L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Sunday, February 9, 2014

La Nuovo Cronologia: due matematici russi scrivono una monumentale rivisitazione delle storia

 La fisico corradi pinna e' talmente strafatto di canno che non azzecco neanche una vocali nel titoli

 http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/la-nuovo-cronologia-due-matematici.html

La Nuovo Cronologia: due matematici russi scrivono una monumentale rivisitazione delle storia

Due scienziati Russi di tutto rispetto, i matematici A. Fomenko e G. Nosovskij, si sono occupati di controllare le antiche cronologie e hanno scoperto che la maniera in cui finora sono state raccolte e catalogate le datatazioni e le successioni di eventi passati sono pieni di errori. Fin troppo spesso, per esempio, elenchi della stessa dinastia provenienti da fonti differenti sono stati presi per elenchi di diffenti dinastie causando una espansione di certi periodi della storia antica. Ma di errori i due matematici ne hanno trovati molti altri.

Il loro lavoro si riallaccia a studi ben più antichi che risalgono a quel genio della matematica e della fisica che fu Isaac Newton. Newton infatti, nonostante pochi lo ricordino, considerò il proprio lavoro di revisione della cronologia antica il più impegnativo fra tutti quelli cui si era dedicato (ricordo che Newton aveva svolto anche un intenso studio dei testi sacri giungendo alla conclusione che la Bibbia era stata più volte manomessa e modificata e che la dottrina cattolica della trinità non aveva alcun fondamento nel nuovo testamento). Fra Newton e i due studiosi contemporanei ci furono altri accademici di tutto rispetto che portarono avanti questo lavoro di revisione cronologica.

Ma cosa avrebbero scoperto i nostri due studiosi? Che la storia scritta sui libri comprende periodi del tutto inesistenti, che gran parte dell'oscuro medioevo in realtà corrisponde ad un periodo costruito grazie alla falsificazione della cronologia antica, che alcuni scritti in latino attribuiti all'epoca romana sono falsificazioni posteriori

In particolare l'analisi della Bibbia mostra che nel corso dei secoli il Nuovo Testamento ha perso dei libri ed il Vecchio Testamento li ha guadagnati: il canone della Bibbia è in realta relativamente recentie. Una cosa che lascia davvero stupiti è il fatto che in uno di questi libri che compare improvvisamente pochi secoli fa nel canone biblico, viene descritta la costruzione di una "Gerusalemme" che corrisponde porta per porta e misura per misura al Cremlino della città russa di Mosca. Anche il libro dell'apocalisse sarebbe un'aggiunta molto più recente.

Quali possano essere state esattamente le finalita di una simile operazione di falsificazione è presto per dirlo, occorrerebbe leggere almeno quel volume che è stato finora tradotto in italiano, magari assieme agli altri volumi della monumentale opera di revisione cronologica e storica (esiste una versione integrale in lingua inglese).


Molti materiali sono accessibili in italiano sul sito http://www.nuovacronologia.it

Qui sotto un video in inglese ed uno con sottotitoli inglesi:

http://youtu.be/BNYIIPkzdEE
http://youtu.be/TbQMplPvA7k


Sinceramente non so se e quanto abbiano ragione, ma anche se avessero ragione solo in parte sarebbe una rivoluzione epocale, e certi dati mostrati nei video qui sopra sono molto interessanti.

Tuesday, June 18, 2013

Tre brevi segnalazioni, su salute, grande fratello orwellian e la madre ebrea del fascismo

http://rassegnastampanonwo.blogspot.co.uk/2013/04/tre-brevi-segnalazioni-su-salute-grande.html

 Tre brevi segnalazioni, su salute, grande fratello orwellian e la madre ebrea del fascismo


Un libro interessante che conferma il rapporto tra intestino e malattie discutendo soprattuto del rapporto tra intestino e sistema immunitario:

Disbiosi e immunità - Prevenire e curare le alterazioni dell’equilibrio intestinale
Un articolo che mostra come il telefono cellulare possa abolire di fatto la nostra privacy:
Infine un articolo interessantissimo su Mussolini ed il fascismo che getta nuova luce su un cruciale periodo della storia italiana:

Friday, November 12, 2010

La spedizione dei mille, le truffe, i massoni e la conquista sabauda

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/11/la-spedizione-dei-mille-le-truffe-i.html

La spedizione dei mille, le truffe, i massoni e la conquista sabauda


RISORGIMENTO. L’ALTRA VERITA’

tratto da www.veja.it ove potete leggere il resto dell'articolo ed altre storie consimili

I Mille che partirono da Quarto erano il triplo (abbondante) dei 300 “giovani e forti che sono morti” al seguito di Carlo Pisacane ma ugualmente male in arnese. Non vinsero per la forza del loro spirito, non per la loro capacità di usare le armi, non per una strategia tattica sopraffina e nemmeno per l’audacia delle loro azioni.

Testimonianza di parte piemontese, quella che ha vinto. «Quando si vede un regno di sei milioni di abitanti e un’armata di 100mila uomini, vinto con la perdita di 8 morti e 18 storpiati…chi vuol capire…capisca…..» I numeri che Massimo d’Azeglio comunicò per lettera al nipote Emanuele erano approssimativi per difetto ma, quali che fossero le esatte statistiche belliche, gli risultava chiara che una battaglia vera non c’era stata.

SI RITIRARONO PER L’ORO
Testimonianza di parte borbonica, quella che ha perso: «Scrivo perché mi sdegna vedere travisato il vero». Un affidale napoletano che restò a Messina durante i nove mesi d’assedio, poco dopo la fine delle ostilità, nel 1862, pubblicò un diario di ricordi firmandosi, prudentemente, con le sole iniziali: G.L. « I napoletani si sono ritirati davanti a Garibaldi non per magia ma per l’oro. E questo perché mille non possono batterne l00mila e uno non può batterne cento».

Apparve evidente – fin dall’ inizio e a chiunque – che esisteva una storia letteraria accreditata dall’intellighenzia – alla quale bisognava far mostra di credere – cui se ne contrapponeva un’altra che ribaltava completamente valori e giudizi ma che non era nelle condizioni di lambire le carte ufficiali per correggerne i contenuti più vistosamente retorici.

Come sarebbe finita la spedizione di Garibaldi era chiaro fin dal momento della partenza. Non lo sapeva la maggior parte degli uomini in camicia rossa. Loro credevano di partecipare a un’azione di “commando”, destinata a suscitare una rivolta popolare. Fra tutti, erano intellettualmente onesti – questo sì – perché pensavano che si trattasse di un’iniziativa pericolosa e mettevano in conto che avrebbe potuto anche finire male. Però, chi riteneva che per un ideale valesse la pena rischiare qualche cosa, si rendeva conto che quello era il momento di giocarsi tutto il coraggio che era rimasto. Potevano anche sembrare incoscienti, ma era, impossibile non riconoscergli le stimmate dei patrioti veri.

UN GRAN NUMERO DI MASSONI
Vi partecipò Giuseppe La Masa, 35 anni, veterano dell’ insurrezione del 1848-1849, quando girava con un elmo d’argento e il pennacchio bianco. C’era Gerolamo Bixio, genovese, che tutti chiamavano “Nino” e che il Padreterno aveva dotato del cuore di un leone. Durante la difesa della “Repubblica Romana”, aveva fatto prigioniero un ufficiale francese, rincorrendolo a cavallo e agguantandolo per i capelli. Era un pezzo grosso della loggia massonica “Trionfo Ligure” dove era iscritto con tessera numero 105. Si trovava in buona compagnia di “fratelli”.

C’era Francesco Crispi, avvocato con studi in cospirazione. repubblicano inquieto con gli ideali roventi ma poi, sempre più conservatore, fino a diventare primo ministro (colonialista e un po’ forcaiolo) con la monarchia. Crispi s’era portato anche la quasi moglie Rosalie Montmasson: «Fiera savoiarda e disinteressata, piena di coraggio, ardita più di quanto in femmina possa accadere, dall’animo vivace, anzi, di fuoco, dalla parola pronta, nata alla libertà e all’indipendenza». Faceva la stiratrice, a Torino, ma sentiva la vocazione della rivoluzionaria.

C’era il sottotenente Giuseppe Bandi, che si era guadagnato un posto nell’esercito piemontese di Alessandria per aver partecipato all’insurrezione che portò il Granducato di Toscana ai Savoia. Allora, studente di giurisprudenza all’università di Pisa, portava il cappello “alla come mi pare” e scriveva versi taglienti di ispirazione foscoliana con i quali voleva dare fuoco alla dinastia di Leopoldo. Non c’era Luigi Càroli: non per mancanza di coraggio ne perché ritenesse quell’impresa povera di gloria. Si trattava – come dire? – di sensibilità. Meglio saltare un giro, per quella volta. Assente giustificato.

La compagnia che, il 5 maggio 1860, si imbarcò a Quarto per scendere verso la Sicilia, poteva sembrare folkloristica: 150 avvocati, 100 medici, 20 farmacisti, 50 ingegneri. Sessanta vennero definiti “possidenti” ma non fu possibile trovare un solo contadino. Ovidio Sermone, fuoriuscito da Salerno, compariva come “prete”; Luigi Gusmaroli come “ex prete”; Giuseppe Sirtori come “prete spretato”. In Sicilia si aggiunse frate Giovanni Pantaleo. Non era difficile morire in pace.



Fonte: srs di Lorenzo Del Bocca; da La Padania di sabato 17 ottobre 2009, pag. 12 – 13 -14.

NB: Per quanto poca sia la simpatia del curatore di questo blog per il quotidiano in questione, questo articolo indica dei dati storici molto interessanti che permettono di comprendere meglio la questione della cosiddetta "unità d'Italia" (ovvero della conquista sabauda del resto d'Italia) di cui adesso si celebra la ricorrenza.

Una conquista militare riuscita grazie anche a manovre occulte e ad una serie di guerre sanguinose quanto assurde, dalla guerra di Crimea (qualcuno forse ricorderà la politica delle "mani nette" di quel triste figuro di Cavour, ovvero il partecipare ad una guerra solo per acquisire uno status di nazione di un certo peso nelle realazioni diplomatiche) fino alla prima guerra mondiale, conflitto al quale l'Italia partecipò con la motivazione ufficiale della "liberazione" del lembo nord-orientale dello stivale ancora sotto dominazione austriaca. Pochi sanno però che l'Austria aveva intavolato trattative con lo stato italiano promettendo alcuni di quei territori in cambio della neutralità italiana.

Riporto qui dal sito brigantaggio una nota particolarmente rilevante sulla questione:

San Giovanni Bosco ebbe a dire che ".. qui in Piemonte, Cavour fu uno dei capi della massoneria" (1) Detto questo venrgono a cadere le doti di grande statista attribuite al primo ministro piemontese visto che tutta la politica savoiarda veniva decisa a Londra da Mr. Pike e da Lord Palmerston. Camillo Cavour, figlio di un Vicario di polizia piemontese, crebbe a Ginevra impregnandosi di mentalità calvinista e venne formato in Inghilterra dove aderì entusiasticamente al pensiero liberale che riservava alla Chiesa una funzione marginale, prettamente teorica, assoggettata completamente allo Stato. Li fu iniziato alla massoneria. Secondo l'Acacia Massonica del febbraio - marzo del 1949, a pag. 81 Camillo Cavour, ministro e Capo del governo Piemontese era l'ispiratore della massoneria nazionale e prendeva ordini da quella internazionale.

La partecipazione savoiarda in Crimea a fianco di inglesi e francesi non era quindi un lungimirante intuito per sedere al fianco delle potenze europee, nel congresso di Parigi del 1856 per sollevare la questione romana ed italiana, come ci è stato inculcato a scuola. Questa strategia venne studiata nelle stanze segrete della Gran Loggia londinese. Anche Napoleone III, era affiliato a Roma alla Carboneria (2). Nell'Histoire Politique de la Franc Maçonnerie, dell'aprile 1958, a pag. 15 leggiamo: "...Il secondo impero... pratica la politica estera sostenuta dalle logge: sistematicamente antiaustriaco e perfidamente antipapale, esso sfocia nella distruzione degli Stati Pontifici. Non si dimentichi che Napoleone III era carbonaro e che l'attentato di Orsini gli ricordò un pò bruscamente il suo giuramento prima della campagna d'italia".

1) Memorie biografiche di Don Giovanni Bosco a cura di Lemoyne-Amadei-Ceria, 19 Volumi, Torino 1898-1939; pag.313, vol. XI
2) M. FERDINAND BAC, "Miroir de l'Histoire" n. 19 agosto 1951, pag. 61.

da: "I Savoia e il Massacro del Sud", Grandmelò, 1996.

Tuesday, May 12, 2009

Geopolimeri. La vera storia delle piramidi - prima parte

http://scienzamarcia.blogspot.com/2009/05/geopolimeriepiramidi.html

Geopolimeri. La vera storia delle piramidi - prima parte


Articolo tratto dall'ottimo blog tuttouno dell'amica Giuditta



La scienza, le conoscenze dell'antico Egitto sono state in gran parte perdute, a causa del supporto sul quale esse erano state riportate: il papiro, una materia deteriorabile e combustibile, che veniva utilizzata come supporto per la scrittura in un paese dove non c'è disponibilità di legno.

Così i documenti che riguardavano la medicina, la matematica, ecc. sono rarissimi, resta solo qualche papiro miracolosamente preservato. Al contrario, grazie alle, quasi indistruttibili, tavolette cuneiformi di terracotta noi conosciamo tante cose sulla civiltà babilonese (esempio i metri cubi della biblioteca di Ninive).

Inoltre, purtroppo, moltissime conoscenze di queste civiltà erano appannaggio delle caste sacerdotali, che le custodivano gelosamente al loro interno tenendole segrete e tramandandole di bocca in bocca,.

Non possiamo pretendere di scoprire sulle mura di un tempio o di una piramide i dettagli sul metodo che fu usato per costruirla, sarebbe come se in futuro delle persone volessero decriptare la nostra epoca decifrando dei pannelli pubblicitari, o cose simili.

Ci sono numerosi misteri da chiarire.

Ecco ad esempio una coppa in gneiss (1) esposta al museo del Louvre,. Essa fa parte dell'immensa collezione di "vasi in pietra dura" trovati nelle tombe di Saqqarah in Egitto (Anziano Impero).

Coppa in gneiss, n° 99. Catalogo dell'Esposizione dell'Arte Egiziana all'Epoca delle Piramidi. Museo Nazionale del Louvre, Foto del 1999, estratta dal libro "La nouvelle histoire des piramides"

Nessuno sa, al giorno d'oggi, tagliare una coppa come quella della foto, soprattutto utilizzando gli attrezzi dell'epoca. Al contrario questa coppa sembra essere stata fatta ripiegando la materia, come se fosse plastica!

Ma come hanno fatto gli antichi egiziani? Sapevano realizzare una pietra ricostituita talmente così dura? Impossibile!?

No, Joseph Davidovits ha dimostrato che è possibile ri-costituire la pietra.

Ecco in questo filmato un esperimento condotto da Davidovits, realizzato con i materiali e gli utensili simili a quelli utilizzati all'epoca:


Ricostruire la pietra è altrettatanto facile che utilizzare i nostri cementi, anche se purtroppo con questi ultimi noi siamo ancora allo stadio primitivo. Infatti la longevità dei nostri cementi è molto limitata, 50 anni circa. Inoltre essi perdono, col tempo, le loro caratteristiche meccaniche. I nostri cementi sono porosi e subiscono una degradazione chimica esterna ed interna. Così che i nostri "monumenti", i grattaceli, ponti, porti, ecc. sono delle costruzioni con una data di scadenza. Ed abbiamo la tendenza a dimenticarlo.

Finalmente ora possiamo ricreare le pietre e le rocce copiando il (lungo) lavoro della natura.

La pietrificazione è un fenomeno di metamorfosi. Le conchiglie (calcare) formano dei sedimenti, che subiscono durante dei periodi lunghissimi una enorme pressione e si trasformano. Esistono vari stadi di trasformazione che dipendono dal tempo trascorso. Inversamente, il calcare è solubile nell'acqua, e questo fatto crea dei fiumi sotterranei, e rilievi carsici, i quali che si formano non solo per erosione, ma principalmente per dissoluzione.

Sulla pianura di Giza esistono differenti filoni di minerali calcarei, corrispondenti a differenti stadi di trasformazione. Davidovits ha dimostrato che uno di questi si presta facilmente ad una degradazione in elemento acquoso. Da qui la sua tesi.

Davidovits, nella video e nei suoi libri, dimostra l'affidabilità di questa operazione.

Estratto del suo libro " Ils ont bâti les pyramides "

Tutto questo funziona tanto bene che i geologi sono d'accordo nel dire che questo calcare di sintesi è totalmente identico al calcare naturale.

Davidovits ammette che delle pietre ricostituite, con questo metodo, di dimensione superiore a 1,50 metri cubi, si fessurano. Questo vuol dire semplicemente che manca un ingrediente, che gli egiziani sicuramente adoperavano. Un sapere perduto...

Per capirci, prendiamo ad esempio il cemento Portland, ed un cemento a presa rapida. Il primo è identico al secondo ma con un "rallentatore di presa". Se noi conoscessimo solo il cemento a presa rapida, saremmo incapaci di creare dei blocchi di grandi dimensioni, missione impossibile.

Nella Grande Galleria della piramide di Cheope si possono vedere dei blocchi di venti tonnellate che combaciano talmente bene fra i piani di giunzione che non ci si può infilare una lima per le unghie. L'assemblaggio (sia nel piano orizzontale che verticale) è dell'ordine di un decimo di millimetro! Perché? Meccanicamente non vi è nessun interesse.

Inoltre vi sono enormi blocchi che riposano uno sull'altro seguendo dei piani di giunzione che non sono orizzontali.

Qui di seguito altri misteri, cosa ci fa un'inclusione in una pietra massiccia?

E questa traccia "di corda" all'interno di un vaso in pietra massiccia? E' stata usata la tecnica detta "con la corda" usata per realizzare giare di argilla?

Inclusione calcarea nella piramide di Chefren (foto del 1999)



Tracce di calco alla corda all'interno di un vaso di pietra "dura".



La tecnica della corda: Questa tecnica permette di realizzare grandi giare con l'aiuto di una sagoma di legno intorno la quale si avvolge una fune di canapa.
La sagoma è in seguito ricoperta di uno strato d'argilla. L'operazione terminata la superficie della giara è lisciata con una stecca di legno.
La giara viene poi messa a cuocere in forno e poi messa a raffreddare. Quando è fredda si smonta e si ritira la sagoma di legno. Infine la corda può essere tolta. Essa lascerà un'impronta all'interno della giara, la stessa traccia che si nota nell'antica giara egiziana.

Come è possibile, a partire di blocchi di pietra estremamente dura, realizzare migliaia di oggetti ritrovati nei siti di Saqqara come quelli della foto qui di seguito:

Foto estratta dal libro di Davidovits. Vasi in pietra dura 3500 av. GC, museo del Louvre.

Queste "anomalie" non sono le sole. Esistono statue di quarzite, una pietra talmente dura, che non si sa come come avrebbero potuto essere realizzate con scalpelli in rame!

E i giganteschi colossi di Memnon, che pesano molte centinaia di tonnellate. Come sono statei trasportati e messi in loco? Perché non si riesce a trovare la cava, vicina o lontana, dalla quale questi blocchi sono stati estratti?

Nessun archeologo "ufficiale" è riuscito a spiegare questo mistero, anzi essi preferiscono "dimenticare" il problema. I "geopolimeri" scoperti da Davidovits all'inizio degli anni '70 risolvono qualsiasi problema. La cosa che gli scienziati contemporanei non riescono ad ingoiare è il fatto che tali realizzazioni possano fondarsi su delle tecniche "futuriste" vecchie di 5000 anni (minimo), e che non sono stati essi stessi a scoprirne il segreto.


Nord Antico Regno, le Piramidi e il dio Khnum dalla testa d'ariete detto anche Vasaio Divino (2): tecnica della pietra agglomerata.
Sud Nuovo Regno, la Valle dei Re e il dio Amon (3): tecnica della pietra lavorata.






Un nuovo punto di vista sulle piramidi.


Il famoso MIT, Massachusetts Institute of Technology, Boston, USA, ha compreso l'importanza della teoria del professor Davidovits, sulla fabbricazione delle pietre delle piramidi in calcare ri-agglomerato. Il prof. Hobbs e due colleghi del MIT, e alcuni studenti, hanno costruito una mini- piramide utilizzando i metodi del prof. Davidovits.

Per saperne di più leggere l'articolo del Boston Globe del 22 aprile 2008:
A new angle on pyramids

(1) Lo gneiss (si pronuncia gnaiss con la "g" dura) è una delle più comuni [rocce metamorfiche] costituenti la crosta continentale. È il risultato del metamorfismo regionale dinamotermico di rocce originarie (protoliti) di composizione sialica, ovvero ricche di quarzo e feldspati e povere di silicati ferro-magnesiaci. Si forma a grande profondità, per effetto delle mutate condizioni di pressione e temperatura, nelle zone di convergenza di due placche, durante la fase di subduzione e in quella successiva di collisione continentale, che danno origine alle catene montuose.
(2) Khnum (ẖnmw) è una divinità della mitologia egizia, particolarmente venerata ad Assuan, in Egitto. Si considera protettore delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni; viene raffigurato come un uomo con la testa di ariete, a volte sormontata da una croce, mentre tiene in mano l'ankh. Secondo il mito plasmò l'uovo della creazione, e viene considerato il vasaio divino, che dona la vita alle sue creazioni modellandole al tornio con il limo del fiume egizio.
(3) Amon ( 'Imn, in italiano anche Ammone; letteralmente il misterioso o il nascosto) è una delle principali divinità della mitologia egizia.

continua...