L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, April 1, 2015

Dalla DEMONcrazia alla...

http://zret.blogspot.ch/2015/03/dalla-demoncrazia-alla.html

Dalla DEMONcrazia alla...

Renzi a casa!” Quest’originale slogan si legge sulla maglietta indossata da Matteo Salvini e dai leghisti. “Renzi a casa?”: perché mai tale privilegio? Dopo che il ducetto ha devastato l’Italia, lo congediamo con una pensione d’oro? Roba da pazzi! “Renzi in miniera!” Questo auspicio dovrebbe campeggiare in ogni dove. [accidenti, fino a questo punto son od'accordo con il professore] Assieme a lui, tutta la genia dei parassiti dovrebbe essere mandata a spaccare le pietre [con la testa - cit. La Tigre della Malora] sotto il sole cocente, come gli Ateniesi sconfitti dai Siracusani durante la spedizione in Sicilia.

La prima vittima della propaganda è sempre il linguaggio: in particolare il già rattrappito codice della “politica” si riduce ad una girandola di luoghi comuni, di frasi fatte, di metafore vernacolari, di pasquinate, sempre uguali da almeno trent’anni. A ciò si aggiunge l’irredimibile cialtroneria degli arruffapopoli. Abbiamo visto come si è comportato il nuovo governo greco di fronte ai Diktat dei feneratori internazionali: la montagna ha partorito il topolino, anzi il coniglietto.

Viene in mente Fantozzi che, quando è da solo nel suo ufficio, medita un eroico discorso con cui denunciare le vessazioni dei superiori e che poi, al cospetto del mega-direttore galattico, comincia a balbettare sperticate adulazioni.

Siamo sinceri: la cosiddetta opposizione pullula di demagoghi, di tribuni della domenica, di imbonitori capaci di vincere una sfida dialettica con il ministro di turno, quando sono invitati a partecipare a programmi di intrattenimento similpolitico. In tutti gli altri casi sono dei perfetti inetti.

Fuori dall’euro!” Berciano gli ignoranti. E’ solo un altro vacuo proclama: infatti, se non si ripristina la sovranità monetaria, non si risolve alcunché. Puoi chiamare la moneta come vuoi, anche Pippo, ma la truffa resta. La creazione di una moneta nazionale non è, però, sufficiente: se, per assurdo, l’Unione europea concedesse ad uno stato di staccarsi dall’euro, si innescherebbero speculazioni mostruose che porterebbero all’iperinflazione ed alla bancarotta.

Una vera opposizione non si limiterebbe a chiedere proroghe per il saldo dei “debiti”, ma rifiuterebbe in toto un sistema radicato nella frode dell’usura, dell’anatocismo, insomma del denaro-merce, anziché strumento. Una vera sinistra dovrebbe rigettare la logica perversa dello sfruttamento e del plusvalore. Invece, quelli lì si arrabattano, vengono a patti, dànno un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Gli “oppositori” sono inetti, ma non scemi. Tengono famiglia e soprattutto tengono alla loro pellaccia. Sanno che se veramente provassero ad attuare una politica rivoluzionaria, sarebbero ipso facto schiacciati come zanzare. Quei pochi che hanno osato combattere l’establishment sono stati eliminati senza pietà. Così i vari Salvini, Meloni, Grillo, Tsipras etc. recitano solo il ruolo di antagonisti, raccattano voti con promesse che non potranno mai mantenere, con inani dichiarazioni contro i clandestini ed i Rom, contro la Trojka, con qualche pittoresco corteo. Intanto la pagliacciata continua.

Forse nel dissenso milita pure un uomo onesto che mira ad obiettivi alti, ma deve poi scontrarsi con una realtà impermeabile a qualsiasi valore. Non gli resta che adattarsi al sistema o mandare a spigolare tutto e tutti, novello Dante che preferisce “far parte per sé stesso”.

E’ inutile ed illusorio confidare in codesti capipopolo: riconosciamo pure nei loro comizi una retorica non priva di qualche espressione sapida, ma di facile presa solo sui peones.

L’unica alternativa alla DEMONcrazia è dunque, in questi tempi decadenti, la demagogia? Pare proprio di sì.
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Saturday, December 6, 2014

Inasprimento della pressione fiscale: qual è il vero scopo?

a quanto pare ieri ser azretino ha guardato Crozza

http://zret.blogspot.it/2014/12/inasprimento-della-pressione-fiscale.html

Inasprimento della pressione fiscale: qual è il vero scopo?


Quis custodiet custodes?

I politici “onesti” sono quelli che non sono stati ancora colti con le mani nel sacco.

L’anno prossimo l’I.V.A. su molti prodotti e servizi sarà portata al 25,5 per cento e nel contempo saranno aumentati parecchi balzelli. Che senso ha inasprire la pressione dei vari gravami fiscali? Lo stato aumenterà in questo modo il gettito? No.

Anche un deficiente capisce che i cittadini già tartassati non possono essere spremuti indefinitamente: alla fine dai limoni non si riesce ad ottenere neppure una goccia. Le pecore vanno tosate, non scorticate. E’ palese che il ricavo per l’erario continuerà a diminuire, insieme con la costante flessione dei consumi associata al fallimento di aziende ed imprenditori. Allora perché i vari governi seguitano ad introdurre e ad incrementare i tributi, se sanno che tale politica deprime l’economia e favorisce l’evasione?

Per comprendere gli eventi di questi tempi finali, occorrono nuove, inedite chiavi di lettura. L’inasprimento della pressione fiscale ha come scopo precipuo la sadica vessazione dei cittadini e la loro riduzione in uno stato di indigenza. I ricchi ed i cosiddetti potenti navigano già nell’oro e non hanno alcun bisogno di altro denaro. Le risorse finanziarie solo in minima parte sono destinate ai servizi, il resto serve per garantire il lusso ad una pletora di funzionari e di parassiti, ma giganteschi ladrocini ed artifici contabili da soli bastano per soddisfare questa esigenza. Di nuovo: non è necessario dissanguare ulteriormente i cittadini, pardon i sudditi.

Oggi molti, delusi dal Movimento cinque stelle e da altre formazioni, confidano nei nuovi profeti del nulla, Salvini e la Meloni. Non si è ancora compreso che il sistema confeziona sempre nuovi feticci: un bambolotto ne sostituisce un altro. Il popolo è un eterno bambino capriccioso. Il fantolino, stancatosi presto di un balocco, piange e strepita per averne un altro che è quasi uguale al precedente. Dopo che i genitori gli hanno acquistato il nuovo giocattolo, il pargolo dopo un po’ non ci trova più gusto e ne vuole un altro e così via.

Alla massa l’establishment dona sempre nuovi pupazzi. Qualche idea di Salvini e della Meloni è pure condivisibile, non difettano di una dialettica talora persuasiva, ma essi, volenti o nolenti, sono organici agli apparati e gli apparati sono del tutto irriformabili. D’altronde in passato l’esecutivo, sostenuto dai partiti cui appartengono i due imbonitori, non ha neppure abolito l’I.R.A.P., a differenza di quanto promesso e strombazzato. Avrebbero credibilità solo se aggredissero, senza mezzi termini, il signoraggio bancario e la geoingegneria clandestina.

Che cosa ci si può attendere in una realtà in cui non esiste alcuna differenza tra Stato e mafia, dove la corruzione è endemica, radicata, dove chi controlla e vigila è più disonesto del più incallito delinquente ?

Quando ho appreso dello scandalo romano, con l’osceno connubio tra criminalità organizzata e classe “politica” capitolina, sono rimasto sconvolto, ma non per il marciume scoperto di cui ogni persona con un po’ di sale in zucca può solo essere certa, ma per il fatto che qualche giudice ha indagato e persino disposto misure cautelari. E’ immaginabile che in uno
Stato guasto come quello italiano agisca qualche magistrato integerrimo? Forse le inchieste, destinate comunque ad arenarsi ed a rivelarsi un fuoco di paglia, servono solo ad esacerbare l’opinione pubblica affinché, azzerata l’attuale casta, sia spianata la strada a banditi addirittura peggiori.

Lo ripeto: il sistema non può essere in nessun modo riformato e neppure leggermente migliorato, poiché nel suo D.N.A. albergano il pervertimento e la frode.

Non ci si illuda che la situazione possa evolvere: i politici probi (pochissimi) sono subito silurati o è loro impedito di agire; tutti gli altri sono dei briganti. Alle prossime consultazioni elettorali vedremo probabilmente la Lega nord celebrare un inutile trionfo ed il Movimento cinque stelle, logorato da contraddizioni, tentennamenti ed ambiguità, affondare. Nel contempo affonderà l’Italia... e non solo.

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