http://tankerenemymeteo.blogspot.it/2013/02/inquinamento-reale-da-polveri-sottili-e.html

In
questo articolo intendiamo ancora soffermarci sulla questione delle
polveri sottili o inquinamento atmosferico da nanopolveri che dir si
voglia.
Gli occultatori di verità scomode... i negazionisti, i normalizzatori di
regime, oppongono sempre obiezioni risibili, [meno delle troiate che spari] ma è d'uopo comunque
confutarle, poiché costoro, spesso esponenti di rilievo nell'ambito
della "tutela" dell'ambiente e/o della salute, sfruttano la loro
autorità tautologica [professo', scrivigliele meglio 'ste cazzate...] per abbindolare il lettore meno attento. Ben
consapevoli di mistificare, questi elementi, organici al sistema, negano
in modo pervicace che gli spaventosi livelli di polveri sottili da noi
misurati in queste settimane siano necessariamente orginati [...e impara l'uso del correttore ortografico] dalla guerra
ambientale in corso ed inoltre affermano che non è possibile
comprendere a quali elementi si riferisca questo particolato, per cui, a
loro dire, questi studi ambientali sono inutili. Di più! Essi
asseriscono che le nostre apparecchiature non sono certificate... che
sono dei giocattoli. [come il microscopio tuo e quello della stamìnchier] In realtà chi conosce l'argomento poiché lo ha ben
studiato per anni, soggetto che è altresì al centro della sua
professione, dovrebbe sapere che i prodotti attualmente sul mercato per
il rilevamento delle polveri sottili sottostanno a precise specifiche,
sono omologati e dunque sono venduti per uso professionale. Inoltre è
acclarato che le polveri sottili possono essere in gran parte
identificate nella loro composizione, semplicemente in base alle loro
dimensioni, come spiegheremo più avanti.

Un certo Federico Valerio - Istituto Nazionale Ricerca Cancro Genova, scrive: "Per
cortesia, prima di dire sciocchezze, verificate le unità di misura del
vostro strumento. I numeri riportati sul display corrispondono al numero
di particelle, probabilmente, per centimetro cubo di aria, con
determinate dimensioni (micron). L'Arpal, con metodi certificati, misura
il peso (espresso in microgrammi) di particelle di dimensioni inferiori
a 10 micron, presenti in un metro cubo d'aria. Al momento, metodi di
conteggio di particelle, come quello che usate, non hanno ancora
ricevuto una certificazione dagli organismi internazionali per la
standardizzazione di metodi di misura.
Dando per scontato che l'ARW-9880 calcoli il numero di particelle per
ft3 (1 piede = 0,3048 m = 30,48 cm), [FINALMENTE! Ci sei arrivato, forse?] siamo proprio al ridicolo, [parole sante]
considerato che, se anche fosse vero quanto asserisce il dottor Valerio "I numeri riportati sul display corrispondono al numero di particelle, probabilmente, per centimetro cubo di aria",
sarebbe ancora peggio, poiché significherebbe che in un metro cubo
d'aria si evidenzierebbe un valore migliaia di volte superiore! [no, non ci sei arrivato. Poveretto] Siamo di
fronte allo svarione di un incompetente o c'è dell'altro? Oltretutto
quello che conta è che il contatore di particelle ARW-9880 è dotato di
dispositivo di allarme, che entra in funzione allorquando la
concentrazione di inquinanti supera la soglia di sicurezza e ciò,
puntualmente, si verifica in presenza di nebbia di ricaduta. Altro
dettaglio degno di nota è il seguente: i valori più elevati di
inquinamento atmosferico da nanopolveri si presentano sempre in
prossimità delle nove di sera e questo dimostra che si tratta di polveri
ultrafini (sotto i PM 2.5) in ricaduta e non di pulviscolo veicolare in
sollevamento dal suolo. [già, la legge di gravità è un optional...] D'altronde il classico odore di zolfo ne
conferma la provenienza, [quelle sono scorregge, zozzone] giacché la prima conseguenza della combustione
di carburanti aeronautici è la produzione di SO2, casualmente
riscontrabile nell'aumento del PM 2.5 ed inferiore. [sì, e CO2 e vapore acqueo ecc. sono in tracce...]
Inquinamento da polveri sottili a Sanremo
Dopo la telefonata al dirigente ARPAL,
figuremmè colossale ci siamo presi l'impegno di verificare di persona lo stato delle cose,
con l'intenzione di dimostrare che le discrepanze dei valori misurati
dal Comitato Tanker Enemy [cioè una banda di quattro straccioni al massimo] con le proprie apparecchiature non dipendevano
nemmeno dalla zona di "cattura" dell'aria.
Postazione: giardini Regina Elena - Sanremo (IM) - Tipo zona: urbana - Tipo stazione: fondo
Il livello massimo di PM 10 rilevato dalla stazione ARPAL nel mese di
gennaio 2013, per quanto attiene al biossido si zolfo, è di 14
microgrammi per metro cubo. Addirittura, verso la fine del mese, quando a
noi risultavano valori di PM 10 superiori di gran lunga alle due
migliaia, la stazione ARPAL misurava 2 microgrammi! Valori alquanto
distanti dalla dura realtà, senza tener conto che, al di sotto dei PM
10, la stazione non rileva alcunché. La legge non lo prescrive e siamo
tutti contenti. Evviva! Si consideri che l'O.M.S. ritiene allarmante un
superamento dei PM 10 di oltre 20 microgrammi per metro cubo. Ovviamente
è ancor più grave la presenza di migliaia di microgrammi per metro cubo
per quanto riguarda le particelle di dimensione inferiore e valutate
dalla nostra apparecchiatura, certificata per impiego professionale. [sei proprio un clown andato a male: non era un CONTATORE?]
Abbiamo quindi dimostrato anche con questo filmato,
questa pagliacciata registrato il giorno 1 febbraio 2013 di fronte alla stazione di
rilevamento ARPAL, che i conti effettivamente non tornano. Ci siamo
recati nella zona della stazione di rilevamento ARPAL ed abbiamo
eseguito diverse scansioni dell'aria in prossimità della strumentazione
dell'ente sopra detto. Le risultanze, come prevedibile, si discostano
ampiamente dai dati ufficiali forniti a questo link.
Ecco che cosa abbia misurato [professo', l'italiano latita] il contatore di particelle:
Particelle da 0.3 micron: 272853
Particelle da 0.5 micron: 125338
Particelle da 1.0 micron: 38485
Particelle da 2.5 micron: 13530
Particelle da 5.0 micron: 3963
Particelle da 10 micron: 1697
In contestazione di quanto affermano i negazionisti e cioé che la nostra
apaprecchiatura "non funziona", possiamo assicurare senza tema di
smentita che il contatore di polveri sottili non evidenzia alti livelli
di particolato nelle giornate di scarsa o assente attività di
geoingegneria clandestina. Ovvio che se vi fossero dei problemi
nell'affidabilità della strumentazione o in errori di lettura, i livelli
delle polveri dovrebbero essere sempre superiori ai massimi consentiti
dall'O.M.S. O no? [c'è uno psichiatra, nei dintorni?]
Abbiamo, infatti, eseguito misurazioni in ambiente interno in diverse
condizioni di inquinamento (stanza con fumatori, stanza in assenza di
fumatori, stanza sottoposta a filtraggio per mezzo di depuratore d'aria
con filtri E.P.A., stanza non sottoposta a depurazione etc.). Abbiamo
anche compiuto decine di misurazioni in ambiente esterno in diversi
orari ed in diverse condizioni ambientali. Come è logico, ogni
misurazione si è rilevata coerente con la contingente situazione
ambientale. Per cui, ci spiace per chi occulta, ma l'apparecchiatura
svolge bene il suo compito! [questa è la pietra miliare tra le cagate che hai mitragliato da quando ti diverti col nuovo giocattolino STRACATALOL]
Da questo punto in poi smetto di commentare, è un compito improbo anche per 6mila euro sig. aggiati/ms.
Caratteristiche del misuratore di polveri sottili ARW-9880
- Display 2,8 "TFT 320x240 pixel a colori LCD
- Visualizzazione simultanea di ben 6 range dimensionali di particelle, 0.3, 0.5, 1.0, 2.5, 5.0, 10µm.
- Misura della temperatura dell'aria e dell’umidità con calcolo del
punto di rugiada e temperatura a bulbo umido (Dewpoint e Wet Bulb)
- Determinazione dei Valori Max, Min, DIF, e media AVG, con visualizzazione di Data / ora e allarme alto e basso
- Tempo di campionamento e dati di conteggio selezionabili con ritardo programmabile
- Memorizzare 5000 dati con data, ora, conteggio, umidità relativa,
temperatura, volumi di campione, allarmi ed etichetta di posizione
Specifiche tecniche Misuratore di Particelle ARW-9880
Range di misura particolato /m3
0.3, 0.5, 1.0, 2.5, 5.0, 10µm
Portata
0.1ft3 (2.83L/min) controllato dalla pompa interna
Modi di conteggio
Totalizzatore, concentrazione, audio
Errore di coincidenza
5%, 2000000 particelle per pi3
Misura di temperatura e Umidità dell'aria
Range di Temp dell'aria
0 a 50ºC/32 a 122ºF; Precisione di base: ±0.5ºC/1ºF
Range di umidità
0 a 100%RH; Precisione di base: ±2.5%RH (20%~80%RH)
Range Temp. Dewpoint
-30~100ºC/-22~199ºF
Range Temp. Wet Buob
0~80ºC/32~176ºF
Il PARTICOLATO ATMOSFERICO
Fra tutte le componenti presenti in atmosfera, il particolato
atmosferico rappresenta una delle fasi più importanti per lo studio
dell’evoluzione degli inquinanti. Per particolato atmosferico
(Particulate Matter, PM) si intende un insieme di particelle aventi
caratteristiche fisiche e chimico-fisiche (dimensione, forma,
composizione, densità, stato fisico) tali da consentire la loro
sospensione in atmosfera per lunghi periodi (ore, giorni o anni) e che
conservano le proprie caratteristiche per tempi tali da permetterne la
partecipazione a processi fisici e/o chimici.
La composizione del particolato è differente a seconda dell’ambiente di
provenienza (es. città o campagna), delle sorgenti (traffico veicolare,
traffico aereo, riscaldamento, emissioni industriali, particelle di
suolo erose e trasportate dal vento), del periodo dell’anno (inverno o
estate) e può cambiare nel tempo.
La dimensione delle particelle è un parametro molto importante per la
descrizione del loro comportamento e della loro origine. La composizione
chimica, la rimozione, il tempo di residenza sono, infatti, tutte
caratteristiche correlate a questo parametro. Le particelle disperse in
atmosfera presentano forme irregolari e sono descritte facendo
riferimento al diametro aerodinamico equivalente (dae), definito come il
diametro di un’ipotetica sfera di densità unitaria avente la stessa
resistenza al flusso della particella in esame, nelle medesime
condizioni di temperatura, pressione ed umidità relativa. L’analisi
della quantità di particelle sospese in funzione della loro dimensione
genera una distribuzione multimodale che presenta tre mode principali.
Il diametro aerodinamico è quindi utile ai fini di una classificazione
in categorie dimensionali del particolato atmosferico.
E’ convenzione suddividere il particolato atmosferico in funzione del diametro aerodinamico nelle seguenti frazioni:
• Ultrafine (moda dei nuclei di Aitken): caratterizzata da particelle aventi diametro aerodinamico compreso tra 0.01 e 0.1 µm; generalmente le particelle sono i prodotti di una nucleazione omogenea di vapori sovrassaturi (SO2, NH3, NOX e prodotti della combustione ad elevate temperature);
• Fine (moda di accumulo): caratterizzata da particelle aventi diametro aerodinamico compreso tra 0.1 e 2.5 µm; la formazione generalmente avviene seguendo due possibili vie:
a) La prima caratterizzata da un possibile coagulo di particelle
ultrafini attraverso processi di nucleazione eterogenea o di conversione
gasparticelle;
b) La seconda caratterizzata dalla condensazione di gas su particelle
preesistenti nella moda di accumulo. La crescita oltre questa dimensione
è lenta, perché più grande è la particella, più lento è il suo
movimento e meno probabile il suo incontro e la sua coagulazione con
particelle di dimensioni simili; inoltre il rapporto massa/superficie di
particelle grandi è minore rispetto a quelle più piccole. [piccolo aggiornamento veloce per questa ennesima dimostrazione di straccioneria: questa parte (presumo anche il resto) è stata spudoratamente COPIATA da qui http://www.tesionline.it/consult/preview.jsp?pag=2&idt=28748 e ovviamente non citata. Immagino che sia stata integrata con innumerevoli troiate dal/del falso rasta sanremese] Le particelle
della moda di accumulo si formano anche quando evapora l’acqua delle
goccioline contenenti sostanze solide disciolte. I principali componenti
di queste particelle sono solfati, solfuri, nitrati, lo ione ammonio, carbonio organico ed elementare, ma anche particelle biologiche quali lieviti, batteri etc.
• Grossolana (moda grossolana): caratterizzata da particelle con diametro aerodinamico maggiore di 2.5µm.

Le particelle fini con diametro aerodinamico < 1 µm hanno una concentrazione in atmosfera compresa tra 10 e 10.000 particelle/cm3;
quelle che superano 1 µm di diametro hanno una concentrazione minore di
10 particelle/cm3. Un'altra classificazione, altrettanto utile, del
particolato è basata sull’analisi del suo processo di generazione. È
possibile suddividere i processi di formazione in due grandi categorie a
seconda che l'origine del particolato sia riconducibile direttamente
alla fonte di emissione, oppure sia riconducibile ad una trasformazione
avvenuta in tempi posteriori alla sua emissione.
Il particolato si definisce come primario qualora sia costituito da
particelle emesse come tali dalle sorgenti naturali o antropogeniche;
come secondario qualora si formi a seguito di una serie di processi
chimici e/o fisici in atmosfera. È inoltre possibile distinguere il
particolato considerando la fonte di emissione e quindi classificarlo
come naturale o antropogenico. In generale si può affermare che la
composizione del PM è molto variabile e dipende da molti fattori che
includono sorgenti, condizioni climatiche, situazione topografica ecc.
Altre particelle fini sospese in atmosfera sono costituite da composti
inorganici dello zolfo e dell’azoto. Una gran parte dello zolfo
atmosferico è dovuto alle emissioni di dimetilsolfuro, (CH3)2S e di
disolfuro di carbonio, CS2, provenienti dagli oceani e dalla combustione
della biomassa; vi è inoltre il biossido di zolfo, SO2, emesso dai vulcani, dagli aerei
e dalle centrali termoelettriche. L’evoluzione di tali molecole in un
contesto ossidativo, quale è l’atmosfera, porta alla formazione di
composti solforati come il solfuro di carbonile COS, lo ione solfato SO4
e gli ossidi di zolfo SOx. Le specie che si formano in maggiore
quantità per ossidazione dei composti solforati sono l’acido solforico
H2SO4 e gli ioni solfato SO4. L’acido solforico tende a spostarsi
nell’aria non come gas ma come aerosol, a causa della sua grande
affinità per le molecole d'acqua.

Effetti sul clima
Il particolato è responsabile di importanti effetti a livello globale
dovuti alla sua propensione a variare l’albedo terrestre. La variazione
dell’albedo è determinata da effetti diretti ed indiretti:
• Un’elevata concentrazione di particolato sospeso è in grado di fungere
da schermo nei confronti della radiazione solare. La capacità del
particolato atmosferico di riflettere e/o assorbire la radiazione solare
è funzione delle dimensioni, della natura delle particelle che lo
compongono e della lunghezza d’onda della radiazione. Il particolato ha
un importante ruolo nel bilancio energetico terrestre, influenzando la
percentuale di radiazione riflessa (backscattering) verso lo
spazio rispetto a quella assorbita. Le particelle sospese in atmosfera
creano quindi una sorta di strato di protezione e di schermatura dalla
radiazione solare. L’aerosol riflette la radiazione solare, in
particolare se contiene solfato, introducendo un effetto di
raffreddamento (effetto Pinatubo, dal nome del vulcano responsabile di
una famosa eruzione esplosiva) che sembra controbilanciare il 20-40% del
radiative forcing dovuto ai gas serra antropogenici. Al contrario,
particolati ricchi in carbonio elementare o nerofumo possono assorbire
radiazione, esercitando un radiative forcing positivo sull’ambiente e
contribuendo all’incremento dell’effetto serra. Tale effetto è
incrementato qualora si abbia una forte variazione dell’albedo dovuta ad
esempio alla deposizione di particolato di colore scuro su superfici
bianche (es. deposizione di particolato carbonioso su terreni innevati).
Il particolato svolge anche un ruolo su alcuni processi stratosferici, quali la formazione e la distruzione dell’ozono attraverso
reazioni che coinvolgono catalizzatori quali i radicali Cl•HO• e HOO•.
La presenza di particelle solide sospese in atmosfera, generalmente
presenti nelle nuvole (PSCs, Polar Stratosferic Clouds), fornisce una
superficie catalitica finalizzata alla catalisi eterogenea di alcuni
composti in fase gas, i quali prendono parte ai cicli di distruzione
dell’ozono.
Effetti sulla visibilità
La visibilità
è definita come la più grande distanza, in una certa direzione, alla
quale è visto e identificato un oggetto scuro alla luce del giorno, o
una fonte di luce non focalizzata di notte. Particelle di dimensioni
dell’ordine della lunghezza d’onda della radiazione incidente (in questo
caso del visibile) danno luogo a fenomeni di riflessione e diffrazione,
diminuendo così la visibilità atmosferica (foschie).
Effetti sul microclima
Il particolato presente in città di grandi dimensioni può ridurre anche
di più del 15% l’irradianza solare che raggiunge il suolo. L’effetto è
evidente soprattutto quando il sole è basso sull’orizzonte, perché il
cammino percorso dalla luce attraverso l’aria inquinata aumenta al
ridursi dell’altezza del Sole. Quindi, per una data concentrazione di
particolato in atmosfera, l’energia solare sarà ridotta in modo più
intenso in città poste ad alte latitudini e nei periodi invernali.
Le nubi e le nebbie nelle grandi città si formano frequentemente,
nonostante l’umidità relativa sia più bassa del 2-8% rispetto alle zone
rurali circostanti, grazie alle attività antropogeniche che producono
grandi quantità di particelle che fungono da nuclei di condensazione.
Quando i nuclei di condensazione sono presenti in numero sufficiente
il vapor d’acqua condensa velocemente su di essi, anche in condizioni di
lieve sottosaturazione, determinando così un aumento delle
precipitazioni in contesti urbani a causa del particolato atmosferico.
Ciò comunque non si verifica nel caso di dispersione aerea di
nanoparticolato igroscopico. La constatazione oggettiva che le nuvole
comunemente non si formano e le piogge non sono più una costante sui
nostri centri abitati, a differenza di quanto avveniva una decina di
anni addietro, è la prova indiretta che il nanoparticolato, misurato con
il nostro strumento e non dichiarato dall'ARPAL, ha cartteristiche
igroscopiche, cioé assorbe l'umidità atmosferica. In effetti le
misurazioni della UR lo confermano: in presenza di pesanti attività di
guerra climatica (diurne o notturne), l'umidità relativa precipita anche
al di sotto del 30% (ad 800 metri dal mare!) ed il cielo appare sgombro
da nubi. Oltre a ciò, le analisi condotte su campioni di acqua piovana
nonché piante e terreni esposti (non protetti da serra), mostrano
quantitativi abonormi di metalli pesanti come l'alluminio, il bario, il
manganese, il ferro, il cadmio. E' inevitabile quindi collegare la
presenza di un così elevato quantitativo di polveri sottili alla
diffusione aerea (a basse altitudini) di nanoparticolato igroscopico ed
elettroconduttivo per scopi militari.

Effetti sulla salute umana
Numerosi studi collocano il particolato atmosferico fra i principali
fattori di rischio per la salute. Tutta la popolazione è soggetta
all’esposizione ad inquinamento atmosferico poiché è inevitabile inalare
del particolato.
Il principale organo bersaglio del particolato atmosferico è il sistema
respiratorio, dove le particelle sospese sono convogliate durante la
respirazione. Principale criterio classificativo della pericolosità del
particolato è la dimensione delle particelle, in quanto dal raggio
aerodinamico dipende la capacità di penetrazione nelle vie respiratorie.
Vengono così distinte tre frazioni di particolato:
• frazione inalabile: include tutte le particelle che riescono ad entrare dalle narici e dalla bocca;
• frazione toracica: comprende le particelle che riescono a passare
attraverso la laringe, raggiungendo la regione tracheo-bronchiale
(inclusa la trachea e le vie cigliate);
• frazione respirabile: include le particelle sufficientemente piccole
da riuscire a raggiungere la regione alveolare, incluse le vie aeree non
cigliate ed i sacchi alveolari.
Il PM10 ed il PM2.5 sono assimilabili rispettivamente alle frazioni
toracica e respirabile. A prescindere dalla tossicità, le particelle che
possono produrre effetti negativi sull’uomo sono sostanzialmente quelle
di dimensioni più ridotte, mentre quelle maggiori di 15 µm vengono
generalmente rimosse dal naso. Man mano che si procede dal naso o dalla
bocca attraverso il tratto tracheo-bronchiale sino agli alveoli,
diminuisce il diametro delle particelle che penetrano e si depositano.
Particelle liquide o solubili possono essere assorbite dai tessuti in
qualsiasi punto dove si depositano e provocare danni intorno a tale
punto; particelle insolubili possono essere trasportate, in base alle
loro dimensioni, verso altre parti del tratto respiratorio o del corpo,
dove possono essere assorbite o provocare danni biologici.
LE VERITA SCOMODE VANNO OCCULTATE E CHI "SBAGLIA", PAGA
Il 17-11-2011, nel corso di una conferenza stampa presso la sede della
CGIL di Potenza dell’EHPA (Associazione per la Tutela della Salute e
dell'Ambiente di Basilicata) e dell’O.I.P.A. (Guardie Eco-zoofile di
Potenza), i risultati di due nuove analisi sui sedimenti dell’invaso del
Pertusillo, condotte nell’ambito di una ricerca della prof.ssa Colella
dell’Unibas, nonché presidente dell’EHPA.
Il risultato più dirompente emerso è la rilevante presenza nei sedimenti del metallo bario in concentrazioni significative (fino a 40,7 mg/kg). Dalle analisi sono emerse anche elevatissime concentrazioni di alluminio e ferro ed elevate concentrazioni di manganese, che superano tutti i limiti di legge.
Successivamente la prof.ssa Colella ha integrato i risultati di queste
ultime due analisi con le tre precedenti dell’EHPA e dell’OIPA, nonché
dei Radicali lucani che avevano documentato elevate concentrazioni di Bario anche nelle acque del Pertusillo, superiori ai limiti previsti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.).
Il 6 maggio 2012 il Tribunale di Potenza condanna due dei responsabili A.R.P.A. Puglia che hanno reso pubblici i dati,
il tenente Giuseppe Di Bello a 2 mesi e 20 giorni e rinvia a giudizio
Maurizio Bolognetti per rivelazione di segreto d'ufficio. NO COMMENT!
PREVISIONI METEO
Il 27 gennaio scorso scrivevamo: "Le importanti modifiche apportate
dai riscaldatori ionosferici al corso della corrente a getto
settentrionale, inducono a prevedere che il periodo compreso tra il 29
gennaio ed il 7 febbraio 2013 porteranno ad un ulteriore abbassamento
delle temperature". Le previsioni meteo di oggi confermano le
indicazioni con cui, con grande anticipo, avevano disegnato questo
scenario: una forte perturbazione atlantica è diretta verso il
continente e, una volta entrata nel Mediterraneo, dovrebbe dare vita a
fenomeni nevosi anche a basse quote tra Piemonte e Liguria. Ovviamente
non si possono fare i conti senza l'oste, per cui evidenziamo che tra il
giorno 9 ed il giorno 14 febbraio 2013 assisteremo ad una pesante
campagna di aerosol clandestini, con la diffusione in bassa e medio-alta
atmosfera di tonnellate di nanoparticolato igroscopico. Nel periodo del
festival della canzone di Sanremo le operazioni chmiche avverranno in
gran parte nottetempo, mentre durante il giorno si potranno osservare
sorvoli con il rilascio di scie chimiche non persistenti. Ciò con
l'intento di creare un fronte artificiale di alta pressione atto a
deviare la perturbazione atlantica che sarà appunto spostata verso il
sud del Mediterraneo. In definitiva, anche se potrebbero verificarsi
fenomeni, nella gran parte dei casi avremo solo cieli scuri, coperti
artificialmente e senza precipitazioni rilevanti. In ogni caso, come è
logico, essendo ridotto l'irraggiamento solare, le temperature subiranno
una flessione notevole. Questa situazione permarrà almeno sino al 20 di
febbraio.
Per una maggiore comprensione dei fenomeni legati alla guerra ambientale in corso, abbiamo realizzato l'Atlante dei cieli chimici.
NOTA:
Le condizioni meteo e le attività di aerosol clandestine sono previste
in base alle informazioni indirettamente fornite dal Servizio
Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Dati a loro volta incrociati con le previsioni fornite dai portali
meteo che sono debitamente informati delle operazioni di geoingegneria
clandestina sul territorio italiano ad opera dei militari.