L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, November 24, 2014

L'ecumenismo nel Nuovo Testamento

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/11/lecumenismo-nel-nuovo-testamento.html

L'ecumenismo nel Nuovo Testamento

In un vecchio articolo sulla figura di Gesù nei Vangeli canonici, ho ricordato la presenza di diverse frasi ed episodi che mostrano Gesù come un profeta ebraico che predica agli ebrei. Emblematiche sono le parole del vangelo secondo Matteo, capitolo 10: 5-6
Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.
Fanno contraltare diverse altre frasi ed episodi di tenore opposto, come ad esempio il passo dello stesso Vangelo di Matteo, capitolo 8: 5-13, un passaggio, da notare, che precede quello appena citato (a segno che non si può nemmeno parlare di una graduale modifica dell'insegnamento di Gesù che dopo avere predicato agli Ebrei si rivolge anche al resto del mondo):
Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava: «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente». Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò». Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Va', ed egli va; e a un altro; Vieni, ed egli viene, e al mio servo: Fa' questo, ed egli lo fa». All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande. Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Và, e sia fatto secondo la tua fede». In quell'istante il servo guarì.
Ancora in Matteo 24: 14, nel famoso "discorso sulla fine dei tempi", leggiamo 
Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
Similmente in Giovanni 10: 16 leggiamo:
E ho altre pecore che non sono di quest'ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore.
E ancora in  Giovanni 4: 1-41 si legge di Gesù che incontra una Samaritana e le offre le sue parole salvifiche, poi condivise con il resto della gente di quella città (notare la differenza con la citazione di apertura).

Chi come me ha letto per intero le profezie dell'Antico Testamento sa bene per altro che in esse si trovano soprattutto visioni nazionalistiche e guerrafondaie della Grande Israele che soggioga tutte le nazioni vicine, ma anche visioni più idilliache in cui la centralità di Israele è vista più sotto un profilo spirituale, ed emergono persino visioni ecumeniche della fine dei tempi, quando Dio Padre porterà la pace su questa Terra dopo una lunga tribolazione.

Ciò è evidente soprattutto nel libro di Isaia, che secondo gli stessi studiosi cristiani è derivato da una giustapposizione e sovrascrittura di elementi di Isaia stesso, del Deutero-Isaia e di altri compilatori successivi. In tale libro leggiamo che Israele ed il suo popolo devono essere pii, tenere fede all'allenza speciale col loro Dio esclusivo, non cercare alleanze con altri popoli (fedeli ad altri dei) e aspettare che il Dio degli Ebrei come ricompensa renda grande la nazione di Israele, ovvero che faccia di Israele un paese che vince le guerre e che ingrandisce e rende saldi i suoi confini. 

Ma nello stesso libro di Isaia troviamo scritto, nel capitolo 66: 18-21
Io verrò a radunare tutti i popoli e tutte le lingue; essi verranno e vedranno la mia gloria. Io porrò in essi un segno e manderò i loro superstiti alle genti di Tarsis, Put, Lud, Mesech, Ros, Tubal e di Grecia, ai lidi lontani che non hanno udito parlare di me e non hanno visto la mia gloria; essi annunzieranno la mia gloria alle nazioni. Ricondurranno tutti i vostri fratelli da tutti i popoli come offerta al Signore, su cavalli, su carri, su portantine, su muli, su dromedari al mio santo monte di Gerusalemme, dice il Signore, come i figli di Israele portano l'offerta su vasi puri nel tempio del Signore. Anche tra essi mi prenderò sacerdoti e leviti, dice il Signore.



Esposti fin qui i dati veniamo alla loro analisi. Le possibili interpretazioni sono tre:


1) Gesù era un nella migliore delle ipotesi, un mistico, un profeta apocalittico, che come molti altri profeti apocalittici avreva un che di sciamanico, intuiva il futuro in base a visioni e precognizioni che non sempre erano coerenti le une con le altre. Tale interpretazione, che di sicuro ridimensiona la pretesa divinità di questo essere umano, si basa su quanto già esposto negli articoli sulle visioni del profeta Ezechiele, e sull'Apocalisse
2)  Vi è stata una intenzionale adulterazione dei testi originali, con l'introduzione di aggiunte posticce. Sappiamo bene che nessuna copia originale dei vangeli (o della supposta fonte Q) è in nostro possesso, ed è forte il sospetto che la nascente teologia "cattolica" di Paolo di Tarso abbia cercato di adattare il testo evangelico alle proprie esigenze, forzando l'originale giudaismo della predicazione di Gesù.  
3) Non ad una sola persona sono attribuibili parole e gesta narrate nei Vangeli, ma a due distinti personaggi: un predicatore/profeta, leader spirituale, ed un leader politico indipendentista rivoluzionario antiromano. Per approfondimenti su tale interpretazione vedi: 

http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/08/errori-incoerenze-e-altri-misteri-che.html


http://zret.blogspot.it/2012/11/uno-o-due-messia-prima-parte.html

http://zret.blogspot.it/2012/12/uno-o-due-messia-seconda-ed-ultima-parte.html





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Tuesday, December 11, 2012

Quella pestilenza in più

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/12/quella-pestilenza-in-piu.html

Quella pestilenza in più


NB: la stesura di questo articolo mi è stata suggerita dalla lettura di un articolo pubblicato su di un sito cattolico che tratta delle sacre scritture e che reputo davvero interessante.
Nei precedenti articoli sui vangeli abbiamo già visto che nel vangelo di Luca si trovano spesso delle aggiunte che non si trovano negli altri due vangeli sinottici (Marco e Matteo), aggiunte che a volte si rivelano in palese contraddizione con quanto scritto negli altri vangeli.
In questo breve articolo si discute della descrizione della “fine dei tempi” secondo i tre testi succitati e dell’ennesima aggiunta dell’evangelo di Luca che potrebbe corrispondere ancora una ad una voluta interpolazione.
Se infatti nel valngeli di Matteo e Marco si legge che ci saranno guerre, carestie e terremoti, in quello di Luca viene aggiunto un particolare nuovo, le pestilenze (vedi in appendice i tre passi dei vangeli).
Perché questa aggiunta? Nel tentativo di fornire una risposta ricordiamo che i vangeli sinottici sono stati redatti, per quanto ne sappiamo, in una forma (quasi) definitiva verso la fine del primo secolo d.C., ovvero in un periodo successivo alla grande rivolta antiromana che ha portato alla distruzione del tempio di Gerusalemme ed alla dispersione degli ebrei: la diaspora del 70 d.C.
Particolare questo importantissimo giacchè qualcuno ha supposto che le parole profetiche di Gesù (che predice anche la distruzione del tempio di Gerusalemme) si potessero riferire a tale episodio storico, nel corso del quale appunto, si verificò un’epidemia di peste.
Un’attenta analisi delle profezie evangeliche mostra però che esse si riferiscono ad un periodo futuro in cui non solo Gerusalemme soccomberà di fronte ai suoi nemici, ma ci saranno terremoti e carestie in vari luoghi, ci sarà una situazione di guerra diffusa in cui molti popoli della terra lotteranno gli uni contro gli altri (e non un semplice conflitto locale tra l’impero di Roma e gli Ebrei in rivolta), si vedranno grandi segni nel cielo ed infine arriverà un intervento sovrannaturale che porterà la pace su questo mondo (non prima dell’avvento di una grande tribolazione).
Le profezie evangeliche per altro si ricollegano direttamente alle analoghe profezie che si ritrovano nel vecchio testamento (particolarmente nei libri dei profeti) e nei libri di Enoch. In tutte queste visioni profetiche, in linea di massima coerenti tra di loro, viene mostrato un futuro nel quale Israele viene aggredito dai popoli confinanti e sta per soccombere, quando alla fine mano di Dio ricaccia indietro gli invasori e assicura al mondo una nuova epoca di pace. Non è quindi possibile considerare gli eventi del 70 d.C. come l’attuazione delle profezie vetero o neotestamentarie.
Eppure quell’aggiunta presente nel vangelo di Luca (il riferimento alle pestilenze) sembra un escamotage per lasciare intendere al lettore che la profezia di Gesù si sia adempiuta nel ’70 d.C. quando appunto si verificò una epidemia di peste. Ovviamente è difficile se non impossibile capire se tale aggiunta sia stata inserita sin dalla prima stesura del vangelo o se sia stata inserita successivamente, magari da una persona differente dall'estensore originale.
Senza volere invalidare l’esatta previsione (in linea di massima) delle profezie neo-testamentarie (che purtroppo sembra stiano avverandosi proprio in questi tempi in cui i terremoti di grandi intensità sono all’ordine del giorno, il medio-oriente sta diventando una polveriera pronta ad incendiarsi, e le carestie vengo accuratamente preparate dalla siccità e dall’avvelenamento dell’ecosistema) è chiaro che l’aggiunta di Luca potrebbe rispondere alle stesse finalità per le quali la profezia di Michea nel vangelo di Matteo è stata interpretata in una maniera del tutto soggettiva e poco aderente al testo originale.

Ed è forte il sospetto che, a partire da una più antica fonte originaria, tre diverse persone stesero un proprio personale resoconto della vita di Gesù. Non sappiamo poi quante altre mani abbiano successivamente “aggoiustato” ulteriormente quei testi, ma sta di fatto che l’analisi fin qui eseguita (vedi gli articoli precedenti, primo , secondo e terzo) indicano la presenza di tagli, inserzioni, modifiche, utili a de-giudeizzare la figura di Gesù, e a far assomigliare sempre più il nascente cristianesimo alle altre religioni misteriche ellenizzanti.
L’episodio della liberazione di Barabba ad esempio è facilmente interpretabile come escamotage per discolpare i romani dell’uccisione di Gesù e farla ricadere sugli ebrei, onde rendere più accettabile il vangelo ai dominatori del mondo antico. 

Le citazioni qui sotto provengono da una traduzione della CEI presente on line sul sito Maràn-hatà

Matteo - capitolo 24
[4]Gesù rispose: «Guardate che nessuno vi inganni; [5]molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e trarranno molti in inganno. [6]Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi; è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. [7]Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno; vi saranno carestie e terremoti in vari luoghi; [8]ma tutto questo è solo l'inizio dei dolori.
Marco -  capitolo 13
[5]Gesù si mise a dire loro: «Guardate che nessuno v'inganni! [6]Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti. [7]E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. [8]Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.
Luca - capitolo 21
[10]Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, [11]e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo.

Friday, October 19, 2012

La profezia di Michea tra significato reale e attribuzioni fittizie

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2012/10/la-profezia-di-michea-tra-significato.html

La profezia di Michea tra significato reale e attribuzioni fittizie

Nel capitolo 2 del vangelo di Matteo viene citata la profezia messianica del profeta Michea. L’intento della citazione è quello di dimostrare che la nascita di Gesù a Betlemme abbia portato a compimento la profezia suddetta, di provare che egli è davvero l’eletto, il Messia atteso dal popolo ebraico da tempo immemore.
Ma leggiamo assieme le parole con cui nel vangelo secondo San Matteo viene citata la profezia e confrontiamole con quelle della profezia originaria (le citazioni si riferiscono ad una traduzione pubblicata della CEI e presente on line sul sito maranatha.it): 
 Vangelo di Matteo capitolo 2 versetto 6: 
[6]E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele. 
Libro del profeta Michea capitolo 5 versetti 1-3 
[1]E tu, Betlemme di Efrata così piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te mi uscirà colui che deve essere il dominatore in Israele; le sue origini sono dall'antichità, dai giorni più remoti. [2]Perciò Dio li metterà in potere altrui fino a quando colei che deve partorire partorirà; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli di Israele. [3]Egli starà là e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore suo Dio. Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra.
La prima differenza che salta agli occhi è che il Messia della profezia biblica è indicato chiaramente come capo politico, come dominatore di Israele che porrà fine al “potere altrui”, “le cui origini si perdono nei tempi remoti”. Queste parole a loro volta indicano ancora più chiaramente una personalità di stirpe regale; d’altronde lo stesso vangelo di Matteo, probabilmente per fare combaciare la storia di Gesù con la profezia e rendere credibile il vangelo agli Israeliani, presenta Gesù come erede legittimo al trono di Israele, discendente della stirpe del re Davide. Vedi il capitolo 1 versetti 1-6 di tale vangelo:
 [1]Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. [2]Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, [3]Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esròm, Esròm generò Aram, [4]Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmòn, [5]Salmòn generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, [6]Iesse generò il re Davide.
“Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra” dice la profezia di Michea, riferendosi agli Israeliani che finalmente non saranno più in potere altrui quando verrà (inviato dal Signore) questo Messia. Ma adesso chiediamoci: quale potere ha mai restituito Gesù agli Israeliani? Quale dominio ha mai avuto su Israele? Abbiano ben poche certezze sulla reale vicenda storica di Gesù, ma di sicuro egli non ha restituito nessun potere ad Israele, non ha dominato su Israele, e sebbene possa avere avuto un certo seguito, la setta dei giudei cristiani è rimasta minoritaria in Israele, tant’è vero che la maggior parte degli Israeliani è rimasta fedele all’antica fede ed ha continuato ad aspettare l’avvento di un Messia.
Forse sarebbe possibile interpretare le parole “sarà grande fino agli estremi confini della terra” nel senso che il cristianesimo si sarebbe diffuso ad ogni angolo del pianeta, ma si tratterebbe di una interpretazione forzata, perché tali parole non si possono isolare dal loro contesto che è: “Abiteranno sicuri perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra”. 
Un’attenta rilettura di quei tre versetti mostra come la profezia indichi cosa sarebbe dovuto succedere ai tempi della venuta del Messia, non 2000 anni dopo. Per altro Michea profetizza che gli Israeliani saranno sicuri e non più soggetti al dominio altrui, e questo di sicuro non è avvenuto ai tempi di Gesù, lo sappiamo bene. 
A questo punto sorge una domanda: forse qualcuno ha davvero creduto e sperato, 2000 anni fa, che un certo Gesù figlio di Giuseppe portasse a compimento la profezia di Michea liberando Israele dai Romani? Forse nella figura del Gesù evangelico si fondono le vicende di un ribelle antiromano e di un capo spirituale?

Forse … ci sono alcuni possibili indizi, ne ho già parlato in un precedente articolo, ma la verità resta ingnota; del resto sappiamo bene che delle vicende passate non è possibile avere certezze. 


Articolo scritto alla fine di una giornata di pesanti irrorazioni di veleni atmosferici, col cielo quasi completamente coperto da una bianca coltre di scie, giusto poche ore prima dell'arriva di un fronte nuvoloso che, come molte altre volte in questi ultimi 5 anni, non ha rilasciato una goccia di pioggia. E se l'avesse rilasciata? Quali veleni avrebbero bagnato le piante che ci danno il nutrimento quotidiano?

Friday, August 24, 2012

Due video su Gesù

http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/08/due-video-su-gesu.html

Due video su Gesù



I due video incorporati nel seguente articolo sono tratti da una trasmissione televisisiva che hai tempi non aveva ancora subito la solita involuzione / omologazione al potere. Da notare la presenza in trasmissione di Davi Donnini, dei cui studi avevo relazionato negli scorsi articoli.

http://www.youtube.com/watch?v=v1vQ6YiBKWM&feature=player_embedded
http://www.youtube.com/watch?v=hMzIum80EJs&feature=player_embedded


I vangeli: dalle contraddizioni alle evidenti riproposizioni e copiature di miti e rituali pre-esistenti

http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/08/i-vangeli-dalle-contraddizioni-alle.html

I vangeli: dalle contraddizioni alle evidenti riproposizioni e copiature di miti e rituali pre-esistenti

Altra contraddizione palese nei vangeli (oltre a quelle già analizzate relative alla morte di Gesù) la si trova nel racconto della conversione dei primi apostoli.

Nel vangelo di Luca (5,1) si legge di Gesù che riceve il battesimo da Giovanni, che dopo diverso tempo viene a sapere della morte del battezzatore, ed infine dopo avere compiuto diversi atti miracolosi si uniscono a lui i primi quattro discepoli.

Nel vangelo di Giovanni (1,35) invece si legge che i primi discepoli si uniscono a Gesù proprio nel momento in cui Giovanni Battista riconosce in Gesù il vero Messia, nel corso del battesimo.

Nel vangelo di Marco (1,14) e nel vangelo di Matteo si legge una storia simile a quella descritta nel testo di Luca (s'altronde si tratta dei tre sinottici).

Sono all'apparenza piccole contraddizioni, che non inficiano l'essenza del messaggio, però che messe assieme ad altre ben più sostanziali lasciano pesanti dubbi sulla veridicità dei resoconti evangelici.

Ma altre alle contraddizioni nei vangeli sono notevoli le unicità, ovvero la presenza di episodi curiosamente presenti solo in una delle 4 versioni dei canonici ed omessi invece dalle altre. Queste singolarità non sono di per sè prova di falsificazione, ma possono fare sorgere il sospetto che qualcuno abbia di proposito aggiunto qualcosa.

Nel vangelo di Luca ad esempio si narra dell'adorazione dei pastori, episodio che non compare in nessun altro vangelo. Perchè viene il sospetto che si tratti dell'inserimento di un episodio inventato? Perché tale vicenda ricalda una molto più antica, descritta nei testi sacri indiani:
"...la volontà dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore divino. Vergine e madre, salve! Nascerà da te un figlio e sarà il Salvatore del mondo. Ma fuggi, poiché il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Meru... ivi darai al mondo il figlio divino..." (E.Shurè, I grandi Iniziati, Bari, 1941).
Nella religione induista infatti il dio Vishnu, si incarna e prende la forma di Krishna, il quale nasce da madre vergine (Devaki); i due poi devono nascondersi perché il re Kansa teme l'avvento di Krishna e vuole ucciderlo (vi ricorda forse la strage degliinnocenti e la fuga in Egitto?). Alla fine il figlio divino nasce tra i pastori. 

Altro episodio che compare nel vangelo di Luca e non negli altri è quello in cui Gesù all'età di 12 anni viene perso dai genitori che poi lo ritrovano seduto nel tempio ove discute di questioni dottrinali con le persone dotte, episodio che ricalca uno degli episodi della vita di Buddha.

Come giustamente osserva Davide Donnini, autore del libro Nuove ipotesi su Gesù e di altri interessanti testi sull'argomento (e di cui potete leggere molto materiale interessante al sito http://www.etanali.it/mar_morto/files/01.htm)  la lista delle madri vergini di dei è alquanto lunga:


  • Devaki, madre di Krishna;




  • Ceres, madre di Osiride;




  • Maia, madre di Sakia;




  • Celestina, madre di Zunis (successivamente crocifisso);




  • Chimalman, madre di Quexalcotl;




  • Minerva, madre del Bacco greco;




  • Semele, madre del Bacco egiziano;




  • Nana, madre di Attis;




  • Prudence, madre Hercules;




  • Alcmene, madre di Alcides;




  • Shing-Mon, madre di Yu;




  • Mayence, madre di Hesus;




  • Maria, madre di Gesù…



  • Che dire poi del fatto che il dio Greco Dioniso moriva, scendeva negli inferi e poi risuscitava? Dioniso secondo il mito veniva mangiato dai Titani e dalle Baccanti, e durante la festa in suo onore si praticava un rito molto simile a quello della comunione nel corso del quale
    "i suoi fedeli ritenevano senza dubbio di fare a pezzi il dio stesso, cibandosi della sua carne e bevendone il sangue…"  (J. Frazer, Il ramo d'oro).

    Si tratta in effetti di uno dei tanti rituali di teofagia, pratica nel corso della quale i fedeli mangiavano un cibo che veniva simbolicamente inteso come il corpo ed il sangue del Dio. Dio figlio di madre vergine, che muore e poi risorge per il bene dell'umanità, in onore e memoria del quale di pratica un rito di teofagia ... si tratta di elementi ben poco originali del Cristianesimo, che sono anzi patrimonio comune di una gran parte di culti misterici.

    La teofagia in particolare è un'usanza che va anche al di là dei culti misterici in quanto praticata anche presso gli aborigeni australiani e i popoli precolombiani. , nonché presso alcuni altri gruppi a struttura sociale totemica. Nei culti misterici i fedeli mangiavano la carne e bevevano il sangue di animali sacrificati in onore del Dio, animali che venivano identificati con il Dio stesso. In seguito venne abbandonata l'usanza di bere sangue che fu sostituito dal vino rosso in quanto ovvio simbolo del sangue; troviamo tale sostituzione già nel 1500 a.C. in Egitto, presso i sacerdoti della dea Iside.

    Come spiega un articolo sul sito quelli che si cibano di Dio, il sacerdote durante rito della transustanziazione di Iside utilizzava le seguenti parole rituali:


    ”Tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside”.

    Sempre dallo stesso sito traggo queste poche ma chiarificatrici righe:
    Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico, come sostanza trasformabile nel corpo di dio furono i sacerdoti di Dioniso, che essendo dio di fertilità e di abbondanza era simboleggiato da un chicco di grano.
    Questi due elementi,vino e pane, furono poi utilizzate da tutte le religioni nelle loro consacrazioni.
    Gli stessi rituali di transustanziazione li ritroviamo nelle messe cristiane, evidenti imitazioni di rituali pagani.
    Il substrato per tutte queste somiglianze però potrebbe andare al di là della semplice influenza dei culti misterici sul Cristianesimo ellenizzato diffuso da Paolo di Tarso, in quanto come già visto anche presso religioni non prettamente misteriche troviamo riti molto simili. Il mito dei Nommo, tramandato dal popolo dei Dogon (popolazione africana residente nel Mali) forse offre una possibile chiave di lettura.

    Secondo le tradizioni dei Dogon i Nommo, esseri anfibi provenienti dalla stella Sirio, offrirono (simbolicamente?) il proprio corpo:
    “Il Nommo spartì il suo corpo tra gli uomini per nutrirli; ecco perché si dice anche che come l’Universo <> , così il Nommo aveva fatto bere anche gli uomini. Diede tutti i suoi principi di vita agli esseri umani.” Il Nommo fu crocefisso e risorse; tornerà ancora sulla Terra, questa volta in forma umana. Poi riassumerà la forma anfibia e comanderà il mondo dalle acque.
    Esseri mezzi uomini e mezzi pesci, ovvero teriantropi, lo stesso genere di esseri che si incontrano durante gli stati di trance sciamanica, esseri che, al pari degli sciamani durante la loro iniziazione, hanno la sensazione di essere smembrati durante il loro volo sciamanico, che poi però tornano al mondo reale tutti interi e si percepiscono come risorti, risorti con in più l'acquisizione di particolari poteri di cui beneficieranno gli altri membri della tribù. 

    Probabilmente, come sostiene Graham Hancock nel suo libro Sciamani, alla base di tutte le religioni ci sono le visioni ottenute grazie all'accesso a stati di coscienza alterati.

    Infine, come correttamente ricorda il sito  homolaicus.com, le somiglianze della figura evangelica di Gesù con quella di Buddha sono notevoli:
    Alla sua nascita compaiono spiriti che cantano una preghiera ("è nato un eroe meraviglioso" ecc) assai vicina alle parole dei magi. Molti altri aspetti anche di dettaglio della vita di Buddha li ritroviamo nei Vangeli, come l'episodio in cui il bambino si perde e viene ritrovato a discettare di dottrina con un gruppo di sapienti.
    Le stesse feste cristiane sono chiaramente di derivazione "pagana". In Grecia e in diverse località dell'Asia occidentale, specialmente in Siria, si celebrava in primavera, all'incirca nel periodo che poi fu caratteristico della Pasqua cristiana, la morte e la resurrezione di Attis: "nel giorno del sangue, si piangeva per Attis, sulla sua effigie che veniva poi sepolta, ma, al cader della notte, la mestizia dei fedeli si mutava in allegrezza. Una luce brillava subitamente nelle tenebre, si apriva il sepolcro, il dio era risorto dai morti. Il mattino seguente, 25 marzo, considerato l'equinozio di primavera, la divina resurrezione veniva celebrata con esplosioni di gioia" (J. Frazer, Il ramo d'oro)

    Wednesday, August 22, 2012

    Continua la crisi d'astin... scusate, mistica (di 'sta minchia) di corrado


    http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/08/i-vangeli-dalle-contraddizioni-alle.html

    I vangeli: dalle contraddizioni alle evidenti riproposizioni e copiature di miti e rituali pre-esistenti

    Altra contraddizione palese nei vangeli (oltre a quelle già analizzate relative alla morte di Gesù) la si trova nel racconto della conversione dei primi apostoli.

    Nel vangelo di Luca (5,1) si legge di Gesù che riceve il battesimo da Giovanni, che dopo diverso tempo viene a sapere della morte del battezzatore, ed infine dopo avere compiuto diversi atti miracolosi si uniscono a lui i primi quattro discepoli.

    Nel vangelo di Giovanni (1,35) invece si legge che i primi discepoli si uniscono a Gesù proprio nel momento in cui Giovanni Battista riconosce in Gesù il vero Messia, nel corso del battesimo.

    Nel vangelo di Marco (1,14) e nel vangelo di Matteo si legge una storia simile a quella descritta nel testo di Luca (s'altronde si tratta dei tre sinottici).

    Sono all'apparenza piccole contraddizioni, che non inficiano l'essenza del messaggio, però che messe assieme ad altre ben più sostanziali lasciano pesanti dubbi sulla veridicità dei resoconti evangelici.

    Ma altre alle contraddizioni nei vangeli sono notevoli le unicità, ovvero la presenza di episodi curiosamente presenti solo in una delle 4 versioni dei canonici ed omessi invece dalle altre. Queste singolarità non sono di per sè prova di falsificazione, ma possono fare sorgere il sospetto che qualcuno abbia di proposito aggiunto qualcosa.

    Nel vangelo di Luca ad esempio si narra dell'adorazione dei pastori, episodio che non compare in nessun altro vangelo. Perchè viene il sospetto che si tratti dell'inserimento di un episodio inventato? Perché tale vicenda ricalda una molto più antica, descritta nei testi sacri indiani:
    "...la volontà dei Deva fu compiuta; tu concepisti nella purezza del cuore e dell'amore divino. Vergine e madre, salve! Nascerà da te un figlio e sarà il Salvatore del mondo. Ma fuggi, poiché il re Kansa ti cerca per farti morire col tenero frutto che rechi nel seno. I nostri fratelli ti guideranno dai pastori, che stanno alle falde del monte Meru... ivi darai al mondo il figlio divino..." (E.Shurè, I grandi Iniziati, Bari, 1941).
    Nella religione induista infatti il dio Vishnu, si incarna e prende la forma di Krishna, il quale nasce da madre vergine (Devaki); i due poi devono nascondersi perché il re Kansa teme l'avvento di Krishna e vuole ucciderlo (vi ricorda forse la strage degliinnocenti e la fuga in Egitto?). Alla fine il figlio divino nasce tra i pastori. 

    Altro episodio che compare nel vangelo di Luca e non negli altri è quello in cui Gesù all'età di 12 anni viene perso dai genitori che poi lo ritrovano seduto nel tempio ove discute di questioni dottrinali con le persone dotte, episodio che ricalca uno degli episodi della vita di Buddha.

    Come giustamente osserva Davide Donnini, autore del libro Nuove ipotesi su Gesù e di altri interessanti testi sull'argomento (e di cui potete leggere molto materiale interessante al sito http://www.etanali.it/mar_morto/files/01.htm)  la lista delle madri vergini di dei è alquanto lunga:


  • Devaki, madre di Krishna;




  • Ceres, madre di Osiride;




  • Maia, madre di Sakia;




  • Celestina, madre di Zunis (successivamente crocifisso);




  • Chimalman, madre di Quexalcotl;




  • Minerva, madre del Bacco greco;




  • Semele, madre del Bacco egiziano;




  • Nana, madre di Attis;




  • Prudence, madre Hercules;




  • Alcmene, madre di Alcides;




  • Shing-Mon, madre di Yu;




  • Mayence, madre di Hesus;




  • Maria, madre di Gesù…



  • Che dire poi del fatto che il dio Greco Dioniso moriva, scendeva negli inferi e poi risuscitava? Dioniso secondo il mito veniva mangiato dai Titani e dalle Baccanti, e durante la festa in suo onore si praticava un rito molto simile a quello della comunione nel corso del quale
    "i suoi fedeli ritenevano senza dubbio di fare a pezzi il dio stesso, cibandosi della sua carne e bevendone il sangue…"  (J. Frazer, Il ramo d'oro).

    Si tratta in effetti di uno dei tanti rituali di teofagia, pratica nel corso della quale i fedeli mangiavano un cibo che veniva simbolicamente inteso come il corpo ed il sangue del Dio. Dio figlio di madre vergine, che muore e poi risorge per il bene dell'umanità, in onore e memoria del quale di pratica un rito di teofagia ... si tratta di elementi ben poco originali del Cristianesimo, che sono anzi patrimonio comune di una gran parte di culti misterici.

    La teofagia in particolare è un'usanza che va anche al di là dei culti misterici in quanto praticata anche presso gli aborigeni australiani e i popoli precolombiani. , nonché presso alcuni altri gruppi a struttura sociale totemica. Nei culti misterici i fedeli mangiavano la carne e bevevano il sangue di animali sacrificati in onore del Dio, animali che venivano identificati con il Dio stesso. In seguito venne abbandonata l'usanza di bere sangue che fu sostituito dal vino rosso in quanto ovvio simbolo del sangue; troviamo tale sostituzione già nel 1500 a.C. in Egitto, presso i sacerdoti della dea Iside.

    Come spiega un articolo sul sito quelli che si cibano di Dio, il sacerdote durante rito della transustanziazione di Iside utilizzava le seguenti parole rituali:


    ”Tu sei vino ma non sei vino perché tu sei le interiora di Iside”.

    Sempre dallo stesso sito traggo queste poche ma chiarificatrici righe:
    Coloro che introdussero per primi il pane nel sacramento eucaristico, come sostanza trasformabile nel corpo di dio furono i sacerdoti di Dioniso, che essendo dio di fertilità e di abbondanza era simboleggiato da un chicco di grano.
    Questi due elementi,vino e pane, furono poi utilizzate da tutte le religioni nelle loro consacrazioni.
    Gli stessi rituali di transustanziazione li ritroviamo nelle messe cristiane, evidenti imitazioni di rituali pagani.
    Il substrato per tutte queste somiglianze però potrebbe andare al di là della semplice influenza dei culti misterici sul Cristianesimo ellenizzato diffuso da Paolo di Tarso, in quanto come già visto anche presso religioni non prettamente misteriche troviamo riti molto simili. Il mito dei Nommo, tramandato dal popolo dei Dogon (popolazione africana residente nel Mali) forse offre una possibile chiave di lettura.

    Secondo le tradizioni dei Dogon i Nommo, esseri anfibi provenienti dalla stella Sirio, offrirono (simbolicamente?) il proprio corpo:
    “Il Nommo spartì il suo corpo tra gli uomini per nutrirli; ecco perché si dice anche che come l’Universo <> , così il Nommo aveva fatto bere anche gli uomini. Diede tutti i suoi principi di vita agli esseri umani.” Il Nommo fu crocefisso e risorse; tornerà ancora sulla Terra, questa volta in forma umana. Poi riassumerà la forma anfibia e comanderà il mondo dalle acque.
    Esseri mezzi uomini e mezzi pesci, ovvero teriantropi, lo stesso genere di esseri che si incontrano durante gli stati di trance sciamanica, esseri che, al pari degli sciamani durante la loro iniziazione, hanno la sensazione di essere smembrati durante il loro volo sciamanico, che poi però tornano al mondo reale tutti interi e si percepiscono come risorti, risorti con in più l'acquisizione di particolari poteri di cui beneficieranno gli altri membri della tribù. 

    Probabilmente, come sostiene Graham Hancock nel suo libro Sciamani, alla base di tutte le religioni ci sono le visioni ottenute grazie all'accesso a stati di coscienza alterati.

    Infine, come correttamente ricorda il sito  homolaicus.com, le somiglianze della figura evangelica di Gesù con quella di Buddha sono notevoli:
    Alla sua nascita compaiono spiriti che cantano una preghiera ("è nato un eroe meraviglioso" ecc) assai vicina alle parole dei magi. Molti altri aspetti anche di dettaglio della vita di Buddha li ritroviamo nei Vangeli, come l'episodio in cui il bambino si perde e viene ritrovato a discettare di dottrina con un gruppo di sapienti.
    Le stesse feste cristiane sono chiaramente di derivazione "pagana". In Grecia e in diverse località dell'Asia occidentale, specialmente in Siria, si celebrava in primavera, all'incirca nel periodo che poi fu caratteristico della Pasqua cristiana, la morte e la resurrezione di Attis: "nel giorno del sangue, si piangeva per Attis, sulla sua effigie che veniva poi sepolta, ma, al cader della notte, la mestizia dei fedeli si mutava in allegrezza. Una luce brillava subitamente nelle tenebre, si apriva il sepolcro, il dio era risorto dai morti. Il mattino seguente, 25 marzo, considerato l'equinozio di primavera, la divina resurrezione veniva celebrata con esplosioni di gioia" (J. Frazer, Il ramo d'oro)

    Tuesday, June 22, 2010

    L'ultima cena a base di carne

    http://ilsole24h.blogspot.com/2010/06/lultima-cena-base-di-carne.html

    L'ultima cena a base di carne


    Fin da piccoli siamo stati istruiti con un’impostazione cattolica, abbiamo ricevuto il battesimo, abbiamo fatto la prima comunione, abbiamo dovuto almeno per una volta far parte allo spettacolo della “famiglia cristiana”. Ci siamo anche confessati dal prete quando abbiamo commesso peccato…

    Chi di noi non si ricorda almeno queste parole “Prendete, e mangiatene tutti: questo è il mio Corpo offerto in sacrificio per voi” …abbiamo aspettato solo quel momento che era in fin dei conti l’unica cosa che ci interessava, quel momento tanto speciale di silenzio, per poi “mangiare” il corpo di Cristo, ovvero la particola…

    Ma dietro al rito della messa, quel rito che pare un sonn-ifero, cosa potrebbe nascondersi in quelle parole?

    L’ultima cena di Gesù prende le sembianze di un rito cannibalesco, l’agnello di Dio, l’abbacchio, il vino, un party dai risvolti tutt’altro che cristiani. Sono state davvero queste le sue parole? Qualcuno ha occultato le vere parole di Gesù per non divulgare al popolo segreti esoterici?

    Domande che ancora non trovano risposta, ma se osserviamo bene, in questo mondo dominato da anime smarrite, quasi ogni giorno si celebra il rito della carne, in ogni “brava” famiglia cristiana la carne è un alimento fondamentale per la propria dieta…

    Dal punto di vista esoterico, i sacrifici in genere, sacrifici di animali per esempio venivano effettuati da antiche tribù per ringraziare gli Dei…offerte per avere qualcosa in cambio. In poche parole sembra che questo mondo fatto di “Santi” sia ancora connesso oggi con queste antiche disumane pratiche.

    Forse l’energia vitale di ognuno di noi è essenziale per aprire i suddetti “varchi dimensionali”, varchi forse anche questi sottoposti alla tipologia del sacrificio (positivo o negativo).

    È possibile che benevole potenze spirituali invisibili si nutriscano delle nostre buone azioni?

    Per concludere vorrei sottoporre il lettore a riflettere sul nesso di questa tematica con il 2012, fatidica data profetica dei Maya.