L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label Franz Marc. Show all posts
Showing posts with label Franz Marc. Show all posts

Friday, May 20, 2011

Pig

http://zret.blogspot.com/2011/05/pig.html

Pig

Roald Dahl è autore di un racconto atroce intitolato “Pig”. L’incipit è leggero: un giovane un po’ ingenuo di nome Lexington, allevato dalla zia Glosspan (Pangloss al contrario) nella più rigida osservanza dei principi vegetariani, dopo la morte della donna, scopre che gli piace il sapore della carne, sebbene di fatto non sappia che cosa stia mangiando. Ben presto, però, gli eventi prendono una piega inquietante. Mosso dalla curiosità per la succulenta pietanza nota come “carne suina”, su consiglio di un amico, Lexington decide di visitare un macello. Dopo aver atteso il suo turno, Lexington è chiamato per la visita guidata: viene così condotto in una zona in cui i maiali sono incatenati. Qui osserva come gli animali sono appesi per le zampe posteriori agli uncini di una catena mobile, come vengono scannati e come, sanguinando copiosamente dalla strozza, procedono a testa in giù lungo la “catena di smontaggio” per poi piombare in un calderone d’acqua bollente dove i suini vengono scuoiati. Dopodiché, tagliate le teste e gli arti, le carcasse sono pronte per essere squartate.

Mentre osserva la scena con una sorta di distaccato rapimento, Lexington stesso viene all’improvviso strattonato per una gamba e messo a testa in giù: così si accorge che è agganciato alla catena, proprio come i maiali. Allora si mette ad urlare come un ossesso: “C’è stato un terribile errore!”, ma gli operai ignorano le sue grida disperate. Presto la catena trascina lo sventurato vicino ad un tipo dalle sembianze bonarie che Lexington spera afferrerà l’assurdità della situazione, ma il cortese sgozzatore abbranca un orecchio e lo tira verso di sé. Infine sorridendogli in modo affabile gli recide con destrezza la vena giugulare con un coltello affilato. Mentre il giovane continua il suo straziante viaggio, il cuore gli pompa con forza il sangue che, scaturendo a fiotti dalla gola, inonda il pavimento di calcestruzzo. Benché Lexington si trovi a testa in giù e stia perdendo coscienza, nota in maniera indistinta i maiali davanti a lui che cadono, ad uno ad uno, nella caldaia fumante. Uno di loro, curiosamente, sembra indossare dei guanti bianchi sulle zampe anteriori: il particolare gli ricorda la giovane donna inguantata che poco prima lo aveva preceduto nel percorso dalla sala d’attesa alla zona della visita. Con un’immagine zoo-umana confusa nella mente, il protagonista scivola fuori da questo, “il migliore dei mondi possibili”, in quello successivo.

L’apologo di Dahl non descrive un mattatoio: è l’immagine truculenta ed atroce del mattatoio che definiamo in modo eufemistico “terra”. La prospettiva interna che spinge il lettore ad immedesimarsi, suo malgrado, nel protagonista, è lo stratagemma che rende il punto di vista un inferno. Lo Spannung, più che percuotere un punto della storia, si allarga in una ribollente pozza di sangue, tra carcasse sviscerate ed asettici macchinari. Le stesse sequenze non sono nuclei narrativi, ma osceni quarti di carne.

Il problema è il seguente: carneficina, massacro, macello, sgozzamento, sventramento… sono solo parole e, mentre scrivo questo testo, milioni di animali sono torturati negli allevamenti industriali e nei laboratori. Sono vivisezionati ed intossicati nei centri di ricerca. Sono presi all’amo, irretiti, scannati, decapitati, spellati, scorticati, cotti vivi, maciullati, tritati… per finire sulle nostre laute imbandigioni.

Tutto ciò avviene nella più beata indifferenza di un’umanità subumana: l’inenarrabile strazio è fagocitato dalla becera ipocrisia degli strenui difensori della vita, i paladini degli embrioni e dei malati senza speranza. Non mi si racconti la frottola, secondo cui le sevizie cui vengono sottoposti gli animali di laboratorio sarebbero il presupposto del progresso medico: se anche, per assurdo così fosse, ci rinuncerei senza esitazione. Non mi si racconti che le feroci sofferenze degli animali trovano una qualsiasi giustificazione o motivo nella magnifica economia dell’universo, nella leibnitziana “armonia prestabilita”.

Un nero, soffocato urlo di angoscia e di terrore si leva verso le deserte regioni del cielo. Se tutto questo finirà, sarà sempre troppo tardi. Se esiste un karman lo alimentiamo anche mentre ci alimentiamo con la carne: Dio solo sa quanti, quali e per quanto tempo i patimenti ci dilanieranno, prima di poter estinguere il nostro debito.

Tuttavia la vita si nutre della morte ed i vivi sono pieni all’interno di cadaveri nonché cadaveri dinoccolati essi stessi: è anche questo il mondo, piaccia o no.

Infine è quasi ora di cena. Un’appetitosa e calda costoletta è in tavola. Buon appetito.


Friday, October 29, 2010

Il destino degli animali

http://zret.blogspot.com/2010/10/il-destino-degli-animali.html

Il destino degli animali

“Il destino degli animali” è la celebre opera pittorica di Franz Marc (Monaco, 1880 Verdun, 1916), artista tedesco. Marc, che morì sul campo di battaglia, nei quadri dipinti negli anni precedenti la Grande guerra, affinò uno stile in cui furono distillate le feconde esperienze a cavallo di due secoli, tra Jugendstil ed avanguardie del primo Novecento. “Nel 1912 affiorarono nella sua opera due nuove componenti: l’Orfismo ed il Futurismo, conosciuti a Parigi ed a Monaco, in quello stesso anno. Larghi fasci di luce, piani di colore trasparenti, dinamico comporsi delle strutture vennero generando una realtà cristallina, armonica e musicale, uno spazio magico dalle luci incantate in cui vibra un profondo fremito panteistico.” (Enciclopedia dell’Arte, Milano, 2005, s.v. Marc)

“Il destino degli animali” è un dipinto emblematico di questa poetica: in una foresta irreale, schegge colorate trafiggono il muto bramito di cervi ed il disperato nitrito dei cavalli. La lezione del raggiamo russo (Goncarova, Larionov), rivissuta attraverso il contatto con il Futurismo italiano e permeata delle reminiscenze espressioniste risalenti al Blaue Reiter (Cavaliere azzurro), pulsa di rossi dolenti, in armonico stridio con l’indaco ed il malinconico verde.

Il quadro, nel suo pathos, pare anticipare le sorti dell’Europa di lì a poco incendiata dagli strali della contraerea ed insanguinata dagli scontri. I destrieri dipinti da Marc, come dilaniati in uno spasimo disperato, portano alla mente le pazze cariche della cavalleria sui fronti del conflitto: macelli di uomini e di animali in brani di carne, tra pozze di sangue, sotto il lucore fosforescente dell’artiglieria. L’intuizione cromatica si sfalda nelle sfaccettature taglienti della prospettiva frantumata; vi traluce appena l’ombra di una speranza.

Il destino dei nostri amici animali – sembra presagire Marc – innestato nella sofferenza e nella morte, è il destino degli uomini. Lo precorre come un’eco al contrario. Inascoltata.

Articolo correlato: C. Penna, Propaganda a favore del microchip per gli animali, 2010