L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Saturday, April 16, 2011

Il business delle centrali nucleari: in Italia è un affare della Francia

http://nonvotarechitiavvelena.blogspot.com/2011/04/il-business-delle-centrali-nucleari-in.html

Il business delle centrali nucleari: in Italia è un affare della Francia


Intervista a Giorgio Maletti, giornalista de “il Fatto Quotidiano” ed esperto di rapporti tra economia e politica:

La Francia ha 58 centrali nucleari. Recenti test hanno appurato che in 34 di queste, colpite da ripetuti incidenti, i canoni di sicurezza non sono rispettati. In caso di incidente il nocciolo è a rischio fusione. Le centrali francesi sono gestite dalle stesse società che dovrebbero costruire le centrali in Italia. Un piano interamente transalpino dove gli interessi economici del nostro Paese non esistono. Ne abbiamo parlato col giornalista Giorgio Meletti.

Contrariamente a quello che si crede in genere, dietro la questione delle nuove centrali nucleari in Italia, non ci sono poi grandissimi interessi economici, se non quelli francesi. Per quanto riguarda gli interessi degli italiani, questa operazione si può considerare un’operazione prevalentemente politica, di immagine. Tutto nasce nel 2008 quando appena insediato il nuovo Governo Berlusconi, l’allora Ministro dello sviluppo economico Scaiola disse che era ora di chiudere questo lungo digiuno nucleare imposto all’Italia dal referendum del 1987. Dopo 21 anni Scaiola disse: “basta, dobbiamo riprendere il discorso nel nucleare”. Ma dietro a tutto ciò non c’erano e non ci sono interessi economici italiani. Non ci sono neanche gruppi professionali, considerato che gli specialisti del nucleare in Italia si sono praticamente estinti dopo il referendum del 1987. Basti considerare che chi allora era un giovane ingegnere nucleare con un po’ più di esperienza, un quarantenne, adesso è all’età della pensione. Quindi non esistono più interessi professionali e non esiste più neanche l’interesse industriale, nel senso che chi costruiva allora le centrali nucleari in Italia, erano una serie di aziende abbastanza variegate, ma principalmente c’era l’Ansaldo. Oggi l’Ansaldo nucleare è ridotta a una piccola aziendina di poche decine di persone, peraltro senza i brevetti delle centrali Epr francesi che l’Italia ha deciso di costruire. E se si dovesse andare avanti con questo piano nucleare le centrali verrebbero costruite in Italia dall’Areva che è la grande azienda francese del settore e l’Ansaldo nucleare ne sarebbe sostanzialmente tagliata fuori, visto che da sempre, da almeno 30 anni, l’Ansaldo ha lavorato sui brevetti della Westinghouse che, com’è noto, sono stati scartati dal Governo Berlusconi.

Dunque gli interessi, o meglio, i guadagni sono tutti francesi?

Assolutamente sì, questo è il contenuto degli accordi che Silvio Berlusconi ha firmato con Nicolas Sarkozy. Le centrali nucleari che dovrebbe costruire l’Enel sono costruite da una società al 50% tra l’Enel e l’Edf che è la sua consorella francese e verrebbero costruite con la tecnologia Epr che è la tecnologia della Edf e dell’Areva, i due giganti nucleari francesi. Quello che è successo in Italia, infatti è che dietro a questa operazione, che è un’operazione di pura immagine. Ora è prevedibile che comunque, al di là delle vicende giapponesi, di questo piano nucleare non se ne faccia nulla. La cosa singolare è che quando è partito questo piano nucleare in Italia, la cosa che ha funzionato meglio, in maniera più tempestiva e più efficace è stata la campagna lobbistica, la campagna di comunicazione, per cui si è data la sensazione che ci fosse un grandissimo movimento, dei grandissimi interessi. In realtà sono dei professionisti del lobbismo che hanno lavorato in maniera molto intensa, ben finanziati ovviamente, e hanno dato questa sensazione, la sensazione di avere alle spalle degli interessi economici enormi, invece avevano probabilmente alle spalle solo un budget di comunicazione che l’Enel ha deciso comunque di stanziare.

Le altre misure che il Governo sta adottando nel campo energetico, sono comunque collegate al nucleare? Come il caos sui fondi per le rinnovabili ad esempio.

Sì, è collegato al nucleare nel senso che in Italia si stanno autorizzando la costruzione di centrali a gas, centrali convenzionali come si suol dire, termoelettriche convenzionali. Si stanno finanziando poderosamente le cosiddette energie rinnovabili su cui ci sarebbe molto da dire perché in quel settore c’è un largo spazio occupato sicuramente anche dalla criminalità organizzata, attratta da incentivi assolutamente fuori misura e nello stesso tempo si continua ufficialmente a dire che si fanno le centrali nucleari. Se si fa la somma di tutto questo, com’è stato osservato anche recentemente, l’Italia si predispone ad avere, nel giro di una decina di anni, il doppio della potenza installata per la generazione elettrica di quanto le serve. E’ il paradosso di un paese che anziché fare un piano energetico serio si limita a distribuire, come al solito, un po’ di denaro a pioggia a tutte le piccole e grandi lobby e a tutti gli amici e agli amici degli amici.

E’ delle ultime ore la notizia della moratoria. Un anno per riflettere sul nucleare dicono, questo però non pare poter bloccare il referendum, cosa prevedi?

Penso che l’esito del referendum è abbastanza scontato perché gli italiani ormai hanno capito, anche quelli più favorevoli all’energia nucleare, che i sostenitori dell’energia nucleare hanno una tendenza assai insidiosa a prendere in giro il prossimo. Però ho un sospetto. Non sono sicuro che si farà questo referendum, perché ho la sensazione che il Governo Berlusconi non ha nessuna voglia di avere il referendum sul nucleare in grado di portare alle urne il quorum per un appuntamento referendario dove c’è di mezzo anche il legittimo impedimento che interessa a Berlusconi molto più del nucleare. Ho il sospetto che prima del referendum il governo cercherà il modo di disinnescarlo con un provvedimento di legge che di fatto bloccherà un’altra volta il piano nucleare.

Fonte: Bioecogeo
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Thursday, December 9, 2010

Italeaks

http://neovitruvian.wordpress.com/2010/12/07/italeaks/

Italeaks

Posted: 7 dicembre 2010 by neovitruvian

I DIPLOMATICI A MOSCA SI LAMENTANO DEL RAPPORTO BERLUSCONI – PUTIN

Questo Cable è controverso. In effetti sembra essere stato diramato dall’ambasciata americana a Mosca, però il The Guardian lo da come originario dall’Italia. Purtroppo vista la complessità nel trattare queste informazioni è difficile sapere se il The Guardian abbia fatto un errore, ma è probabile che sia così. Il cable racconta di una fonte (che è stata censurata) che, a pranzo con il diplomatico americano a Mosca, esprime frustrazione per il rapporto fin troppo stretto fra Berlusconi e Putin. Questo rapporto, secondo la fonte, terrebbe talvolta gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese dai Primi Ministri. Il cable è datato 5 Febbraio 2010, è classificato come confidenziale ed è stato redatto probabilmente da John Beyrle, diplomatico americano a Mosca.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Una fonte di Beyrle si definisce “frustrata” per la “linea diretta” fra Berlusconi e Putin, che terrebbe anche gli stessi diplomatici all’oscuro sulle scelte prese.
  • I diplomatici non sarebbero a conoscenza dei retroscena, per quel che concerne le scelte prese nei rapporti Italia-Russia, l’unica informazione che avrebbero è “che Berlusconi e Putin approvano” le scelte in questione.
  • La burocrazia risentirebbe di questo comportamento in linea di massima, anche se a volte questa linea si rivela sbrigativa e positiva.
  • Un esempio citato è quello di Gazprom che avrebbe scelto di vendere in Italia mediante Eni (20% delle forniture Eni proverrebbero da Gazprom) a prezzo di mercato (e non sottoprezzo come inizialmente Gazprom aveva deciso di fare) solo dopo un colloquio privato fra Berlusconi e Putin
  • Il rappresentante di Eni a Mosca si rifiuterebbe di dialogare con ambasciate straniere, ma solo da due anni a questa parte
  • Secondo la fonte ‘censurata’ nel documenti il responsabile Eni a Mosca avrebbe ricevuto ordini di rispondere solo a Roma e di non parlare con “ambasciatori stranieri”
  • Enel avrebbe investito circa 6 miliardi di dollari in USA. Leggi l’originale

INCONTRO CON BERLUSCONI IN CONVALESCENZA

Questo documento è il sunto di un incontro per un pranzo privato fra Berlusconi e l’ambasciatore David H. Thorne. L’incontro è un pranzo fra il Presidente del Consiglio e l’ambasciatore italiano, all’incontro è presente anche Gianni Letta, che ha accompagnato l’ambasciatore nella residenza milanese di Berlusconi. Berlusconi è ancora in convalescenza in seguito all’aggressione subita a Milano da parte di Massimo Tartaglia. Il cable è datato 1 Gennaio 2010, l’incontro è avvenuto il 30 Dicembre 2010. L’autore del cable è David H. Thorne, Ambasciatore USA a Roma.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi è ancora ferito e fasciato per l’attacco subito in Dicembre, ma appare comunque ottimista e desideroso di mostrare i suoi progetti per “spingere” l’elite italiana, nonché di condividere pensieri su personaggi politici europei ed italiani
  • I progetti di Berlusconi prevedono la realizzazione di una scuola privata per “l’italian elite”.
  • Berlusconi è “depresso” per via dell’attentato di Tartaglia: lui è un imprenditore, vuole che tutti lo amino (parole di Gianni Letta)
  • Berlusconi ha “sfacciatamente dichiarato”, durante il pranzo, che l’Italia ha messo gli USA al primo posto nelle politiche internazionali e che l’Italia è pronta ad aiutare l’america in qualunque modo possibile
  • Secondo Berlusconi l’influenza ed il potere di Sarkozy sono molto scemati nell’ultimo anno e non ha più il potere che il leader francese aveva un anno prima
  • Berlusconi elogia il rapporto fra Putin e Medvedev e, neanche a dirlo, i saluti dopo pranzo vengono interrotti da una telefonata di Putin
  • Berlusconi esprime “sgomento” per le politiche repressive iraniane ed offre all’ambasciatore USA piena collaborazione sul trattamento delle dinamiche di Teheran, mettendo a disposizione anche i servizi italiani.
  • “Senza mezzi termini” Berlusconi descrive all’ambasciatore americano i magistrati italiani come “un grande problema” dicendosi pronto a stringere un alleanza con il centrosinistra pur di attuare la riforma della giustizia
  • Berlusconi e Letta mostrano un grande rispetto per i leader dell’opposizione, ed elogiano Pierluigi Bersani come un “duro avversario, dotato di una intelligenza superiore”
  • Letta, lontano da Berlusconi, si complimenta anche per l’operato di Massimo D’Alema che avrebbe fatto delle scelte positive molto difficili nei Balcani. L’efficienza di D’Alema è la ragione per cui Berlusconi avrebbe spinto pesantemente al fine di averlo come Ministro degli Esteri UE, nonostante le loro differenze.
  • Letta non esprime giudizio su Antonio Di Pietro, non avendo idea di quali saranno le scelte politiche di questo negli anni a venire
  • Berlusconi e Letta esprimono entrambi “preoccupazione” per l’evolversi della crisi economica nel 2010. I due valutano che l’Italia abbia reagito bene nell’anno decorso, ma sono preoccupati rispetto alla creazione di posti di lavoro nel 2010.
  • Berlusconi annuncia che guiderà l’ambasciatore personalmente in una visita a Roma, nello specifico gli mostrerà il suo progetto di un’Accademia per “l’elite italiana”. Il palazzo “Villa Gernetto”, completamente ristrutturato, ospiterà una scuola speciale per 100 giovani meritevoli e sarà interamente finanziata dalla fortuna personale di Silvio Berlusconi. L’apertura è prevista per Marzo 2010. Berlusconi in merito annuncia che sceglierà personalmente gli studenti. Leggi l’originale

PREPARAZIONE DELL’INCONTRO OBAMA – BERLUSCONI 15/06/2009

Questo documento è una relazione su Berlusconi ed il suo operato in vista dell’incontro fra il Premier italiano ed il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. L’autore del cable è Elizabeth L. Diddle, incaricato affari esteri all’ambasciata USA a Roma. Il cable è datato 9 Giugno 2009 ed è classificato come confidenziale.

In questo cable si parla di:

  • Berlusconi viene raccontato dal punto di vista delle scelte politiche
  • Gli atteggiamenti di Berlusconi spesso frivoli e le sue numerose gaffe avrebbero fatto sì che molti (anche all’interno del Governo USA) siano convinti che lui sia un leader europeo inefficiente, vanitoso ed inetto.
  • Berlusconi verrebbe descritto come arrogante ma prezioso alleato nelle vicende internazionali
  • La gestione della crisi economica sarebbe stata “prudente” sotto il Governo Berlusconi
  • Il parere di Berlusconi sarebbe stato favorevole rispetto alla chiusura della prigione di Guantanamo
  • Il parere di Berlusconi sull’operato della NATO sarebbe “distorto” dai rapporti molto intimi e proficui a livello economico e personale che il Presidente del Consiglio intrattiene con la Russia e Vladimir Putin
  • La posizione di Berlusconi rispetto a Vladimir Putin cozzerebbe con la politica ONU di ridurre la dipendenza energetica europea rispetto alla Russia
  • Bisogna, secondo chi scrive il cable, chiarire con Berlusconi che la politica di gestione del nucleare dev’essere trasparente ed onesta, affinché gli americani possano entrare in concorrenza leale con la Russia nell’appalto del know-how necessario alla realizzazione delle centrali
  • Berlusconi negozierebbe con la Libia al fine di ottenere non solo una riduzione del flusso migratorio verso l’Italia, ma anche in funzione dell’ingresso dell’Eni nel mercato del petrolio libico
  • Berlusconi si è fortemente impegnato nel mantenimento delle truppe in Afghanistan ma è sceso dal quarto al sesto posto sulla scala dei contribuenti ISAF. L’Italia sarebbe stata “anemica” in questo frangente tagliando fortemente il budget delle missioni ma gli americani sono certi che con le dovute “pressioni” verso Berlusconi otterrebbero certamente una risposta positiva.
  • La politica italiana sulla presenza di basi americane in Italia è ben vista da chi scrive il cable, vengono elogiate disponibilità e persecuzione di una linea che permetta agli americani una buona presenza sul suolo italiano, con oltre 15.000 unità.
  • Berlusconi fa molte gaffe, ha atteggiamenti frivoli e discutibili, ma tagliare i legami con lui sarebbe sbagliato. E’ un alleato fedele, ammira l’america e intende consolidare i rapporti con essa sempre di più. Nonostante i suoi difetti è stato una pietra miliare nella politica italiana degli ultimi 15 anni e tutto fa pensare che questa presenza durerà ancora a lungo. Leggi l’originale

LE RELAZIONI ITALIA – RUSSIA VISTE DA ROMA

Questo documento, diversamente dai due diramati in precedenza, non è il verbale di una riunione. E’ invece una relazione sui rapporti bilaterali fra Russia e Italia, fra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin. Il cable è datato 26 Gennaio 2009. L’autore del cable è l’allora ambasciatore americano a Roma, Ronald P. Spogli. Il cable è classificato come segreto.

Di cosa si parla in questo documento:

  • la scarsa influenza che Frattini avrebbe nei confronti di Berlusconi riguardo le politiche estere in Russia
  • l’ambasciatore della Georgia a Roma riporta al collega statunitense che secondo il loro Governo Putin avrebbe promesso a Berlusconi dei proventi nella costruzione di gasdotti
  • le percentuali di export italiano in Russia aumentano del 230%
  • Berlusconi e Putin si scambierebbero “costosi regali” secondo una fonte dell’ufficio della Presidenza del Consiglio
  • l’assistente particolare (definizione Wikipedia) di Berlusconi, Valentino Valentini, si recherebbe spesso in Russia e sarebbe il suo “uomo chiave” in territorio elvetico ma per l’ambasciata “non è chiaro” cosa andrebbe a fare
  • l’ambasciatore americano sarebbe “irritato” dalla presenza di Berlusconi nella costruzione di rapporti fra Russia e USA e riterrebbe di dovergli mandare “un segnale”.Leggi l’originale

IL SEGRETARIO DELLA DIFESA AVVERTE FRATTINI: IMMINENTE GUERRA CON L’IRAN

Il Segretario alla Difesa Robert Gates (SecDef) si è incontrato con il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini nel corso di una visita ufficiale a Roma l’8 febbraio. Il Cable è datato 22 Gennaio 2010.

Di cosa si parla in questo cable:

  • Strategie in Afghanistan
  • Possibilità di guerra in Iran
  • Operazioni nel Corno d’Africa

Leggi l’originale

Fonte

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Friday, November 5, 2010

Il presidente Sarkozy cerca la salvezza nel suo Nuovo Ordine Mondiale

http://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/02/il-presidente-sarkozy-cerca-la-salvezza-nel-suo-nuovo-ordine-mondiale/

Il presidente Sarkozy cerca la salvezza nel suo Nuovo Ordine Mondiale

Posted: 2 novembre 2010 by neovitruvian

Nicolas Sarkozy utilizzerà il suo ruolo di leader del G20 per portare avanti un nuovo ordine diplomatico e monetario mondiale che abbracci anche la Russia.

Egli propone una potente alleanza europea che potrebbe rischiare di destabilizzare il dominio degli Stati Uniti.

Allo stesso tempo, l’ambizioso presidente francese vuole creare un nuovo quadro economico mondiale che darebbe maggiore influenza alla Cina. Prevede di utilizzare la presidenza francese del gruppo del G20, che inizia il 14 novembre per promuovere la sua nuova visione della scena diplomatica e monetaria mondiale.

Dal punto di vista francese, i tempi sono maturi per forgiare una nuova architettura globale, perché la fine del sistema monetario del dopoguerra ha lasciato un vuoto e il mondo ha bisogno di ammortizzatori sui mercati finanziari e delle materie prime. Cina e Russia sono fondamentali per la sua nuova visione.

I suoi piani sono frutto della situazione poco buona in Francia e della poca incisività a livello internazionale. Spera chiaramente di rilanciare la sua immagine cercando di risolvere la crisi economica mondiale prima delle elezioni del 2012.

Mentre ci si prepara alla nuova presidenza del G20, il Palazzo dell’Eliseo, è pronto a trasformare il gruppo di grandi potenze industriali ed emergenti in un forum per risolvere i mali monetari ed economici dell’epoca.

Ha presentato le sue proposte radicalmente nuove per Mosca, il 18 ottobre scorso al vertice con il presidente russo Dmitry Medvedev e il cancelliere tedesco Angela Merkel. I suoi piani hanno sollevato preoccupazioni a Washington, che ha a lungo resistito ai tentativi francesi di ridimensionare il potere statunitense e applicare una regolamentazione globale.

Ma Parigi ribadisce che le sue idee sono complementari a una forte partnership atlantica e all’alleanza della NATO, alleanza che Sarcozy ha ristabilito nel suo governo. Egli vuole che la Russia e le 27 nazioni dell’Unione europea formino legami collaborativi su temi diversi come la sicurezza nazionale, i rapporti diplomatici, la politica economica, i diritti umani e l’immigrazione. Una fonte francese ha detto: “Dobbiamo fare di tutto perchè la Russia si riavvicini all’Europa.”

La Francia ritiene che la Russia non rappresenti più una minaccia militare, ma questo fatto non viene compreso dagli ex paesi satelliti. L’accordo di Nicolas Sarkozy a vendere alla Russia quattro navi del comando navale Mistral è la prova delle buone intenzioni della Francia. Parigi spera che la vendita servirà a fugare il sospetto storico della Russia per l’occidente. Washington e gli altri alleati della Nato non sono soddisfatti del “regalo” della Francia.

Secondo alti funzionari francesi, il presidente userà anche il suo turno alla presidenza del G20 per iniziare a lavorare su un sistema internazionale per stabilizzare le valute e i prezzi delle materie prime, riempiendo il vuoto lasciato nel dopoguerra quando il sistema di Bretton Woods è crollato nel 1973. Egli ritiene che il mondo non può continuare senza un regolamento monetario mondiale. Alti funzionari hanno detto che avrebbe fatto pressioni al G20 per prendere in considerazione una nuova valuta di riserva globale per sostituire il dollaro.

Una fonte ha dichiarato: “Il dollaro non è più solo, da quando il mondo è diventato multipolare politicamente, non può continuare ad essere economicamente unipolare….”

Parigi ha già avuto colloqui privati con Pechino sui piani di Sarkozy per elaborare una regolamentazione internazionale coordinata al fine di governare i mercati valutari. La Francia è fiduciosa che la leadership cinese sarà d’accordo nel porre la questione monetaria sul tavolo.

Parigi punta anche a convincere Washington sui meriti che vi sono nel creare un nuovo sistema monetario. Sottolineando che la Cina detiene riserve in valuta di cui gli USA hanno bisogno per finanziare la propria economia. Per superare eventuali diffidenze tedesche, la Francia prevede anche un ruolo speciale nel G20 per la Germania nei suoi piani per la riforma monetaria mondiale.

Sarko è anche consapevole del fatto che il presidente americano Barack Obama non è contento di come il premier francese cerchi di abbracciare la Russia nel suo nuovo progetto per l’Europa e il mondo – uno scenario che potrebbe poi accogliere altre regioni nella zona euroasiatica.

Sarkozy cerca di tirare acqua al suo mulino, insistendo sul fatto che la partnership atlantica rimane centrale per la Francia e che nessun presidente francese è stato così pro-USA. Ma il suo punto di vista sugli Stati Uniti è complesso. Washington è grato per il ritorno della Francia al comando militare della NATO e per il suo servizio in Afghanistan. Ma Sarkozy chiaramente è erede della linea di “clienti difficili”, che ha governato la Francia dal 1960.

Il presidente sostiene giustamente la paternità del G20, dopo aver convinto un indebolito George W. Bush a tenere il primo incontro, a Washington, nel miasma del crollo finanziario della fine del 2008.

La sua idea era che il G8 – le vecchie potenze occidentali più la Russia – non era pertinenti al nuovo quadro mondiale che si andava delineando e che nulla poteva essere deciso senza i nuovi giganti, Cina, Brasile, India e Turchia. Nel 2008, il presidente francese si crogiolava nella sua aura di Super Sarko,mediatore di pace nella guerra tra Georgia e Russia. I leader mondiali erano irritati dal presuntuoso stile di Sarkozy, ma ammiravano la sua energia e la capacità di tirare fuori delle soluzioni.

In due anni la stella Sarkozy si è ofuscata. Spenta dai suoi modi impetuosi e incolpato dalla gente per la depressione economica, il 78 per cento dei francesi lo disapprova, secondo un sondaggio della scorsa settimana. Questo è il suo minimo storico, ma non peggiore di alcuni predecessori che poi hanno vinto la rielezione.

Dentro di se, Sarkozy, è convinto che la sua impopolarità è una semplice turbolenza tipica dei momenti difficili e che una nazione riconoscente alla fine lo vedrà come un salvatore.

Saturday, September 18, 2010

L'affare Sakineh. Chi vuole trasformarla in "martire"?

http://tuttouno.blogspot.com/2010/09/laffare-sakineh-chi-vuole-trasformarla.html

L'affare Sakineh. Chi vuole trasformarla in "martire"?

La verità sulla manipolazione dell'affare Sakineh sta per essere svelata grazie all'azione di un attore francese Dieudonné. A chi giova questa manipolazione? Agli stessi che bruciano il Corano per incitare alla guerra e all'odio contro l'Islam?
Una manipolazione come Neda (NEDA - LA TRUFFA SVELATA)?
Per questi manipolatori Sakineh vale più morta che viva ... come Neda.

Scandalo Sakineh
di Thierry Meyssan
Traduzione di Alessandro Lattanzio
Il saggista Bernard-Henry Levy e il Presidente Nicolas Sarkozy hanno mobilitato l’opinione pubblica francese per salvare dalla lapidazione una donna iraniana accusata di adulterio. Travolti dalle emozioni, i francesi non hanno avuto il tempo di verificare questa accusa, fino a quando Dieudonne M’Bala M’Bala s’è recato a Teheran. Sul posto, la cosa s’avvera del tutto falsa. Thierry Meyssan torna è su questa spettacolare e assai imprudente manipolazione.


Il quotidiano Times di Londra ha pubblicato inizialmente una falsa fotografia di Sakineh Mohammadi-Ashtiani con la testa scoperta, cosa considerata una indecenza nella cultura iraniana. Una seconda foto, quella vera, venne pubblicato posteriormente. In quest’ultima foto si vede Sakineh Mohammadi-Ashtiani con il chador, il foulard che usano le musulmane nelle moschee e che portano anche quando camminano per strada.
L’annuncio dei roghi del Corano, da parte del pastore statunitense, nel nono anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001, scuote il mondo musulmano. L’evento è sentito in modo diverso a seconda della cultura. Per gli occidentali, questa provocazione deve essere relativizzata. Certo, questo è un libro che i musulmani considerano sacro, ma, dopo tutto, ci si limita a bruciare carta. Al contrario, nel mondo musulmano, si crede che bruciando il Corano, si tenti di privare gli uomini della parola divina e di negargli la salvezza. Questo porta a reazioni emotive incontrollabili, che gli occidentali percepiscono come isteria religiosa. Mai una cosa del genere potrebbe verificarsi in Europa, e ancor meno in Francia, un paese formato da un secolo di laicità combattente. Eppure ...

Mobilitazione

Recentemente, il saggista Bernard-Henri Levy [1] ha messo in guardia l’opinione pubblica circa il caso Sakineh Mohammadi-Ashtiani, una giovane donna che è stata condannato alla lapidazione in Iran per adulterio. Ha lanciato una petizione online per fare pressione sulle autorità iraniane e chiedere loro di rinunciare a tale barbarie.
Nei contatti telefonici regolari con il figlio della vittima, che vive a Tabriz (Iran) e il suo avvocato, Javid Houstan Kian, che recentemente si è trasferito in Francia per sfuggire al regime, il signor Levy non è stato avaro nei dettagli: la lapidazione, la cui pratica è stata interrotta da una moratoria, sarebbe tornata per impulso del presidente Ahmadinejad. Mohammadi-Ashtiani, potrebbe essere giustiziata alla fine del Ramadan. Nel frattempo, il direttore della prigione, furioso per il battage mediatico, avrebbe somministrato 99 frustate.
Il saggista concentra i suoi attacchi sulla modalità dell’esecuzione. Egli scrive: "Perché la lapidazione? Non ci sono, in Iran, altri modi per uccidere? Perché è il più abominevole di tutti. Perché questo attacco contro il viso, questa pioggia di pietre su un volto innocente e nudo, questa raffinata crudeltà che codifica le dimensioni dei ciottoli per garantire che la vittima soffra a lungo, è una rara concentrazione di disumanità e barbarie. E perché c’è, in questo modo di distruggere un volto, di strappare la carne e di ridurlo in una pozza di sangue, perché c‘è in questo gesto di bombardare un volto fino a sfigurarlo, qualcosa di più che uccidere. La lapidazione non è una condanna a morte. La lapidazione è una punizione. La lapidazione è la liquidazione della carne a cui si fa il processo, in qualche modo retroattivo, essere stata questa carne, solo carne: la carne di una giovane e bella donna, forse amante, forse amata, e avendo forse goduto della felicità di essere amata e di amare."
Il presidente Sarkozy ha confermato le informazioni del Sig. Levy, in occasione della conferenza annuale degli ambasciatori di Francia [2]. Dopo il suo discorso, ha detto che la condannata era "ora sotto la responsabilità della Francia."
Ben presto, molte associazioni e singoli individui hanno aderito a questo movimento, e più di 140.000 firme sono state raccolte. Il primo ministro Francois Fillon è arrivato, sul pulpito del principale telegiornale pubblico, a esprimere la propria simpatia e solidarietà per Sakineh, "la sorella di tutti noi". Mentre l’ex segretaria di stato per i Diritti Umani, Rama Yade ha detto che la Francia ora, ne faceva un caso di "questione personale".

Mistificazione

Anche se non ne erano consapevoli, le emozioni dei francesi si riferivano alla parte religiosa del loro inconscio collettivo. Siano cristiani o no, sono stati segnati dalla storia di Gesù e dell’adultera. Ricordiamo il mito [3]: i farisei, un gruppo di ebrei arroganti, tentarono di mettere Gesù in una posizione difficile. Hanno Portarono una donna che era stata sorpresa in flagrante delitto di adulterio. Secondo la Legge di Mosè, doveva essere lapidata, ma questo requisito crudele fortunatamente, era caduto in disuso. Chiesero a Gesù cosa conveniva fare. Se prevedeva di lapidarla, sarebbe apparso come un fanatico, e se rifiuta la sanzione, sarebbe stato incriminato per sfida alla legge. Tuttavia, Gesù salvò la donna rispondendogli: "Lasciate che chi è senza peccato scagli la prima pietra". Quindi rovesciò il dilemma: se i farisei la lapidano, pretendono di essere dei puri, se non lo fanno, sono quelli che violano la legge. E il testo lo chiarisce: "Hanno rinunciato uno a uno, a cominciare dal più anziano".
Questo mito si basa, nel pensiero occidentale, sulla separazione tra legge religiosa e legge civile. L’adultera ha commesso un peccato nei confronti di Dio e deve rendere conto a lui. Non ha commesso un reato e non può essere giudicata dagli uomini.
La lapidazione annunciata di Sakineh è sentita dai francesi come una regressione terribile. La Repubblica islamica d’Iran deve essere un regime religioso che applica la Legge di Mosè rivista dal Corano, la Sharia. I mullah devono essere dei fallocrati fanatici che puniscono gli amori delle donne al di fuori del matrimonio e le tengono in soggezione agli uomini. Accecati dalla loro stessa oscurità, arrivano ad uccidere, e nei modi peggiori.
Qui si tratta di un isterismo collettivo religioso poiché in questo caso, il riflesso normale di tutti dovrebbe essere quello di verificare le accuse. Ma per settimane nessuno s’è preso la briga di farlo.

Interrogativi

Avendo a sua volta, firmato la petizione, il leader del partito antisionista, Dieudonne M’Bala M’Bala, che è andato a Teheran nel quadro del progetto di un film, ha voluto intercedere per la condannata. Ha chiesto una pubblica audienza con le autorità, ed è stato ricevuto da Ali Zadeh, vice presidente del consiglio giudiziario e portavoce del Dipartimento della Giustizia.
L’intervista sarà un modello nel suo genere. Zadeh si chiedeva se il suo partner, il comico di professione, lo schernissi riportando i suoi timori. M’Bala M’bala faceva ripetere più volte le risposte alle sue domande, tanto stentava a credere di esser stato manipolato fino a quel punto.
Succedendo alla dittatura dello Shah di Reza Pahlavi, la Repubblica islamica s’era prima di tutto preoccupata di porre fine all’arbitrio e di creare lo Stato di diritto il più possibile rigoroso. Per quanto riguarda i reati giudicabili, da lunga data il sistema giudiziario prevede il diritto di appello. In ogni caso, la Corte di Cassazione viene incaricata automaticamente di verificare la legittimità della procedura. Il sistema giudiziario offre, quindi, garanzie di molto superiori a quelli dei tribunali francesi, e gli errori sono molto meno frequenti.
Tuttavia, le condanne hanno conservato una particolarmente durezza. Il paese applica notoriamente la pena di morte. Invece di ridurre la durata della pena, la Repubblica islamica ha scelto di limitarne l’applicazione. Il perdono delle vittime o delle loro famiglie, è sufficiente per annullare l’esecuzione delle pene. A causa di questa disposizione e della sua diffusione, non c’è il perdono presidenziale.
La pena di morte è spesso imposta, ma molto raramente applicata. Il sistema giudiziario pone un periodo di circa cinque anni dalla sentenza all’esecuzione, nella speranza che la famiglia della vittima conceda il perdono al condannato che viene così graziato e subito rilasciato. In pratica, l’esecuzione riguarda principalmente i maggiori trafficanti di droga, terroristi e infanticidi. L’esecuzione è eseguita per impiccagione in pubblico.
Si spera che la rivoluzione islamica continuerà ad evolversi e ad abolire presto la pena di morte.
Tuttavia, la Costituzione iraniana riconosce la separazione dei poteri. La magistratura è indipendente e il Presidente Ahmadinejad non ha nulla a che fare con una decisione del tribunale, qualunque essa sia.

Manipolazioni

Nel caso Sakineh, tutte le informazioni diffuse da Bernard-Henry Levy e confermate da Nicolas Sarkozy sono false.
1. Questa signora non è stato processato per adulterio, ma per omicidio. Inoltre, in Iran, non si emette la condanna per adulterio. Invece di abrogare questo reato, la legge ha stabilito delle condizioni per lo definizione dei fatti che non possono essere soddisfatte. Ci vogliono quattro persone che siano state testimoni nello stesso momento [4].
2. La Repubblica islamica non riconosce la Sharia, ma solo il diritto civile emanato dai rappresentanti del popolo in Parlamento.
3. Ms. Mohammadi-Ashtiani ha drogato il marito e lo ha fatto uccidere nel sonno dal suo amante, Issa Taheri. Lei e il suo complice sono stati giudicati in primo e secondo grado. Gli "amanti diabolici", sono stati condannati a morte nel primo e secondo grado. La Corte non fa discriminazione secondo il sesso degli accusati. Va osservato che, nella requisitoria, le relazioni intime degli assassini non sono state menzionate, proprio perché non sono dimostrabili, secondo la legge iraniana, anche se sono state segnalate dai parenti come certe.
4. La pena di morte è suscettibile di essere attuata per impiccagione. La lapidazione, che era in vigore sotto lo scià e qualche anno dopo la sua caduta, è stata abolita dalla Rivoluzione islamica. Indignato per le affermazioni di Bernard-Henri Levy e Nicolas Sarkozy, il vicepresidente del potere giudiziario iraniano ha detto a Dieudonne M’Bala M’Bala che sfidava questi personaggi sionisti a trovare una legislazione iraniana contemporanea che preveda la lapidazione.
5. La sentenza è attualmente all’esame della Corte di Cassazione, che verifica la correttezza di ogni dettaglio della procedura. Se non è stata scrupolosamente rispettata, la decisione sarà annullata. Questa procedura d’esame è sospensiva. Il processo non è ancora definitivo, l’imputato gode ancora della presunzione d’innocenza e non è mai stata questione d’essere eseguita alla fine del Ramadan.
6. Javid Houstan Kian, che si presenta come l’avvocato della Signora Mohammadi-Ashtiani, è un impostore. E’ legato al figlio dell’imputata, ma non aveva un mandato da questa donna e non ha mai avuto alcun contatto con lei. E’ un membro dei Mujahidin del Popolo un’organizzazione terroristica protetta da Israele e dai neconservatori [5].
7. Il figlio dell’imputata vive normalmente a Tabriz. Può parlare senza problemi e spesso telefona a Levy per maledire il suo paese, cosa che illustra il carattere libero e democratico del suo governo.
In definitiva, nulla, assolutamente nulla della versione Sarkozy-Levy della storia di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, è vero. Forse, Bernard-Henry Levy ha rilanciato in buona fede le false accuse che servono per la sua crociata contro l’Iran. Il Presidente Nicolas Sarkozy, quanto a lui, non può far valere la sua negligenza. Il servizio diplomatico francese, il più prestigioso al mondo, sicuramente ha inviato tutte le relazioni pertinenti. Così ha deliberatamente mentito all’opinione pubblica francese, probabilmente per giustificare, a posteriori, le drastiche sanzioni imposte all’Iran, con particolare danno dell’economia francese, che è già stata gravemente colpita dalla sua politica.

[1] Si veda il nostro dossier Bernard-Henry Levy, Réseau Voltaire.
[2] Discorso in occasione della conferenza annuale degli ambasciatori di Francia, Nicolas Sarkozy, Réseau Voltaire, 25 agosto 2010.
[3] Il termine di mito deve essere presi qui nel suo senso più neutro. Sia che si creda o no ai Vangeli, il racconto della donna adultera appartiene al simbolismo occidentale.
[4] Sullo stesso tipo di disinformazione, si legga ‘Pour diaboliser l’Iran Rue 89 confond crimes pédophiles et homosexualité’, Réseau Voltaire, 13 luglio 2007.
[5] Si veda il nostro dossier i Mujahidin-e Khalq, Réseau Voltaire.

Monday, December 28, 2009

Gaza: la Francia dirige il prolungamento del muro di separazione

http://tuttouno.blogspot.com/2009/12/gaza-la-francia-dirige-il-prolungamento.html

Gaza: la Francia dirige il prolungamento del muro di separazione


traduzione di Giuditta

Pochissimi prodotti sono autorizzati a passare nella Striscia di Gaza, sia che provengano da Israele che dall'Egitto;.
Centinaia di gallerie sono state scavate sotto il confine con l'Egitto al fine di garantire l'approvvigionamento della popolazione. Queste gallerie sono inoltre utilizzate dalla Resistenza per procurarsi le armi.

Lo Stato di Israele fa di tutto per trasformare la Striscia di Gaza in Bantustan, sull'esempio dei modelli già sperimentati dai suoi consulenti in Guatemala e in Sud Africa.
In questa prospettiva, Israele ha costruito un Muro di separazione, il cui tracciato è stato considerato illegale, secondo il diritto internazionale, dalla Corte permanente di arbitrato dell'Aia.
Questo muro sta per essere prolungato di una decina di chilometri.
Nel Muro che separa Gaza dall'Egitto sono stati inseriti tubi fino a 35 metri di profondità e riempiti di acqua di mare, per inondare i tunnel.
Una seconda opera è composta di placche di metallo di 18 metri di lunghezza e 50 centimetri di spessore. Queste placche sono considerate impenetrabili e sono dotate di sensori per rilevare eventuali lavori di scavi.

Il Muro è stato costruito sotto la guida di consiglieri americani e francesi.

Questa settimana, il direttore della Intelligence Militare francese, il generale dell'esercito Benoit Puga, è venuto personalmente a ispezionare il cantiere..
Esaminando quella che sta diventando, secondo le stesse parole del presidente Nicolas Sarkozy, "La più grande prigione del mondo", il generale Puga si è congratulato dei progressi di lavori di accerchiamento.

Ha dichiarato che questa era "la più grande operazione della Storia" volta a interrompere i sotterranei, e che potrebbe servire di modello in altre regioni del mondo.
1,5 milioni di persone vivono nella Striscia di Gaza, e secondo il relatore delle Nazioni Unite, Jean Ziegler, la maggior parte sono malnutrite e può sopravvivere solo grazie al contrabbando che permettono questi tunnel.