L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Wednesday, May 20, 2009

Skara Brae

http://zret.blogspot.com/2009/05/skara-brae.html

Skara Brae

L'arcipelago delle Orcadi fu abitato durante il Neolitico (IX-IV millennio a.C.) da una popolazione che costruì nella località di Skara Brae un villaggio in seguito abbandonato. Le abitazioni erano tutte di pietra ed edificate secondi criteri razionali ed efficienti. Skara Brae è un villaggio in cui le case, gli utensili, le suppellettili sono litici. Le vestigia, studiate in modo sistematico dall'archeologo Gordon Vere Childe, agli inizi del XX secolo, sono contraddistinte da abitazioni tutte al di sotto del livello del terreno ed uniformi sotto il profilo strutturale: sono infatti, costituite da un quadrilatero di pietre a secco attorno ad un focolare, mentre attorno sono dislocati i letti e la dispensa. I muri sono un po' inclinati verso l'interno a sostenere la copertura forse lignea o di vertebre di balena, ricoperta di terriccio e di erba.

La tipologia di queste strutture ricorda il mégaron miceneo: il mégaron era una grande stanza rettangolare, i cui muri laterali si estendevano di solito a comprendere un vestibolo ed un portico, a volte con colonne. Nella sala si trovava in genere un focolare centrale intorno al quale si ergevano quattro colonne di sostegno al tetto, in cui si apriva un foro per la luce e la ventilazione.

E' possibile che la struttura abitativa di Skara Brae costituisca un archetipo o uno dei possibili archetipi dell'architettura micenea? Se così fosse, la teoria settentrionalista, che vede in popoli nordici gli antenati degli Achei (Danai), ma che soprattutto individua nelle regioni settentrionali europee una scaturigine della civiltà greca, troverebbe un'ulteriore, per quanto controversa, conferma. Tale teoria è stata recentemente ripresa dall'ingegnere Felice Vinci, autore del voluminoso saggio "Omero nel Baltico", libro con cui ha suscitato "l'ira funesta" degli orientalisti inclini a considerare il Nord come un'area arretrata ed in cui tardi irradiò la sua luce il Sole dell'Oriente.

A mio parere, è possibile un'origine policentrica e più o meno coeva delle civiltà e forse la genesi delle culture neolitiche, ma soprattutto megalitiche, va ricercata altrove, nell'Atlantide, con le colonie e gli avamposti, posteriori alla sua scomparsa, distribuiti tra Medio Oriente, bacino del Mediterraneo, Mare del Nord etc. La diaspora degli Indoeuropei potrebbe essere la ripetizione di una diffusione precedente per opera di genti atlantidee.

D'altronde i misteriosi costruttori di Skara Brae innalzarono, tra i vari monumenti megalitici, anche l'anello di Brodgar, formato da tre cerchi concentrici comprendenti un terrapieno, un fossato e, al centro, un anello di pietre. E' una grandiosa testimonianza architettonica che ricorda la morfologia dell'Atlantide descritta da Platone. E' una coincidenza?

Fonti:

Dizionario di Archeologia, Milano, 2001, s.v. megaron
B. Porcu, Vento sulle Orcadi, 2009, in Fenix n. 7
F. Vinci, Omero nel Baltico, nuova edizione, 2008