L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

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Monday, July 18, 2011

Il Cyberstalking (by Markdodici)

E' roba del 2010 ma in mancanza di minchiate nuove accontentiamoci.

http://straker-61.blogspot.com/2011/07/il-cyberstalking-by-markdodici.html

Il Cyberstalking (by Markdodici)

Il Cyberstalking come mezzo di dissuasione nelle politiche di disinformazione governativa

Il Cyberstalking è l’uso di Internet per inseguire, pedinare, assediare, diffamare, minacciare, opprimere, molestare una persona, un gruppo di persone riunite in un soggetto ed è una sempre più crescente pratica in uso dai cosiddetti “disinformatori” nei confronti di coloro che definiscono con il termine dispregiativo “complottisti”.

Può comprendere la diffamazione, il costante controllo delle azioni virtuali delle persone molestate, le minacce, il furto di identità, un danno provocato a dati, pagine, siti delle persone molestate, la sollecitazione di un'attenzione che le persone molestate non vogliono concedere, la raccolta di informazioni al fine di molestare, la creazione di decine di blog dove schernire, insultare, calunniare nella più assoluta impunità.

Lo stalking è una serie continua di azioni volte a invadere la sfera sociale, professionale e personale di una vittima. Lo stalking è una forma di aggressione costante, senza pause né interruzioni, al mondo della vittima affinchè essa si senta in condizioni di costante assedio. Gli atti di aggressione vengono valutati non solo nelle singole azioni ma anche in senso cumulativo ovvero nell’insieme di conseguenze che generano nella vittima.

Lo stalking si caratterizza per malizia, premeditazione, ripetizione, ossessione, vendetta, l’assenza di uno scopo legittimo, l’azione diretta nei confronti della persona che si intende molestare, il fatto che si ignori praticamente sempre volutamente l’invito, l'avvertimento, più volte chiaramente espresso, a fermarsi, si caratterizza in ulteriori insulti e sbeffeggiamenti con metodi da bulli.

Una serie di fattori chiave individuati nel cyberstalking sono:

- La diffamazione: molti cercano di danneggiare la reputazione della loro vittima e di volgere altre persone contro di essa (o esse). Pubblicano sovente informazioni false sui loro siti web. Creano pagine web, blog, siti allo scopo di danneggiare la reputazione della o delle vittime. Denigrano e diffamano la vittima (o le vittime di un unico gruppo) su newsgroup, chat, forum, pagine facebook, social network etc. Pubblicano affermazioni false e denigratorie su pagine Web che appaiono ai più rappresentative ed affidabili quali wikipedia e altre simili. Portali in verità controllati e gestiti dagli stessi disinformatori.

- Lo stalker istiga altri a diffamare la vittima (o le vittime); molti cercano di coinvolgere terzi nella diffamazione. Essi possono rivendicare di sentirsi “danneggiati” in qualche modo dalla vittima o da persone conosciute dalla vittima o altresì dotati di investitura divina per portare a termine la loro missione di salvataggio del mondo dai “complottisti” .

- Lo stalker compie generalmente una falsa vittimizzazione per conto suo o per l’intera umanità; il cyberstalker sosterrà, al di là di ogni evidenza, che è la vittima ad avergli fatto un torto o a rappresentare una minaccia per il mondo.

- Lo stalker può servirsi dell’opzione “segnala pagina” esistente in diversi servizi di social network (youtube, facebook) per distruggere la pagina che avete attivato o farvi rimuovere un video scomodo, può clonare le vostre pagine per ridurre o rendere nulla la vostra visibilità.

- I cyberstalkers amano soddisfare la loro esigenza di vedere le proprie diffamazioni a carico delle vittime apparire nei canali di ricerca, nei forum online, nelle liste di discussione, nelle chat, nei social network, su Youtube, su Blogger. Le vittime di cyberstalking vengono letteralmente pedinate, in senso virtuale (e non), seguite passo passo in ogni azione compiuta, in ogni pagina frequentata, in ogni spazio di suo interesse. I cyberstalkers sono perennemente ossessionati nella ricerca di notizie che possano soddisfare la propria ossessione e la propria curiosità a proposito della vittima.

- I cyberstalkers solitamente non si fermano se con loro si dialoga tentando di farli ragionare, anzi potrebbero diventare più ossessivi e usare sistemi di messaggistica istantanea, mail, messaggi facebook, trackback, i referrer delle statistiche con titoli di pagine a voi dedicate che sarete spinti a vedere. I cyberstalkers tentano in tutti i modi di ottenere una risposta alle loro continue e incessanti provocazioni. Non accettano un rifiuto. Loro vogliono stabilire un contatto con voi anche se a voi non interessa.

- I cyberstalkers postano comunemente messaggi diffamatori nei confronti della vittima o delle vittime, a commento del vostro blog (nonostante la moderazione dei commenti ci proveranno ugualmente), su varie pagine web, talvolta su pagine o blog create apposta con il nome del soggetto che vittima di stalking contenente contenuto diffamatorio e offensivo.

- Quando sono stati sottoposti a procedimento penale molti stalkers hanno tentato invano di giustificare il loro comportamento immaginando fosse lecito e non punibile quell’uso di forum pubblici nella ricerca di un contatto virtuale invece che il contatto fisico e diretto con la vittima. Altri hanno tentato di difendersi facendosi scudo della libertà di opinione, di espressione e del diritto di critica che com’è ovvio alle persone non in malafede non sono caratterizzate dalla diffusione di diffamazioni, minacce pubbliche e private, molestie pubbliche e private, tese a danneggiare sensibilmente una persona o un unico soggetto collettivo.

Lo stalking, sotto qualunque forma, è da tanto tempo perseguito e punito negli Sati Uniti ed in Europa. In italia la legge sullo stalking ha ampliato questo capitolo prima vuoto dedicandolo alle molestie di qualunque genere che vengono realizzate sul piano fisico o per via telematica (attraverso internet).

Capita spesso che i cyberstalkers siano più d’uno, agiscano di comune accordo, allo scopo di perseguitarvi, intimidirvi, diffamarvi, minacciarvi, farvi violenza. In questo caso per comodità definiremo il fenomeno: squadrismo.

Lo squadrismo è un'aggressione sistematica, istigata, progettata e organizzata ai danni di qualcuno che taluni ritengono meritare la “vendetta”, la "punizione" o addirittura l’“annichilimento” dei cyberstalkers.

La natura e la provenienza dei cyberstalkers può essere varia. Ci possono essere varie deliranti ragioni per le quali un gruppo di cyberstalkers vi prende di mira.

Nel Web, luogo naturale nel quale possono insediarsi e agire questo tipo di persone, potreste trovare, per esempio, frustrati, persone mentalmente instabili, schizofrenici, megalomani, persone che nella vita reale sono delle nullità e che magari incontrate per strada, da sole, fuggono a gambe levate, ma che dietro la tastiera ed in gruppo fanno i gradassi. Il cyberstalking di gruppo si compone generalmente di uno o più leader che istigano indicando l’oggetto della diffamazione.

I componenti di un branco di cyberstalkers possono avere varie caratteristiche. Generalmente si incontrano per affinità e per condivisione di interessi e ossessioni.

La loro attitudine si esprime nella persecuzione:

- tenteranno in tutti i modi di raggiungervi con qualunque forma di comunicazione via Web connettendosi ripetutamente anche in ore notturne e coi mezzi più disparati come i cellulari di ultima generazione;

- tenteranno sempre di farvi sapere che loro esistono e stanno parlando male di voi;

- tenteranno insistentemente, ossessivamente, di farvi arrivare i loro messaggi, i loro insulti, le loro minacce, via mail, attraverso i commenti del vostro blog, nella pagina facebook che frequentate, per telefono etc.;

- parleranno di voi insultandovi;

- si produrranno in provocazioni di vario genere;

- vi diffameranno violentemente;

- esibiranno la loro aggressività accusandovi di “giustizialismo” e/o “nazismo” se reagirete e risponderete a tono, passandosi i link incriminati e/o le pagine “freezate” (altra ossessione) attraverso msn o email;

- vi aggrediranno nei luoghi virtuali che voi frequentate;

- vi intimidiranno;

- vi minacceranno in privato, uno alla volta, sempre con gli stessi argomenti;

- si incoraggeranno a vicenda a prodursi in altre molestie;

- immagineranno di essere una specie di esercito di liberazione del gruppo tal dei tali o dei salvatori del mondo dai fuffari e dai complottisti;

- vi pedineranno.

Gruppi di questo tipo conoscono l’arte del mobbing a menadito. La praticano sovente, sono bravissimi nel darsi una mano l’uno a giustificare le azioni dell’altro.

Prendiamo ad esempio “blog” come strakerenemy, un blog che a detta del suo amministratore sarebbe: “Questo blog e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano”.

Già il fatto stesso di aprire un blog per il solo scopo di schernire il libero pensiero di altre persone è qualcosa di aberrante, ma non lo è in un contesto di cyberstalkers che agiscono in branco spinti dall’unico desiderio di sfogare la propria frustrazione e la propria rabbia repressa contro qualcuno.

In questo caso quel qualcuno non sarebbero altri che quelle persone che per libero arbitrio e nel pieno del loro diritto inalienabile di esprimere il proprio libero pensiero, vanno contro gl’intoccabili dogmi della società occidentale.

Ebbene si, quelli che loro chiamano fuffari, cialtroni, complottisti (per citare gli epiteti meno offensivi), sono dei pericolosi individui da mettere a tacere, perché con le loro opinioni potrebbero minare l’intoccabile status-quo di questi elementi assuefatti al sistema.

Non sono mossi da semplice ironia, il loro è odio ed è per questo che una volta davanti ad una tastiera si trasformano in cyberstalkers furiosi ed assatanati, non si spiegherebbe altrimenti la loro ossessione che li porta a stare incollati 24 ore su 24 al pc, sul luogo di lavoro, a casa, con il cellulare, in ore notturne per dedicarsi all’insulto.

I cyber stalkers solitamente non vi danno tregua, non dovrete perciò parlare con nessuno di loro. Non dovrete prestare loro altra attenzione rispetto a quella che destinereste a qualunque infimo personaggio.

Ricordatevi che vogliono nuocervi. E’ quello che vi dicono. Non hanno alcun timore di comunicarvelo. L’unica differenza che intercorre tra il piano reale e quello virtuale è che la minaccia urlata in un dialogo a due non può essere provata se non per testimonianza della vittima. La diffamazione scritta resta scritta e costituisce una prova indiscutibile a prescindere dalla firma con cui i cyberstalkers la perpetrano.

Abbiamo dunque detto fin qui che il Web potrebbe essere popolato da soggetti di vario tipo come frustrati e persone mentalmente instabili. Non è inusuale che questi soggetti, come chiunque altro per il web, trovino piacevole frequentare luoghi di socialità nei quali troveranno persone simili a loro. Non è così inusuale che queste persone, insieme, moltiplichino per 10, 20, 30 l’azione di molestia contro una persona che forse, all’origine, era solo oggetto del persecutorio e distorto interesse di uno di loro.

Come difendersi:

- fare attenzione alla vostra privacy;

- denunciare pubblicamente quello che vi sta succedendo. Il silenzio è il miglior complice dei vostri persecutori;

- copiare, fare screenshot di tutto quello che dicono di voi e raccoglierlo in ordine progressivo;

- registrare data, ora, luogo virtuale, e la descrizione delle calunnie e delle diffamazioni;

- non abbandonate quella che ritenete "casa vostra" (in questo caso quella virtuale) perché i cyberstalkers l’hanno invasa con la loro presenza. Sono loro che devono andarsene perché no vuol dire no e se restano in un luogo in cui non sono graditi è stalking;

- in casi estremi raccogliere tutto il materiale che avete, trovare un buon avvocato, presentare una denuncia.

- ricordate che è più che possibile presentare una denuncia per più soggetti con l’accusa di cyberstalking. Se tutti agiscono in accordo nel denigrarvi, diffamarvi, perseguitarvi, si tratta di stalking.

Tenete bene a mente, ripetiamo, che il web è come la vita reale. Nessuno può imporvi la sua presenza. Nessuno può obbligarvi ad un “dialogo” che voi non volete. Nessuno può obbligarvi ad ascoltare e a parlare con qualcuno con cui non berreste mai neppure una tazza di caffè sullo stesso bancone del bar. Nessuno può diffamarvi e nessuno può fare quello che non potrebbe fare nella vita reale. Sebbene per la vita reale potreste ottenere una diffida, un ordine di allontanamento dai luoghi che frequentate e per il web tutto ciò diventa più difficile, comunque vale esattamente lo stesso principio e se voi percepite di essere molestati e perseguitati non dovete passarci sopra solo perché la questione non riguarda il piano fisico. Anzi va chiarito che tutto quello che gli stalkers compiono sul web riguarda comunque la vostra vita, sul piano fisico e morale, perché l'insulto e la diffamazione, specie se commessi in pubblico ed in accordo con altri complici... di un branco, sono un'istigazione alla violenza, all'insulto, al dileggio, alla denigrazione e alla mortificazione della vostra persona. Vi riguarda sempre perché tutte le volte che gli stalkers sono riusciti a suscitare la vostra rabbia, indignazione, umiliazione, ansia, paura, hanno comunque coinvolto voi, la vostra giornata e la giornata dei vostri familiari, quelli che vivono con voi e sono comunque inficiati dai deleteri effetti che provoca il suo comportamento.

Gli stalkers vanno denunciati e devono capire che voi non siete complici dell’abuso che loro stanno perpetrando.


Fonte: laserpe66-deus-ex-machina

Friday, October 15, 2010

Randazzate vintage - LE FALSE DISPUTE - Controllori all’attacco dei controllati (di Antonella Randazzo)

http://www.tankerenemy.com/2009/04/le-false-dispute-controllori-allattacco.html

LE FALSE DISPUTE - Controllori all’attacco dei controllati (di Antonella Randazzo)

Più volte ho avuto modo di sostenere che la Rete Internet non è quel paradiso di libertà e di costruttività che alcuni pensano. Tuttavia, sul Web è possibile trovare argomenti non trattati o mistificati nei media di massa, e dunque si può ritenere che alcuni blog o siti possano fungere da canali pioneristici atti a stimolare un certo grado di consapevolezza ormai impossibile da avere, se ci si rapporta soltanto ai mass media. Per questo motivo, stanno aumentando i personaggi che vengono incaricati dal regime di “vegliare” a che questi siti possano essere disturbati, limitati nelle loro risorse oppure, se possibile, sabotati.

Chi ha interesse affinché si limiti o si impedisca una certa presa di coscienza della realtà sa che non può più impedire del tutto che certe tematiche, come il signoraggio, le scie chimiche, la verità sull’11 settembre o sul controllo mentale, vengano a galla in diversi siti o blog, e che dunque una certa quantità di persone presti attenzione a tali argomenti. Tuttavia, sa anche che è possibile diminuire la portata di queste argomentazioni usando diverse strategie.

Queste strategie comprendono tattiche per deviare l’attenzione, limitare la trattazione, porre riflettori su aspetti irrisori del problema, deridere chi ne discute o chi cerca di divulgare contenuti perniciosi allo status quo del sistema e porre i dialoghi ad un livello assai più basso rispetto a quello che potrebbe essere senza tali ingerenze.

Talvolta ci si può chiedere come mai questi personaggi operino all’interno di blog che hanno molti lettori già fidelizzati, che dunque difficilmente saranno convinti dalle loro sterili argomentazioni. Peraltro, operando in questi siti, i debunkers rischiano di essere smascherati e insultati. Pericolo che essi corrono volentieri dato che operano nell’anonimato e spesso con diversi nick.
Ad esempio, in un blog (
http://paolofranceschetti.blogspot.com/) dove si pubblicizza un convegno su diversi argomenti “proibiti” (scie chimiche, massoneria e democrazia diretta) si leggono post che ricalcano le tecniche usuali dei controllori incaricati di attaccare i controllati.

Lo scopo principale è quello di dirottare l’attenzione sugli stessi debunkers, impedendo che si discuta il tema in questione e che emerga la portata di esso. Altri scopi sono: attacchi personali a persone “pericolose”, portare la discussione a livelli molto bassi, impedendo che si discuta dei problemi veri e che si inoltrino post di vera informazione.

Il post tipico dell’attacco personale ad esempio è: “Se non sono paranoidi non li vogliamo”, come se si dovesse dare per scontato che tutto quello che queste persone dicono è da rigettare e che le argomentazioni di queste persone dipendano dal loro grado di squilibrio mentale.

Altre allusioni usate abitualmente dalle persone che operano al soldo del sistema, contro gli autori indipendenti, sono: hanno atteggiamenti ossessivi, sono incapaci di equilibrio psichico, sono poco svegli, sono fissati sulle questioni che trattano, sono convinti di essere importanti, trattano questioni ridicole, non hanno prove a sostegno di ciò che dicono, sono persone “autoreferenziali”, etc.

Si vuole far passare il messaggio della creduloneria, del protagonismo, dello squilibrio mentale o della limitazione intellettiva che indurrebbe a credere a cose del tutto inesistenti. C'è l'idea che chi osa uscire dal gregge diventi automaticamente una persona inaffidabile, ingenua e pronta a credere a qualsiasi cosa. Come se non fosse proprio il sistema a far credere in cose irrazionali e assurde.

Come è stato fatto notare, i debunkers tendono ad assumere gli stessi atteggiamenti di personaggi come Piero Angela, che amano apparire concreti, scettici verso ciò che non è provato, che non è “scientifico” e tutti quelli che non aderiscono a questo modo di essere devono apparire perlomeno disturbati, osando sfidare i dogmi della divina scienza ufficiale o delle comuni credenze avallate dal sistema. Rifiutando tali dettami si dovrebbe per forza diventare ridicoli. Ad esempio il seguente post dice: “Francesco, io preoccupato per le scie? :-)
non direi proprio, io rido delle scie e di chi crede che siano chimiche... se credi che lo siano rido anche di te :-) che fai come il clown da circo [zret], ti piace farti ridere dietro? ;-)... mi sto solo divertendo a prendervi per il culo, con voi credenti nelle scie chimiche non si puo fare altro".(1)

L’idea fondamentale è che non possa esistere libertà di credere a quello che si vuole, ma che credere in alcune realtà, anche quando sono del tutto empiriche, debba esporre al ridicolo quando tali realtà non hanno il privilegio di essere avallate dal sistema. In altre parole, l’attuale sistema decide, attraverso la scienza ufficiale e attraverso ciò che i media divulgano (e nel modo in cui li divulgano), ciò che è ridicolo e ciò che non lo è, ciò che è equilibrato pensare e ciò che è paranoico.

Si tratta di una sfida che mira a mettere in guardia dal fatto che se si fuoriesce dai dettami di regime si diventa automaticamente ridicoli o paranoici. Anche quando ci sono prove a sostegno di ciò che si dice, si fa passare l’idea che non ce ne siano affatto, se il sistema così decide.

Ad esempio, nella trasmissione "Voyager", andata in onda su Rai Due il 19 marzo 2008, si parlò delle scie chimiche, come si trattasse di un mistero, e non si potesse o dovesse rendere conto agli aerei statunitensi che le creano. Come se non vi fosse un potere militare che sorveglia i cieli e documenta tutto ciò che avviene, permettendo agli aerei in questione di spargere sostanze chimiche. Si tratta di un argomento che viene ammantato di dubbi e misteri, e spacciato come una "bufala di Internet". In realtà, anche il filmato di propaganda trasmesso su Voyager ammetteva che tali aerei diffondono sostanze tossiche come alluminio o bario, ma si curava di rassicurare dicendo che le autorità dell'Aeronautica preposte vegliano per la "sicurezza". Ma se così fosse, perché mai permetterebbero tale scempio chimico?

E' evidente che la trasmissione mirava a far accettare il fatto, facendo capire che ci sarebbero motivi di controllo del clima per motivi bellici. Ma non veniva spiegato come mai tale fenomeno è così diffuso in Italia, che è un paese ufficialmente non in guerra. Voyager cercava di rassicurare facendo credere di informare, mentre in realtà stava relegando il fatto nel novero dei "misteri", e così facendo occultava il fatto che le nostre autorità non chiedono conto alle autorità statunitensi del fenomeno. Molte persone, di diverse città italiane, hanno telefonato all'Aeronautica per chiedere conto di ciò che stava accadendo, ricevendo risposte vaghe quando non offensive della loro intelligenza. Sta di fatto che anche di fronte a pericoli per la salute dei cittadini le autorità italiane si sottomettono a quelle statunitensi, come se il paese fosse una colonia. A nessuna autorità statunitense viene chiesta alcuna spiegazione, e la trasmissione Voyager mirava a far apparire ciò come "normale". Si offriva un servizio in cui non si davano spiegazioni chiare e razionali, su un fenomeno assai grave provocato da autorità straniere. I presupposti propagandistici impliciti nel documento trasmesso da Voyager erano: C'è un fenomeno visto da molti, ma esso non è chiaro, e chi lo crea non ha nessun dovere di chiarirlo; non c'è da preoccuparsi (anche se vengono gettate sostanze nocive) perché le autorità ci proteggono (anche se non rispondono adeguatamente alle richieste di informazioni dei cittadini); possono esistere fatti che le autorità non sono tenute a spiegare con chiarezza, che sono "segreti". Questo deve essere accettato quando riguarda il settore militare (anche se avviene in tempo di pace); Di fatto gli U.S.A. hanno potere sul nostro paese e lo trattano come fosse una colonia, potendo fare ciò che vogliono senza subire alcun limite dalle autorità italiane.

Questo è soltanto un esempio di come si cerca di rendere misteriosi fatti del tutto razionali ed empirici.

Diversi soggetti al soldo del regime, partendo dal presupposto che chi si oppone al sistema abbia per forza qualche rotella fuori posto, si atteggiano a persone sagge, sensate, e persino in grado di mettere una parola giusta per realizzare quell’equilibrio che si presuppone manchi nei blog indipendenti. Ad esempio, uno di essi scrive: “Comunque, io aspetto sempre questi famosi ‘riscontri reali’” (riferendosi alle scie chimiche).

Si fa credere che chi sostiene cose che potrebbero minare lo status quo è sprovveduto a tal punto da accettare argomentazioni non sostenute dai fatti, e invece gli altri sarebbero concreti e avveduti.

Un altro metodo è quello di accusare chi denuncia le magagne del sistema delle stesse cose che egli denuncia: ad esempio se parla di scie chimiche egli sarà accusato di intralciare il lavoro di chi vuol far luce davvero sul fenomeno. Uno di questi post dice: “D'altronde, paranoia per paranoia, io posso dire che è invece Straker (nick di una persona che si occupa del problema delle scie chimiche) l'infiltrato che, con le sue sparate imbarazzanti, getta discredito sul lavoro di chi realmente indaga sulla questione. E' solo questione di punti di vista”.

Facendo credere che si tratti di “punti di vista” piuttosto che di tentativi di invertire i termini per far apparire l’opposto di ciò che è, si vuole assumere il tono saccente di chi è capace di assumere un punto di vista più esteso e obiettivo.

L’attacco volto a far sembrare chi denuncia i crimini come un egocentrico si può capire da post come questi:

La favoletta delle scie chimiche è meglio di un libro di Clive Cussler. Con Staker nel ruolo del salvatore del mondo. Fantastico!

L’accusa di protagonismo, in una società che alimenta in modo spropositato protagonismo e egocentrismo risulta azzeccata perché in effetti molte persone ormai vedono nel mettersi in mostra (vedi “Grande Fratello”) un modo di esistere. Si mira a far passare in secondo piano che essere davvero egocentrici non vuol dire denunciare determinate realtà inquietanti, dato che in tal caso si rischiano più strali che facili consensi.

Paradossalmente, chi cerca di uscire dalla morsa di un sistema nazifascista si trova a dover essere accusato di avere quegli stessi difetti prodotti dal sistema, poiché essi, essendo comuni, sono assai credibili e può sfuggire il paradosso a chi, non fuoriuscendo dalla logica di massificazione mediatica, non si accorge che di tecniche di manipolazione si tratta.

Un altro atteggiamento saccente e saggio è quello che mira a mettere tutti sullo stesso piano: chi denuncia i crimini e chi difende (pagato) il sistema, facendo credere che in realtà chi cerca di uscire dal sistema non può davvero riuscirvi. Si tratta di un messaggio più potente di quello che si crede, dovendo tristemente appurare che moltissime persone che comprendono diverse verità mistificate dai regimi poi si sentono impotenti o pessimiste, svalutando la portata reale della consapevolezza acquisita. Dunque, mettendo tutti sullo stesso piano si vuole far passare il messaggio: “tanto non cambia nulla e non è detto che far emergere certe verità determini una reale differenza fra chi sa e chi non sa”.

Ad esempio leggiamo i seguenti post:

(post 1) “Vedi Paolo (Franceschetti), stiamo assistendo al classico dibattito tra persone con atteggiamenti paranoici (non che lo siano del tutto, ma ogni tanto gli scappa): Qualcuno dice: 'Ma queste scie degli aerei non sono come quelle solite, hanno un comportamento strano. Sono chimiche, artificiali, non semplice acqua cristallizzata'. Arriva Straker: 'Sono un progetto segreto per farci diventare androidi'. Arriva il debunker: 'Straker dice una cazzata, quindi il problema non esiste'. Gente come Straker ha atteggiamenti paranoidi perché è ossessionata dal megacomplotto (di chiara matrice escatologico-hollywoodiana). I debunker invece è ossessionato dalla presenza di gente come Straker, che ritiene una minaccia per tutta l'umanità. Entrambi si sentono investiti di un compito superno, quello di salvare il mondo a colpi di tastiera: l'uno di salvarlo dal megacomplotto apocalittico, l'altro dalle orde di Straker e Mazzucchi che abbindolano tutta l'umanità (tranne loro stessi) per raccogliere miliardi di euro. Vista da fuori, è una situazione ridicola. Se non fosse che l'ossessione di questi personaggi fa loro monopolizzare la discussione, cosicché qualunque persona normale se ne cava al più presto, non avendo nessuna voglia di partecipare al teatrino (e magari passare per uno dei pazzi). E questo succede per quasi tutti gli argomenti (per esempio il problema delle banche, che viene spiegato con la burla del signoraggio). E adesso prego, che ricomincino gli insulti.”

(post 2) “Continuo la mia disamina facendo notare come complottisti e debunker si comportino in maniera assolutamente identica, solo che speculare. Perdono ore e ore a seguire il proprio blog e quelli "nemici", si accusano di lavorare per soldi (del governo o dei gonzi), si accusano di spargere nomi e indirizzi (come se ci volesse chissà cosa: se uno dice di essere Tizio di Mondovì, basta andare al municipio di Mondovì e leggere le liste elettorali), si accusano di millantare professioni mai svolte, si accusano di non capire niente della scienza, quella vera. Un patetico teatrino dell'assurdo. E qui ne abbiamo una dimostrazione”.

(post 3) “Infatti se non te ne sei reso conto, il mio discorso coinvolge entrambi gli schieramenti. Hanno entrambi atteggiamenti ossessivi e paranoidi, soltanto che rivolti a oggetti diversi. Ovviamente questo non rende una parte particolarmente migliore dell'altra”.

Questi post mirano a raggiungere diversi risultati: mettere tutti sullo stesso piano, trattare tutti da persone disturbate (paranoidi), far apparire chi scrive come saggio e al di sopra di tutti, e aprire un'altra serie di post che concentrano l’attenzione sull’argomentazione del debunker piuttosto che sul tema in questione (“che ricomincino gli insulti”).

Nonostante l’assurdità dei commenti “pagati”, i lettori autentici di questi siti sono indotti a rispondere a questi post, seppure con toni di riprovazione o intimando di rinunciare a continuare a cercare di fomentare ostilità o scetticismo. In ogni caso i debunker hanno raggiunto il loro scopo: catturare attenzione, attirare critiche e impedire uno svolgimento più costruttivo della discussione.
Qualche lettore consiglia di estromettere questi personaggi cestinando i loro post:

PARACELSO, NICO, FEDERICO, GG, ESSSSE, BIGREDCAT, ILPEYOTE, M.S. (Ci manca solo M.D.D. e siamo al completo) andate a farvi un giro e piantatela di trollare in questo sito chè tanto nessuno vi vuole. E' inutile, sappiamo chi siete e che ci state a fare qui, siete persone sgradite e qui vi si dà il credito che meritate. Zero. Ha ragione Gennaro : qua abbiamo sviluppato gli anticorpi e vi sgamiamo sempre e comunque. Mi rivolgo a Paolo: capisco la politica del non censurare nulla, ma in questo caso mi sembra controproducente non dare una ripulita da queste zecche”.

Ma altri ritengono lecito discutere anche di queste ingerenze di bassa lega:

"Se diciamo fesserie perché filtrarle? Sarebbe facile dimostrare che sono fesserie, no? Invece censura a priori, toglie libertà di parola a chi non è d'accordo con lui (o almeno ci prova, come si può vedere qui), minaccia ed accusa. E fa passare i commenti incensatori. Ho come idea che abbia il culto della personalità... La propria, ovviamente”.(2)

Altri mettono in evidenza l’inutilità di questi interventi “mirati”:

Gatti rossi e paracessi vi state soltanto arrampicando sugli specchi!!!
la vostra guerra di disinformazione e persa in partenza perchè le bugie hanno le zampe corte!
”.

Per concludere, si può sostenere con un certo margine di ragionevolezza che i metodi involuti e massificanti dell’attuale sistema vengono utilizzati anche in rete, allo scopo di attutire l’impatto che certe verità possono avere sui lettori, e soprattutto per produrre effetti limitanti, condizionanti e manipolanti, sapendo che non molti si accorgeranno di ciò e quasi tutti saranno comunque indotti a dare peso a queste ingerenze.

Lo scopo principale di tutto ciò è quello di difendere lo status quo e di continuare a controllare anche chi ha ben compreso l’esistenza di tale controllo e cerca di allontanarsi dalle maglie di un sistema dittatoriale che tutto vuol plasmare a sua immagine e somiglianza.


NOTE:

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Fonte:
NUOVA ENERGIA

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Tuesday, December 15, 2009

Michele Galloni: non idoneo

http://complottisti.blogspot.com/2009/12/michele-galloni-non-idoneo.html

Michele Galloni: non idoneo

Scoperte cose interessanti sul sito dell'A.R.P.A.V. in relazione al disinformatore Hanmar, al secolo Michele Galloni (C.I.C.A.P.):

A luglio:

MICHELE GALLONI risulta IDONEO alla:

SELEZIONE PUBBLICA PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA DI TIPO “JUNIOR” IN TEMA DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI. APPROVATO CON DDG N. 372 DEL 10/07/2009.

A Settembre:

Collaborazioni esterne e consulenze

GALLONI MICHELE

CONFERIMENTO INCARICO DI COLLABORAZIONE CORDINATA E CONTINUATIVA PRESSO IL DIPARTIMENTO PROVINCIALE DI TREVISO
9 MESI 13.500,00 n.524 del 29/09/2009 (CO.CO.CO. tipo Junior) ^_^


Curioso... risulta che, un mese dopo il conferimento dell'incarico, prova già il:

Concorso pubblico per n. 1 posto di Coadiutore Amministrativo Esperto, cat. B – livello economico Super (Bs), a tempo pieno ed indeterminato.

Esito della prova ORALE, svolta il giorno 29/10 2009: GALLONI MICHELE 28/50 NON IDONEO. Il documento pdf è stato già fatto sparire dalla Rete e se ne trovano tracce solo su Google.

Divertente, no? Un esperto di analisi di campioni d'acqua, provocatore del C.I.C.A.P., COCOCO tipo Junior, che si spaccia per esperto di tutto e che si fa bocciare ad una prova orale. Avesse studiato di più, anziché scrivere corbellerie ed insulti sul suo blog spazzatura e non solo...

Saturday, November 1, 2008

Ecco come i contribuenti finanziano la disinformazione

Arriva o'professore e fa un bel copia-incolla

"Deontologia" dei disinformatori


E' risaputa la strategia dei disinformatori che annovera le seguenti fasi:

- il ridimensionamento strettamente imparentato con la negazione delle verità sgradite al sistema;
- la ridicolizzazione dei ricercatori che essi considerano veri e propri avversari;
- la diffusione di calunnie;
- le vie legali;
- le minacce;
- ...

E' evidente che, in questa climax di azioni, il cui unico fine è l'affossamento di ogni ricerca davvero indipendente, la censura della verità, la neutralizzazione del dissenso, questi personaggi non denotano alcuna competenza culturale: è infatti sufficiente leggere un campione dei loro testi per comprendere che sono soltanto in grado di esibirsi in un'ironia dozzinale e stucchevole, tra volontarie distorsioni dei dati scientifici, insulti e corbellerie.

Conoscono solo l'argomento ad personam, nel tentativo di delegittimare i loro "nemici"; nascondono inoltre il loro complesso d'inferiorità e le loro frustrazioni dietro atteggiamenti spocchiosi ed arroganti. Simili a parassiti, riescono ad abborracciare qualche articolo, solo con una spigolatura di nozioncine da qualche manuale o riprendendo gli studi che si impegnano a “confutare”, accozzando fanfaluche ed informazioni pseudo-empiriche.

Tutto ciò è arcinoto, ma non sarebbe poi così grave, se i disinformatori fossero solo dei grafomani, dei perdigiorno. La loro azione diventa, infatti, inquietante, non appena si ricorda che costoro rivestono in non pochi casi, ruoli istituzionali di rilievo: non sono quasi mai dei semplici travet, ma funzionari, docenti universitari, dirigenti, tecnici… che per giunta, in quanto tali, promettono di rispettare la Costituzione italiana. Essi, invece, de iure e de facto, la calpestano. Privi dunque di qualsiasi deontologia, come possiamo attenderci che questi scribacchini, rivelino un senso etico e siano animati dalla fede in ideali o che si impegnino in ricerche serie?

E' vero che, in perfetta consonanza con la distopia orwelliana, il Ministero della "salute", ad esempio, tende a privilegiare la diffusione delle malattie piuttosto che a tutelare il benessere dei cittadini, ma che tali figuri ignorino del tutto il dettato costituzionale, adeguandosi ad un sistema paradossale ed invertito, suscita, non certo sorpresa, ma indignazione.

E' l'indignazione che dovrebbe indurre tutti i cittadini a chiedere le dimissioni di generali, ministri, assessori, sindaci etc. responsabili a vario titolo dello scempio chimico-biologico: purtroppo viviamo in un mondo al contrario, in cui l’ingiuria è verità, l'ignoranza insegna e l'ipocrisia si ammanta di bontà e di virtù. Ciò non toglie che la corruzione e la collusione di queste persone che coprono delitti contro la salute e contro l'ambiente, debbano essere denunciate.

A questi “esperti” si addice perfettamente il detto latino Mel in ore, verba lactis, fel in corde, fraus in factis, ossia “Miele sulla bocca, parole di latte, veleno nel cuore, frode nei fatti”.


Fonte:
TankerEnemy.com



A chemtrail low altitude action from Tanker Enemy on Vimeo.
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Thursday, October 30, 2008

"Deontologia" dei disinformatori


E' risaputa la strategia dei disinformatori che annovera le seguenti fasi:

- il ridimensionamento strettamente imparentato con la negazione delle verità sgradite al sistema;
- la ridicolizzazione dei ricercatori che essi considerano veri e propri avversari;
- la diffusione di calunnie;
- le vie legali;
- le minacce;
- ...

E' evidente che, in questa climax di azioni, il cui unico fine è l'affossamento di ogni ricerca davvero indipendente, la censura della verità, la neutralizzazione del dissenso, questi personaggi non denotano alcuna competenza culturale (a differenza d'o'comandante che e' cosi' culturalmente competente da assegnarsi delle lauree ad honorem da solo...): è infatti sufficiente leggere un campione dei loro testi per comprendere che sono soltanto in grado di esibirsi in un'ironia dozzinale e stucchevole, tra volontarie distorsioni dei dati scientifici, insulti e corbellerie.

Conoscono solo l'argomento ad personam, nel tentativo di delegittimare i loro "nemici"; nascondono inoltre il loro complesso d'inferiorità e le loro frustrazioni dietro atteggiamenti spocchiosi ed arroganti. Simili a parassiti, riescono ad abborracciare qualche articolo, solo con una spigolatura di nozioncine da qualche manuale o riprendendo gli studi che si impegnano a “confutare”, accozzando fanfaluche ed informazioni pseudo-empiriche.

Tutto ciò è arcinoto, ma non sarebbe poi così grave, se i disinformatori fossero solo dei grafomani, dei perdigiorno. La loro azione diventa, infatti, inquietante, non appena si ricorda che costoro rivestono in non pochi casi, ruoli istituzionali di rilievo: non sono quasi mai dei semplici travet, ma funzionari, docenti universitari, dirigenti, tecnici… che per giunta, in quanto tali, promettono di rispettare la Costituzione italiana. Essi, invece, de iure e de facto, la calpestano. Privi dunque di qualsiasi deontologia, come possiamo attenderci che questi scribacchini, rivelino un senso etico e siano animati dalla fede in ideali o che si impegnino in ricerche serie?

E' vero che, in perfetta consonanza con la distopia orwelliana, il Ministero della "salute", ad esempio, tende a privilegiare la diffusione delle malattie piuttosto che a tutelare il benessere dei cittadini, ma che tali figuri ignorino del tutto il dettato costituzionale, adeguandosi ad un sistema paradossale ed invertito, suscita, non certo sorpresa, ma indignazione.

E' l'indignazione che dovrebbe indurre tutti i cittadini a chiedere le dimissioni di generali, ministri, assessori, sindaci etc. responsabili a vario titolo dello scempio chimico-biologico: purtroppo viviamo in un mondo al contrario, in cui l’ingiuria è verità, l'ignoranza insegna e l'ipocrisia si ammanta di bontà e di virtù. Ciò non toglie che la corruzione e la collusione di queste persone che coprono delitti contro la salute e contro l'ambiente, debbano essere denunciate.

A questi “esperti” si addice perfettamente il detto latino Mel in ore, verba lactis, fel in corde, fraus in factis, ossia “Miele sulla bocca, parole di latte, veleno nel cuore, frode nei fatti”.