Scopo del Blog
Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.
Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.
Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.
Ciao e grazie della visita.
Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:
http://indipezzenti.blogspot.ch/
https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/
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Tuesday, October 6, 2015
Tuesday, November 18, 2014
"Meteotron", il macchinario dei nubifragi artificiali
http://tankerenemymeteo.blogspot.ch/2014/11/meteotron-il-macchinario-dei-nubifragi.html
"Meteotron", il macchinario dei nubifragi artificiali
All'origine delle celle autorigeneranti gli studi del professor Henri Dessens
Siamo
sul finire degli anni 50 del XX secolo. Fisici di ventidue Paesi
assistono agli straordinari esperimenti eseguiti in Francia con il «meteotron»
del professor Dessens. Dai cento bruciatori del «meteotron», piantati
come pali sul circuito di un esagono regolare, cento fiamme scaturiscono
contemporaneamente, al segnale dello scienziato d'oltralpe. Bastano
trenta secondi affinché all’interno di questo esagono di 3200 metri
quadrati i pali si trasformino in un braciere.
La rivista "Popular Science" riporta gli studi del professor Henri Dessens, sul n° 181 del febbraio 1964. Il titolo è "Meteotron: scatenare un temporale" e vi leggiamo:
"Il problema con l’inseminazione delle nubi con prodotti chimici è che bisogna avere le nuvole. Henri Dessens, meteorologo francese, riesce ad averne di nuove creandole con il calore. Usando un quadrato di 122 metri per 122 metri di bruciatori di petrolio che egli chiama «meteotron», mette in moto una rombante fornace che spinge una colonna d’aria calda nell’atmosfera dove si raffredda, condensa ed in quindici minuti diventa così pesante di gocce d’acqua da scatenare una pioggia di diverse ore.
Il "meteotron", afferma Dessens, può anche scatenare venti, disperdere la nebbia, prevenire le gelate notturne ed occasionalmente, in modo fino ad ora imprevedibile, creare un tornado. L’intento principale adesso, è quello di usare il potere scatenato del "meteotron" per controllare la pioggia e la grandine, ripulire l’aria dall’inquinamento, dissipare le fuoriuscite radioattive ed aiutare la ricerca meteorologica.
«Io non fabbrico pioggia...». Il professor Dessens non vuole che lo si confonda con quegli specialisti di pioggia provocata che sono così numerosi negli Stati Uniti. Egli infatti non si accontenta di «seminare le nubi», bensì le crea".
L'esperimento con il "Meteotron" è anche riportato con maggiori particolari su altre testate specializzate dell'epoca. Anche i Sovietici lavorano ad un'apparecchiatura atta a generare precipitazioni. La loro è un'evoluzione del "Meteotron" francese. Infatti i Russi impiegano turboreattori per aereo modificati all'uopo. Gli esperti russi, sfruttando gli stessi principi su cui si basa l'invenzione del fisico Henri Dessens, intendono realizzare uno strumento per generare piogge. Nei loro obiettivi l'apparato deve essere non solo più potente, ma anche più facilmente trasportabile e già operativo una volta dislocato ove necessario. E' il 1968: nasce il Meteotron sovietico, al quale segue il semovente TMC-65, del quale abbiamo già discusso in altre occasioni e che la disinformazione di Stato si è affrettata a definire un innocuo sistema atto a disinfestare le aree paludose!
Qui il documento ed una sommaria traduzione di seguito:
Sopra l'immagine: "Come hanno dimostrato le esperienze del periodo aereo 66-69, i flussi dell'aria calda ascendente creati dai modelli delle installazioni, sono quasi invisibili, se non fosse per il tremolio degli oggetti che si osservano attraverso i flussi".
Subito sotto il disegno: "Modello del Meteotron, costituito da quattro turboreattori".
Il modello del Meteotron costituito da 4 turboreattori "rd-zm" fu congegnato da un gruppo di tecnici del laboratorio di Riga, guidato dall'ingegner Pojarnov, basandosi sulle indicazioni tecniche dell'Istituto di geofisica applicata. L'apparecchiatura fu sperimentata a Riga, tra il 1965 ed il 1966.

Altro uso inaspettato del «meteotron» è quella di «guida-fulmini». Operando con tempo sereno, il professor Dessens ed i suoi collaboratori osservano più di una volta che ottengono non soltanto dei cumulonembi piovosi, ma anche delle vere e proprie trombe di grandine, dal diametro di una dozzina di metri, che uniscono la nuvola al suolo come un immenso pilastro attorcigliato. Con l'uragano, nell’asse fortemente ionizzato della tromba, si producono violente scariche di elettricità.
Anche il Pentagono si mostra subito molto interessato al «meteotron» e, nonostante il professor Dessens auspichi un impiego civile e benevolo della sua invenzione, così non è stato, evidentemente. Lo abbiamo potuto verificare in questo ultimo ventennio di guerra climatica.
Ma vediamo come funzionano il Meteotron ed ordigni simili...
Due sono dunque le condizioni perché si possa formare una nuvola:
a) Una corrente ascendente d’aria calda che trasporti il vapore acqueo verso le quote in cui essa si condensa in goccioline.
b) Un’atmosfera carica di «trappole a molecole»... vale a dire, in termini scientifici, di «nuclei di condensazione».
Di queste due condizioni, la prima è la più importante: una corrente d’aria calda. Il calore in sé stesso comunque non conta. Ciò che importa è il riscaldamento differenziale, detto anche riscaldamento di una zona limitata al di sopra della quale si produce un vero e proprio «tiraggio» come in un camino. I cento bruciatori del «meteotron» che sviluppano una potenza termica di 700.000 kilowatts oppure i turboreattori modificati nel «meteotron» d'"oltre cortina" non hanno difficoltà nel creare un camino stabile per veicolare le correnti ascendenti, senza contare che le faville e le polveri sprigionate dal fumo costituiscono delle eccellenti «trappole a molecole».
A questo punto le famigerate "celle autorigeneranti" sbandierate dai meteorologi di regime (eventi impossibili a verificarsi per le leggi della fisica) e le ancora più anomale V-Shaped, i boati ed i fulmini a ciel sereno, assumono una nuova ed inquietante luce, se consideriamo che questi fenomeni, con assoluta certezza, sono il risultato dell'evoluzione del «meteotron». Non solo! Due testimoni che, per ragioni di sicurezza non intendono palesare la propria identità, ci riferiscono che già trent'anni or sono ebbero l'occasione di assistere, nel Golfo di Genova, allla creazione di una nube temporalesca, proprio per mezzo del «meteotron» o di una sua evoluzione tecnica basata sugli studi dei Sovietici. Il "TMC-65" o "Meteotron" o come diavolo intendiamo chiamarlo, è dunque inconfutabile realtà, come dimostrato dai documenti reperiti e che qui abbiamo pubblicato.

Sarà un caso se nell'accordo Italia-U.S.A., definito "Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima", firmato dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a pagina 38 si legge:
Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri
1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale;
2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);
3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).
Sarà un caso se tra i partecipanti c'è il C.N.R. e sarà sempre un caso se sempre il C.N.R. bandisce concorsi alla ricerca di geologi per studi e ricerche sulla "geoingegneria"? Eppure... secondo Wikipedia Italia la geoingegneria è solo tema da "complottisti"...
Benvenuti nel paese delle meraviglie!
Ringraziamo gli amici Corrado Penna e Fabio Servidei per le traduzioni dei documenti inclusi in questo articolo.
Sponsorizza questo ed altri articoli. Contribuisci ora!
Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
La rivista "Popular Science" riporta gli studi del professor Henri Dessens, sul n° 181 del febbraio 1964. Il titolo è "Meteotron: scatenare un temporale" e vi leggiamo:
"Il problema con l’inseminazione delle nubi con prodotti chimici è che bisogna avere le nuvole. Henri Dessens, meteorologo francese, riesce ad averne di nuove creandole con il calore. Usando un quadrato di 122 metri per 122 metri di bruciatori di petrolio che egli chiama «meteotron», mette in moto una rombante fornace che spinge una colonna d’aria calda nell’atmosfera dove si raffredda, condensa ed in quindici minuti diventa così pesante di gocce d’acqua da scatenare una pioggia di diverse ore.
Il "meteotron", afferma Dessens, può anche scatenare venti, disperdere la nebbia, prevenire le gelate notturne ed occasionalmente, in modo fino ad ora imprevedibile, creare un tornado. L’intento principale adesso, è quello di usare il potere scatenato del "meteotron" per controllare la pioggia e la grandine, ripulire l’aria dall’inquinamento, dissipare le fuoriuscite radioattive ed aiutare la ricerca meteorologica.
«Io non fabbrico pioggia...». Il professor Dessens non vuole che lo si confonda con quegli specialisti di pioggia provocata che sono così numerosi negli Stati Uniti. Egli infatti non si accontenta di «seminare le nubi», bensì le crea".
L'esperimento con il "Meteotron" è anche riportato con maggiori particolari su altre testate specializzate dell'epoca. Anche i Sovietici lavorano ad un'apparecchiatura atta a generare precipitazioni. La loro è un'evoluzione del "Meteotron" francese. Infatti i Russi impiegano turboreattori per aereo modificati all'uopo. Gli esperti russi, sfruttando gli stessi principi su cui si basa l'invenzione del fisico Henri Dessens, intendono realizzare uno strumento per generare piogge. Nei loro obiettivi l'apparato deve essere non solo più potente, ma anche più facilmente trasportabile e già operativo una volta dislocato ove necessario. E' il 1968: nasce il Meteotron sovietico, al quale segue il semovente TMC-65, del quale abbiamo già discusso in altre occasioni e che la disinformazione di Stato si è affrettata a definire un innocuo sistema atto a disinfestare le aree paludose!
Qui il documento ed una sommaria traduzione di seguito:
Sopra l'immagine: "Come hanno dimostrato le esperienze del periodo aereo 66-69, i flussi dell'aria calda ascendente creati dai modelli delle installazioni, sono quasi invisibili, se non fosse per il tremolio degli oggetti che si osservano attraverso i flussi".
Subito sotto il disegno: "Modello del Meteotron, costituito da quattro turboreattori".
Il modello del Meteotron costituito da 4 turboreattori "rd-zm" fu congegnato da un gruppo di tecnici del laboratorio di Riga, guidato dall'ingegner Pojarnov, basandosi sulle indicazioni tecniche dell'Istituto di geofisica applicata. L'apparecchiatura fu sperimentata a Riga, tra il 1965 ed il 1966.

Altro uso inaspettato del «meteotron» è quella di «guida-fulmini». Operando con tempo sereno, il professor Dessens ed i suoi collaboratori osservano più di una volta che ottengono non soltanto dei cumulonembi piovosi, ma anche delle vere e proprie trombe di grandine, dal diametro di una dozzina di metri, che uniscono la nuvola al suolo come un immenso pilastro attorcigliato. Con l'uragano, nell’asse fortemente ionizzato della tromba, si producono violente scariche di elettricità.
Anche il Pentagono si mostra subito molto interessato al «meteotron» e, nonostante il professor Dessens auspichi un impiego civile e benevolo della sua invenzione, così non è stato, evidentemente. Lo abbiamo potuto verificare in questo ultimo ventennio di guerra climatica.
Ma vediamo come funzionano il Meteotron ed ordigni simili...
Due sono dunque le condizioni perché si possa formare una nuvola:
a) Una corrente ascendente d’aria calda che trasporti il vapore acqueo verso le quote in cui essa si condensa in goccioline.
b) Un’atmosfera carica di «trappole a molecole»... vale a dire, in termini scientifici, di «nuclei di condensazione».
Di queste due condizioni, la prima è la più importante: una corrente d’aria calda. Il calore in sé stesso comunque non conta. Ciò che importa è il riscaldamento differenziale, detto anche riscaldamento di una zona limitata al di sopra della quale si produce un vero e proprio «tiraggio» come in un camino. I cento bruciatori del «meteotron» che sviluppano una potenza termica di 700.000 kilowatts oppure i turboreattori modificati nel «meteotron» d'"oltre cortina" non hanno difficoltà nel creare un camino stabile per veicolare le correnti ascendenti, senza contare che le faville e le polveri sprigionate dal fumo costituiscono delle eccellenti «trappole a molecole».
A questo punto le famigerate "celle autorigeneranti" sbandierate dai meteorologi di regime (eventi impossibili a verificarsi per le leggi della fisica) e le ancora più anomale V-Shaped, i boati ed i fulmini a ciel sereno, assumono una nuova ed inquietante luce, se consideriamo che questi fenomeni, con assoluta certezza, sono il risultato dell'evoluzione del «meteotron». Non solo! Due testimoni che, per ragioni di sicurezza non intendono palesare la propria identità, ci riferiscono che già trent'anni or sono ebbero l'occasione di assistere, nel Golfo di Genova, allla creazione di una nube temporalesca, proprio per mezzo del «meteotron» o di una sua evoluzione tecnica basata sugli studi dei Sovietici. Il "TMC-65" o "Meteotron" o come diavolo intendiamo chiamarlo, è dunque inconfutabile realtà, come dimostrato dai documenti reperiti e che qui abbiamo pubblicato.

Sarà un caso se nell'accordo Italia-U.S.A., definito "Piano dettaglio accordo Italia U.S.A. sul clima", firmato dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, a pagina 38 si legge:
Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri
1. lo sviluppo di nuovi sistemi per la realizzazione di esperimenti di manipolazione dell'ecosistema che permettano di esporre la vegetazione a condizioni ambientali simili a quelle attese in scenari di cambiamento globale;
2. lo studio, l'analisi e la comprensione dei principali meccanismi di risposta della vegetazione e degli ecosistemi mediterranei ai diversi fattori di cambiamento (temperatura, precipitazioni ed aumento della concentrazione di CO2 atmosferica);
3. la quantificazione degli effetti complessivi del cambiamento sulla produttività e sulla vulnerabilità degli ecosistemi (fertilizzazione da CO2, variazione della disponibilità idrica ed aumento di temperatura).
Sarà un caso se tra i partecipanti c'è il C.N.R. e sarà sempre un caso se sempre il C.N.R. bandisce concorsi alla ricerca di geologi per studi e ricerche sulla "geoingegneria"? Eppure... secondo Wikipedia Italia la geoingegneria è solo tema da "complottisti"...
Benvenuti nel paese delle meraviglie!
Ringraziamo gli amici Corrado Penna e Fabio Servidei per le traduzioni dei documenti inclusi in questo articolo.
Sponsorizza questo ed altri articoli. Contribuisci ora!
Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
Pubblicato da
Straker
Wednesday, November 12, 2014
Isteria
Rosario, provalo o taci!!!
http://www.tankerenemy.com/2014/11/isteria.html
Isteria

Mentre
l'Italia è devastata dalla geoingegneria clandestina, isterici
negazionisti perseverano nella censura, nel favoreggiamento e nella
diffamazione
Molti si chiedono se i nubifragi che si sono di recente abbattuti sull'Italia siano naturali o artificiali. La domanda è, in parte, mal posta, poiché, come abbiamo già spiegato in altre occasioni, nel momento in cui si è cominciato ad intervenire sui fenomeni atmosferici, si è determinata una reazione a catena di cui paghiamo oggi le pesanti conseguenze. Si pensi al cosiddetto "effetto farfalla" che, secondo la teoria del caos, può produrre ripercussioni importanti attraverso una concatenazione di eventi anche lontani nello spazio e nel tempo. Così il battito d'ali di un lepidottero in Brasile può, almeno sul piano teorico, sfociare in un tifone nel Mar cinese meridionale.
Anche accantonando questo controverso modello, bisogna rilevare che, attraverso un'attenta osservazione, è possibile stabilire se un fenomeno meteo è indotto o naturale. Molti testimoni ci hanno riferito che, durante l'alluvione che ha colpito Genova il 9 e 10 ottobre 2014, la pioggia scendeva con scrosci impetuosi ogni otto minuti, dopodiché la precipitazione si affievoliva. Questo "ritmo" è indizio, se non prova, di un'artificialità del fenomeno. Altri segni che le piogge torrenziali sono state create o rafforzate attraverso metodi chimici, biologici ed elettromagnetici sono i seguenti:
- Assenza di veri fronti perturbati sostituiti da anomale formazioni trafitte da “spilli chimici”: sono strutture visibili attraverso le immagini satellitari
- Formazione di V-shaped "autorigeneranti"
- Generazione di pseudo-cicloni nel Mediterraneo
- Intensi fenomeni elettrici in atmosfera prima di un nubifragio
- Copertura chimica, il tipico strato biancastro in cui si confondono scie in espansione, al di sopra delle nuvole temporalesche. Questa coltre è rilevata dal radar Doppler.
Non trascuriamo infine l'isteria dei negazionisti (spesso militari...) che diventano più numerosi e petulanti del solito, non appena le attività di geoingegneria illegale si intensificano, con il loro tragico corollario di morti e di distruzione. Soprattutto la collera dei disinformatori diviene veemente, allorquando alcune persone cominciano, pur senza aver mai appreso alcunché in proposito, a collegare le numerose scie chimiche alla devastazione del territorio ed alle stragi. Gli occultatori, per nascondere la verità, concentrano tutta l'attenzione sul dissesto idrogeologico, sull'urbanizzazione selvaggia, sulla mancata manutenzione di alvei e canali etc. Sono tutti problemi reali, ma che conflagrano nella calamità, quasi sempre quando le manipolazioni atmosferiche conducono ad un punto di rotttura.
Il modus operandi degli occultatori, però, è soprattutto contraddistinto da un'aggressione violenta ed insistente contro chi denuncia e studia la "guerra climatica". I risultati delle loro farneticanti crociate sono tuttavia scarsi: sempre più si diffonde nell'opinione pubblica la coscienza che le manifestazioni atmosferiche sono condizionate o pilotate, sempre più si diffondono espressioni come "piogge militari", "scie igroscopiche", "interventi sul clima"...
Nel contempo i meteorologi di regime sono costretti a riscrivere la Fisica, si inventano nuovi termini, si arrabattano in “spiegazioni” astruse che violano il secondo principio della termodinamica, scrivono articoli balzani che poi rimuovono, in un affannoso "copia, incolla e cancella". Non è forse lontano il giorno in cui saranno chiamati a rispondere dei loro misfatti non solo gli artefici dei disastri, ma pure chi li ha coperti con la loro scienza prostituita.
Molti si chiedono se i nubifragi che si sono di recente abbattuti sull'Italia siano naturali o artificiali. La domanda è, in parte, mal posta, poiché, come abbiamo già spiegato in altre occasioni, nel momento in cui si è cominciato ad intervenire sui fenomeni atmosferici, si è determinata una reazione a catena di cui paghiamo oggi le pesanti conseguenze. Si pensi al cosiddetto "effetto farfalla" che, secondo la teoria del caos, può produrre ripercussioni importanti attraverso una concatenazione di eventi anche lontani nello spazio e nel tempo. Così il battito d'ali di un lepidottero in Brasile può, almeno sul piano teorico, sfociare in un tifone nel Mar cinese meridionale.
Anche accantonando questo controverso modello, bisogna rilevare che, attraverso un'attenta osservazione, è possibile stabilire se un fenomeno meteo è indotto o naturale. Molti testimoni ci hanno riferito che, durante l'alluvione che ha colpito Genova il 9 e 10 ottobre 2014, la pioggia scendeva con scrosci impetuosi ogni otto minuti, dopodiché la precipitazione si affievoliva. Questo "ritmo" è indizio, se non prova, di un'artificialità del fenomeno. Altri segni che le piogge torrenziali sono state create o rafforzate attraverso metodi chimici, biologici ed elettromagnetici sono i seguenti:
- Assenza di veri fronti perturbati sostituiti da anomale formazioni trafitte da “spilli chimici”: sono strutture visibili attraverso le immagini satellitari
- Formazione di V-shaped "autorigeneranti"
- Generazione di pseudo-cicloni nel Mediterraneo
- Intensi fenomeni elettrici in atmosfera prima di un nubifragio
- Copertura chimica, il tipico strato biancastro in cui si confondono scie in espansione, al di sopra delle nuvole temporalesche. Questa coltre è rilevata dal radar Doppler.
Non trascuriamo infine l'isteria dei negazionisti (spesso militari...) che diventano più numerosi e petulanti del solito, non appena le attività di geoingegneria illegale si intensificano, con il loro tragico corollario di morti e di distruzione. Soprattutto la collera dei disinformatori diviene veemente, allorquando alcune persone cominciano, pur senza aver mai appreso alcunché in proposito, a collegare le numerose scie chimiche alla devastazione del territorio ed alle stragi. Gli occultatori, per nascondere la verità, concentrano tutta l'attenzione sul dissesto idrogeologico, sull'urbanizzazione selvaggia, sulla mancata manutenzione di alvei e canali etc. Sono tutti problemi reali, ma che conflagrano nella calamità, quasi sempre quando le manipolazioni atmosferiche conducono ad un punto di rotttura.
Il modus operandi degli occultatori, però, è soprattutto contraddistinto da un'aggressione violenta ed insistente contro chi denuncia e studia la "guerra climatica". I risultati delle loro farneticanti crociate sono tuttavia scarsi: sempre più si diffonde nell'opinione pubblica la coscienza che le manifestazioni atmosferiche sono condizionate o pilotate, sempre più si diffondono espressioni come "piogge militari", "scie igroscopiche", "interventi sul clima"...
Nel contempo i meteorologi di regime sono costretti a riscrivere la Fisica, si inventano nuovi termini, si arrabattano in “spiegazioni” astruse che violano il secondo principio della termodinamica, scrivono articoli balzani che poi rimuovono, in un affannoso "copia, incolla e cancella". Non è forse lontano il giorno in cui saranno chiamati a rispondere dei loro misfatti non solo gli artefici dei disastri, ma pure chi li ha coperti con la loro scienza prostituita.
Pubblicato da Straker
Ancora alluvioni da geoingegneria clandestina tra Liguria e Toscana spacciate per disastri naturali
http://tankerenemymeteo.blogspot.ch/2014/11/ancora-alluvioni-da-geoingegneria.html
Ancora alluvioni da geoingegneria clandestina tra Liguria e Toscana spacciate per disastri naturali

Mentre
meteorologi d'accatto o meglio, negazionisti di mestiere, proseguono
nella loro campagna di disinformazione, attraverso valanghe di
scartafacci miranti a ridicolizzare la questione "scie chimiche" da
costoro definite "scie comiche", proseguono i disastri (annunciati).
Infatti il 2014 non è ancora terminato e siamo già a quota quattordici
(14) inondazioni. La frequenza di questi drammatici eventi, che stanno
sfibrando intere popolazioni, è oltremodo preoccupante e non la si deve
certo a fantomatici "cambiamenti climatici" né tanto meno a "colpe
umane" o solo al dissesto idrogeologico, giacché le cause vanno
assolutamente ricercate nella guerra ambientale in atto da alcuni
decenni in Italia. Infatti con la legge 36/94 sulla gestione artificiale
delle precipitazioni piovose, le manipolazioni meteo hanno ricevuto il placet delle istituzioni. Leggiamo che cosa recita la legge in questione.
Legge 36/94 - Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell'acqua.
Ricordate l'alluvione disastrosa del Piemonte nel 1994? Questa segnò l'inizio "ufficiale" delle sperimentazioni. Fu uno spartiacque. D'altronde le statistiche non mentono e se diamo uno sguardo alla frequenza nonché alla gravità degli eventi alluvionali dal 1948 ad oggi, possiamo constatare che siamo passati da un nubifragio ogni 4/8 anni sino al 1997, a decine all'anno da quel periodo in poi. Si veda qui.
Riscaldamento globale da biossido di carbonio come propagandato dalla gran cassa dei media di regime? No, visto che gli studi del prestigioso Met Office evidenziano, invece, una costante diminuzione delle temperature medie mondiali dal 1998 al 2013. Di conseguenze le cause sono da individuare altrove ed i responsabili sono sì gli uomini, ma non i comuni cittadini, bensì i vertici militari nonché le lobbies legate alle società per la modifica del clima, le aziende O.G.M., le compagnie che raffinano il petrolio e producono carburanti ed additivi speciali per aviazione civile e militare ed altri enti, privati e statali che rimpinguano le loro casse per mezzo della distruzione dell'Italia. Pensate quali interessi enormi gravano intorno alla "messa in sicurezza" del territorio, che mai sarà attuata, ma che permetterà ai soliti noti, che poi sono puntualmente assolti dalla magistratura se colti con le mani nel sacco, di arricchirsi sulle spalle di cittadini vessati, umiliati, spesso uccisi per mano della geoingegneria illegale. Sono cittadini che lavorano, pagano le tasse, sudano sangue per vivere in un paese dove le istituzioni sono solo sanguisughe.

In buona sostanza, così come avevamo previsto alcuni anni fa, ora siamo alla fase finale: essi creano il problema e poi ci proporranno la soluzione: la geoingegneria. D'altronde basta visitare il portale del C.N.R. che già si premunisce preparando personale ad hoc. Infatti sono stati pubblicati i bandi di concorso per geologi nell'ambito della "geoingegneria". Sì, proprio così. Geoingegneria!
Vediamo che cos'è avvenuto tra i giorni 10 ed 11 novembre 2014. Ancora "bombe d'acqua". Ancora morte e distruzione, mentre le immagini del radar Doppler sono eloquenti: ancora V-shaped. Questa volta ben tre. I meteorologi di regime le definiscono "celle autorigeneranti", in contrasto con le leggi della termodinamica, ma sono eventi indotti, artificiali, scientemente voluti. Si noti che intorno alle celle temporalesche V-shaped è presente una coltre chimica igroscopica che intrappola, concentra e rafforza l'energia distruttiva delle celle temporalesche artificiali. Alcuni vi diranno che sono cirri, ma questi non possono essere rilevati dal radar Doppler, poiché troppo alti! Le coltri igroscopiche (prosciuganti), invece, queste sì che sono visibili, poiché si trovano a quote relativamente basse, che poi sono le stesse quote di rilascio di elementi chimici igroscopici per mezzo di velivoli civili e militari. Queste scie persistono, si allargano, assorbendo l'umidità atmosferica, distruggono la nuvolosità naturale e formano un sottile strato elettroconduttivo che al radar Doppler appare come nell'immagine di copertina.
Che cos'è il radar Doppler e perché le sue immagini possono essere definite "la pistola fumante"?
Il radar Doppler è un particolare tipo di radar che si basa sull'effetto di slittamento in frequenza, detto, appunto, effetto Doppler. L'effetto Doppler è l'apparente variazione di frequenza delle onde emesse da una sorgente in moto rispetto ad un osservatore: la frequenza aumenta, se sorgente ed osservatore si avvicinano, mentre diminuisce in caso di allontanamento. Il fenomeno fu scoperto dal fisico e matematico C. Doppler (1803-1853) per le onde sonore, ma si verifica anche per quelle elettromagnetiche. L'effetto Doppler ha molte applicazioni nella tecnica (radar), in medicina (ecografia), in astronomia. Esso permette al radar di distinguere bersagli in movimento anche in presenza di oggetti fissi. In questa sede intendiamo fornire la documentazione inoppugnabile circa le attività chimico-biologiche (chemtrails), attraverso immagini digitali e di radar meteorologici i cui i dati sull'atmosfera superiore indicano che le condizioni meteorologiche presenti alla quota degli aerei chimici NON sono idonee per la formazione di scie persistenti in base ai parametri fisici. Dunque le nuvole filiformi di bassa quota, create dai velivoli clandestini che si possono osservare in questa mappa radar, non sono cirri, a differenza di quanto affermano i meteorologi dell'establishment, ma scie tossiche. I cirri veri, infatti, che si formano a quote molto più alte, non possono essere rilevati dai radar meteorologici Doppler.
Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
Legge 36/94 - Con decreto emanato, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, dal Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro dei lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, è adottato il regolamento per la disciplina delle modificazioni artificiali della fase atmosferica del ciclo naturale dell'acqua.
Ricordate l'alluvione disastrosa del Piemonte nel 1994? Questa segnò l'inizio "ufficiale" delle sperimentazioni. Fu uno spartiacque. D'altronde le statistiche non mentono e se diamo uno sguardo alla frequenza nonché alla gravità degli eventi alluvionali dal 1948 ad oggi, possiamo constatare che siamo passati da un nubifragio ogni 4/8 anni sino al 1997, a decine all'anno da quel periodo in poi. Si veda qui.
Riscaldamento globale da biossido di carbonio come propagandato dalla gran cassa dei media di regime? No, visto che gli studi del prestigioso Met Office evidenziano, invece, una costante diminuzione delle temperature medie mondiali dal 1998 al 2013. Di conseguenze le cause sono da individuare altrove ed i responsabili sono sì gli uomini, ma non i comuni cittadini, bensì i vertici militari nonché le lobbies legate alle società per la modifica del clima, le aziende O.G.M., le compagnie che raffinano il petrolio e producono carburanti ed additivi speciali per aviazione civile e militare ed altri enti, privati e statali che rimpinguano le loro casse per mezzo della distruzione dell'Italia. Pensate quali interessi enormi gravano intorno alla "messa in sicurezza" del territorio, che mai sarà attuata, ma che permetterà ai soliti noti, che poi sono puntualmente assolti dalla magistratura se colti con le mani nel sacco, di arricchirsi sulle spalle di cittadini vessati, umiliati, spesso uccisi per mano della geoingegneria illegale. Sono cittadini che lavorano, pagano le tasse, sudano sangue per vivere in un paese dove le istituzioni sono solo sanguisughe.

In buona sostanza, così come avevamo previsto alcuni anni fa, ora siamo alla fase finale: essi creano il problema e poi ci proporranno la soluzione: la geoingegneria. D'altronde basta visitare il portale del C.N.R. che già si premunisce preparando personale ad hoc. Infatti sono stati pubblicati i bandi di concorso per geologi nell'ambito della "geoingegneria". Sì, proprio così. Geoingegneria!
Vediamo che cos'è avvenuto tra i giorni 10 ed 11 novembre 2014. Ancora "bombe d'acqua". Ancora morte e distruzione, mentre le immagini del radar Doppler sono eloquenti: ancora V-shaped. Questa volta ben tre. I meteorologi di regime le definiscono "celle autorigeneranti", in contrasto con le leggi della termodinamica, ma sono eventi indotti, artificiali, scientemente voluti. Si noti che intorno alle celle temporalesche V-shaped è presente una coltre chimica igroscopica che intrappola, concentra e rafforza l'energia distruttiva delle celle temporalesche artificiali. Alcuni vi diranno che sono cirri, ma questi non possono essere rilevati dal radar Doppler, poiché troppo alti! Le coltri igroscopiche (prosciuganti), invece, queste sì che sono visibili, poiché si trovano a quote relativamente basse, che poi sono le stesse quote di rilascio di elementi chimici igroscopici per mezzo di velivoli civili e militari. Queste scie persistono, si allargano, assorbendo l'umidità atmosferica, distruggono la nuvolosità naturale e formano un sottile strato elettroconduttivo che al radar Doppler appare come nell'immagine di copertina.
Che cos'è il radar Doppler e perché le sue immagini possono essere definite "la pistola fumante"?
Il radar Doppler è un particolare tipo di radar che si basa sull'effetto di slittamento in frequenza, detto, appunto, effetto Doppler. L'effetto Doppler è l'apparente variazione di frequenza delle onde emesse da una sorgente in moto rispetto ad un osservatore: la frequenza aumenta, se sorgente ed osservatore si avvicinano, mentre diminuisce in caso di allontanamento. Il fenomeno fu scoperto dal fisico e matematico C. Doppler (1803-1853) per le onde sonore, ma si verifica anche per quelle elettromagnetiche. L'effetto Doppler ha molte applicazioni nella tecnica (radar), in medicina (ecografia), in astronomia. Esso permette al radar di distinguere bersagli in movimento anche in presenza di oggetti fissi. In questa sede intendiamo fornire la documentazione inoppugnabile circa le attività chimico-biologiche (chemtrails), attraverso immagini digitali e di radar meteorologici i cui i dati sull'atmosfera superiore indicano che le condizioni meteorologiche presenti alla quota degli aerei chimici NON sono idonee per la formazione di scie persistenti in base ai parametri fisici. Dunque le nuvole filiformi di bassa quota, create dai velivoli clandestini che si possono osservare in questa mappa radar, non sono cirri, a differenza di quanto affermano i meteorologi dell'establishment, ma scie tossiche. I cirri veri, infatti, che si formano a quote molto più alte, non possono essere rilevati dai radar meteorologici Doppler.
Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
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Straker
Monday, October 13, 2014
V-Shaped e bombe d'acqua provocate con armi a microonde?
http://tankerenemymeteo.blogspot.ch/2014/10/v-shaped-e-bombe-dacqua-provocate-con.html
V-Shaped e bombe d'acqua provocate con armi a microonde?
E’ accaduto di nuovo: il giorno 10 ottobre 2014 Genova è stata colpita da un violento nubifragio,
ancora più distruttivo di quello che si era abbattuto sul capoluogo
ligure e sul Levante nel 2011. Molti si chiedono: è possibile creare un
nubifragio a comando? Le cosiddette "V-Shaped" sono fenomeni naturali o
le tracce di una manipolazione meteorologica? L'alluvione ha origine
artificiale: basta osservare la situazione in quelle ore.
Un'altra spiegazione (alternativa al TMC-65) può essere fornita osservando la situazione in quelle ore. Situazione che si ripete ogni volta e che si era verificata nel 2011, così come in altre circostanze del tutto simili, nelle quali erano chiamate in causa le famigerate "V-Shaped". E' presto detto.
Come da prassi, l'area viene circoscritta ed intrappolata da una coltre igroscopica, formatasi con il sorvolo "scientifico" di decine di aerei a bassa quota, che hanno disperso composti ad effetto serra nelle ore precedenti. In queste due aree di mare, tra Ovest ed Est, ben delimitate e che formano una zona centrale non interessata dalla copertura, l'aria calda proveniente dal mare non si disperde in quota, poiché lo strato nuvoloso artificiale ostacola la convezione, ossia il movimento della massa d'aria calda verso l'alto.
Al centro di questa... "zona di intervento" abbiamo il "target" (nel nostro caso Genova), a distanza opportuna dall'obiettivo. Si sfruttano i venti da Sud verso Nord o da Sud-Ovest verso Nord-Est, i quali poi spingeranno la "cella autorigenerante" sulla regione da colpire.

Il nodo della questione è costituito dal fatto che il secondo principio della termodinamica non giustifica l'esistenza di una cella temporalesca che si autorigenera quasi all'infinito, sviluppando sempre maggiore energia. Ciò, ovviamente, contrasta con le leggi della fisica, a meno che non si abbia un "carburante" che permetta alla cella di autorigenerarsi e di produrre ancora energia. Questo carburante è fornito da satelliti in orbita geostazionaria: essi bombardano di microonde una regione molto circoscritta di mare. Il caso di Canneto di Caronia può essere utile per comprendere il meccanismo. A Canneto, infatti, fasci di microonde puntano su una plaga di superficie ridottissima (15 metri quadrati circa), provocando incendi. Le microonde scaldano! In questo modo si crea quel processo fisico che permette alla cella temporalesca di svilupparsi (e la sua forma conica, il suo sviluppo prevalentemente orizzontale con origine in un punto specifico lo dimostrano). Il resto viene da solo: le correnti d'aria molto calda tendono a salire e, scontrandosi con l'aria fredda, formano e ingigantiscono la supercella temporalesca. Il nubifragio si esaurisce, quando è spento il fuoco che lo alimenta, ossia quando l'energia elettromagnetica non è più irradiata. Il resto è triste cronaca.
Tutto combacia, visto che in questi giorni sono stati frequenti i problemi alla telefonia mobile ed alle reti elettriche della zona. Ed ora il sisma.
Articoli di approfondimento:
- Covering storms: Do you have the right tools to weather the storm?
- Making Electromagnetic Weapons: Directed Microwave Energy
- Philippines Typhoon linked to ‘Man-Made’ Microwave Pulses
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Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
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Un'altra spiegazione (alternativa al TMC-65) può essere fornita osservando la situazione in quelle ore. Situazione che si ripete ogni volta e che si era verificata nel 2011, così come in altre circostanze del tutto simili, nelle quali erano chiamate in causa le famigerate "V-Shaped". E' presto detto.
Come da prassi, l'area viene circoscritta ed intrappolata da una coltre igroscopica, formatasi con il sorvolo "scientifico" di decine di aerei a bassa quota, che hanno disperso composti ad effetto serra nelle ore precedenti. In queste due aree di mare, tra Ovest ed Est, ben delimitate e che formano una zona centrale non interessata dalla copertura, l'aria calda proveniente dal mare non si disperde in quota, poiché lo strato nuvoloso artificiale ostacola la convezione, ossia il movimento della massa d'aria calda verso l'alto.
Al centro di questa... "zona di intervento" abbiamo il "target" (nel nostro caso Genova), a distanza opportuna dall'obiettivo. Si sfruttano i venti da Sud verso Nord o da Sud-Ovest verso Nord-Est, i quali poi spingeranno la "cella autorigenerante" sulla regione da colpire.

Il nodo della questione è costituito dal fatto che il secondo principio della termodinamica non giustifica l'esistenza di una cella temporalesca che si autorigenera quasi all'infinito, sviluppando sempre maggiore energia. Ciò, ovviamente, contrasta con le leggi della fisica, a meno che non si abbia un "carburante" che permetta alla cella di autorigenerarsi e di produrre ancora energia. Questo carburante è fornito da satelliti in orbita geostazionaria: essi bombardano di microonde una regione molto circoscritta di mare. Il caso di Canneto di Caronia può essere utile per comprendere il meccanismo. A Canneto, infatti, fasci di microonde puntano su una plaga di superficie ridottissima (15 metri quadrati circa), provocando incendi. Le microonde scaldano! In questo modo si crea quel processo fisico che permette alla cella temporalesca di svilupparsi (e la sua forma conica, il suo sviluppo prevalentemente orizzontale con origine in un punto specifico lo dimostrano). Il resto viene da solo: le correnti d'aria molto calda tendono a salire e, scontrandosi con l'aria fredda, formano e ingigantiscono la supercella temporalesca. Il nubifragio si esaurisce, quando è spento il fuoco che lo alimenta, ossia quando l'energia elettromagnetica non è più irradiata. Il resto è triste cronaca.
Tutto combacia, visto che in questi giorni sono stati frequenti i problemi alla telefonia mobile ed alle reti elettriche della zona. Ed ora il sisma.
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- Making Electromagnetic Weapons: Directed Microwave Energy
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Le nubi che non ci sono più
La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
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Straker
Saturday, November 30, 2013
V-shaped: i meteorologi nascondono la polvere sotto il tappeto
http://tankerenemymeteo.blogspot.it/2013/11/v-shaped-i-meteorologi-nascondono-la.html
V-shaped: i meteorologi nascondono la polvere sotto il tappeto

V-shaped,
un termine che solo da qualche anno furoreggia sui portali asserviti
agli artefici della geoingegneria clandestina, là dove si si negano le
evidenze della guerra climatica. Una guerra silenziosa che si conclama
nei sempre più frequenti disastri meteorologici, caratterizzati ora da
periodi siccitosi ora da terribili "bombe d'acqua". Che cosa sta
accadendo? Sappiamo che è in atto un artificiale riscaldamento della
bassa e media atmosfera, indotto dalla diuturna diffusione di metalli elettroconduttivi in nanoparticolato,
in sinergia con emissioni elettromagnetiche per mezzo di radar e
satelliti in banda Ka. Siamo anche consapevoli che molti dei recenti
fenomeni alluvionali, partendo dal lontano 1994 in Piemonte, passando
per la canrneficina di Sarno nel 1998, i nubifragi di Genova e nelle
Cinqueterre del 2011, seguiti poi da disastri in Puglia, Lazio,
Toscana... sono indotti.
I meteorologi del sistema si riempiono la bocca di termini e diciture come "ciclone", "cella autorigenerante", "V-shaped" etc. Essi con il loro mantra instillano nella popolazione l'idea che tutto rientri nella normalità e che certi fenomeni siano perfettamente ordinari in ambito atmosferico. Fingono di non sapere che gli uragani si formano solo sugli oceani e che le supercelle temporalesche hanno bisogno di ampi territori aridi e caldi per svilupparsi. Questi mefistofelici "esperti" dell'ultima ora buttano alle ortiche la fisica dell'atmosfera e così, secondo loro, una scia di condensazione persistente si forma anche ad umidità pari a zero, mentre fenomeni inusuali su aree inidonee, come le V-shaped, sono ora la regola. Dove sono le classiche celle temporalesche di solo qualche anno fa? Perché questi pennivendoli si affannano nel lanciare allarmi meteo, evocando inesistenti cicloni ed inesistenti V-shaped, ora che i buoi sono usciti dal recinto? Perché non hanno lanciato l'allarme V-shaped, prima del recente nubifragio in Sardegna? Dov'erano questi geniacci?
La verità è una sola: essi stanno cercando di giustificare la presenza di fenomeni artificiali, voluti, indotti e che hanno cagionato morte e distruzione in Sardegna ed altrove. Per mistificare e nascondere la verità, continuano a produrre materiale contraffatto, condito con affermazioni che se non ci fosse da piangere, susciterebbero ilarità.
Leggiamo l'ultima uscita da manuale...
"Come previsto, l'aria fredda discesa fin quasi sulle coste del Nord Africa ha generato un pericolosissimo sistema temporalesco cosiddetto "V-Shaped" per la tipica conformazione a V. I suoi effetti, spesso, sono devastanti perché in grado di scaricare al suolo piogge torrenziali e persistenti. La recente alluvione in Sardegna, ad esempio, fu generata proprio da una struttura di questo tipo.
Dal MeteoSat ci rendiamo facilmente conto di come dal Mar Libico stia risalendo verso nord e abbia già raggiunto lo Ionio. Nelle prossime ore, confermando purtroppo le pessime proiezioni modellistiche, impatterà sul versante ionico, provocando presumibilmente piogge alluvionali".

Per la verità le mappe satellitari mostrano un'enorme massa igroscopica che copre mezza colonia statunitense-vaticana, da Nord a Sud, lasciando libera solo una piccola porzione del "Bel paese". Notiamo l'assenza di celle temporalesche, quindi possiamo arguire che se pure si dovessero verificare ulteriori fenomeni violenti, questi avranno una genesi del tutto differente da quella che i mendaci "esperti" hanno inventato di sana pianta, con l'unico scopo di abituare l'opinione pubblica al vocabolo che, casualmente, è stato da noi menzionato in occasione dell'alluvione in Sardegna. E' un fenomeno che vi abbiamo mostrato con le mappe del Radar Doppler della Protezione Civile.
Coscienza sporca?
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La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
I meteorologi del sistema si riempiono la bocca di termini e diciture come "ciclone", "cella autorigenerante", "V-shaped" etc. Essi con il loro mantra instillano nella popolazione l'idea che tutto rientri nella normalità e che certi fenomeni siano perfettamente ordinari in ambito atmosferico. Fingono di non sapere che gli uragani si formano solo sugli oceani e che le supercelle temporalesche hanno bisogno di ampi territori aridi e caldi per svilupparsi. Questi mefistofelici "esperti" dell'ultima ora buttano alle ortiche la fisica dell'atmosfera e così, secondo loro, una scia di condensazione persistente si forma anche ad umidità pari a zero, mentre fenomeni inusuali su aree inidonee, come le V-shaped, sono ora la regola. Dove sono le classiche celle temporalesche di solo qualche anno fa? Perché questi pennivendoli si affannano nel lanciare allarmi meteo, evocando inesistenti cicloni ed inesistenti V-shaped, ora che i buoi sono usciti dal recinto? Perché non hanno lanciato l'allarme V-shaped, prima del recente nubifragio in Sardegna? Dov'erano questi geniacci?
La verità è una sola: essi stanno cercando di giustificare la presenza di fenomeni artificiali, voluti, indotti e che hanno cagionato morte e distruzione in Sardegna ed altrove. Per mistificare e nascondere la verità, continuano a produrre materiale contraffatto, condito con affermazioni che se non ci fosse da piangere, susciterebbero ilarità.
Leggiamo l'ultima uscita da manuale...
"Come previsto, l'aria fredda discesa fin quasi sulle coste del Nord Africa ha generato un pericolosissimo sistema temporalesco cosiddetto "V-Shaped" per la tipica conformazione a V. I suoi effetti, spesso, sono devastanti perché in grado di scaricare al suolo piogge torrenziali e persistenti. La recente alluvione in Sardegna, ad esempio, fu generata proprio da una struttura di questo tipo.
Dal MeteoSat ci rendiamo facilmente conto di come dal Mar Libico stia risalendo verso nord e abbia già raggiunto lo Ionio. Nelle prossime ore, confermando purtroppo le pessime proiezioni modellistiche, impatterà sul versante ionico, provocando presumibilmente piogge alluvionali".

Per la verità le mappe satellitari mostrano un'enorme massa igroscopica che copre mezza colonia statunitense-vaticana, da Nord a Sud, lasciando libera solo una piccola porzione del "Bel paese". Notiamo l'assenza di celle temporalesche, quindi possiamo arguire che se pure si dovessero verificare ulteriori fenomeni violenti, questi avranno una genesi del tutto differente da quella che i mendaci "esperti" hanno inventato di sana pianta, con l'unico scopo di abituare l'opinione pubblica al vocabolo che, casualmente, è stato da noi menzionato in occasione dell'alluvione in Sardegna. E' un fenomeno che vi abbiamo mostrato con le mappe del Radar Doppler della Protezione Civile.
Coscienza sporca?
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La guerra climatica in pillole
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA: Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare. Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.
Pubblicato da
Straker
Tuesday, November 26, 2013
Nubifragio in Sardegna: un altro episodio di guerra climatica?
http://www.tankerenemy.com/2013/11/nubifragio-in-sardegna-un-altro.html
Nubifragio in Sardegna: un altro episodio di guerra climatica?
Sit eis terra levis.

Dopo che la Sardegna è stata colpita da un formidabile nubifragio, è stato adoperato e ripetuto il termine "ciclone”, nel senso di uragano, non nel significato di vortice depressionario. Sull’isola si è scatenata la furia di un vero e proprio uragano o siamo di fronte alla solita manipolazione linguistica, inconfondibile traccia della consueta manipolazione meteorologica? Ci si dimentica che un ciclone si forma solamente nella fascia oceanica compresa tra circa 30° latitudine N e 30° latitudine S, quando la temperatura dei primi cinquanta metri di oceano è di almeno di 26.5°C. L’aria, a contatto con l’oceano caldo, diventa instabile e sale, raffreddandosi per espansione. L’umidità si condensa quindi in imponenti nubi temporalesche: la differenza di temperatura tra la base e la sommità del tifone è dell’ordine di 100°C ed è in grado di scatenare venti che possono toccare i 200 chilometri all’ora. Il Mediterraneo, a differenza del Pacifico e dell’Atlantico, non è un mare dove si possono rilevare questi fenomeni estremi.

Nel caso della calamità in Sardegna possiamo ipotizzare un fenomeno artificiale? La risposta è probabilmente affermativa. Vediamo perché.
• Il ciclone si manifesta come un enorme mulinello di forma appunto circolare. Ciclone deriva dal greco “kyklòs”, che vale “cerchio”. Le immagini satellitari mostrano, però, a sud della martoriata isola una formazione a V: è un particolare su cui torneremo.
• I giorni che hanno preceduto il disastro erano stati funestati da una parossistica attività chimica: composti elettroconduttivi erano stati dispersi da aerei civili e militari. Questi composti costituiscono, per così dire, il substrato su cui si crescono le energie elettromagnetiche. E’ una falda che, soprattutto durante la notte, imprigiona il calore nella bassa atmosfera, creando un effetto serra artificiale. Di conseguenza i meccanismi di scambio termico sopra descritti, possono sfociare in manifestazioni atmosferiche di notevole veemenza.
• A sud dell’isola, le mappe satellitari mostrano un robusto corpo nuvoloso a foggia di V: è una cosiddetta V-Shaped. I meteorologi di regime, in questi ultimi tempi, si sono affrettati a classificare tale fenomeno indotto, riconducendolo a qualcosa di naturale, ancorché insolito e di fatto inspiegato. La configurazione geometrica delle V-Shaped, del tutto assenti, come le “innocue velature”, nei testi di meteorologia non contraffatti”, lascia intrevadere lo zampino dei militari. Le V-Shaped, secondo la climatologia orwelliana, sarebbero temporali autorigeneranti (sic), una specie di moto perpetuo sul mare.
• Esistono strumenti per originare nubi: sono probabilmente un’evoluzione dei Liquid Rocket Engines (J-2X e RS-25), progettati dalla N.A.S.A. o del Taurus Molecular Cloud, TMC- 65, un dispositivo sperimentato inizialmente dai russi ed impiegato poi dagli Stati Uniti per provocare la pioggia. Il TMC era stato ideato in origine per oscurare i radar.
• Le supercelle temporalesche classiche hanno la forma di incudine e si sviluppano in verticale. Casualmente questi sistemi sono sempre più rari in concomitanza con fenomeni piovosi di elevata intensità.
• E’ possibile riscaldare alcune parti dell’atmosfera con armi satellitari: alcune particelle pesanti, definite adroni, possono essere accelerate a dismisura da un’apparecchiatura ad hoc, installata su un satellite in orbita, quindi le particelle sono sparate verso la Terra. Quando gli adroni urtano con le particelle d'aria della bassa atmosfera, che è più densa, gli adroni danno origine ad un fascio di fotoni. I fotoni, in meccanica quantistica, sono le particelle vettrici del campo elettromagnetico, quindi il risultato è un potentissimo raggio di energia elettrodinamica che colpisce il pianeta. [2] Il raggio non è visibile, ma interagisce con gli apparati elettrici ed elettronici che incontra sul suo percorso, provocandone in pochi secondi il surriscaldamento e l'autocombustione o addirittura l'esplosione. Un'arma del genere ha un potenziale distruttivo abnorme: un dispositivo simile, se molto potente, potrebbe causare un black out che sarebbe poi attribuito da “scienziati” collusi con il potere e dai media di regime ad una tempesta solare. Quasi certamente questo congegno bellico è il perfezionamento di un’invenzione che si deve allo scienziato serbo, naturalizzato statunitense, Nikola Tesla. Egli chiamò la sua ferale invenzione “raggio della morte”. [3]
• Cunei di nuvole erano già stati rilevati in occasione di altre alluvioni: ad esempio, nel Golfo di Genova, quando la città e parte del Levante ligure furono investite da piogge torrenziali.
• Gli Stati Uniti dispongono di piattaforme H.A.A.R.P. mobili montate su navi: esse possono essere impiegate pressoché in ogni dove per influire sui fenomeni meteo.
Considerati questi aspetti, ci sembra improbabile che il flagello che ha devastato alcune zone Sardegna sia da ascrivere a Madre Natura: pare proprio sia stato un attacco sferrato contro una regione il cui vertice politico aveva programmato la cancellazione dell’I.V.A. con la creazione di un’area franca. E’ stato un altro episodio di guerra climatica che è recepita come tale ormai anche in una parte non irrilevante dell’opinione pubblica, quanto più i mezzi di disinformazione di massa si affannano a negarla.

[1] Il ciclone tropicale, che assume il nome di “uragano” nell’Atlantico e quello di “tifone” (dal cinese “da fon”, “grande vento”) nel Pacifico, è un fenomeno che si presenta come un vortice d’aria ad alta velocità. Si forma durante la stagione calda ed è cagionato dall’alta temperatura delle acque, dall’elevata umidità e dalla forza di Coriolis.
[2] Gli adroni sono le particelle elementari (barioni, mesoni e le rispettive antiparticelle) costituite da quark e che partecipano all’interazione forte, la forza che nel nucleo tieni uniti i neutroni ai protoni. I fotoni, che hanno la natura duplice di onde e di corpuscoli, veicolano la luce, forma di energia elettromagnetica.
[3] Alcuni ricercatori ritengono che molti pittogrammi nei campi di cereali siano creati con dispositivi satellitari.
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Dopo che la Sardegna è stata colpita da un formidabile nubifragio, è stato adoperato e ripetuto il termine "ciclone”, nel senso di uragano, non nel significato di vortice depressionario. Sull’isola si è scatenata la furia di un vero e proprio uragano o siamo di fronte alla solita manipolazione linguistica, inconfondibile traccia della consueta manipolazione meteorologica? Ci si dimentica che un ciclone si forma solamente nella fascia oceanica compresa tra circa 30° latitudine N e 30° latitudine S, quando la temperatura dei primi cinquanta metri di oceano è di almeno di 26.5°C. L’aria, a contatto con l’oceano caldo, diventa instabile e sale, raffreddandosi per espansione. L’umidità si condensa quindi in imponenti nubi temporalesche: la differenza di temperatura tra la base e la sommità del tifone è dell’ordine di 100°C ed è in grado di scatenare venti che possono toccare i 200 chilometri all’ora. Il Mediterraneo, a differenza del Pacifico e dell’Atlantico, non è un mare dove si possono rilevare questi fenomeni estremi.

Nel caso della calamità in Sardegna possiamo ipotizzare un fenomeno artificiale? La risposta è probabilmente affermativa. Vediamo perché.
• Il ciclone si manifesta come un enorme mulinello di forma appunto circolare. Ciclone deriva dal greco “kyklòs”, che vale “cerchio”. Le immagini satellitari mostrano, però, a sud della martoriata isola una formazione a V: è un particolare su cui torneremo.
• I giorni che hanno preceduto il disastro erano stati funestati da una parossistica attività chimica: composti elettroconduttivi erano stati dispersi da aerei civili e militari. Questi composti costituiscono, per così dire, il substrato su cui si crescono le energie elettromagnetiche. E’ una falda che, soprattutto durante la notte, imprigiona il calore nella bassa atmosfera, creando un effetto serra artificiale. Di conseguenza i meccanismi di scambio termico sopra descritti, possono sfociare in manifestazioni atmosferiche di notevole veemenza.
• A sud dell’isola, le mappe satellitari mostrano un robusto corpo nuvoloso a foggia di V: è una cosiddetta V-Shaped. I meteorologi di regime, in questi ultimi tempi, si sono affrettati a classificare tale fenomeno indotto, riconducendolo a qualcosa di naturale, ancorché insolito e di fatto inspiegato. La configurazione geometrica delle V-Shaped, del tutto assenti, come le “innocue velature”, nei testi di meteorologia non contraffatti”, lascia intrevadere lo zampino dei militari. Le V-Shaped, secondo la climatologia orwelliana, sarebbero temporali autorigeneranti (sic), una specie di moto perpetuo sul mare.
• Esistono strumenti per originare nubi: sono probabilmente un’evoluzione dei Liquid Rocket Engines (J-2X e RS-25), progettati dalla N.A.S.A. o del Taurus Molecular Cloud, TMC- 65, un dispositivo sperimentato inizialmente dai russi ed impiegato poi dagli Stati Uniti per provocare la pioggia. Il TMC era stato ideato in origine per oscurare i radar.
• Le supercelle temporalesche classiche hanno la forma di incudine e si sviluppano in verticale. Casualmente questi sistemi sono sempre più rari in concomitanza con fenomeni piovosi di elevata intensità.
• E’ possibile riscaldare alcune parti dell’atmosfera con armi satellitari: alcune particelle pesanti, definite adroni, possono essere accelerate a dismisura da un’apparecchiatura ad hoc, installata su un satellite in orbita, quindi le particelle sono sparate verso la Terra. Quando gli adroni urtano con le particelle d'aria della bassa atmosfera, che è più densa, gli adroni danno origine ad un fascio di fotoni. I fotoni, in meccanica quantistica, sono le particelle vettrici del campo elettromagnetico, quindi il risultato è un potentissimo raggio di energia elettrodinamica che colpisce il pianeta. [2] Il raggio non è visibile, ma interagisce con gli apparati elettrici ed elettronici che incontra sul suo percorso, provocandone in pochi secondi il surriscaldamento e l'autocombustione o addirittura l'esplosione. Un'arma del genere ha un potenziale distruttivo abnorme: un dispositivo simile, se molto potente, potrebbe causare un black out che sarebbe poi attribuito da “scienziati” collusi con il potere e dai media di regime ad una tempesta solare. Quasi certamente questo congegno bellico è il perfezionamento di un’invenzione che si deve allo scienziato serbo, naturalizzato statunitense, Nikola Tesla. Egli chiamò la sua ferale invenzione “raggio della morte”. [3]
• Cunei di nuvole erano già stati rilevati in occasione di altre alluvioni: ad esempio, nel Golfo di Genova, quando la città e parte del Levante ligure furono investite da piogge torrenziali.
• Gli Stati Uniti dispongono di piattaforme H.A.A.R.P. mobili montate su navi: esse possono essere impiegate pressoché in ogni dove per influire sui fenomeni meteo.
Considerati questi aspetti, ci sembra improbabile che il flagello che ha devastato alcune zone Sardegna sia da ascrivere a Madre Natura: pare proprio sia stato un attacco sferrato contro una regione il cui vertice politico aveva programmato la cancellazione dell’I.V.A. con la creazione di un’area franca. E’ stato un altro episodio di guerra climatica che è recepita come tale ormai anche in una parte non irrilevante dell’opinione pubblica, quanto più i mezzi di disinformazione di massa si affannano a negarla.

[1] Il ciclone tropicale, che assume il nome di “uragano” nell’Atlantico e quello di “tifone” (dal cinese “da fon”, “grande vento”) nel Pacifico, è un fenomeno che si presenta come un vortice d’aria ad alta velocità. Si forma durante la stagione calda ed è cagionato dall’alta temperatura delle acque, dall’elevata umidità e dalla forza di Coriolis.
[2] Gli adroni sono le particelle elementari (barioni, mesoni e le rispettive antiparticelle) costituite da quark e che partecipano all’interazione forte, la forza che nel nucleo tieni uniti i neutroni ai protoni. I fotoni, che hanno la natura duplice di onde e di corpuscoli, veicolano la luce, forma di energia elettromagnetica.
[3] Alcuni ricercatori ritengono che molti pittogrammi nei campi di cereali siano creati con dispositivi satellitari.
Pubblicato da
Straker
a
lunedì, novembre 25, 2013
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