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All'origine delle celle autorigeneranti gli studi del professor Henri Dessens

Siamo
sul finire degli anni 50 del XX secolo. Fisici di ventidue Paesi
assistono agli straordinari esperimenti eseguiti in Francia con il «meteotron»
del professor Dessens. Dai cento bruciatori del «meteotron», piantati
come pali sul circuito di un esagono regolare, cento fiamme scaturiscono
contemporaneamente, al segnale dello scienziato d'oltralpe. Bastano
trenta secondi affinché all’interno di questo esagono di 3200 metri
quadrati i pali si trasformino in un braciere.
La rivista "Popular Science"
riporta gli studi del professor Henri Dessens, sul n° 181 del febbraio
1964. Il titolo è "Meteotron: scatenare un temporale" e vi leggiamo:
"Il problema con l’inseminazione delle nubi con prodotti chimici è che bisogna avere le nuvole. Henri Dessens,
meteorologo francese, riesce ad averne di nuove creandole con il
calore. Usando un quadrato di 122 metri per 122 metri di bruciatori di
petrolio che egli chiama «meteotron», mette in moto una rombante fornace
che spinge una colonna d’aria calda nell’atmosfera dove si raffredda,
condensa ed in quindici minuti diventa così pesante di gocce d’acqua da
scatenare una pioggia di diverse ore.
Il "meteotron", afferma Dessens, può anche scatenare venti, disperdere
la nebbia, prevenire le gelate notturne ed occasionalmente, in modo fino
ad ora imprevedibile, creare un tornado. L’intento principale adesso, è
quello di usare il potere scatenato del "meteotron" per controllare la
pioggia e la grandine, ripulire l’aria dall’inquinamento, dissipare le
fuoriuscite radioattive ed aiutare la ricerca meteorologica.
«Io non fabbrico pioggia...». Il professor Dessens non vuole che lo si
confonda con quegli specialisti di pioggia provocata che sono così
numerosi negli Stati Uniti. Egli infatti non si accontenta di «seminare
le nubi», bensì le crea".
L'esperimento con il "Meteotron" è anche riportato con maggiori
particolari su altre testate specializzate dell'epoca. Anche i Sovietici
lavorano ad un'apparecchiatura atta a generare precipitazioni. La loro è
un'evoluzione del "Meteotron" francese. Infatti i Russi impiegano
turboreattori per aereo modificati all'uopo. Gli esperti russi,
sfruttando gli stessi principi su cui si basa l'invenzione del fisico
Henri Dessens, intendono realizzare uno strumento per generare piogge.
Nei loro obiettivi l'apparato deve essere non solo più potente, ma anche
più facilmente trasportabile e già operativo una volta dislocato ove
necessario. E' il 1968: nasce il Meteotron sovietico,
al quale segue il semovente TMC-65, del quale abbiamo già discusso in
altre occasioni e che la disinformazione di Stato si è affrettata a
definire un innocuo sistema atto a disinfestare le aree paludose!
Qui il documento ed una sommaria traduzione di seguito:
Sopra l'immagine: "Come hanno dimostrato le esperienze del
periodo aereo 66-69, i flussi dell'aria calda ascendente creati dai
modelli delle installazioni, sono quasi invisibili, se non fosse per il
tremolio degli oggetti che si osservano attraverso i flussi".
Subito sotto il disegno: "Modello del Meteotron, costituito da quattro turboreattori".
Il modello del Meteotron costituito da 4 turboreattori "rd-zm" fu
congegnato da un gruppo di tecnici del laboratorio di Riga, guidato
dall'ingegner Pojarnov, basandosi sulle indicazioni tecniche
dell'Istituto di geofisica applicata. L'apparecchiatura fu sperimentata a
Riga, tra il 1965 ed il 1966.

Altro uso inaspettato del «meteotron» è quella di «guida-fulmini».
Operando con tempo sereno, il professor Dessens ed i suoi collaboratori
osservano più di una volta che ottengono non soltanto dei cumulonembi
piovosi, ma anche delle vere e proprie trombe di grandine, dal diametro
di una dozzina di metri, che uniscono la nuvola al suolo come un immenso
pilastro attorcigliato. Con l'uragano, nell’asse fortemente ionizzato
della tromba, si producono violente scariche di elettricità.
Anche il Pentagono si mostra subito molto interessato al «meteotron» e,
nonostante il professor Dessens auspichi un impiego civile e benevolo
della sua invenzione, così non è stato, evidentemente. Lo abbiamo potuto
verificare in questo ultimo ventennio di guerra climatica.
Ma vediamo come funzionano il Meteotron ed ordigni simili...
Due sono dunque le condizioni perché si possa formare una nuvola:
a) Una corrente ascendente d’aria calda che trasporti il vapore acqueo verso le quote in cui essa si condensa in goccioline.
b) Un’atmosfera carica di «trappole a molecole»... vale a dire, in termini scientifici, di «nuclei di condensazione».
Di queste due condizioni, la prima è la più importante: una corrente
d’aria calda. Il calore in sé stesso comunque non conta. Ciò che importa
è il riscaldamento differenziale, detto anche riscaldamento di una zona
limitata al di sopra della quale si produce un vero e proprio
«tiraggio» come in un camino. I cento bruciatori del «meteotron» che
sviluppano una potenza termica di 700.000 kilowatts oppure i
turboreattori modificati nel «meteotron» d'"oltre cortina" non hanno
difficoltà nel creare un camino stabile per veicolare le correnti
ascendenti, senza contare che le faville e le polveri sprigionate dal
fumo costituiscono delle eccellenti «trappole a molecole».
A questo punto le famigerate "celle autorigeneranti" sbandierate dai meteorologi di regime (eventi impossibili a verificarsi per le leggi della fisica) e le ancora più anomale V-Shaped,
i boati ed i fulmini a ciel sereno, assumono una nuova ed inquietante
luce, se consideriamo che questi fenomeni, con assoluta certezza, sono
il risultato dell'evoluzione del «meteotron». Non solo! Due testimoni
che, per ragioni di sicurezza non intendono palesare la propria
identità, ci riferiscono che già trent'anni or sono ebbero l'occasione
di assistere, nel Golfo di Genova, allla creazione di una nube
temporalesca, proprio per mezzo del «meteotron» o di una sua evoluzione
tecnica basata sugli studi dei Sovietici. Il "TMC-65"
o "Meteotron" o come diavolo intendiamo chiamarlo, è dunque
inconfutabile realtà, come dimostrato dai documenti reperiti e che qui
abbiamo pubblicato.

Sarà un caso se nell'accordo Italia-U.S.A., definito "Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima", firmato dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a pagina 38 si legge:
Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri
1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di
manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a
condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento
globale;
2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di
risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi
fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della
concentrazione di CO2 atmosferica);
3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla
produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da
CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).
Sarà un caso se tra i partecipanti c'è il C.N.R. e sarà sempre un caso se sempre il C.N.R. bandisce concorsi alla ricerca di geologi per studi e ricerche sulla "geoingegneria"? Eppure... secondo Wikipedia Italia la geoingegneria è solo tema da "complottisti"...
Benvenuti nel paese delle meraviglie!
Ringraziamo gli amici Corrado Penna e Fabio Servidei per le traduzioni dei documenti inclusi in questo articolo.
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Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA:
Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste
in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio
Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali
meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria
clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.