Pico della Mirandola conosciuto
semplicemente come Pico della Mirandola [cominciamo bene...], si faceva chiamare Conte della
Concordia (1463-1494), è stato un un noto umanista e filosofo italiano.
È l'esponente più conosciuto della famiglia Pico. Giovanni nacque a
Mirandola, presso Modena, il figlio più giovane di Francesco I, Signore
di Mirandola e Conte della Concordia (1415-1467), e sua moglie Giulia,
figlia di Feltrino Boiardo, Conte di Scandiano. La famiglia aveva a
lungo abitato il Castello di Mirandola, città che si era resa
indipendente nel XIV secolo e aveva ricevuto nel 1414 dall'imperatore
Sigismondo il feudo di Concordia.La storia dei Pico e' di per se
abbastanza sui generis anche se dato che all'epoca governarono
come sovrani indipendenti piuttosto che come nobili vassalli e non e'
poco. Pensate che all'epoca il vassallaggio verso nobili piu' potenti e
sopratutto verso l'imperatore era una cosa normale dato che gli
imperatori del sacro romano impero all'epoca non permettevano a quasi a
nessun nobile di autogestirsi e governarsi [ma va?]. Questa nobile famiglia
invece abbe sovranita' che ebbe sul Ducato di Mirandola e su altri
territori vicini, come Concordia, per oltre quattro secoli, finché i
loro domini non vennero annessi dagli Estensi di Modena solo nel 1711.
Insomma quasi 300 anni di indipendenza e sovranita' la dice parecchio
sulla "eccentricita' storico-politica" dell'epoca della famiglia Pico.
Pico della Mirandola era un esoterista, e uno studioso di cabala. ll
pensiero di Pico della Mirandola si riallaccia al pensiero neoplatonico
di Marsilio Ficino, mescolando ad esso la come per esempio la
tradizione misterica di Ermete Trismegisto e della cabala. Pico nel suo d
De ente et uno, cerca ricostruire i lineamenti di una filosofia
universale, che nasca dalla concordia fra tutte le diverse correnti di
pensiero sorte sin dall'antichità, accomunate dall'aspirazione al divino
e alla sapienza, e culminanti nel messaggio della Rivelazione
cristiana. In questo suo ecumenismo universale filosofico, oltre che
religioso, vengono accolti non solo i teologi cristiani ed esoterici
insieme a Platone, Aristotele, i neoplatonici e tutto il sapere gnostico
ed ermetico proprio della filosofia greca, ma anche il pensiero
islamico, quello ebraico e appunto cabbalistico, nonché di vari mistici e
ermetisti di varie epoche storico [come al solito, l'italiano difetta]. Come vedete ritorna il pensiero di
un organismo unico che raccolga religioni, pensieri filosofici e
letterari in un unico calderone. Gli Illuminati attinsero molto da
questa filosofia [rieccoci con le stronzate] e tutt'ora tengono massimo rispetto per Pico della
Mirandola Precursore del loro Novus Ordo Seclorum
Organizzo addirittura a Roma un congresso per esporre i suoi pensieri
sulla "pace filosofica" avrebbe dovuto inserirsi proprio in questo
progetto culturale basato su una concezione della verità (la loro
verita' e l'unica verita' che ci propugnano oggi) come princìpio eterno
ed universale,. In seguito tuttavia ai vari contrasti che gli si
presentarono, sorti a causa della difficoltà di una tale conciliazione,
Pico si accorse che il suo ideale era difficilmente perseguibile; ad
esso, a poco a poco, si sostituirà nella sua mente il proposito
riformatore di Girolamo Savonarola, rivolto al rinnovamento morale, più
che culturale, della città di Firenze. Questa immancabile disfatta da
parte di ideologie universalizzanti (come amo chiamarle) rappresentano
il fulcro degli ermetisti, dei cabalisti e degli esoteristi: annichilire
le diversita' a vantaggio di una unica componente "universale fraterna"
dove si nasconde in realta' una insidia pericolosa, l'omologazione
universale ad un pensiero unico e senza rispetto di cio' che le
differenze portano con se, ovvero arricchiscono il genere umano, invece
di impoverirlo. Va da se che le differenze filosofiche, ideologiche o
religiose, possano come e' normale portare a scontri ideologici, ma
siamo tutti diversi e in questo nostro universo, piu' che l'unificazione
vediamo chiaramente che si preferisce la diversita'. Solo in apparenza
le cose sembrano uguali nell'universo, in realta' sotto regole fisiche,
biologiche e matematiche ci sono differenze sostanziali in tutto cio'
che vediamo, sentiamo e tocchiamo. E' la differenza che ci rende uomini
ed e' la differenza che ci rende liberi, ma questo sia per gli
Illuminati, sia per Pico della Mirandola all'epoca e' qualcosa di
insuperabile. L'ordine, la omologazione, la pianificazione e le
strutture rigide sono elementi che ci fanno riconoscere cio' che e'
malvagio da cio' che non lo e'. Il voler sintetizzare, omologare e
trasformare e una attrazione perfida e astuta che gli Illuminati e tanti
filosofi oscuri (come Pico) vogliono presentare al mondo. Questa finta
fratellanza universale, che in realta' nasconde la morte, la distruzione
e la schiavitu' perpetua e l'unica cosa che queste persone percepiscono
ma che presentano su un piatto d'argento apparentemente innocuo.
Pico la Magia e la Cabala
Pico della Mirandola aveva un interesse quasi ossessivo per cabala,
che vedeva specioso e viene da lui visto come una importatissima fonte
di sapienza a cui attingere per decifrare il mistero dell'universo del
mondo, nel quale Dio e lontano e oscuro e non a caso, pico usa
l'aggettivazione Oscuro piu' che invisibile , in quanto apparentemente
irraggiungibile dalla ragione; ma l'uomo può ricavare la massima luce da
tale oscurità Connessa alla sapienza cabbalistica con magia: infatti,
il mago, per Pico, opererebbe attraverso una "verita' e realta'"assoluta
che è oltre il visibile e il ponderabile e partendo da questi
strumenti, può giungere a conoscere tale sfera invisibile attraverso la
conoscenza della struttura matematica che è il fondamento simbolico
della Natura. [che cazzo vuol dire 'sta supercazzola, straccione?] Mirandola dichiara nell’Apologia: «Credo di essere stato
il primo ad aver fatto esplicita menzione della cabala». «Non vi è
scienza che ci dia maggiori certezze della divinità del Cristo della
magia e della cabala». Come Reuchlin riferisce, dopo Pico della
Mirandola, «la sola parola cabala è parsa così orribile alle orecchie
dei dotti che questi hanno potuto pensare che si trattava non di uomini,
ma piuttosto d’ircocervi, di centauri o di simili altri mostri. Nel
corso di una conversazione, avendo qualcuno chiesto cos’era la cabala,
gli fu risposto che si trattava di un uomo perfido e diabolico che aveva
molto scritto contro il Cristo, ed erano i suoi discepoli che erano
chiamati cabalisti». «Ci sarebbe da ridere», esclamava Pico con Orazio.
Ma si lanciava anche in lunghe spiegazioni, avvisando che «chi le
leggerà troppo in fretta vi troverà invece di un Edipo, misteri ed
enigmi». Nota bibliografica tratto dal libro François Secret Les
Kabbalistes Chrétiens de la Renaissance. Pico della mirandola in oltre
dichiara (lavoro di analisi del Professor Saverio Marchignoli citazione
bibliografica):
In realtà non soltanto i misteri
mosaici o cristiani, bensì anche la teologia degli antichi ci mostra
l'utilità e la dignità delle arti liberali di cui sono qui venuto a
discutere.
A cos'altro mirava infatti l'osservanza, nei misteri greci, dei
diversi gradi iniziatici? Solo dopo essersi purificati tramite quelle
arti che, dicevamo, sono in certo modo espiatorie, e cioè la morale e la
dialettica, gli iniziati ottenevano l'ammissione ai misteri. La quale
in che altro può consistere se non nell'interpretazione della natura più
recondita per il tramite della filosofia? A questo punto erano
finalmente preparati al sopraggiungere dell'epopteia, cioè dell'intima
visione delle cose divine mediante il lume della teologia. Chi non
desiderebbe di venire iniziato a tali sacri rituali? Chi, messa da parte
ogni umana sollecitudine, disprezzando i beni della fortuna e
trascurando il corpo, non vorrebbe divenire, mentre ancora si trova qui
sulla terra, commensale degli dèi, e madido del nettare dell'eternità
ricevere, animale mortale, il dono dell'immortalità?
Chi non vorrebbe venir pervaso dall'afflato di quei furori socratici
che Platone celebra nel Fedro, ed esserne trasportato, dopo rapidissimo
viaggio, nella Gerusalemme celeste, fuggendo prontamente in un remeggio
d'ali e di piedi da qui - ossia da questo mondo, che è consegnato al
maligno?Verremo condotti via, o Padri, verremo condotti via dai furori
socratici, che a tal segno ci faranno uscir di mente, da porre la nostra
mente e noi stessi in Dio. Verremo condotti via da essi, comunque, solo
se prima avremo condotto a termine noi stessi quello che sta in noi;
infatti se da un lato, mediante la morale, le forze delle passioni
saranno state opportunamente tese, nelle debite proporzioni, secondo le
misure armoniche, così da accordarsi l'una all'altra in perdurante
consonanza, e se dall'altro lato la ragione, mediante la dialettica,
procederà a tempo nel suo cammino, allora, eccitati dal furore delle
muse, attraverso l'udito interiore berremo la celeste armonia. Allora
Bacco, condottiero delle Muse, nei suoi misteri (cioè tramite segni
visibili della natura) mostrerà a noi che filosofiamo le cose invisibili
di Dio, e ci inebrierà dell'abbondanza della casa di Dio, dove se in
tutto saremo fedeli come Mosé, la santissima teologia a noi accostandosi
ci animerà di un duplice furore.
Infatti sollevati fino alla sua altissima specola, di lì commisurando
all'indivisa eternità le cose che sono, che sono state e che saranno, e
rimirando la primeva bellezza, di quelle saremo i febei vati, di questa
saremo gli alati amanti, e infine, sospinti, come da un estro, da
ineffabile amore, trovandoci fuori di noi stessi quasi fossimo Serafini
ardenti, ricolmi della divinità, ormai non saremo più noi stessi, ma
quegli stesso che ci fece.
I sacri nomi di Apollo, se indaghiamo i loro significati e i misteri
in essi celati, mostrano a sufficienza come quel dio sia, non meno che
vate, filosofo. Ma avendo Ammonio su questo argomento già detto quanto
basta, non ho motivo di trattarne ora altrimenti; rivolgiamo invece il
nostro pensiero, o Padri, ai tre precetti delfici,9 assolutamente
necessari a coloro che intendono entrare nel tempio, sacrosanto e
augustissimo, non del falso, ma del vero Apollo che illumina ogni anima
che viene in questo mondo; vi accorgerete che essi a null'altro ci
esortano, se non ad abbracciare con tutte le nostre forze la filosofia
tripartita della quale stiamo qui discutendo.Infatti il celebre meden
agan («nulla di troppo») giustamente prescrive quale regola e norma di
ogni virtù il criterio della medietà, di cui tratta la morale. segue poi
il famoso gnothi seauton («conosci te stesso»), che ci incita e ci
sprona alla conoscenza della natura tutta, della quale la natura
dell'uomo costituisce l'elemento intermedio e per così dire la miscela.
Chi infatti conosce se stesso, in se stesso conosce ogni cosa, come
ebbero a scrivere prima Zoroastro e poi Platone nell'Alcibiade. Da
ultimo, una volta che la filosofia naturale ci abbia illuminati con
questa conoscenza, ormai vicinissimi a Dio, dicendo ei («tu sei») ci
rivolgeremo al vero Apollo con un saluto teologico, chiamandolo così con
espressione familiare e del pari felice.
Insomma credo che sia abbastanza chiaro
che Pico della Mirandola ["abbastanza chiaro" una beata minchia], ermetista, mago e cabalista fu uno dei
principali precursori della cosidetta "filosofia" universalista e
mondialista che gli Illuminati di Baviera stanno cercando di imporre
alla intera razza umana, legandoci per sempre ad una oscura dittatura,
di natura ermetica, filosofica e magica, un abbraccio velenoso e mortale
che porterebbe tutti noi ad una schiavitu' perpetua presentata in modo
innocuo e solo apparentemente benevola ma bensi, perfida e maligna.
Essere e non Apparire, trasformato oggi in Apparire per Essere. Madonna
nei suoi video rappresenta la stessa magia cabalistica ed e' una che
propaganda la cabala dappertutto. [e che cazzo c'entra Madonna, adesso?] Vedete come certi legami addiritturano
attraversano la storia. Dal potere filosofico intellettuale stiamo
passando al potere temporale degli Illuminati e al loro Nuovo Ordine
mondiale. Quello che pensava ieri Pico della Mirandola oggi Gli
Illuminati di Baviera lo vogliono per tutti noi con la forza.
[evvài di gùgol translèit...]
Sempre All'Erta!
NumberSix
Inviato da number6 aka "l'ennesimo dosaggio errato"