http://freeskies.over-blog.com/article-gli-angeli-lo-shuttle-ed-i-presagi-artificiali-111306168.html
Un evento oscuro: nella città di Los Angeles (‘gli angeli’ in lingua spagnola) viene fatto
sfilare lo shuttle ‘Endeavour’ ( cercare, tentare )
dopo una meritata carriera, prima della sua definitiva dismissione.
Fatto ancora più oscuro: per permettere al bestione bianco
dei cieli di attraversare la città, vengono abbattute 300 grandi alberature, con la promessa da parte delle autorità di ripiantarne oltre 1000 alla fine di questa anomala
sfilata. Questa ‘marcia trionfale’ al contrario è in realtà un saluto del ‘pensionato’; un omaggio agli ‘angeli’ ed una sorta di resa definitiva delle velleità umane,
sottolineata dal brutale rito dell’abbattimento degli alberi, guarda
caso 300, come gli opliti di Leonida. Cade così simbolicamente l’ultimo
diaframma di una possibile resistenza e viene
reso omaggio alle divinità angeliche, consegnando le proprie armi consumate: l’Endeavour appunto.
La mattanza delle grandi alberature è ormai una consuetudine del mondo occidentale, forse per
far sparire le prove di un passato incontaminato. Negli anelli di questi silenziosi testimoni c’è infatti memoria di un’epoca dall’aria intonsa; eliminando la memoria, si elimina
la possibilità di un riscontro futuro con il presente che sarà.
Dal ‘il giornale’:
L'area
mite di un gigante buono che ne ha viste
troppe per stupirsi ancora. Sorretto da un'imponente struttura, in
grado di sopportarne il peso, lo Space Shuttle Endeavour si è rimesso in
moto, per l'ultima volta. Il suo ultimo viaggio
lo ha fatto in orizzontale, cosa per lui inusuale.
Ed ancora:
Per le vie di una Los
Angeles con gli occhi ben aperti, stipata di bambini e
curiosi, per un attimo l'America ha rivissuto la frenetica curiosità per
la conquista dello spazio, immortalando l'atto di
pensionamento di un ultimo gigante della sua razza.
Mi sembra evidente la sottolineatura del valore simbolico ed emotivo dell’evento. La fine delle
aspettative umane verso lo spazio ed in particolare, la fine di quelle statunitensi. Un rituale oscuro che non lascia presagire che inquietudine ed angoscia.
Si chiude
la speranza baldanzosa ed un poco sfrontata di un paese, un tempo
lungimirante ed avventuroso. L’abbattimento dei 300 alberi colora il
presagio di una resa di un’era naturale in favore di
un’altra, nella quale il testimone delle velleità di una
specie (quella umana) è già stato consegnato agli ‘angeli’. Questa è, a
mio parere, la lettura corretta di questo evento
altrimenti poco comprensibile: il potere elusivo ama esprimersi in
questo modo. Ovviamente anche la caduta di Baumgartner nel vuoto da 39.000 metri riveste lo stesso valore
simbolico ed inquietante. Dov’è caduto l’eroico austriaco? A Roswell (!) proprio dove circa 50 anni orsono caddero dei ‘grigi’ nel celebre ufo crash. Il novello
Icaro mostra all'umanità il limte da non superare: 39.000 metri, non di più, come il confine psichico del 'Truman Show'.
Dal Corriere della Sera:
Ma tutto è andato bene e allora adesso
si può sottolineare una curiosa coincidenza: Felix è nato nel 1969, l’anno in cui David Bowie (l'uomo che cadde sulla Terra, ndr)
pubblicò uno dei suoi dischi più
suggestivi, Space Oddity, quello con
l’omonimo singolo in cui l’avventura spaziale (anche se forse è solo una
metafora) di Major Tom si concludeva terribilmente con le
parole «Planet Earth is blue/ And there’s nothing I can do». Per
fortuna, all’austriaco è andata molto, molto meglio.
Insomma … vedi:
-
-
