L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, November 8, 2013

Scossa nella Liguria occidentale

Scossa nella Liguria occidentale

31 ottobre 2013 - Ore 23:09, Liguria occidentale e Dipartimento delle Alpi Marittime. Scossa di terremoto (ssussultoria) di magnitudo 3.0 della scala Richter, a 9.2 [e 9+2 fa 11 - n.d.eSSSe] chilometri di profondità con epicentro sulle Alpi Marittime, in territorio francese. Il sisma è stato distintamente avvertito in Liguria, in tutta la Val Nerina ed in gran parte della provincia di Imperia, in particolare a Sanremo, Taggia, Vallecrosia, Pompeiana, Ventimiglia, Pigna, Camporosso, Dolceacqua, Perinaldo, Castel Vittorio e San Biagio della Cima.

L’ipocentro della scossa induce ad ipotizzare che, come molti altri eventi tellurici occorsi in questi ultimi anni, in qualche modo essa sia da collegare ad alterazioni ionosferiche e, più in generale atmosferiche, di cui l’intensa attività chimica è foriera. Vero è che la magnitudo è stata fortunatamente inferiore al quinto grado Richter, ma chi può sapere quali sono gli effetti delle massicce manipolazioni militari cui è sottoposto il pianeta?

Ricordiamo le conclusioni di uno scienziato che lavora alla N.A.S.A. Le perturbazioni della ionosfera, cui si riferisce il ricercatore, non saranno da attribuire, almeno in certi casi, al sistema H.A.A.R.P.?

“Washington, U.S.A. La N.A.S.A. scende in campo con un annuncio rivoluzionario sulle previsioni sismiche. Secondo Stuart Eves, che lavora presso l'agenzia statunitense, esisterebbe sempre una stretta correlazione tra i movimenti tellurici che superano il quinto grado della scala Richter e particolari perturbazioni che avvengono nell’atmosfera più alta, la ionosfera”.

Articolo correlato: I terremoti artificiali secondo l'ingegner Pierre Grésillaud, 2010
 
 

Monday, October 18, 2010

La pietra-fitta dei prati di San Lorenzo

http://zret.blogspot.com/2010/10/la-pietra-fitta-dei-prati-di-san.html

La pietra-fitta dei prati di San Lorenzo

La pietra-fitta dei prati di San Lorenzo è un monolite che sorge nell'entroterra ligure occidentale presso il borgo di Rezzo. Mario Codebò è autore di un'approfondita ricerca su questo manufatto, testimonianza di una cultura megalitica le cui imponenti ed enigmatiche testimonianze sono per lo più interpretate all'interno dell'archeoastronomia, riferendole a fenomeni e ad allineamenti astronomici nonché ai calendari solstiziali e precessionali. Sono tracce di un mondo perduto, avvolto nelle nebbie di tempi quasi del tutto obliati.

Nel saggio intitolato "La pietra-fitta dei prati di San Lorenzo", 1996, Codebò scrive: "Questa struttura è nota anche con altri nomi, menhir di Triora o del passo della Mezzaluna o del passo della Teglia (E. Bernardini 1975, 1981). Tuttavia la sua ubicazione esatta è sul margine occidentale della depressione dolinica detta di S. Lorenzo o prati di S. Lorenzo, non lontano dalla chiesetta omonima oggi ridotta ai soli ruderi delle fondamenta ed ubicata entro i confini comunali di Rezzo, sia pure al loro limite occidentale limitrofo a quello orientale dei comune di Molini, a quota m. 1400 s.l.m., lungo un antico sentiero forse originariamente congiungente la costa con la Pianura Padana per via transalpina, in una zona ricca di castellari (molto vicino quello di Drego; cfr. Bernardini, 1981) ed all'incrocio di altri cinque sentieri.

E' una lastra di pietra di forma sostanzialmente rettangolare, inclinata verso S di circa 40°, con due facce S-N e due spigoli E-W. Misura in altezza circa m 2.[...] Si tratta in sostanza di una lastra quadrangolare molto sottile e carenata in senso E-W quasi ad indicare una direzione. In particolare, lo spigolo E è piuttosto accuratamente appiattito come il vertice, formando all'intersezione con le due facce laterali veri e propri angoli retti, mentre lo spigolo W si assottiglia progressivamente in forma di prua di nave o di lama di coltello. L'inclinazione della pietra, come anche la sua ubicazione non esattamente sul crinale, ma alcune decine di metri più a valle verso Molini di Triora potrebbe avere, secondo L. Felolo, la funzione di renderla visibile dal basso fino dal fondovalle.

Nel complesso, la località è suggestiva e panoramica, godendovisi, per un arco di circa 150° W, un'ottima vista dell'intero sviluppo della valle dalla sua origine fino allo sbocco nel mare.

La particolare forma della pietra, così ben sagomata e carenata, identifica, di fatto, una direzione specifica verso il profilo delle Alpi Marittime ben visibili all'orizzonte occidentale; l'azimut di questa direzione può essere agevolmente rilevato, affiancando il lato rettilineo della bussola ad una delle facce larghe della lastra, parallelo all'asse E-W, identificato, come si è detto, dagli spigoli carenati e mantenendo, ciononostante, la bussola in bolla. Questo azimut magnetico oscilla intorno ai 237°, corrispondenti al tramonto del sole al solstizio invernale".

Il nostro amico e collaboratore M.B. ci fornisce le indicazioni per raggiungere la zona dove sorge il monumento litico. "L'escursione al menhir prevede un trasferimento automobilistico verso il Passo Teglia ed offre due possibili soluzioni: l'auto può essere lasciata prima del valico, dopo Drego, dove è possibile notare un sentiero identificato da un gruppo di sassi. Tale via è più breve ma ripida ed assolata. Come seconda possibilità, si può parcheggiare in prossimità del Passo Teglia, dal quale parte un sentiero C.A.I. pianeggiante ed ombroso, diretto a San Lorenzo ed al Colle della Mezzaluna. In circa mezz'ora, si giunge in una zona scoperta: alla sinistra del sentiero è visibile una conca interna piuttosto estesa. Si è in località San Lorenzo - come segnalato da un cartello divelto - e non sono presenti indicazioni per il menhir. Va quindi imboccato un sentiero ad ore 8 rispetto al senso di marcia, all'inizio non ben visibile, seppur piuttosto evidente sul crinale dalla parte opposta della conca. Toccato il crinale, da cui si scorge la valle di Drego, bisogna andare a sinistra e, dopo pochi metri di salita, si raggiunge il menhir che, però, per chi arriva da tale direzione, può essere confuso con le rocce retrostanti".



Sunday, September 27, 2009

Un tour a Village Negro (articolo di M.B.)

Cosa mi sono perso. Ho vissuto da quelle parti per 9 anni e non mai visto un UFO.

http://zret.blogspot.com/2009/09/un-tour-village-negro-articolo-di-mb.html

Un tour a Village Negro (articolo di M.B.)

Pubblico le efficaci note di viaggio stilate da un sodale che si è recato, insieme con altri due amici, nella contrada Village Negro, non distante da Col de Vence, dipartimento delle Alpi Marittime. Vence ed i suoi dintorni sono noti tra gli ufologi per gli avvistamenti di sfere luminose e poiché si sospetta che, nella zona, sia ubicata una base militare sotterranea. La ricognizione in loco si è conclusa, senza aver potuto immortalare globi o rilevare particolari anomalie, ma l’escursione si è rivelata comunque proficua, in quanto è stato possibile osservare e fotografare alcuni manufatti che sono forse le vestigia di castellieri liguri o di più recenti attività agricole e pastorali. Circa i megaliti di Village Negro, è possibile che, se non si tratta di formazioni naturali, siano le vestigia di antiche tribù celto-liguri che furono sottomesse da Augusto verso la fine del I sec. a.C. Di là dai misteri reali o presunti di Vence e plaghe circostanti, resta l’aspra, selvaggia bellezza di un paesaggio incastonato tra monti e mare.


Uscendo dall’autostrada a Cagnes sur Mer si segue l’indicazione per Vence. Si oltrepassa il paese, dopodichè il paesaggio si fa pietroso e privo di alberi. Si raggiungono quindi i 960 m circa del Col de Vence. Nei pressi di un maneggio, ove chiediamo indicazioni, si devia a sinistra per S. Bernabè. Poco prima del villaggio, a sinistra, si lascia l’auto in un’ampia area picnic. Si riconoscono subito gli scenari del DVD prodotto dall’associazione ufologica di Vence; siamo, infatti, in presenza di un vasto altopiano interno pietroso, scenario del "duello" fra l’elicottero militare e la sfera luminosa, punto saliente del filmato.

Trattandosi di week end, si incontrano escursionisti a cavallo, famiglie a piedi o in bicicletta, campeggiatori, ma, appena si abbandona la strada asfaltata di qualche centinaio di metri, si è da soli fra le pietraie. In particolare vogliamo raggiungere alcuni megaliti illustrati nel libro degli ufologi francesi. Grazie alla gentilezza di un’anziana coppia di campeggiatori, apprendiamo di essere sulla strada giusta per quello che scopriamo essere denominato “Village Negro”, ammasso megalitico naturale per alcuni, artificiale per altri.

La zona è piena di muretti a secco e di cumuli conici costituiti da pietrame piccolo. Le scritte “privè” ed i cartelli di divieto d’accesso sono frequentissimi ed altrettanto frequentemente vengono disattesi da ciclisti ed escursionisti. Ci spiegano che i muretti servivano per terrazzare e coltivare, ma il terreno è arido, sassoso e scarsamente coltivabile! I muretti servirebbero a dividere gli appezzamenti. Forse alcuni manufatti definiscono allineamenti astronomici.

Village Negro. Dal parcheggio si percorrono 1.200 metri di saliscendi in un paesaggio quasi lunare, accompagnati dai soliti muretti che in un punto sembrano delimitare una strada molto larga, forse un tratturo, ma non terrazzamenti. Sullo sfondo è visibile una specola: pensiamo sia raggiungibile da altri luoghi, perché piuttosto lontana da dove siamo. Notiamo una casa semiabbandonata alla quale è allacciata una linea telefonica che attraversiamo, come suggeritoci dagli anziani. Poco prima dell’elettrodotto, in prossimità dell’ennesimo divieto, abbandoniamo il sentiero e deviamo a sinistra: "Village Negro" è già visibile a 300 metri. I massi più interessanti sono quelli che, impilati, sagomano quasi una sfinge, oltre si vedono altri macigni sovrapposti. Per raggiungerli, bisogna passare sotto un elettrodotto.

L’elettrodotto è potentissimo: passandoci sotto, si ode un ronzio molto forte. Perché costruirlo proprio vicino ai megaliti con tutta l'altopiano a disposizione?

Il paesaggio è interessante, disseminato di muretti a secco e punteggiato da megaliti imponenti su cui domina l’elettrodotto.

Nella zona del “Village Negro” non abbiamo incontrato escursionisti. Non sono presenti cartelli che sottolineino l’importanza del luogo sotto il profilo archeologico, ma solo divieti d’accesso ufficialmente agricoli.

Scendendo dal versante di Nizza il panorama è suggestivo, pur nella sua desolazione. Nei pressi di Nizza, sulla sommità di un colle aguzzo è visibile una coppia di specole. Da notare che, nonostante l’aspetto tecnologico, paiono ergersi su un’antica cittadella fortificata: sembra quella del Deserto dei Tartari.