Di
recente alcuni scienziati statunitensi hanno rilevato in alcuni
soggetti un virus che normalmente infetta le alghe. Questo virus sembra
essere in grado di deteriorare le funzioni cerebrali, in particolare
quelle della corteccia visiva.
I ricercatori della Johns Hopkins University e dell’Università del Nebraska
hanno reperito i geni di un virus che, sino ad oggi, non era mai stato
rilevato negli esseri umani. Il patogeno è stato chiamato ATCV-1virus (Chlorovirus ATCV-1). Appartiene ad un gruppo di virus che attaccano le alghe lacustri, soprattutto la chlorella. I risultati di questi studi sono stati pubblicati nel portale ‘Proceedings of the National Academy of Sciences degli Stati Uniti d’America’.
Per stabilire se il virus potrebbe essere la causa di danni all’encefalo, gli studiosi hanno iniettato l’ATCV-1
in alcuni topi (sic). Sei settimane più tardi, il gruppo di topi con
ATCV-1 ha iniziato ad impiegare il 10% in più di tempo per districarsi
attraverso un labirinto. I topi infettati hanno anche mostrato
cambiamenti nei geni che si trovano in alcune zone del cervello. Sono
aree considerate essenziali per la memoria e l’apprendimento. Bisogna
chiedersi attraverso quali passaggi il virus in oggetto ha compiuto il
salto di specie, giungendo a contagiare gli esseri umani. La domanda
trova una sconcerante risposta, se ci si sofferma sui cosiddetti biocarburanti [1].

Scrive il Dottor Massimo Fratini: “La produzione di biofuel a partire dalle alghe sembrerebbe una strada più 'green'
ed ecologica per il settore della mobilità a motore e dalle prospettive
future interessanti, al punto che un numero sempre crescente di società
sceglie di investire in questa forma alternativa di biocarburante.
Proprio alla luce di ciò e considerati gli altri interessi
potenzialmente in gioco, il National Research Council (N.R.C.)
statunitense sta compiendo una serie di studi per individuare i problemi
di sostenibilità connessi allo sviluppo su larga scala dei
biocarburanti algali.
Pochi sanno che le alghe e, di conseguenza, i biocombustibili, sono
soggetti spesso alla colonizzazione per opera di virus algali, ad
esempio il Phycodnaviridae virus a DNA a doppio filamento. Sono patogeni che aggrediscono alghe eucariote
di acqua dolce e salata. La scienza sta imparando sempre di più sui
batteri e sui virus che spesso colonizzano gli organismi viventi con
effetti che, a lungo andare, diventano patogeni. L’imponente presenza di
concimi, liquami e di altri fanghi ricchi di nutrienti nei laghi e nei
corsi d’acqua, ha facilitato la fioritura di cianobatteri tossici,
causando la torbidità degli ecosistemi acquatici ed uccidendo pesci,
piante ed invertebrati.
I cianobatteri, chiamati anche alghe verdi-azzurre, infatti, possono contenere potenti veleni naturali noti come cianotossine. Tra queste troviamo la microcistina,
sostanza che causa danni al fegato negli esseri umani. Non tutti i
cianobatteri producono microcistina, ma è sempre più palese che i
sistemi d'acqua dolce, colmi di sostanze nutritive, producono
maggiormente fioriture di cianobatteri nocivi rispetto a quelli benigni,
soprattutto in primavera ed estate. Generalmente, infatti, crescono a
temperature elevate più di quanto non facciano altre specie di fitoplancton come le diatomee e le alghe verdi. Come si accennava, tracce di chlorovirus ATCV-1, che si trovano comunemente in laghi d'acqua dolce, sono state individuate nei tamponi faringei di oltre il 40% dei partecipanti ad uno screening scientifico”.

Ora, sappiamo che oggigiorno i biocarburanti cominciano ad essere
impiegati anche nell’aviazione: se le alghe usate per la produzione di
questi combustibili sono infettate dal virus ATCV-1, i residui
contaminati dispersi dai motori degli aerei nella biosfera si diffondono
dappertutto, in particolare nell’aria che respiriamo. Così alcuni ceppi
virali, resistendo a condizioni termiche ed ambientali proibitive,
sopravvivono per insediarsi nel sistema oro-faringeo. Ecco perché sono
stati reperiti nella gola dei soggetti in questione.
Nello studio referato dal titolo "Chloroviruses: not your everyday plant virus" a firma di James L. Van Etten e David D. Dunigan, pubblicato il 17 novembre 2011 sulla rivista "U.S. National Library of Medicine" si legge:
"Con il crescente interesse per l'uso di alghe per la produzione di biocarburanti, è ovvio che gli agenti patogeni, inclusi i virus, incideranno sulla produzione.
Si è recentemente scoperto che questi virus infettano le alghe. Virus
algali sono potenzialmente un problema più grande dei virus che
infettano le piante superiori. I virus delle alghe sono anche una fonte
in gran parte inesplorata di elementi genetici per l'ingegneria genetica
delle piante superiori. Alcuni virus algali sono stati recentemente
sequenziati o sono in procinto di essere sequenziati. L'analisi genetica
molecolare di questi virus costituirà un importante sviluppo nella
bioingegneria".
Si evince quindi che gli esperti di biotecnologie sono ben al corrente
di una potenziale contaminazione al di fuori degli ecosistemi lacustri
e/o della colture atte alla produzione di "carburanti bio" e
ciononostante, per meri motivi di profitto, la produzione su vasta scala
è ormai un dato di fatto. Di conseguenza il Chlorovirus ha avuto la possibilità di superare le barriere naturali in cui era confinato.

Recentemente un attivista ha raccolto un campione di polvere di ricaduta
(reperito sul poggiolo di casa) a seguito di operazioni di
geoingegneria clandestina e lo ha sottoposto a scansione microscopica,
evidenziando l'inquietante presenza proprio del Chlorovirus, come
mostrato nelle immagini a corredo dell'articolo. Siamo quindi di fronte
ad un'indiscussa contaminazione dell'ambiente (le recenti indagini
mediche lo confermano), poiché si assiste impotenti ad un trasferimento
per opera di un pericolosissimo patogeno, tipico dei biomi lacustri e
che ora è in grado di infettare milioni di persone per via aerea. Tutto
questo non è pura fantasia, ma realtà, in quanto sono molte le compagnie
di volo civile che, almeno dal 2011, impiegano biocarburanti per i loro
vettori.
[recentemente un mio amico che vive a l'Aia ha pestato una merda di cane. Poco prima straker aveva pubblicato un post e il giorno prima la merda di cane non era la' dove lui l'ha pestata. Siamo quindi di fronte ad un'indiscussa dimostrazione che quando straker pubblica qualcosa, egli genera merda di cane, anche a migliaia di chilometri di distanza.]
Articolo elaborato in collaborazione con il Dr. Massimo Fratini (Dipartimento di Scienze radiologiche, oncologiche e anatomo-patologiche [e tra gli autori di scemidalcielo]).
[1] La compianta Dottoressa Sandra Perlingieri, nell’articolo “Another chemtrails illusion: connecting more dots”,
2011, studio imperniato sulla dispersione di manganese nell’atmosfera,
nell’ambito delle attività di biogeoingegneria, scrive: "Inoltre, il
dottor Michael Castle rileva che un'altra parte di ciò che si propaga in
questo infuso letale è ‘un batterio E-coli, che è stato mutato con
un'altra forma fungina (ad esempio Fusarium sp). Si tratta di
assemblarlo con un materiale disidratato: è un essiccante che a questo
punto disidrata l'acqua togliendola dall'aria e, a sua volta, fa sì che
il batterio che si forma si idrati con un agente di nucleazione ad una
temperatura leggermente superiore'. E' questo liquido che crea le
precipitazioni più avvelenate e sintetiche tra cui la neve 'perlacea'.
Particolari ceppi di E-coli incrociati con altri microorganismi sono
stati brevettati e da tempo sono adoperati, insieme con la Pseudomonas
syringae, nelle piogge indotte, poiché fungono, per la loro particolare
forma ed altre caratteristiche, da nuclei di condensazione, consentendo
altresì di innalzare il punto di congelamento. Hanno quindi per lo più
sostituito lo ioduro d’argento. Questi ed altri microbi sono impiegati
in vari campi: dalla genetica ai biocarburanti, dalla guerra biologica alla modificazione meteorologica".
Articolo correlato:
- Colonie di batteri killer nei carburanti avio: la contaminazione arriva dal cielo
Fonti:
- Isolation
and characterization of a new type of chlorovirus that infects an
endosymbiotic Chlorella strain of the heliozoon Acanthocystis turfacea
- The New Algae Virus That Can Live in Your Throat and Affect Your Brain
- Giant' Algae Virus May Hurt the Human Brain
- Algal virus found in humans, slows brain activity
- Chlorovirus ATCV-1
- Misteriosa alga virus può ridurre le capacità cognitive negli esseri umani?
- Chloroviruses: not your everyday plant virus
- Usa e Spagna rafforzano la collaborazione sui biofuel per l’aviazione
- Biofuel per aviazione
Tralasciando i piloti militari che per ovvie ragioni non parlano (c'è il segreto militare...ora divenuto segreto di pulcinella) e che rischiano il carcere militare oltreché il posto, con annessi e connessi, per i piloti civili il discorso è diverso.
Basterebbe che qualcuno di loro cominciasse a vuotare il sacco, magari anche in anonimato ma portando prove come foto, video, dettagli fondamentali, registrazioni audio ecc ecc.
Questo è l'anello debole della catena e prima o poi qualcosa di eclatante verrà fuori; la regia occulta l'ha capito e sta cominciando a ufficializzare la geoingegneria spacciandola per programma futuro.
I piloti che (forse) avevano in mente qualcosa del genere, hanno perso anche questa buona occasione per distinguersi dal popolo bue che è a terra.
PS: SCIA MEGAGALATTICA PERSISTENTE IN ESPANSIONE SOPRA LA VERTICALE DI CAGLIARI IN QUESTO PRECISO MOMENTO (a rifinire le pesantissime irrorazioni notturne e di primo mattino).
La gente è cieca.
Al diavolo tutti.