L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label Incendio. Show all posts
Showing posts with label Incendio. Show all posts

Sunday, September 23, 2012

Fire in the night


http://www.tankerenemy.com/2012/09/fire-in-night.html

Fire in the night

Fuoco a bordo

Sanremo. E’ la notte del 29 agosto. Due panfili di 24 metri vanno in fiamme, mentre sono ormeggiati a Portosole, il porto turistico della città. Nessuno rimane ferito nel rogo. Al mattino la Capitaneria fornisce le prime informazioni sull’accaduto: l’incendio si sarebbe sviluppato verso le 4:00 a bordo del panfilo Irbis e da qui si sarebbero propagate al vicino Manhattan (Singolare la coincidenza tra il nome del natante ed il "Progetto manhattan")[plurale minchiata - a coppie di due e a bizelf - nel senso del paio di straccioni indipezzenti sanremesi].

La prima imbarcazione, completamente distrutta, affonda; la seconda, i cui ormeggi sono andati a fuoco, va alla deriva, prima che venga rimorchiata lontano, mentre i vigili del fuoco accorsi sul posto, insieme con la guardia costiera, spengono le fiamme.

Secondo la ricostruzione ufficiale, l’incendio si è sviluppato mentre sulla Irbis si sta facendo un barbecue.

Il Comandante della Capitaneria di porto, Andrea Betti, dichiara: "Confermo che l’incendio è divampato per motivi del tutto accidentali. Le due unità coinvolte sono andate completamente distrutte ed ora sembrano due scheletri. Quello da cui è partito l’incendio, si chiama Irbis ed è battente bandiera britannica; il secondo, denominato Manhattan, batte bandiera delle Isole Vergini. Ancora, però, non sappiamo chi siano i proprietari delle due imbarcazioni".

Secondo i primi accertamenti a bordo dell’Irbis, si trovavano due o tre persone di nazionalità britannica che, però, si sono allontanate dal natante.

Nei giorni successivi si identifica il presunto responsabile del disastro: è un marinaio svedese di ventun anni, Max Grybble, che gli organi di informazione ora indicano come l’unica persona a bordo dell’Irbis la notte del 29 agosto. Il giovane, subito non reperibile, poi rientrato nella “città dei fiori”, asserisce di essersi recato fuori Sanremo, presso conoscenti, non sapendo dove dormire. Grybble, difeso dall’avvocatessa Anna Bruno, afferma di essere disponibile a conferire con il Pubblico ministero, Marrali.

Stranezze

Alcune stranezze costellano la ricostruzione ufficiale dell’evento: prima si vocifera di un equipaggio russo presente sull’Irbis, poi si riferisce che a bordo del natante si trovava un marinaio svedese. Questo particolare, però, è poco o punto significativo, dipendendo dalla confusione che regna nelle ore immediatamente successive ad un evento del genere.


Invece molti dubbi si concentrano sull’ora dell’incendio: all’inizio, essa è collocata tra le 3:15 e le 3:30 (Notiziario regionale della RAI), in seguito è spostata alle 4:00, infine slitta alle 4:15. Eppure il proprietario del panfilo attraccato accanto al Manhattan, interpellato nel corso di un nostro sopralluogo [STRACATALOL, vuoi dire che avete mosso il vostro culone al di fuori del terrazzino?], afferma, senza tema di smentita, che le fiamme sono divampate alle 3:15. L’uomo non ha dubbi: è un testimone oculare che – fatto singolare – gli inquirenti non sembrano aver ascoltato [AGGIORNAMENTO VELOCE: "non sembrano aver ascoltato" una beata minchia, Grybble è stato interrogato il 13 settembre, leggete qui, ad es., straccioni indipezzenti che non siete altro]. Quando gli chiediamo se, secondo lui, è credibile che l’incendio si sia sprigionato da un barbecue, come riportato dai media, l’uomo, con tono stizzito, esclama: “Ma quale grigliata: non c'era nessuno a bordo e l'incendio è scaturito da sotto coperta!".

Le anomalie non sono finite: di fronte al molo B è all’ancora un’unità militare della Marina italiana; inoltre quasi sulla verticale del pontile vediamo incrociare a bassa quota (non oltre i 1.000 metri) un velivolo A-330 privo di contrassegni. L'aereo era già comparso nei due giorni precedenti. Un altro aspetto è, però, ancora più inquietante…

Nella prima decade di settembre cominciano le operazioni di recupero. Due sono le unità impegnate nelle operazioni: un pontone fuori dal porto a circa un centinaio di metri dalla darsena usato per riportare in superficie il relitto del 'Manhattan', ed una interna al porto. Chiarisce Betti: “Quella fuori viene recuperata con un pontone che imbraga la parte più grande e la tira a bordo, mentre le parti più mobili (?) vengono prese con una specie di benna”.

Un esperimento militare?

Una breve analessi [e una eterna catalessi dei neuroni in casa Marcianò]: sono le 3:15 di notte del 29 agosto. Si verifica un black out di pochi secondi. Sulla città cala il buio. Gli antifurto delle autovetture cominciano a suonare. E’ stato un attacco EMP?

L’impulso elettromagnetico (EMP, Electromagnetic pulse) è una radiazione elettromagnetica dovuta ad un'esplosione (specialmente di un ordigno termonucleare detonato ad alta quota o fuori dall'atmosfera) o da un intenso campo magnetico causato dall'effetto Compton, provocato da un'eruzione solare che proietta un enorme flusso di particelle cariche nell'alta atmosfera, all’origine delle aurore boreali. Il risultato è un campo elettromagnetico che potrebbe generare un alto voltaggio e causare danni ingenti tramite cortocircuiti alle reti elettriche, soprattutto ai trasformatori connessi alle più lunghe e moderne reti che percorrono lunghe distanze. [1]

L'emissione di un intenso impulso di radiazioni può essere usato come arma di guerra elettronica con la cosiddetta bomba elettromagnetica o bomba-E (E-bomb). Si tratta di un dispositivo bellico (anche satellitare) progettato per mettere fuori uso gli apparati elettronici in un vasto raggio di azione. L'intenso impulso è ottenuto per effetto Compton o per effetto fotoelettrico.[2] L'improvviso e temporaneo abbassamento di tensione delle batterie installate nelle autovetture potrebbe quindi spiegare perché sono scattati gli allarmi antifurto.

3:15 è proprio l’ora in cui lo yacht Irbis va a fuoco. E’ una coincidenza o l’incendio del panfilo è da correlare al black out? L’unità militare nel porto turistico di Sanremo e l’aereo che ha sorvolato la zona in quei giorni, sono particolari rilevanti, indizi di un evento sui generis? Le discordanze a proposito dell'ora in cui è scaturito l'incendio paiono un tentativo di allontanare l’orario dell’interruzione nell’erogazione di energia elettrica da quello dell'episodio in oggetto. Le fotografie inducono a pensare che il fuoco abbia avuto origine da sotto coperta e non dal ponte dove sarebbe logico fare un barbecue. Gli inquietanti fenomeni di Caronia, che una commissione ministeriale ha attribuito all’uso di armi a microonde, presentano qualche analogia con quanto occorso a Sanremo nella notte di fine agosto. [3]

Si uniscano i puntini e forse la verità salirà in superficie, come il relitto dell’Irbis…

[1] L’effetto Compton dal nome dello scopritore, il fisico statunitense Arthur Holly Compton (1892-1962), è un fenomeno che si manifesta quando un fotone interagisce con un elettrone, cedendogli energia e deviando dalla sua traiettoria di un angolo θ.

[2] L’effetto fotoelettrico è un fenomeno nel quale un materiale esposto a radiazioni elettromagnetiche emette elettroni.

[3] “Secondo gli esperti guidati da Francesco Mantegna Venerando [mettiamoci pure serbelloniviendalmare, già che ci siamo], il coordinatore regionale del Comitato della Protezione civile siciliana, Canneto di Caronia è stata colpita da fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, capaci di generare una grande potenza concentrata. Si è trattato di fasci di microonde a 'ultra high frequency' compresi nella banda tra 300 megahertz e alcuni gigahertz. Per produrre una simile quantità di energia una macchina dovrebbe raggiungere una potenza tra i 12 e i 15 gigawatt. Dov'è ubicata la sorgente, però, non si sa. Una rete composta da decine di sensori, da due anni, dà la caccia all'impulso madre proveniente dal mare, un compito quasi impossibile dal momento che l'emissione dura lo spazio di qualche nanosecondo.” (C.U.N.)

Sunday, August 8, 2010

La Russia in fiamme

http://neovitruvian.wordpress.com/2010/08/08/la-russia-in-fiamme/

La Russia in fiamme

Posted: 8 agosto 2010 by neovitruvian

Il mese scorso, la Russia ha affrontato il luglio più caldo mai registrato da 130 anni data in cui vennero fatti i primi rilevamenti climatici. Il caldo intenso e la siccità che hanno colpito la Russia centrale hanno causato l’essiccazione degli alberi e delle paludi, che recentemente sono stati la causa degli incendi nelle foreste, nei campi e nelle case in una zona largamente abitata. Il presidente Dmitry Medvedev ha dichiarato lo stato di emergenza in sette regioni. Ad oggi, oltre 1.500 case sono state distrutte e 40 vite sono state perse. Gli incendi si estendono e continuano per oltre 300.000 ettari.

Un soldato cammina in mezzo a delle betulle carbonizzate, distrutte da un incendio nella periferia della città russa di Voronezh, il 30 luglio 2010. (REUTERS / Sergei Karpukhin)

Residenti locali mentre osservano un cielo fumoso vicino ad un fuoco di torba in una foresta nei pressi della città di Shatura, circa 130 km (81 miglia) a sud-est di Mosca, Giovedi, July 29, 2010. Le paludi di torba sono iniziate a bruciare nella Russia centrale a seguito di una ondata di caldo senza precedenti. (AP Photo / Sergey Ponomarev) #

Un uomo russo guarda la foresta bruciare a Beloomut 1 ° agosto 2010. (ANDREY SMIRNOV / AFP / Getty Images) #

Resti di un edificio bruciato tra le ceneri nei pressi della città di Vyksa, circa 150 km (93 miglia) a sud-ovest della città di Nizhny Novgorod Volga 29 luglio 2010. (REUTERS / Mikhail Voskresensky) #

La reazione di una donna nei pressi di una casa in fiamme fuori dalla città di Vyksa, Russia 29 luglio 2010. (REUTERS / Mikhail Voskresensky) #

Vigili del fuoco al lavoro per estinguere un incendio nei pressi di un edificio in fiamme fuori dalla città di Vyksa, Russia 29 luglio 2010. (REUTERS / Mikhail Voskresensky) #

Una donna che porta le mani al viso, allontanandosi da un vasto incendio vicino a Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Mikhail Voskresensky) #

Uomini a piedi davanti un edificio in fiamme vicino a Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Voskresensky Mikhail) #

Un uomo siede per terra, mentre la sua casa brucia dietro di lui. Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Mikhail Voskresensky) #

Un residente locale corre in mezzo al fuoco in una foresta nei pressi della cittadina di Lubertsi, a sudest di Mosca nel Shatura 29 Luglio 2010. (AP Photo / Sergey Ponomarev) #

In questa foto satellitare del 28 luglio 2010 della NASA, il fumo degli incendi nei pressi di Mosca è visibile in tutta la Russia centrale. I punti rossi indicano gli incendi, l’immagine copre 900 km (560 miglia) da un lato all’altro. La città di Mosca è situata vicino al bordo sinistro, nella parte inferiore della foto. (AP Photo / NASA) #

Persone che camminano lungo la Piazza Rossa di Mosca, sullo sfondo nebbioso si possono vedere la cattedrale di San Basilio e il mausoleo del fondatore dello stato sovietico Vladimir Lenin 2 agosto 2010. (REUTERS / Alessandro Natruskin) #

Un allevatore di capre passa tra una linea di veicoli militari che trasportano soldati per combattere gli incendi boschivi a Ryazanovka, in Russia il 1 agosto entro il 2010. (KOROTAYEV ARTYOM / AFP / Getty Images) #

Forti venti piegano gli alberi, nel villaggio di Beloomut ormai un paesaggio bruciato, circa 130 chilometri da Mosca il 31 luglio 2010. (ANDREY SMIRNOV / AFP / Getty Images) #

Un uomo russo passeggia tra le rovine della sua casa bruciata a Voronezh il 1 ° agosto 2010. (Ministro russo Alexey / AFP / Getty Images) #

Una bambina che indossa una mascherina si affaccia dal balcone sotto un cielo pieno di fumo nel villaggio di Beloomut, Russia il 31 luglio 2010. (ANDREY SMIRNOV / AFP / Getty Images) #

Un pennacchio di fumo appare sopra un bosco rinsecchito mentre brucia nei pressi di un sobborgo della città di Voronez, Russia, 1 agosto 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #

Un aereo cisterna rilascia circa 42 tonnellate di acqua su una foresta in fiamme nei pressi di un sobborgo della città di Voronezh 1 agosto 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #

Le fiamme strisciano lungo il pavimento della foresta grazie all’erba secca e agli alberi che bruciano nei pressi di un sobborgo di Voronezh 1 Agosto, 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #

Un pompiere lavora per spegnere un fuoco in una foresta vicino al villaggio di Ryazanovka, Russia 29 luglio 2010. (KOROTAYEV ARTYOM / AFP / Getty Images) #

Residenti locali fanno gruppo per trasportare i secchi di acqua per spegnere un fuoco in una foresta vicino alla città di Shatura, Russia, July 29, 2010. (AP Photo / Sergey Ponomarev) #

Una donna russa piange stringendo un bambino tra le braccia accanto ai resti della sua casa bruciata a Voronezh 1 ° agosto 2010. (Ministro russo Alexey / AFP / Getty Images) #

Rovine di alcune case, distrutte da un incendio nella foresta alla periferia della città Voronezh, 31 luglio 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #

I resti carbonizzati di una macchina di fronte a un camino di una casa rasa al suolo dall’incendio, nel villaggio di Mokhovoe, 30 Luglio 2010. (Foto AP / Chistoprudov Dmitry) #

Un uomo cammina attraverso un gruppo di alberi carbonizzati sul bordo di Voronezh, Russia centrale, il 31 luglio 2010. (Ministro russo Alexey / AFP / Getty Images) #

Un vigile del fuoco lavora per spegnere gli incendi boschivi, alla periferia della città russa di Voronezh, 30 luglio 2010. (REUTERS / Sergei Karpukhin) #

Una donna seduta circondata dai resti della sua casa nel villaggio di Mokhovoye, circa 130 chilometri da Mosca il 31 Luglio 2010. (KOROTAYEV ARTYOM / AFP / Getty Images) #

Brucia l’erba secca vicino alla città di Voronezh, Russia, 31 Luglio 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #
La carcassa carbonizzata di un uccello nel villaggio di Mokhovoe distrutto in precedenza da un incendio boschivo, 30 luglio 2010. (Foto AP / Chistoprudov Dmitry) #
Una residente locale cerca di trovare i resti dei suoi averi tra le rovine di una casa bruciata ai margini di Voronezh, Russia centrale, il 31 luglio 2010. (Ministro russo Alexey / AFP / Getty Images) #
Un’auto carbonizzata vicino agli edifici distrutti nel villaggio di Mokhovoe Russia Venerdì 30 Luglio 2010. (Foto AP / Chistoprudov Dmitry) #
Donne si coprono il volto, mentre il fumo degli incendi si fa pesante fuori dal centro abitato di Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Voskresensky Mikhail) #
Una donna passa davanti a una chiesa, mentre il fumo pesante degli incendi oscura il cielo vicino alla città di Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Voskresensky Mikhail) #
Una donna tiene con se delle icone religiose e una croce, sullo sfondo gli incendi, al di fuori della città di Vyksa, Russia il 29 luglio 2010. (REUTERS / Voskresensky Mikhail) #
Un vigile del fuoco si versa dell’acqua addosso, nei pressi di una casa in fiamme vicino a Vyksa, circa 150 km (93 miglia) a sud-ovest del Volga nella città di Nizhny Novgorod Volga 29 luglio 2010. (REUTERS / Voskresensky Mikhail) #
Una donna cammina davanti a un cimitero nel villaggio di Beloomut, l’aria è piena del fumo degli incendi nelle vicinanze il 31 luglio 2010. (ANDREY SMIRNOV / AFP / Getty Images) #
Un vigile del fuoco lavora per spegnere un fuoco che brucia il bosco vicino a Voronezh 1 Agosto 2010. (Foto AP / Metzel Mikhail) #
Donne russe spostano vasi contenenti le riserve alimentari provenienti dalla cantina della loro casa bruciata a 15 km da Mosca a Ostafyevo il 2 agosto 2010. (YELENIN BORIS / AFP / Getty Images) #
GOOGLE EARTH
L’incredibile quantità di incendi divampati soprattutto nella Russia centrale da fine luglio a oggi.
Fonte