L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Friday, May 8, 2015

Preoccupante incidenza di sclerosi laterale amiotrofica nel Medio Campidano: quali sono le vere cause?

http://www.tankerenemy.com/2015/05/preoccupante-incidenza-di-sclerosi.html

Preoccupante incidenza di sclerosi laterale amiotrofica nel Medio Campidano: quali sono le vere cause?



Sardegna, Provincia del Medio Campidano: impennata nei casi di sclerosi laterale amiotrofica. Lo riferisce in un recente servizio il notiziario dell'emittente televisiva “Sardegna 1”. Nel reportage si menzionano i livelli abnormi di metalli (pesanti e no) nell’organismo di pazienti colpiti dalla S.L.A., nota anche malattia di Lou Gehrig. Sono valori che superano qualsiasi soglia di tollerabilità. Nel documento non è menzionata la biogeoingegneria clandestina (alias scie chimiche), ma è palese che l’”epidemia” di SLA non può essere soltanto la conseguenza di un’attività industriale oggi quasi del tutto smantellata.

Già il compianto Dottor Mark Purdey denunciò il fatto che la Sardegna era stata scelta come area per diaboliche sperimentazioni belliche: questi test prevedevano la diffusione nella biosfera di bario e stronzio.

Purdey sostenne che l'esposizione cronica e l'intossicazione da bario erano di origine atmosferica. Il bario, insieme al manganese [1] ed all'alluminio era ed è disperso "per migliorare la trasmissione dei segnali radio e radar, lungo i corridoi aerei dei velivoli militari, nell’ambito di test sulla gittata dei missili etc.". Purdey giustamente reputava che il bario potesse dar ragione dell’alta incidenza di casi di sclerosi multipla e di altre malattie neurodegenerative, come l’encefalopatia spongiforme trasmissibile (T.S.E.) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), soprattutto in alcuni territori dove il bario è un importante contaminante ambientale.

Mark Purdey identificò l’argento (Ag), il bario (Ba), lo stronzio (Sr) ed il rame (Cu) come metalli che si sono ormai accumulati nella catena alimentare, a causa, in buona parte, dell’irrorazione aerea con ioduro d’argento per produrre pioggia in aree colpite dalla siccità nel Nord America nonché a seguito delgli aerosol a base di bario, adatto per migliorare la rifrazione dei segnali radar e nelle radio comunicazioni.

Il bioaccumulo di questi elementi nella catena alimentare si conclama in un processo neurodegenerativo che può essere confuso con encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) di origine infettiva.

Si aggiunga che l’isola è “crivellata” da servitù e poligoni militari da cui proviene il nanoparticolato di uranio impoverito. Si aggiungano le diuturne, criminali operazioni di “guerra climatica” ai danni della popolazione sarda (e non solo!) e si comprenderà la vera radice del problema.

Qui l’eloquente servizio.



[1] Sino dal 1988, Mark Purdey, un allevatore del Somerset, ha sostenuto l'ipotesi che gli scienziati non abbiano studiato a fondo le cause della BSE. Autodidatta e senza finanziatori ha indagato sui complessi meccanismi biochimici del cervello, arrivando a pubblicare un rivoluzionario e documentato studio su un'autorevole rivista medica, ottenendone però soltanto attacchi, verbali e fisici.

Lo studio di Purdey inizia con l'esame delle funzioni dei prioni, le proteine cerebrali la cui alterazione sembra essere responsabile della BSE. I prioni hanno il compito di proteggere il cervello dalle proprietà ossidanti di alcune sostanze chimiche attivate da agenti esterni come i raggi ultravioletti. La sua ipotesi è che quando i prioni sono esposti a una carenza di rame ed un eccesso di manganese, il manganese prende il posto del rame cui normalmente il prione si lega. In tal modo, la proteina perde la propria funzione. La prima insorgenza della BSE in Gran Bretagna, ricorda Purdey, si ebbe negli anni '80, quando il Ministero dell'Agricoltura impose a tutti gli allevatori il trattamento degli animali con un pesticida a base di organofosfati chiamato Phosmet, impiegato a dosi molto più alte che nel resto del mondo. Il pesticida veniva versato lungo la colonna vertebrale degli animali.

La ricerca di Purdey mostra che il Phosmet cattura il rame. In quegli stessi anni il mangime degli animali veniva arricchito con sterco di polli proveniente da allevamenti dove gli animali erano nutriti con manganese per aumentare la quantità di uova prodotte. I prioni contenuti nel cervello dei bovini, in tal modo, venivano contemporaneamente privati di rame ed intossicati dal manganese. In Francia, l'impiego del Phosmet divenne obbligatorio inizialmente in Bretagna. 20 dei 28 casi di BSE vennero alla luce proprio in quella regione. Sempre secondo le ricerche di Purdey, la diffusione della malattia coincide con quella del pesticida. Un analogo tipo di avvelenamento potrebbe spiegare la distribuzione della versione umana della malattia.

Dei due principali ceppi di vCJD in Gran Bretagna, uno, nel Kent si trova nel pieno di un'area con coltivazioni nelle quali vengono usate ingenti quantità di fungicidi a base di organofosfati e manganese. L'altro ceppo è a Queniborough, nel Leicestershire, dove una fabbrica di vernici (distrutta da un incendio alcuni anni fa, con grave inquinamento chimico sul paese) ha per anni riversato parte degli scarti di lavorazione nel sistema di canalizzazioni usate per irrigare i campi. Nella produzione di vernici e come additivo per i carburanti avio viene usato proprio il manganese.

Ma Purdey non si è limitato a queste indagini, andando a verificare sul campo la propria teoria sui ceppi di BSE e CJD in Islanda, Colorado, Slovacchia e Sardegna. Ovunque vi siano ceppi di queste malattie, egli ha riscontrato esposizione degli animali e degli esseri umani a carenze di rame ed eccessi di manganese.

La maggioranza dei ceppi, inoltre, si trovano in aree montane, nelle quali i livelli di luce ultravioletta sono alti. Ma la prova più concreta a sostegno della sua ipotesi viene da uno studio pubblicato da un'équipe di biochimici dell'università di Cambridge. Questi hanno scoperto che quando il rame viene sostituito dal manganese nei prioni, i prioni adottano precisamente i comportamenti che identificano l'agente infettivo della BSE.

Articoli correlati:

- L’evidenza delle irrorazioni chimiche
- Deficit cerebrali da sostanze chimiche: è allarme


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Monday, April 14, 2014

Elevated silver, barium and strontium in antlers, vegetation and soils sourced from CWD cluster areas: Do Ag/Ba/Sr piezoelectric crystals represent the transmissible pathogenic agent in TSEs?

http://tankerenemy.blogspot.ch/2014/04/mark-purdey-high-barn-farm-elworthy.html

Elevated silver, barium and strontium in antlers, vegetation and soils sourced from CWD cluster areas: Do Ag/Ba/Sr piezoelectric crystals represent the transmissible pathogenic agent in TSEs?

Mark Purdey
High Barn Farm, Elworthy, Taunton, Somerset TA4 3PX, UK

Received 20 January 2004; accepted 13 February 2004.

Abstract

High levels of Silver (Ag), Barium (Ba) and Strontium (Sr) and low levels of copper (Cu) have been measured in the antlers, soils and pastures of the deer that are thriving in the chronic wasting disease (CWD) cluster zones in North America in relation to the areas where CWD and other transmissible spongiform encephalopathies (TSEs) have not been reported.

The elevations of Ag, Ba and Sr were thought to originate from both natural geochemical and artificial pollutant sources – stemming from the common practise of aerial spraying with `cloud seeding' Ag or Ba crystal nuclei for rain making in these drought prone areas of North America, the atmospheric spraying with Ba based aerosols for enhancing/refracting radar and radio signal communications as well as the spreading of waste Ba drilling mud from the local oil/gas well industry across pastureland. These metals have subsequently bioconcentrated up the foodchain and into the mammals who are dependent upon the local Cu deficient ecosystems.

A dual eco-prerequisite theory is proposed on the aetiology of TSEs which is based upon an Ag, Ba, Sr or Mn replacement binding at the vacant Cu/Zn domains on the cellular prion protein (PrP)/sulphated proteoglycan molecules which impairs the capacities of the brain to protect itself against incoming shockbursts of sound and light energy. Ag/Ba/Sr chelation of free sulphur within the biosystem inhibits the viable synthesis of the sulphur dependent proteoglycans, which results in the overall collapse of the Cu mediated conduction of electric signals along the PrP-proteoglycan signalling pathways; ultimately disrupting GABA type inhibitory currents at the synapses/end plates of the auditory/circadian regulated circuitry, as well as disrupting proteoglycan co-regulation of the growth factor signalling systems which maintain the structural integrity of the nervous system.

The resulting Ag, Ba, Sr or Mn based compounds seed piezoelectric crystals which incorporate PrP and ferritin into their structure. These ferrimagnetically ordered crystals multireplicate and choke up the PrP-proteoglycan conduits of electrical conduction throughout the CNS. The second stage of pathogenesis comes into play when the pressure energy from incoming shock bursts of low frequency acoustic waves from low fly jets, explosions, earthquakes, etc. (a key eco-characteristic of TSE cluster environments) are absorbed by the rogue `piezoelectric' crystals, which duly convert the mechanical pressure energy into an electrical energy which accumulates in the crystal-PrP-ferritin aggregates (the fibrils) until a point of `saturation polarization' is reached.

Magnetic fields are generated on the crystal surface, which initiate chain reactions of deleterious free radical mediated spongiform neurodegeneration in surrounding tissues. Since Ag, Ba, Sr or Mn based piezoelectric crystals are heat resistant and carry a magnetic field inducing pathogenic capacity, it is proposed that these ferroelectric crystal pollutants represent the transmissible, pathogenic agents that initiate TSE.

Full text in PDF document is avaiable here, on Tanker enemy server.


Wednesday, February 8, 2012

L’evidenza delle irrorazioni chimiche (articolo di Isaac Lewis)

http://www.tankerenemy.com/2012/02/levidenza-delle-irrorazioni-chimiche.html

L’evidenza delle irrorazioni chimiche (articolo di Isaac Lewis)

L’articolo di Isaac Lewis, gentilmente segnalatoci della Dottoressa Hildegarde Staninger, cui va il nostro ringraziamento, irridendo il solito mantra dei disinformatori che esigono gli articoli referati, offre proprio quella documentazione scientifica di cui tanto si discute. In vero, anche quando si presentano ricerche con tutti i crismi dell’ufficialità, i negazionisti accampano sempre mille pretesti per negarne o sminuirne il valore. Sono individui in mala fede, senza etica, senza coscienza e soprattutto senza spina dorsale che, per compiacere i loro padroni, sono disposti a tutto. Sono degli incapaci, capaci di tutto.

Spesso, quando viene evocato il tema delle "scie chimiche", la reazione istintiva è quella di vederlo come una "teoria della cospirazione", a causa del fatto che le testimonianze dei nostri sensi - cioè vedere davvero gli aerei chimici con i nostri occhi - non sono considerate una prova sufficiente. Siamo indotti a credere che solo la scienza ed il suo primo escremento – l’articolo referato, la ricerca pubblicata su una rivista accademica - possano sostituire i testimoni oculari o le varie informazioni. Chi intende sfatare l'idea che le 'scie persistenti” che vediamo ogni giorno non contengono solo vapore acqueo e/o cristalli di ghiaccio, nega la loro esistenza a priori. I negazionisti spesso sostengono che non esiste alcuna prova delle chemtrails in fonti autorevoli. Contestano infine che esse contribuiscano a causare malattie.

Quale luogo migliore, dunque, della National Library of Medicine, la sorgente ed il "gold standard" per ricavare la tanto necessaria "prova autorevole" che gli aerei stanno spargendo veleni?

Sulla rivista medico-scientifica “Medline” il tema "diffusione di aerosol in atmosfera" figura. Un autore in particolare (il dottor Mark Purdey - n.d.essse: questo Mark Purdey: a British organic farmer), suggerisce che l'esposizione cronica e l'intossicazione da bario possono essere di origine atmosferica. Il bario è disperso "per migliorare la trasmissione dei segnali radio e radar, lungo i corridoi aerei dei velivoli militari, test sulla gittata dei missili etc." Egli ritiene che il bario possa dar ragione dell’alta incidenza di casi di sclerosi multipla e di altre malattie neurodegenerative, come l’encefalopatia spongiforme trasmissibile (T.S.E.) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), soprattutto in alcune regioni dove il bario è un importante contaminante ambientale.

In un secondo articolo sullo stesso argomento Mark Purdey identifica l’argento (Ag), il bario (Ba), lo stronzio (Sr) ed il rame (Cu) come metalli che si sono ormai accumulati nella catena alimentare, a causa, almeno in parte, dell’"irrorazione aerea con ioduro d’argento per produrre pioggia in aree colpite dalla siccità nel Nord America nonché dalle irrorazioni atmosferiche con aerosol a base di bario per migliorare la rifrazione dei segnali radar e nelle radio comunicazioni. "Il bioaccumulo di questi elementi nella catena alimentare può conclamare in un processo neurodegenerativo che può essere confuso con encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE) di origine infettiva.

Un altro studio, a firma di Cody L Wilson, Darryl P. Arfsten, Robert L. Carpenter, William K. Alexander, Kenneth R. Still, pubblicato sulla rivista “Ecotossicologia e sicurezza ambientale” nel 2002, riferisce che: "Negli ultimi venticinque anni, diverse centinaia di migliaia di tonnellate di chaff sono state rilasciate nel corso delle operazioni di volo su un'area della baia di Chesapeake." Un altro articolo, elaborato da Darryl P. Arfsten, Cody L. Wilson, Barry J. Spargo, apparso nella stessa rivista sempre nel 2002, ricorda che "Almeno 500 tonnellate di chaff vengono disperse ogni anno durante operazioni di addestramento all'interno di determinate zone operative militari negli Stati Uniti".

"La chaff è una contromisura a radiofrequenza emessa dagli aeromobili militari, da navi e veicoli per confondere i radar nemici. La chaff consiste di alluminio rivestito di fibre di vetro che variano in lunghezza da 0,8 a 0,75 cm. Questo materiale viene rilasciato in pacchetti contenenti da 0,5 a 100 milioni di fibre. […]

Gli autori toccano anche i problemi di salute connessi alla diffusione aerea dei succitati inquinanti. "Sono state sollevate preoccupazioni circa l'impatto sull'ambiente e la loro potenziale tossicità per l'uomo, il bestiame e la fauna selvatica. Molti di questi problemi sono oggetto di ricerca per opera del Dipartimento della difesa e di altre agenzie, ma gran parte dei dati è rimasta inedita”. [...]

Avendo ancora una volta evidenziato che esistono articoli referati, che gli aeromobili diffondono sostanze chimiche sia per scopi militari sia di geoingegneria, si dovrebbe spostare la controversia dal regno della fantomatica "teoria della cospirazione" sul terreno di un dibattito intelligente e di un'inchiesta pubblica.


Fonte: greenmedinfo.com

Saturday, February 6, 2010

Metals and pathologies

http://tankerenemy.blogspot.com/2010/01/metals-and-pathologies.html

Metals and pathologies

Med Hypotheses. 2004;63(5):793-809.

Elevated levels of ferrimagnetic metals in foodchains supporting the Guam cluster of neurodegeneration: do metal nucleated crystal contaminants [corrected] evoke magnetic fields that initiate the progressive pathogenesis of neurodegeneration?
Purdey M.


High Barn Farm, Elworthy, Taunton, Somerset TA4 3PX, UK. tsepurdey@aol.com

Elevated levels of aluminium (Al), strontium (Sr), barium (Ba), iron (Fe), manganese (Mn) cations - combined with deficiencies of magnesium (Mg)/calcium (Ca) - have been observed in the foodchains that traditionally support the Chamorro populations affected by high incidence clusters of Alzheimer (AD), Parkinson-like (PD), motor neurone diseases and multiple sclerosis on the island of Guam. Soils drawn from the cluster region demonstrated an excessive fivefold increase in 'magnetic susceptibility' readings in relation to soils from disease free adjoining regions. A multifactorial aetiological hypothesis is proposed that pivots upon the combined exposure to high levels of natural/industrial sources of ferrimagnetic/ferroelectric compounds incorporating Al, Fe, Mn, Sr, Ba (e.g., via yam/seafood consumption or exposure to world war 2 (WW2) munitions) and to low levels of Mg/Ca in all S. Pacific locations where these clusters of neurodegenerative disease have simultaneously erupted. Once gut/blood brain barrier permeability is impaired, the increased uptake of Al, Fe, Sr, Ba, or Mn into the Mg/Ca depleted brain leads to rogue metal substitutions at the Mg/Ca vacated binding domains on various enzyme/proteoglycan groups, causing a broad ranging disruption in Mg/Ca dependent systems - such as the glutamine synthetase which prevents the accumulation of neurotoxic glutamate. The rogue metals chelate sulphate, disrupting sulphated-proteoglycan mediated inhibition of crystal proliferation, as well as its regulation of the Fibroblast growth factor receptor complex which disturbs the molecular conformation of those receptors and their regulation of transphosphorylation between intracellular kinase domains; ultimately collapsing proteoglycan mediated cell-cell signalling pathways which maintain the growth and structural integrity of the neuronal networks. The depression of Mg/Ca dependent systems in conjunction with the progressive ferrimagnetisation of the CNS due to an overload of rogue ferroelectric/ferrimagnetic metal contaminants, enables 'seeding' of metal-protein crystalline arrays that can proliferate in the proteoglycan depleted brain. The resulting magnetic field emissions initiate a free radical mediated progressive pathogenesis of neurodegeneration. The co-clustering of these various types of disease in select geographical pockets around the world suggests that all of these conditions share a common early life exposure to ferromagnetic metal nucleating agents in their multifactorial aetiology. Factors such as individual genetics, the species of metal involved, etc., dictate which specific class of disease will emerge as a delayed neurotoxic response to these environmental insults.

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Mult Scler. 2006 Oct;12(5):533-40.

Elevated urinary excretion of aluminium and iron in multiple sclerosis.
Exley C, Mamutse G, Korchazhkina O, Pye E, Strekopytov S, Polwart A, Hawkins C.

Birchall Centre for Inorganic Chemistry and Materials Science, Lennard-Jones Laboratories, Keele University, Staffordshire, UK. c.exley@chem.keele.ac.uk

Multiple sclerosis (MS) is a chronic, immune-mediated, demyelinating disease of the central nervous system of as yet unknown aetiology. A consensus of opinion has suggested that the disorder is the result of an interplay between environmental factors and susceptibility genes. We have used a battery of analytical techniques to determine if the urinary excretion of i) markers of oxidative damage; ii) iron and iii) the environmental toxin aluminium and its antagonist, silicon, are altered in relapsing-remitting (RRMS) and secondary progressive MS (SPMS). Urinary concentrations of oxidative biomarkers, MDA and TBARS, were not found to be useful indicators of inflammatory disease in MS. However, urinary concentrations of another potential marker for inflammation and oxidative stress, iron, were significantly increased in SPMS (P <> 0.05). Urinary concentrations of aluminium were also significantly increased in RRMS (P < 0.001) and SPMS (P < 0.05) such that the levels of aluminium excretion in the former were similar to those observed in individuals undergoing metal chelation therapy. The excretion of silicon was lower in MS and significantly so in SPMS (P < 0.05). Increased excretion of iron in urine supported a role for iron dysmetabolism in MS. Levels of urinary aluminium excretion similar to those seen in aluminium intoxication suggested that aluminium may be a hitherto unrecognized environmental factor associated with the aetiology of MS. If aluminium is involved in MS then an increased dietary intake of its natural antagonist, silicon, might be a therapeutic option.


Source: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/