L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, November 23, 2012

Concreta proposta rivoluzionaria: le contro-istituzioni


http://arcadianet.blogspot.it/2012/11/concreta-proposta-rivoluzionaria-le.html

Ovvero: se questa è concretezza, i diamanti son fatti di burro fuso.
In corsivo le proposte (?) e alcune vaccate.
tdm

Concreta proposta rivoluzionaria: le contro-istituzioni




Concreta proposta rivoluzionaria: le contro-istituzioni
Con questo articolo intendo proseguire nel difficile cammino delle proposte concrete per attuare la tanto agognata rivoluzione dopo anni di ragionamenti sul perché questo passaggio sia necessario.
Non si tratta nemmeno stavolta, evidentemente, di impegnarsi nel realizzare leggi e leggine, ma strutture da contrapporre al Sistema che nell'immediato futuro possano via via dare forma, anche “legale”, a una nuova comunità rivoluzionaria.

Per spiegare l'oggetto di questo articolo occorre farsi una domanda. Cos'è che tiene in piedi il Sistema da un punto di vista istituzionale? Perché i suoi apparati – governo, comune, provincia, regione, polizia, tribunali, fisco, trattati internazionali – funzionano?
Risposta, gli apparati del Sistema hanno vita in quanto sono i cittadini a dargliela. Un governo funziona perché i cittadini lo accettano come tale, un comune esiste perché i suoi abitanti ne accettano l'esistenza e un tribunale può applicare la legge perché i cittadini riconoscono questa autorità.
In sostanza, negli apparati così come in altri campi, il Sistema si basa sulla convenzione.

Parafrasando quanto Giacinto Auriti diceva del denaro (valore indotto), potremmo parlare per le istituzioni di autorità indotta.

E' proprio questa deduzione che ci permette di usare una consuetudine fin qui applicata a vantaggio del Sistema, contro il Sistema. Perché se una convenzione tra cittadini liberamente pensanti può dar vita a un'istituzione (che invece non esiste di per sé), può analogamente invalidarla per attribuire invece autorità a una nuova istituzione di nuovo tipo convenzionalmente creata e riconosciuta da un sufficiente numero di persone.
Questo passaggio, che sarà bene spiegare più dettagliatamente, è fondamentale nel processo di auto-esclusione dal Sistema di cui si è già parlato, fondamentale nel momento in cui si crede che per far collassare il Sistema sia fondamentale non partecipare allo stesso più ancora che combatterlo.

Coloro che vogliono far crollare il Sistema dovrebbero iniziare a creare e riconoscere contro-istituzioni disegnate secondo sia proprie necessità esistenziali che politico/antagoniste. Contro-istituzioni che, a seconda dei casi, possono essere dei meri equivalenti delle istituzioni già esistenti oppure delle organizzazioni del tutto diverse e originali ma sempre e comunque in base al principio della democrazia partecipativa.
Gruppi di cittadini dovranno costituire assemblee pubbliche all'infuori dei circuiti del Sistema (consigli e giunte comunali, commissioni, comunità montane e via dicendo) dotandole di poteri sempre crescenti man mano che l'adesione – e quindi l'autorità indotta – aumenta.
Procedendo in questo cammino bisognerà invece disconoscere sempre più le istituzioni ufficiali ignorandone quanto più possibile leggi, sanzioni e disposizioni.
Si tratta di strumenti di auto-governo destinati a sostituire le istituzioni ufficiali del Sistema. Per ovvie ragioni la creazione di una contro-istituzione e il conseguente disconoscimento dell'istituzione di Sistema che si va a boicottare dovrà essere in una prima fase discreto così da non attirare l'immediata stroncatura da parte delle autorità del Sistema in termini di ammende, carcere o peggio ancora. [peggio ancora del carcere? Forse intendi 'lavorare', non esiste da noi la pena di morte...] Quando, col passare degli anni, la contrapposizione non sarà più eludibile, bisognerà essere certi di avere forze popolari sufficienti per reggere il confronto.

Un capitolo importante di questo passaggio va dedicato a tutti coloro che attualmente, all'interno delle istituzioni, svolgono un ruolo di applicazione attiva dell'autorità con possibilità di coercizione: poliziotti, carabinieri, magistrati, pubblici ufficiali di qualsiasi tipo, ispettori fiscali, etc. E' chiaro che la creazione di contro-istituzioni su vasta scala nel tempo andrà a collidere sempre più col sistema al punto da determinare lo sguinzagliamento delle autorità di cui sopra. Sarà fondamentale, per i cittadini auto-organizzatisi, aver coartato il maggior numero possibile di queste persone negli anni così da allontanare gli interventi e le sanzioni.
Per fare un'esempio, creando una catena di attività produttive e una base di cittadini utenti in cui circoli moneta locale alternativa a quella ufficiale, l'intervento dell'attuale Guardia di Finanza piuttosto che del Fisco o addirittura di un giudice sarà inevitabile... a meno di non aver qualche rivoluzionario tra le loro fila che al momento opportuno volti le spalle al “problema”.
E così via per ogni altro contesto.


Una conclusione fondamentale. Il concetto di autorità indotta è filosoficamente e sociologicamente devastante in quanto inchioda ciascun individuo alle proprie responsabilità nel mantenimento o al contrario nella distruzione di questo Sistema. Chiarito infatti che un'istituzione si fonda sulla convenzione condivisa bisogna chiedersi cosa sia a questo punto una convenzione.
La risposta è: un atto di volontà umana.
E se a mantenere il Sistema è un atto di volontà, un atto del tutto uguale e contrario può farlo cadere per crearne un altro, migliore e umano.
Di fronte alla proposta di questo articolo di organizzare contro-istituzioni non potrà quindi essere tollerata la risposta di qualche asino filo-sistema “non si può”, “è utopistico”, “non è fattibile”. La fattibilità sta infatti, ripetiamo, nella volontà. [eggià, tutti asini, gli 'altri'...]
“Non voglio” sarebbe una risposta più coerente, rivelatrice allo stesso tempo della volontà del soggetto nel mantenere lo status quo.
Ma naturalmente ciò che ci si aspetta sono milioni di volontà del tutto opposte, favorevoli a sottrarsi a questo Sistema per voltare pagina nella storia del mondo. [ecco, bravo: muoviti allora, e fa' un fischio quando sarete miliardi. Dimenticavo: prima di citare a casaccio MLK, sciacquati la bocca con l'acido muriatico. Ma chi ti credi di essere...]

Thursday, August 30, 2012

It's over

http://zret.blogspot.co.uk/2012/08/its-over.html

It's over


Nel desolante panorama della televisione, costituisce una decorosa rarità il programma condotto da Fausto Paravidino, "F.I.L.", "Felicità interna lorda". Paravidino, drammaturgo, regista ed attore, offre uno spaccato della realtà italiana con le sue contraddizioni ed idiosincrasie, proponendo un’antologia di reportages spesso d’annata. Più dei servizi, però, sono gli arguti monologhi del conduttore ad impreziosire la trasmissione: le parole, un po’ ironiche un po’ disincantate, echeggiano nel vuoto di una società ormai giunta al capolinea, nell’indifferenza di un mondo disgregato.

Qualsiasi azione, qualsiasi discorso oggi ha un valore epigonale. Se a poco vale una critica implacabile, caustica del sistema, non saranno certo gli approcci sentimentali o moralistici, per quanto sinceri, a cambiare le cose.

Il piano dei Fulminati procede di gran carriera: non è neppure il caso di elencare le nefandezze che il governo clandestino progetta e compie, spacciandole per iniziative a favore della collettività.[1] Lo stato "etico", tragico simulacro di quello teorizzato da Hegel, è in procinto di trasformarsi in un potere tecnocratico al di fuori del quale non esisterà uno iota.

Qualcuno si chiede per quale motivo non si riesca a deviare la rotta, evitando l’iceberg verso il quale il comandante sta deliberatamente dirigendo la nave: sono migliaia i gruppi attivi in tutto il pianeta, movimenti che provano a divulgare verità censurate e ad imprimere una svolta. Eppure non si cava un ragno dal buco: manca un coordinamento, inoltre moltissimi di questi movimenti (ad esempio, Zeitgeist, Occupy Wall Street e probabilmente Thrive) sono integrati nell’establishment che fingono di voler contrastare.

Manca infine una vera comprensione dei problemi e delle loro radici occulte, anzi sataniche. Come coinvolgere dunque gli altri che strabuzzano gli occhi acquosi, non appena esci dai confortanti binari della vulgata? Figuriamoci se riuscirebbero a concedere di rivoluzionare la rassicurante ed ingenua visione della “realtà” che si sono costruiti con tanta tenacia. Costoro, miliardi di spaventati dallo loro stessa ombra, sono una zavorra per i pochi svegli.

Così il fatalismo, lungi dal coincidere con un atteggiamento rinunciatario, assurge a distaccata lucidità, a consapevolezza dei limiti entro cui è confinato l’agire umano.

[1] Qui ci limitiamo a ventilare la possibilità che le élites di psicopatici decidano di provocare un enorme black out, per mezzo di armi elettromagnetiche, attribuendolo ad una tempesta solare.

Tuesday, May 29, 2012

La Mani Pulite Globale che il Pubblico Esigeva





http://www.anticorpi.info/2012/05/la-mani-pulite-globale-che-il-pubblico.html


La Mani Pulite Globale che il Pubblico Esigeva

di TNEPD

”E’ difficile sapere quale sia la verità,
ma a volte è molto facile riconoscere una falsità.”
Albert Einstein

Ci risiamo. Arriva la cavalleria. I cattivi stanno per ‘pagare’.
La querelle complottologa del momento è questa: “Perché, se le élites dominanti sono potenti come crediamo, avvengono tutti questi arresti e dimissioni ai piani alti di multinazionali e banche?”
Vedi vedi che è in corso un golpe silenzioso?

Va detto, anzitutto, che c’è un buon 90% degli italiani (ma potremmo anche dire ‘esseri umani’) che non ha la più pallida idea della circostanza che qualche centinaio di direttori di filiale o vicepresidenti di dipartimento finanziario stanno attualmente sulla carbonella.

Tra l’altro, anche la minoranza che ha sentito parlare della faccenda non ha la più pallida idea di chi si tratti. Quella che gira è una lista di nomi e cariche. Tutta gente di un certo livello, d’accordo, il che fa immediatamente presagire che ciascuno avesse il suo scheletro nell’armadio d’ordinanza per stare dove stava.

A prescindere da quali siano, pare comunque che, a tutti gli effetti, stiano cadendo delle teste.Gli accadimenti in corso, corroborati anche da un paio di recenti denunce alle più alte cariche dello Stato italiano (nell’era post-Prepuzio questo fa notizia), sono ben visti dalla maggior parte dei forcaioli, ma anche dagli osservatori moderati e pure dai complottologi. E’ opinione diffusa che sia l’inizio di un repulisti destinato a mondare la nostra società dai suoi peccati. Insomma, una sorta di Mani Pulite su scala globale.

Nonostante i più la vedano rosea, anche tra di essi vi sono correnti differenti.

Ci sono i soliti puri che pensano che i salvatori siano integerrimi (o redenti) esponenti di magistrature ed istituzioni internazionali, dimenticandosi che anche i novelli Savonarola sono arrivati dove sono lucidando compassi e sono quindi tutti provvisti del loro scheletro d’ordinanza. Ci si scorda anche che le varie Corti internazionali a cui l’uomo comune tende ad affidarsi con fede (più che fiducia) non sono altro che parti integranti del sistema, dirette e per la gran parte composte da altri elegantoni in grembiulino.

C’è poi chi pensa che ai piani molto alti dell’oligarchia dominante in questa contingenza vi siano attriti tra gli attori principali. I dualismi più in voga sono: massoneria vs chiesa cattolica, ebrei vs goym, mafie regionali vs mafia globale, gesuiti vs resto del mondo, guelfi vs ghibellini e via discorrendo. Il tutto è molto cinematografico e non può non solleticare la fantasia.

C’è poi chi pensa che il repulisti stia avvenendo per intervento alieno o, più modestamente, con supporto alieno. Qui ovviamente si aprono feconde galassie di ipotesi. E giù rettiliani, venusiani, confederazioni galattiche, e quelli di Zeta Reticuli son buoni, quelli di Orione son cattivi, e non possono interferire ma si faranno vedere, e la tecnologia che poi ci regalano, e i cerchi nel grano, e tutto andrà bene, e la forza sia con te e antani come fosse antani sulla Luna.

Vi è infine chi avanza visioni meno terrene (persino di quelle aliene) e dipinge scenari metafisici di anime che si svegliano, si scoprono e collaborano alla costruzione del destino dell’umanità, o meglio dell’anima dell’umanità. Chi sente quest’ipotesi più aderente alla sua esperienza, sta registrando intorno a sé un ‘risveglio’ o una ‘polarizzazione’ dei comportamenti delle persone e delle proprie relazioni con l’esteriore e spiega quasi tutto così, anche il formicolio cervicale e le guerre tra mafie.

A questi poi si aggiunge la massa corposa di quelli che dicono: “Male non fa”. I cultori del meno peggio, i soliti infestanti mediocri che vivono sulla buccia e che riescono a far sembrar banale persino un’utopia o un sogno.

Dunque, questa è la querelle e le domande senza risposta sono parecchie.
Perché è in atto un repulisti? E’ in atto un repulisti, vero?
Chi lo sta mettendo in opera?
Perché l’élite millenaria – di solito così previdente – non è corsa ai ripari per tempo? Perché non è corsa ai ripari, vero?

Insomma, si rischia di finire nell’ennesimo cul de sac. A meno di prendere in considerazione l’opzione TNEPD, il mio imperituro cavallo di battaglia, ossia che è tutta fuffa – come al solito – e a goderne reali benefici saranno sempre gli stessi, ossia chi nelle piramidi del potere fino a ieri cagava in testa agli elegantoni della ‘lista dei sacrificabili’ e da domani cagherà in testa a qualcun altro che avrà preso il loro posto e giù e giù finché, per osmosi e rassegnazione, tutta la merda finisce per colare al piano terra dove ci stanno i disgraziati come me. E’ un’ipotesi che al primo sguardo appare meno rosea delle precedenti e quindi, come d’abitudine, adesso non se la fila quasi nessuno. A giochi fatti si vedrà.


Ve la ricordate tangentopoli? Che figata! Sono arrivati i magistrati che fanno pulizia! Il 99% degli italiani ci credeva. Il Savonarola d’allora era Antonio Di Pietro (su TNEPD ribattezzato Di Peltro). Qualcuno poi, ma ci vollero anni, si rese conto che era stato soltanto un colpo di spugna dei padroni per rinnovare la dirigenza. Ricorda qualcosa?

Ve lo ricordate Berlusconi? Che carisma! Finalmente un vero leader, un imprenditore di successo! Nel ’94 ci cascarono in molti, forse non il 99% degli italiani ma quasi. Chi non lo amava lo considerava, alla peggio, il leader dell’avverso schieramento politico e attendeva che abbassasse le tasse anche a lui. Aspetta e spera, qualcuno poi – ma ancora pochi nonostante le burlesques del bunga bunga – si è reso conto che è soltanto un cantante di pianobar, intrallazzone, mafiosello e puttaniere. Ideale per andare a troie, ma non gli presenterei mia sorella, se ne avessi una.

Ve lo ricordate Prodi? Che bonaria integrità! Che esperienza! O’ professore! Mi stette sulle palle da subito, un colpo di fulmine, nonostante la maggior parte degli italiani lo considerassero, quanto meno, più rispettabile del suo rivale. Si accorsero in seguito di tutta la ‘roba loro’ che regalò ai suoi mandanti internazionali tagliando le gambe all’economia del Bel Paese.

Ve lo ricordate Monti? Ecco, quanti ci hanno creduto almeno un pochino, diciamo all’inizio? E quanti ci credono ancora?

Ecco, ve li ricordate quelli che arrivarono nel 2012 e fecero un repulisti?
Ma insomma, ci cascate di nuovo?
Ancora vi illudete che cambiare nome al padrone significhi diventare meno schiavi?
Ancora credete che il mondo là fuori si ‘risolverà’ da solo?
Ué, guardate là, un asino che vola!

Articolo pubblicato sul sito TNEPD
Link diretto:

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Pubblicato da Anticorpi mani pulite e culo lercio

Friday, April 6, 2012

Una Civiltà che Cospira Contro Sè Stessa

...ennesima serie di puttanate del sig. anticorpi, alcune mie osservazioni in blu.
Mi scuso per il tedio che vi do, ma è tutta colpa del signore (si fa per dire) che ho sopracitato.
tdm

http://www.anticorpi.info/2012/04/una-civilta-che-cospira-contro-se.html

05 aprile 2012

Una Civiltà che Cospira Contro Sè Stessa

di D. Di Bella

Non dico mai alle persone a che cosa esse debbano o non debbano credere.
La persuasione è appunto uno dei problemi storici, dei rapporti di dominio e prevaricazione.
E' un ingrediente, il desiderio di convincere, così profondamente connaturato al "problema" che ci troviamo ad affrontare come civiltà, che non può certo fare parte della possibile "soluzione".

Ovvio che ogni questione, così come ogni medaglia, ha un suo lato in luce, ed un altro in ombra.

Ovvero: per ogni persuasore pronto a dire alle folle a cosa, e come, esse debbano credere, ci sono infatti "moltitudini" di esseri umani, folle di individui alienati da loro stessi, che farebbero di tutto (a costo di dar dietro a-setticamente ai più psicopatici leader ideologici, religiosi, politici), piuttosto di prendersi la responsabilità di un pensiero veramente critico e indipendente.

Non dico mai alle persone a che cosa esse debbano o non debbano credere. 
Ciò vale anche, naturalmente, per quanto riguarda il tema della "grande cospirazione globale". Un tema così attuale e vivacemente dibattutto in tutto il mondo. Un tema così ignorato oppure omertosamente trascurato, invece, dalle nostre parti. Quello che però mi fa ridere, di certa gente che respinge in blocco questa ipotesi, pur sapendo genericamente di cosa si tratta, è la tipica risposta "standard", che dà questo genere di individuo, per liquidare in fretta la questione: "Una cospirazione mondiale? Baggianate: Io non credo alle cospirazioni!"

Cosa ci trovo da ridere? 
Bé, intanto persino la storia ufficiale, quella che conosciamo dai libri (libri di storia che, non dimentichiamolo, sono stati scritti dai "vincitori"; dai dominatori, di questa "storia"), e che nella mia modesta opinione contiene una sequenza incredibile di baggianate e frottole volutamente raccontate in maniera disordinata, sviante e affatto organica; ebbene, pure la storia ufficiale, apparentemente lineare e senza sbaffature, ammette apertamente che le "cospirazioni" sono sempre state il "pane quotidiano" degli avvenimenti storici mondiali.

Che si tratti di tradimenti, sordide trame e intrighi di corte, "rovesciamenti" politici accuratamente preparati nell'ombra e nella clandestinità, avvelenamenti, attentati o misteriose sparizioni, quel puzzle volutamente sparpagliato e "casuale", che leggiamo sui libri, e che ci insegnano essere lo specchio fedele del nostro passato (del "da dove" noi proveniamo; e perciò del "verso dove" stiamo andando, sempre "casualmente"), ammette senza problemi questa "prassi" storica operata dal potere nelle sue multiformi espressioni.

E allora, in che cosa risiederebbe mai, la cosiddetta assurdità, o incongruenza, di un ipotesi "cospirazionista", su scala globale, ai nostri giorni?

Vi è poi un aspetto, anzi ve ne sono molti, di natura psicologica, sulla questione del "rifiuto in blocco", della liquidazione troppo frettolosa, di una tale ipotesi.
Un rifiuto 'senza ma e senza se' è un comprotamento reattivo, difensivo, di una psiche troppo assuefatte alle comode ovvietà.

Come ho sempre ripetuto, ogni cosa che giunge a "manifestazione", nel mondo là fuori, trova le sue condizioni di possibilità in uno stato di salute o malattia, di equilibrio o squilibrio interiore dello essere umano. E viceversa. Micro-cosmo e Macro-cosmo, sono in una perenne condizione di interazione reciproca.

Innanzitutto, troppe persone tendono semplicemente a "rifiutare tutto in blocco", per azione irriflessa, qualsiasi cosa destabilizzi il loro abituale schema interpretativo della realtà (e perciò lo schema del loro "posto" e del loro "ruolo",  in questa medesima"realtà"). Ma rifiutare in blocco non significa affatto aver prima sottoposto al proprio giudizio critico la serie interminabile di informazioni e documenti, che i ricercatori del settore "ricerca cospirazionista", presentano al pubblico da decenni.

La maggior parte di chi rifiuta in blocco, per "punto preso", non ha mai, in vita sua, assistito a una conferenza di David Icke (ok, ecco uno dei cialtroni principi); non ha mai navigato su uno dei siti di Michael Tsarion, o studiato un suo documentario; non ha idea della mole interminabile prodotta dai quasi 50 anni di ricerca da un uomo che si chima Jordan Maxwell; non ha mai visitato il canale dell'infuriato Alex Jones (eccone un altro, di cialtrone). E non ha mai letto la interminabile lista di libri sull'argomento, presentati dalle più svariate angolazioni possibili e immaginabili, e prodotti dai tempi del "Proofs of a cospiracy..."  di John Robison (vediamo la voce a lui dedicata su wiki inglese qui http://tinyurl.com/7oec5ee soprattutto questa parte http://tinyurl.com/bn33han)(1798), al "Bloodlines of the Illuminati", di Fritz Springmeier (questo è tra i migliori, leggete la voce di wiki qui http://tinyurl.com/6m36tcc ma soprattutto i link, è stato IN GALERA per rapina a mano armata) (1995); e  i numerosi risalenti agli ultimi anni. 

Mi limito a qualche nome, sfiorando appena la superficie di quel "mondo a sé", che ruota da decenni intorno alla isopprimibile domanda: "Ma che diavolo sta succedendo, all'umanità, e a questo mondo?" E mi limito a ragion veduta, dato che un semplice elenco di autori e studi competenti in materia, richiederebbe un trattato intero, piuttosto che un breve post. 

Con questo, lo ripeto ancora una volta, non sto affatto dicendo alle persone a che  cosa esse debbano o non debbano credere. "Lasciate ogni certezza, voi che entrate!" è il senso profondo della mia prospettiva spirituale, e del mio blog. Non mi piace, chi crede di "possederla", la verità.

Ma conoscere l'argomento da svariate angolazioni e prospettive, e poi magari dire: "Non sento che questa storia mi "risuona" dentro". "Tutto questo materiale non solletica minimamente il mio personale senso critico". Oppure: "Non la sento vera, in nessuna maniera"; o ancora: "Su certe cose sono d'accordo; su altre invece no." Queste prese di posizione e chissà quante altre denotano certamente serietà, apertura mentale, maturità spirituale, serenità di giudizio. Perché una persona ha deciso di documentarsi; di interessarsi o di padroneggiare un determinato settore o argomento; di informarsi accuratamente; ha riflettuto, meditato in profondità, ascoltando l'eco interiore delle proprie considerazioni in merito... E quindi ha preso una posizione. Una posizione SUA: una posizione critica PERSONALE.

Ma comportarsi, invece, come certi bambini "terrorizzati ma arroganti", che ostentano sempre una falsa sicurezza di fronte alle difficoltà; e affermare, tronfi delle proprie certezze di seconda o terza mano: "No, no! Io a queste baggianate non credo", (e questo in un mondo in cui sta accadendo di tutto, a prescindere dal nome che si voglia dare al fenomeno): questo atteggiamento, per quanto io tenda a rispettare ogni punto di vista, mi fa decisamente venire da ridere.

Non è saggio a mio avviso confondere una diffusa chiusura mentale sovraccaricata da pregiudizi ideologici e schemi dogmatici di approccio alla realtà, con il sano senso critico che alimenta una vera persona spirituale. Ma lo spirito critico, è ovvio, richiede un sacco di sforzi e impegno per essere maturato. La conformità, invece, no.

Mi viene in mente un'immagine del tipo: "Non voglio sentire quello che hai da dire! Bla bla bla!" Avete presente l'immagine del bambino che si mette prontamente le mani sulle orecchie, per non ascoltare quel che gli viene raccontato? 
Oppure l'immagine bambino che si mette le mani davanti agli occhi, convinto che il mostro che vede scomparirà, se lui decide di non volerlo vedere?

Solo che qui abbiamo a che fare non con bambini; bensì con adulti che credono di possedere un personale spirito critico; quando invece si tratta solo di cinismo, barriere sorvegliate dalla paura, e chiusura spirituale. E' questo, l'atteggiamento che mi viene in mente, e che mi fa ridere.

Senza contare un altro aspetto dell'approccio psicologico all'intera questione. La maggior parte delle persone, almeno di quelle che ho avuto modo di conoscere nella mia vita, in mille maniere diverse non fa altro che cospirare contro la propria felicità e la propria realizzazione personale; e lo fa per tutta la durata della propria vita. Ovvio che questa tipologia di persone "manifesti" esternamente, là fuori nella cosiddetta "realtà materiale", un bisogno compulsivo, costante, di "protezione" ideologica e "pratica" esterna, nei confronti del loro stesso, costante, auto-inganno psicologico.

Il tema di una possibile anatomia della psiche umana, è troppo complesso per essere trattato in un solo post. Ma è un fatto, secondo me, che troppe persone ad oggi complottano costantemente contro la propria realizzazione di individui. A un certo punto si dimenticano che è questo, quello che fanno dalla mattina alla sera. Ma non per questo smettono di agire in questa direzione.

Un sacco di gente continua a rimanere "schiava", per paura del salto verso la autenticità, per paura dell'ignoto,  nella trappola dei 'devo' ideologici. Troppi doveri imposti dall'Idra della tradizione, dalle sue molteplici teste sibilanti, a soppiantare i sani 'voglio', che unici possono condurre un essere umano all'auto-determinazione. Una prigione questa, certo; ma anche una protezione dalle scelte vere; quelle che richiedono coraggio, prontezza, cuore, e dinamismo mentale. Troppa gente, per come la vedo io, vive cospirando contro se stessa, in nome di qualche tradizione. Ovvero; in "nome di qualcun altro".

Quando la persona si accorge finalmente di essere in una trappola, invece di cercare la libertà, eccola rivolgersi prontamente alla mille incarnazioni della "cultura" della auto-commiserazione; per rassicurarsi prontamente, che non esisteva alcun altra possibilità di vita, oltre la gabbia.

E l'insegnamento ai figli, la trasmissione del medesimo fraintendimento esistenziale per via di schemi, e doveri, e dogmi vari, completa l'opera di sacralizzazione della tradizione e dello status quo.

Chiedetevi, se volete, quali siano le reali cause di questo traffico continuo di "trottole impazzite" per le strade. Chiedevi se tutto ciò non abbia per caso qualcosa a che fare con la insoddisfazione che l'individuo prova nei suoi stessi confronti. Un profondo disagio, un malessere che troppo spesso non viene neanche più riconosciuto; ma solo somatizzato, o fuggito come la peste, senza alcuno sforzo di concettualizzazione.
Un individuo de-centrato, alienato dal proprio senso di individualità,  E', nei fatti, una "foglina al vento". Ma quale ruolo ha, in questo processo di progressivo abbruttimento, la diligente obbedienza alle proprie paure interiori; o la loro brutale soppressione? Quanta rilevanza insomma ha in questa "deriva" a-critica l'attività auto-cospirativa dell'individuo?

Un individuo che cospira contro la propria felicità prima o poi dimentica di essere costantemente intento a complottare contro se stesso; a quel punto reagirà in base a una forma di automatismo, di fronte ad ogni possibilità e prospettiva che sia destabilizzante, per il suo "castello di carte".

Non dico mai alle persone, a che cosa esse debbano o non debbano credere. 
Mi sembra però estremamente "verosimile", perlomeno, che proprio coloro che passano la vita ad auto-sabotarsi senza più avvedersene (ma da qualche parte, in qualche preciso momento della loro esistenza l'hanno scelto, sia di sabotarsi, che di non avvedersene), ovvero gli assassini della propria anima, siano quelli poi più "sicuri" nell'affermare, sprezzanti, ostentando una sicurezza unicamente figlia di labirinti di pensiero, e consuetudini di vita: "Una cospirazione mondiale? Baggianate! Io non credo alle cospirazioni! Punto e basta!"

Un abbraccio controcorrente
David The Hurricane Di Bella (sarà mica un pugile?)

Articolo pubblicato sul sito Un Filosofo Controcorrente
Link diretto:

Friday, May 7, 2010

Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret)

http://straker-61.blogspot.com/2010/05/il-mio-grasso-grosso-mercimonio-greco.html

Il mio grasso grosso mercimonio greco (articolo di Zret)

La crisi economica sta attanagliando la Grecia. Occorre subito precisare che tale sfacelo non è tanto il risultato di politiche dissennate (non si nega che esse siano state attuate, ma non sono decisive), quanto il compimento di un piano orchestrato dalle élites sataniche molto tempo fa. I potentati occulti, infatti, hanno progettato di destabilizzare e distruggere gli stati nazionali, affossando il settore produttivo e disgregando la società, per costruire sulle rovine delle nazioni incenerite un Nuovo ordine mondiale. Il copione è arcinoto e fu scritto in un infame testo la cui paternità è dubbia (i servizi segreti russi? I Gesuiti? Sion? È ozioso tentare di stabilire chi lo redasse), ma che è una tabella di marcia. Simile ad un diagramma di flusso, questo documento riporta in maniera spaventosamente precisa gli eventi e le loro conseguenze, secondo il noto schema dialettico para-hegeliano problema - reazione - risoluzione.

E' inutile che gli "analisti" si arrampichino sugli specchi senza ventose per tentare di convincerci che sono necessari "sacrifici", tagli, provvedimenti draconiani etc., affinché la Grecia possa ridurre il “debito” pubblico. Questo debito è destinato ad aumentare a dismisura, finché non si abolirà il signoraggio. I prestiti erogati generosamente da vari paesi e dagli usurai internazionali possono solo aggravare la situazione, visto che, in un circolo vizioso, il popolo ellenico dovrà restituire le somme prestate gravate di onerosi ed esorbitanti interessi. Stritolata da tali gravami, la Grecia potrà soltanto precipitare nell’abisso.

Non si può disconoscere che, nei decenni scorsi, siano state scialacquate risorse, (si afferma che in Grecia molti lavoratori possono beneficiare del trattamento di quiescenza a 50 anni), ma non è questo il punto: in stati, in cui il sistema pensionistico, sanitario e scolastico oltre alle provvidenze sociali sono ridotti al lumicino, la situazione non è migliore. Anche questi paesi saranno colpiti dalla scure degli organismi globalizzatori che causano deliberatamente le
crisi per proporre o imporre i loro "rimedi" mille volte peggiori del male che fingono di voler combattere. Sarà presto o tardi il turno di Portogallo, Spagna, Italia, che figurano sulla lista delle cavie, elenco stilato dagli odiosi mondialisti? Non era forse la Spagna, fino ad un lustro addietro, glorificata perché in una fase di crescita e di prosperità? Invero, il signoraggio bancario e l'operazione "scie chimiche", senza dimenticare le gigantesche spese militari e la corruzione endemica, hanno dissanguato e dissanguano intere nazioni. Tutto ciò – giova ripeterlo - non è la mera ripercussione di azioni insipienti, ma un fine scientemente perseguito: ex chaos ordo... novus ordo seclorum.

Non è un caso: in concomitanza con lo sciopero generale proclamato in Grecia il 5 maggio 2010, le proteste sono degenerate in azioni violente culminate con tre morti. Siamo al cospetto dei soliti metodi del sistema: sono strategie volte a spaccare il fronte dell'opposizione, a criminalizzare gli anarchici o presunti tali, a promulgare leggi speciali. I retroscena degli accadimenti ellenici sono stati ben analizzati nell'articolo dell’amico di Italiani imbecilli, Gli anarchici, la Grecia e la verità che non emerge.

Qui si potrebbe aggiungere che non è una coincidenza se gli anarchici (non intendo con ciò aderire in toto alla loro ideologia, ma evidenziare le tattiche dell'esecrando sistema), sono indicati nei "Protocolli" come tra i pochi nemici da neutralizzare, laddove altri gruppi di "dissenso" o sono creati dal potere stesso o infiltrati, con le consuete tecniche adottate dai servizi.

Esiste una via d'uscita? Se esiste uno sbocco, risiede nel totale superamento dell'economia fondata sull'usura, attraverso il ripudio del debito, l'uscita dall'euro (moneta ideata ed imposta per indebolire l'economia e la sovranità) con il ritorno ad una moneta nazionale, svincolata dal signoraggio. E' ineludibile altresì l'azzeramento delle spese belliche e dei costi per le attività di aerosol clandestino (almeno 19 milioni di euro al giorno solo in Italia!): le risorse sottratte a questi capitoli potrebbero essere destinate a costruire una società equa e fiorente. E' un'utopia? Purtroppo temo di sì, ma tutte le altre "risoluzioni", tutte le altre misure sono solo "chiacchiere vane di gente senza cervello" o... - peggio - pretesti per instaurare la tirannide planetaria.



Saturday, February 6, 2010

Resistenza

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Resistenza

E' incredibile quanto sia tenace la resistenza ad acquisire nuovi paradigmi di ragionamento anche nelle persone che ormai conoscono le mille insidie e menzogne del sistema. Ancora molti non hanno compreso quanto sia precaria la condizione attuale e non riescono a concepire un mondo radicalmente diverso da quello in cui viviamo oggi. Stiamo assistendo ad una lenta, ma irreversibile metamorfosi dell'esistenza, ad un cambiamento antropologico, dopo aver accettato l'intrusione della tecnologia e del potere più osceno nella sfera privata. Le telecamere della video-sorveglianza non solo soltanto strumenti che spiano i cittadini, ma occhi di un Gerione minaccioso. Eppure, talvolta, anche tra i desti si evoca lo spettro della paura esterna, ricadendo in logori ed errati schemi di giudizio. Ancora si crede che il denaro possieda un valore intrinseco, che i “politici” contino qualcosa e così via.

La resistenza più pervicace è nell'incapacità di figurarsi una società "medievale", senza più gli agi dell'età contemporanea, ma anche priva delle risorse materiali, strumentali ed etiche del Medioevo. Sarà un salto nel buio, soprattutto per le nuove generazioni e per i popoli occidentali, inetti di fronte a situazioni impreviste ed ardue.

E' inevitabile: decenni di consumismo e di materialismo hanno radicato una forma mentis difficile da estirpare. Ben più preoccupante, però, di queste abitudini inveterate che hanno creato una società di inabili, dipendenti in toto dal sistema, è il solco che è stato scavato tra gli uomini e la natura, tra l'uomo ed i suoi simili sicché gli individui sono ridotti a monadi impazzite. Regna il disorientamento e sovente si cerca un punto fermo purchessia. Ecco perché, oggi giorno, i pifferai tragici riescono ad incantare le masse con tanta facilità.

Forse coloro che, in questi ultimi anni, pur non avendo preso le necessarie precauzioni, hanno cominciato ad immaginare l'inimmaginabile, grazie a folgoranti squarci sul futuro, avranno una possibilità di non perdere il senno, conservando un briciolo di umanità, ma gli altri, presi alla sprovvista, saranno sballottati dagli eventi, a guisa dell’equipaggio di una nave travolta e squassata da una violenta burrasca. Costoro sono i creduloni, quelli che si abbeverano alle fonti avvelenate dell'"informazione" ufficiale: essi, al cospetto di incombenti scie, preferiscono stornare lo sguardo altrove. Oggi sono simili ai porcellini di Sant'Antonio che, immobilizzandosi, si arrotolano su sé stessi, di fronte ad un pericolo reale o presunto; domani saranno implacabilmente schiacciati.

Gli altri, la minoranza degli accorti, resteranno a guardare gli avvenimenti, mentre imploderanno in catastrofi, non dalla finestra di un confortevole appartamento, bensì dalle impannate di un tugurio.



Wednesday, October 28, 2009

Melchisedek contro Belial

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Melchisedek contro Belial

Una visione esclusivamente storica del mondo è insufficiente: occorre uno sguardo metastorico. Bisogna superare un diffuso pregiudizio: non è vero che da culture primitive sono evolute civiltà via via più progredite. L'apogeo della civiltà (post-diluviana) è costituito dai Sumeri: non abbiamo la macchina del tempo per esserne certi, ma è plausibile che i Sumeri costruirono un assetto sociale e civile in cui anche i ceti umili non vivevano in condizioni particolarmente difficili. I Sumeri furono per lo più pacifici e devoti: il re Urukagina promulgò un codice ispirato a saggi principi. Alieni per lo più da sogni di conquista, i re (lugal) ed i governatori (ensi) della Sumeria, reggevano centri prosperi grazie alla diffusione dell'agricoltura. Con i popoli che successivamente si installarono nella Mesopotamia, la situazione cambiò: gli Assiri furono ferocissimi. Essi fondarono un impero basato sul terrore e sulla guerra. Da allora, pur con eccezioni e retromarce, la violenza e la nequizia si radicarono sempre più nell'umanità a tal punto che oggi l'ingiustizia e la brutalità sbranano la nostra epoca "civile".

Questa parabola discendente è la conseguenza di una dannazione primordiale che rispecchia una lacerazione cosmica, metafisica, quando le legioni di Ahriman rifiutarono la Luce. Il principe dell'iniquità da allora domina la terra: nel Quarto Vangelo è affermato che "il diavolo è l'Arconte di questo mondo". La religione persiana, di cui alcune concezioni filtrarono in varie correnti dualistiche come i Catari, atrocemente perseguitati dalla Chiesa di Roma, intuì che, da tempo immemorabile, si combatte un'epica lotta tra le legioni del Bene e le armate delle Tenebre.

L'umanità è presa tra due fuochi: gli uomini non possono sottrarsi all'agone. Chi decide di non schierarsi, in realtà si schiera. E' probabile che ab aeterno sia deciso il destino di ciascuno di noi e l'unica libertà risiede nella scelta decisiva, irrevocabile: Melkisedek o Belial. Molti sono i deboli, inclini ad accettare il Male per inettitudine, ignavia; altri sono malvagi per natura. Questi hanno ricevuto un marchio di infamia ed il loro futuro è quasi certamente segnato. La voragine infernale li inghiottirà. E' credibile che essi appartengano all'Uno o non è forse presumibile che saranno precipitati nell'abisso per poi essere annullati, una volta trascorso il tempo necessario?

Nei manoscritti di Qumran viene prospettata la battaglia tra i Figli della Luce ed i Figli delle Tenebre: sul piano terreno i rotoli prefigurano la guerra tra gli Ebrei ed dominatori Romani, ma è anche adombrata l'inconciliabilità tra la verità e la menzogna. Una prospettiva metafisica consente di comprendere per quale motivo la terra sia straziata da mali inenarrabili. Gli Arconti, i signori della notte che possiedono gli uomini del potere, si nutrono di sofferenza: dalla paura che prova l'animale condotto al macello al dolore causato da torture e carneficine che dilaniano gli innocenti ed i giusti. Per questo motivo è illusorio sperare che una cricca di "politici" asserviti a potenze demoniache promuova la pace, il benessere, la giustizia. Sulle bocche sconce e mendaci degli emissari degli Invisibili, la concordia è in verità dissidio, l'equità è giudizio fazioso: ipocriti e falsi, conoscono gli infingimenti e le astuzie per essere creduti, elogiati e persino adorati.

Poiché viviamo i tempi finali, dopo avere per millenni ingannato e vessato i popoli, ora rivolgono la loro furia assassina contro il pianeta che è un essere vivente. Essi provano infinita voluttà, quando infliggono sevizie alla Terra e la vedono agonizzare, tra i rantoli. Il sadismo, il cui cuore è la gradualità (il male non ha fretta) si traveste da governo "democratico", da istituzione sollecita del bene pubblico. Chi dà credito alle istituzioni, anche se in maniera inconsapevole, stringe una scellerata alleanza con i demoni che hanno edificato gli immondi stati. Dignitoso e doveroso è denunciare le storture e le imposture del sistema. Non importa se si grida nel deserto: "Nihil occultum quod non scietur."

Chi ritiene che la Rivoluzione statunitense e quella francese siano gli eventi con i quali le confraternite degli Oscurati cominciarono ad attuare i loro piani, dimentica che le radici della congiura sono molto più profonde. Purtuttavia è vero che i capisaldi della rivoluzione francese nascondono scopi nefandi, dietro le parvenze di nobili ideali. In particolar modo, in alcuni principi dell'Illuminismo si annida la blasfema fede nell'uomo dotato di "ragione" che, divenuto dio, soggioga e sfrutta il creato, decide della sorte altrui. L'esclusiva fiducia nell'umanità, nelle "magnifiche sorti e progressive", annienta gli orizzonti della trascendenza. Anche l'ideale dell'uguaglianza appare, per lo meno, astratto, poiché la società è retta dagli uomini ilici, prigionieri della materia e del divenire. A loro sarà pure offerta un'opportunità di riscatto, ma il loro fato pare essere la perdizione.

Nel disegno imperscrutabile della metastoria, la salvezza passa attraverso il mistero della rovina, quando viene riconosciuta.





Wednesday, October 21, 2009

Sistema? No, sixtema

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Sistema? No, sixtema

Lo stato NON siamo noi.

Si intitola Sistema un intelligente testo scritto da Alessandro Bono del blog La truffa di Matrix. L'autore, nella sua riflessione sulla struttura "politica" e sulla sua relazione con i cittadini, sostiene che il sistema siamo noi [1]. "Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo": esortava colui. In linea di massima concordo con Alessandro Bono, soprattutto quando deplora l'ignavia e l'inerzia delle persone, abituate a lamentarsi, ma incapaci di agire e di reagire. La sua acuta analisi stigmatizza l'atteggiamento rinunciatario e passivo tenuto dalla massa: il sistema trae forza e legittimazione dai comportamenti dei singoli, succubi del controllo esercitato dalle istituzioni. Un tempo si ripeteva, quando qualcuno deprecava la corruzione dello stato: "Lo stato siamo noi", salvo poi distinguere tra "paese reale", l'insieme della popolazione, e "paese legale", il complesso giuridico-istituzionale. Molto meglio sarebbe definirlo, "paese illegale".

Nondimeno, pur condividendo alcune opinioni espresse dall'autore, credo che lo stato non coincida in toto con i cittadini, ossia, in questo caso il totale non è composto dalle sue parti. La "volontà generale", notava Rousseau, non combacia con la volontà degli individui: essa tende a trascenderli e persino ad annullarli. Anche lo stato etico di Hegel, che di morale non ha alcunché, è un soggetto che oltrepassa ed annichilisce il singolo sottoposto ad istanze superiori ed indiscutibili.

Lo stato moderno, cioè l'apparato di potere che i monarchi europei costruirono, acquisendo un po' alla volta, il monopolio della violenza, della fiscalità e della "giustizia", competenze che furono sottratte alla nobiltà, è, mutatis mutandis, lo stato attuale, il Leviatano. Anzi, le istituzioni attuali sono mille volte più esecrande e potenti, quanto più il loro dispotismo è dissimulato dietro ingannevoli parvenze democratiche (in verità demoncratiche). Le istituzioni odierne esercitano un controllo (controllo è parola-chiave) che è coercizione, contro cui la penosa parodia della giustizia civile e penale nulla può.

Così lo stato tende a diventare, a causa di una plurisecolare storia di oppressione, una specie di entità, simile a quei demoni che possiedono degli sventurati. Gli ossessi non riescono facilmente a liberarsi del demonio che domina la loro volizione. La volontà di lottare contro le storture del sistema è talora efficace e sempre lodevole, ma quante volte la vediamo cedere le armi di fronte ad un potere mostruoso e letteralmente diabolico! Questo potere ha purtroppo non solo previsto l'opposizione incanalata e diretta verso obiettivi fittizi o insignificanti, ma l'ha anche creata sempre per gestirne le dinamiche e neutralizzarla. Divide et impera.

Chi oggi è in grado di indebolire (non dico eliminare) una creatura oscena che, simile ad un'egregora "politica" ha assunto vita propria a tal punto che i cittadini onesti sono stritolati da un meccanismo spaventevole ed implacabile? Leggi, norme, decreti, sanzioni, ammende, pignoramenti, processi… sono solo alcuni degli strumenti con cui lo stato-satana conculca le residue libertà e tarpa le ali a chi desidererebbe edificare una società migliore. Dobbiamo poi aggiungere le nuove forme di dominio con cui i governi schiacciano i sudditi e vanificano sin il più piccolo tentativo di ribellione alle ingiustizie. "Non resta che far torto o patirlo", chiosava amaramente Manzoni. Non era lungi dal vero. La libertà è solo al di fuori dello stato, giacché uno stato che rispetti e valorizzi gli uomini non esiste e non esisterà mai. Stato costituzionale è un ossimoro.

Sia ben chiaro: sono il primo ad indignarmi, allorquando, di fronte agli innumerevoli e plateali crimini statali, le persone rispondono con "E' colpa del sistema", scrollando le spalle in modo rassegnato. Sia ben chiaro: sono il primo a spronare amici e conoscenti affinché si adoperino almeno per tentare di risolvere qualche piccolo problema, onde ricordino che sono uomini e non automi (?). Sono anche conscio, però, che, giunti a questo punto, l'azione per quanto meritoria, può forse ritardare la catastrofe, non stornarla. Sono consapevole che non tutto dipende dalla volontà, che credere nell'umanità è come affidare un gregge ad un fabbro. Infine, non si può neppure accettare che la somma dei cittadini coincida con lo stato, perché ciò significherebbe identificarsi con questa dimensione terrena, ma "Regnum meum non est de hoc mundo".


[1] Bojs lo definisce "sixtema", marcando, attraverso l'aspra e cruciale "x" e per mezzo del riferimento ad un numero dai significati spesso funesti, la valenza perversa degli apparati del potere.




Sunday, September 13, 2009

Status quo

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Status quo

Un'analisi essoterica

Come l'amico Corrado, anch'io mi chiedo spesso come sia possibile che molti siti considerati di informazione non allineata, tacciano sulle scie chimiche e su soggetti altrettanto scabrosi, benché pubblichino articoli su temi sgraditi al sistema (ad esempio, il pericolo costituito dalle vaccinazioni e dall'energia nucleare).

Si può ipotizzare che manchi una presa di coscienza o che si tenda a chiudere gli occhi di fronte a verità in grado di stravolgere la propria visione del mondo. E' possibile che, in realtà, questi portali siano specchietti per allodole: si pubblicano ricerche sui vaccini, sugli organismi geneticamente modificati..., con la certezza che, nel migliore dei casi, i lettori firmeranno un'inutile petizione. Intanto gli impianti per la produzione dell'energia atomica sorgono da per tutto e veleni di ogni tipo sono inoculati con le siringhe rigorosamente sterilizzate. No. Non credo si tratti neppure della paura nutrita nei confronti dei potenti, di timore per le loro minacce e ritorsioni. Il sistema prevede un margine di "dissidenza" che non solo non intacca lo status quo, ma lo consolida.

L'opposizione viene incanalata verso terreni istituzionali, un po' alla volta viene anestetizzata, fino a quando non le è sottratta la vigoria che la animava all'inizio. Vediamo un esempio. Possiamo pensare che Bario Tozzi sia davvero contrario al nucleare? E' solo una sceneggiata: con la sua finta opposizione acquisisce la stima ed il sostegno di chi comprende quali sono i rischi per l'ambiente e per gli esseri viventi. Creatosi una buona reputazione, può continuare a nascondere l'operazione scie chimiche, a pronunciare aspre invettive contro il biossido di carbonio e tutto rimane com'è, anzi peggiora di giorno in giorno. Non mi stupirei se gli "ambientalisti" che tuonano contro gli inceneritori ricevessero congrui compensi dalle società che costruiscono questi impianti. Tanto nessuna protesta, nessuno studio sul pericolo connesso alle nanoparticelle dissuaderà mai un governo dalle sue azioni criminali. Tuttavia una parvenza di libertà e di dialettica viene così preservata e l'opinione pubblica si convince di vivere in una democrazia, per quanto imperfetta. L'importante è proprio questo: evitare che il cittadino compia una rivoluzione copernicana, comprendendo che lo stato non è inefficiente e corrotto, (nondimeno perfettibile), ma il nemico giurato sempre e comunque della nazione. Questa consapevolezza potrebbe cominciare ad incrinare il potere che tanto più si rafforza, quanto più le differenti, eterogenee, disordinate, velleitarie e spesso manipolate forme di contestazione, già in conflitto tra loro, si affannano a mettere alla berlina screditati politici, ma venerando idoli di cartapesta, come grillo, di pietro, travaglio e guitti simili.

Il quadro "culturale" è poi di uno squallore incredibile: in Italia, tra i pochi "intellettuali" che sembrano critici si annoverano figuri come Eco ed Odifreddi, vere nullità, ma sopravvalutate. Recentemente il Professor Francesco Lamendola ha dedicato un articolo ad Umberto Eco: resterà amareggiato il nostro amico, l'ottimo Orsovolante, quando scoprirà che non sono l'unico detrattore del semifreddo semiologo. In verità, il Professor Lamendola è stato fin troppo generoso con codesto fautore di una pedagogia invertita ed esponente del famigerato C.I.C.A.P. Infatti gli ha elegantemente riconosciuto qualche piccolo merito che io piuttosto attribuirei al ghost writer di Eco, ma il giudizio complessivo è una stroncatura senza appello per chi incarna la più spocchiosa ignoranza, dispensata come sublime sapere.

In questa breve riflessione sulle strategie gattopardesche adottate dagli Oscurati e dai loro turpi emissari, concludo con un cenno agli scienziati di frontiera ed ai divulgatori di innovativi filoni di ricerca, nel campo della fisica, della biologia, della chimica etc. Se si esclude qualche eccezione, tra cui spicca l'egregio Professor Nacci, il cui operato meritorio è culminato nella pubblicazione di testi gratuitamente consultabili in Rete sulle terapie anti-tumorali, per il resto mi pare che ci si adoperi per organizzare conferenze e per vendere libri. E' un contributo non disprezzabile, ma poco significativo, poiché non incide sul nostro mondo che abbisognerebbe di una svolta non solo teorica, ma pure pratica.

Ormai stiamo per recitare il De profundis per la "scienza" accademica ancora arroccata su Lavoisier e Darwin, ma si sta formando la nuova accademia della scienza dell'etere. Nella loro torre eburnea, splendida ma lontana dalla realtà, i nuovi ricercatori speculano su campi di torsione, campi morfogenetici, monopoli magnetici, particelle di Dio (sic), geometria sacra…, ma paiono poco inclini a tradurre le acquisizioni teoriche in strumenti ed applicazioni per tentare di invertire il processo degenerativo.

Se la Scienza, intesa in senso lato e nel valore nobile della parola, è senza coscienza, come osservava Tesla e se, aggiungo, non promuove un tangibile cambiamento, permeando di sé gli intelletti, gli strati più sensibili della società e le sue dinamiche, che scienza è? Sarà una costruzione intellettuale bellissima ma astratta. Non intendo affermare che la scienza debba tradursi in tecnologia, intesa come dominio e sfruttamento della natura, perché anzi dovrebbe proprio concretarsi in forme equilibrate per evitare la distruzione della Terra e l'annichilimento delle coscienze, per contrastare i piani di distruzione attuati dalle élites.

In questo ambito, giocano un ruolo negativo i sabotaggi operati dal sistema, (si pensi a come vengono osteggiate le ricerche sulla fusione fredda), ma forse alcune frange della nuova scienza sono gestite e controllate dai potenti affinché ancora una volta ci si illuda che il rinnovamento sia dietro l'angolo, mentre si preparano stragi, guerre, carestie e ladrocini.





Sunday, August 16, 2009

2035: the mind jumper

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2035: the mind jumper

"Siamo nel 2035. Il mondo è governato da uomini corrotti e senza scrupoli che controllano l'intera popolazione tramite un micro-chip cerebrale. Distorcendo la realtà, fanno apparire la città come il posto ideale in cui vivere. In realtà, si tratta solo di un cumulo di rovine. Tocca a un gruppo di coraggiosi ribelli risvegliare l'intera umanità da questo incubo".

Questo è l'intreccio della pellicola risalente al 2007 per la regia di Terence H. Winkless. Tra gli attori principali si annoverano Maxwell Caulfield ed Alexis Thorpe. E' una produzione istruttiva, anche se la sceneggiatura e la regia sono elementari sino alla banalità.

Il quadro è molto realistico più che fantascientifico, sebbene la produzione sia ascritta al genere delle science fiction. E' superfluo rammentare quanto credibile sia uno scenario a base di poteri marci che soggiogano gli uomini: anche il microprocessore usato per manipolare la percezione è più di un espediente narrativo. Anzi, la trama pare quasi obsoleta di fronte allo squallore del nostro mondo multimediale. Collocare nel lontano 2035 ciò che risulta attuale suona ironico. Già la visione è stata distorta, la mente obnubilata né pare necessario un intervento per occultare un paesaggio di macerie. Le nostre cacofoniche città sono il regno del brutto: lugubri casermoni, sopraelevate, folle dementi, sirene stridule, miasmi melmosi... Ancora più intollerabili, nella loro asettica cementificazione, sono quelle aree che attraggono villeggianti ed indolenti indigeni: le piste ciclabili, le zone pedonali rallegrate da mortuarie fioriere.



Trionfa l'estetica dell'orrore. Da per tutto è caos, dissonanza e volgarità. Viviamo in un'era post-industriale, dove immagini sventrate ed agglomerati fonici si riversano in fangose fiumane sugli ultimi lembi di civiltà. L'ineffabile bellezza di una nuvola è stuprata: il delitto contro la bellezza è l'orrido marchio di un'epoca che non conosce eguali per viltà e schifo. Le metropoli tentacolari stritolano campagne e boschi, simili a gigantesche piovre.

Anche popoli considerati "barbari" o periodi oscuri della storia dimostrarono senso estetico: così, sotto i Vandali d'Africa, fiorirono le lettere, così i Longobardi eccelsero in una raffinata oreficeria. Oggi avanguardie post-avanguardistiche amano sguazzare nella mota. Ci si compiace del cattivo gusto e dell'ignoranza paludata da "scienza".

Dunque non sarà il contrario di quel che accade nel film? Gli impianti ci mostrano un mondo ripugnante in cui gli individui acefali agognano voltolarsi, come "porci in brago". Gli impianti nascondono la vera realtà, armonica, sfavillante di suoni radiosi, fragrante di colori limpidi. Non è, però, la dimensione adatta alla massa che non guarda, non ascolta, non parla, ma balbetta. La massa adora il sistema, questo sistema: lo sfregio del cielo è invisibile per chi ha le palpebre cucite.

Che nessun gruppo di ribelli osi risvegliare l'umanità dall'incubo: la si lasci nel suo sogno letale di schiavi che si illudono di essere liberi.

Ringrazio l’amico Menphis, uno degli irriducibili, per la segnalazione.




Tuesday, July 21, 2009

Giustizia

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Giustizia

"Non è giusto!" Quante volte abbiamo udito questa protesta! Che cos'è la giustizia? "Dare a ciascuno il suo", splendida ma elusiva risposta. Se è pressoché impossibile definire che cosa sia la giustizia, non di meno sentiamo istintivamente quel che è iniquo. Così ripensiamo con indignazione alla condanna di Socrate nel 399 a.C., condanna alla pena di morte pronunciata dal tribunale di un regime "democratico". Così ricordiamo l'apoftegma di Catone il Censore: "I ladri privati sono in ceppi ed in catene, mentre i ladri pubblici vivono nell'oro e nella porpora". E' una constatazione oggi più che mai valida.

Milioni di persone ogni anno muoiono di fame, di sete, per malattie, a causa di cruenti conflitti fomentati dalle multinazionali e dai governi, in seguito a disastri innaturali. E' giusto? Una decisione di un arbitro non conforme alle attese dei tifosi viene vissuta come la somma ingiustizia. Sarà stato pure il risultato di una decisione poco saggia e meditata, ma è percepito come un delitto di lesa maestà. Blaise Pascal coglieva nel segno, quando notava che è peculiare degli uomini incaponirsi per le bazzecole, trascurando le questioni importanti. Capita sovente di vedere uomini e donne attempati che, invece di rivolgere pensosi l'attenzione al destino che li attende, ancora si impuntano su questioni oziose e risibili, come se potessero vivere in eterno. Non potrebbe essere il loro l'ultimo giorno sulla Terra? Siamo saggi solo in qualche banale consiglio, dispensato con malcelata sufficienza.

Dunque ci scandalizziamo per le imperfezioni, ci irritiamo per i granelli di polvere, ma restiamo indifferenti di fronte alle carneficine ed alla distruzione del pianeta, all'ottenebramento della coscienza. E' fondamentale che sui gerani del nostro davanzale non sgocciolino le stille del bucato steso al piano di sopra, ma se gli aerei diffondono tonnellate di veleni, che ci importa? E' giusto ciò? Anzi, è ragionevole?

Guardiamoci intorno: i criminali governano, viziosi che esibiscono virtù inesistenti; giudici incapaci sputano sentenze, condannando spesso innocenti e ladri di polli; banchieri-usurai decidono le sorti del mondo, mentre il ladruncolo è messo alla gogna; ignoranti in sommo grado pontificano nelle università, mentre intellettuali e scienziati di valore sono emarginati, quando non sono vilipesi e calunniati; tronfi e corrotti soloni legiferano in modo draconiano, laddove i cittadini onesti sono vessati per un'inezia; ministri e sottosegretari vivono nel lusso più sfrenato, mentre gli operai sudano per buscarsi il pane e rischiano ogni giorno la vita per un miserrimo salario... [1] Da per tutto regnano la nequizia, l'ipocrisia, la sopraffazione, ma ammantate dei più brillanti (e falsi) ideali. E' tutto ciò giusto? Chiunque comprende che non lo è, ma, quando si tratta di additare una risoluzione, molti sanno soltanto proporre misure ancora più inique della stessa iniquità o ingenuamente si affidano alle screditate istituzioni.

Guardiamo oltre le apparenze e di là della società umana: la natura, dietro parvenze gradevoli, è un'arena insanguinata. La lotta per la sopravvivenza spinge una fiera contro un erbivoro, il vischio a suggere la linfa di un olmo. Sgomenta il duello mortale tra una lucertola ed una scolopendra: di fronte a questo contrasto feroce, quale autore potrebbe celebrare la bellezza della natura e la razionalità del cosmo? Non tutto ciò che è naturale è anche razionale.

Noi stessi a volte siamo lacerati da sentimenti contrastanti, da passioni infuocate. Non solo, siamo schiavi degli istinti e della materia: dobbiamo nutrirci per sopravvivere. L'inedia rende gli uomini feroci, disposti a tutto. Nacque la leggenda che il conte Ugolino della Gherardesca, divorato dai morsi della fame, si cibò delle carni dei figlioli. Probabilmente non fu così: ma possiamo escludere che un padre non sia indotto dall'impulso infrenabile alla sopravvivenza a compiere un atto tanto abominevole?

Ammettiamolo: siamo creature nate dal fango e che appena hanno sollevato il capo dalla mota, alcuni per contemplare le stelle, ma molti per guardare solo un po' oltre il proprio naso.

Ammettiamolo: la giustizia non può provenire dagli uomini, soprattutto se incuneati nelle strutture di potere.

Infine riconosciamo che, nonostante le meravigliose e perfette geometrie, nonostante le armoniose leggi di natura, un quid irrazionale si è annidato nel cosmo. Saremo onesti se, lungi dal diffamare il mondo, eviteremo anche di considerarlo il migliore dei mondi possibili.

E’ auspicabile tentare di migliorarlo, per quanto è nelle nostre possibilità.


[1] Ovviamente esistono le eccezioni.