L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label menzogne della storia - guerre. Show all posts
Showing posts with label menzogne della storia - guerre. Show all posts

Wednesday, November 12, 2014

Gran Bretagna, 11 Novembre 2014 - Si tratta solo del giorno del ricordo della fine della guerra?

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/11/gran-bretagna-11-novembre-2014-si.html

Gran Bretagna, 11 Novembre 2014 - Si tratta solo del giorno del ricordo della fine della guerra?


articolo scritto da Avalon Carr; alcune brevi aggiunte, note ed impaginazione sono a carico del curatore di questo blog


Ieri nel Regno Unito e nei paesi del Commonwealth si festeggia il Remembrance Day, detto anche Memorial day, ovvero la giornata dedicata al ricordo di quanti coloro perirono nel corso della prima Guerra mondiale. Tra tutte le giornate, colpisce che la data dell’armistizio della Grande Guerra sia proprio l’11/11. 
In memoria dell’evento, lieto ma non troppo (le guerre sono come le ciliegie, una tira l’altra, le durissime condizioni di “pace” alla fine del primo conflitto furono all’origine dello scatenarsi del secondo) i Britannici (ma pure i Canadesi, gli Australiani e i Neozelandesi) si appuntano dei papaveri rossi di plastica sui vestiti. I più patriottici li appuntano pure sulle auto e li espongono alle finestre.

In tutti questi anni in cui ho vissuto a Londra non avevo mai prestato grande attenzione all’evento, collocandolo nella sfera del costume locale come i cappellini bizzarri delle signore nel periodo di Ascot e i falò e i fuochi d’artificio nella notte di Guy Fawkes. Ma quest’anno si è voluto calcare parecchio l’evento, e l’appuntarsi il papavero ha assunto i connotati di uno scontro di civiltà. I miei figli a scuola hanno subito dei veri e propri pistolotti sul loro presunto mancato rispetto verso i soldati caduti inglesi; il minore ha avuto persino un doloroso scontro con un suo amico, il quale sosteneva che tali soldati fossero morti per salvare tutti, pure lei. In realtà, se si indaga seriamente sulle reali motivazioni della guerra, si scopre che la gente è morta per i loschi intrighi e gli affari di gente senza cuore, ovvero a causa di una cospirazione a cui fanno capo le banche e l’apparato militare-industriale.

I miei figli, con un certo spirito di sfida, hanno deciso di non portare a scuola la sterlina necessaria per acquistare il papavero da appuntare, ma saranno ciò nonostante costretti a presenziare ai due minuti di silenzio, interrotto da spari, che caleranno su tutto il paese oggi alle 11 del giorno 11/11. 11/11/11. 11+11+11 fa 33, il grado più alto della massoneria di rito scozzese. Sarà un caso. 
Non ho potuto fare a meno di notare, perché sui giornali non si parlava d’altro, che alla Tower of London hanno allestito una mostra di migliaia di papaveri che, uscendo da una feritoia delle mura, cadono nel fossato creando l’effetto di un fiume rosso sangue che sgorga dalla torre. Migliaia di londinesi hanno affollato i dintorni della torre per vedere i papaveri, creando un ingorgo tale che è stato necessario chiudere una stazione della metro. 
Ho cominciato a chiedermi la ragione di tale insistenza sull’evento, e quale fosse davvero il suo significato. L’utilizzo del papavero da “bavero” comincia nell’Inghilterra di John Major, quindi in periodo abbastanza recente. Mi colpisce che almeno una intera generazione da allora venga programmata a rispettare, acquistare e mettere in mostra i papaveri ogni novembre. In ogni angolo di strada ci sono venditori di papaveri, i cui ricavati andranno all’associazione veterani. È un acquisto che bisogna fare. Bisogna rispettare i morti.
Nel corso del Remembrance Day, cui viene consacrata anche la domenica più vicina nel calendario, si tengono dei rituali che comprendono processioni di autorità che vanno a depositare corone di papaveri presso monumenti detti Cenotaph. C’è uno di questi monumenti in ogni città e paese inglese, in mancanza del quale ci si reca a omaggiare un obelisco che ne diventa il sostituto. A Londra il Cenotaph si trova a Whitehall, vicino a Downing street. Il Cenotaph è un monumento o una tomba eretta in onore di persone i cui resti riposano altrove. Insomma è un sepolcro vuoto. Anche la ruota del London eye viene addobbata in modo da sembrare un gigantesco papavero.

Morfeo ed Iris, autore ignoto, 1830
Perché scegliere come emblema di rispetto verso i caduti il papavero? Sembra un fiore innocente, delizioso nel suo tinteggiare di rosso i campi estivi, anche se non propriamente un fiore britannico. L’uso del papavero rimanda a un antico culto , quello del dio greco Hypnos il cui figlio era Morpheus. Morpheus era il dio dei sogni, e Hypnos il dio del sonno. Morpheus giaceva in una bara di avorio adagiata in una caverna e circondata di papaveri. Nel culto a loro dedicato, l’uso del papavero simboleggiava l’abbandono nel sonno. In onore del dio, la sostanza oppiacea ricavata dal papavero venne denominata morfina.

Non va dimenticato inoltre che gli inglesi combatterono contro l’agonizzante Impero Cinese le guerre dell’oppio per imporre ai mercati locali la fornitura di oppio da fumare che loro stessi facevano coltivare in India e Afganistan. Il papavero compare quindi nella storia inglese anche in una veste di strumento di brutale dominio e coercizione al consumo di droga.

Nell’attuale dispiego di papaveri nel periodo intorno all’11 novembre, probabilmente c’è un rimando a “mettere la gente a dormire”. Il che mi ha fatto venire alla mente un passaggio del libro di Fritz Springmeier sulla programmazione mentale e sull’ampio utilizzo che fa del film “Il mago di OZ”, nel quale c’è una scena in cui Judy Garland e gli altri protagonisti si mettono a dormire in un campo di papaveri.

Morpheus aveva due fratelli detti gli Oneiroi, che vivevano in una caverna vicini ai cancelli del regno dei morti, l’Ade o altro mondo (al di sotto della Quarta Dimensione dove ci troviamo noi). Adesso dovrebbe essere chiaro che qualcuno vorrebbe metterci sotto l’incantesimo di Morfeo e suo padre e farci prendere parte a un rituale occulto mascherato con la scusa ufficiale del “rispetto nei confronti dei soldati coraggiosi”. Indossare i papaveri potrebbe invece simboleggiare rispetto per divinità legate all’oltre tomba e al culto della morte, o se non altro un atto di resa spirituale. Non so se dietro i gestori di tutto questo complesso apparato di rituali ci sia quella che alcuni descrivono come la “Fratellanza del Sepente” di Atlantidea origine. So però che agli organizzatori di questa monumentale presa in giro non importa assolutamente di quante migliaia di uomini donne e bambini cadono in guerra, il loro scopo non è enfatizzare l’assurdità e la brutalità della guerra, ma imbrigliare le energie umane a vantaggio e supporto di coloro che creano le condizioni perché il mondo venga costantemente flagellato da guerre e morte.

Allo stesso modo in cui i rituali natalizi sono oramai orientati verso l’esaltazione del più becero materialismo, credo che prendere parte a queste celebrazioni noi permettiamo che miseria e distruzione continuino indisturbate, mentre, profondamente addormentati, consegniamo i nostri spiriti ai guardiani dell’Ade, e così facendo ci condanniamo a ritornare di nuovo su questo pianeta a rivestire il ruolo di ingranaggio in un meccanismo di brutale sfruttamento. Quest’oggi i miei figli, insieme a migliaia di ragazzi e bambini delle scuole, la gioventù inglese, saranno costretti a fare un breve percorso simbolico al termine del quale osserveranno due minuti di silenzio, interrotti da uno sparo. Ho consigliato loro di mettere in atto un qualche schermo mentale, indirizzato a chi partecipa ignaro, mentre gli viene ghermito lo spirito.

Allego alcuni link dove è possibile visionare la sinistra cerimonia allestita quest’anno. Buona visione.


Notate la sagoma dello Shard, la torre appuntita disegnata da Piano che compare alla fine del filmato in fondo all’articolo a richiamare un allineamento simbolico.

Qui c’è il dettaglio dell’allineamento del cenotaph di Londra, scorrere l’articolo fin quasi al fondo


Qui tre streghe nerovestite della royal family con papavero all’occhiello


Foto dell’effetto ottico del mare di papaveri alla Tower of London e visitatori illustri

Migliaia di visitatori ad ammirare i papaveri, caos e stazioni chiuse per eccessivo affollamento

Ed infine … la coltivazione del papavero in Afghanistan raggiunge quest’anno l’apice, a dispetto degli sforzi (apparenti) degli USA contro la produzione ed il traffico dei narcotici.


NB: il video musicale che apre l'articolo è inserito per la sua bellezza artistica e non per il suo testo, che verte sul solito ritornello "facciamo sì che non siano morti invano". Eppure sì, sono morti invano.

Ma forse non c'è modo migliore per spiegare la reale situazione che affidarsi alle parole di Fabrizio De André:


Wednesday, September 17, 2014

Tre romanzi ed un film che descrivono la realtà della storia, spesso nascosta dai libri di testo

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/09/tre-romanzi-ed-un-film-che-descrivono.html

Tre romanzi ed un film che descrivono la realtà della storia, spesso nascosta dai libri di testo

Il romanzo storico "Ritorno nella Valle del Signore" di Davide Pinardi (ed. Tranchida, Milano, 1991), narra della cruenta persecuzione degli eretici Valdesi da parte del Re Sole e del principe Vittorio Amedeo di Savoia (avvenuta nel 1686). Si tratta di un libro alquanto gradevole, per quanto si tratti di un volume di poche pagine, ben lontano quindi dai grandiosi affreschi storici di altri autori. In esso, oltre alla rievocazione delle persecuzioni contro i Valdesi troviamo la descrizione dell'ipocrisia della chiesa cattolica dei tempi, guidata da personaggi dediti ad ogni sorta di vizi terreni che poi benedivano sanguinose repressioni in nome della "vera fede".

Nelle ultime pagine del libro il protagonista Enrico disgustato dalle violenze insensate che si sono succedute nella sua terra di origine si lancia in una triste e realistica analisi della storia, negando che le sofferenze degli uomini possano realmente essere utili a fondare le basi di un futuro migliore. Egli infatti nota come nel corso degli anni il ruolo di oppressi ed oppressori si possa scambiare senza che né gli uni né gli altri imparino mai una vera lezione dalle sofferenze patite. La gente, afferma questo personaggio non fa che ricordare i torti subiti nel passato solo per giustificare cruenti e sanguinari vendette. Desolato alla fine afferma che:
La storia è follia e avanza cieca e sanguinaria, un mostro che tutto travolge, che tutto divora (...) lutti e stragi continueranno, con nuove giustificazioni, nuovi pretesti. Nulla cambia mai (...) Il male è invincibile.
E non si può non essere concordi con il triste lamento di questo personaggio: passano i secoli, si succedono le guerre, gli oppressi di un tempo diventano oppressori, ed i popoli non riescono ancora a capire che i veri nemici di ogni essere umano sono le armi, gli eserciti, la violenza (e di potenti che usano altri esseri umani come carne da cannone per le loro guerre insensate).

Non molto differente è la lezione che si può apprendere dalla visione di Ritorno a Cold Mountain, un film (tanto lungo quanto bello) ambientato nella guerra civile americana, raro esempio di cinema d'autore che non travisa la realtà storica e non ha secondi fini di manipolazione della coscienza dello spettatore.

La guerra viene in tale film mostrata in tutto il suo tragico nonsenso, nella sua tragica e disumana violenza, e la realtà si palesa senza filtri e senza illusioni. Significativa è quella scena del film nella quale una traghettatrice ammonisce un prete disertore affermando che "non è Dio, ma il diavolo a dominare su questa terra". Diabolici in realtà appaiono i sotterfugi dei potenti per tenere sempre gli uomini in lotta contro i loro simili, divisi ed oppressi (divide et impera).



Nè molto diversa è la lezione che si può apprendere dalla lettura del romanzo "Niente di nuovo sul fronte occidentale" di E. M. Remarque, descrizione in prima persona dell'assurdità del primo conflitto mondiale, vista con gli occhi di un giovane tedesco (che si basa sull'esperienza personale dell'autore). 

Significativo è in questo romanzo il passaggio nel quale il protagonista denuncia la vuota erudizione delle persone colte che hanno spinto i giovani a partecipare a quella guerra orribile e insensata. Più sono colti e più sono stupidi, si potrebbe parafrasare, ed in realtà l'erudizione svincolata dalla coscienza critica e dalla rielaborazione personale è quanto di più pernicioso può esistere perché genera persone saccenti e presuntuose che in fin dei conti non sanno far altro che imparare per bene gli pseudo-valori imposti da quei poteri oligarchici che tutti opprimono.

Per comprendere un po' meglio l'apparente nonsenso di una storia umana nella quale, nel corso dei millenni, l'unico filo conduttore sembra essere la violenza inusitata dell'uomo sull'uomo, può essere utile la lettura di un altro romanzo storico, questa volta un massiccio volume di circa 1000 pagine: "La caduta dei giganti" di Ken Follett.

Ad di là dell'interessante e alquanto precisa ricostruzione di quanto avvenuto in Russia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Austria e Francia nei primi venti anni del 1900, quando l'Europa è stata devastata dal primo conflitto mondiale, in tale libro troviamo informazioni che raramente (o forse mai) troviamo nei manuali scolastici e che pure sono centrali per comprendere quanto avvenuto in quegli anni.

Innanzitutto la ricostruzione delle motivazioni per le quali sarebbero entrate in guerra le varie nazioni è fatta in una maniera precisa ed impietosa, e sebbene l'autore non esprime giudizi per mezzo dei suoi personaggi, i dati parlano chiari ed il lettore attento ben comprende che in realtà il conflitto era evitabilissimo. Anche il famoso casus-belli dell'assassinio dell'erede al trono d'Austria-Ungheria appare chiaramente per quello che è, una semplice scusa per motivare un'aggressione espansionistica, tant'è che le condizioni poste nell'ultimatum alla Serbia furono intenzionalmente così dure da essere chiaramente inaccettabili.

Un'altra cosa che salta agli occhi è la reciproca parentela di quasi tutti i sovrani i cui eserciti si affrontavano nel conflitto. Circostanza su cui spesso si sorvola nei libri di storia ma che è in realtà di grandissima importanza. Le famiglie regnanti di paesi nemici contraggono reciproche parentele tramite facendo sposare tra di propri figli e poi, ciò non ostante, non solo le rispettive nazioni si affrontano in guerra, ma nessuno di questi reali coniugi muove un dito per impedire o per fermare il massacr.

Dalla (corretta) ricostruzione del libro si comprende che guerra che nasce con una pseudo-motivazione e che ben presto potrebbe finire per esaurimento, quando si vede che i due schieramenti si confrontano con alterne vicende senza che nessuno possa gridare alla vittoria. Ma a un certo punto, come ben spiega il libro, la guerra deve continuare non più per motivazioni politiche, ma economiche, a causa dei debiti contratti con le banche. Ebbene sì, è un romanzo storico quello che mostra il ruolo centrale delle banche nei conflitti dei secoli più recenti (sebbene non si spinga troppo in là fino a mostrare che banchieri e produttori di armi siano i veri responsabili di certi conflitti). 


Nessuno degli eserciti contrapposti si è potuto armare senza che il proprio governo contraesse debiti con le banche, e quando la guerra è arrivata ad una posizione di stallo, i governi erano di fronte ad un bivio: o interrompere la guerra e trovarsi impossibilitati a pagare i debiti, o continuare la guerra fino alla vittoria nella speranza di imporre sull'avversario sconfitto il pagamento di costosissime "riparazioni di guerra" (una sorta di estorsione a mano armata).

Come se ciò non bastasse nel corso del libro assistiamo al viaggio di Lenin verso la Russia, aiutato e finanziato da agenti dei servizi segreti tedeschi (altro importantissimo passaggio sottaciuto dai libri di storia), ed alla rapida involuzione autoritaria della rivoluzione d'ottobre, che sostituisce la despotica e sanguinaria dittatura zarista con l'altrettanto despotica e sanguinaria dittatura leninista (che non risparmia nemmeno le persone ad essa fedeli).

Anche i "nobili ideali" del presidente statunitense Wilson (che prima promette la neutralità del suo paese e poi entra in guerra) risultano ben poco credibili quando lo si vede descritto un uomo del Sud degli States, ancora ben poco disposto a considerare i neri del suo paese come esseri umani che hanno la stessa dignità dei bianchi. Davvero costui voleva costruire le Nazioni Unite per impedire ogni eventualità di guerra futura?


Titola il Daily Mirror: "Un gruppo storico: soldati britannici e tedeschi fotografati assieme" (6 gennaio 1919) [n.d.eSSSe: la prima guerra mondiale e' finita a novembre 1918]
Quanto ai tanti soldati semplici che persero la vita o che sopravvissero ad anni di vita infernale, lanciati in attacchi suicidi ad espugnare trincee armate di mitragliatrice che li falciavano a decine alla volta, il libro racconta anche quanto poca fosse in realtà la motivazione che animava molti di loro. Contadini ed operai da una parte contro contadini ed operai dall'altra, classi povere contro classi povere, l'un contro l'altro armati, persone semplici la cui mancanza di erudizione e cultura spesso le difendevano dalla vuota retorica bellicista denunciata da E. M. Remarque.

Ed il libro descrive infatti come in occasione del primo Natale di guerra i soldati tedeschi e francesi decisero spontaneamente di smettere di combattersi, di fraternizzare, di scambiarsi cibi, di festeggiare assieme, di affrontarsi in partite di calcio invece che in crudeli battaglie. In realtà per la maggior parte di loro, l'unica motivazione a combattere era la minaccia di fucilazione da parte dei superiori.

In un solo romanzo storico, attentamente ricostruito, troviamo molte scomode verità che da tempo sono state esposte in questo ed altri siti che i soliti denigratori disprezzano con l'utilizzo dell'appellativo di "cospirazionisti". A scuola varrebbe sicuramente di più far leggere questi romanzi o far vedere questi film che non fare studiare i soliti libri ove la storia in realtà viene scritta "ad usum delphini". 

"Brown vuole un nuovo ordine mondiale"  titola la BBC
Detto questo non si intende qui assolutamente fare un panegirico di Ken Follett, uomo che ha militato nella sinistra istituzionale britannica (partito laborista) e che ha sposato una donna che è stata ministro della cultura nel governo di Gordon Brown, proprio quel politicante che auspicava l'avvento di un Nuovo Ordine Mondiale.  Del resto pur mostrando molti risvolti reconditi della storia, di tanti altri non fa cenno.

Wednesday, June 18, 2014

La celebrazione dello sbarco in Normandia viene utilizzato a fini propagandistici; la verità storica si piega alle esigenze politiche ed alla ragion di stato

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/06/la-celebrazione-dello-sbarco-in.html

La celebrazione dello sbarco in Normandia viene utilizzato a fini propagandistici; la verità storica si piega alle esigenze politiche ed alla ragion di stato

Ogni guerra finisce così
Come mi scrive un'amica
In quest'ultimo periodo qui in Europa ed in particolare in Gran Bretanga abbiamo assistito a una massiccia e martellante campagna pubblicitaria in ricordo del "glorioso" D-day, lo sbarco in Normandia. L'evento è stato riverniciato ovviamente in salsa anti russa, sminuendo completamente il fatto che la II Guerra mondiale l'hanno vinta i russi, fermando la Wermacht a Stalingrado con il costo non proprio irrilevante di 2 milioni di vite umane. Lo sbarco degli anglo americani ha pertanto attaccato un corpo, quello nazista, già morto, infliggendo numerose altre inutili perdite umane.
Questi fatti incontestabili sono stati taciuti in una melensa riproposizione del soldato Ryan, a riprova che la storia può essere riscritta e falsata anche dopo così poco tempo. Soprattutto nelle scuole (britanniche) si sono dati un gran da fare a indottrinare le giovani menti cui è stato assegnato il compito di scrivere dei saggi per mettere in risalto le "eroiche" gesta dei "liberatori" a stelle e strisce.
La propaganda fascista dell'epoca, altre menzogne
In realtà, mentre la Russia, specialmente dopo quanto avvenuto in Ucraina e in Crimea  è tornata ad essere un fiero avversario di Stati Uniti e Gran Bretagna, la "ragion di stato" impone di "dimenticare" il ruolo centrale dell'Unione Sovietica nella vittoria contro l'esercito nazista. eppure, come scrive Paul Craig Roberts
I tedeschi hanno perso la Seconda Guerra Mondiale in seguito alla Battaglia di Stalingrado, che fu combattuta fall'aagosto dal 23 del 1942 al 2 febbraio del 1943, data in cui la maggior parte degli ufficiali di alto grado delle potente Sesta Armata, tra i quali 22 generali,  si arresero.  

Diciannove mesi prima la più grande forza d'invasione mai assemblata sul nostro pianeta invase la Russia lungo un fronte di mille miglia. Tre milioni di truppe d'assalto; 7.500 unità d'artiglieria, 19 divisioni di panzer con 3.000 carri armati e 2.500 aerei avanzarono invadendo il territorio russo per 14 mesi.

Nel giugno del 1944, tre anni dopo era rimasto ben poco di questa forza. L'armata rossa l'aveva maciullata. Quando i cosìdetti “alleati” (un termine che apparentemente esclude la Russia) sbarcarono in Francia, c'era ben poco che potesse restire loro. Le migliori forze che restavano a Hitler erano sul fronte russo, che collassava giorno dopo giorno con l'avanzare verso Berlino dell'Armata Rossa.



A proposito della guerra sul fronte russo è interessante la lettura dell'articolo sul diario della ragazza russa Lena Mukhina, un diario che a differenza di quello di Anna Frank è ben poco conosciuto. Eppure l'orribile martirio di milioni di Russi e di altre persone di etnia slava pare non meriti lo stesso ricordo di un numero presumibilmente minore di ebrei.

Tale articolo si può leggere in inglese al link



A breve oltre a fornire un sunto e/o la traduzione di qualche estratto di tale articolo pubblicherò un lungo commento a quelle vicende che mostrano, a ben vedere, l'aspetto nascosto di una guerra in cui i fronti contrapposti hanno fin troppo spesso fatto delle mosse che aiutavano l'avversario, allungavano i tempi della guerra e permettevano che un'assurda e inutile guerra di sterminio falcidiasse sia la popolazione civile che l'esercito.

Altre fonti per tale storia sono l'articolo del Dailymail "L'Anna Frank di Leningeado: il diario di una ragazzina che sopravvisse all'assedio nazista durato 872 giorni":

Wednesday, April 9, 2014

Trilussa aveva ragione

http://scienzamarcia.blogspot.ch/2014/04/trilussa-aveva-ragione.html

Trilussa aveva ragione

https://www.youtube.com/watch?v=lbYXOoQo-YM

Qualcuno dice che siamo "cospirazionisti", che abbiamo la "paranoia" per le cospirazioni, eppure Trilussa, questo poeta caustico e senza peli sulla lingua, già 100 anni fa denunciava molte delle cose che vengono esposte su questo ed altri blog di controinformazione. In effetti leggendo i versi della sua poesia "ninna nanna de la guerra" (musicata da Claudio Baglioni con qualche leggero adattamento del testo originale)  egli da segno di conoscere bene il mondo dei potenti e dei politicanti che poi nelle sue poesie metteva alla berlina.

La poesia è del 1914, quando i venti di guerra incombevano sull'Europa che precipitava verso la devastazione della prima guerra mondiale.
Da notare che Trilussa (nome d'arte di Carlo Alberto Salustri) fu insignito il 1° dicembre 1950 della nomina di senatore a vita, ma reagì dicendo agli amici “Hanno trovato la maniera di seppellirmi prima del tempo”. Morì appena 20 giorni dopo.
Qui sotto i versi più significativi della poesia "ninna nanna de la guerra"; in grassetto ho evidenziato quelle frasi che più di altre esprimono la stessa idea dell'autore di questo blog riguardo alla guerra ed ai potenti, "amici e parenti" che prima fanno scannar ei propri sudditi e poi fanno la pace tra sorrisi e strette di mano, non prima di avere fatto guadagnare il complesso militare-industriale (e le banche che prestano denaro per finanziare i conflitti).

Ninna nanna, pija sonno ché se dormi nun vedrai tante infamie e tanti guai che succedeno ner monno fra le spade e li fucili
de li popoli civili


Ninna nanna, tu nun senti
li sospiri e li lamenti
de la gente che se scanna
per un matto che commanna;
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio de la razza
o a vantaggio d'una fede
per un Dio che nun se vede,
ma che serve da riparo
ar Sovrano macellaro.

Chè quer covo d'assassini
che c'insanguina la terra
sa benone che la guerra
è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse
pe li ladri de le Borse.

Fa la ninna, cocco bello,
finchè dura sto macello:
fa la ninna, chè domani
rivedremo li sovrani
che se scambieno la stima
boni amichi come prima.
So cuggini e fra parenti
nun se fanno comprimenti:

torneranno più cordiali
li rapporti personali.
E riuniti fra de loro
senza l'ombra d'un rimorso,
ce faranno un ber discorso
su la Pace e sul Lavoro
pe quer popolo cojone
risparmiato dar cannone

  



Leggi anche gli articoli

Bosnia 1992: foto false per spingere alla guerra
http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/02/bosnia1992.html

Il massacro di Dresda: la prova della crudeltà dei leader mondiali
http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/06/il-massacro-di-dresda-la-prova-della.html


Gli USA, il nazismo, la grande finanza, la multinazionale farmaceutica IG Farben e la Standard Oil di Rockefeller
http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/gli-usa-il-nazismo-la-grande-finanza-la.html

Thursday, September 19, 2013

Siria: due prigionieri hanno sentito i ribelli affermare che l'attacco con le armi chimiche è opera loro

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2013/09/siria-due-prigionieri-hanno-sentito-i.html

Siria: due prigionieri hanno sentito i ribelli affermare che l'attacco con le armi chimiche è opera loro


Un insegnante Belga (Piccinin) ed un giornalista italiano de La Stampa (Quirico), sono stati prigionieri per 6 mesi dei ribelli siriani, ed hanno scoperto qualcosa di sconcertante. Dal sito rainews 24 segnalo tre articoli insieme danno il quadro di una notizia che occorre cercare di diffondere con ogni mezzo.

Primo articolo, "Non è stato il regime di Assad a usare le armi chimiche"
E' la convinzione espressa da Pierre Piccinin, rilasciato ieri insieme a Domenico Quirico. "E' un dovere morale dirlo - ha affermato, parlando con la radio Rtl - Non è il governo di Bashar al-Assad ad aver utilizzato il sarin o altri gas alla periferia di Damasco". L'insegnante 40enne ha poi ammesso quanto "gli costi dire" tutto cio', perche' "dal maggio del 2012 sostengo fortemente l'Esercito libero siriano nella sua giusta lotta per la democrazia". 'E' un dovere morale dirlo. Non è il governo di Bashar al-Assad ad avere utilizzato il gas sarin o un altro gas nella periferia di Damasco''.
Secondo articolo, "Quirico: io non so chi ha usato i gas. Piccinin:non è stato il regime di Assad" (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=181305):
"Eravamo all'oscuro di tutto quello che stava accadendo in Siria durante la nostra detenzione, e quindi anche dell'attacco con i gas a Damasco", ha raccontato Quirico. "Un giorno però - ha aggiunto - dalla stanza in cui venivamo tenuti prigionieri, attraverso una porta socchiusa, abbiamo ascoltato una conversazione in inglese via Skype che ha avuto per protagoniste tre persone di cui non conosco i nomi". "In questa conversazione - prosegue la ricostruzione di Quirico - dicevano che l'operazione del gas nei due quartieri di Damasco era stata fatta dai ribelli come provocazione, per indurre l'Occidente a intervenire militarmente". 
Quirico: Dio ha consegnato la Siria al demonio (http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=181314):
"Ci hanno trattato come bestie - ha raccontato Quirico - ho incontrato centinaia di persone che non conoscono il concetto semplice di pietà, della compassione nei confronti di un altro essere umano che soffre"




Leggi l'artcolo correlato

L’attentato sotto falsa bandiera dei servizi segreti israeliani in Egitto nel 1954 insegna che i governi costruiscono a tavolino i pretesti per creare ostilità e guerre tra le nazioni:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2013/09/lattentato-sotto-falsa-bandiera-dei.html

Friday, August 30, 2013

Due righe sulla Siria e le scie chimiche / guarire dal diabete con metodo naturali incentrati sulla dieta

http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/08/due-righe-sulla-siria-e-le-scie.html

Due righe [diciamo pure "due troiate"] sulla Siria e le scie chimiche / guarire dal diabete con metodo naturali incentrati sulla dieta

In Siria il quadro è fin troppo chiaro, mi limito a segnalare questa intervista ad un siriano immigrato in Italia da lungo tempo, che spiega come i giornalisti siano stati tutti messi a tacere:
E così mentre Obama promette che fornirà prima o poi le prove dell'uso di armi chimiche da parte del regime siriano, noi ricordiamo quando gli USA rifornirono di armi chimiche il regime iracheno di Saddam Hussein che gasò migliaia di Kurdi innocenti, e ricordiamo come le famose armi di distruzione di massa che USA e Gran Bretagna spergiurarono si trovassero in Iraq, non furono mai trovate nemmeno dagli ispettori dell'ONU.
Mentre l'attacco alla Siria appare imminente, un conflitto di grande portata potrebbe essere alle porte. Dopo il riassetto geopolitico del Nord Africa con le cosiddette "primavere arabe", e le ennesime dichiarazioni di Cina e URSS che sono pronte a reagire ad un'aggressione militare contro la Siria, i venti di guerra che spirano sono davvero pericolosi.
Che nessuno si illuda dell'esistenza di regimi buoni contrapposti a quelli cattivi. I governi di Cina e Russia avvelenano i propri concittadini con le scie chimiche esattamente come fanno i governi di USA, Israele, Gran Bretagna, Germania, Italia ... Alla stessa maniera nel passato i re di ognuna delle nazioni contendenti trattavano come schiavi i propri sudditi; la cosiddetta "unità" d'Italia portò i territori soggetti al re di Borbone, al re d'Austria-Ungaria ed al papa, ad essere soggetti ad un altro sovrano non certo molto più umano.
I movimenti pacifisti nella loro miopia non potranno concludere mai niente di buono proprio perché non hanno tempo o voglia di capire che la guerra ormai è una guerra totale di tutti gli eserciti contro tutta la popolazione terrestre (vedi l'articolo di Zret). Basterebbe denunciare le scie chimiche pubblicamente per mostrare alla popolazione cosa sia la struttura militare e quale sia la vera guerra in atto. Ma anche quelli che non negano le scie poco si curano di esse, e ancor meno capiscono la situazione attuale.
Anche ai tempi della seconda guerra mondiale hanno cercato di farci credere ad una guerra dei "buoni" contro il crudele dittatore nazista. Peccato che i "buoni" americani finanziarono ed armarono Hitler e fornirono il petrolio al suo alleato giapponese.
Intanto non sapendo come far tacere l'informazione sulle scie chimiche i soliti poteri forti cercano di diffamare.

Segnalo infine due link molto interessanti sul diabete
Guarire dal diabete, conferenza il 29 settembre:
Testimonianza di un ex malato:

Tuesday, February 5, 2013

Ennesimo calciatore morto sul campo da gioco ... fatalità o intossicazione da bario?

 

http://scienzamarcia.blogspot.co.uk/2013/02/ennesimo-calciatore-morto-sul-campo-da.html

Ennesimo calciatore morto sul campo da gioco ... fatalità o intossicazione da bario?


Pare sia stato colpito da un aneurisma cerebrale il calciatore del Soleto, morto sul campo qualche giorno fa. Purtroppo si tratta solo dell'ultimo di una lunga lista di calciatori ed altri sportivi, e la cosa inquietante è che fino a qualche anno fa questi episodi non succedevano se non raramente. Tra l'altro si tratta di un giocatore dilettante, non di un professionista spinto strafare, ad andare oltre le proprie possibilità da chissà quali pressioni.

E' possibile allora ipotizzare un collegamento con una eventuale intossicazione da Bario? In effetti la pressione alta è uno dei fattori di rischio noti per l'aneurisma cerebrale ed il bario aumenta la pressione sanguigna (vedi anche qui).
Il defunto era un maresciallo dell’Aeronautica militare. Se fosse vero che il bario diffuso con le scie chimiche (col fondamentale contributo dell'Aeronautica militare) sia stata la causa di questo tragico evento ci troveremmo di fronte ad una situazione paradossale, del resto simile a quella dei piloti che muoiono per la cosiddetta sindrome aerotossica (un termine per coprire l'effetto nocivo delle scie chimiche?).
Se, come plausibile, lo sventurato calciatore morto era a conoscenza delle operazioni di aerosol clandestino, evidentemente non era ben informato sulle sostanze nebulizzate nell'atmosfera, sulla loro pericolosità, sul loro reale effetto sulla salute umana (è più che plausibile per esempio che ai militari venga riferito che si tratti di prodotti innocui per la salute e destinati a "raffreddare la terra").

In realtà regista Patrick Pasin ci informa nel suo documentario (vedi qui sotto un breve spezzone sottotitolato e messo on line su concessione dell'autore) che gli eserciti acquistano ingenti quantità di solfato di bario, e non si vede altra ragione per un simile acquisto che non l'utilizzo all'interno del programma di irrorazione.


Niente di nuovo sotto il sole: i militari occidentali spediti nei Balcani, in Iraq o in altri teatri militari vengono esposti a contaminazione da uranio cosiddetto impoverito (tossico per inalazione sia per la sua natura chimica che per la sua radioattività). Anche l'elevato numero di vaccinazioni cui sono obbligati i militari che vanno in missione sono un potenziale pericolo per la loro salute.

fare click per ingrandire
Se fossero pienamente coscienti sin dall'inizio di quello cui possono andare incontro chissà se sceglierebbero di intraprendere quel lavoro.
Da che mondo è mondo non solo i civili, ma anche i militari sono sempre stati trattati dai governi come carne da macello, pedine utili per raggiungere gli scopi che i padroni del mondo si sono prefissi, basti pensare ai militari italiani caduti nella prima guerra mondiale per conquistare anche quella terra che l'Austria-Ungheria aveva promesso di concedere a titolo gratuito in cambio della neutralità italiana (la provincia di Trento, come conferma persino wikipedia). E che dire dei territori vinti con la prima guerra mondiale e poi persi con la seconda? Come si possono giustificare le guerre se poi ciò che si vince oggi si perde domani, se a fare i conti sul lungo termine nessuna potenza può mai dire di avere realmente vinto? L'unica cosa sicura è sono i popoli tutti a perdere, a soffrire la fame, la devastazione, la morte, la mutilazione dei corpi.

Quando se ne renderanno conto forse potremo assistere alla realizzazione del sogno più bello che la razza umana possa mai immaginare: quello dei militari che, disgustati dal tradimento dei propri governi, decidono di non usare più i loro strumenti di morte e si rifiutano di avallare la guerra non dichiarata contro la popolazione civile.

Nel dicembre del 1914 stava per succedere, anzi, in realtà è veramente successo: francesi e tedeschi avevano smesso di combattere e avevano fraternizzato, solo che gli alti comandi erano riusciti a stroncare questo spontanea e bellissima iniziativa della "tregua di Natale".





fonti:

Tuesday, August 7, 2012

Le guerre vengono motivate da falsi pretesti ... cosa faranno per giustificare un'aggressione all'Iran?


http://scienzamarcia.blogspot.it/2012/08/le-guerre-vengono-motivate-da-falsi.html

Le guerre vengono motivate da falsi pretesti ... cosa faranno per giustificare un'aggressione all'Iran?

Da che mondo è mondo gli USA (ma non solo loro) inventano attacchi ed attentati contro loro stessi per giustificare la guerra.
 
Chi conosce la storia della portaerei Maddox “attaccata dai vietcong” che servì ad innescare il conflitto in Vietnam sa bene che l’attacco si rivelò poi una (quasi) totale invenzione degli USA, così come invenzione USA furono le storie di bambini appena nati uccisi dagli Iracheni negli ospedali del Kuwait, le storie delle armi di distruzione di massa irachene (che non furono mai trovate, neppure dopo la fine della seconda guerra del golfo).
 
Adesso vogliono fare la guerra all’Iran
Chi? USA e Israele in primis, ma sappiamo come la Gran Bretagna sia sempre stata fedele alleata nelle guerre degli USA.
 
Come possono giustificare l’aggressione militare senza un casus belli?
Non possono, qualcosa devono inventarsi.
 
E allora un attentato ai giochi olimpici farebbe proprio al caso loro, darebbe la giustificazione di fronte all’opinione pubblica per un attacco all’Iran.
 
L’Iran ha attaccato violentemente il logo dei giochi olimpici che richiamerebbe troppo da vicino la parola Zion ovvero Sion (ed in effetti le analogie ci sono, ma questo poco importa, sta di fatto che l’Iran ha preso di mira – per adesso verbalmente – i giochi Olimpici).
 
Questa dichiarazione iraniana può essere utilizzata dai servizi segreti per scaricare addosso all’Iran un eventuale attentato gestito o co-gestito dai servizi segreti (in Italia hanno collaborato alle diverse stragi di stato, e non crediate che Mossad, FBI e company siano molto meglio).
 
Israele ha già lanciato l’allarme, paventando episodi di terrorismo da parte araba (iraniana in particolare) nel quarantesimo anniversario dell’eccidio alle olimpiadi di Monaco .
 
A 11 anni esatti dall’11 settembre i giochi olimpici un auto-attentato darebbe la possibilità di innescare un altro conflitto.
L’11 agosto potrebbe essere una data simbolicamente importante (10 anni e 11 mesi dopo)
Speriamo che non succede, ma purtroppo la storia ci dice che è già successo.
 
Ricordatevi che nell’archivio della marina USA ci sono le trascrizioni delle intercettazioni decrittate della flotta giapponese che si avvicinava a Pearl Harbour secondo la ricostruzione del libro “il giorno dell’inganno” . E se questo non vi convince sappiate che USA e Giappone erano già ai ferri corti per l’embargo del petrolio decretato dagli USA ed i segnali di un prossimo atto ostile da parte del Giappone erano evidenti (*) . 
 
Gli USA sapevano che i giapponesi stavano arrivando ma non hanno avvertito i generali che comandavano la guarnizione di Pearl Harbour, perché avevano bisogno di quei 3000 morti per potere convincere il popolo statunitense ad entrare in guerra.
 
Per altro la fondazione Rockefeller ha pubblicato un paio di anni fa degli studi su “scenari futuri”, il peggiore dei quali prevedeva 13.0000 morti alle olimpiadi di Londra e successivamente il diffondersi di un’epidemia di aviaria. Rockefeller non è un uomo qualunque, ma uno dei più ricchi e potenti uomini al mondo.
 
In conclusione, se facciamo girare questo messaggio forse possiamo evitare che facciano un attentato? Se siamo in troppi a saperlo/sospettarlo possiamo fare la differenza?
 
Speriamo di sì.
 


 

Com’era possibile che un’unità operativa speciale così grande — comprendeva sei portaerei — fosse riuscita ad avvicinarsi fino a 370 chilometri da Oahu e a lanciare 183 aerei nella prima ondata dell’attacco, sfuggendo ai radar e infliggendo alla flotta americana del Pacifico un colpo così terribile? Anzitutto, l’unità operativa giapponese seguì una rotta settentrionale malgrado l’inverno e il mare grosso. La zona a nord di Pearl Harbor era la meno battuta dai voli di ricognizione americani. Inoltre le portaerei giapponesi mantennero un rigoroso silenzio radio.

Il radar, comunque, vigilava sull’isola strategica per individuare eventuali aerei in arrivo. Verso le sette di quella mattina decisiva, due militari in servizio presso l’Opana Mobile Radar Station sull’isola di Oahu notarono dei punti insolitamente grandi sull’oscilloscopio, che segnalavano la presenza di “probabilmente oltre 50” aerei. Ma quando avvertirono il Centro Informazioni fu detto loro di non preoccuparsi. L’ufficiale che si trovava presso il Centro Informazioni suppose si trattasse dei bombardieri americani B-17 attesi dal continente.

È mai possibile che il governo americano non avesse sentito, per così dire, puzza di bruciato nell’aria? Il governo giapponese aveva fatto pervenire ai suoi inviati a Washington un messaggio in 14 parti da consegnare a Cordell Hull, il segretario di Stato, alle 13 in punto del 7 dicembre 1941. A Pearl Harbor, per il fuso orario, sarebbe stata la mattina del 7 dicembre. Il messaggio conteneva la dichiarazione dell’interruzione da parte del Giappone dei negoziati con gli Stati Uniti per serie ragioni politiche. Avendo intercettato il messaggio, il governo americano si rese conto che la situazione era critica. La sera prima di quel giorno memorabile, Franklin D. Roosevelt, allora presidente degli Stati Uniti, aveva ricevuto le prime 13 parti del documento intercettato. Dopo averlo letto, disse, in sostanza: “Questo significa la guerra”.

Sebbene le autorità americane credessero imminenti degli atti di ostilità da parte dei giapponesi, la New Encyclopædia Britannica dice: “Non conoscevano né l’ora né il luogo dove ciò sarebbe accaduto”. La maggioranza pensava a qualche parte dell’Estremo Oriente, forse in Thailandia.

(...)

Da parte americana ci furono oltre 2.330 morti e 1.140 feriti.
 
 

Sunday, January 15, 2012

Lo scopo segreto delle guerre (secondo orwell) ... e qualche anticipazione sul recente affondamento del Concordia all'isola del Giglio

Giusto per ribadire la propria supremazia in termini di coglionaggine e testadicazzitudine, ecco il cannaiolo che rilancia sul tema naufragio Costa.

http://scienzamarcia.blogspot.com/2012/01/lo-scopo-segreto-delle-guerre-secondo.html

Lo scopo segreto delle guerre (secondo orwell) ... e qualche anticipazione sul recente affondamento del Concordia all'isola del Giglio

http://www.youtube.com/watch?v=jE5otOUJK5I&feature=player_embedded

Il vero scopo della guerra secondo quanto scritto nel romanzo 1984 di Orwell, un brevissimo video denso di significato, da mostrare alla gente, ai dubbiosi, a coloro che negano l'esistenza di piani occulti. domandate loro come potesse questo signor Orwell prevedere quasi 100 anni prima così tante caratteristiche del nostro mondo odierno (magari mostrando questo articolo).

In realtà sui veri scopi delle guerre ci sarebbe molto altro da scrivere, e chi volesse può approdondire la sezione specifica di questo sito.

Nel video che segue potrete ascoltare un veterano statunitense che dopo avere partecipato alle recenti guerre in Medio Oriente, denuncia l'indottrinamento dei soldati e punta il dito sui veri criminali, sui veri terroristi, sui governanti.

http://www.youtube.com/watch?v=Par9aCo1bZI&feature=player_embedded

Quanto all'affondamento della nave Costa Concordia, tutti gli indizi puntano verso un affondamento intenzionale da parte della solita élite criminale, quella che ci cosparge quotidianamente di veleni e che non ha scrupoli ad ordire guerre, massacri, omicidi, riti satanici, violenze gratuite e simboliche.

In questo caso la nave con 13 ponti dedicati ad altrettanti  paese europei avviene la notte in cui l'agenzia di rating Standard & Poor's,  ha declassato arbitrariamente il rating di una bel numero di nazioni europee; e se poi ricorsate quando avvenuto al TITANIC. Persino al telegiornale abbiano sentito economisti reclamare contro questo declassamento avvenuto in un momento in cui c'erano dei segnali positivi. Sembra quasi che queste élite criminali abbiano voluto compiere un affondamento rituale, allo scopo di propiziarsi la riuscita del prossimo affondamento delle economie dell'eurozona. Folle teoria? Provate per adesso a leggere l'articolo del blog l'alternativaitalia cui ho contribuito con molti commenti [nota bene: non sottoscrivo ogni singola riga di quell'articolo, in particolar modo dubito che si possa dire che "i templari sono stati i primi banchieri anti-cristiani e satanisti (loro usanza era sputare sulla croce)" ].

PS: anche l'Osservatore Romano (organo del Vaticano) ha criticato l'operato di queste agenzie e mi viene il sospetto che il Vaticano voglia ricoprire il ruolo di salvatore del mondo dopo che i "cattivi" (il mondo delle banche e della finanza) l'ha portato sul lastrico. In effetti i segnali in questo senso ci sono già stati.