L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, April 8, 2015

Germanwings abbattuto in volo. Nessuna scossa sismica da impatto diretto sulle Alpi francesi

http://www.tankerenemy.com/2015/04/germanwings-abbattuto-in-volo-nessuna.html

Germanwings abbattuto in volo. Nessuna scossa sismica da impatto diretto sulle Alpi francesi


Un certo Marco Mucciarelli, sismologo [1], in merito all'"incidente" dell'A-320 Germanwings, ha recentemente affermato che l'impatto del velivolo della compagnia low cost ha generato un'onda sismica, il che, se fosse vero, dimostrerebbe che effettivamente il volo 4U9525 D-AIPX si sarebbe frantumato schiantandosi contro le cime delle Alpi francesi e non sarebbe quindi stato abbattuto in volo, a differenza di quanto affermato da chi scrive. Abbiamo già chiarito che la versione ufficiale non regge, poiché il luogo del supposto crash si trova a non più di 1.300 metri di altitudine sul livello del mare, mentre i radar hanno improvvisamente perso il segnale del Germanwings, mentre esso volava a circa 2.073 metri di quota. Per cui i conti non tornano. Sorvoliamo, però, per un attimo su questo dettaglio cruciale e leggiamo che cosa scrive l'esperto (volutamente non abbiamo corretto i numerosi errori linguistici...):

"Terremoti, sismologia ed altre sciocchezze - Dopo ogni avvenimento tragico, nei tempi recenti, si scatena su internet (sic) la corsa dei complottari per accaparrarsi visite ai siti, e questo si è puntualmente ripetuto dopo lo schianto del volo GermanWings in Provenza. L'Italia ha dato il suo degno contributo con un noto leader degli sciachimisti che ha immediatamente sostenuto che il volo era a quota bassa per compiere irrorazioni di geoingegneria clandestina. Il furore degli utenti ha fatto chiudere il profilo FB [2]. La bufala che ha iniziato a girare poco dopo è quella dell'arma segreta che durante una esercitazione USA avrebbe fatto esplodere in volo l'aeroplano. Improvvisati esperti di volo e di balistica hanno iniziato a dubitare delle foto, a sproloquiare sulla mancanza di un cratere da impatto e ad alimentare dubbi non suffragati da alcuna prova. L'analisi di esplosioni e impatti registrati nei sismogrammi è stata spesso utilizzata in passato per altre tragedie, dall'attacco alle Torri Gemelle alla collisione della Costa Concordia con gli scogli del Giglio, ed anche in questo caso le teorie complottiste possono essere smentite dall'analisi dei sismogrammi della rete francese. A circa 25 km dal luogo dell'impatto si trova la stazione di Digne-les-Bains (codice internazionale FR-OGDI. Dai dati disponibili anche su FlightRadar24, il risulta che volo è scomparso dai radar alle 10:40 CET del 24 marzo. Estraendo dalla banca dati EIDA i segnali registrati a OGDI, dopo un passaggio alle accelerazioni ed un filtraggio passa alto a 2 Hz si ottengono i segnali du questa figura. Il segnale dell'impatto è ben visibile alle 09:40:07 (UTC, un ora indietro rispetto a CET). Considerando una velocità delle onde attorno a 4000 m/s, i 25 km tra stazione sismica e punto di impatto vengono percorsi dalle onde in circa 6 secondi, con una perfetta compatibilità tra la registrazione sismica e la scomparsa dai radar. Quindi l'aereo non è esploso in volo ma si è schiantato al suolo ancora integro, con buona pace dei complottisti, che dovrebbero solo vergognarsi di speculare sulle sciagure".

Davvero interessante! Peccato che quanto riportato sul blog dello "scienziato" sia privo di qualsiasi fondamento scientifico ed infatti, se si accede al portale della Rete Nazionale di monitoraggio sismico francese (RéNaSS) e si disporrà una ricerca per il 24 marzo 2015, si avrà modo di verificare che in quel giorno nessun sommovimento sismico di alcuna entità ha interessato il sito in questione, come evidenziato in questo screeenshot. E' quindi chiaro che un curriculum di tutto rispetto non presuppone necessariamente l'infallibilità della fonte!



Peraltro l'analisi delle foto e dei filmati che ritrarrebbero il luogo del disastro dimostrano che i resti spacciati per quelli del volo 4U9525, sono stati dispersi intenzionalmente, mentre il fumo bianco è stato creato ad hoc impiegando, con molta probabilità, dei fumogeni come questo. Infatti un incendio provocato da migliaia di galloni di carburante avrebbe dovuto necessariamente generare fumo nero e fiamme alte, ma di tutto ciò non si vede assolutamente alcunché! Senza trascurare il fatto che non si vedono rottami del timone di coda né dei due pressoché indistruttibili turbofan. Si noti inoltre come il materiale, minutamente frammentato, dia l'idea di essere stato scaricato (da bordo di un elicottero?) appositamente sui declivi da più punti.



Insomma... per i media la questione è chiusa, ma ciò non vuol dire che le autorità governative ci abbiano rivelato la verità. Siamo di fronte ad un'altra mistificazione in stile 11 settembre 2001, a proposito del quale ci viene raccontato che tre aerei si sono schiantati contro due le torri gemelle ed il Pentagono, ma di questi tre aeromobili non si è trovato nulla. Svaniti.

Il tempo, come nel caso della tragedia di Ustica (il velivolo della Itavia con 83 persone a bordo fu abbattuto da un missile aria-aria), ci darà ragione, con buona pace di chi, per qualche interesse, racconta storie - con la certezza che chi legge non verifica - ed insulta impunemente, ben conscio di avere sempre e comunque le spalle coperte dal magistrato di turno.



ARTICLI CORRELATI:

- Germanwings schiantatosi sulle Alpi francesi: l'analisi del fattore altitudine induce ad ipotizzare che l'aereo sia stato abbattuto!
- Precipita velivolo commerciale sulle Alpi francesi: completamente falsa la versione ufficiale!
- Disastro Germanwings: un'ipotesi alternativa

[1] Marco Mucciarelli: laureato in Fisica, professore universitario. Insegna Sismologia Applicata presso la Scuola di Ingegneria dell'Università della Basilicata. Dal luglio 2012 è direttore del Centro Ricerche Sismologiche dell'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (OGS).

[2] Affermazione falsa e destituita di qualsivoglia fondamento.

AGGIORNAMENTO:

L'unica traccia sismica rilevata dal sito indicato dal luminare (QUESTO) è quella riportata di seguito. Si tratta di una scossa rilevata diverse centinaia di chilometri più a nord del sito dichiarato dai media ufficiali come teatro dello schianto e precisamente sulle Alpi svizzere. Inoltre è stata rilevata a 1,8 Km di profondità. Non si può dunque pensare a null'altro se non ad un abbattimento in volo ad opera di intercettori.



Vietata la riproduzione - Tutti i diritti riservati. Si ringrazia l'amico Francesco T. per l'indispensabile collaborazione.

Saturday, October 29, 2011

Marsala in lotta contro il nuovo radar Finmeccanica (di Antonio Mazzeo)

http://straker-61.blogspot.com/2011/10/marsala-in-lotta-contro-il-nuovo-radar.html

Marsala in lotta contro il nuovo radar Finmeccanica (di Antonio Mazzeo)


Il centro radar della 135^ Squadriglia dell’Aeronautica militare di contrada Perino a Marsala, è noto per uno dei depistaggi più gravi dell’infinita vicenda della strage di Ustica, quando in una vera e propria battaglia aerea sui cieli del Tirreno fu abbattuto un Dc-9 Itavia con i suoi 81 passeggeri. La notte tra il 27 e il 28 giugno 1980, la pagina del “registro operazioni” della stazione di telerilevamento con i dati di volo del Dc-9 e dei caccia militari killer, fu tagliata, distrutta e poi riscritta per far sparire ogni traccia che potesse ricostruire nei particolari l’inconfessabile scenario della strage. Oggi il centro radar di Marsala è al centro di una campagna di mobilitazione. Con cortei, incontri e petizioni popolari, centinaia di cittadini hanno denunciato l’alto indice di mortalità per tumori nella zona (nei pressi della base vivono oltre 10.000 abitanti); il Consiglio provinciale di Trapani, all’unanimità, ha invece chiesto alle autorità sanitarie di analizzare l’incidenza delle pericolosissime onde elettromagnetiche emesse dalla stazione militare.

A scatenare la protesta l’annuncio del ministero della Difesa che il vecchio radar a lunga portata AN/FPS-117, prodotto dalla Lockheed-Martin (il colosso del MUOS, il nuovo sistema di telecomunicazioni satellitari Usa con terminal terrestre a Niscemi, Caltanissetta) sarà presto sostituito da un radar ancora più potente dell’italiana Selex Sistemi Integrati (gruppo Finmeccanica).

“A Marsala è sorto un comitato spontaneo di cittadini per dire No al radar e sensibilizzare tutti al rischio cui si andrebbe incontro”, dichiara il consigliere provinciale di SEL, Ignazio Passalacqua. “Si tratta di un’iniziativa di grande senso civico. I militari ci hanno spiegato che il nuovo radar avrà un impatto meno invasivo dei precedenti grazie alle nuove tecnologie. Ci chiediamo allora a cosa sono stati esposti i civili abitanti in quelle contrade nei decenni scorsi. È l’ora pertanto che si predisponga un rilevamento dei valori di queste onde attraverso uno studio che non abbia natura militare ma civile per fare chiarezza una volta per tutte sui casi, molto frequenti e preoccupanti, di tumori e leucemie che da anni colpiscono le famiglie di quelle zone ”.

In previsione del nuovo sistema radar, il 21 dicembre 2010 il Comando della 3^ Regione Aerea di Bari ha rinnovato per altri cinque anni le servitù militari in un’ampia fascia di territorio prossima al Centro dell’AMI, onde “evitare che la realizzazione di talune opere possa compromettere la funzionalità e la sicurezza dell’installazione militare ubicata in località Timpone Guddino”. Il decreto del Comando di Bari prevede una spesa annua di 65.153 euro per il pagamento degli indennizzi ai proprietari e di 32.576,5 euro al Comune di Marsala. Pochi spiccioli per monetizzare l’alto rischio elettromagnetico sulla salute della popolazione ma che pesa sul bilancio statale complessivamente per 488.647,5 euro. E in tempi di tagli draconiani al welfare non è poco.

La mappa catastale allegata al decreto di proroga evidenzia l’enorme estensione della servitù. Una zona rossa, della larghezza di 600 metri di raggio dal centro della base, impone il divieto alla realizzazione di “ostacoli d’alcun genere, compresi manufatti, vegetazione arbustiva, antenne e strutture metalliche, condotte sopraelevate elettriche e telegrafoniche, depositi di carburante, esplosivo o altre materie infiammabili e strade ferrate…”. Inoltre non sono ammessi “macchinari o impianti che possano irradiare nello spazio disturbi elettromagnetici, né trasmettitori radio di qualsiasi tipo o potenza”. Ancora più vasta la cosiddetta zona verde, all’esterno del perimetro “rosso”, distante in alcuni punti sino a 1.800-2.000 dal Centro radar, dove è proibita la localizzazione di “ostacoli di qualsiasi genere con altezza superiore ai 153 metri s.l.m., condotte elettriche sopraelevate o trasmettitori con potenza superiore ai 200 watt”.

Il sistema che verrà installato a Marsala è il Fixed Air Defence Radar (FADR) RAT31-DL, acquistato dalla Difesa per potenziare la rete operativa dell’Aeronautica militare italiana ed integrarla ancora di più nella catena di comando, controllo, comunicazione ed intelligence della Nato. Il contratto sottoscritto con Selex Sistemi Integrati prevede la fornitura entro il 2014 di dodici impianti radar per altrettanti siti AMI, pèiù due sistemi configurati nella versione mobile (DADR - Deployable Air Defence Radar). Importo del contratto 260 milioni di euro. Una manna per l’azienda elettronica di Finmeccanica che ha già venduto i FADR a nove paesi nel mondo, sette dei quali sono membri Nato (Austria, Danimarca, Germania, Grecia, Malesia, Repubblica ceca, Turchia e Ungheria).

“Il RAT31-DL è stato sviluppato per rispondere ai futuri bisogni della difesa, dove la superiorità delle informazioni e dei comandi giocherà un ruolo sempre maggiore”, affermano i manager di Selex-Finmeccanica. “Il sistema ha eccellenti capacità di scoprire e tracciare i segnali radio a bassa frequenza di aerei e missili, può supportare diverse funzioni come la difesa da missili anti-radiazione e da contromisure elettroniche. In Italia, il FADR consentirà di controllare anche la presenza di missili balistici, comunicherà con gli altri punti di controllo nazionali e della Nato, riducendo la necessità di personale e quindi dei costi di gestione”.

Secondo il generale Mario Renzo Ottone, a capo del Comando Operazioni Aeree nazionali e Nato di Poggio Renatico (Ferrara), il nuovo sistema radar costituisce la “struttura portante del programma con cui l’Aeronautica ha avviato la sostituzione dei propri sistemi di sorveglianza aerea per rendere disponibili le frequenze necessarie all’introduzione della nuova tecnologia Wi-Max (Worldwide Interoperability for Microwave Access) di accesso internet ad alta velocità in modalità wireless”.

Produttori e militari sono invece particolarmente restii a fornire informazioni sulle caratteristiche tecniche e di funzionamento del radar, rendendo difficilissima una valutazione oggettiva dell’impatto ambientale delle future emissioni. La brochure dell’azienda produttrice rivela solo che il Fixed Air Defence Radar opererà in banda D e avrà una portata sino a 470 km di distanza e 30 km in altezza, una potenza media irradiante di 2,5 kW e una potenza dell’impulso irradiato di 84 kW. L’antenna opererà in una frequenza compresa tra 1,2 e 1,4 GHz (L-band), all’interno dello spettro delle cosiddette “microonde”. Qualche altro dato è fornito per l’antenna da un sito web specializzato della Repubblica ceca: 77 metri quadri d’area, 11x7 metri di dimensione e una velocità di 6-10 rpm. Quando ci sono in mezzo gli affari e tanti soldi, la salute vale zero e la trasparenza è un inutile optional.