L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, October 19, 2009

Vegliardi

Vegliardi

A volte intravediamo negli occhi dei bimbi profondità indescrivibili. E' come se essi fossero eredi di un'ancestrale memoria genetica e psichica risalente alle origini della stirpe da cui discendono, ma sembrano anche i custodi muti della storia cosmica dal principio sino ad oggi. In verità questi bambini sono dei vegliardi, onusti di ricordi per lo più dimenticati: in loro talvolta affiorano reminiscenze anteriori alla formazione della Terra, delle ere in cui la vita pulsava nel cuore delle comete, delle epoche in cui viaggiatori nel tempo e nello spazio solcavano su vascelli di luce gli oceani dell'immensità.

Per Platone la conoscenza è anamnesi, ricordo sfocato di esistenze precedenti: così nelle iridi dei bambini baluginano spire di galassie e roteano astri sorgenti da scuri abissi. E' una conoscenza che, non appena, viene comunicata si perde, simile a quei papiri antichi che si sbriciolano, quando entrano in contatto con gli agenti atmosferici o se sono sfiorati da mani incaute.

Il passato ed il futuro coesistono nella luce corrusca dell'istante: così in quegli occhi così vivi e radiosi, già aleggiano le ombre della senilità. Lo sguardo è spento, vacuo, rassegnato oppure, fisso oltre le apparenze, scruta le cose alla ricerca di una fenditura.

Si nasce già vecchi e la corsa verso la fine è immatura. Oggi l'infanzia è circoscritta in uno spazio angusto, poiché presto il mondo travolge il giardino dell'innocenza. Così, solo per qualche attimo, i bambini ci rammentano da dove veniamo e chi siamo: presto si accodano, incamminandosi sulla strada della "nostra povera ragione". Senili, ancora prima di incanutire e di incurvarsi, vagano in un pianeta ormai consumato, declinante, all'interno di un universo arrancante verso il nulla.

Già Lucrezio, nel poema De rerum natura, si doleva perché la terra era esausta, depauperata; oggi sterili ed
aride lande attendono invano il refrigerio della brezza ed il lavacro delle piogge. Tutto è dominato da un'infinita stanchezza: i colori colano via, i suoni si sfibrano in note dodecafoniche, le immagini si sfaldano in fragili veli.

Ancora poco tempo, scandito da abitudini insensate e logore, da informi presagi.

Ancora poco tempo
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