunta poi il Serpente tentatore? Lo creò Dio? Se è così, nell'Eterno alberga un lato oscuro? Il Signore non sapeva, nella sua onniscienza, che Eva avrebbe ceduto alle lusinghe del Serpente? Etc. Insomma lasciamo tali quesiti a chi si appoggia alla Bibbia con le stampelle di traduzioni approssimative.

Essere umani significa riconoscere che talune questioni non possono essere del tutto intese. I dogmatici sono l’antitesi dell’umanità, poiché si reputano, con immensa superbia, eguali a Dio stesso, di cui conoscono ed interpretano intenzioni, fini, persino i più reconditi pensieri. La condizione umana è, invece, insufficienza ed incompletezza: altrimenti non sarebbe una condizione propriamente umana, nel bene e... nel male.

[1] La Philosophia perennis è strumentalizzata per divulgare ed imporre storte nozioni della New age deteriore.

[2] Non è naturalmente l’unica incoerenza in cui annegano. Comunque che noia, che nausea questa “perfezione”, questa acquiescenza all’esistente… un sedativo per la coscienza, un elisir narcotizzante che dona una felicità da moribondi.

[3] Il mito cosmogonico di Purusha (RigVeda), l’Uomo primordiale che si smembra e si sacrifica nella Manifestazione, non è forse così distante. Questo mito non presuppone che fine del cosmo e delle creature sia evolvere, attraverso l’esperienza dei patimenti: infatti vede la creazione in sé come sacrificio, come disarticolazione rispetto ad un’unità originaria. Il fine non è dunque l’evoluzione, ma il ritorno ad uno stato primigenio. La sofferenza non è tanto un mezzo, quanto un aspetto necessario dell’universo. La scelta compiuta dagli esseri tutti (inclusi i minerali) di scendere nel mondo materiale è inevitabile (fatalismo?), perché è l’unico modo per risalire, per tornare alla Sorgente da dove Purusha si è allontanato. Il motivo di questo distacco non è per nulla chiaro. Il mito di Purusha, oltre a contenere un dualismo che ricorda quello cartesiano tra res cogitans e res extensa, definisce una situazione circolare, oziosa e tautologica. Per dirla con Leopardi: “Tutte le cose si muovono per tornare infine nel luogo donde si son mosse”.


Friday, June 7, 2013

Tendenze e dinamiche all’interno dell’informazione non allineata


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Tendenze e dinamiche all’interno dell’informazione non allineata


Nell’editoriale “Il cospirazionismo fa parte della cospirazione?”, Leopoldo Antinozzi si chiede se alcune tendenze all’interno dell’informazione non ufficiale non siano funzionali a rafforzare il potere di cui i ricercatori non allineati denunciano i crimini più o meno occulti. L’articolo, basandosi su premesse incomplete, approda a conclusioni discutibili, sebbene qualche argomento si possa condividere. Nel momento in cui Antinozzi si pone la domanda, difetta della capacità di discernimento, ossia subito avrebbe dovuto distinguere tra divulgatori veramente liberi ed autori che sono i cosiddetti “guardiani del cancello” (in inglese gatekeepers). [1]

I gatekeepers svelano qualche verità incollata a molte menzogne per catturare il consenso di quella fetta di opinione pubblica “vaccinata” rispetto alle bugie dei media di regime, per convincerla ad accettare bugie più raffinate, dalle sembianze di “fatti”. Emblematico è il caso di Adam Kadmon. Costoro certamente sono schierati con l’establishment e ne condividono gli scopi nefandi.

Antinozzi si domanda per quale ragione serie come “History channel” lascino filtrare indizi di verità censurate: egli ritiene che questa ed altre operazioni di parziale disclosure servano a causare una crisi nei fruitori che, travolti dalla paura e dal crollo delle loro false certezze, perdono il desiderio di vivere.

Avverte l’editorialista: “Se mi dici come stanno veramente le cose e poi non mi dai gli strumenti per gestire queste informazioni in modo da farmene una ragione e soprattutto per dirigere la mia energia in senso costruttivo nella mia vita, il risultato è devastante, perché distruggi il mio entusiasmo, la mia voglia di vivere per uno scopo, annichilisci la mia energia vitale per dirigerla verso quelle emozioni che possono essere solo cibo per energie sterminatorie”.

Ciò è vero, ma non si sottolinea che ogni presa di coscienza passa attraverso un vissuto doloroso. Non si pone l’accento sui risvolti positivi della “crisi” che, da un punto di vista etimologico, non è solo decadenza e crollo, ma anche fase decisiva, preludio di rigenerazione. “La voglia di vivere”, “l’entusiasmo” ed “il libero arbitrio” che vengono distrutti dalla conoscenza, invero, sono gli anestetici e le droghe che l’uomo comune scambia per vita, mentre è solo un automatismo, un ebete letargo. E’ senza dubbio necessario offrire degli strumenti per “gestire le informazioni”: ogni problema va analizzato, indicando le possibili risoluzioni. Occorre, però, anche che si spronino i fruitori a trovare le energie in sé stessi, altrimenti si passa da una forma di dipendenza ad un’altra. Se una persona non sa affrontare il timore, non sa metabolizzare e trasformare la collera e lo sgomento iniziali in indignazione ed azione, è preferibile che se ne resti adagiata sugli allori (quando si accorgerà che sono un groviglio di spine, saranno dolori...). [professò, ma sei pagato un tanto a virgola?]

Che cosa pensare poi dello spavento che i media ufficiali provocano a bella posta? Insistendo su fatti sanguinari, su stragi perpetrate proprio dai governanti, le testate di stato trasformano la paura in una potente arma per paralizzare l’opinione pubblica e per obbligarla ad accettare ulteriori rinunce alla libertà. Questo è un modus operandi da denunciare, in vece di cavillare sulle inquietudini che diffonderebbero taluni studiosi eretici il cui raggio d’azione è molto limitato.

Scrive Marco Aurelio, l’imperatore filosofo in “A sé stesso”: “La vita assomiglia più ad una lotta che ad una danza”. Orbene, non tutto è piacevole e facile nell’esistenza: acquisire consapevolezza di questioni cruciali implica di per sé una maturazione. E’ naturale che certe notizie scabrose devono essere centellinate e proposte anche in dosi omeopatiche, ma non si può neppure pensare di autocensurarsi pur di non seminare il timore che comunque, in quanto emozione, è temporaneo.

Se desideriamo solo “verità” tranquillizzanti, se temiamo di confrontarci con interrogativi abissali, con il dubbio persino che la libertà umana potrebbe essere fortemente condizionata, se non addirittura un’illusione, allora possiamo rimanere nel sistema e permettere che gli altri vi rimangano. Come spesso ripete l’amico straccione Corrado Penna, venire al corrente di una realtà brutale come la Biogeoingegneria, sùbito ha un effetto traumatico, ma poi ti spinge ad avviare dei percorsi di ricerca, a studiare possibili rimedi, ad addentrarti nei meandri di una storia e di una scienza negate. Di fronte ad un male tanto illogico, si rafforza il convincimento che non si può rimanere indifferenti, germoglia l’idea di una vittoria finale del bene.

E’ indubbio: alcuni ricercatori squadernano delle verità indigeste, senza nel contempo additare delle prospettive, ma ciò dipende per lo più dal loro approccio da cronisti e non dall’intento di generare angoscia. Al contrario, coloro che vogliono edulcorare tutto e ricondurre situazioni sgradevoli (si pensi di nuovo ad Adam Kadmon) a rassicuranti “verità”, sono più dannosi, perché mentono ed in quanto distorcono i fatti per ingannare i lettori e per convogliarne le aspettative verso le chimere della New age deteriore.

Una persona che comincia a conquistare un briciolo di comprensione, dopo un po’ di tempo sa da quali siti attingere contenuti il più possibile imparziali, da quali fonti ricavare suggerimenti risolutivi. Senza prima conoscere, però, non può attrezzarsi in modo adeguato.

Osserva ancora Antinozzi: “Vien da sé che la capacità di approfondire i contenuti rimossi della propria coscienza rende anche possibile la facoltà di tradurli in una maggiore intelligenza di leggere gli eventi della società e della storia. Le due ricerche, quella esteriore e quella interiore, devono sempre viaggiare insieme”. Concordiamo con questa glossa che, se è il perno dei ragionamenti, mostra che è vero anche il contrario, ossia la comprensione degli accadimenti nascosti può propiziare un approfondimento del mondo interiore e, più in generale, della complessa natura umana. E’ auspicabile dunque coniugare i due percorsi. [2]

Riprendiamo il quesito di prima: per quale ragione serie come “History channel” lasciano baluginare delle verità censurate? Si deve ricordare che la censura è micidiale: poco sfugge alle sue fitte maglie. Essa si esplica con un controllo capillare sia preventivo sia a posteriori. Non dimentichiamo che il controllo culmina persino nell’assassinio di investigatori indipendenti indipezzenti come me. Vogliamo forse pensare che costoro siano agenti del sistema? Dunque se talvolta, attraverso certi programmi e pubblicazioni, trapelano contenuti veridici, non sempre siamo di fronte a bieche strategie (questo vale per la trasmissione “Mistero” e per il libro “Illuminati”), ma al cospetto dell’azione repressiva degli apparati, un’azione che costringe a compromessi nella divulgazione. Questo spiega per quale ragione un canale digitale ha proposto di straforo due puntate della serie “That’s impossible” sempre di “History channel”, per poi in fretta e furia cancellare il format dal palinsesto. Questo spiega perché un episodio di “That’s impossible” sulla modifcazione climatica, rilanciato dal canale Tanker enemy TV, è stato oggetto di una raffica di segnalazioni per opera di disinformatori che si sono adoperati (invano) affinché fosse rimosso dalla Rete.

E’ meglio sempre sapere che ignorare: George Orwell ci avvisa che “l’ignoranza è forza” per il sistema. Se tutti sapessero che i media ed i governi ingannano sulle questioni più importanti, quanto ancora durerebbe il loro perverso dominio? La vera responsabilità dell’obnubilamento delle coscienze è dei “giornalisti” ufficiali: costoro instillano preoccupazioni, propalano menzogne, plagiano. Costoro sono più dannosi di chi ti avverte di un pericolo reale (uomo avvisato...), anzi possiamo asserire senza tema di smentita che la depravazione dell’élites nulla potrebbe, se non trovasse una potentissima cassa di risonanza nei pennivendoli che modellano una realtà fittizia, costruita per imprigionare i cittadini nella paura, nella mistificazione, nell’impotenza. Veramente l’influsso dei gazzettieri è immenso: ora inventano un fatto ora lo distorcono ora nascondono una verità scottante. Non solo, gli impostori, in luogo di riportare la notizia, immediatamente la condiscono con giudizi faziosi atti ad orientare la reazione dell’opinione pubblica. Si approfitta della credulità e soprattutto dell’innata e tenace fiducia nelle istituzioni per condurre il pubblico dove si vuole. Purtroppo la genia degli scombiccheracarte non è solo del tutto prona ai dettami delle classi dirigenti, ma è essa stessa incarnazione degli apparati. Orson Welles definì la corporazione dei giornalisti, “quarto potere”, ma non sarà il caso di ribattezzarla “Primo strapotere”? [veramente il titolo in italiano del grandissimo film dell'enorme Welles si riferiva al potere degli EDITORI dei giornali, e poi l'originale era  Citizen Kane. Ma che te lo dico a fare...]

Tralasciando altri addentellati del tema, si potrebbe concludere ricordando che la Conoscenza in sé (di cui la conoscenza è simulacro, benché pallido), quando è preceduta da un itinerario ad hoc ed associata ad una natura in grado di accoglierla, è già risposta. Tuttavia, come ci insegna la tradizione esoterica, la Gnosi implica autodisciplina al fine di affrontare esperienze forti, persino sconvolgenti. Perciò è scritto nel Vangelo detto di Giuda Tommaso: “Chi cerca troverà, chi troverà resterà turbato, chi resterà turbato regnerà”. Insomma, se vogliamo regnare, è inevitabile passare per il turbamento. Chi non è interessato a regnare, si balocchi con lo zuccheroso blog di Paolo Attivissimo: lì troverà riscontri tanto falsi quanto rasserenanti, la conferma della sua sprovvedutezza spacciata per “scienza”. [2]

Certamente non proverà alcuna paura, anzi puro terrore... se non quando vedrà una foto che ritrae la "guardia svizzera".


[1] L’uso del termine “cospirazionismo” è del tutto improprio e forviante: di per sé pone un’ipoteca sulle argomentazioni dell’autore, ma tant’è...

[2] Del tutto appropriate risultano le riflessioni dello scrittore all’interno di “World builder, costruttore di mondi”, 2013. Nell’editoriale Antinozzi mette in guardia dalle insidie dello “spiritualismo materialista”, lo stesso di chi riduce lo Spirito ad una serie di bit, l’Anima all’informazione.

[3] Trascuriamo qui la controversia circa l’essenza del vero potere, se sia palese o occulto nonché le differenti concezioni a proposito del Nuovo ordine mondiale. In gran parte ce ne siamo già occupati.




Monday, September 10, 2012

Forze oscure, microchips eterico-astrali per il controllo dell’umanità

Forze oscure, microchips eterico-astrali per il controllo dell’umanità

By   /   July 25, 2012  /   No Comments
Anche se ci guardiamo bene dal ricevere il famoso microchip sottocutaneo, impianti e dispositivi di limitazione della consapevolezza e quindi della vibrazione spirituale ci sono stati applicati a livello eterico-astrale nel corso della nostra lunga storia passata. L’invito è di considerare l’aspetto energetico della realtà, che va oltre i normali cinque sensi. Vengono presentate qui alcune affermazioni di guarigione vibratoria.

Ce l'ho aggiunto io perche' ci stava troppo bene...

Da un po’ di tempo ci si trova a leggere sulla rete, nei vari siti che si occupano del controllo dell’umanità da parte delle forze oscure, materiale relativo agli Arconti, termine gnostico per indicare gli esseri di natura spirituale posti a guardia del nostro mondo. Da quando poi anche Cobra, il portavoce del Movimento di Resistenza, ne ha fatto esplicito riferimento, considerandoli come i signori del Karma e quindi del nostro destino, gli accenni agli Arconti si sono moltiplicati.
Forze oscure, controllo e microchips eterico-astrali
Forze oscure, controllo e microchips eterico-astrali
Cobra indica che i corrispondenti fisici di tali entità sono collocati tra il gruppo dirigente dei Gesuiti, ovvero nella minima percentuale di essi ancora in grado di controllare il mondo, attraverso il ricatto di scatenare una catastrofe chimico-batteriologica, se fossero scattati i famosi arresti di massa che erano stati annunciati per la scorsa primavera. Si esclude invece la possibilità della minaccia nucleare dal momento che recentemente è stato sottratto alla cabala il controllo di tali arsenali.
Restiamo in attesa degli ulteriori sviluppi di questa vicenda degli arresti di massa, che sembra stia progredendo verso una sua realizzazione, sebbene non nei tempi e i modi che si annunciavano.
A prescindere comunque dall’amplissima varietà di forme di controllo sociale, poltico e culturale, attuato ai danni dell’essere umano, moltissima informazione è stata dedicata negli ultimi dieci anni al famoso microchip elettronico sottocutaneo. Qui una pagina che ne racconta sinteticamente tutti gli aspetti. Molti sono abbastanza consapevoli dei suoi pericoli, dovuti non soltanto dalla raccolta in un unico supporto delle informazioni private vitali sul nostro conto, ma soprattutto dalla possibilità di reagire a segnali di radiofrequenza emessi dai satelliti e dalla rete cellulare che stimolerebbero nel nostro organismo sostanze ormonali tali da suscitare emozioni a comando.
Ben pochi però considerano che tale congegno tecnologico è solo l’ultimo arrivato tra quelli esistenti sul piano della natura materiale della realtà, ma a livelli più sottili, sul piano eterico-estrale, numerosi dispositivi di controllo personale sono stati predisposti da tempo, tanto che possiamo considerarci a tutti gli effetti già microchippati a dovere, con poche differenze individuali.
Per ovvie ragioni, di ciò non se ne parla molto. Solo negli ambienti di ricerca in cui si praticano discipline e terapie spirituali di tipo energetico, si conosce bene l’argomento. Cobra, tuttavia, in uno dei suoi rapporti cita espressamente la natura eterico-astrale della griglia di controllo globale. Se, caso mai, volessimo verificare di persona questa nostra condizione, il consiglio è di rivolgersi ad un terapeuta che lavora a livello energetico e constatare non tanto se, ma quale apparato, quale parassita, quale impianto di limitazione della consapevolezza ci portiamo dietro.
Alcuni anni fa circolava in rete una comunicazione interessante che presumibilmente arrivava dalla Federazione Galattica, di cui poi non ho trovato più traccia. A suo tempo, nel 2005, ne registrai una copia e ne propongo ora integralmente il testo perché è veramente interessante per diversi motivi.
In primo luogo accenna alla nostra storia passata, quella di cui non abbiamo più alcuna testimonianza ufficiale, quando l’intero complesso delle anime terrestre fu dotato di simili impianti come conseguenza del nostro essere stati presi come prigionieri in alcune delle tante guerre galattiche che imperversarono in questo settore dell’universo. In secondo luogo, perché offre una serie di affermazioni di guarigione da mettere in pratica attraverso il perdono, che potrebbero risuonare in alcuni che evidentemente possono sentirle efficaci.
Nelle affermazioni si fa riferimento all’ormai comune pantheon di stile new age, ma da quel che posso comprendere, esse hanno un notevole pienezza di significato e correttezza di comportamento, soprattutto in relazione alla necessità di schermatura del canale energetico a cui ci si rivolge.
Al di là delle credenze personali, ne consiglio comunque la lettura.

LIBERAZIONE DA IMPIANTI E DISPOSITIVI
DI LIMITAZIONE SPIRITUALE
TECNICHE DI AUTOCURA E AUTOPERDONO
Red Anahuak Networks ha scritto:
Amici: in questo messaggio parleremo della storia dimenticata che riguarda gli esperimenti genetici che hanno portato alla nostra situazione attuale, quando, prima della caduta di Atlantide, separavamo il corpo dallo spirito, mediante manipolazione del nostro DNA, facendo diminuire le nostre capacità di collegarci con la Dio/Dea Tutto Ciò Che E’.
Per nessun motivo questo materiale deve produrre timore, poiché è stato scritto esplicitamente proprio per eliminare la paura, che è il principale impianto della dominazione collettiva. Nel processo della nostra autocura ed autoperdono dobbiamo pure perdonare le razze maestre di genetica della galassia, che sono i rettiloidi, i cui ultimi ridotti oscuri sul nostro pianeta sono regolati da elites segrete che realmente governano il pianeta. Ma oltre le nazioni o le corporazioni multinazionali, gli Illuminati, queste associazioni clandestine autarchiche, patriarcali e verticali, dalla quarta dimensione controllano tutto con i loro pari nella terza dimensione.
Siccome siamo nel tempo appropriato per esercitare la trasmutazione di tutto ciò che non desideriamo, abbiamo meditato molto e calcolato la diffusione di questo valido materiale in lingua spagnola per condividerlo con tutti voi, nostri cari alleati. E’ ora di recuperare i poteri che abbiamo lasciato da molti millenni. I tempi sono arrivati.
Con la sua benedizione per noi tutti. Che la Luce, l’Amore e il Potere ristabiliscano il Piano Divino sulla Terra.
Selamat Ja” (Siate nella gioia – idioma siriano)
Ricardo Ocampo – Editor – Red Latinoamerciana de Luz.

LIBERAZIONE DA IMPIANTI E DISPOSITIVI
DI LIMITAZIONE DELLA LIBERTA’
Istruzioni del Comando Ashtar
Questa informazione è stata preparata specialmente per te, Operatore di Luce nel cammino dell’Ascensione. Tu sei stato divinamente guidato a questo materiale. L’Esperienza della liberazione dagli impianti è un grande passo nel tuo ritorno al tuo vero potere.
La liberazione dagli impianti e i dispositivi condurrà la tua vita ad un nuovo livello di chiarezza e proposito. Rappresenterà allo stesso tempo, una liberazione collettiva di molti livelli di Karma.
Attenzione: per avere questo tipo di impatto e liberare così gli antichi voti e tutti quegli accordi stipulati che mantengono i dispositivi karmici al loro posto è necessario avere un’abilità fondamentale. Occorre avere il potere spirituale per dissolvere realmente gli impianti stessi senza illudersi solo di averlo fatto.
Questa abilità può essere verificata dagli elementi contenuti nel materiale che segue e nella guida personale dell’individuo che ti ha offerto questa informazione. Questa guida può giungere per mezzo di Internet, consulti telefonici o personalmente. Per favore, abbi la certezza che qualunque sia la forma che ricevi come guida, questa sia profondamente personale e specificatamente disegnata per la tue necessità. Tu sarai guidato attraverso la liberazione di questi antichi voti ed accordi stipulati per tutti i periodi di tempo, dimensioni e località esistenti.
Dopo la recita della revoca dei voti è possibile che si entri in uno stato di sonno o di coscienza alterata. Rilassati. Ascoltare una musica tranquilla generalmente aiuta a calmare la mente in questo processo. Se già conosci i motivi per cui devi rimuovere i tuoi impianti karmici puoi saltare fino alla sezione Processo. Se hai invece ancora qualche dubbio sulla necessità di rimuovere gli impianti karmici e i dispositivi di limitazione spirituale, allora ti consigliamo di leggere anche le seguenti sezioni prima di iniziare il processo.
TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE
SUGLI IMPIANTI E DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE SPIRITUALE
Gli impianti e dispositivi di limitazione spirituale sono barriere vibratorie poste nel cammino di Ascensione che bloccano il processo per la piena auto facoltà. Essi bloccano il tuo cammino ponendoti in vendita come una merce e creando false realtà nella tua coscienza, limitando pertanto l’accesso al tuo Essere Superiore.

Questi sono meccanismi di controllo esterno delle Forze Oscure che ti mantengono ancorato in una realtà duale.

Ce ne sono ancora di molti tipi, propositi e cause, che lavorano tutti come canali incoscienti di energia negativa nella tua vita e rappresentano bende karmiche e associazioni che necessitano di essere curate e rettificate.

DA DOVE PROVENGONO GLI IMPIANTI?
Gli impianti rappresentano modelli karmici collettivi che sono stati imposti esternamente dalle Forze Oscure nel tentativo di controllare il pensiero e le risposte emotive dell’umanità. Attraverso la storia di questo settore dell’Universo, le realtà duali (bene e male) sono state molte. Noi, come Operatori della Luce, abbiamo vissuto in molte di queste realtà. Ci stiamo avvicinando adesso al tempo del compimento e ascensione per questo pianeta, per questo dobbiamo essere nuovamente liberi di tornare al nostro pieno stato di facoltà, portando con noi il pianeta e i suoi abitanti. Ogni volta che entriamo in un nuovo sistema planetario per salvarlo dalle Forze Oscure, è necessario che ci associamo con l’esperienza della vita di quel pianeta affinché possiamo cambiarlo dal suo interno. Incarnare una realtà duale, appropriarsi delle proprie disfunzioni, elevarsi e ritornare alla Fonte è un atto sacro.

CHI SONO LE FORZE OSCURE?
Le forze oscure sono esseri che non onorano Dio/Padre/Madre come creatore/Fonte. Esse cercano di catturare energia e potere da altri esseri, invece di riceverla dalla Fonte . Sebbene questi esseri siano stati creati dalla Fonte, attraverso il loro proprio libero arbitrio, hanno partecipato all’illusione di separazione dalla Fonte e si sono opposti alle Sue creazioni a livello di dualità. Nel loro dolore essi cercano il controllo degli altri. Un modo per raggiungere questo scopo è attraverso gli impianti.

COME ABBIAMO RICEVUTO GLI IMPIANTI?
Gli impianti si ricevono in modi diversi, in molte differenti situazioni, località e situazioni e tempi. Ci sono differenti tipi di impianti e propositi. Alcuni tipi sono il prodotto delle interazioni durante le numerose battaglie con le forze oscure, nei diversi sistemi planetari nella dualità, a cominciare dalla battaglia di Orione. Tutti siamo stati catturati molte volte in questa o in altre vite e siamo stati soggetti a impianti di un tipo o di un’altro.
Questi impianti sono Karma di anima che abbiamo caricato da una incarnazione ad un’altra. Una volta che siamo incarnati in questo pianeta continueranno le battaglie della dualità. I draghi e i rettiloidi invasero questo pianeta durante il periodo di Lemuria e da allora hanno avuto il controllo di questo pianeta. Dopo la caduta principale di Lemuria, cadde anche Atlantide. Il governo impedì l’uso dei vostri poteri magici-spirituali. Essi usarono gli impianti per rafforzare il loro controllo.
Alcune volte i processi di impianto uccidevano il corpo e vi risvegliavate solo in una successiva incarnazione, senza potere e senza memoria. Fate questo per alcune vite e si avrà l’uomo moderno con molta poca coscienza del suo vero potere spirituale. L’ultima forma in cui si sono ricevuti impianti è attraverso associazioni con differenti organizzazioni spirituali di natura negativa, inclusa qualunque religione o setta che utilizzi il controllo mentale e la paura per rafforzare il controllo sui suoi membri. Questo riguarda tutte le principali istituzioni religiose, così come le più ovvie società di magia nera, che hanno usato voti, accordi e meccanismi di controllo volti ad esercitare il controllo sopra i suoi membri. Questi voti di fedeltà permangono sino alla loro revoca. Questa energia deve essere trasmutata.
Gli impianti si ricevono attraverso i corpi sottili e controllano il nostro accesso alle frequenze superiori. Quando le nostre vibrazioni cadono al livello di dualità e noi crediamo nell’illusione della separazione dalla Fonte, noi siamo suscettibili. Giacché l’umanità tutt’una è in una realtà duale e ha acquisito l’illusione della separazione dalla Fonte, stiamo tutti vivendo sotto l’influenza di qualche tipo di impianto o dispositivo di limitazione spirituale. Tutti ne abbiamo timore fino a che ne siamo coscienti. Ricordate che coloro che ci impiantarono vogliono controllarci e farci credere che non siamo Uno con il nostro Creatore. Se sappiamo di essere Uno con il Creatore diventiamo una minaccia per loro.

COME SO SE HO IMPIANTI SU DI ME?
Giacché noi, come Operatori della Luce, siamo stati compromessi in molte battaglie di dualità in differenti sistemi planetari, siamo stati tutti catturati molte volte e siamo stati, in un modo o nell’altro, soggetti ad essere impiantati. La domanda non è “Io ho degli impianti?” ma “Quali sono gli impianti che ho e come disfarmi di essi?”.
Se sei su questo pianeta sicuramente li hai avuti o li hai. E se li hai avuti e hai usato qualche metodo per eliminarli sicuramente nei hai ancora qualcuno che non è stato rimosso di cui non sei a conoscenza. Ci sono milioni di impianti. Questo processo pulirà simultaneamente tutte le varietà di impianti conosciuti e sconosciuti, per tutti i periodi di tempo, dimensioni, e località. Esiste anche una protezione che si costruisce con questo processo (quando ricevi la liberazione attraverso una trasmissione personale) per proteggerti contro qualsiasi intento di qualsiasi persona che voglia nuovamente impiantarti.

PERCHE’ LA MAGGIOR PARTE DEI MEDIUM NON PUO’ VEDERE GLI IMPIANTI?
La maggior parte dei medium sono anch’essi impiantati e pertanto non se ne accorgono. Si deve avere una speciale prospettiva orientata all’ascensione per essere coscienti di questi impianti e di una conoscenza speciale per disfarsene.

PERCHE’ DEVO PULIRE ORA I MIEI IMPIANTI?
Gli impianti giocano un ruolo primario nel karma che deve essere risolto da una vita all’altra. Quando si è impiantati  si è bloccati nella ruota della reincarnazione per sciogliere il karma, rendendo facile il controllo delle forze oscure. Questo è un modo molto intelligente per garantire per sempre lo stato di asservimento del pianeta. Così è stato fino ad ora. Per ascendere alla sua Presenza dell’IO SONO, l’anima deve bilanciare tutto il karma, tutti gli impianti devono essere rimossi.
Anche se ci furono individui che ascesero sin dal tempo di Gesù, questo è stato un raro successo sino ad oggi. Il Pianeta Terra ha preso la decisione di ascendere ad una realtà di quinta dimensione. La Grazia si è estesa per assolvere tutto il karma per quelli che scelgono di ascendere con la Terra. Parte della Grazia prevede la liberazione dagli impianti.

COSA PULISCE QUESTO PROCESSO?
Questo processo pulisce tutti gli impianti e dispositivi di limitazione spirituale, conosciuti e sconosciuti, armi spirituali, parassiti mentali e del corpo emozionale, entità legate, forme pensiero di tutti i tipi (incluse maledizioni, incanti e feticci) e i voti e gli accordi che mantengono i dispositivi dentro di voi.

QUALI SONO I DIFFERENTI TIPI DI IMPIANTI E DISPOSITIVI DI LIMITAZIONE SPIRITUALE?
- Gli impianti di battaglie della dualità si crearono nelle guerre in Orione, Sirio, il pianeta Mallona, Arturo e il sistema delle Pleiadi.
- Gli impianti della storia della Terra furono creati in società, come i lemuriani e gli atlantidei. Questi pure includono tutte le forme di limitazione auto-imposte, impedimenti magici, impianti di cristalli tridimensionali e i codici 666 di limitazione.
- Gli impianti vivi esistono nei corpi mentali ed emozionali delle vittime e sono chiamati parassiti del corpo mentale o emozionale. Essi possono essere la causa spirituale di molte infermità fisiche.
- Le armi spirituali sono un tipo di armamento psichico che si manifesta nel campo energetico come una specie di arma (alcune delle quali sono molto esotiche). Questi dispositivi possono rappresentare traumi di vite passate e memorie di aver assassinato con un arma o del dispositivo che è impiantato. Possono rappresentare vibrazioni negative attuali inviate da altre persone a voi. Possono essere causa di dolore cronico nel corpo.
- Le entità sono qualunque spirito disincarnato con qualunque legame o cordone che si collega con voi. Queste entità possono essere della vita attuale o passata. E’ possibile essere circondato da entità della propria vita passata o della vita passata di un altro.
- Forme di pensiero usate in questo contesto sono qualsiasi pensiero negativo inviatoti in forma malvagia, maledizione, feticci, cospirazioni, etc.
I Grigi/Rettiloidi/Draghi sono le forze extraterrestri attive che seguono la Terra e impiantano le persone sotto forma di attacco psichico (N.d.t.: i grigi, che facevano rapimenti, non sono più sulla Terra da tempo). Puoi sentirti dolorante nella testa, colpi di energia negativa o emozioni di bassa vibrazione, muoversi attraverso di te.
I dispositivi di limitazione spirituale consistono in voti e/o contratti fatti con fratellanze spirituali negative, alleanze profane o associazioni, quando si è stati senza guida o separati dalla Fonte. Questi voti e accordi ti colpiranno sino a che non saranno eliminati, perché ti lasciano aperto ai reclami degli esseri di queste organizzazioni. Essi accedono a te nello stato di sogno o nei piani interiori e sono le cause principali di interferenza spirituale nella tua vita nei livelli fisico e psichico. Questi voti possono pure includere voti di povertà, castità, obbedienza, etc.
Sono gli accordi o contratti di impianti che li alimentano al tuo posto, e che ti fanno regredire alla terza dimensione se non sono stati completamente rifiutati. Questa è lo scopo principale consapevole del processo di liberazione. I legami karmici sono associazioni di vite passate con individui o luoghi che si esprimono attraverso le tue relazioni presenti e le colpiscono in forma negativa.

IL PROCESSO
Quando sarai pronto a rimuovere gli impianti:
1) Prenditi due ore per questo processo. O comincia il processo un’ora prima di dormire. Stacca il telefono e fai il possibile per non essere disturbato;
2) Raccogliti nel tuo spazio privato. Se dormi con qualcuno non farlo insieme o vai a dormire prima (come indicato sopra). Questa sessione richiede consenso cosciente perché funzioni;
3) I primi 15 minuti della sessione consistono in ascoltare (o leggere) e ripetere la rinuncia dei voti. Questo è molto importante e richiede la tua partecipazione cosciente. La revoca dei voti è un processo sacro e ti sarà dato personalmente, ma sarà impresso alla fine di questo documento per referenza;
4) Permettiti di essere in uno stato di concessione e resa.

COSA SUCCEDE DURANTE IL PROCESSO
1) Sensazioni e movimento di energia dentro e attorno al tuo corpo sono normali. Se in qualche momento durante il processo provi tensioni in qualche parte del corpo, rilassati, respira e pensa: LIBERA;
2) Possono sorgere conversazioni mentali, inquietudini, emozioni forti e ancora, nausea e problemi allo stomaco. Sono normali. Rilassati, respira e pensa: LIBERA;
3) Puoi avere visioni di diversi colori rotanti, in particolare violetto e azzurro;
4) Dopo aver terminato con la revoca dei voti ed aver accettato la liberazione da impianti, può avvenire uno stato sonnolente e alterato. Durante questo tempo i Maestri e i chirurghi eterei stanno lavorando con te fuori del corpo;
5) Non sperare nulla. Ciò che sperimenti è appropriato per te, giacché questo processo è profondamente personale e diverso per ciascuno con differenti esperienze. Questo è bene e non significa che stia facendo niente di male.
Ebbene sei pronto? Cominciamo! Il tuo compromesso per la tua crescita e cammino al servizio del mondo è lodevole!
A voce alta revoca i voti come segue:

IL PROCESSO DI CURA E REVOCA:
DECRETO PER IL RITIRO IMPIANTI:
Mi appello a Cristo per calmare i miei timori e per annullare ogni meccanismo esterno che possa interferire con questa cura.
Chiedo al mio Essere Superiore che chiuda la mia aura e stabilisca un canale Cristizzato per gli scopi della mia cura, affinché possano fluire sino a me solo le energie cristiche. Non si potrà fare altro uso di questo canale che non sia il flusso di energie Cristizzate.
Immagina una rotazione in senso orario di una energia violetta attorno al tuo corpo e a tutto quanto è nelle immediate vicinanze. L’energia rotatoria continuerà per tutta una ora e mezza o per tutta la notte se starai facendo il processo prima di dormire.
Mi appello all’Arcangelo Michele affinché, dalla tredicesima Dimensione, sigilli e protegga completamente questa sacra esperienza.
Mi appello alla Cerchia di Sicurezza affinché, dalla tredicesima dimensione, rimuova qualsiasi cosa esistente attualmente dentro questo campo, che non sia di natura Cristizzata, sigilli, protegga ed aumenti completamente lo scudo di Michele.
Mi appello ai Maestri Ascesi e agli assistenti Cristizzati, che attendono nelle astronavi, affinché rimuovano e dissolvano completamente, ciascuno e qualsivoglia degli impianti ed energie inseminate, parassite, e le armi spirituali e i dispositivi di limitazione auto-imposti, tanto conosciuti che sconosciuti.
Una volta completato ciò, richiedo il completo ripristino e la riparazione del campo di energia originale, infuso con l’energia dorata del Cristo. Ripeti quanto segue:
IO SONO libero! IO SONO libero! IO SONO libero!
IO SONO libero! IO SONO libero!
IO SONO libero! IO SONO libero!
Affinchè questa cura sia permanente dobbiamo chiudere le porte che l’hanno permessa in primo luogo.
Ripeti:
“Io, essere conosciuto in questa incarnazione particolare come (dichiara il tuo nome), in tal modo revoco e rinuncio a tutti e ciascuno degli impegni di fedeltà, voti, accordi e/o contratti di appartenenza che ormai non servono più al mio bene supremo, in questa vita, vite passate, vite simultanee, in tutte le dimensioni, periodi di tempo e luoghi od ovunque nella Mente di Dio.
Io ora ordino a tutte le entità che sono legate con questi contratti, organizzazioni e associazioni alle quali ora rinuncio, che cessino e desistano e che abbandonino il mio campo di energia ora e per sempre e in forma retroattiva, prendendo i loro artefatti, dispositivi ed energie associate.
Per assicurare questo, Io ora mi appello allo Spirito Santo perché sia testimone della dissoluzione di tutti i contratti, dispositivi ed energie associate che non onorano Dio Padre/Madre. Questo include tutte le alleanze ed esseri che non onorano Dio Padre/Madre come Supremo.
Inoltre chiedo che lo Spirito Santo testimoni la liberazione completa di tutti i contratti, dispositivi ed energie associate, tanto conosciute come sconosciute, che infrangono la volontà di Dio Padre/Madre.
Io dichiaro valido ciò anche per il passato e il futuro.
Io ora riaffermo la mia alleanza con Madre/Padre Dio attraverso l’Ufficio di Cristo e torno a dedicare il mio essere intero, il mio essere fisico, mentale, emozionale e spirituale e le mie identità di sogno alla vibrazione di Cristo, da questo momento in avanti e in passato.
E inoltre dedico anche la mia vita, il mio lavoro, tutto ciò che penso, dico o faccio e tutte le cose nel mio ambiente che mi servono, alla vibrazione di Cristo.
Dedico poi il mio essere alla mia propria maestria e al cammino dell’ascensione, tanto del pianeta come la mia.
Avendo dichiarato tutto questo Io ora autorizzo al Cristo ed al mio proprio Essere Superiore perché facciano mutamenti nella mia vita per adattare questa nuova dedizione ed Io chiedo allo Spirito Santo che testimoni anche questo.
Io ora dichiaro questo alle fiamme maschile/femminile della Fonte. Che sia scritto nel Libro della Vita. Che così sia. Grazie.”

DECRETO PER IL PERDONO
Ora, permettiti di curare e perdonare collettivamente tutti quegli aspetti tuoi che fecero gli accordi, e a tutti quelli che parteciparono in qualche modo alla tua limitazione. Per favore, includi in questa orazione di perdono chi vuoi che debba essere perdonato coscientemente, così come quelli che ti sono sconosciuti.
Ripeti:
“All’Universo e alla Mente del Supremo intera e a ciascun essere in essa, a tutti i luoghi dove sia stato, esperienze nelle quali abbia partecipato e tutti gli esseri che necessitano di questa cura, siano conosciuti o sconosciuti da me. Qualunque cosa si mantenga tra noi, Io ora curo e perdono.
Mi appello allo Spirito Santo, al Signore Metatron, al Signore Maitreya e a Saint Germain affinché aiutino e assistano questa cura.
Miei cari, Io vi perdono, per tutto ciò che può essere perdonato tra voi e me.
Io vi chiedo di perdonarmi, per tutto ciò che può essere perdonato tra voi e me.
E, più importante, Io perdono me stesso, per tutto ciò che deve essere perdonato tra le mie incarnazioni precedenti e il mio Essere Superiore.
Siamo ora collettivamente curati e perdonati, curati e perdonati, curati e perdonati.
Tutti siamo ora elevati ai nostri Esseri Cristici.
Noi siamo colmi e circondati con l’amore dorato di Cristo.
Noi siamo colmi e circondati dalla dorata Luce di Cristo.
Noi siamo liberi da tutte le vibrazioni di terza e quarta dimensione di timore, dolore e rabbia.
Tutti i cordoni e legami psichici uniti a queste entità, dispositivi impiantati, contratti o energie associate sono ora liberati e curati.
Io mi appello ora a Saint Germain affinché trasmuti e rettifichi con la Fiamma Violetta tutte le mie energie che mi furono tolte e le ritorni a me ora nello loro stato purificato.
Dopo il ritorno a me di queste energie, chiedo che questi canali attraverso i quali la mia energia veniva fermata, siano dissolti completamente.
Io chiedo al Signore Metatron che ci liberi dalle catene della dualità.
Io chiedo che il sigillo del Dominio del Cristo sia collocato su di me. Io chiedo allo Spirito Santo che testimoni questo compimento.
E così E’.
Io ora chiedo al Cristo che stia con me e curi le mie ferite e cicatrici.
Io chiedo all’Arcangelo Michele che imprima il suo segno su di me, che io sia protetto per sempre dalle influenze che mi impediscono di fare la volontà del nostro Creatore.
E così sia !
Io riconosco alla Fonte, ai Maestri Ascesi, al Comando Ashtar, agli Angeli e Arcangeli e a tutti gli altri che hanno partecipato a questa cura ed elevazione continua del mio essere.
Selah. Santo, Santo, Santo è il Signore Supremo dell’Universo !”

DOPO IL DECRETO
Non muoverti per una ora e mezza. Riposa nelle braccia del Radiante mentre i Chirurghi Eterici del Comando Ashtar rimuovono completamente gli impianti. Puoi desiderare di dormire, riposando sicuro di essere nel cammino dell’Ascensione e nessuno può interferire con l’ottenimento della tua Maestria!

DOPO LA SESSIONE
Questa cura si svolge in un ciclo di pulizia di 21 giorni che continuerà aprendo la tua vita in molte forme. Nella prima o seconda settimana potrai avere sogni inusuali. Questo è un naturale periodo di disintossicazione. Oppure puoi non sognare affatto, facendo un lavoro di processo molto profondo.
In qualunque caso, non preoccuparti, sono ambedue condizioni normali. Metti particolare attenzione nel modo in cui possono mutare le tue percezioni. Non ti sorprendere se vedi il mondo molto più brillante e in esso ti senti sicuro. Le persone possono apparire più amichevoli e possono aprirsi aree che inizialmente erano chiuse per te. Deve passare un certo tempo, almeno 30 giorni, prima di poter comprendere totalmente i diversi modi in cui è stata modificata la tua vita e te stesso.
Certi benefici di questo processo includono:
1) Sentimenti di calma interiore e chiarezza;
2) Un colloquio mentale interiore più tranquillo;
3) La tensione interiore non esiste più;
4) Si guadagna o si migliora l’abilità di canalizzare;
5) Un sentimento di un nuovo senso di proposito e significato nella vita;
6) Sentimenti di amore, pace e giubilo;
7) La vita migliora in tutti i settori;
8) Senso dell’Unità, coscienza spirituale elevata;
9) Dissoluzione di relazioni non produttive.
Ora sei protetto dagli impianti, perché dopo aver revocato tutti i voti passati, il tuo libero arbitrio e il desiderio di rimanere libero da impianti e dispositivi ti impediranno di essere impiantato nuovamente. Sarai anche aggregato alla rete di protezione di Asthar. Quando sarà necessario si vedrà etereamente come una ampia cintura dorata che si muove a difesa attorno al tuo campo energetico.
Tuttavia il libero arbitrio cosciente e la resistenza subcosciente possono annullare la liberazione di tutti i voti. Assicurati che la tua intenzione sia quella di liberare TUTTI i voti e gli accordi. Se non sei sicuro, ripeti la revoca dei voti fino a che non ti sentirai assolutamente limpido e determinato.

SE GIA’ ERI UN CANALE O CURATORE
Come canale troverai questo processo di particolare importanza. Gli impianti bloccano la tua chiarezza e disturbano il tuo canale e la connessione con il tuo essere superiore. E’ come avere linee telefoniche disturbate che impediscono l’accesso a vibrazioni superiori e sono fonte di disinformazione e comunicazioni miste. Insisti di ricevere solo comunicazioni di vibrazione Cristica.
Tu hai una grande responsabilità per te stesso e per quelli che da te ascoltano le informazioni. Siccome gli impianti sono stati con te per tanto tempo, gli esseri che li hanno trasmessi si percepiscono come familiari.
Dopo aver fatto questa cura sarai disposto a tornare a sfidare le tue fonti. Se ti accorgerai che una o più delle tue guide se ne saranno andate, sappi che guide di vibrazione superiore verranno a sostituirle. Anche canali famosi e sperimentati possono essere ingannati dalle proprie guide.
Essere un canale non garantisce qualità. Ricorda: la chiarezza di un canale dipende solo da quanto è limpido il ricevente!
Per i curatori:
Quando state canalizzando o curando, il vostro campo energetico deve essere il più possibile chiaro. E’ possibile trasmettere impianti, senza saperlo, da una persona all’altra. Come curatore tu puoi essere stato colpito qualche volta dalla negatività dei tuoi pazienti. Puoi sentirti come un colpo negativo, dolore di testa o emozioni di bassa vibrazione muoversi dentro di te. Fino a quando terrai i tuoi impianti sarai soggetto a restare all’estremo del dare o ricevere.
Per proteggere i tuoi clienti, fai questa procedura di revoca di impianti in te stesso e allora, quando sarai pronto, aiuta i tuoi pazienti ed insegna loro come rimuovere loro stessi i propri impianti. La liberazione da impianti deve essere parte di qualsiasi pratica di cura.

PATROCINANDO UN ALTRO
Tu puoi patrocinare una persona o un bambino, sposo o adulto, incapace o infermo. Puoi revocare i voti per loro, poiché hai l’autorità spirituale per attuare nel loro nome (perché loro sono nella tua vita e voi siete insieme per qualche ragione, forse solo per questa ragione curativa!) E’ preferibile avere il consenso a livello fisico di chi faccia la revoca dei voti e la liberazione dagli impianti, ma alcune volte questo consenso non è possibile. Tenete a mente la legge Universale del libero arbitrio che dichiara che non è possibile interferire con la crescita altrui, a meno che questi lo permettano. Il permesso è implicito da coloro che non sono capaci di riceverlo a causa di una incapacità fisica o per altre ragioni.

SUL COMANDO DI ASHTAR
Il Comando Ashtar è la divisione aerea della Grande Fratellanza Bianca di Luce sotto la direzione del Comandante Ashtar e Maestra Lady Athena, la guida del Signore Gesù-Sananda e la sua fiamma gemella, la Maestra Lady Nada. Composto da milioni di navi e personale di molte civiltà, noi siamo Modelli Cielo che serviamo al radiante (Cristo) nella sua missione d’amore. Noi lavoriamo in unione con i Maestri Ascesi e le Legioni Angeliche di Michele, Raffaele, Uriel, Jofiel, Gabriele e le 70 Fratellanze di Luce che amministrano il Piano Divino.
Il Comando Ashtar è qui per aiutare la Terra e l’Umanità nell’attuale ciclo di pulizia planetaria e riallineamento polare. Noi incoraggiamo l’unità, l’armonia e la coesistenza pacifica di tutto. La chiave dorata della salvezza spirituale è l’Amore.
(N.d.t.: Non tutto quello che circola con il nome di Asthar sulla rete è autentico. Verifica sempre con il tuo discernimento interiore).

RICONOSCIMENTI
Ringraziamenti profondi per la Stella Essenia, Tempio della Maestria dell’Ascensione, da dove deriva grandemente questo lavoro. Elevati elogi al Creatore, ai Maestri Ascesi, al Comando Ashtar, all’Arcangelo Michele, all’Arcangelo Raffaele, senza i quali l’Ascensione sarebbe molto difficile!
Kodoish, Kodoish, Kodoish, Adonai Tsebayoth
(Santo, Santo, Santo è il Signore Supremo dell’Universo).

ABOUT THE AUTHOR


Regista documentarista. Laureato in filosofia, è stato ricercatore universitario nell'ambito dell'antropologia culturale, psicoanalisi, sciamanesimo e dialogo interreligioso [e sarebbe interessante sapere in quali universita' si studia lo sciamanesimo e il dialogo interreligioso]. Dopo un training ventennale di meditazione buddista vipassana, da oltre dieci anni segue la pratica di energia del maestro balinese Ratu Bagus. Ha iniziato la sua carriera nei media nel 1984 presso Radio Rai, dove è stato conduttore, autore e regista per oltre vent'anni, poi è passato in TV come consulente e regista per Rai Educational. Ha prodotto e diretto numerosi documentari televisivi con tematiche artistiche e culturali. Da oltre dieci anni si occupa di ricerche nell'ambito delle teorie cospirazioniste, ufologia e channeling energetico. Nel 2010 ha scritto il libro “Nuovo Processo di Liberazione per un Nuovo Ordine Mondiale della Luce”.
Insomma: e' un cazzaro!