L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

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Wednesday, January 28, 2015

Massoni: società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-lodges

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Massoni: società a responsabilità illimitata. La scoperta delle Ur-lodges

Si intitola “Massoni, società a responsabilità illimitata: la scoperta delle Ur-lodges” il corposo saggio scritto da Gioele Magaldi con la collaborazione di Laura Maragnani. Scrivere una recensione del volume è impresa ardua, poiché esso solleva molti e rilevanti problemi connessi all’interpretazione della Storia: solo per sfiorare certe questioni, sarebbero necessarie lunghissime disamine. Perciò ci limiteremo a poche, rapsodiche considerazioni comunque utili per un eventuale dibattito.

In primo luogo, inquadreremmo il testo in oggetto nella meta-storiografia. Per meta-storiografia, intendiamo la ricerca che non si accontenta di investigare le cause occasionali e recenti, di evidenziare i nessi e gli eventi principali, basandosi per lo più sulle ricostruzioni accademiche. E’ un’indagine che si addentra negli arcana imperii. Oltre la meta-storiografia situiamo la cripto-storiografia, l’esplorazione delle energie, per così dire, endogene, da cui dipendono gli eventi cruciali. E’ questo un ambito, però, che esula dai fini di questo discorso.

In estrema sintesi: l’autore squaderna uno scenario in cui alcuni centri di potere, di natura trasversale, anche in lotta fra loro, egemonizzano ampi settori politici e socio-economici del pianeta. Le decisioni epocali sono prese nel back office, per usare un sintagma caro a Magaldi. Questa visione ha irritato chi crede (s’illude?) che la storia umana sia fondamentalmente agìta dai popoli, dai partiti, dai movimenti, almeno nei paesi “democratici”. Non si rinuncia con facilità all’idea delle nazioni che decidono il proprio destino perseguendo alti ideali. E’ un’idea nobile, romantica; la realtà pare molto diversa.

I detrattori del libro criticano il Nostro, perché non ha pubblicato le fonti dirette della sua ricostruzione. Abbiamo già affrontato lo spinoso tema della documentazione in un articolo cui rinviamo e dove deploravamo il feticismo delle fonti. Qui ci limitiamo a constatare che la fonte per eccellenza dello storiografo è l’insieme degli accadimenti: il termine “storia” deriva dal greco historìa che risale a hìstor, testimone oculare. Orbene, Magaldi è testimone e conoscitore diretto di avvenimenti che riesce a collocare in un disegno interpretativo nel complesso convincente, con i fatti che s’incastrano quasi sempre nell’esegesi e viceversa. Gli eventi sono le fondamenta del suo edificio e valgono più di mille testimonianze, soprattutto se le testimonianze sono spurie e fittizie come quelle della “storiografia” di regime.[1]

Magaldi tende a radiografare strutture gerarchiche, sebbene non rigidamente piramidali. E’ uno scacchiere policentrico con apparati cospicui, ma non onnipotenti: i gruppi di potere ora incontrano resistenze, rivalità, ora si dislocano attraverso cambiamenti di campo, alleanze, accordi segreti… E’ un gigantesco Risiko dove - ed è questo l’aspetto saliente del testo – entrano in gioco anche forze positive. Sono logge che subirono, però, un colpo micidiale con l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy nel 1963. Da quel fatidico anno i settori che avversano le officine ultrareazionarie, sarebbero costrette sulla difensiva. Non possiamo né smentire né comprovare tale ermeneutica dualistica: è possibile che operino ancora oggi delle logge bianche. Ci chiediamo, però, quale sia il loro reale peso, se riusciranno a sventare i piani dei mondialisti o se siano solo la coscienza critica di un iter storico avviato verso la dissoluzione.

Ad essere sinceri, più che una lotta tra il Bene ed il Male, saremmo tentati di intravedere un agone tra il Male ed un male minore.

La situazione è ormai arrivata ad un punto di non ritorno: il cittadino, anche nelle “democrazie” occidentali, è stritolato da un meccanismo infernale; la società tutta è snaturata, ridotta ad un laboratorio per folli esperimenti compiuti da spregiudicati ingegneri politici e sociali. La propaganda ha soppiantato l’informazione; lo Stato ha fagocitato l’individuo. La "scienza" è stata risucchiata nel negazionismo più becero. Circa le condizioni ambientali è meglio tacere. Nel settore della "giustizia" i paladini della verità non sono in netta minoranza: non esistono. L'albero, infatti, si vede dai frutti. E’ ipotizzabile un’inversione di tendenza o l'implacabile tecnocrazia è destinata a trionfare? Forse conosciamo la risposta.

Il saggio di Magaldi è monumentale e coraggioso, la bibliografia molto ricca ed articolata. Non sempre condividiamo l’approccio nei confronti di certe figure di cui siamo inclini a vedere più il lato oscuro che le esibite buone intenzioni, soprattutto se protese verso obiettivi ecumenici. Non sappiamo dove finisca l’ingenuità di certi uomini pubblici e dove cominci il pragmatismo. In ogni caso, anche se abbiamo una Weltanschauung più disincantata e con qualche radice in territori di confine, consideriamo la fatica di Magaldi un ottimo strumento d’analisi. Ognuno poi con discernimento potrà trarne utili informazioni o motivi per precisare le sue concezioni. I cosiddetti fatti, fino ad ora, danno ragione all’autore che vede nelle vicende degli ultimi decenni una pericolosa deriva autoritaria a livello planetario. I "fatti" danno ragione a chi non si perde nelle oziose e superficiali letture dei risultati elettorali (di elezioni quasi sempre pilotate) o delle decisioni assunte da personaggi di facciata, da segretari di partiti-giocattolo. Sono i “fatti” e la demistificazione della loro parafrasi capziosa ad opera dell’establishment a costruire la storia, non le frasette sceme di Renzi su Twitter.

[1] A mero titolo di esempio, lo schema esegetico di Magaldi permette di comprendere l’attentato a papa Giovanni Paolo II, il pontefice vicino alla C.I.A o, secondo alcuni, a settori deviati dell’"intelligence" statunitense. L’azione fu una rappresaglia delle frange progressiste contro le consorterie liberticide che ruotavano attorno a Brzezinski, uno dei padri della Three eyes e della Trilateral, ritenute responsabili dell’omicidio Kennedy. Brzezinski fu colui che riuscì a portare sul soglio pontificio il funesto Karol Wojtyla.
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Monday, February 27, 2012

Le confessioni di un Illuminato

http://zret.blogspot.com/2012/02/le-confessioni-di-un-illuminato.html

Le confessioni di un Illuminato

Non si giudica un libro dalla copertina: così non è opportuno formulare un giudizio sul libro di Leo Lyon Zagami, “Le confessioni di un Illuminato, vol. 1”, proprio perché è solo il primo sportello di un trittico. (Riusciremo a leggere gli altri due volumi, prima che la situazione precipiti?)

Perciò mi limito alla presentazione di un testo che è un’esplorazione di confraternite e sette che, da secoli, agiscono dietro le quinte della storia ufficiale, dirigendo in maniera segreta ma incisiva il destino dell’umanità. L’autore distingue tra conventicole iniziatiche (poche) e contro-iniziatiche (molte), dedicando ampio spazio a quegli ordini, come l’Ordo Templi Orientis (O.T.O.), che, detenendo conoscenze magiche ed alchemiche, le piegano per perseguire fini nefandi. Spicca dunque il ritratto di Aleister Crowley, riorganizzatore dell’O.T.O., sinistra figura di mago che, nonostante qualcuno abbia tentato di riabilitare, assurge a mentore di frange occulte dedite a pratiche innominabili.[1] Purtroppo Zagami non descrive sette formate da personaggi squilibrati, ma, tutto sommato, quasi innocui, giacché l’influsso di codeste camarille è tutt’uno con la bieca politica internazionale volta all’ormai imminente edificazione del formidabile Nuovo ordine planetario.

Zagami si sofferma pure sul Priorato di Sion e sui movimenti neo-templari, con un’interessante digressione circa l’attentato di Oslo, perpetrato il 22 luglio del 2011. Ripercorre anche la genesi e lo sviluppo dello spionaggio (il matematico, scienziato ed occultista inglese John Dee è ricordato come il precursore degli agenti attuali) e si accosta all’Ufologia, con una particolare diffidenza (condivisa da chi scrive) nei confronti di contattisti e studiosi che, con poco discernimento, non si accorgono delle insidie annidate in incontri con entità le cui “luminose” intenzioni nascondono pericolose interferenze. [2]

Le rivelazioni di Zagami, intrecciate a cenni alle sue vicende biografiche, offrono uno spaccato di un mondo “parallelo” in cui dominano infiltrazioni, scismi, lotte intestine, congiure, omicidi, stragi di stato…: chi ha una discreta conoscenza di questi scabrosi temi troverà la conferma di quanto l’umanità sia soggiogata e degradata, dietro il controllo politico ed economico, da forze imperscrutabili e mefitiche. Chi non ha dimestichezza con tali interpretazioni sarà guidato dal capitolo introduttivo in cui l’autore traccia una tassonomia delle società segrete. Il deleterio ruolo di Gesuiti, gruppi neo-templari, logge deviate, movimenti New age… è così riletto alla luce delle loro caratteristiche tipologiche.

Lo scenario resta, però, intricato, per la connaturata elusività di un potere che, sfuggendo a facili focalizzazioni, si situa nella zona crepuscolare tra possibili verità e la loro ombra.

[1] Aleister Crowley (1875-1947) è stato un artista, poeta, alpinista, pensatore, critico sociale ed occultista britannico. Figura assai controversa, è da alcuni considerato l’iniziatore dell’odierno occultismo, da altri ritenuto uno dei principali corifei del satanismo contemporaneo.

[2] John Dee (1527-1608), astrologo, scienziato ed astronomo, fu in contatto con Maria Tudor, Elisabetta I e l’imperatore Massimiliano II di Boemia. Lo scienziato ed avventuriero fu versato, tra le altre cose, nella cristallomanzia. Egli, dopo aver ricevuto da un misterioso fanciullo un cristallo convesso, decise di dedicarsi alla comunicazione con il mondo spirituale. In riti ed evocazioni, fu affiancato da Edward Kelly, personaggio di dubbia reputazione, con cui si dedicò alla necromanzia. Dee affermò di aver appreso da messaggeri di un’altra dimensione un particolare alfabeto, definito enochiano.