L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, March 25, 2016

Studio francese attesta che l’ambiente è inquinato da polimeri di origine atmosferica

strakky deciditi: o lo studio sbaglia, allora l'ambiente non e' inquinato, oppure lo studio non sbaglia, allora le scie comiche non c'entrano un cazzo

https://archive.is/rZYPZ

Thursday, November 14, 2013

Strani filamenti (di origine non organica) scendono dal cielo in tutta Italia (e tutto il mondo)

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2013/11/strani-filamenti-di-origine-non.html

Strani filamenti (di origine non organica) scendono dal cielo in tutta Italia (e tutto il mondo)


Chi ancora non crede che certi aerei rilascino anche strani filamenti polimerici legga bene innanzitutto il resoconto delle analisi eseguite in Francia su alcuni campioni recentemente raccolti (sono state infatti identificate "diverse molecole correntemente riscontrate nei carburanti e lubrificanti dei reattori degli aerei"): http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/11/le-analisi-eseguite-in-francia-sui.html.


Eppure troviamo ancora "scientisti" che attribuiscono tali filamenti ad enormi schiere di ragni che praticano il balooning (emissione di un leggero filamento cui si appendono i ragnetti per farsi trasprtare lontano dal nido in cui si sono schiuse le uova dalle quali sono nati). Le analisi portano in tutt'altra direzione, ben lontano dai ragni e molto vicini invece ai reattori degli aerei.

Le foto di tali pseudo-ragnatele depositatesi sul terreno sono a volta veramente la prova migliore che non si tratti di un fenomeno naturale; qui sotto vi riporto i link per visualizzarne alcune in alta definizione:

https://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/1401219_10200919228159820_562904499_o.jpg


In particolare sfido qualsiasi esercito di ragnetti a produrre una "ragnatela" con fili così lunghi come quelli dell'ultima foto. Nel finale di una delle puntate del cartone animato "L'ape Maia" si vede la cavalletta Flip salutare un gruppo di questi "ragni volanti" da poco usciti dall'uovo, e sia nel disegno che nel commento della cavalletta si evidenzia il fatto che si tratti di piccolissimi ragnetti appena nati che volano attaccati a quei filamenti che essi stessi emettono.

Attenzione, la dottoressa Staninger (una delle poche serie ed oneste personalità scientifiche che investigano il fenomeno), collega il rilascio di tali filamenti artificiali all'insorgenza del pericoloso morbo di morgellons, nei cui pazienti strani filamenti dello stesso tipo fuoriescono dal corpo.

E adesso ecco una rassegna stampa ti tutti i più recenti avvistamenti italiani di questo inquietante fenomeno.
 

Da notare anche come il CICAP nel 1999 affermi (notare la contraddizione con le attuali affermazioni "tranquillizzanti" che si tratti solo di "ragnatele di ragni volanti"):
http://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?nome=7_capelli_dangelo&section=articoli&tipo=articolo 
I risultati riportati in tabella indicano che il campione di "capelli d'angelo" non può essere identificato con alcuno dei materiali riportati. Tale risultato permette comunque di escludere le ipotesi preliminari. Relativamente al campione esaminato, si può dunque concludere che: - Non si tratta di tela di ragno; - Non si tratta di cellulosa o di materiali simili alla cellulosa (il che esclude la possibilità che si tratti di lana di pioppo o di rayon).
Quanto alla patetica giustificazione dei ragni volanti riporto qui i commenti di due lettori del Messaggerro on line:
I ragnetti "volanti" saranno pure un fatto naturale, ma addirittura in piogge così copiose da interessare dei paesi a svariati Km di distanza, da Cantalice a Poggio Mirteto....mi sembra davvero molto anomalo.... a meno che con la definizione di "naturale", noi decidiamo anche di includere fenomeni tipo pioggia di cavallette o altre piaghe bibliche..... !

ok, è una cosa normale il fenomeno ma,,,, è normale così tanti ragni?
ma chi in vuta sua, o per memoria dei vecchi, ricorda tale pioggia?
da dove vengono questi ragni?
E "ovviamente" gli ecologisti (o cosiddetti tali) negano ad oltranza, vedi il WWF:
www.cityrumors.it/regione/abruzzo/abruzzo-fili-volanti-ragni-ufo-68409.html#.UoIrExDfCnW 


Con buona pace di questi "ecologisti" sempre più persone si accorgono della vera origine del fenomeno, le famigerate scie chimiche, menzionate persino in una recentissima interrogazione del consigliere regionale della Lega Nord Roberto Zaffini (http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2013/11/06/-Scie-chimiche-cielo-Ancona_9578863.html).

Friday, November 8, 2013

E' confermato da Strakkino: i filamenti di ricaduta derivano dai carburanti aeronautici!

http://www.tankerenemy.com/2013/11/e-confermato-i-filamenti-di-ricaduta.html

E' confermato: i filamenti di ricaduta derivano dai carburanti aeronautici!

Pubblichiamo le fondamentali analisi eseguite da un laboratorio certificato francese su campioni di composti polimerici, i filamenti la cui dispersione e caduta sono associate al passaggio degli aerei militari e civili impiegati nelle irrorazioni clandestine a bassa ed alta quota. Non sono tele di Aracnidi, a differenza di quanto asserito in modo mendace dagli enti ufficiali preposti alla tutela dell'ambiente, ma fibre composte da ftalati. Le risultanze delle analisi confermano inequivocabilmente quanto da tempo asseriamo, ossia che gran parte delle compagnie commerciali sono coinvolte nelle operazioni di aerosol volte a modificare le condizioni dell'atmosfera: i veleni diffusi, infatti, entrano nella composizione dei carburanti e degli oli lubrificanti aeronautici. Si osservi che molti composti rilevati contengono il micidiale benzene. Per identificare i responsabili, bisogna perciò cercare chi produce e fornisce questi tossici additivi, utili agli scopi della geoingegneria clandestina.



Diversi campioni di filamenti raccolti tra novembre e dicembre 2012 sull'intero territorio francese sono stati inviati al nostro laboratorio da Thénioux. Le fibre provengono da Saint Clément des Levées, de Saint Martin de Crau e da Malabat.

Per ogni campione, sono stati eseguiti due esperimenti di desorbimento termico alla temperatura di 445° Celsius, da un lato, direttamente e dopo metilazione in-situ (un processo che consente il rilevamento di composti polari potenzialmente presenti). Diversi composti organici generati in questa serie di otto esperimenti, ogni volta sono stati separati mediante gascromatografia ed identificati mediante spettrometria di massa (GC/MS). [1]

I dati sono stati interpretati ed i risultati sono descritti in questo rapporto analitico. Sembra che questi filamenti aerodispersi siano polimeri organici complessi contenenti componenti chimici di sintesi, come dimostra l’analisi eseguita su molti prodotti della loro decomposizione termica, tra cui diverse molecole che si trovano comunemente nei carburanti e nei lubrificanti per motori aeronautici.

I quattro campioni studiati contengono diversi composti aromatici sintetici tossici (ftalati) e tre di essi contengono DEHP, un rappresentante di questa famiglia di prodotti particolarmente temuto per la sua proprietà d'interferente endocrino. Tutte le molecole organiche, in particolare composti eterociclici, presenti nei campioni di "filamenti aerodispersi" sono fonte di preoccupazione, sia in termini di salute pubblica sia per il loro impatto ambientale.

Riteniamo che questi filamenti potrebbero derivare dalla ricombinazione di sostanze rilasciate nell'atmosfera dai motori degli aerei.

Centro di indagini indipendenti e competenza in Chimica organica

ZAC Bousquets -130 Rue Innovation / 19 Rue Création 83390 CUERS France
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Partenaire de l'ADEME et de la Région PACA - Agréé à la Cour d'Appel d'Aix en Provence
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Bernard TAILLIEZ
Docteur ès Sciences
Directeur Scientifique – Fondateur
Responsable Assurance-QualitéQ

Qui il documento di analisi originale.


[1] Il desorbiménto [Comp. di de- e (ad)sorbimento] è il fenomeno, inverso dell'adsorbimento, consistente nella liberazione di una sostanza adsorbita su un solido.

[2] Gli ftalati sono esteri dell'acido ftalico. Sono composti in genere poco solubili in acqua, molto solubili negli oli e poco volatili. Di solito si presentano come liquidi incolori. Sono ottenuti per esterificazione tra l'anidride ftalica ed un alcool opportuno, generalmente compreso tra i 6 ed i 13 atomi di carbonio. Ad esempio, il di-2-etilesilftalato è prodotto dalla reazione chimica tra 2-etilesanolo ed anidride ftalica. Nel 2004 la produzione mondiale di ftalati è stata stimata in 400.000 tonnellate. Sono noti sin dagli anni ‘20 del XX secolo ed hanno conosciuto un incremento di produzione negli anni ‘50, con l'immissione sul mercato del PVC. Gli ftalati sono una famiglia di composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche come agenti plastificanti, ovvero come sostanze aggiunte al polimero per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Il PVC è la principale materia plastica (in termini di volume di produzione) in cui sono impiegati. Addizionato ad esso, lo ftalato permette alle molecole del polimero di scorrere le une sulle altre, rendendo il materiale morbido e modellabile anche a basse temperature. Ftalati di alcoli leggeri (dimetilftalato, dietilftalato) sono usati come solventi nei profumi e nei pesticidi. Gli ftalati trovano inoltre uso frequente nella preparazione di smalti per unghie, adesivi, vernici e persino negli alimenti. Questi composti sono oggetto di controversia dal 2003: alcuni studi sembrano mostrare che siano in grado di produrre effetti analoghi a quelli degli ormoni estrogeni, causando una femminilizzazione dei neonati maschi e disturbi nello sviluppo dei genitali nonché nella maturazione dei testicoli. Studi sui roditori mostrano che un'elevata esposizione agli ftalati provoca danni al fegato, ai reni, ai polmoni ed allo sviluppo dei testicoli.

Fonte: Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005, s.v. ftalati; ftalica, anidride; ftalici, acidi.

Articolo correlato:
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