L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

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Wednesday, July 8, 2009

Il torio nelle scie chimiche

New entry!!! Il torio! Pero' si sta avvicinando. Presto nelle scie chimiche trovera' anche idrogeno e ossigeno combinati con legami covalenti...


http://dirtyskyes.blogspot.com/2009/07/il-torio-nelle-scie-chimiche.html

Il torio nelle scie chimiche

Alcuni ricercatori hanno individuato, tra gli elementi diffusi per mezzo delle scie chimiche, anche il torio. Il torio è un elemento chimico piuttosto diffuso nella litosfera, sebbene in ambienti geologici poco comuni ed in basse concentrazioni. La sua abbondanza relativa (15 parti per milione) è di poco inferiore a quella del piombo e tre volte superiore a quella dell’uranio. Il minerale da cui si estrae il torio è la monazite, in cui è associato al cerio. I tredici isotopi del torio oggi conosciuti sono tutti radioattivi. L’isotopo naturale è il torio 232 che ha una lunghissima vita media: 1,4 X 10 alla decima anni! Tra gli isotopi artificiali deve essere ricordato il torio 233, la cui vita media è di 22 minuti, ottenuto con bombardamento con neutroni del torio 232 e che, decadendo, origina l’uranio 233.

Il torio metallico è molto duttile e piuttosto tenero, in polvere è grigio. Esso è usato come assorbitore di gas nella tecnica dell’alto vuoto ed anche per la produzione di elettrodi e cellule fotoelettriche sensibili a certe radiazioni ultraviolette, ma la più rilevante applicazione è in campo nucleare.

Quando il torio viene sparso con le scie velenose, si deve pensare in primo luogo, tenendo conto della mente depravata dei criminali che hanno concepito ed attuato l’operazione, che tale elemento radioattivo serva per causare patologie tra la popolazione. Sono note, infatti, le pericolose e talora letali conseguenze della radioattività sugli organismi viventi, tra cui le mutazioni genetiche e varie forme tumorali, come la leucemia. Il torio quindi è un “ottimo” strumento per quello che, in inglese, è definito depopulation system, ossia sistema per il decremento demografico, perpetrato con i virus (dell’AIDS in primis), le radiazioni non ionizzanti, il fluoro nei dentifrici, il Prozac nell'acqua potabile, l’aspartame, gli psicofarmaci etc. L'esposizione al torio in atmosfera può portare ad un aumento del rischio di cancro ai polmoni, al pancreas ed al sangue.

Non si può escludere che l’impiego di questo elemento risponda ad altri scopi, un po’ meno diabolici: poiché il torio metallico assorbe i gas, potrebbe essere impiegato, in sinergia con il bario, per alterare la composizione dei gas atmosferici. Infine, essendo il torio metallico sensibile a certe radiazioni ultraviolette, potrebbe essere sparso nella ionosfera per determinare o catalizzare particolari reazioni con i raggi UV, costituiti da una radiazione elettromagnetica di lunghezza d’onda compresa tra 0,1 e 0,4 micron di millimetro. La proprietà saliente di questi raggi è quella di favorire moltissime reazioni fotochimiche.

Comunque sia, lo spargimento di torio è la riprova (qualora se ne avverta ancora il bisogno) di chi siano veramente coloro che decidono il destino del mondo e dell’umanità: degli assassini assai peggiori dei nazisti che, almeno, non osavano trincerarsi ipocritamente dietro parole vuote come democrazia, libertà e giustizia, per giustificare i loro atroci, innominabili misfatti.



Fonti:

M. Castle,
Resoconti da tutta la nazione indicano che l’agenda si è intensificata in questi ultimi mesi, 2006
Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, sotto le voci torio ed ultravioletto
Scienze naturali, a cura di M. Tozzi, Milano, s.v. nucleare energia
A.Worthington,
Irrorazione ed armi elettromagnetiche nell’era della guerra nucleare, 2004