L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, March 12, 2011

C'erano una volta le scie di condensa, alte nel cielo

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/03/cerano-una-volta-le-scie-di-condensa.html

C'erano una volta le scie di condensa, alte nel cielo

Dovrebbe ormai bastare osservare continuamente il cielo e notare l'irregolare frequenza con cui passano gli aerei per avere la certezza dell'esistenza delle scie chimiche; se poi chi nega l'esistenza delle scie chimiche nega persino tale irregolare frequenza dovremmo già avere chiara quale sia la situazione, se ci decidiamo ad osservare autonomamente e costantemente il cielo.


Ma ci sono ulteriori dati che ci permettono di comprendere come quasi tutte quelle scie (persistenti e non) abbiano ben poco a che fare con la condensa di vapore acqueo. A tal riguardo la questione della quota di sorvolo degli aerei è fondamentale, e la seguente digressione è una delle tante cose che sono state tagliate dalla lunga intervista fattami dalla redazione di Mistero in occasione della mia partecipazione a quella trasmissione.

A pagina 11 di un vecchio testo La fisica della particelle di Kenneth W. Ford (Arnoldo Mondadori Editore, Milano), anche nella seconda edizione del 1970, si legge:

“Quando un aereo a reazione passa alto nel cielo, si forma sulla sua scia una nube di cristalli di ghiaccio chiaramente visibile, anche se non è possibile scorgere l’apparecchio. È veramente una bella fortuna per l’uomo che i più piccoli oggetti di cui egli sa qualche cosa, le minuscole entità di materia e di energia che egli chiama particelle elementari, si comportino grosso modo in maniera analoga. Una singola particella elementare è oltre dieci milioni di volte più piccola del più piccolo oggetto visibile al microscopio, eppure, quando essa attraversa una camera a bolle, lascia al suo passaggio una traccia visibile a occhio nudo che può essere fotografata e studiata con tutta comodità”.

Fare click sull'immagine qui sopra per vederla ingrandita
Anche se oggi circolano aerei leggermente più grandi di quelli di un tempo, e quindi più facilmente osservabili da lontano, questo brano è una testimonianza storica del fatto che un aereo che vola alla quota di crociera (intorno ai 10 km) è così lontano che generalmente non si vede o lo si vede a malapena.

In condizioni di buona visibilità se ne potrà distinguere appena la sagoma, ma di certo non lo si può vedere chiaramente e distinguerne i particolari. Certo, se proprio ci troviamo al di sotto della traiettoria dell'aereo, ovvero sulla perpendicolare condotta dal velivolo alla superficie terrestre, se ci troviamo proprio sotto il corridoio aereo da lui percorso (e se la visibilità è buona) possiamo anche scorgere qualcosa di quell'aereo. Ed è questa un'altra cosa molto strana delle scie che vediamo adesso nel cielo: scorgiamo benissimo l'aereo anche quando visibilmente si trova ben lontano dalla nostra verticale.

Per altro alla quota di crociera degli aerei (le sole quote alle quali si potrebbero formare scie di condensa, come conferma lo stesso colonnello dell'aeronautica militare De Simone, che pur nega le scie chimiche) il rumore da esso prodotto non è distinguibile a livello del suolo (vedi appendice in fondo all'articolo), e vedere la scia di un aereo sentendone forte il rombo e distinguendo nettamente muso coda e ali dell'aereo costituisce prova tangibile della manifestazione di una scie chimica ... se poi l'aereo non è nemmeno sulla nostra verticale occorre rendersi conto che la distanza aumenta secondo le note leggi della trigonometria.

Ciò vuol dire che di regola è molto difficile scorgere un aereo che voli intorno ai 10 km di quota, a meno che non sia un aereo militare (cui sono assegnate quote fra i 5 ed i 6 km) o un aereo in decollo/atterraggio dall'aeroporto più vicino.

Se continuiamo a leggere il testo summenzionato troviamo scritto in maniera assolutamente inequivocabile:

“al fisico moderno resta il compito, ancopra molto difficile, di ricostruire dalle tracce tracce e dagli scatti dei contatori la natura delle varie particelle elementari, impresa che equivale a ricostruire il disegno di un aereo a reazione studiandone la scia ad alta quota

Se viene considerata improba l'impresa di ricostruire il disegno di un aereo a reazione studiandone la scia ad alta quota, ciò vuol dire che tale sagoma non è ben visibile ad occhio nudo, che se va bene è una sagoma indistinta.

Per quanto riguarda la quota di sorvolo di questi aerei oltremodo sospetti c'è chi ha fatto diversi esperimenti per misurarla sia con metodi metodi trigonometrici che con l'aiuto di un laser, ed i risultati sono assolutamente incompatibili con l'ipotesi di normali scie di condensa.

Per altro c'è la prova del cumulo ovvero il fatto che si vedono spesso aerei rilasciare scie passando attraverso cumuli, ovvero nubi appartenenti alla categoria delle nubi basse che si formano a quote comprese tra i 1.500 ed i 2.300 metri. Anche il passaggio sotto gli stratocumuli (altre nubi basse) è emblematico.
Appendice - Trasmissione del suono ed aerei chimici - Stima delle quote

Data una sorgente di suono, questo si propaga allo stesso modo in tutte le direzioni secondo fronti d’onda sferici. La superficie del fronte d’onda aumenta in proporzione col quadrato della distanza dalla sorgente. Di conseguenza l’energia che possiede il fronte d’onda si distribuisce su tutta la superficie, per cui su una singola unità di superficie avremo un’energia che decresce proporzionalmente al quadrato della distanza.

Insomma secondo leggi elementari della fisica legate alla propagazione delle onde se la distanza raddoppia l’intensità diventa un quarto, se la distanza triplica l’intensità diventa un nono, se la distanza diventa 10 volte più grande, l’intensità del suono diventa 100 volte più piccola (10*10). Fisica elementare.

Il decibel è un’unità di misura del suono che si calcola in base ad un rapporto, ovvero in base al logaritmo di un rapporto. Se due grandezze misurano una A e l’altra A/2 (la metà di A) la loro differenza è A/2, ma se calcolo il rapporto espresso in decibel fra le due grandezze fisiche (vedi definizione di decibel), dal momento che il rapporto tra la prima grandezza e la seconda è 2, ottengo un numero che è uguale a 10*log(2)=3,01 [il logaritmo è per definizione un logaritmo in base 10]

Se due grandezze misurano una A e l’altra A/4 il decremento in decibel è quindi pari a 10*log(2)=6,02. Otteniamo un numero esattamente il doppio del precedente perchè per le proprietà dei logaritmi log(b*c)=log(b)+log(c) e quindi log (2*2)=log(2)+log(2)

Secondo le normative in vigore (legge quadro 447/95, propagazione del rumore in ambiente esterno) il rumore di un aviogetto ad 800 metri di quota sulla verticale non deve superare i 75 db (voce forte ad un metro). Dal momento che raddoppiando la distanza, l’intensità sonora decresce di 6 dB, possiamo dedurre che un aereo che sorvola a 1600 metri trasferisce a terra, in media, un rumore pari a 69 db (conversazione normale ad un metro).

Decuplicando la distanza l’intensità sonora diventa un centesimo, e quindi il decremento in decibel dell’intensità udita è pari a 10*log(100)=10*2=20, e quindi si passa da 75 a circa 55 db (intensità sonora paragonabile a quella di una conversazione tranquilla in un salotto). Mano a mano che si sale di quota, ovviamente il suono si attenua, sino a diventare irrilevante e questo spiega perché un velivolo che incrocia a 12.000 metri non può essere percepito. Qualcuno ha mai udito gli aerei di linea prima dell’inizio delle operazioni di aerosol? Infatti il rumore corrisponderebbe in teoria a circa 45 db (il brusio udibile in una biblioteca dove è fatto divieto di parlare e si può solo sussurrare), ma anche meno se si tiene conto dell’energia dissipata dall’onda sonora nell’aria. Per quanto riguarda i livelli del suono espresso in decibel a cui si fa riferimento in precedenza potete guardare in fondo a questa pagina di wikipedia già segnalata in precedenza.

Per di più, a riprova del fatto che ci sia una reale cospirazione dei mass media e di tutta una serie di organizzazioni che cerca di nascondere la realtà del fenomeno delle scie chimiche, è il caso di riportare le parole pronunciate dal signor Toselli (membro del CICAP) ad una conferenza sulle scie chimiche ad Alessandria (consiglio vivamente di ascoltare l’intervento registrato di tale conferenza al per capire che mezzucoli utilizza il sistema di potere per confutare l’esistenza delle scie: non confutare i dati, le notizie, le osservazioni, ma screditare con ogni mezzo le persone che ne parlano, ridicolizzarle, ridicolizzare le loro affermazioni su argomenti diversi da quelli delle scie etc.)

Non lo so, lo studio … si è detto che il suono, quando sentiamo il suono di un aereo sulla verticale vuol dire che questo è al si sotto di una certa quota, senza pensare che il suono si propaga a 360° quindi lei può essere totalmente spostato rispetto alla verticale.

C’è chi si arrampica sugli specchi per “dimostrare” che le scie chimiche non esistono?

Guarda caso il signor Toselli da allora in poi ha abbandonato la sua "lotta" per negare l'esistenza delle scie chimiche.

Saturday, May 15, 2010

Apparato e metodo per monitorare ed alterare da lontano le onde cerebrali

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/05/apparato-e-metodo-per-monitorare-ed.html

Apparato e metodo per monitorare ed alterare da lontano le onde cerebrali


Il brevetto mostrato qui sopra, ma visibile anche sul sito patentstorm.us descrive un metodo per monitorare ed alterare da lontano le onde cerebrali (Apparatus and method for remotely monitoring and altering brain waves) e risale a 40 anni fa, esattamente al 20 aprile del 1976. Si tratta del brevetto statunitense numero 3951134 ( US Patent 3951134).

Qui sotto il disegno dello schema di tale apparato e di seguito la traduzione del sunto (abstract) del brevetto. Da notare il periodo finale: la forma d'onda demodulata inoltre può essere utilizzata per produrre un segnale compensativo che è trasmesso in direzione inversa al cervello per generarvi il desiderato cambiamento dell'attività elettrica.

Se notiamo che il brevetto è vecchio di 40 anni, e se ricordiamo quale diabolico interesse abbiano l'establishment militare (in particolare l'agenzia statunitense DARPA) ed i servizi segreti per lo sviluppo di simili brevetti, è facile immaginare il livello di sviluppo e perfezionamento di certe tecnologie nel corso di tutti questi anni. Ovviamente non tutto quello che viene realizzato nel segreto di un laboratorio militare può essere noto al pubblico, perchè molti progettti sono classificati.

Anche questa traduzione si collega a quanto da me riferito nell'intervista realizzata per la trasmissione Mistero sulle scie chimiche (dichiarazioni sfortunatamente non inserite nel servizio).

Metodo e apparato per la captazione delle onde cerebrali da una posizione distante dal soggetto [che viene monitorato] attraverso il quale segnali elettromagnetici di differenti frequenze vengono tramessi simultaneamente al cervello del soggetto dove essi interferiscono tra di loro per generare una forma d'onda modulata dalle onde cerebrali del soggetto.

La forma d'onda di interferenza che è rappresentativa dell'attività delle onde cerebrali è ritrasmessa dal cervello ad un ricevitore dove essa viene demodulata ed amplificata. La forma d'onda demodulata viene quindi visualizzata ed inviata ad un computer per ulteriorie elaborazione ed analisi. La forma d'onda demodulata inoltre può essere utilizzata per produrre un segnale compensativo che è trasmesso in direzione inversa al cervello per generarvi il desiderato cambiamento dell'attività elettrica.

Per chi non avesse confidenza con le nozioni di fisica utilizzate nella costruzione di tale apparato (interferenza di onde, modulazione e demodulazione della forma d'onda) basti dire che il principio di cui si parla è simile a quello utilizzato per codificare (ovvero inviare), trasmettere e poi decodificare (ovvero ricevere) un segnale radio.

In questo caso alcune onde elettromagnetiche di opportuna frequenza vengono emesse in direzione di un individuo, il cui cervello emette naturalmente onde nello stesso range di frequenze (ovviamente di intensità alquanto debole). Quando un'onda (elettromagnetica) proveniente dall'esterno si "incontra" con un'onda generata dal cervello le due onde interferiscono, ed al rilevatore giunge non più il segnale emesso il partenza, ma un segnale a cui viene aggiunta (se è in fase) o sottratta (se è in opposizione di fase) una certa quantità.

La forma d'onda emessa (che dipende dalle differenti frequenze emesse dall'apparato emittente e dall'intensità delle onde emesse a tali frequenze) si trova così a differire dalla forma d'onda ricevuta dal ricevitore dopo l'interferenza con le onde cerebrali.

Comparando il segnale emesso in partenza con quello del ricevitore (modificato dall'interferenza), si può quindi ricostruire il segnale delle onde cerebrali grazie ad una sorta di differenza (analisi di Fourier a parte ovviamente).

Ed immaginatevi quale raffinato controllo sulle menti potrebbero avere le tecnologie di monitoraggio e alterazione del funzionamento tramite onde elettromagnetiche nei soggetti umani nei quali venisse impiantato un microchip ... non certo per il loro bene come certa propaganda di regime vuole farci credere, visto che il microchip è un prodotto inaffidabile e pericoloso per chi lo riceve.



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La scansione cerebrale che può leggere le intenzioni delle persone

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/05/la-scansione-cerebrale-che-puo-leggere.html

La scansione cerebrale che può leggere le intenzioni delle persone

Il 9 febbraio del 2009 è stato pubblicato sull'edizione online del giornale britannico guardian l'articolo The brain scan that can read people's intentions redatto da Ian Sample. Qui sotto, come promesso, la traduzione (a cura di Sabrina). Quanto esposto nell'articolo si collega a quanto da me riferito nell'intervista realizzata per la trasmissione Mistero sulle scie chimiche (dichiarazioni sfortunatamente non inserite nel servizio).

Anche sulla stampa italiana troviamo eco di questo tipo di ricerche, ad esempio nell'articolo Leggere il pensiero con uno scanner cerebrale, pubblicato sull'edizione online del quotidiano la stampa il 12/3/2010, mentre sul sito punto informatico potete leggere l'articolo sulo scanner cerebrale portatile sviluppato dalla Hitachi (vedi foto qui a fianco).

Altre informazioni su tecniche consimili potete leggerle nell'articolo La macchina che ti scannerizza il cervello sul sito zeusnews.

Ovviamente l'establishment militare non può non essere interessato a simili tecnologie, ed infatti l'agenzia statunitense DARPA (ente militare che si occupa di innovazioni tecnologiche, dedito all'implementazione dei più sinistri progetti di spionaggio e sicuramente coinvolto nell'operazione di diffusione delle scie chimiche) si da fare nella realizzazione dell'inquietante progetto repair.

Riguardo a tale progetto sul sito punto informatico potete leggere l'articolo DARPA: cervello, uso e manutenzione il cui sottotitolo è: Il Pentagono pensa a impianti cerebrali utili a riparare malfunzionamenti e menomazioni della materia grigia. Per un futuro da cyborg per veterani e civili.

In tale articolo leggiamo che:

L'obiettivo di REPAIR è appunto quello di "comprendere - e poi essere in grado di modificare - il comportamento del cervello in risposta a un trauma". DARPA finanzierà REPAIR e le quattro istituzioni coinvolte con una somma iniziale di 14,9 milioni di dollari in due anni, impegnando 10 team di ricerca dotati di competenze che vanno dalle neuroscienze alla psichiatria, dalla neuroplastica ai semiconduttori elettronici.

Fin qui ovviamente gli scopi dichiarati del progetto, che ufficialmente viene portato avanti per curare i traumi cerebrali dei veterani delle guerre in Medio Oriente (Afghanistan e Iraq).

Facilmente intuibili invece gli scopi non dichiarati e le applicazioni possibili in termini di controllo mentale; facilmente ipotizzabile anche il fatto che dei poveri esseri umani, già utilizzati come carne da cannone per atroci ed insensate guerre, saranno in futuro utilizzati come cavie per progetti dei progetti apparetentemente umanitari ma probabilmente portati avanti per ben altri fini. Del resto nei team impegnati a lavorare sul progetto ci sono pure esperti di psichiatria.



La scansione cerebrale che può leggere le intenzioni delle persone

Ian Sample 9/2/2009

Un team di neuroscienziati leader a livello mondiale ha sviluppato una potente tecnica che permette di osservare in profondità il cervello di una persona interpretandone le intenzioni prima che agiscano.

La ricerca apre un nuovo terreno molto controverso per la capacità degli scienziati di sondare le menti delle persone ed intercettare i loro pensieri, e solleva seri problemi etici su come la tecnologia per la lettura del cervello potrà essere utilizzata in futuro.

Il team ha utilizzato scansioni del cervello ad alta risoluzione per identificare dei modelli di attività prima che vengano tradotti in pensieri significativi, rivelando ciò che una persona ha in mente di fare nel prossimo futuro. E' la prima volta che degli scienziati riescono a leggere le intenzioni in questo modo.

"Utilizzando lo scanner, possiamo ricercare nel cervello queste informazioni e decifrare qualcosa che dall'esterno non ci sarebbe modo di dire che si trovi lì. "E' come far luce con una torcia, alla ricerca di una scritta su un muro," ha detto John-Dylan Haynes all'Istituto Max Planck di scienze cognitive umane e cerebrali in Germania, che ha condotto lo studio con i colleghi dell'University College di Londra e di Oxford.

La ricerca si basa su una serie di studi recenti dove l'imaging del cervello viene utilizzata per identificare le attività rivelatrici connesse alla menzogna, ai comportamenti violenti e al pregiudizio razziale.

Questo recente lavoro rivela il ritmo drammatico con cui sta procedendo la neuroscienza, spingendo i ricercatori a chiedere un dibattito urgente circa le questioni etiche che riguardano l'uso futuro della tecnologia. Se la lettura del cervello verrà perfezionata, potrebbe essere rapidamente adottata per gli interrogatori di criminali e terroristi, e si potrebbe anche inaugurare un'epoca da “Minority Report” (come rappresentato nel film di fantascienza di Steven Spielberg), in cui vengono pronunciate sentenze sulla base di un'incriminante scansione del cervello.

"Queste tecniche sono emergenti, abbiamo bisogno di un dibattito etico sulle implicazioni, di modo che un giorno non possiamo essere sorpresi e sopraffatti da quello che potranno causare. Queste cose accadranno nei prossimi anni, dobbiamo essere preparati", ha detto il professor Haynes al Guardian. L'uso di scanner cerebrali per giudicare se le persone tendono a commettere reati, è una questione controversa che la società deve affrontare ora, secondo il Prof Haynes. "Comprendiamo il rischio che possa diventare obbligatorio un giorno, ma dobbiamo essere consapevoli che se lo vietiamo, neghiamo alle persone che non hanno intenzione di commettere alcun reato la possibilità di dimostrare la loro innocenza."

Durante lo studio, i ricercatori hanno chiesto ai volontari di decidere se aggiungere o sottrarre due numeri che poi sono stati mostrati su uno schermo.

Prima di proiettare i numeri, è stata fatta una scansione del cervello con una tecnica chiamata risonanza magnetica funzionale. I ricercatori hanno quindi utilizzato un software progettato per individuare sottili differenze nell'attività cerebrale, in grado di prevedere le intenzioni della persona con il 70% di accuratezza.

Lo studio ha rivelato segnali di attività in una parte del cervello chiamata corteccia prefrontale mediale che mutava in base all'intenzione della persona di aggiungere o sottrarre i numeri.

Poiché i cervelli sono molto diversi, gli scienziati devono farsi una giusta idea su come appare l'attività cerebrale di una persona quando pensa a qualcosa che una scansione deve essere in grado di individuare. I ricercatori stanno già ideando metodi per dedurre quali modelli vengono associati a differenti pensieri.

Barbara Sahakian, docente di neuro-psicologia all'Università di Cambridge, ha detto che i rapidi progressi nel campo delle neuroscienze hanno costretto gli scienziati del settore a creare la loro società neuroetica, e a prendere in considerazione le implicazioni della loro ricerca.

"Vogliamo diventare una società “Minority Report” prevenendo reati che potrebbero non accadere?, ha chiesto. "Per alcune di queste tecniche, è solo una questione di tempo. E' solo un'altra nuova tecnologia con cui la società deve fare i conti per poi beneficiarne, ma dobbiamo discutere e dibattere ora, perché quello che non vogliamo è il suo utilizzo in tribunale volenti o nolenti, senza che nessuno abbia pensato alle conseguenze.

Parecchi neuroscienziati sono molto cauti e dicono che non si possono leggere le menti degli individui, e questo è vero, ma andiamo avanti così velocemente che non ci vorrà ancora molto per essere in grado di dire, con un certo grado di certezza, se qualcuno inventa una bugia, o se qualcuno intende commettere un crimine."

Il professor Colin Blakemore, neuroscienziato e direttore del Medical Research Council, ha dichiarato: "Non si deve esagerare il potere attuale di queste tecniche, ma potete essere assolutamente certi che continueranno a venirne fuori e avremo sempre più la capacità di sondare le intenzioni delle persone, le menti, i pensieri di fondo, le speranze e le emozioni.

Alcune di queste sarebbero estremamente auspicabili, in quanto contribuirebbero alle diagnosi, all'istruzione e così via, ma abbiamo bisogno di pensare alle questioni etiche. Queste tecniche aggiungerebbero un intero nuovo capitolo sui dati medici personali, e su come potrebbero essere utilizzati."

Questa tecnologia potrebbe anche far avanzare i progressi riguardo al controllo cerebrale dei computer e dei macchinari che aumentano la qualità della vita delle persone disabili. Essere in grado di leggere i pensieri come si presentano nella mente di una persona consentirebbe di azionare i computer per inviare e-mail e usare Internet utilizzando solo il pensiero, e di scrivere con processori in grado di prevedere la parola o la frase che si desidera digitare. La tecnologia dovrebbe inoltre portare a miglioramenti nel controllo mentale della sedia a rotelle e degli arti artificiali che rispondono quando una persona immagina un movimento.

"Immaginate quanto sia noioso scrivere una lettera utilizzando un cursore per scegliere le lettere su uno schermo", ha detto il prof Haynes. "Sarebbe molto meglio pensare, 'Voglio rispondere a questa email', o, 'sto pensando questa parola', e il computer legge e capisce che cosa si vuole fare".

· FAQ: lettura della mente

Cosa hanno sviluppato gli scienziati?
Essi hanno messo a punto un sistema che analizza l'attività del cervello elaborando le intenzioni di una persona prima che essa agisca. Versioni più avanzate sono in grado di leggere i pensieri complessi e persino di captarli prima che la persona sia cosciente di essi.

Come funziona?
Il computer impara i modelli unici di attività cerebrale o i segnali che corrispondono a pensieri diversi. Esamina poi il cervello alla ricerca di questi segnali e predice ciò che la persona sta pensando.

Come potrebbe essere utilizzato?
Si prevede di guidare i progressi verso il controllo cerebrale dei computer, e di conseguenza degli arti artificiali e delle macchine che rispondono ai pensieri. Versioni più avanzate potrebbero essere utilizzate per aiutare durante gli interrogatori dei criminali e per valutare i prigionieri prima di essere rilasciati. Discutibile è che potrebbero essere in grado di individuare le persone che hanno intenzione di commettere crimini, prima di violare la legge.

Qual è il prossimo passo?
I ricercatori stanno perfezionando la tecnica di distinguere tra i pensieri di passaggio e le intenzioni autentiche.

Thursday, May 6, 2010

Scie chimiche, usi militari e "cooperazione internazionale"

corrado pinna di squalene, fisico ed esperto di cose che non esistono, dove sono le deportazioni di massa, le vaccinazioni forzate, le fosse comuni e i milioni di morti causati dal vaccino?


http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/05/scie-chimiche-usi-militari-e.html

Scie chimiche, usi militari e "cooperazione internazionale"

Fra le tante cose di cui avevo parlato nell'intervista realizzata per la trasmissione Mistero, e che poi non sono state utilizzate nella fase di montaggio del servizio, c'era l'utilizzo a fini militari della dispersione di alcuni composti (essenzialmente metalli allo stato ionico, ma non solo). Tale dispersione, ottenibile ovviamente tramite aerei che spruzzano le sostanze necessarie alla quota voluta, è indispensabile per l'attuazione di alcune "diavolerie fantascientifiche" quali armi ad energia diretta, armi al plasma, radar tridimensionali e altri sofisticatissimi sistemi di sorveglianza.

Il brevetto mostrato nello screenshot qui sopra è uno dei tanti che vengono discussi ed analizzati nell'articolo chemtrail connection che ho tradotto per il sito tankerenemy.

Questo screenshot dal sito della NASA poi è alquanto esplicito, dal momento che vi si legge dell'uso di "nuvole di bario" (analisi fatte in tutto il mondo hanno mostrato alti livelli di bario e di alluminio nella pioggia raccolta in seguito al passaggio delle scie chimiche).



Qui sotto potete vedere un altro brevetto che prevede testualmente il rilascio di composti chimici nell'atmosfera (alluminio, litio, sodio).


E infine un brevetto che permette di realizzare un'antenna al plasma.


Ben sapendo come gli eserciti hanno usato ben pochi riguardi per la popolazione civile (ricordiamo in particolar modo le stragi orrende del bombardamento con bombe incendiarie di Dresda, e quello con bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki), e come in passato hanno fatto esperimenti massicci di irrorazione di composti chimici ed agent infettivi ammessi pubblicamente dal ministero della difesa britannico non ci si può stupire del fatto che le strutture militari cooperino alla realizzazione di questi progetti che servono alla realizzazione di armi sempre più sofisticate per seminare morte e distruzione.

Credo però sia pia illusione pensare che tali armi servano per difendersi da paesi che ufficialmente sembrano schierati su fronti avversi, dal momento che le scie chimiche vengono spruzzate ubiquamente nei cieli di tutto il mondo.

Ammettiamo che il paese X detenga la tecnologia per realizzare armi avveniristiche per far funzionare le quali deve spruzzare particolato metallico nell'atmosfera. Innanzi tutto tali armi sarebbero semplicemente difensive dal momento che non potrebbero funzionare nel paese avversario (chiamiamolo paese Y) e potrebbero servire sì a difendere il territorio nazionale, ma avvelenerebbero in compenso la popolazione e tutto il suo ecosistema. Se qualche paese non vedesse di buon occhio il fatto che l'avversario disponesse di tecnologie militari che funzionano solo disperdendo metalli tossici nell'atmosfera, potrebbe rapidamente mettere fine a tale superiorità tecnologica semplicemente denunciando pubblicamente, anche mediante le Nazioni Unite, l'utilizzo delle scie chimiche ed il conseguente avvelenamento del pianeta (i veleni spruzzati sopra una nazione si diffondono presto o tardi anche al di là dei suoi confini).

In seguito ad una tale denuncia, una volta ripresa dai mass media, scoppierebbe un putiferio tale che sarebbe impossibile continuare a gestire tale sporca operazione senza rischiare un'insurrezione popolare contro il governo del paese X che usa le scie chimiche avvelenandone la popolazione (per non parlare di possibili ultimatum dell'ONU ed eventuali sanzioni internazionali).

Di conseguenza se ci si accorge della realtà del fenomeno delle scie chimche (e le prove di tale fenomeno sono state raccolte nel dossier, nel documentario in power point e nell'articolo sulle contraddizioni dei negazionisti delle scie velenose) non si può pensare che il fine di tale operazione sia quello di assicurare ad un paese una supremazia militare. I fini sono ben altri, e sono stati ampiamente analizzati nell'articolo precedente (sull'uso di scie chimiche e radiazioni elettromagnetiche per il controllo mentale) nella seconda parte e nella parte finale del mio lungo dossier multimediale.

Per quanto risulti pazzesco a chi si accorge per la prima volta di questo fenomeno, le varie potenze apparentemente in conflitto tra di loro (Russia, Stati Uniti, Cina etc.) sono evidentemente in continua cooperazione nell'utilizzo delle stesse sostanze e delle stesse tecnologie di diffusione delle scie chimiche. Nella parte finale del dossier trovate anche i link che portano alle fotografie di scie evidentemente rilasciate nei cieli di tutto il pianeta.

NB: cliccare sulle immagini per vederle ingrandite



Al post precedente il video della trasmissione.

Per scaricarlo e diffonderlo ecco i link:

- Formato flv
- Formato mp4
- Formato ogv

Leggi anche il dossier sulle scie chimiche.