Le cagate dei complottisti in versione "commenti abilitati"
L'immensa sputtanata a Zelig
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Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
“Da
una parte è possibile provocare siccità durante la stagione dello
sviluppo delle piante affinché nulla cresca, dall’altra scatenare piogge
assai intense durante la stagione dei raccolti in modo che i campi
risultino troppo fangosi per procedere al raccolto stesso”. (Dottor Lawrence Dunegan, dichiarazione risalente al 20 marzo 1969, a margine di un convegno della Pittsburgh paediatric society).
Una flessione del 35% per la produzione di olio di oliva nella campagna
2014/2015: è quanto emerge da una prima valutazione compiuta dall'Ismea
con la collaborazione delle organizzazioni degli operatori Aifo, Cno,
Unaprol e Unasco. E' un risultato produttivo che riflette le conseguenze
di un andamento climatico particolarmente negativo (a causa della
geoingegneria clandestina, n.d.r.), con la produzione di olio di oliva
che dovrebbe scendere quest'anno a 302 mila tonnellate rispetto alle 464
mila (dato Istat) della scorsa raccolta.
E’ un calo significativo - spiega l'Ismea - ma meno accentuato rispetto a
quello della Spagna, leader mondiale. La Spagna, a causa dellle
avversità meteorologiche, ha addirittura dimezzato i livelli di
produzione rispetto al dato del 2013.
A subire i contraccolpi di una situazione sfavorevole anche sotto
l'aspetto fitosanitario (le intemperie hanno favorito gli attacchi di
patogeni, in particolare la mosca dell'olivo) sono stati tutti i
principali poli produttivi regionali.
Sia in Puglia sia in Calabria si prevede una contrazione di oltre un
terzo dei quantitativi prodotti rispetto al 2013, mentre Sicilia e
Campania subirebbero riduzioni rispettivamente del 22 e del 40 per
cento. Quasi dimezzata la produzione del Centro Italia, con sviluppi
altrettanto deludenti nelle regioni settentrionali. Il mercato ha già
reagito in Italia con un aumento dei prezzi alla produzione. L'olio
italiano, che mantiene un ampio divario positivo rispetto al prodotto
spagnolo, ha toccato in media punte di 4,40 euro al chilogrammo franco
frantoio, un valore superiore di quasi il 50% ai livelli dell'anno
scorso.
Gli oli italiani, oltre a un prezzo più alto, che attesta il
riconoscimento di una migliore qualità da parte dei mercati
internazionali, stanno beneficiando di una forte spinta dell'export.
Tra gennaio e luglio di quest'anno le vendite all'estero, grazie ai
progressi in Nord America, Giappone e Unione europea, sono aumentate in
volume del 13% rispetto ai primi sette mesi del 2013. Ancora più
sostenuta la dinamica degli oli extravergini, il prodotto di maggior
pregio, con l'esportazione cresciuta del 18% su base annua. Da
evidenziare che la bilancia commerciale del settore, nonostante il forte
aumento delle importazioni soprattutto dalla Spagna, ha chiuso i primi
sette mesi del 2014 con un saldo attivo di quasi 16 milioni di euro.
Inseminazioni imbrifere e cloud seeding igroscopico
I disinformatori negano che con le attuali tecnologie si possa influire
in modo sensibile sui fenomeni meteorologici. Inoltre affermano che il
controllo del clima (tempo e clima non sono sinonimi) è una chimera. E’
ovvio che le asserzioni dei negazionisti sono false e destituite di ogni
fondamento scientifico. Tuttavia il loro ruolo “istituzionale” consiste
nel tentativo di nascondere la realtà, creandone una del tutto fittizia
e mutila per mezzo di sofismi e di idonei ridimensionamenti.
Il cosiddetto "debunker" è, infatti, colui che indulge a parziali ammissioni per poi contraddire tutto. Così ci accorgeremo che il piccolo chimico, Simone Angioni,
e tanti altri come lui, riconoscono che è possibile indebolire una
grandinata o generare una pioggia, in questo caso usando lo ioduro d’argento
o il ghiaccio secco (biossido di carbonio in forma solida). Secondo gli
occultatori, però, sono azioni circoscritte e saltuarie, dall’impatto
ambientale irrilevante e dagli esiti incerti. Omettono di ricordare che
per le piogge artificiali si adoperano attualmente soprattutto batteri
geneticamente modificati [1] che sono all’origine di gravi infezioni. E’
naturale che, dopo tanti decenni di interventi sui fenomeni
atmosferici, i depistatori non possono del tutto contestare l’esistenza
di strumenti ad hoc. Nondimeno essi non vanno oltre: si fermano alla
preistoria della geoingegneria di cui minimizzano risultati e danni.
Sappiamo bene che non è cosi. Sappiamo che le pratiche per stimolare le
precipitazioni sono la foglia di fico per nascondere la geoingegneria
illegale, quella che devasta il pianeta. Le inseminazioni atte a
favorire le piogge erano un fenomeno relativamente diffuso negli anni
‘70 del XX secolo soprattutto negli Stati Uniti d’America, Israele ed
Italia (Puglia, “Progetto pioggia”). Spesso questo cloud seeding,
che è ancora oggi praticato, ma è un'attività marginale, fu eseguito
come preludio ad altri interventi dagli scopi ben diversi, anzi
opposti.. E’ stato dunque un cavallo di Troia per introdurre in modo
surrettizio operazioni igroscopiche.
Il termine “igroscopico” deriva dal greco e significa
letteralmente “che cerca, che cattura l’umidità”. Le scie igroscopiche
sono a base di composti prosciuganti (gel di silicio, trimetillalluminio, litio, carbonato di calcio,
composti del bario etc.) che reagiscono con l’acqua presente in
atmosfera. Attraverso le reazioni chimiche, si spezza il legame
molecolare tra idrogeno ed ossigeno, abbassando spesso in modo notevole
l’umidità dell’aria ed impedendo così la formazione di nubi. Risultato
delle reazioni chimiche è anche il rilascio di altri composti dannosi,
anzi mortali.
L’umidità e le nuvole, soprattutto i cumuli che sono i serbatoti della
pioggia, sono nemiche dei sistemi radar e satellitari che operano in un
particolare range di frequenze (banda KA). Le nubi naturali, infatti,
disturbano e diradano i segnali elettromagnetici. Il fenomeno è
denominato scattering. I militari hanno risolto il problema,
distruggendo le formazioni nuvolose. Le squadriglie di velivoli
inibiscono le perturbazioni, con la diffusione di composti tossici e
nocivi. Di solito per queste operazioni gli aerei volano a bassa o
bassissima quota, alla base delle nuvole: ciò avviene perché le correnti
ascensionali portano poi i composti verso le formazioni imbrifere che
sono dissolte e sostituite da una patina grigiastra.
Le scie disseccanti, durature e no, provocano un effetto serra perché
creano uno schermo che imprigiona la radiazione infrarossa (associata ad
energia termica) proveniente dal suolo. Queste scie velano la luce
solare, interferendo con la fotosintesi e con i processi biologici di
tutti gli esseri viventi. Si conclamano con cieli opachi o striati e
causano siccità o, quando l’energia di un fronte perturbato si concentra
in un’area limitata, disastrosi nubifragi. [2]
Non confondiamo le micidiali scie igroscopiche con il cloud seeding atto
a propiziare le piogge. Non guardiamo il filo d’erba, ma la foresta.
[1] Pseudomonas syringae: il batterio dei nubifragi artificiali, 2010 Escherichia coli: il batterio killer che arriva dal cielo, 2011
[2] L’umidità atmosferica può essere pure ridotta mediante le microonde. Vedi "Le microonde, arma contro la biosfera", 200
Pubblicato da
Zret imbriferamente inseminatore di vaccate
A differenza di quanto avviene nei vari paesi del mondo, in Thailandia, le scie chimiche non solo non sono occultate dietro una coltre di disinformazione, ma per giunta vengono esibite in spot dell'Aeronautica di Sua maestà. Naturalmente queste attività vengono spacciate per benefici interventi di cloud-seeding atti a favorire le piogge in aree afflitte dalla siccità. I velivoli chimici inseminano i cumuli: dopo qualche ora scrosci copiosi irrorano le risaie e riempiono gli invasi. Tutto bene? Nient'affatto! Assistiamo in realtà ad operazioni di perniciosa manipolazione della biosfera: queste operazioni sono presentate come una "danza della pioggia". Da rilevare che, nella ricostruzione animata (qui), sono mostrati gli aerei mentre incrociano alla quota dei cumuli, con tanto di indicazione dell'altitudine. Sono le quote precisate già alcuni anni fa da Tanker Enemy (e da numerosi altri ricercatori nel mondo) come quelle tipiche delle scie tossiche che solcano i cieli del pianeta.
Occorre qui demistificare un sofisma diffuso ad arte dai disinformatori: il cloud seeding, ossia l'inseminazione dei nembi per provocare la pioggia, è, a tutti gli effetti, assimilabile alle scie chimiche (alias geo-ingegneria o bio-ingegneria). Identico è, infatti, il modus operandi; identico è uno degli scopi, ossia la manipolazione meteorologica; identica è la conseguenza, cioè la contaminazione della biosfera. Per il cloud seeding sono usati lo ioduro d'argentoe soprattutto oggi giorno lo Pseudomonas syringae, un batterio causa di varie malattie tra le piante. E' vero che l'inseminazione delle nubi per favorire le precipitazioni è prassi ammessa dalle istituzioni, mentre le altre criminali attività sono pervicacemente negate, ma la ratio di questi fatti è la medesima.
E' evidente che il governo thailandese ha optato per un'ammissione “dolce” che è un modo per minimizzare e depistare. Così l’animazione mostra apparecchi con gli occhioni, a mo’ di teneri cuccioli, intenti a compiere allegre scorribande, ma le parvenze e movenze bambinesche nascondono una triste realtà.
Ufficialmente i velivoli disperdono sostanze per propiziare le piogge, ma la verità è un'altra, ossia siamo sempre in presenza di gravi e spesso irreversibili alterazioni degli equilibri ecologici, nell'ambito di sinistri progetti militari, anche quando vengono ostentati fini "benevoli". Anche in Italia il cosiddetto “Progetto pioggia”, avviato già negli anni ‘70 del XX secolo in Puglia, fu solo un pretesto per spianare la strada a massicci interventi di modificazione ambientale.
Gli esecutivi di tutti gli altri stati, invece, si ostinano a smentire ed a forviare con spiegazioni risibili, quanto più le criminali irrorazioni si intensificano.
Riporto integralmente un bellissimo articolo dal blog SPHÆRA LUX dell'amico Ubi.
Prima di tutto volevo dire una cosa SCIACONDENSARI GO HOME PLEASE !!!
Per chi ama youtube questo articolo è reperibile nei seguenti video:
Scie Chimiche - Svelato il mistero del Progetto Pioggia 1° Parte
Scie Chimiche - Svelato il mistero del Progetto Pioggia 2° Parte
Ho deciso di rispolverare questi vecchi articoli che ho letto molti anni addietro ma ancora purtroppo attuali, anzi decisivi per risalire agli eventuali responsabili del progetto che utilizza SCIE CHIMICHE per vari scopi tra cui probabilmente il controllo climatico, inoltre lo faccio per terminare, l’inutile diatriba sul fatto che esista o meno un progetto che veda come protagonista, l'irrorazione di SCIE CHIMICHE e composti organici vari per motivazioni ancora da scoprire..
Ma quali scie di condensa, fatemi il piacere, di seguito nero su bianco le origini delle SCIE CHIMICHE utilizzate nello strano PROGETTO PIOGGIA. Vi segnalo da subito che tutto nasce da un'idea della FAO ( branca dell'ONU dedita a problematiche relate alla fame nel mondo )
Se vi interessa leggere il documento ufficiale ed integrale, relativo al PROGETTO PIOGGIA, cliccate QUI.
Di seguito alcuni estratti da esso:
PROGETTO FINALIZZATO CAMBIAMENTI CLIMATICI E AGRICOLTURA "CLIMAGRI"
SOTTOPROGETTO 3 : Siccità, desertificazione e gestione delle risorse idriche.
TEMATICA 3.4: Stima statistica descrittiva di alcuni casi sperimentali di incremento artificiale delle precipitazioni. Responsabile della ricerca : Prof.ssa Francesca Gallo - Dipartimento di Statistica, Probabilità e statistiche Applicate Università "La Sapienza" (Roma)
FINALITA’ DELLA RICERCA
Lo studio inizierà con l’acquisizione dei dati, relativi al periodo di sperimentazione 1991-1994 del Progetto Pioggia, sia rilevati dalle stazioni a terra che dai radiosondaggi e dalle postazioni radar. Il progetto provvederà a valutare e stimare l’efficacia operativa delle azioni di inseminazione artificiale delle nubi al fine di incrementare le precipitazioni piovose. Le metodologie che si intende applicare sono, principalmente, quelle connesse con l’analisi dei dati dipendenti; qui si citano solamente il variogramma, la funzione di covarianza, le misure di autocorrelazione e le metodologie per l’analisi statistica delle serie spazio-temporali. Inoltre vengono analizzate e studiate le capacità di ogni funzione di cogliere la dipendenza delle varie ipotesi formulate. I dati al suolo vengono analizzati, in prima istanza, separatamente da quelli radar e da quelli dei radiosondaggi. Ciò è necessario in quanto le tipologie di questi dati sperimentali sono così diverse tra loro tanto da rendere opportuno uno studio con metodologie adeguate alle loro caratteristiche. Verrà anche affrontato il problema della individuazione dei cosiddetti “outliers”.( N.d.R. Gli outliers sono valori fortemente anomali che si scostano dal modello statistico preso in esame )....
DESCRIZIONE DELLA RICERCA ARTICOLATA NEI TRE ANNI
1° Anno – Acquisizione dei dati delle serie spaziali e temporali del Progetto Pioggia e delle serie temporali dei dati meteorologici a partire dal 1951. Acquisizione dei dati relativi ai radiosondaggi ed alle postazioni radar. Selezione degli insiemi di dati da analizzare. Definizione della base di dati. Studi metodologici sulla robustezza degli indicatori dati suolo, dati radar, dati direzionali. Ricerca degli outliers.
2°Anno – Completamento delle attività del primo anno...
3° Anno – Completamento delle attività del precedente anno. Definizione dei limiti di fiducia delle stime degli indicatori presi in considerazione per focalizzare il possibile incremento delle precipitazioni in conseguenza dell’inseminazione artificiale delle nubi. Stima di una funzione stocastica atta a valutare preventivamente l’incremento della pioggia in caso di inseminazione artificiale. Stesura della relazione finale con fornitura dei risultati alla specifica linea di ricerca (4.1) che cura la diffusione dei risultati nell’ambito del sottoprogetto 4....
e ancora qui:
I molteplici risultati che scaturiranno dalla ricerca consentiranno al ricercatore di avere una migliore ed approfondita conoscenza dei risultati indotti dalla inseminazione artificiale delle nubi. Ciò permetterà un notevole miglioramento nella messa a punto dei disegni sperimentali da realizzare in futuro per eseguire gli interventi di inseminazione artificiale delle nubi. Questa maggiore affidabilità del processo di efficacia dell’intervento ha come conseguenza il miglioramento del rapporto costi benefici. Pertanto i risultati rappresenteranno un notevole strumento di supporto per le decisioni che gli organi di governo saranno chiamati a prendere al fine di ottimizzare le azioni nel quadro degli argomenti studiati dal sottoprogetto “siccità, desertificazione e gestione delle risorse idriche nell’area del Mediterraneo”.
Chissà questi organi di governo, quanti soldi hanno stanziato per il progetto Pioggia..
Poi la relazione continua con:
"... metodologiche conferendo ai risultati significati assai più profondi ed interessanti in grado di fare luce su aspetti ancora non del tutto chiari. "
Qui ho tirato un sospiro di relativo sollievo, per fortuna anche loro qualche dubbio lo hanno ma.. di che aspetti parlano ?
Di seguito, alcuni estratti dai due documenti di cui sopra:
LINEA DI RICERCA 3.5: "Stima statistica descrittiva di alcuni casi sperimentali di incremento artificiale delle precipitazioni" Responsabile della ricerca: Prof.ssa Francesca Gallo Collaboratori : Prof.ssa Giovanna Jona Lasinio , Dott. ssa Arianna Orasi Ente: Università di Roma "LA SAPIENZA"
1. Sommario delle attività
Il primo anno di attività ha visto impegnato il gruppo di ricerca nell’acquisizione delle informazioni necessarie a comprendere il protocollo dell’incremento artificiale delle precipitazioni e, più in particolare, la “storia” del “Progetto Pioggia”, che ha riguardato alcune regioni del Sud Italia a partire dal 1988. L’acquisizione di questo iniziale background è stato effettuato attraverso un’approfondita ricerca bibliografica relativa allo stato attuale della letteratura scientifica sull’argomento inseminazione artificiale delle nuvole e “Progetto Pioggia” (vd. Allegato 1). Successivamente l’attenzione si è spostata su alcuni casi sperimentali di inseminazione artificiale delle nuvole effettuati in Puglia tra il 1992 al 1994. L’approccio di modifica del tempo che è stato utilizzato in Puglia è basato sul cosiddetto schema del processo relativo alla pioggia fredda ed è stato attuato mediante semina delle nuvole con ioduro d'argento: Agi. Gli esperimenti del “Progetto Pioggia” sono stati condotti operando in maniera casuale su due distinte aree geografiche pugliesi (aree bersaglio di Canosa e Bari) dentro le quali é stato possibile raccogliere dati dalle stazioni de: 1.1 - il Servizio meteo A.M.; 1.2 - il Servizio idrografico del ministero dei LL.PP.; (Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale – SIMN) 1.3 - la Rete agro meteorologica nazionale; Una densa rete di stazioni ad alta risoluzione spazio-temporale installata dall’UCEA nel 1992 (Rete Controllo Progetto Pioggia).......
Segue con..
A questo punto nell’analisi condotta dal Gen. Nania, come già detto, l’attenzione viene focalizzata su quanto accade in mare pur sapendo che il Progetto Pioggia non prevedeva un esito fortuito sul mare.
E questo ...
E’ importante sottolineare come da un punto di vista statistico, la situazione ottimale sarebbe quella in cui sia possibile lavorare sul dato grezzo di riflettività e non sul dato già classificato e in cui sia inoltre possibile verificare quanto accade anche in giorni in cui la semina non viene effettuata nonostante le condizioni previste per realizzarla si verifichino, ciò permetterebbe di avere un termine di paragone più corretto per il supposto incremento della pioggia.
Da questo cosa si può supporre ? che sono più i giorni che seminano che non quelli in cui il clima è spontaneo ? mah..
Ma non è finita.. leggete bene qui !!
2.3 Selezione degli insiemi di dati da analizzare, definizione della base dati ed analisi svolte.
Una volta acquisiti i dati si è proceduto ad individuare l’insieme da estrapolare per effettuare una prima analisi esplorativa. Tale insieme è costituito dai giorni in cui è stata effettivamente effettuata la semina. Per ciascuno di questi giorni si è provveduto ad individuare il numero di voli effettuati, la zone bersaglio, le piste di semina per ciascun volo e la durata della semina per ciascun volo (vd. Allegato 6). Per ciascuna operazione di semina si è scelto poi di considerare l’ora d’inizio della stessa stabilendo una finestra di tre ore (durata della semina più tre ore) nella quale considerare la quantità di pioggia osservata, la direzione e la velocità del vento registrate. Questa scelta è giustificata dalla struttura fisica del fenomeno pioggia; infatti, in teoria, assumendo una goccia in una nube con dimensione iniziale uguale a un micro millimetro essa assumerà dimensioni di un millimetro dopo circa tre ore. E’ da notare come questa nostra scelta differisca da quanto fatto nella prima fase di valutazione del progetto nella quale si era scelta una finestra temporale di ventiquattro ore. L’uso di un intero giorno a scopo di verifica però impedisce un uso corretto di molte delle informazioni disponibili essendo questo un intervallo troppo ampio per cogliere la variabilità (quasi istantanea) di molte delle variabili necessarie allo studio.
Ma l’allegato 6..66 dov’è ? io non l’ho trovato, qualcuno potrebbe reperirlo ?
Poi la relazione conitnua fino al terzo anno, da lì in poi.. il NULLA ... Dadadadaaaaa dadadadaaaa... Misterooo !!
Viene spontaneo ora domandare ai responsabili di questo progetto:
- Con che metdodo, per anni, sono state inseminate artificalmente le nuvole ? - Che materiali o sostanze sono stati utilizzati nell’inseminazione artificiale ? - Che quantità di materiali quali Ioduro d'Argetno sono stati irrorati ? - Quali sono gli impatti ambientali di tale progetto ?
Propongo, a tutti i lettori di questo post, l’invio di una mail ad uno qualsiasi dei responsabili o degli enti impattati dal progetto in questione, così da capire meglio di cosa si tratta e se dovremo sorbirci ancora per molto, questo scempio che vediamo nei nosri cieli quasi quotidianamente.
Infine facendo una ricerca di qualche secondo sulla rispettabile Dott.ssa F. Gallo ho trovato questo interessante master a cui ha partecipato in passato:
Traete voi le varie conclusioni possibili, speriamo solo che in vista della sua esperienza, utilizzi ìl suo sapere con saggezza... sempre che le tre responsabili del progetto siano ancora in vita, a proposito qualcuno di voi le ha viste di recente ?
Sarebbe davvero gradito un commento da parte vostra ragazzi.
Nel caso siate digiuni di Geoingegneria e quant'altro vi consiglio la lettura di questo interessante post tratto dal Blog http://quintoelemento.controradio.org/
Ciaooo.. Ubi.
Grazie ad Ubi ed a tutti coloro che, nel loro piccolo, si danno da fare e fanno il possibile per informare la gente, anche di ciò che succede sopra le loro distratte teste.
La recente notizia circa la nevicata artificialecaduta a Pechino ci permette di precisare alcuni aspetti della questione "scie chimiche". Vari siti hanno riferito che la capitale cinese è stata imbiancata da una coltre creata con l'inseminazione delle nuvole. E' prassi consolidata diffondere ioduro d'argento nelle nubi per generare pioggia e neve artificiali o per inibire la grandine. Sebbene i disinformatori affermino che si tratta di operazioni innocue e che nulla c'entrano con le chemtrails, bisogna ribadire che la ratio soggiacente all'uso dello ioduro d'argentoè comune agli altri interventi di manipolazione meteorologica.
Lo ioduro d'argento (formula Ag I) è un alogenuro, ossia un sale formato da metallo (Argento) ed un alogeno. Gli alogenuri d'argento sono tutti fotosensibili e l'effetto prodotto su di essi dalla luce è alla base della fotografia in bianco e nero. "Disperdendo all'interno dei corpi nuvolosi lo ioduro d'argento, si formano moltissimi nuclei di aggregazione attorno ai quali il vapore acqueo si condensa in gocce di pioggia che per gravità cadono. Come avviene tecnicamente l'inseminazione? Un radar individua ed analizza in anticipo i sistemi nuvolosi. Una volta identificati quelli più promettenti, generalmente i cumuli ed i cumulo-nembi, le informazioni vengono trasmesse ad un aereo sul quale è installato il dispositivo per l'inseminazione. Circa venti minuti dopo lo svolgimento dell'operazione, la pioggia cade".[1]
Purtroppo lo ioduro d'argento, solido pulverulento di colore giallo chiaro ed inodore, è tossico: causa irritazione per contatto con gli occhi e con la pelle. Se inalato, provoca irritazione del tratto respiratorio. Immesso nell'ambiente, può decomporsi e liberare acido iodidrico che è tossico.
E' opportuno chiarire che le piogge artificiali, in casi di prolungata siccità, si possono rivelare utili, ma non bisogna dimenticare che l'aridità è spesso una conseguenza di pesanti interventi sui fenomeni atmosferici. Le piogge artificiali vengono quindi propagandate come risoluzione di un problema creato dai maghi della siccità: paiono un espediente per avvelenare la biosfera e per abituare l'opinione pubblica ad accettare lo "spettacolo" delle scie nel cielo, illudendosi che siano sistemi per combattere la siccità, anche quando si spargono sostanze che la favoriscono o nanosensorio agenti patogeni.
In verità, se si evitasse di agire in modo massiccio e costante sul clima e sul tempo con i tankers e le onde elettromagnetiche, la biosfera recupererebbe presto un'omeostasi sicché non occorrerebbe disperdere lo ioduro d'argento. Infatti, non appena le operazioni clandestine di aerosol si interrompono (è accaduto a Sanremo, il 6 novenbre 2009) anche solo per 24 ore, i fenomeni atmosfericiassumono ritmi e forme naturali: sole splendente, cielo azzurro e terso attraversato da cumuli, precipitazioni di moderata intensità, valori barici, termici ed igrometrici nella norma stagionale.
La siccità è un altro problema creato dagli avvelenatori: il pur modesto incremento delle temperature favorirebbe un incremento dell'evotraspirazione e quindi delle precipitazioni. Si è deciso, però, di aggredire ferocemente il pianeta per scopi economici, militari e di dominio sicché i processi naturali sono stati sconvolti, determinando una reazione a catena incontrollata e devastante.
Le tecnologie per bonificare il pianeta e per smaltire i rifiuti, le energie veramente pulite e rinnovabili esistono, ma il sistema le censura e boicotta per evitare che Gaia diventi un giardino e per diffondere patologie che rendono i cittadini deboli, eterodiretti e poco propensi a combattere per un mondo migliore. Le malattie inoltre propiziano lo sfoltimento della popolazione mondiale, uno degli obiettivi precipui delle immonde élites.
L'avvelenamento della biosfera, l'intossicazione delle persone, bambini in primis, procedono a marce forzate...
Lo ioduro d'argento è solo uno fra i tanti ingredienti nocivi di un piatto avvelenato.
[1] AA.VV., Cacciatori di nuvole, articolo contenuto nella rivista Green, n. 5 , aprile 2007