L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

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Monday, July 18, 2011

Il Cyberstalking (by Markdodici)

E' roba del 2010 ma in mancanza di minchiate nuove accontentiamoci.

http://straker-61.blogspot.com/2011/07/il-cyberstalking-by-markdodici.html

Il Cyberstalking (by Markdodici)

Il Cyberstalking come mezzo di dissuasione nelle politiche di disinformazione governativa

Il Cyberstalking è l’uso di Internet per inseguire, pedinare, assediare, diffamare, minacciare, opprimere, molestare una persona, un gruppo di persone riunite in un soggetto ed è una sempre più crescente pratica in uso dai cosiddetti “disinformatori” nei confronti di coloro che definiscono con il termine dispregiativo “complottisti”.

Può comprendere la diffamazione, il costante controllo delle azioni virtuali delle persone molestate, le minacce, il furto di identità, un danno provocato a dati, pagine, siti delle persone molestate, la sollecitazione di un'attenzione che le persone molestate non vogliono concedere, la raccolta di informazioni al fine di molestare, la creazione di decine di blog dove schernire, insultare, calunniare nella più assoluta impunità.

Lo stalking è una serie continua di azioni volte a invadere la sfera sociale, professionale e personale di una vittima. Lo stalking è una forma di aggressione costante, senza pause né interruzioni, al mondo della vittima affinchè essa si senta in condizioni di costante assedio. Gli atti di aggressione vengono valutati non solo nelle singole azioni ma anche in senso cumulativo ovvero nell’insieme di conseguenze che generano nella vittima.

Lo stalking si caratterizza per malizia, premeditazione, ripetizione, ossessione, vendetta, l’assenza di uno scopo legittimo, l’azione diretta nei confronti della persona che si intende molestare, il fatto che si ignori praticamente sempre volutamente l’invito, l'avvertimento, più volte chiaramente espresso, a fermarsi, si caratterizza in ulteriori insulti e sbeffeggiamenti con metodi da bulli.

Una serie di fattori chiave individuati nel cyberstalking sono:

- La diffamazione: molti cercano di danneggiare la reputazione della loro vittima e di volgere altre persone contro di essa (o esse). Pubblicano sovente informazioni false sui loro siti web. Creano pagine web, blog, siti allo scopo di danneggiare la reputazione della o delle vittime. Denigrano e diffamano la vittima (o le vittime di un unico gruppo) su newsgroup, chat, forum, pagine facebook, social network etc. Pubblicano affermazioni false e denigratorie su pagine Web che appaiono ai più rappresentative ed affidabili quali wikipedia e altre simili. Portali in verità controllati e gestiti dagli stessi disinformatori.

- Lo stalker istiga altri a diffamare la vittima (o le vittime); molti cercano di coinvolgere terzi nella diffamazione. Essi possono rivendicare di sentirsi “danneggiati” in qualche modo dalla vittima o da persone conosciute dalla vittima o altresì dotati di investitura divina per portare a termine la loro missione di salvataggio del mondo dai “complottisti” .

- Lo stalker compie generalmente una falsa vittimizzazione per conto suo o per l’intera umanità; il cyberstalker sosterrà, al di là di ogni evidenza, che è la vittima ad avergli fatto un torto o a rappresentare una minaccia per il mondo.

- Lo stalker può servirsi dell’opzione “segnala pagina” esistente in diversi servizi di social network (youtube, facebook) per distruggere la pagina che avete attivato o farvi rimuovere un video scomodo, può clonare le vostre pagine per ridurre o rendere nulla la vostra visibilità.

- I cyberstalkers amano soddisfare la loro esigenza di vedere le proprie diffamazioni a carico delle vittime apparire nei canali di ricerca, nei forum online, nelle liste di discussione, nelle chat, nei social network, su Youtube, su Blogger. Le vittime di cyberstalking vengono letteralmente pedinate, in senso virtuale (e non), seguite passo passo in ogni azione compiuta, in ogni pagina frequentata, in ogni spazio di suo interesse. I cyberstalkers sono perennemente ossessionati nella ricerca di notizie che possano soddisfare la propria ossessione e la propria curiosità a proposito della vittima.

- I cyberstalkers solitamente non si fermano se con loro si dialoga tentando di farli ragionare, anzi potrebbero diventare più ossessivi e usare sistemi di messaggistica istantanea, mail, messaggi facebook, trackback, i referrer delle statistiche con titoli di pagine a voi dedicate che sarete spinti a vedere. I cyberstalkers tentano in tutti i modi di ottenere una risposta alle loro continue e incessanti provocazioni. Non accettano un rifiuto. Loro vogliono stabilire un contatto con voi anche se a voi non interessa.

- I cyberstalkers postano comunemente messaggi diffamatori nei confronti della vittima o delle vittime, a commento del vostro blog (nonostante la moderazione dei commenti ci proveranno ugualmente), su varie pagine web, talvolta su pagine o blog create apposta con il nome del soggetto che vittima di stalking contenente contenuto diffamatorio e offensivo.

- Quando sono stati sottoposti a procedimento penale molti stalkers hanno tentato invano di giustificare il loro comportamento immaginando fosse lecito e non punibile quell’uso di forum pubblici nella ricerca di un contatto virtuale invece che il contatto fisico e diretto con la vittima. Altri hanno tentato di difendersi facendosi scudo della libertà di opinione, di espressione e del diritto di critica che com’è ovvio alle persone non in malafede non sono caratterizzate dalla diffusione di diffamazioni, minacce pubbliche e private, molestie pubbliche e private, tese a danneggiare sensibilmente una persona o un unico soggetto collettivo.

Lo stalking, sotto qualunque forma, è da tanto tempo perseguito e punito negli Sati Uniti ed in Europa. In italia la legge sullo stalking ha ampliato questo capitolo prima vuoto dedicandolo alle molestie di qualunque genere che vengono realizzate sul piano fisico o per via telematica (attraverso internet).

Capita spesso che i cyberstalkers siano più d’uno, agiscano di comune accordo, allo scopo di perseguitarvi, intimidirvi, diffamarvi, minacciarvi, farvi violenza. In questo caso per comodità definiremo il fenomeno: squadrismo.

Lo squadrismo è un'aggressione sistematica, istigata, progettata e organizzata ai danni di qualcuno che taluni ritengono meritare la “vendetta”, la "punizione" o addirittura l’“annichilimento” dei cyberstalkers.

La natura e la provenienza dei cyberstalkers può essere varia. Ci possono essere varie deliranti ragioni per le quali un gruppo di cyberstalkers vi prende di mira.

Nel Web, luogo naturale nel quale possono insediarsi e agire questo tipo di persone, potreste trovare, per esempio, frustrati, persone mentalmente instabili, schizofrenici, megalomani, persone che nella vita reale sono delle nullità e che magari incontrate per strada, da sole, fuggono a gambe levate, ma che dietro la tastiera ed in gruppo fanno i gradassi. Il cyberstalking di gruppo si compone generalmente di uno o più leader che istigano indicando l’oggetto della diffamazione.

I componenti di un branco di cyberstalkers possono avere varie caratteristiche. Generalmente si incontrano per affinità e per condivisione di interessi e ossessioni.

La loro attitudine si esprime nella persecuzione:

- tenteranno in tutti i modi di raggiungervi con qualunque forma di comunicazione via Web connettendosi ripetutamente anche in ore notturne e coi mezzi più disparati come i cellulari di ultima generazione;

- tenteranno sempre di farvi sapere che loro esistono e stanno parlando male di voi;

- tenteranno insistentemente, ossessivamente, di farvi arrivare i loro messaggi, i loro insulti, le loro minacce, via mail, attraverso i commenti del vostro blog, nella pagina facebook che frequentate, per telefono etc.;

- parleranno di voi insultandovi;

- si produrranno in provocazioni di vario genere;

- vi diffameranno violentemente;

- esibiranno la loro aggressività accusandovi di “giustizialismo” e/o “nazismo” se reagirete e risponderete a tono, passandosi i link incriminati e/o le pagine “freezate” (altra ossessione) attraverso msn o email;

- vi aggrediranno nei luoghi virtuali che voi frequentate;

- vi intimidiranno;

- vi minacceranno in privato, uno alla volta, sempre con gli stessi argomenti;

- si incoraggeranno a vicenda a prodursi in altre molestie;

- immagineranno di essere una specie di esercito di liberazione del gruppo tal dei tali o dei salvatori del mondo dai fuffari e dai complottisti;

- vi pedineranno.

Gruppi di questo tipo conoscono l’arte del mobbing a menadito. La praticano sovente, sono bravissimi nel darsi una mano l’uno a giustificare le azioni dell’altro.

Prendiamo ad esempio “blog” come strakerenemy, un blog che a detta del suo amministratore sarebbe: “Questo blog e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano”.

Già il fatto stesso di aprire un blog per il solo scopo di schernire il libero pensiero di altre persone è qualcosa di aberrante, ma non lo è in un contesto di cyberstalkers che agiscono in branco spinti dall’unico desiderio di sfogare la propria frustrazione e la propria rabbia repressa contro qualcuno.

In questo caso quel qualcuno non sarebbero altri che quelle persone che per libero arbitrio e nel pieno del loro diritto inalienabile di esprimere il proprio libero pensiero, vanno contro gl’intoccabili dogmi della società occidentale.

Ebbene si, quelli che loro chiamano fuffari, cialtroni, complottisti (per citare gli epiteti meno offensivi), sono dei pericolosi individui da mettere a tacere, perché con le loro opinioni potrebbero minare l’intoccabile status-quo di questi elementi assuefatti al sistema.

Non sono mossi da semplice ironia, il loro è odio ed è per questo che una volta davanti ad una tastiera si trasformano in cyberstalkers furiosi ed assatanati, non si spiegherebbe altrimenti la loro ossessione che li porta a stare incollati 24 ore su 24 al pc, sul luogo di lavoro, a casa, con il cellulare, in ore notturne per dedicarsi all’insulto.

I cyber stalkers solitamente non vi danno tregua, non dovrete perciò parlare con nessuno di loro. Non dovrete prestare loro altra attenzione rispetto a quella che destinereste a qualunque infimo personaggio.

Ricordatevi che vogliono nuocervi. E’ quello che vi dicono. Non hanno alcun timore di comunicarvelo. L’unica differenza che intercorre tra il piano reale e quello virtuale è che la minaccia urlata in un dialogo a due non può essere provata se non per testimonianza della vittima. La diffamazione scritta resta scritta e costituisce una prova indiscutibile a prescindere dalla firma con cui i cyberstalkers la perpetrano.

Abbiamo dunque detto fin qui che il Web potrebbe essere popolato da soggetti di vario tipo come frustrati e persone mentalmente instabili. Non è inusuale che questi soggetti, come chiunque altro per il web, trovino piacevole frequentare luoghi di socialità nei quali troveranno persone simili a loro. Non è così inusuale che queste persone, insieme, moltiplichino per 10, 20, 30 l’azione di molestia contro una persona che forse, all’origine, era solo oggetto del persecutorio e distorto interesse di uno di loro.

Come difendersi:

- fare attenzione alla vostra privacy;

- denunciare pubblicamente quello che vi sta succedendo. Il silenzio è il miglior complice dei vostri persecutori;

- copiare, fare screenshot di tutto quello che dicono di voi e raccoglierlo in ordine progressivo;

- registrare data, ora, luogo virtuale, e la descrizione delle calunnie e delle diffamazioni;

- non abbandonate quella che ritenete "casa vostra" (in questo caso quella virtuale) perché i cyberstalkers l’hanno invasa con la loro presenza. Sono loro che devono andarsene perché no vuol dire no e se restano in un luogo in cui non sono graditi è stalking;

- in casi estremi raccogliere tutto il materiale che avete, trovare un buon avvocato, presentare una denuncia.

- ricordate che è più che possibile presentare una denuncia per più soggetti con l’accusa di cyberstalking. Se tutti agiscono in accordo nel denigrarvi, diffamarvi, perseguitarvi, si tratta di stalking.

Tenete bene a mente, ripetiamo, che il web è come la vita reale. Nessuno può imporvi la sua presenza. Nessuno può obbligarvi ad un “dialogo” che voi non volete. Nessuno può obbligarvi ad ascoltare e a parlare con qualcuno con cui non berreste mai neppure una tazza di caffè sullo stesso bancone del bar. Nessuno può diffamarvi e nessuno può fare quello che non potrebbe fare nella vita reale. Sebbene per la vita reale potreste ottenere una diffida, un ordine di allontanamento dai luoghi che frequentate e per il web tutto ciò diventa più difficile, comunque vale esattamente lo stesso principio e se voi percepite di essere molestati e perseguitati non dovete passarci sopra solo perché la questione non riguarda il piano fisico. Anzi va chiarito che tutto quello che gli stalkers compiono sul web riguarda comunque la vostra vita, sul piano fisico e morale, perché l'insulto e la diffamazione, specie se commessi in pubblico ed in accordo con altri complici... di un branco, sono un'istigazione alla violenza, all'insulto, al dileggio, alla denigrazione e alla mortificazione della vostra persona. Vi riguarda sempre perché tutte le volte che gli stalkers sono riusciti a suscitare la vostra rabbia, indignazione, umiliazione, ansia, paura, hanno comunque coinvolto voi, la vostra giornata e la giornata dei vostri familiari, quelli che vivono con voi e sono comunque inficiati dai deleteri effetti che provoca il suo comportamento.

Gli stalkers vanno denunciati e devono capire che voi non siete complici dell’abuso che loro stanno perpetrando.


Fonte: laserpe66-deus-ex-machina

Wednesday, February 24, 2010

"DEBUNKING" IS DEAD

http://debunkerfakeblog.blogspot.com/2010/02/debunking-is-dead.html

"DEBUNKING" IS DEAD

Per le fantomatiche demolizioni di teorie alternative millantate dai “debunker”, fino a poco tempo fa, bisognava rassegnarsi all’idea che da qualche parte, su internet soprattutto, ci fosse qualche ipodotato che si riconducesse ancora a costoro per levarsi qualsiasi dubbio sul 9/11.

Da quando i “debunker” hanno attuato la censura sui propri fake-blog, rifiutando così la pubblicazione dei commenti esterni, uno sparuto gruppetto di questi irriducibili aficionados del fraudolento “debunking” nostrano continua nell’opera disinformativa ai danni della gente che si pone domande legittime sui suddetti eventi.

Un po’ come quando nel 1978 chiusero i manicomi e molti malati, attraverso percorsi burocratico/sanitari non regolamentati, vennero mandati in strada alla stessa stregua dei cittadini sani.

È indubbio che chiunque venga a contatto con alcuni di questi malati cronici rischia potenzialmente di subire molestie sia verbali, sia fisiche. A meno che non si tratti di una noia momentanea cui si possa reagire sorridendo…

Allo stesso modo, questi aficionados della rete si aggirano ora su fake-blog appositi, creati da loro stessi, con il preciso intento di reiterare ostinatamente il fallimentare mito del “debunking” undicisettembrino…

Qualche giorno fa, ebbi l’occasione d’imbattermi in una gaffe del famigerato guru dei “debunker” Paolo Attivissimo. E trovando la cosa divertente assai decisi semplicemente di pubblicarla su “fakeblogdebunker” con l’intento di far sorridere altri utenti per l’ironia che si celasse dall’intuizione della goffaggine di costui!

Ritornando agli aficionados, in men che non si dica, il mio post era stato copiato e scimmiottato ossessivamente da loro all’interno di uno di questi fake-blog…

Dall’incipit dell’impaginazione sino ad andare a leggerne i commenti succedutisi, sembra quasi di scorgere delle vere e proprie patologie psichiatriche(con rispetto dei malati parlando…).

Il primo utente, Essse, sostiene che io mi sia offeso per qualcosa!
Per che cosa però… non è dato saperlo!
Non lo dice!
Neanche a me!
Giuro!

Semplicemente, questo curioso tipo che copia-incolla a destra e a sinistra, fa un’affermazione senza argomentarla…

Mah!

Giudicate voi:

Tra i commenti a seguire invece la cosa si fa seria!!



Se Essse mi reputa “offeso”, per Hanmar “mi girano le balle” perché “loro” mi avrebbero “demolito in pochi minuti un documento “rivoluzionario””!

Davvero curioso!

Sapessi almeno qual è il documento “rivoluzionario” demolito cui si riferisce, potrei dire se mi girino le balle o no!

E cercherei di rispondere alle eventuali obiezioni demolitorie…
Ma non c’è verso di avere altre delucidazioni in merito da Hanmar.
Poveretto! Non sta bene proprio…

Anche lui infatti dev'essere dislessico come l'altro suo compagno.

Un altro utente, apparentemente più aggressivo degli altri, di punto in bianco parte per la tangente e comincia ad insultarmi come se all’improvviso mi avesse scambiato per sua madre o suo fratello a cui probabilmente è solito rivolgersi così per via dei suoi evidenti infantilismi mostrati in poche righe:


Mikhail Lanart-Hastur, per chi non lo sapesse, è il personaggio di una saga di romanzi fantasy…
Non mi sembra il caso di commentare oltre, salvo voler far notare al pubblico quanto strumentalizzare le vittime del 9/11 sia un’attività favorita dal “debunking” per l’ottenimento di consensi mediante falsi moralismi utilizzati come leve psicologiche…

...a farne le spese di questa meschina pratica sono i più giovani che non ne comprendono il significato.

E oramai si delinea chiaramente il profilo della struttura che debba ospitare i "debunker", possibilmente a loro spese...


Tuesday, December 15, 2009

Michele Galloni: non idoneo

http://complottisti.blogspot.com/2009/12/michele-galloni-non-idoneo.html

Michele Galloni: non idoneo

Scoperte cose interessanti sul sito dell'A.R.P.A.V. in relazione al disinformatore Hanmar, al secolo Michele Galloni (C.I.C.A.P.):

A luglio:

MICHELE GALLONI risulta IDONEO alla:

SELEZIONE PUBBLICA PER IL CONFERIMENTO DI INCARICHI DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA DI TIPO “JUNIOR” IN TEMA DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI. APPROVATO CON DDG N. 372 DEL 10/07/2009.

A Settembre:

Collaborazioni esterne e consulenze

GALLONI MICHELE

CONFERIMENTO INCARICO DI COLLABORAZIONE CORDINATA E CONTINUATIVA PRESSO IL DIPARTIMENTO PROVINCIALE DI TREVISO
9 MESI 13.500,00 n.524 del 29/09/2009 (CO.CO.CO. tipo Junior) ^_^


Curioso... risulta che, un mese dopo il conferimento dell'incarico, prova già il:

Concorso pubblico per n. 1 posto di Coadiutore Amministrativo Esperto, cat. B – livello economico Super (Bs), a tempo pieno ed indeterminato.

Esito della prova ORALE, svolta il giorno 29/10 2009: GALLONI MICHELE 28/50 NON IDONEO. Il documento pdf è stato già fatto sparire dalla Rete e se ne trovano tracce solo su Google.

Divertente, no? Un esperto di analisi di campioni d'acqua, provocatore del C.I.C.A.P., COCOCO tipo Junior, che si spaccia per esperto di tutto e che si fa bocciare ad una prova orale. Avesse studiato di più, anziché scrivere corbellerie ed insulti sul suo blog spazzatura e non solo...

Sunday, October 25, 2009

Premio CopyPaste alla carriera per eSSSe

http://laserpe66.blogspot.com/2009/10/premio-copypaste-alla-carriera-per.html

Premio CopyPaste alla carriera per eSSSe




Bisogna dire che il n.1 al mondo dei copiaincolla, ovvero eSSSe, comincia a perdere qualche colpo, se ci ha messo quasi più di un mese per copiaincollare la mia "spazzatura" ;-)
Oggi comunque è ritornato a copiaincollarmi sul suo "originalissimo" blog e di questo ne sono veramente contento, perchè pensavo di aver perso per sempre uno dei miei più affezionati FAN ;-)
Un paragnosta prezzolato mi fa sapere che tra non molto si scatenerà il suo codazzo coi soliti intelligentissimi commenti e panegirici sempre più impagabili ;-)
Mi aspetto la solita sequela di "minchiate" a go go de La Tigre della Malora e Orsovolante (i miei più accaniti "sostenitori"), due - tre proclami di Hanmar e la solita sfilza di delikatessen dei vari Anonimo ;-)
Intanto per premiare comunque la grande professionalità di eSSSe dimostrata nei suoi copiaincolla quotidiani, propongo l'istituzione di un Premio CopyPaste alla carriera, per questo straordinario uomo che ha dimostrato un'abilità fuori del comune nell'utilizzo dei tasti CTRL-C e CTRL-V.
Complimenti davvero ;-)
Per un affezionatissimo FAN come te, caro eSSSe, questo e altro ;-)


Monday, July 27, 2009

Fake-blog "straker enemy": "Apologia di un "debunker"..."

http://debunkerfakeblog.blogspot.com/2009/07/fake-blog-straker-enemy-apologia-di-un.html

Fake-blog "straker enemy": "Apologia di un "debunker"..."

Avevamo scoperto un “debunker”, madrelingua inglese, fornire traduzioni un po’ troppo forzate, e c’avevamo riso sopra, avevamo trovato un altro “debunker”, esperto in aeronautica, confondere un corso di 60 ore di dizione di sistemi di volo per un corso di simulazione di volo, e ci si era un po’ meravigliati che l’errore fosse vistosamente in favore di una sua nota interpretazione personale dei fatti, eravamo persino arrivati a vedere come un “debunker” esperto perito balistico italiano, nelle conclusioni di un suo studio, riferisse di certe colorazioni osservate in un video palesemente sovresposto, e lo avevamo considerato eufemisticamente un po’ troppo zelante…

Non avevamo tuttavia mai visto un “debunker”, a suo dire preparato professionalmente sugli esplosivi in genere, ritrattare ancor prima che venissero commentate da un esperto le sue stesse considerazioni in relazione ad un dibattito appunto vertente sulla potenza degli esplosivi…


Flash-back

Oggetto della discussione all’epoca era la testimonianza di Barry Jennings, ripresa da me in più tempi in questo blog e sul sito “luogocomune”(qui e qui). Ma nello specifico, i commenti rilasciati dall’individuo descritto in premessa erano scaturiti da questo articolo, copiato e incollato in un fake-blog dei “debunker” dove ad oggi si dovrebbero ancora trovare pubblicati:






Il tenore sarcastico e presuntuoso dei commenti, come si può scorgere rapidamente leggendoli, verte innegabilmente su una questione principale, ossia: la potenza di un’esplosione di un’ipotetica carica da demolizione collocata ai piani rinforzati del WTC7 e necessaria al taglio di una colonna.

Hanmar, tutto sommato, forte della sua esperienza sembra certo di quanto affermi…

Fino a quando, con un articolo successivo non lo si sfidi in un confronto diretto:



L’apologia di Hanmar!

A seguito di tale articolo, anch’esso rapidamente copiato e incollato nel fake-blog sopra, Hanmar si sente in dovere di fare una precisazione. Precisazione che a prima vista appare come una strenua difesa di quanto da lui precedentemente asserito, ma che nel particolare denota la sua volontà di offrire un diversivo utile semmai a tentare di spostare l’attenzione da quanto da lui stesso dichiarato:

Meravigliato dall’ambiguo e discutibile atteggiamento del “debunker”, intuendo dove fosse andato a parare, mi riproposi di lasciar perdere anche se avevo contattato il direttore della cava, ci eravamo incontrati nel mio ufficio con suo figlio, tra l’altro ingegnere strutturale, e avevamo buttato giù una sorta di questionario preliminare di domande e risposte dopo aver riletto alcuni estratti salienti sul rapporto del NIST, in relazione al crollo di WTC7, aver visto alcuni video sul suo crollo e aver commentato alcune immagini e disegni riportati sul NCSTAR 1-9 in relazione alla struttura dei piani rinforzati in cui capitò, rimase intrappolato al 6° piano e dovette scappare all’ottavo piano per mettersi in salvo, Barry Jennings…

A volte ritornano…

Ma come si dice per l’assassino che prima o poi ritorna sempre sulla scena del crimine, così anche il “debunker” è ritornato fraudolentemente sull’argomento tempo dopo, facendo finta di nulla e vagheggiando una battuta ironica assai:

Poichè non è più mio interesse perdere tempo ulteriormente con gente che si rimangia le parole o ci gira intorno, pubblico qui di seguito il questionario suddetto, con buona pace di Hanmar & dei suoi compagni di merende a lui fedeli:

SHM: Attualmente quale attività svolgi?

M.C.: Direttore di una cava di quarzite

SHM: Fate uso di esplosivi?

M.C.: Si

SHM: Che tipo di esplosivi usi?

M.C.: Nitrato di ammonio

SHM: Potresti dire il quantitativo massimo da te utilizzato in cava?

M.C.: 250 kg

SHM: A che distanza ti trovi più o meno dall’esplosione e a che altezza rispetto al piano in cui l’esplosione avviene?

M.C.: 150 metri di distanza, 10 metri più in alto rispetto al piano in cui avveniva l’esplosione

SHM: Come definiresti il rumore da te udito?

M.C.: Rumore sordo, cupo in quanto avveniva tra i 2 e i 7 metri di profondità

SHM: Hai mai visto detonare piccoli quantitativi di esplosivo?

M.C.: 1 kg di gelatina in un foro a 4 metri di profondità, stavamo a 20 metri e sentivamo un rumore molto basso e sordo

SHM: …hai assistito ad esplosioni avvenute fuori terra?

M.C.: Si

SHM: Che quantitativo hai utilizzato?

M.C.: 2 kg di tritolo

SHM: In questo caso a che distanza ti trovavi?

M.C.: Alla distanza di sicurezza: 150 metri circa…

SHM: Come definiresti il rumore da te udito?

M.C.: Rumore più istantaneo e acuto

SHM: Tu e chi stava accanto a te avete provato un forte dolore agli orecchi?

M.C.: Assolutamente niente

SHM: Vorrei entrare un po’ più nello specifico introducendo una testimonianza di un uomo poi salvato, intrappolato in un edificio che poi è crollato. Mi riferisco al WTC7 crollato alle 17:20 dell’11 settembre 2001 a New York. Barry Jennings, questo era il suo nome, ha riferito di forti esplosioni udite al piano 6°, durante la mattina e, a suo dire, provenienti da sotto di lui. Dai rapporti NIST sappiamo che il solaio del piano 6° era rinforzato rispetto agli altri sopra di esso. Il NIST ha redatto un’appendice al suo rapporto in cui esamina l’ipotesi di un evento esplosivo dichiarando che la carica necessaria al taglio di una delle colonne sarebbe stata pari a 2 libbre(907 grammi)…
Secondo te se una carica di esplosivo di 907 grammi venisse collocata su di una colonna
perpendicolare al solaio rinforzato, per esempio a soli 2 metri di distanza da esso, che conseguenze pensi possa provocare ad un uomo che si trovi sul piano del solaio rinforzato?

M.C.: Credo che non abbia conseguenze importanti e non conseguirebbe lesioni fisiche

SHM: Ne sei sicuro, voglio dire, come fai a dirlo?

M.C.: La separazione del solaio è garanzia dell’incolumità della persona e poi se quella è la carica utilizzata per il taglio della colonna…

SHM: Secondo te, lo chiedo con parole mie, è corretto dire che un ostacolo come un solaio rinforzato possa procurare un’attenuazione drastica dell’energia di compressione generata dall’eventuale esplosione dell’ordigno situato a 2 metri di distanza?

M.C.: Ragionevole

SHM: Considerando che, ai lati del piano 5° la propagazione del rumore si trovi ostacolata ai relativi punti cardinali da banchi di ascensori in serie, muri in cemento, serie di generatori, androni delle scale, sfiatatoi, locali tecnici e pannelli con grate e che dal piano 5° in questione al piano 3° si trovino nell’ordine, un solaio pesantemente rinforzato, lo spazio soffitto-pavimento tra piano 5° e piano 4°, il solaio del piano 4° e il presunto punto d’ascolto è possibile secondo te che avendo collocato una carica da 1 kg ca sulla colonna in questione e al di sotto, 2 piani più sotto, appunto al piano 3°, il rumore generato dalla deflagrazione possa essere enormemente attenuato e/o non percepito obbligatoriamente come un’esplosione dai presenti?

M.C.: Assolutamente si, probabilmente non sentirebbero quasi niente…

SHM: Ti mostro il sistema di “belt truss” allestito nella struttura dell’edificio in prossimità dei piani dal quale il testimone ha sentito provenire l’esplosione(5°) e si trovava(6°). Secondo te sbaglio a ritenere che una continuità di elementi ad “X”, inserite in supporto della stabilità della struttura a quei piani e correnti fino a terra, possa frazionare, attenuare e assorbire drasticamente le vibrazioni conseguite dalla deflagrazione di cariche esplosive collocate al piano 5°, preposte al taglio delle colonne, e quindi potenzialmente non essere percepite necessariamente e obbligatoriamente dai presenti al piano 3° come il prodotto di un’esplosione?

M.C.: No, secondo me non sbagli.