L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Monday, October 21, 2013

ITALIA: BOMBARDAMENTO CHIMICO TARGATO NATO

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/10/scie-chimiche-belluno-italia-autunno.html

 ITALIA: BOMBARDAMENTO CHIMICO TARGATO NATO

Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min

Ecco a voi una vivida e diretta testimonianza dalle Dolomiti Bellunesi. I bombardamenti chimici della NATO hanno contaminato anche le nostre sacre montagne. L'aerosolterapia bellica avvelena gli esseri umani, inquina la Terra e uccide la vita. Va arrestata senza se e senza ma! Domani contatterò il ministro della Difesa ed il capo di Stato Maggiore della Difesa. E così vedremo come andrà a finire. Basta parole. E l'ora di combattere sul campo, concretamente. Io non mi arrenderò mai!

Gianni Lannes



foto e testo di Daniel De Min




Nei primi anni 2000 sono partiti adagio, qualche spruzzatina qua e la non più di 2 volte al mese, poi man mano che passava il tempo e la gente si abituava al fenomeno artificiale, hanno aumentato le spruzzate fino ad arrivare ad oggi nel 2013, dove non passa giorno senza vedere il cielo azzurro squarciato da questi reticolati criminali.
 Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min
Penso a cosa scriveranno sui libri di storia tra un secolo o due.. lo chiameranno l'olocausto chimico? In effetti la sensazione è quella di essere immersi in una gigantesca camera a gas, dove non ti sottopongono a forza ma ti senti ugualmente impotente. 



 Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min


Si sa anche il Potere con gli anni si evolve e si perfeziona è riuscito a creare un genocidio silenzioso attraverso una falsa crisi economica voluta dalle banche, non bastasse quella ci avvelenano quotidianamente oltre che con il cibo OGM, i vaccini al mercurio ecc, anche nel cielo con le scie chimiche che spesso riflettendosi al sole rivelano l'alta presenza di metalli pesanti attraverso una colorazione insolita ( tipo arcobaleno) nelle nuvole.

 Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min


 Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min
Ma al contrario del passato dove i dittatori venivano condannati e marchiati a vita nei libri di storia, oggi siamo di fronte ad una strage silenziosa, dove i colpevoli si nascondono dietro le quinte, dietro i loro eserciti e le loro marionette politiche, i colpevoli sono tanti, a partire da noi.. Il nostro silenzio sta permettendo tutto questo.

 Aerosolterapia bellica: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min

Aerosolterapia bellica: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min

 Scie chimiche: Belluno, Italia (autunno 2013) - foto Daniel De Min
Mi dispiace soprattutto per i bambini, loro al contrario mio non potranno godere dei cieli limpidissimi e azzurri della mia infanzia, dell'aria fresca e pulita che non sapeva ancora da metallo, a scuola probabilmente disegneranno cieli bianchi colmi di strisce e gli faranno credere che sia tutto normale, cosi cresceranno senza più il dubbio, credendo realmente che quello scempio non è opera di criminali in divisa, di governi corrotti che una volta maggiorenne inconsapevolmente voterà...



ITALIA, DOLOMITI BELLUNESI (autunno 2013): NUVOLE NATURALI E NUBI ARTIFICIALI - foto Daniel De Min
Lo diceva pure Fabrizio De Andrè che non esistono POTERI BUONI !

Friday, October 26, 2012

TERREMOTO IN CALABRIA

e poi si lamenta che non trova lavoro...

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/10/terremoto-in-calabria.html

TERREMOTO IN CALABRIA

di Gianni Lannes

Un forte sisma era stato preannunciato da esperti la scorsa primavera. Bilancio provvisorio: danni,  un anziano morto per infarto a Scalea e sfollati. Soprattutto panico. E' questa la situazione attualmente nel Pollino, colpito da una violenta scossa di terremoto di magnitudo 5. Il movimento tellurico è stato registrato alle 1.05, con una profondità di 6,3 chilometri. Cause naturali o artificiali? La scarsa profondità insospettisce non poco, anche perché la Nato durante tutto l’anno ha seguitato a svolgere esercitazioni e sperimentazioni segrete in Italia e nel Mediterraneo, a ridosso di aree vulcaniche sottomarine (il Marsili) e faglie sismiche attive - particolarmente sensibili - sotto il comando unico e la direzione degli Usa. Il Governo Monti, ossequioso al diktat del padrone a stelle e strisce, ovviamente tace.

Epicentro a Mormanno, dove è stato evacuato l'ospedale. Centinaia di chiamate alle forze dell'ordine. La scossa è stata avvertita in tutto il Sud Italia. Tanta paura, case e un ospedale evacuato. I comuni più vicini all'epicentro sono quelli di Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello in provincia di Cosenza, e Rotonda in provincia di Potenza. La scossa è stata avvertita in tutto il Mezzogiorno d’ Italia. Nessun danno è stato segnalato al momento in Basilicata. In Calabria, invece, la situazione più critica è quella di Mormanno (Cosenza), dove è stato evacuato l'ospedale che, in quel momento, ospitava alcune decine di pazienti. Numerose le case danneggiate da lesioni e crepe, mentre risulta inagibile la chiesa madre del paese. La paura è decisamente alle stelle e la gente ha trascorso la notte in strada. Nei centri più colpiti sono intervenuti Forze dell'ordine, Protezione civile, Vigili del fuoco e volontari. Per quanto riguarda i degenti che si trovavano nell'ospedale evacuato, i più gravi sono stati trasferiti nei nosocomi del comprensorio; pochi quelli dimessi, mentre la maggior parte ha trovato sistemazione nelle tende allestite dai soccorritori. Dopo il terremoto di magnitudo 5 sono state registrate una ventina di scosse di assestamento, la più forte di magnitudo 3.3.

Sono state 22 le scosse di terremoto che nella notte hanno fatto tremare la terra tra la Calabria e la Basilicata registrate dall'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia (Ingv), ma il sisma si è avvertito in tutto il sud Italia. La prima scossa è stata in assoluto la più forte, di magnitudo 5.0 all'1:05. Le altre scosse sono state tutte meno violente: pochi minuti dopo la prima ce ne sono state due di magnitudo 2.7 e 3.3 e si sono susseguite per una media di cinque l'ora fino all'ultima, di magnitudo 2.2 alle 4:56 del mattino.

"Nessun ferito né crolli, ma lesioni ai fabbricati e tanta paura". E' questo il primo bilancio del terremoto di stanotte sul massiccio del Pollino, tra Calabria e Basilicata, fatto dal prefetto di Cosenza Raffaele Cannizzaro ai microfoni di SkyTg24. Il prefetto ha ricordato "lo stress notevole" cui è sottoposta da due anni la popolazione della zona: centinaia di scosse che hanno costretto da mesi molte famiglie a dormire in tenda o in auto, soprattutto nella zona di Mormanno. Molte le persone che hanno trascorso la notte nelle zone di raccolta, assistite dai volontari.

"Per precauzione è stato evacuato un ospedale, due case per anziani dove si sono verificate lesioni alle tramezzature. Resta da verificare cosa è accaduto negli edifici più antichi. Sopralluoghi sono in corso e continueranno per tutta la giornata". Cannizzaro ha confermato che "i servizi funzionano" come "le linee elettriche nonostante un breve black out e gli impianti idrici". Qualche masso si è distaccato lungo i costoni delle strade provinciali, ma nessun danno è stato finora registrato alla rete autostradale.

Si teme il peggio in particolare in Calabria e Sicilia, dopo le previsioni catastrofiche annunciate da alcuni  tecnici del Consiglio nazionale delle ricerche già diversi mesi fa.

Un nuovo ordine mondiale? La paura è la più potente arma di controllo di massa, specie in un Belpaese a sovranità azzerata e sotto il tallone dello Zio Sam da troppo tempo. Non è fantascienza: i terremoti possono essere scatenati a piacimento. E' in atto da tempo una guerra ambientale, ma pochi l'hanno capito. A presto.


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/05/il-governo-usa-e-responsabile-del.html

Saturday, September 15, 2012

CAVIE (e cagate) GENETICHE


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/cavie-genetiche.html

CAVIE GENETICHE

Italia, Sigonella, velivoli Nato.
di Gianni Lannes
Pianeta Terra: distruzione, malattia e morte. Il vero lusso nel terzo millennio è la salute. Allora perché non modificarla geneticamente? La vita ha un valore intrinseco, non è un bene di mercato. Il sistema di potere (le multinazionali economiche) a breve possiederà il genoma umano (i singoli geni che costituiscono la mappa del Dna) con una semplice licenza. Un esempio inosservato? Con una sentenza del 12 luglio scorso, la Corte di Giustizia della UE ha confermato “il divieto di commercializzare le sementi delle varietà tradizionali e diversificate che non sono iscritte nel catalogo ufficiale europeo”. Fin dal 1998 è in vigore una direttiva comunitaria che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere (Monsanto e altre multinazionali) vietandolo agli agricoltori. Ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato ora un grave reato.
Italia, Sigonella, velivoli Nato.

Certo, non in ragione di una banale teoria del complotto, con preveggenza nel 1977 l'Onu ha approvato la Convenzione contro le modificazioni ambientali. Ma come spesso accade quella regola internazionale è stata calpestata, accelerando la guerra clandestina all'ecosistema mondo. 
 
Prendiamo l'Italia sotto il dittatoriale dominio Usa dal 1945, non solo in ragione di una sconfitta bellica, ma più ancora per la sudditanza per ragioni meramente clientelari della casta politica italiota. Le due foto a corredo di questo editoriale ritraggono la base di Sigonella in Sicilia. O meglio: alcuni velivoli utilizzati dalla Nato sui cieli dell'Europa per le cosiddette “interferenze metereologiche” programmate dal Pentagono. O sarebbe meglio dire: modificazioni genetiche indotte dall'aerosolterapia militare, grazie alla collusione dell'Aeronautica militare tricolore (a cui non è evidentemente bastato il ruolo di copertura e depistaggio nella strage di Ustica e l'alto tradimento della Costituzione). Come per la ricerca nucleare segreta negli Stati Uniti d'America ed in Gran Bretagna dagli anni '50 ai giorni nostri, la popolazione del vecchio continente a sua insaputa è utilizzata su larghissima scala come cavia. Una terza immagine è stata scattata da una persona comune sulla spiaggia di Torre Canne, in provincia di Brindisi. Fenomeni simili sono stati registrati durante l'estate lungo tutto il litorale pugliese, particolarmente ad Ostuni.
Chi detiene il potere non ha scrupoli ma un solo obiettivo: un nuovo ordine attraverso la sostanziale riduzione della popolazione mondiale dell'80 per cento. La strategia della negazione consente di utilizzare armi e tecnologie ignote al genere umano. La distruzione di massa viene camuffata dalla ricerca scientifica. Se il Potere (e le sue ramificazioni più insignificanti) negano perfino l'evidenza delle scie chimiche (semplicemente un vettore delle modificazioni genetiche innescate dalle continue irrorazioni), figuriamoci quello che non si vede (per il momento).
Oggi possiamo tranquillamente discorrere di “Nuovo Ordine Internazionale” o “Nuovo Ordine Mondiale”, senza essere tacciati alla stregua di psicopatici cospirazionisti o complottisti dai giornali di regime (come La Stampa diretta dal raccomandato Mario Calabresi) o dagli sciacalli analfabeti in libera uscita (ancora per poco) sul web. Ma sapete perché? Per il semplice motivo che personaggi del calibro di George Herbert Walker Bush, Giovanni Paolo II, Henry Kissinger, Kofi Annan, Bill Clinton, Gordon Brown e molti altri, ne hanno parlato pubblicamente. Il problema è la memoria sociale corta, che ha però come attenuante il continuo lavaggio del cervello.
George Bush senior parlò di Nuovo Ordine Mondiale l’11 settembre del 1990: undici anni prima dell'auto attentato di New York alle torri gemelle; Papa Giovanni Paolo II lo fece nel messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace il primo gennaio 2003; Kofi Annan (ex segretario dell’ONU) nel suo ultimo discorso all’assemblea delle Nazioni Unite, rivolgendosi ai 192 leader dei paesi membri chiese addirittura la “creazione di un nuovo ordine mondiale”.
Un maestro di giornalismo assassinato dalla mafia - Giuseppe Fava - mi ha insegnato che “non serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare”. Quale altra battaglia di libertà far propria subito per proteggere il diritto vitale di ciascuno, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente consono ad assicurare la salute e il benessere? Adoro giocare a scacchi: questa è una partita contro un nemico del genere umano che non ha ancora un esito scontato. Non basta lo scacco al re (le prevedibili punzecchiature). Sta a noi (alla luce) dare scacco matto per sempre alle tenebre.
Torre Canne (BR), settembre 2012 (foto R. Vale).

Thursday, August 30, 2012

Scopiazzatori scatenati e figuracce


Sempre più ridicoli... Cominciamo da qui:

Usa: esperimnti segreti di manipolazione genetica
http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/08/usa-esperimenti-segreti-di.html

L'ultimo di Lannes. L'articolo e' bello ma lo stile del giornalista e' cambiato (almeno cosi'dice la mia pancia). Forse e' il prezzo da pagare per poter sopravvivere. Ovvero omettere i nomi.

Ecco dopo la bomba d'acqua di 30" e' tornato il sole. Tutto normale per i maledetti figli di puttana che causabo cio' o che coprono come i famisi esperti che prevedono siccita', carestie e fenomeni violenti in Italia i prossimi mesi.
Rispondi
Sì, Lannes è stato... ammorbidito.

Ma ammorbidiscimi 'sta fava... minchiaron, clusò: non vi siete accorti che Lannes "tutti i diritti riservati" ha scopiazzato le troiate staminchierane del minchia team sanremese (ad esempio) da qui? E che le foto (e ci ha messo pure FOTO GIANNI LANNES e come data il 2012...) che ha postato "assomigliano" a quelle prese dagli straccioni del terrazzino e che si vedono da ANNI?
Mamma mia che figuremmè... Ma andiamo a leggere le cagate di Lannes/Straker.
tdm

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/08/usa-esperimenti-segreti-di.html


USA: ESPERIMENTI SEGRETI
DI MANIPOLAZIONE GENETICA

Italia, scie chimiche, anno 2012.


di Gianni Lannes
L’obiettivo è il controllo del pianeta Terra. Impossibile negare l’evidenza: governi e militari trattano la popolazione peggio di una cavia. La dittatura nazista o staliniana al confronto è uno scherzo.  Ecco altre prove del Pentagono: la diffusione aerea di impianti biologici nel cibo, nell’acqua, nell’aria.  Lo dicono comunque gli stessi criminali in divisa che spadroneggiano in mezzo mondo, Italia in primis: «…are used to treat vast areas...». La brochure a stelle e strisce è inequivocabile:  «The 757th Airlift Squadron of the 910th Airlift Wing conducts the only aerial spray missions in the Air Force. These Reservists use four C-130H aircraft equipped with Modular Aerial Spray Systems (MASS), which are used to treat vast areas. For example, crews were charged with spraying areas devastated by Hurricane Katrina in Mississippi, Louisiana and Texas, to prevent the spread of disease. The 757th Airlift Squadron operates out of the Youngstown Air Reserve Station in Ohio». Si chiede un mio informatore  allarmato:  con cosa e per cosa?  E avvisano chi viene trattato? Va in onda il medesimo copione già sperimentato negli anni ’50 e ’60 mediante gli esperimenti nucleari segreti direttamente sulla popolazione (alla voce Stati Uniti d’America e Gran Bretagna), scoperti da ricercatori indipendenti ed ammessi dai “governi alleati”. Vale a dire: una sperimentazione di massa. Si, perché lo zio Sam ha allargato a dismisura l’orizzonte su scala planetaria. Tanto chi lo controlla? L’Europa è succube o tutt’al più supina al volere criminale della Casa Bianca e al nuovo ordine mondiale degli illuminati (vedi anche i criminali a piede libero Rockfeller e Rotshild). A parte le lobbies, basta dare un’occhiata all’Aspen Institute , o meglio al grado di cooptazione della cosiddetta “classe dirigente” del vecchio continente. Quanto alla portaerei Italia, i boiardi di Stato ci sono tutti: da Berlusconi a Prodi, passando per l’eterodiretto Monti ed il privilegiato Napolitano (inciampato nella trattativa Stato-mafia). Alzi la mano chi è fuori controllo disumano, a parte i miopi e i noti corrotti assoldati un tanto al chilo. Il tema della guerra ambientale in atto non entra nel dibattito generale dettato da chi detiene il potere. Quanto alle voci ammaestrate, basta fare attenzione alle grossolanità - nazionali e internazionali - pronunciate dai giullari ammaestrati - italioti e non - per rendersi conto del livello di disinformazione corrente. Allora: Saviano e Grillo a nanna. La faccenda è seria: è in gioco la vita di questa generazione e di quelle future.
Italia, scie chimiche, anno 2012.

Controllo totale - Il vero scopo delle scie chimiche (chemtrails): il controllo della popolazione mondiale, per mezzo della distribuzione  sul globo di microsensori che funzionano alimentati dai raggi ultravioletti. Ecco perché gli avvelenatori stanno completando la distruzione dell'ozonosfera.  Bisognerebbe acquisire familiarità con il documento “Weather As a Force Multiplier: Owning the Weather in 2025”, un capitolo delle previsioni future. Le persone preoccupate circa le operazioni di aerosol in tutto il mondo nell’atmosfera e definite “scie chimiche”, spesso si riferiscono a questo testo come un’evidenza in grado di dimostrare che le forze armate statunitensi sono coinvolte nelle operazioni di irrorazione per il controllo del tempo. Si tratta di un documento bellico da divulgare nelle scuole  di ogni ordine e grado ed in ogni continente.  Il concetto che le scie chimiche servono a ridurre il riscaldamento globale è la solita storia di copertura. L’aeronautica militare nord-americana ha studiato come diffondere sensori nanometrici tra la popolazione per mezzo del cibo, dell’acqua e dell’aria, di modo che questi sensori penetrino nell’organismo. Numerosi ricercatori indipendenti hanno raccolto prove che le scie chimiche contengono non solo germi, ma anche metalli, cellule di sangue, sedativi, sostanze cristalline, sali di bario ed un tipo di fibra di polietilene e silicio. Solo per offrire un termine di paragone documentato da nord a sud, osservato da una miriade di testimoni oculari: nel giugno 2012 in Puglia nevicava di brutto su distese di ortaggi, uliveti, vigneti e campi di grano. Velivoli senza livrea hanno irrorato il cielo nell’indifferenza generale, grazie alla compiacenza delle sottomesse autorità tricolori; ovviamente in ossequio agli accordi della Nato.
La dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa ed il dottor Michael Castle, chimico e attivista, hanno unito le loro forze per determinare se le nanofibre che fuoriescono dalla pelle dei malati di Morgellons e le nanofibre delle scie chimiche sono correlate. I pazienti affetti da Morgellons presentano nanofibre di colori differenti che fuoriescono da piaghe che non guariscono. Le fibre di ricaduta delle scie chimiche sono simili. Sono su di noi, nella nostra abitazione e si possono vedere con una luce fluorescente nera. La luce ultravioletta le fa brillare.  I filamenti, campioni di tessuto prelevati dalle vittime del Morgellons e campioni delle fibre delle chemtrails, sono stati inviati nei migliori laboratori degli Stati Uniti: AMDL Inc., ACS, Inc., MIT e Lambda Solutions. Il dottor Castle e la dottoressa Staninger hanno chiesto a questi laboratori di identificare le fibre. La dottoressa Staninger ha inoltre determinato che i filamenti del Texas coincidono con quelli analizzati in Italia. Le fibre delle scie chimiche sono una specie di filamenti pre-Morgellons. Le fibre del Morgellons sono più sviluppate, ma sono correlate ad un tipo di nanotecnologia. Assistiamo ad un’invasione dei tessuti umani nella forma di nanotubi, nanofili, nonostrumenti, in grado di autoassemblarsi, autoreplicarsi insieme con sensori o antenne e capaci di trasportare frammenti di D.N.A. ed R.N.A. geneticamente modificati. Queste nanomacchine proliferano in un ambiente alcalino ed usano l’energia dell’organismo, i suoi minerali ed altri elementi non identificati come alimentazione. Esiste un’evidenza che suggerisce che queste nanomacchine ospitano al loro interno delle batterie. Si ritiene anche che siano in grado di ricevere specifiche microonde, segnali EMF ed ELF. E’ possibile che le fibre delle scie chimiche diventino nanoparticelle? La dottoressa Staninger pensa di sì. Le nanoarticelle possono passare attraverso le barriere del sangue nei polmoni, entrare in circolo e raggiungere il cervello o altri organi del corpo. Jim Giles afferma: “Le nanoparticelle, piccoli grumi che potrebbero essere usati per rendere i circuiti dei computers più veloci e per migliorare l’assorbimento dei farmaci, possono raggiungere il cervello dopo essere state inalate".
La Staninger ritiene che queste nanoparticelle siano in grado di assemblarsi dopo che hanno raggiunto il cervello o altri organi. Ella afferma che noi mangiamo questa nanotecnologia. È nel cibo, nelle piante e negli animali. Ricorda anche che le nanoparticelle replicano il D.N.A. dei germi con cui vengono in contatto. Ciò determina un aumento delle malattie. Un tipo di nanofilo è implicato nella creazione di pseudo-capelli e di pseudo-pelle. Queste proteine, in grado di replicarsi, creano anche forme chimeriche, simili ad insetti o a parassiti. Nascono pure dei bambini con queste nanomacchine nel loro organismo e ciò è la prova che questa tecnologia può oltrepassare le barriere protettive. Il dottor Castle ha stabilito che almeno 20 milioni di Statunitensi hanno questi sensori, antenne fili e strumenti nel loro organismo. Il Morgellons si diffonde con una media di mille casi al giorno. La media è destinata a crescere nei prossimi anni. Le persone che non manifestano sintomi del Morgellons possono avere comunque una malattia non conclamata. Si ritiene che il sintomo principale sia l’espulsione di fibre dalla pelle. Se non si manifestano sintomi, vuol dire che il tuo organismo si sta abituando all’aggressione.
Su la testa - Una volta i disinformatori prezzolati o più semplicemente i dementi nullafacenti - senza arte né parte - stravaccati sul web, riuscivano a convincere le masse facendo credere che Haarp fosse una stazione radio per musica leggera, che le scie chimiche un grazioso ornamento al cielo naturale, i cerchi nel grano elaborati da ricci in amore, il signoraggio bancario una fortuna per i popoli. Invece, basta socchiudere gli occhi al cielo. Quella che stiamo vivendo è una guerra climatica, ambientale, finanziaria ed alimentare creata in laboratorio da criminali potenti. O apriamo le menti e facciamo qualche cosa di sensato per arrestare questa barbarie, oppure siamo destinati in questa vita a soccombere. Non è più tempo di ingenuità o chiacchere al vento. Bisogna osare: vale a dire mandare gambe all’aria questo sistema di potere che opprime il genere umano e distrugge la vita di Gaia.
Italia, scie chimiche, anno 2012.
Italia, scie chimiche, anno 2012.

Italia, scie chimiche, anno 2012.

Italia, scie chimiche, anno 2012.

Unbenannte Anlage.

Tuesday, August 21, 2012

ITALIA: USA e getta…


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/08/italia-usa-e-getta.html

ITALIA: USA e getta…

Italia, inquinamento marino.

di Gianni Lannes
C’è un libro che attende da più di un anno un editore libero e indipendente che abbia il coraggio di pubblicare un lavoro di ricerca a 360 gradi. L’inchiesta giornalistica sul campo, o meglio in mare aperto e nelle fonti dirette (governi, multinazionali, mafie, istituzioni…) è giunta al suo capolinea naturale. Altro che navi dei veleni chimici e radioattivi: sono emerse sorprese di ogni genere in fondo al mare nostrum. E’ in atto un genocidio sommerso, silenzioso, coperto dall’omertà ad elevati livelli istituzionali. A pagare in termini di perdita di salute e di qualità della vita è l’ignara popolazione. E’ in atto una sorta di congiura del silenzio che ho tentato di squarciare già tre anni fa a Palermo, sollecitato da Salvatore Borsellino. L’esempio della centrale nucleare di Caorso, ma potrei citare il cimitero nucleare realizzato in Basilicata già a partire dagli anni ’60. Sia il Tg 1 Rai (l’anno  scorso) che il quotidiano La Repubblica (aprile 2012) mi hanno chiesto un’intervista sul fenomeno, ma inspiegabilmente, a distanza di tempo non hanno mandato in onda nulla e tantomeno pubblicato il contenuto di rivelazioni esplosive [ci sarà un motivo... Azzardo: minchiate di magnitudo intergalattica? n. tdm]. Il blog SU LA TESTA è un contributo spontaneo realizzato con sacrificio di tempo e rischi (gratuito per i lettori) alla ricerca della verità in un Belpaese che sta morendo. Fino ad ora questo diario pubblico ha procurato minacce di morte, intimidazioni, insulti, avvertimenti, grane giudiziarie e quant’altro a chi lo realizza per offrire informazioni che mass media nascondono volutamente. Andremo avanti fino a novembre 2012 (un anno esatto dall’esordio), poi staccheremo la spina. [bene. Teniamo a mente questa data, forse tra 3 mesi o giù di lì ci si sarà liberati di un cazzaro immane con 'tutti i diritti riservati'. n. tdm] A tutto c’è un limite. A Sud del Mezzogiorno si tramanda un antico detto: “se un asino non vuole bere è inutile insistere”.  
Nucleare mon amour - Benvenuti nell’eldorado a stelle e strisce, una portaerei nel Mediterraneo dove albergano indisturbate le armi di distruzione di massa. Una volta, tanto tempo fa, l’Italia veniva chiamata “Isola delle meraviglie”. Allora il giardino d’Europa esprimeva una civiltà e non era ancora preda dei ladri di futuro, di quelli che si riservano il diritto di annientare la vita in un amen, ammantati dai segreti militari.  Per la seconda volta, dopo il referendum del 1987, gli italiani hanno bandito il nucleare. Fatica vana perché il Belpaese - sull’orlo dell’olocausto atomico -  nasconde un arsenale di bombe  nucleari che infestano mari e terraferma, targate Stati Uniti d’America, in grado di cancellare per sempre il vecchio continente e dintorni dalla carta geografica. L’atomo bellico non è in agenda, insomma, non esiste nella “democrazia radioattiva” e, quindi, non si discute con i sudditi drogati dalla bulimia televisiva. Infatti, va in onda un giorno sì e l’altro pure a reti semplificate per i consumatori ubbidienti, la congiura del silenzio informativo. Grazie alla casta politica che ha appesantito la subordinazione e ci ha resi una colonia. Anche in materia di squisito diritto non si scherza: la Corte di Cassazione del Belpaese ha stabilito che la magistratura italiana non ha voce in capitolo sul nutrito campionario di atomiche USA, impiantate a casa nostra, ad un soffio da asili, scuole, ospedali e piazze. E’ finita la guerra fredda ed è cominciata la terza guerra mondiale.  Nel XXI secolo valgono ancora i patti siglati sottobanco, suggeriti da diplomatici e militari in carriera. L’accordo bilaterale - Bilateral Infrastructure Agreement (1954) - mai ratificato dal Parlamento, è stato imposto dagli USA su richiesta di patrioti nostrani. Una sudditanza consolidata in tempi più recenti dall’interregno bellico di vip inossidabili. Insomma, una delega in bianco in nome e per conto di milioni di biografie anonime: nomi, cognomi, soprannomi, date di nascita e giorni di morte.  
Mar Jonio, Italia, nave dei veleni.

Guerra ambientale - Era stata appena consumata la penultima macelleria mondiale, al ritmo di bombardamenti al fosforo  e al napalm (sperimentati sul territorio italiano ben prima del Vietnam). Allora gli anglo-americani allestirono in gran fretta nei mari italiani (Adriatico e Tirreno), alcuni cimiteri subacquei di armamenti chimici vietati dalla Convenzione di Ginevra (1925), per far sparire le tracce del loro arsenale proibito. Dal 1945 ne subiamo le conseguenze incalcolabili, fino alle odierne mutazioni genetiche indotte dalle sperimentazioni atmosferiche. Negli anni ‘60 tuonava in Italia il boom dell’atomo bellico: esperimenti, incidenti e fallimenti; in particolare, fughe di radioattività. Il campionario del dottor Stranamore, a guerra fredda consumata sonnecchia accanto a noi. I boiardi in divisa non hanno risparmiato un lembo tricolore: da nord a sud, isole incluse, mari annessi, vulcani, parchi nazionali ed aree protette, zone sismiche e territori franosi che si squagliano dopo un temporale. L’abbiamo sempre scampata bella, ma chissà se la fortuna persisterà a lungo nell’ex paese di santi, poeti e navigatori. Ben 90 bombe termonucleari, meglio note come  “B 61” a caduta gravitazionale - di proprietà USA - giacciono allo stato d’allerta, in alcuni aeroporti militari: a Ghedi Torre in provincia di Brescia e ad Aviano, terra del Friuli Venezia Giulia. C’è l’imbarazzo della scelta: ordigni atomici in miniatura, ma comunque letali nella base di Camp Darby, a Livorno. Mentre in Sicilia, alle falde dell’Etna sonnecchiano missili e mine atomiche di profondità. Gli Alleati non hanno lesinato sul potenziale distruttivo: plutonio ed uranio arricchito. Sostanze nucleari di scarto sono state sepolte nel ’92 nelle caverne carsiche di “Site Pluto” nel paese di Longare, ad uno sputo da Vicenza, città in fase di definitivo inglobamento bellico. Senza escludere altri siti “top secret”, assolutamente inaccessibili ai comuni mortali. Negli Stati Uniti d’America le unità a propulsione ed armamento nucleare non possono attraccare - per legge - dentro i porti civili. In Italia, invece, sostano e si esercitano in almeno una dozzina di aree portuali (ad esempio: Cagliari, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto), dinanzi a litorali popolosi. Navi e sommergibili atomici si rincorrono dribblando le petroliere in transito a Trieste, senza risparmiare Venezia o le Bocche di Bonifacio e lo Stretto di Messina; si inabissano e riemergono a ridosso di raffinerie, piattaforme dedite alla rapina di idrocarburi, oleodotti, rigassificatori e fabbriche chimiche. Ogni tanto perdono qualche siluro o missile, oppure, in alternativa colano a picco qualche peschereccio: lavoratori del mare, tutto compreso. Più ancora prediligono i parchi marini, meglio noti come santuari naturalistici di carta straccia. Piani di sicurezza? Mai pervenuti all’opinione pubblica.    A metà degli anni ’70, in gran segreto le forze armate italiane hanno testato con tre lanci nel poligono sardo Salto di Quirra, il missile “Alfa”, destinato ad essere  usato con testate atomiche. I militari nostrani hanno ottenuto dallo zio Sam un impianto nucleare (Camen, oggi Cisam, ex Cresam) alle porte di Pisa, dinanzi al Tirreno, nel parco di Migliorino-San Rossore, dove sperimentare e infine accumulare all’aria aperta, quantità di scorie nucleari non contabilizzate nell’inventario nazionale. La base, è  stata trasformata in una discarica militare a pieno regime.
Segreti di segreti - Nodi volutamente irrisolti, ancora stragi in tempo di pace: strage di Ustica (27 giugno 1980: 81 vittime). Il movente è sepolto nelle alchimie internazionali. Manca all’appello Israele - che aveva già messo in atto una serie di attentati in Italia - mentre gli Usa non rispondono alle rogatorie dei giudici.  Nel 1976 il “nostro” governo ed alcune società come la Snia Techint hanno stretto accordi commerciali per 50 milioni di dollari, con l’Iraq. Lo scopo era fornire allo Stato di Saddam Hussein la tecnologia nucleare. Ecco gli aggiornamenti giudiziari, qualche gola profonda ed innumerevoli testimoni “suicidati”.    Attenzione alle bare volanti. Volano modelli imbottiti di uranio sporco, letale alle alte temperature. Quando meno te l’aspetti cadono e allora sono guai, elusi però dalle autorità. Nel 2000 l’associazione Medicina Democratica ha sporto una documentata denuncia, alla stregua dei Vigili del Fuoco, oggi lettera morta. Quando piovono improvvisamente dal cielo sulla terraferma i velivoli militari esplodono. Come nel caso di un aereo Usa decollato il 12 luglio 1984 dalla base di Sigonella, precipitato subito dopo a Lentini. Da allora, a pagarne le conseguenze sono in particolare i bambini, colpiti dalle leucemie più che ogni altra parte d’Italia.  
Elettrosmog invisibile. Nel 1982  l’Istituto superiore di sanità avverte che i radar  sono pericolosi, a causa delle radiazioni ionizzanti emesse in notevoli quantità e senza controllo. La normativa fa uno sconto in deroga al ministero della Difesa. Il dottor Franco Sarto,  30 anni fa aveva accertato il danno provocato all’organismo umano (aberrazioni cromosomiche). In seguito il ricercatore è stato censurato dalle autorità militari. Mentre nelle Marche, a Potenza Picena, è viva la battaglia civile di un’anziana donna, a Niscemi, gli Usa, calpestando le normative italiane di protezione ambientale e salvaguardia sanitaria, impiantano il potente Muos di rilevamento satellitare. Testimoni a perdere, inghiottiti dal nulla. A dare la caccia ai trafficanti di armamenti si rimette la vita. Chi rammenta il caso di “Volpe 132”? Una lugubre sorte assegnata a due piloti della Guardia di Finanza. La sera del 2 marzo 1994 perlustravano un tratto di mare a bordo di un elicottero delle Fiamme Gialle. Il velivolo è stato abbattuto e  i due sottufficiali, Sedda e Deriu, non sono mai stati ritrovati. A dirla tutta, neanche ricercati a fondo. E’ un torbido filo nero che intreccia il 1994. Il 20 marzo di quell’anno, a Mogadiscio, sono stati brutalmente assassinati Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Nonostante un pesante depistaggio la magistratura ha riaperto l’indagine. E sempre nel ’94 (luglio), in Algeria, nel porto di Djendjen, a bordo della nave Lucina furono inspiegabilmente sgozzati nottetempo, sette marittimi italiani. Già dimenticata la vicenda? In “democrazia” è vietato curiosare negli affari di chi indossa grembiulini globali, senza patria né confine etico. Chi non si adegua muore.  
I giochi di guerra della Nato non risparmiano le creature marine come balene, delfini e capodogli, che sopravvivono nei santuari confezionati su misura per i cetacei.  Altro che referendum contro le servitù militari più estese d’Europa: in Sardegna la Corte costituzionale ha addirittura negato questa possibilità democratica. Ma il popolo non era sovrano? Finché c’è guerra: da anni svettiamo in cima alla classifica mondiale per spese ed esportazioni militari, grazie anche alle triangolazioni che hanno fatto la fortuna dei servizi segreti, soprattutto del Sismi. Sicuramente in barba alla legge 185 del ’90 che vieta la vendita a Paesi in guerra o dove non regna la democrazia, in seguito edulcorata in sede istituzionale da Cesare Previti col beneplacito del sistema di potere dominante. Anche le banche di santa romana chiesa  partecipano al “business”: in bilancio non solo alla voce Ior. Gli ignari contribuenti sborsano milioni di euro per mantenere le basi militari dello “zio Sam”. Gli italiani pagano con nuovi debiti gli armamenti che la Difesa USA ci assegna. Ultimo caso: il cacciabombardiere F- 35, dal costo faraonico in perenne lievitazione. La casta dei politicanti drena senza controllo le casse pubbliche sempre più al verde. Poi, agli italiani dicono che non ci sono risorse per la scuola pubblica, per la sanità collettiva, per la ricerca di qualità, per i servizi pubblici efficienti, per il lavoro dignitoso. E meno di niente per la cultura, per la famiglia, per la salvaguardia ambientale, per la reale crescita umana.  Cose buone dal mondo: un cancro garantito e certificato a norma di legge.  La nocività come strategia di selezione della specie. Tappa finale: la progressiva rarefazione dei beni ambientali di prima necessità: aria salubre, acqua pulita, terra sicura. I dati ufficiali parlano chiaro: 10 milioni di italiani sopravvivono in aree gravemente inquinate. E va sempre peggio. Non a caso il codice penale del Belpaese ignora l’ecosistema. Guai, però, a fiatare. Il problema non è la destra o la sinistra, come aveva intuito Giorgio Gaber. C’è dell’altro. Con le mafie che fatturano il 20 per cento del prodotto interno lordo, è in atto una pacifica e duratura convivenza in vigore dallo sbarco degli Alleati.
Segreti, misteri e sangue a fiumane per nascondere traffici di armi, occultamenti di rifiuti, strategie offensive. Stragi, omicidi, omissioni, insabbiamenti della verità per celare affari ed egemonie belliche, ruberie parastatali. 
Allora, vi siete mai accorti di quanto sia bello vivere in un paese a sovranità   inesistente, che non può prendere proprie decisioni senza l’interferenza, pardon, l’aiuto degli USA. Vi siete mai resi conto di come sia inebriante svegliarsi una mattina, salire a bordo di un aereo o di una funivia (non fa differenza), ed in entrambi i casi essere abbattuti, per errore o gioco. Oppure imbarcarsi di sera su un traghetto diretto in Sardegna e finire arrostiti? Sembrano dimenticati i venti morti del Cermis (3 febbraio 1998) dell’era clintoniana. Dove si rintana la giustizia quando muore la pelle viva di chi non ha voce?  Belpaese a sovranità azzerata, almeno a partire dalle clausole misteriose (ignote perfino agli storici di professione) dell’armistizio di Cassibile. Da noi imperversano tuttora segreti regolamentati da un regio decreto fascista del 1941. La nazione italiana occupata dagli Stati Uniti d’America, non è sovrana né indipendente, ma succube. La fragilità italica cova le radici proprio nella lunga sequela di misteri alimentati a dismisura. Una litania di accordi internazionali ha annichilito la Costituzione: ultimi in ordine temporale i Trattati di Prum, Lisbona e Velsen, che assoggettano ogni Stato del vecchio continente ad una normativa sovranazionale, promulgata da legislatori oscuri e ratificata da parlamentari sulla cresta dell’onda. Avanza incontrastato il militarismo. Tanti, troppi, sotto controllo totale. Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Eurogendfor: la nuova polizia militare europea che ha assunto poteri e compiti totalmente al di fuori del controllo democratico. Una decisione ratificata anche dal parlamento italiano (opposizione compresa), soltanto nell’anno 2010. L’Echelon italiana, capitolo intercettazioni e spionaggi è una regalo a parte che assottiglia all’osso la democrazia.
Chissà quante generazioni ci vorranno perché approdi una nuova leva di italiani che sappiano scrollarsi la rassegnazione. Come se l’ex giardino d’Europa, fosse soltanto una  nauseabonda torta da spartirsi: appalti, subappalti, commesse e posti al sole. Chissà se riusciremo a seminare quel seme buono a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri, il coraggio dei padri, l’abnegazione dei nonni, di quelli che hanno fatto grande l’Italia, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto la riducesse in polvere. Chissà se riusciremo a rompere i compromessi e le compromissioni, i giochi delle parti, le mafie, gli intrallazzi, i silenzi, le omertà.
Tutte le strade, anche le più buie hanno un sole che  accompagna il cammino e un vento di pacifici colori che danza annunciando la primavera.  Per dirla con Pasolini: io so. La navigazione sul campo mi ha condotto a stanare le prove ufficiali: negli archivi angloamericani e in quelli italiani di ogni ordine e grado. Il mio viaggio a caccia di scorie non narra la storia, ma racconta alcune storie esplosive del Belpaese. Sconti a nessun, senza respiro. Sconfiggere i ladri di futuro è possibile, basta tenere a mente la lezione di Gandhi per estirpare il cancro militarista. Non c’è davvero, più tempo da perdere. E’ meglio essere attivi oggi che radioattivi e mutanti domani.
VIDEO
Padroni USA.
Italia.

Sunday, August 12, 2012

IL DOMINIO DEL CLIMA (e dell'ignoranza)


http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/08/il-dominio-del-clima.html

IL DOMINIO DEL CLIMA


di  Gianni Lannes
Navighi su Internet alla ricerca del volo più economico? Vuoi soggiornare in luoghi caldi d’inverno e freschi d’estate? Ti interessa una conferenza sul futuro della Terra? Allora, scopri da te qual è l’autentico prezzo del viaggio aereo che vuoi fare: il modo più rapido per non rinunciare alle comodità è precludere un futuro all’umanità. Ben Mattews, ingegnere ambientale e ricercatore dell’Istituto di astronomia e geofisica dell’università belga di Louvain ha creato il sito “scegli clima” (www.chooseclimate.org). Come funziona? «Due clic su una mappa, e un apposito modello di calcolo, il Java Climate Model, consente di scoprire all’istante il nostro contributo individuale, per il tragitto indicato, all’effetto serra. Basta qualche migliaio di chilometri sulle nuvole per produrre più anidride carbonica di dieci contadini del Bangladesh in un anno di vita». Il modello scientifico fornisce altre notizie: quanto kerosene occorre per ogni viaggiatore; quanto costerebbe un biglietto se nel prezzo fossero incluse le tasse; quanta parte del totale delle nostre emissioni sostenibili di carbonica consumiamo con un determinato percorso aereo.

Banca del clima. In un tragitto Roma-Londra e ritorno, esauriamo quasi completamente il nostro diritto alle emissioni per un intero anno. I velivoli vanno a kerosene, un carburante di origine fossile. Spiegano Guy Dauncey e Patrick Mazza: «Gli aerei commerciali generano 700 milioni di tonnellate di CO2 l’anno. Rilasciano ossidi di azoto direttamente nella troposfera (la parte inferiore dell’atmosfera, sede dei fenomeni metereologici): qui si ossidano nell’ozono troposferico che, a quell’altezza, funziona come potente gas serra. Provocano dense scie di vapore acqueo che, portando alla formazione di cirri, bloccano il calore all’interno dell’atmosfera». Così, secondo i calcoli di Paul Wennberg del California Institute of Technology, «il trasporto aereo arriva a incidere per un 10 per cento sul totale dell’effetto serra».  
Insostenibilità. «L’aereo inquina molto di più di un treno», ha dimostrato uno studio sul tragitto Roma-Milano dell’Istituto Ambiente Italia. Secondo dati Ocse «Il traffico civile è aumentato del 7 per cento l’anno dal 1988 ad oggi. Ogni anno si spostano sulle nuvole circa 30 milioni di tonnellate di merci». E se continua l’attuale tasso di crescita di passeggeri per chilometro, «nel 2020 gli aerei consumeranno il 250 per cento di combustibile in più rispetto ad ora». Il traffico aereo è di gran lunga la fonte di emissioni di gas serra che cresce più in fretta. E’ un comparto industriale escluso dai controlli e dai vincoli di Kyoto, eppure in un volo andata e ritorno Parigi-New York è come se ogni passeggero scaricasse nell’aria 2 tonnellate di anidride carbonica. Quanta ne viene emessa per assicurarci l’elettricità di un anno. «La Commissione europea sta sviluppando uno studio ambientale, economico e sociale, consultando tutti gli operatori del settore, per includere anche l’aviazione civile nella strategia di riduzione dei gas serra» attesta Jos Delbeke, capo della direzione ambiente Ue. «L’aviazione è il comparto a più rapida crescita fra quelli che concorrono ad alterare il clima - spiega Niels Ladegoged, un dirigente ambientale della Commissione Ue - Dal ’90 ad oggi le sue emissioni sono aumentate di oltre il 70 per cento e le previsioni indicano un trend in ascesa per i prossimi anni». Volare inquina anche chi vive a terra: non solo con il monossido di carbonio, le polveri totali sospese e le nano particelle più insidiose dell’aerosol, ma soprattutto con il rumore. Insomma, l’effetto serra da aviazione civile potrebbe triplicare entro il 2050 rispetto ai dati del 1990. E se i biglietti aerei costano poco, è a causa di due anomalie. La prima: mentre la benzina è pesantemente tassata, il kerosene è esentasse ovunque nel mondo. L’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), organismo tecnico dell’Onu che si occupa di effetto serra, dedicò nel 1999 il suo primo studio di settore proprio all’impatto dell’aviazione civile. Scatenando le ire del business aereo e petrolifero, il rapporto suggerì di «adottare politiche di sostituzione con altri mezzi di trasporto» e «disincentivare l’uso disinvolto del trasporto aereo con tasse o prelievi ambientali e con il commercio dei diritti di emissione». Non se ne fece nulla. Ed ecco l’altra singolarità: la fonte di emissioni di gas serra più rapida della terra è rimasta fuori dal Protocollo di Kyoto (1997) sulle riduzioni obbligatorie di gas. La comunità internazionale non si è accordata su dove sistemare il rilascio di CO2 per i voli internazionali. Il governo inglese, unico in Europa, si è dato (Libro bianco sull’energia) entro il 2050 l’obiettivo di ridurre del 60 per cento rispetto al 1990 le emissioni, per rispondere all’obiettivo di salvezza climatica indicato dall’Ipcc. «Ma perché mai gli altri settori economici dovrebbero accettare un costoso taglio di emissioni, mentre il comparto aereo avrebbe il permesso di triplicare il contributo al cambiamento climatico fra il 1990 e il 2050? Non includere gli aerei significa non poter raggiungere questo obiettivo di riduzione globale» ha denunciato la Sustainable Development Commission (Sdc) in un rapporto datato 2005. Nominata dal governo britannico si è opposta al Dipartimento governativo del trasporto aereo che, nel dicembre 2003, ha pubblicato il Libro bianco sul futuro degli aerei (Atwp).  
Ricetta Usa - Nel 1958 il futuro presidente americano Lyndon Johnson aveva promesso: «Dallo spazio riusciremo a controllare il clima sulla terra, a provocare alluvioni e carestie, a invertire la circolazione negli oceani e far crescere il livello dei mari, a cambiare rotta alla corrente del Golfo e rendere gelidi i climi temperati». E così è stato. Tanta capacità visionaria non finì inutilizzata, e gli Stati Uniti si ritrovarono durante la guerra del Vietnam a seminare le nuvole dell´Indocina per allungare la stagione dei monsoni e trasformare in un pantano il sentiero di Ho Chi Minh. La vicenda è stata ricostruita tra gli altri da Kristine Harper dell´Università dello Utah in un articolo pubblicato su Endeavour: «L´operazione aveva il nome in codice Popeye. Durante gli esperimenti, accadde però che la vicina India si ritrovò in una condizione di siccità per due anni di seguito, perché le piogge monsoniche lì non si erano presentate». Un discorso fondamentale meritano gli aerei militari: una stima per difetto paragona l’inquinamento di ogni velivolo a 500 auto non catalizzate. Nel 2003, durante il conflitto Usa-Iraq, i ciclisti della Critical Mass torinese, con gli scienziati della Società metereologica italiana, hanno calcolato quanto contribuisce all’effetto serra una guerra aerea. Base per le stime è stata quella del Golfo, 1991. Si è partiti dalla considerazione che un aereo da caccia tipo F-15E Strike Eagle o F16 Falcon consuma circa 16.200 litri/ora; un bombardiere B52, 12 litri/ora; un elicottero da combattimento tipo AH64 Apache, 500 litri/ora. Su queste basi, si è calcolato che un mese di guerra soprattutto aerea porti l’emissione di 3,38 milioni di tonnellate di CO2: l’equivalente dell’effetto serra totale provocato in un anno da una città di 310 mila abitanti. Altro fenomeno ignoto alle masse popolari, ma anche a numerosi addetti ai lavori: le scie chimiche a scopo bellico (chemtrails) che rendono il cielo lattiginoso, irrorando l’atmosfera con sostanze pericolose (alluminio, bario, piombo) dalla metà degli anni ’90, anche in tempo di pace (apparente). Finora le risposte del governo italiota sono state nebulose. Si pensava che difficilmente l´uomo avrebbe imparato a giocare con il tempo meteorologico ammaestrando la piogge, movimentando gli uragani, sciogliendo le nebbie, dirigendo la grandine, aprendo squarci di sole fra le nuvole o addirittura creando tempeste per sfruttarle per finalità belliche o commerciali. Ma da decenni, nell’indifferenza generale e nel negazionismo più collaudato, pericoli ed avvisaglie non mancano. La ricetta è stata fabbricata negli Stati Uniti d’America fin dal 1946 e poi perfezionata nel segreto più ferreo, a cui sono tenuti anche i generali italiani in pensione - che hanno giurato fedeltà alla Nato – e si dilettano ad interpretare la parte delle pedine antisistema. Un passo indietro. Fu lo scienziato Bernard Vonnegut ad avere l´idea di spargere argento nelle nuvole per favorire l´aggregazione delle particelle d´acqua attorno a "semi" fatti di atomi di ioduro, provocando la caduta delle gocce per forza di gravità. Le tecniche di manipolazione del tempo sono state volutamente bollate - per salvare le apparenze - dalle linee guida dell´Organizzazione meteorologica mondiale come “di efficacia assai dubbia”, ma che continuano e essere sperimentate in 40 paesi del mondo, Usa, Israele e Cina in testa. E che ne dite del tornado artificiale inventato dall’ingegnere canadese Louis Michaud? La potenza di un uragano contiene l´energia spesa in un anno dall´intero genere umano.  
 





Tuesday, July 24, 2012

TREMITI: ISOLE DI BOMBE ALLEATE E NAVI DEI VELENI

Qualcosa non mi torna nell'associazione Pianosa-Adriatico... CORREGGO: omonimia. Non lo sapevo.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.co.uk/2012/07/tremiti-isole-di-bombe-alleate-e-navi.html#more

 TREMITI: ISOLE DI BOMBE ALLEATE
E NAVI DEI VELENI

Pianosa, bombe Usa.
di Gianni Lannes
Estate esplosiva nel Mare Adriatico, addirittura all’interno di un’area protetta. «Merde diable. Ci siamo immersi  all’isola di Pianosa per ammirare le praterie di Posidonia ma abbiamo sfiorato con mano un tappeto di bombe inesplose - raccontano visibilmente storditi Antoine e Jean, due subacquei francesi - Potevamo saltare in aria. Perché nessuno segnala questo grave pericolo?». Eppure le autorità italiane sono ben al corrente dal 1945. Ma è possibile che una riserva naturale marina con fondali cristallini e una varietà di flora e fauna unica nel Mediterraneo covi un arsenale esplosivo? Pianosa è la più remota dell’arcipelago delle Diomedee - da cui dista 12 miglia - ultimo lembo di suolo italiano prima del confine con le acque internazionali e poco oltre della Croazia, si staglia a 18 miglia dal Gargano. La minuscola e disabitata isola prende il nome dal suo inconfondibile aspetto pianeggiante.  Dal 14 luglio 1989 è zona A: il cuore delle Diomedee.
Ordigni proibiti - Numerosi involucri esplosivi inclusi quelli risalenti al recente conflitto nei Balcani perdono il loro micidiale contenuto, alterando l’habitat marino con gravi conseguenze ambientali e sanitarie. La scoperta è dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che ha censito una minima parte delle bombe Usa. «Le indagini hanno evidenziato un notevole stress per gli animali marini campionati - rivela Luigi Alcaro, ricercatore dell’Ispra - segni di sofferenza e alterazioni a livello biochimico e istologico che possono essere diretta conseguenza del Tnt disperso dalle bombe». Il Tnt - secondo la letteratura scientifica - è un composto solido, giallo e inodore prodotto dalla combinazione di acido nitrico e solforico. Numerose ricerche hanno dimostrato la tossicità di questa sostanza sull’organismo umano che si manifesta a diversi livelli provocando epatite e anemia emolitica, danni all’apparato respiratorio, eritemi e dermatiti. Inoltre, il Tnt è stato qualificato a livello internazionale anche come potenziale agente cancerogeno.  Lo studio dell’Icram (Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) datato maggio 2003, parla chiaro. Non a caso il rapporto è intitolato “Contaminanti rilasciati dalla corrosione di residuati bellici sui fondali dell’isola Pianosa”. Nonostante la gravità inaudita della situazione, l’opinione pubblica è tenuta all’oscuro dalle autorità. Presso la Capitaneria di Porto di Manfredonia - in provincia di Foggia - nonostante la mancata collaborazione istituzionale, scoviamo un faldone impolverato. La cartellina contiene l’ordinanza numero 27, risalente al 18 ottobre 1972. Il documento, firmato dal tenente colonnello Mariano Salemme, rende noto che «Nella zona di mare circostante l’isola di Pianosa, per una profondità di metri 100, sono depositate su fondo marino un numero imprecisato di bombe aeree che rendono quella zona pericolosa alla navigazione, ancoraggio e sosta di qualsiasi natante, la pesca, la pesca subacquea e balneazione». Pertanto «Dalla data odierna fino a nuovo ordine, nella zona di mare sopra indicata per una profondità di mare di metri 500 (cinquecento) è vietata la navigazione, l’ancoraggio e la sosta di qualsiasi natante, la pesca, la pesca subacquea e la balneazione». Strano. Il Portolano della navigazione non fa menzione degli ordigni e neppure le carte nautiche più aggiornate. Sull’isola e attorno ad essa è vietata «l’alterazione con qualsiasi mezzo dell’ambiente geofisico o delle caratteristiche biochimiche dell’acqua, nonché l’introduzione di armi, esplosivi e di qualsiasi mezzo distruttivo o di cattura, nonché sostanze tossiche o inquinanti» stabilisce il decreto interministeriale del 14 luglio 1989. Non è tutto. Sulla scogliera fa bella mostra un ordigno inesploso risalente alla guerra nei Balcani. Un esame più attento mostra al suolo tracce di deflagrazioni costituite da metallo fuso sulla roccia. Ma il Governo non interviene. L’unica risposta istituzionale risale al 14 ottobre 2005. L’allora ministro della Difesa, Antonio Martino, si limita ad ammettere «il rinvenimento di un numero imprecisato di ordigni bellici risalenti alla seconda guerra mondiale» ma non predispone la bonifica dei fondali. C’è un rischio effettivo in quest’area dal pregevole e fragile habitat, scarsamente controllata dalla guardia costiera? «Nelle acque di Pianosa operano abitualmente pescatori di frodo e in prossimità dell’isola transitano petroliere e spesso gettano l’ancora natanti fuoribordo, circostanze che rendono possibile l’esplosione degli ordigni una volta che essi venissero a contatto con gli scafi» attesta l’interrogazione parlamentare (4-10469) indirizzata il 13 luglio 2004, da Mauro Bulgarelli ai ministri dell’Ambiente e della Difesa. Il deputato dei Verdi aveva chiesto inoltre: «quali iniziative si intendano adottare per rimuovere nel più breve tempo possibile gli ordigni giacenti sui fondali, fonti di gravissimo pericolo per l’ecosistema, per la navigazione e la salute delle popolazioni dell’arcipelago delle Tremiti?». 
Pianosa, bombe Usa.

Inquinatori in divisa - Chi ha bombardato l’isola ad un soffio dal Gargano? Una scomoda e dimenticata inchiesta della Marina militare italiana ha accertato la responsabilità degli Stati Uniti d’America. «Ci sono anche bombe non convenzionali, all’iprite e al fosforo, proibite dalla Convenzione di Ginevra del 1925. E’ un retaggio dell’ultimo conflitto mondiale: l’isola servì agli Alleati quale campo di addestramento. L’Us Air Force peraltro distrusse il faro, i pozzi e i rifugi dei pescatori» rivela l’anziano Raffaele Occhionero, testimone oculare dell’evento in veste di interprete presso il comando anglo-americano di stanza a Manfredonia. Una nota del capitano di fregata Domenico Picone - datata 13 gennaio 1996 - comprova: «sui fondali dello specchio di mare circostante l’Isola di Pianosa, che è classificata “zona di riserva integrale” della Riserva marina Isole Tremiti, in una fascia ampia circa cento metri dalla costa stessa, sono state a suo tempo identificate n. 48 bombe d’aereo (oltre alla probabile esistenza di altre nascoste dalla vegetazione) risalenti alla 2ª guerra mondiale». L’alto ufficiale insisteva: «Lo scrivente ha più volte interessato vari Organismi della Marina Militare, nonché il Ministero dei Trasporti e della Navigazione per la rimozione dei suddetti ordigni bellici sia lo scopo di eliminare lo stato di potenziale pericolosità per la pubblica incolumità, sia al fine di rendere fruibili gli specchi acquei dell’isola di Pianosa». Le più alte sfere dello Stato giocano ancora allo scaricabarile? Che senso ha salvaguardare un ambiente se non si elimina una pericolosa insidia?  In realtà, qualcuno ha tentato di porvi rimedio. Il 22 giugno ’95 Domenico Picone, comandante della Guardia costiera sipontina, interpellava i superiori: «Si prega di far conoscere le proprie determinazioni in ordine agli ordigni bellici che rivestono notevole rilievo ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità». Il direttore generale del ministero dei Trasporti e della Navigazione replicava il 19 settembre dello stesso anno: «Sembrano sussistere i presupposti necessari per l’intervento della Marina Militare in quanto è stata accertata la presenza di ordigni esplosivi che possono pregiudicare l’incolumità della vita umana in mare ed essere pericolosi per la navigazione». Tre mesi più tardi, il 18 dicembre, il contrammiraglio Sirio Pianigiani, innestava la marcia indietro tutta, a nome dello Stato Maggiore: «La Marina Militare interviene solo a titolo di concorso ed allorquando gli Enti richiedenti assumono formalmente gli oneri di spesa. L’inizio delle operazioni di bonifica potrà avvenire solo allorquando saranno note l’assunzione degli oneri di spesa e l’avvenuta disponibilità dei fondi necessari da parte dell’Amministrazione civile interessata». Strano. La bonifica di ordigni esplosivi è stata sempre effettuata, a partire dal 18 settembre 1963, dai nuclei Sdai della Marina militare. Non sarebbe il caso di applicare il principio di chi inquina paga?  Magari i responsabili potrebbero essere indotti dallo Stato italiano a farsi carico dei danni sociali ed ambientali prodotti, causati dall’affondamento indiscriminato di questi ordigni bellici e della loro lunga permanenza in un habitat marino che tutto il mondo ci invidia.
Carrette fantasma - La sorpresa è in agguato: non esistono più le boe di segnalazione ai naviganti, ma abbondano i rifiuti, soprattutto grosse chiazze di bitume e plastica in abbondanza. «A circa 30 metri dalla costa esiste il relitto affiorante della motonave PANAYIOTA» segnala attualmente il Portolano del Mediterraneo. Infatti, sui fondali a ridosso di questo isolotto disabitato giace una nave battente bandiera cipriota. Ed emerge lo spettro rugginoso di prua, rosicchiato dai flutti. L’autoaffondamento risale alla notte dell’11 marzo 1986, quando l’imbarcazione urtò contro gli scogli. Il mercantile custodiva nella stiva ben 695 tonnellate di fertilizzanti chimici, ed inoltre, 211 fusti metallici di rifiuti tossici. Il 5 marzo di quell’anno la Panayiota che aveva già cambiato identità e nazionalità - NOUNAK, poi VOSSO - salpa da Alessandria d’Egitto diretta a Sitia, in Grecia. Sei giorni più tardi si materializza al largo del Gargano. Il comandante Mikail Divaris viene interrogato dal sottotenente di vascello Corrado Gamberini e racconta: «Superato Vieste abbiamo cambiato rotta dirigendo verso Ancona. Dopo mezz’ora di navigazione il radar si è guastato. Intorno alle 11 e 15 la nave ha urtato con la prua sugli scogli dell’isola di Pianosa». La visibilità quella notte è di oltre due miglia sul mare forza 3 col vento che spira da Sud. In sostanza, consente di schivare persino un peschereccio. Il mercantile procede a una velocità di 8 nodi e mezzo sulla rotta 303: radiogoniometro, scandaglio ultrasonoro, pilota automatico, bussole magnetiche e registratore di rotta funzionano. Soltanto dopo l’inverosimile impatto il capitano ateniese lancia l’Sos. Risponde prontamente la motonave EL GRECO che raccoglie gli 8 uomini d’equipaggio: 4 egiziani, 2 greci, 1 cileno e 1 tunisino. All’atto del sinistro il Divaris non effettua i rilevamenti geofisici, non controlla la condizione del carico e l’entità dei danni subiti dalla nave; non tenta neppure di disincagliarla. Alle ore 14 del 12 marzo, giunge a Pianosa la motovedetta Cp 2012. Un lezzo insopportabile investe i guardiacoste: a sprigionarlo è il carico. Il giornale nautico del moto-rimorchiatore POSSENTE - che tenta per 8 giorni di disincagliare lo scafo - parla chiaro: «Per la preoccupazione di inquinamento iniziamo a trasbordare per quanto possibile il bunker esistente a bordo. Il direttore di macchina riesce ad aspirare con pompetta a mano sia pure stentatamente per l’impossibilità di accedere ai depositi, circa sette tonnellate di combustibile». A questo punto inizia il tira e molla tra le autorità italiane e l’armatore greco Emanuel Tamiolakis, titolare a Limassol della Navigation Limited che si rifiuta di rimuovere la carretta di fabbricazione norvegese. La società temporeggia chiamando in causa lo Stato italiano, ancorandosi alla falsa circostanza che l’11 marzo il faro di Pianosa era spento. La situazione ambientale precipita, tant’è che Giuseppe Ciulli, comandante della Capitaneria di Manfredonia invia il seguente dispaccio all’Ispettorato centrale per la difesa del mare: «Organi sanitari nazionali hanno dichiarato sussistere imminente pericolo inquinamento». L’ente statale non interviene. Il 12 agosto Fernando Mengoni, medico dell’Usl FG/4 approda a Pianosa e denuncia nero su bianco: «La stiva della nave risulta aperta: la parte del carico visibile all’ispezione risulta essere formata da una fanghiglia fortemente maleodorante di color nocciola, con vaste zone schiumose ed in evidente stato di fermentazione e putrefazione». Il 14 ottobre il direttore generale del ministero della Marina Mercantile si avvede del disastro: «Permane nella zona una situazione che può rivelarsi compromissoria per l’ambiente e per il paesaggio». Il dicastero tuttavia non interviene. L’ordinanza di sgombero numero 21/86 promulgata il 27 novembre 1986 dal comune delle Isole Tremiti cade nel vuoto. A distanza di anni emerge una verità imbarazzante: l’incidente è stato deliberato per intascare il premio assicurativo stipulato con l’Ocean Marine Club di Londra.  La perlustrazione subacquea a Pianosa ha rivelato la presenza di altre due relitti velenosi. Ma questa è un’altra storia insabbiata dallo Stato tricolore, grazie alla connivenza della Marina militare italiana.
Riserva di carta - L’isola di Pianosa coi suoi 11 ettari e mezzo di superficie presenta uno sviluppo di costa pari quasi a un miglio marino: ha una lunghezza di 700 metri, una larghezza massima di 250 e un’altezza di 15. A Nord, dove è sistemato il faro ricostruito nel 1948 (la sua funzionalità è stata recentemente sostituita da un orrido traliccio metallico), ci sono fondali frastagliati e a picco, mentre a Sud una secca si estende per circa cento metri verso il largo. Nell’interno, alla Punta di Ponente esiste un laghetto di circa 25 metri di diametro, profondo fino a 8 metri (a seconda delle maree) in comunicazione sotterranea con il mare. Nella cala del Grottone, un ipogeo subacqueo - abitato da cernie laureate e aragoste - si apre dal basso fondale per penetrare nelle viscere dell’isola. I suoi fondali sono ricchi anche di frammenti di ceramiche di anfore romane. Anticamente era frequentata dai dalmati nei periodi di pesca delle sarde ed aragoste.
Ordinanza numero 27, risalente al 18 ottobre 1972. 

Isola.

Italia, nave veleni affondata Pianosa isola.
Pianosa, perlustrazione.

Pianosa, mappa.