L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Sunday, May 13, 2012

La verde collina del complotto


Ringrazio il buon Wasp per la segnalazione :)
tdm

http://freeanimals-freeanimals.blogspot.it/2012/05/la-verde-collina-del-complotto.html

La verde collina del complotto


Mentre tutto il mondo esulta per un segnale di controtendenza allo sfacelo sociale, arrivato da Montichiari (BS) dieci giorni fa, c’è chi nel buio delle sue ammuffite soffitte mentali mastica veleno complottista. Mentre un movimento spontaneo di gente onesta e sinceramente dispiaciuta per il male presente sulla Terra gioisce per un’azione coraggiosa di segno opposto alla malvagità imperante, c’è chi si masturba le meningi paventando oscuri complotti massonici.
Poiché sono abituato a fare nomi e cognomi di quanti mostrano di avere il coraggio delle proprie idee, anche se palesemente sbagliate, vi dirò che l’infelice creatura in questione si chiama Corrado Penna, è laureato in chimica e vive in Sicilia.
Mi sono già occupato di lui, ma siccome pochi giorni fa ha passato il segno, mi sento in dovere di avvertire quanti ricercano la verità dietro le menzogne del Sistema che l’uomo in oggetto non è degno di fede, rappresentando una deriva complottista che sarebbe meglio evitare.
Altrimenti, debunkers prezzolati come Paolo Attivissimo e la sua squadra hanno buon gioco a mettere nello stesso mucchio tutti coloro che si occupano di complotti, giacché, se esiste il fenomeno della polpetta avvelenata, esiste sia negli altri che in noi stessi, all’interno del nostro gruppo, se no non avrebbe senso il suggerimento cristico di guardare la trave nel proprio occhio tralasciando la pagliuzza in quello del fratello.

Se si arriva a dire che Julian Assange e David Icke sono depistatori, insieme a Grillo, Travaglio e Chiesa, si dovrebbe, in base agli 

stessi parametri, arrivare a dire che anche Corrado Penna e il suo blog Scienza Marcia sono polpette avvelenate, dato che per puro arbitrio lasciano passare certi argomenti, ma ne stoppano altri.

Poiché tutto ciò è troppo umano, lo si potrebbe anche perdonare, in virtù del fatto che ciascuno di noi può pensarla come vuole. Ma il problema è nella divulgazione delle proprie idee e nella quantità di persone che vengono trascinate nell’inganno. Siccome gl’ingenui vegetano anche nei siti di controinformazione e non solo in coloro che leggono la stampa mainstream, c’è da aspettarsi che un certo numero di utenti di Scienza Marcia credano al “verbo divino” del loro guru siciliano, anche quando dice delle fesserie.
Tanto è vero che – e questa è una cosa che mi lascia sconcertato – persone ammirevoli come i fratelli Marcianò hanno un occhio di riguardo per il Penna, in virtù delle molte notizie interessanti, dell’entusiasmo con cui le dice e dell’enorme mole di lavoro divulgativo che compie. E questo glielo si deve riconoscere.
A questo punto, poiché sono contrario ad ogni contrapposizione ideologica manicheistica, se devo riconoscere nel chimico siciliano una certa parte di bontà e fondatezza, devo coerentemente riconoscere la stessa cosa anche in un Travaglio, in un Chiesa e in un Grillo. Per non parlare di Icke e Assange.
Tuttavia, vedo che Corrado Penna non è per niente tenero con gli animalisti e allora perché dovrei essere io tenero con lui? Se per Penna è valido il criterio discriminante di credere o non credere nell’esistenza delle scie chimiche e gli animalisti, a suo dire, non vi credono e quindi solo dei fasulli depistatori, allora la stessa cosa si dovrebbe dire di Grillo e altri giornalisti che di scie chimiche si occupano né punto né poco.
E infatti, molti cosiddetti complottisti la pensano proprio così.
Ho più volte cercato di far capire a Penna che ogni persona ha bisogno del suo tempo per maturare e per accorgersi delle irrorazioni clandestine, ma a questo punto, vista la pervicacia del soggetto, mi sembra di trovare una spiegazione del perché il sito animalista Promiseland e Agire Ora, di Marina Berati, non vogliono prendere in considerazione le scie chimiche.

Perché si sono visti presentare la cosa da un esaltato, invasato e aggressivo, o almeno così gli è parso Penna quando li ha contattati. Quindi, prima di accusare i due siti animalisti di non credere nelle scie chimiche, il nostro novello Savonarola dovrebbe togliersi i panni dell’eremita predicatore dagli occhi spiritati e sforzarsi di prendere le persone per il verso giusto. Oltretutto, poiché ciascuno di noi si sceglie la propria specializzazione, a Marina Berati e ai titolari di Promiseland non gliel’ha ordinato il medico di occuparsi di scie chimiche, perché hanno altre cose a cui pensare e altri interessi in cima alla lista delle iniziative di cui occuparsi.

Se lo fa il Penna, perché non possono farlo anche gli altri? Se si è specializzato in complottologia, perché biasimare chi si occupa d’altre tematiche umanitarie? Mi vengono in mente quelle beghine che tirano in ballo i bambini africani dai ventri gonfi quando qualcuno parla dei diritti animali e mi viene anche da pensare che Corrado voglia trovarsi a tutti i costi dei nemici, come i militari in tempo di pace che si annoiano e se la prendono con i loro stessi civili. Oppure, avendo tentato – e fallito – con Agire Ora e Promiseland, il Penna è rimasto scottato una prima volta e si è messo in testa che tutti gli animalisti siano emanazione degli Illuminati. Il cane scottato ha paura anche dell’acqua fredda, dice il proverbio.

Io penso a quelle migliaia di volontari, soprattutto di sesso femminile, che lavorano nei canili, tengono banchetti nelle piazze e 

vanno alle manifestazioni, che, incontrando per la prima volta un esaltato come Penna si fanno l’opinione che tutti gli studiosi di complottismo siano degli esaltati e quando sentiranno parlare di scie chimiche da me, che sono sia animalista che complottista, mi risponderanno che sono tutte frottole. E di questo si dovrà ringraziare quel Pasdaran della Rivoluzione di nome Corrado.

Il quale, grazie alla sua non conoscenza della realtà animalista, confonde Animal Liberation Front, di cui ho fatto parte, con i manifestanti che dieci giorni fa hanno raggiunto l’allevamento di Green Hill, la verde collina, e hanno liberato una cinquantina di cagnetti. A.L.F. fa cose ben peggiori in termini di violazione di legge che non invadere la proprietà privata e “rubare” animali. Fa anche e principalmente questo, cioè porta fuori dalle prigioni gli animali ingiustamente detenuti, ma compie anche atti di sabotaggio/danneggiamento per svariati milioni di euro.
Io sono stato condannato poche settimane fa a tre anni di reclusione, in primo grado, e i danni compiuti nel 2006 tra le province di Pordenone e Udine furono ingenti.
Penna non capisce che l’ago della bilancia è l’opinione pubblica, per la quale liberare cuccioli è più meritevole che bruciare camion per il trasporto bestiame e attribuisce la fallacia dell’ipocrisia al movimento animalista invece che allo specismo più o meno latente nella gente.
Per un vero animalista la mucca e il cane sono sullo stesso piano di sacralità, ma nel caso di Montichiari e dei cuccioli liberati c’è stato un concorso di forze provenienti da persone non omogenee tra loro, quelle famose entità a cui è doveroso dare tempo per maturare. Molti di coloro che sfilano nei cortei antivivisezionisti sono mangiatori di cadaveri. Se dovessimo applicar loro i criteri di purezza ben interiorizzati dal Penna, ci ritroveremmo in quattro gatti a manifestare, come avviene nella maggior parte dei casi.

L’allevamento di cavie di Giovanna Soprani, a San Polo d’Enza (RE), è stato chiuso dopo manifestazioni, cortei, sabotaggi e altre iniziative. Ora tocca alla Green Hill di Montichiari, che alleva solo cani beagles, e molti si stupiscono che non si sia intervenuti prima. Se un Giuliano Ferrara, pur con certi distinguo, e una Michela Brambilla, che ignora le scie chimiche, plaudono alla liberazione dei cuccioli, Penna ha qualcosa da ridire? Gli rode non averli dalla sua parte?

A noi fa piacere. Venisse anche il diavolo in persona, a far chiudere quell’allevamento e ad abolire la vivisezione! Ma purtroppo, il diavolo non esiste, la Brambilla e il Ferrara sì, manipolati mentalmente come possono esserlo tutti. Ed esistono anche oziosi maniaci che spargono zizzania e maldicenza sul web, come se gettassero una rete in mare, per prendere pesci-allocchi.
Penna se la prende con Promiseland perché nel 2000, ben dodici anni fa, si dichiarava favorevole all’estinzione umana e tira in ballo l’onnipresente Filippo d’Edimburgo, fondatore del massonico WWF, che sta bene dappertutto come il prezzemolo. Magari Promiseland, in dodici anni, avrà anche cambiato idea e in tal caso bisogna che qualcuno avverta Corrado.
Io non so se l’estinzione della razza umana sia cosa buona e giusta. Personalmente mi accontenterei che si estinguessero gli stupidi.

Thursday, August 25, 2011

L’insostenibile leggerezza del complottismo

http://freeanimals-freeanimals.blogspot.com/2011/08/linsostenibile-leggerezza-del.html

L’insostenibile leggerezza del complottismo





Questa è una lettera aperta a Corrado Penna, titolare dell’interessante sito

http://scienzamarcia.blogspot.com/.

Il casus belli da cui voglio partire è la seguente frase, (apparsa come commento su http://www.tankerenemy.com/2011/08/aerei-fantasma.html):

“le associazioni ambientaliste sono tutte cooptate per parlare solo del fasullo riscaldamento globale e non delle scie chimiche, così succede per le associazioni vegetariane, vegan ed animaliste"


Sarà mia cura sfatare tale errata convinzione, fermo restando che il signor Penna è libero di credere a ciò che vuole, ma nel momento in cui lo mette in rete, ovvero nell’agorà virtuale planetaria, deve accettare che le sue idee possano trovare oppositori. E’ con questo spirito di rispetto e d’amore per la dialettica che mi accingo a scrivere quanto segue.

La frase di Penna e le sue idee in merito agli animalisti e agli ambientalisti, verso cui traspare – e non è la prima volta - il suo dente avvelenato, è intrinsecamente sbagliata e pericolosa, perché potrebbe trovare sostenitori ed emuli e dare l’avvio a una valanga di imprecisioni e inesattezze nocive alla Verità.

Le valutazioni di Corrado Penna nascono dal non conoscere la realtà dell’animalismo (d’ora in poi tralascerò l’ambientalismo), ovvero dal non aver mai frequentato riunioni, assemblee, manifestazioni animaliste, e dal non aver mai avuto amici che si dichiarassero tali. Penna può aver conosciuto superficialmente qualche vegetariano, può tuttora essere amico di uno di essi, ma siccome nel caso dell’animalismo moderno si deve parlare di galassia animalista, sicuramente le idee che lui si è fatto finora si limitano a una piccolissima parte di esperienze personali e trarre, da queste, conclusioni universali è decisamente azzardato. Sarebbe come se qualcuno avesse avuto un contatto con (o fosse stato rapito da) un malvagio rettiliano e ne deducesse che tutti gli extraterrestri sono malvagi e odiano l’umanità. Il campione limitato non potrebbe essere in alcun modo predittivo.

Bisogna fare un minimo di excursus storico. Prima degli animalisti c’erano gli zoofili. Entrambe sono due etichette messe dagli altri, da coloro che non sono né zoofili, né animalisti, tanto è vero che se andiamo a cercare le due voci su vecchi dizionari, troviamo in un caso la perversione sessuale di chi si accoppia con animali e nell’altro un genere pittorico della storia dell’arte in cui si dipingono prevalentemente animali.

Che c’azzecca? – direbbe Di Pietro!

Infatti, qui stiamo parlando di un sentimento di empatia, provato solo da una minoranza di persone, verso i nostri fratelli dell’universo, che, prima di essere quagli omini verdi con le antenne, o quei lucertoloni squamosi tanto di moda oggi, sono gli altri esseri che condividono con noi lo spazio-tempo su questo stesso Pianeta.

Il vantaggio d’essere animalisti, rispetto all’essere zoofili, consiste nel fatto che l’animalista non è più considerato come espressione di una malattia mentale e solo da cattolici convinti e muniti di paraocchi viene considerato come l’espressione vivente di un disagio sociale, nonché inquadrato nell’ottica del decadimento morale della società (si amano gli animali perché non si sa amare gli uomini).

Se andiamo col pensiero agli anni Cinquanta, lo zoofilo veniva considerato con commiserazione e come se avesse seri problemi mentali. Veniva ostacolato spesso e volentieri dalle istituzioni e dal resto della società e, nel migliore dei casi, veniva compatito per le sue stranezze, dato che nella maggioranza dei casi si trattava di innocue vecchiette che spendevano l’intera pensione per dar da mangiare a cani e gatti. Venivano chiamate gattare e canare, termini un tantino dispregiativi.

Negli anni Cinquanta e Sessanta, l’associazione storica che rappresentava la zoofilia nell’immaginario collettivo italiano era l’ENPA, la quale, composta in genere da persone anziane, computava più sconfitte che vittorie ed era sempre alla ricerca del consenso soprattutto nei confronti di quelle istituzioni, fortemente cattoliche e dunque conservatrici, che erano la sua primaria fonte di frustrazione. L’ENPA, nata in periodo fascista (e infatti si chiamava Ente Nazionale Fascista Protezione Animali) decise fin dall’inizio di seguire la strada della collaborazione con le autorità, a volte seguendone gli indirizzi teorico-pratici, a volte suggerendone di alternativi. Se le autorità erano convinte che i cani randagi dovessero essere soppressi, l’ENPA deglutiva il rospo e, spinta da nobili ideali, imponeva che lo si facesse nel modo meno cruento possibile. Tanta gente non capiva e prendeva ad odiare l’ENPA stessa. A un certo punto, dopo tanta servile acquiescenza verso le autorità, nel 1978 Sandro Pertini inserì l’ENPA nella lista degli enti inutili da sopprimere, cosa che fece passare lo storico sodalizio da ente pubblico a ente privato e che abolì, temporaneamente, le cosiddette guardie zoofile. Questo fu il benservito, a dimostrazione del fatto che leccando parti delicate e sensibili ai potenti ci si ritrova, alla fine, con un pugno di mosche.

Se capiamo quali sono stati, secondo me, i meccanismi mentali e, di conseguenza, la prassi dell’ENPA, possiamo capire perché il suo germoglio moderno più famoso, la L.A.V., nata insieme ad altre “giovani” associazioni negli anni Settanta, abbia scelto la stessa strada seguita nei decenni precedenti. Anche perché, se le autorità possono decidere che non gli servi più, possono anche essere generose e finanziarti qualche progetto o accettare i tuoi suggerimenti di fare un canile in un certo modo e non in un altro. Se sai essere sufficientemente servile e ossequioso.

Dunque, non si può solo dire peste e corna delle istituzioni, ma si deve vedere anche il bicchiere mezzo pieno, ovvero i frutti che una collaborazione con le istituzioni può portare.

A questo punto, si tratta di vedere se gli interessi privati di un Gianluca Felicetti, presidente della Lega Anti Vivisezione, siano prevalenti rispetto agli interessi degli animali. O viceversa. Si tratta di vedere se dare ascolto alle malelingue o se quelle malelingue appartengono a gente invidiosa che faceva parte del Direttivo e per qualche ragione ne è stata espulsa. Si tratta di vedere se dare retta agli anarco-animalisti toscani dei Centri Sociali, che sdegnano ogni contatto con il Potere e considerare “tout court” un male il ricevere donazioni, contributi, denaro derivante dai tesseramenti e finanziamenti, o se essere più pragmatici e considerare che senza denaro non si fa molta strada.

L’esperienza del passato, maestra di vita, ci riporta sia il denaro “sterco di Satana”, sia il “pecunia non olet” di Vespasiano e quindi non ci è di molto aiuto. Santa Madre Chiesa, che è la madre di tutte le associazioni benefiche o sedicenti tali, ci dimostra che….senza denari non canta un cieco, come dice il vecchio adagio, ovvero che se non avesse accumulato immense ricchezze nei secoli trascorsi, ora il cattolicesimo sarebbe estinto e la Chiesa non avrebbe quell’influenza e quel potere subdolo che in effetti ha. Se davano retta a San Francesco e a Savonarola, a quest’ora noi eravamo musulmani da un pezzo, altro che Oriana Fallaci!

E dunque, prima di eleggere Papa Gianluca I, o di crocifiggerlo a piacere, a seconda dei gusti, cerchiamo di capire se:

1) il denaro è strumento o fine per il raggiungimento degli obiettivi statutari;

2) la collaborazione con le istituzioni è sempre e comunque negativa;

3) l’impianto dei microchip a cani e gatti (bestia nera di Corrado) è propedeutico a quello umano;

4) i vertici delle associazioni sono immischiati con i piani dell’élite mondialista, mentre le basi sono ingenue e strumentalizzate.

Io mi fermerei qui, con i punti focali, e risponderei così:

1) Il denaro serve al raggiungimento dei fini statutari, ma la tentazione del peculato è forte e gli animalisti non sono esseri umani superiori: Felicetti potrebbe essere un furbacchione, ma come faccio a fermarlo? E soprattutto, dove sono le prove che s’intasca soldi che non gli spettano? O non dovrei andare alla ricerca di prove, giacché il solo fatto che lo chiamino a tenere lezioni nei vari ministeri è già la prova dei suoi loschi intrallazzi?

2) Dal mio punto di vista, la collaborazione con le istituzioni è corrompente e preferisco lasciarla a gente disposta a sporcarsi le mani: qualcosa di buono può portare. Agli inizi della mia “carriera” d’animalista, facevo anch’io denunce ai carabinieri, per presunti maltrattamenti, ma l’unico risultato che ottenevo era quello di avere un articoletto sul quotidiano locale, tanto che a un certo punto facevo denunce al solo scopo di ottenere visibilità per le tematiche animaliste. E, a un certo punto ancora, ho smesso del tutto di inoltrare esposti alla magistratura. E’ stato quando ho cominciato a commettere reati per danni al patrimonio, andando a sabotare gabbie, recinti e altre strutture detentive. E’ stato in quel periodo di metanoia che il Gianluca capì di che pasta ero fatto e cominciò a dire di me peste e corna. Io smisi di considerare l’Arma come un alleato degli animali, perché l’articolo 727 del codice penale mi sembrava ben misera cosa, nonché un’arma spuntata per arrivare alla liberazione animale. La LAV e le altre associazioni riconosciute, dovendo scegliere, si schierarono dalla parte della legalità e contro l’Animal Liberation Front. Non poteva essere diversamente, se volevano continuare a mangiare alla greppia del Sistema. Bonariamente ho sempre accettato che mi considerassero un eversivo e che continuassero a fare il loro lavoro pulito e rispettato di sensibilizzazione: non sia mai che qualcosa di buono salti fuori, se non altro a livello di crescita collettiva della mentalità della gente.

3) Sull’impianto dei microchip ho creduto anch’io per molto tempo alla sua intrinseca bontà, posto che parallelamente al chip debba esistere negli uffici anagrafe un registro del corrispondente nominativo del proprietario, così da rintracciarlo subito, appena scannerizzato l'animale. Il tatuaggio nella parte interna dell’orecchio o della coscia del cane è stato sottoposto a dibattito per lungo tempo e alcuni sostenevano che un eventuale padrone senza scrupoli avrebbe potuto mozzare l’orecchio o bruciare con l’acido la parte interna della coscia, ma a quel punto, a uno che si comportasse così, non costerebbe niente far fuori l’animale del tutto: ci sono in circolazione demoni in sembianze umane che fanno queste cose e le cronache ce li ricordano fin troppo spesso. Ora penso che del microchip se ne possa fare a meno, considerato che per la maggioranza dei comuni italiani la legge sull’obbligo di registrazione è simile alle Grida manzoniane. Nel mio comune non la fanno, per esempio. Quando vado a passeggio con la mia cagnetta non registrata e incrocio un vigile urbano, provo sempre un po’ d’apprensione, ma succede regolarmente che il tutore delle leggi comunali accarezzi la mia bestiola o faccia apprezzamenti a voce. Che bravi vigili abbiamo nel mio paese! Che il microchip canino sia propedeutico a quello umano, può essere, ma io non mi fascerei la testa prima di essermela microchippata.

4) Su quest’ultimo punto, se escludiamo Filippo d’Edimburgo, cofondatore del WWF (ma che c’azzecca con l’animalismo? - direbbe il solito Di Pietro), il già citato Gianluca Felicetti (LAV), Walter Caporale (Animalisti Italiani), Paolo Mocavero (100 % Animalisti) e Marina Berati (Agire Ora) NON hanno mai avuto, né hanno tuttora alcun contatto con esponenti o emissari dell’élite mondialista, che tende alla realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale. Gli altri presidenti delle associazioni animaliste minori non li conosco, ma immagino che la stessa cosa valga anche per loro. Se escludiamo gli anarco-animalisti dei Centri Sociali toscani e il sottoscritto, cane sciolto con un passato di metodologia A.L.F., ne risulta un quadro in cui sia vertici che base dei gruppi animalisti non hanno niente a che fare con i piani degli Illuminati e le accuse di Corrado Penna cadono.

Tuttavia, capisco perché le abbia formulate. Ci sono stati casi come quello di Chicco Testa che è passato da presidente di Lega Ambiente a dirigente dell’ENEL, ma una rondine non fa primavera e l’onnipresente e petulante Tonino Di Pietro, anche qui, avrebbe buon gioco a chiedere: “Che c’azzecca?”. Un ambientalista, che mangia carne, non capisce un accidente di animali e magari è pure zoofobo, non può essere preso a paradigma di un intero movimento per i diritti animali. Che dico movimento? Di un’intera galassia! Che dico galassia? Di un intero universo!

E che nessuno dei citati presidenti d’associazione parli di scie chimiche, può dipendere solo dal fatto che nessuno di loro ha mai prestato attenzione a ciò che avviene in cielo, presi come sono da questioni meramente terrestri. Diamogli tempo. Forse fra un po’ se n’accorgono anche loro.

Forse, quelli che avrebbero dovuto accorgersi già da tempo delle irrorazioni di sostanze tossiche, sono gli animalisti della Lega Abolizione Caccia. I quali, oltre ad occuparsi di uccelli che, come disse Prezzolini, in Italia non volano ma fuggono, fanno spesso anche bird watching.

Dunque, considerato che quanto da me scritto non ha e non può avere un carattere d’esaustività, mi fermo qui, sperando che l’ottimo Corrado, a quanto mi risulta anche lui un cane sciolto - con scarsi o nulli contatti con la realtà animalista -, possa e voglia leggere queste mie note, onde continuare, qui o altrove, la nostra discussione appena iniziata. Io sono disponibile al confronto. Prometto che non insisterò per avere ragione a tutti i costi, ma se sarò ancora più perentorio di come sono stato finora, lo sarò per amore di verità, tenuto conto che, di nemici, gli animali ne hanno fin troppi e se è disgustoso un presidente animalista che fa la cresta sul gettito delle entrate, lo è anche chi come Corrado, da 25 anni vegetariano, solleva accuse ingiuste che vanno a colpire nel buio e che mestano nel torbido. Della serie: “Calunnia, calunnia, ché qualcosa resterà!”.

Il buio è spesso quello della nostra non conoscenza della realtà, ma io, a differenza di tanti che dicono: “Se non sai stai zitto!”, a Corrado dico: “Anzi, parliamone!”.

Grazie Corrado e grazie a tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggere fin qui. Con questo anomalo caldo agostano.

7 commenti:

Zret ha detto...

Articolo garbato ed equilibrato. Circa il ruolo delle varie associazioni, non mi ripeto, perché ne scrissi nell'articolo La frattura.

Ti ringrazio per le belle parole nei miei confronti su Stampa libera, ma è stato il tuo articolo, insieme con il commento del lettore, a suscitare le riflessioni.

Qui aggiungo solo - e se appaio blasfemo non m'interessa - che ai bambini che muoiono di fame potrebbe pensare Dio, visto che è onnipotente e che i bambini, a differenza degli animali, hanno l'anima.

Ciao

corrado ha detto...

peccato che non hai riportato nessun link perchè il buon lettore risponda di persona

ad esempio leggendo l'artiolo dedicato a Felicetti si capirebbe come le tue parole non si reggano in piedi

"il già citato Gianluca Felicetti (LAV), Walter Caporale (Animalisti Italiani), Paolo Mocavero (100 % Animalisti) e Marina Berati (Agire Ora) NON hanno mai avuto, né hanno tuttora alcun contatto con esponenti o emissari dell’élite mondialista" (*)

Peccato che non mi conosci e spari frasi a vanvera come "Penna non ha mai conosciuto un animalista serio". Li conosco fin troppo bene e ho visto come la loro serietà sia spesso totale intransigenza, come diventino succubi di una nuova chiesa e come con il loro mito dell' "azione diretta" spesso diano una mano al sistema che credono di abbattere.

Molti sono in buona fede, ma se tacciono sulle scie chimiche è anche perché qualcuno li indottrina.

tu piuttosto hai scritto a Marina Berati, Agire Ora e company? Io sì, il loro silenzio è eloquente, continuano a difendere la tossica soia e a non menzionare nemmeno le scie chimiche. Se ti rispondono sulla soia evitanto di dire mezza parola sulle scie chimiche. E mentre loro temporeggiano centinaia di specie di animali rischiano a breve l'estinzione a causa delle scie chimiche. Questo è un massacro di cui a lor signori non importa niente


Se non sono acquisiti allora purtroppo sono ingenui e manipolati

(*) dal 1998 è membro animalista del "Comitato per la bioetica veterinaria" dell'Ordine dei Medici Veterinari di Roma e provincia, dal 1999 della Commissione del Ministero della Salute per la protezione degli animali in allevamenti e macelli, dal 2009 della Consulta nazionale su etica, scienza e professione veterinaria della Federazione nazionale degli ordini veterinari, dal febbraio 2004 della Commissione del Ministero della Salute sulla tutela degli animali d’affezione e la prevenzione del randagismo, nel 2010 è stato chiamato nel Comitato del Ministro del Turismo per la creazione di una “Italia animal friendly".

E' stato Consigliere del Sindaco di Roma sulle tematiche degli animali dal 1994 al 1998, Consigliere sullo stesso tema dei Ministri delle politiche agricole e forestali e delle politiche comunitarie dal giugno 2000 al maggio 2001, Consulente dal gennaio 2004 dell'Assessore all'Agricoltura e Ambiente della Provincia di Roma dove ha costituito il primo Ufficio Tutela Animali di un'Amministrazione provinciale.

Nell'agosto 2002 è stato chiamato a far parte del Gruppo di lavoro del Consiglio Superiore di Sanità sulla "Tutela del benessere animale in allevamenti, trasporti e macellazione".

Insomma questa persona è davvero fortunata, è molto furba e sa perseguire i suoi scopi con grande astuzia, o ha dei santi in paradiso?

corrado ha detto...

aggiungo che l'uso della parola "complottismo" è veramente brutto, sa tanto di paolo attivissimo, l'uso di strani giri di parole al posto di "scie chimiche" non mi piace per niente

la mancanza di un link alle scie chimiche è imperdonabile

il fatto che in questo articolo non si accenni minimamente a quello che siano realemtne le scie chimiche e HAARP e a come siano state utilizzate per friggere milioni di uccelli e pesci all'inizio di questo anno solare mi sembra ulteriromente imperdonabile

se poi pensi che si riesca a spruzzare scie in tutto il mondo senza coprirsi le spalle acquisendo in un modo o nell'altro la maggior parte delle associazioni ambientaliste e animalisti credo che pecchi di ingenuità

quello che vedo in questo lungo articolo è il tentativo di difender el'indifendibile

come può un attivista del PD difendere ancora il PD dopo avere scoperto le scie chimiche?

come può un cattolico difendere la chiesa cattolica dopo avere scoperto le scie chimiche?

come può un animalista difendere ancora le organizzazioni animaliste che tacciono o peggio negano (vedi promiseland) le scie chimiche?

eppure mi arrivano ancora mail di cattolici che vogliono denunciare le scie chimiche ed andare ancora a messa ogni domenica

sempre meglio denunciare le scie, ma se non ci si trasforma dentro, se non si superano le logiche di appartenenza, se non si acquisisce una coscienza profonda di quello che succede, allora coloro che ci opprimono (che poi sono le stesse entità che incitano l'uomo a sfruttare e torturare gli animali) avranno sempre buon gioco e continueranno a manipolarci

sto forse io qui a difendere la sinistra extraparlamentare? no, eppure sono stato all'interno di quel movimento

sto forse difendendo l'anarchismo? no eppure sono stato parte di quel movimento

non capisco perché un animalista che scopre le scie chimiche debba difendere delle associazioni che stanno contribuendo col loro silenzio al PEGGIORE CRIMINE CONTRO TUTTE LE SPECIE VIVENTI

corrado ha detto...

e che dire del leit motiv dell'antispecismo degli animalisti? non è vero che sono antispecisti, perchè rispettano piu' che altro le specie animali (non sempre, infatti coltivare significa nel 99% dei casi anche ammazzare animali) mentre quelle vegetali se le mangiano

corrado ha detto...

ho riassunto queste ed altre considerazioni in maniera più ordinata nel mio ultimo articolo

buona lettura

Freeanimals ha detto...

Mi hai dato una dritta, Zret! Dio resta indifferente sia ai bambini (che hanno l'anima), che agli animali (che l'anima non ce l'hanno). Alcune anime pie si occupano dei bambini, altre degli animali, ma le prime sono indignate con le seconde, perché vorrebbero che ci si occupasse solo dei bambini.
Perciò, scriverò un articolo e lo intitolerò "Dio complottista"! O roba del genere. Allora ne sentirai di blasfemità! Sarà il festival della blasfemia!
Che dici, sono troppo pretenzioso?
Perché Dio tace sulle scie chimiche? Non sarà anche lui in combutta con gli Illuminati?

Freeanimals ha detto...

Corrado, alla prima tua lunga parte ho risposto su Stampa libera. Qui, prima di andare a leggermi il tuo ultimo articolo, che mi riguarda, vorrei aggiungere altre considerazioni.
Come quei cattolici che ti scrivono e, pur avendo scoperto le scie chimiche, non desistono dall'andare a messa, così anch'io, pur avendo scoperto le irrorazioni clandestine, non posso parlar male dei miei ultimi trentacinque anni di vita. I presidenti di associazione da te citati possono anche aver fatto qualche passo falso, possono tacere colpevolmente sulle scie chimiche, ma si stanno dando da fare per migliorare le condizioni di vita degli animali e a me questo basta. Che poi ci campino, potrebbe essere disdicevole, ma cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno e le cose positive che sono riusciti a produrre.

La tua obiezione sull'antispecismo, ovvero sul fatto che secondo te mangiare piante sia riprovevole come mangiare animali, la ritrovo in bocca a persone in malafede che vogliono continuare a ingozzarsi di cadaveri e, sentendola anche da te, mi sembra una caduta di stile.
Se davvero pensi che un mammifero assassinato sia equiparabile a una melanzana gratinata, allora sarà difficile e purtroppo improduttivo per noi due continuare a dialogare, perché ne risulterebbe un dialogo tra sordi.
Prima bisogna che tu chiarisca alcuni concetti di natura biologica e fisiologica e poi potremo parlare di etica. Mancano le basi e se continuerai a tirarmi in ballo la presunta sensibilità dolorifica delle piante, non potrò fare a meno di sospettare che stai ciurlando nel manico (spero che il senso di questa espressione corrisponda a ciò che ho in mente). Cioè, non posso considerarti credibile se ti ostini a porre le piante alla stessa stregua degli animali.
Comunque, se ne può parlare, ma spero che tu risolva da solo questa fittizia questione, secondo me creata ad arte dai macellai e dai loro affezionati clienti.
Ciao. Alla prossima.

Thursday, June 23, 2011

Due video animalisti - Una piccola digressione su alimentazione ed etica e sul negazionismo delle organizzazioni animaliste

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/06/due-video-animalisti-una-piccola.html

Due video animalisti - Una piccola digressione su alimentazione ed etica e sul negazionismo delle organizzazioni animaliste


Sulla TV animalista sono disponibili due nuovi video, si tratta di due investigazioni compiute dall'associazione inglese VIVA!, doppiate in italiano a cura di AgireOra, associazione che si batte contro la crudeltà nei confronti degli animali, per la diffusione dell'alimentazione vegan. Pur non essendo vegan (abolite le carni ed i latticini, mangio ancora le uova di galline allevate a terra con alimentazione controllata e senza uso di antibiotici) ritengo valida l'informazione su queste tematiche. Mi chiedo però se gli animalisti che spesso mostrano di essere intransigenti si rendono conto che anche i cetrioli soffrono e che le lattughe non sono molto contente di essere mangiate vive.

Per quanto ritengo etico e salutare evitare sia il consumo di carne che quello dei latticini (vedi il libro Il Mal di Latte - Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini), non possiamo far finta di ignorare che esistono animali carnivori e che anche gli erbivori divorano altri esseri viventi (fanno eccezione i frugivori, che si cibano solo di frutta e ortaggi). Insomma sembra proprio che chi ha "creato" (o rimodellato) il creato abbia fatto di tutto affinché sul pianeta terra la vita fosse indistricabilmente legata alla morte, e che nutrirsi significasse quasi sempre ammazzare.

Le sofferenze di cui si parla in questi due video infatti difficilmente si possono capire se non in un contesto in cui si ipotizzano delle presenze arcontiche che da tempi immemorabili vigilano sulla terra e su di essa esercitano un dominio nell'ombra, esseri non terrestri e/o non umani ai quali la sofferenza umana ed animale (ma anche vegetale) sembra essere immensamente utile, tanto da favorire prima i sacrifici a sfondo religioso, e poi la vivisezione, la psichiatria, la chemioterapia, gli espianti.

Purtroppo il progetto di Agire Ora Network non pare troppo differente da quello dei tanti siti di finto-animalism e finto ambientalismo, che non si curano o peggio negano l'esistenza delle scie chimiche, che diffondono la pericolosa menzogna del riscaldamento globale causato da gas serra (ottimo alibi per giustificare la geoignegneria e discolpare la manipolazione climatica). Tutti questi siti propagandano la soia come sostituto della carne, nonostante sia un cibo ricco di glutammato, quasi sempre contaminato da OGM (solo la varietà di soia detta "fagioli azuchi" sembra siano ancora esenti da contaminazioni) e che in ogni caso andrebbe consumato solo se fermentato.

Agire Ora pubblicizza informazioni depistanti sui gas serra
Per quanto possa essere pronto a scommettere sulla sincerità (ed ingenuità) della gran parte degli attivisti di agire ora, ho qualche dubbio sulle persone che gestiscono il sito ed il progetto, e che si adagiano sul modus operandi dei siti di disinformazione come promiseland, i quali blaterano di "scie di condensa" pur essendo perfettamente a conoscenza della questione delle scie chimiche, e del fatto che anfibi e pipistrelli stanno scomparendo anche a causa di esse, così come le api. Da notare come nei forum e nelle mailing list collegate a queste associazioni di animalismo e di alimentazione vegana non si possa praticamente citare la dannosità della soia o la realtà delle scie chimiche senza litigare con i gestori; provare per credere.

Promiseland ostenta informazioni negazioniste sulle scie chimiche
Ovviamente vorrei sbagliarmi, ma ... se volete provateci anche voi a spiegare queste cose ai gestori del sito agire ora.



Ed eccoci ai video:

*Anatre fuori dall'acqua*

Uno sguardo all'orribile realtà degli allevamenti di anatre, da un'investigazione dell'associazione VIVA! nel Regno Unito. Si può guardare il video al link anatre allevamenti.

Le anatre sono animali acquatici, l'acqua è fondamentale per loro. Ma negli allevamenti intensivi, le anatre non incontrano mai l'acqua, se non per bere, il che è per loro fonte di grande sofferenza e causa di problemi fisici; questo, unito alla costante mancanza di cure, rende l'allevamento di anatre una pratica particolarmente crudele.

Scarica il file del filmato: alta risoluzione o bassa risoluzione



*Il lato oscuro dei latticini*

La realtà della produzione di latte e latticini: mucche sfruttate e poi uccise, vitellini al macello a 6 mesi. Si può guardare il video al link latticini mucche.

A volte ci si chiede "Cosa accadrebbe agli animali, se tutti smettessero di consumare latticini?". La domanda corretta è: cosa accade ADESSO agli animali, per permettere alla gente di bere latte e mangiare formaggi? Questa video è la risposta: sofferenza fisica e psicologica per mucche e vitelli, e morte per entrambi, i vitelli a sei mesi, le mucche a 5-6 anni.

Scarica il file del filmato: alta risoluzione o       bassa risoluzione



Per chi non avesse ancora avuto occasione di vederlo, ricordiamo il documentario "Facciamo il collegamento" pubblicato poche settimane fa:

*Making the connection - Facciamo il collegamento*

Tutti i motivi per essere vegan raccontati da tante persone che hanno fatto questa scelta: per gli animali, la salute, la cucina, l'ambiente, la società, la forma fisica. Si può guardare il video al link facciamo il collegamento.

AgireOra Network