L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

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Friday, December 28, 2012

Della serie: "il complotto degli anabbaglianti"


Sul serio, freeskies: VAHGARE TE E CHI NON TE LO DICE.
tdm

http://freeskies.over-blog.com/article-dentro-i-nostri-sordi-demoni-di-latta-113837045.html

 
Il design degli oggetti che sono attorno a noi è raramente il frutto di mere esigenze funzionali. Tutto ciò che viene prodotto dall’industria è infatti disegnato per essere venduto, ed i centri stile (gli studi di progettazione) cercano di assecondare tale necessità mescolando la 'ragione' alle esigenze del marketing.     Cos’è accaduto però al design negli ultimi dieci anni?
 
Le forme un tempo simpaticamente ingombranti delle nostre automobili, degli occhiali da sole, delle lampade, dei nostri vestiti, hanno ceduto il posto a forme affusolate ed espressive, che emanano una atmosfera seducente ed a volte addirittura inquietante. Dall’ingenuità e dall’aureo nitore del design degli anni sessanta, si è pian piano scivolati verso una progettazione omnicomprensiva che tende a raffigurarsi gli oggetti come insiemi dotati di una specie di personalità propria, generalmente aggressiva, spiazzante o comunque e spesso inquietante.
 
Basti osservare il design automobilistico contemporaneo per rendersi conto della ferina aggressività dei suoi prodotti, concepiti non tanto per trasportare alcuni individui in sicurezza da un luogo all’altro, ma per imporsi al cospetto altrui e tenersi la strada sgombra in virtù della propria acquisita arroganza. Le luci al led hanno consentito di sottolineare ‘ciglia’ aggressive attorno ai fari, sempre più sfuggenti, a ricordare i gelidi occhi di una belva, che hanno totalmente perso l’originaria funzione di consentire un buon illuminamento della sede stradale.
 
L’automobile è una sfuggente ‘seconda pelle per cui il suo occupante partecipa della dimensione iconica e materiale di questo freddo involucro che ci tiene sempre più lontano dalla nostra umanità e ci consente performance estreme ed irraggiungibili quanto praticamente inutili. L’identificazione dell’uomo nella macchina è un assai poco desiderabile obiettivo che i designer e chi li comanda stanno invece accarezzando come vicino e possibile.
 
Sarebbe davvero auspicabile un sereno ritorno alla dolce ingenuità e caratterizzazione festosa della prima produzione industriale quando alcune automobili sorridenti, semplici ed ‘amichevoli’ ornavano le nostre strade.
 
Purtroppo, tutto è lordato dall’imposizione di una volontà del nulla verso il nulla di cui ci siamo fatti partecipi, cadendo in un inganno miope e scellerato. Rivestendoci di ornamenti volitivi denunciamo la nostra insufficienza e le nostre vere intenzioni malevole. Ci stiamo robotizzando da soli: infilandoci in vesti di plastica, sottraendoci scampoli di socialità grazie alle protesi polipesche di un onnipresente HiPod, infilato ormai sottopelle, facendoci cullare dalle voci stomachevoli di sedicenti ‘navigatori’ sintetici e mendaci. Si dovrebbe tornare alla realtà, ai materiali naturali ed al riconoscimento della sola funzione, abbandonando seduzioni animistiche di oggetti sostanzialmente malevoli per noi e per il prossimo.
     

Saturday, September 29, 2012

Preparatevi a risate incontrollabili :)))))




PRELIEVO IN QUOTA (andiamo a leggere la puttanata...)
Un nostro valente e determinato collaboratore (vista la provenienza del volo, forse il caporale arturo?) ha prelevato un campione di polvere da bordo di un velivolo Ryanair (volo Pisa-Creta). Dalle analisi, eseguite da un laboratorio di nostra fifucia, che, per motivi di sicurezza, vuole mantenere l'anonimato, (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH) risultano positivi tre elementi specifici. Gli elementi presenti nel campione analizzato sono:

BARIO, ALLUMINIO, CADMIO.

Si temga presente che l'aria immessa nella cabina di pilotaggio nonché nella zona passeggeri, viene prelevata dalla conchiglia dei motori e cioè essa viene catturata dall'esterno. I risultati delle analisi dimostrano, in modo inequivocabile, che l'atmosfera a quota di crociera è contaminata perlomeno dai tre metalli pesanti ritrovati nel campione di polvere, raccolto da una insenatura delle pareti interne del Jet Ryanair. (e che caspita di PRELIEVO IN QUOTA è? AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH)

Nel documento che vi mostro, sono state occultate le generalità del committente e quelle del laboratorio di analisi, per i motivi sopra chiariti.

LINK al documento. (AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH)

A futura memoria:


Aggiornamento: il mentecatto sanremese d'adozione dice


  1. @ Numero 6

    Le analisi sono state eseguite a regola ed il documento orignale è in possesso della persona che ha fatto da tramite. Persona degna di fiducia e specializzata nel ramo. (ramo MINCHIATE, per caso?)
    Rispondi
  2. La descrizione del campione l'ho apposta io. (Ebbràvo, poveraccio, l'avevamo capito TUTTI)
    Rispondi
  3. Ecco che sono arrivati i soliti imbecilli (Fulvio Turvani, ad esempio) a dire che il documento è un falso. Nulla di tutto questo: l'originale è in possesso del committente, ma non sono certo obbligato a fornire ulteriori dettagli, che porterebbero all'identificazione del soggetto. (poveraccio all'ennesima potenza: NESSUNO ti OBBLIGA a NULLA)
    Rispondi
     Insulta e diffama quanto vuoi e chi vuoi, straccione. Addavenì la Giustizia :)))))

    A futura memoria II:




    Aggiornamento III e FINE (eppoi è sabato sera, son stanco di queste coglionate, e ho BEN altro da fare che star dietro a certi coglioni tipo damocle o ai loro guru indagati e spero condannati):









      1. Non è assolutamente normale,però se oggi hai guardato il tg di italia uno,il tg più ridicolo in assoluto,parlavano della pioggia come di una disgrazia e decantavano la "fortuna" del sud con la sua siccitosa estate infinita.
        Per le piante e gli animali,caxxi loro.
        La razza umana fà sempre più schifo
    1. Come pubblichi qualcosa di rilevante subito arrivano i cani da guardia (isterici).
      Rispondi
    2. Il contatto che ha fatto da tramite con il laboratorio per le analisi dei campioni...

      Ho dovuto esercitare una drastica operazione di occultamento dei dati sensibili, in modo che non si riesca ad individuare né il sottoscritto né il laboratorio (il quale, se ha delle grane, non mi fa più le analisi).

      Saluti.
      xxxxxx

      Come ho detto: è l'ULTIMISSIMA volta che aggiorno il post. Invito coloro che han salvato il pdf precedente a questo http://www.tanker-enemy.com/PDF/analisi-campione-polvere-ryanair.pdf 



      a inviarmelo [latigredellamalora(chiocciola)vodafone(punto)it), cosicché lo si possa pubblicare coram populo (TIE' Zret!!!!!) e sputtanare una volta per tutte (anche se non ce n'era bisogno) un simile pagliaccio. 

      *******

      Grazie all'agente ER sono in possesso del pdf originale. Dato che sono una capretta/caprone e anche un (bel) po' pigrone  nel trasformare il file in jpg o altro, ci si vede domani, per il momento si va a far altro.

      Buona serata a tutti. Anche a te, Straker.

Saturday, May 26, 2012

...e poi dicono che non sono cagate...


Leggete che delirio a cura di Angelo Ciccarella (non a caso compare di Zret...). Neretti e note miei.
tdm

http://ilgrandeignoto.blogspot.it/2012/05/margineduemiladodici-leggendole-tracce.html



MARGINE DUEMILADODICI
leggendo le tracce del kaos

Su facebook analizzo e commento da un po' e con toni amari, la cronaca politica italiana. Brevi pensieri, acidi quanto basta, indignati il giusto. Uso parole sferzanti nei confronti dei protagonisti, o meglio, dei burattini che si agitano calpestando la nostra amata e tanto bistrattata Patria. Le considerazioni che faccio andrebbero sempre integrate. non si deve prescindere dalle ombre che nascondono ben altri volti. Leggere la Storia è impresa assai gravosa, poiché impegna l'intelligenza e l'intuito, ma soprattutto la conoscenza della regia che agisce dietro le quinte, che rimane ovviamente defilata e lontana dai riflettori degli analisti, i quali, quando non sono prezzolati soldatini al servizio del Sistema, son privi di una visione del mondo simbolico-tradizionale, ma si limitano a fotografare ciò che appare, seguendo parametri che sfiorano soltanto la superficie delle cose e degli eventi. Posso dirmi fortunato se ho avuto in dote gli strumenti per vedere oltre le forme, per sentire l'inudibile. Scandurra mi ha permesso di entrare dentro la Realtà che è creta, si modella, si modifica, muta forma. Energie psichiche vengono attratte da simboli ancestrali, poi canalizzate su cose e persone. Schemi-catalizzatori sono periodicamente evocati da stregoni in doppio petto che operano indisturbati, ai fini di soggiogare popoli e destini.

Ma non è solo di questo che vi voglio parlare. Ciò che leggo dalle tracce del kaos è drammatico, certo, ma non senza via d'uscita. Il Vivente agisce a molti livelli, tanti quanti sono i livelli di coscienza. Ciò che si ritiene vero letteralmente, non è lo stesso del vero degli artisti; la verità spirituale potrebbe essere qualcosa di completamente diverso ancora. Per me, rimane difficile non riconoscere che l'umanità si trovi sul limitare del cambiamento. Si accumulano energie tali da far propendere per una rottura di livelli, sia nella struttura dello spazio che in quella del tempo. Il Varco è prossimo, dista da noi un centesimo di secondo dimensionale, e attende una mossa decisiva sullo scacchiere cosmico del Creato. Tutto funziona ad un doppio livello e a due velocità. Spinte e controspinte tra Ordine e Kaos. Il meccanismo agisce anche sulle nostre vite. C'è un tipo di karma, macrocosmico, sottile, misterioso, che dà forma alla vita di ciascuno di noi in modalità che spesso ci sfuggono. Poi c'è un altro tipo di karma, che leviga e sedimenta all'infinito le vicende di coloro che sono in cammino, che cercano la Verità, il senso di ogni cosa. Il karma del secondo tipo agisce sui dettagli, sui piccoli avvenimenti apparentemente secondari, ma che spingono verso la direzione necessaria. È l'angelo quotidiano che si manifesta attraverso un incontro estemporaneo, un incidente di percorso, una tentazione mai superata completamente, una gioia inaspettata. Scandurra (un fruttivendolo, anzi: "fruttarolo" - senza offesa per chi fa questo nobilissimo mestiere) la chiamava, usando un lessico colto: 'na botta di culo.
Mi diceva che “è vero che Dio abita dentro di noi, ma l'impiastro del nostro 'io' e della nostra limitante capoccia lo copre e allora c'è bisogno di uno scossone, 'na botta di culo che incasina tutto e ci svuota e svuotandoci apre alla luce divina. Solo così possiamo seguire la via giusta. I segni stanno lì, belli visibili. E non possiamo più sbagliarci. Ammireremo cos'è veramente il cosmo che attraverso il suo simbolo, la Natura, manifesta l'alchimia trasformante, la Creazione che non si esaurisce mai. Prenderemo così, al volo, i movimenti della Vita che ci conducono dove possiamo svelarci sempre di più ”.

La 'botta di culo', però, non è mai casuale. Non appena comincio a lavorare su qualcosa di più grande di me stesso le cose cominciano ad accadere. Non basta ancora. Ogni santo giorno devo mantenere il mio centro eterno, che risiede dentro di me, in un punto meraviglioso dove la fisica confina con la metafisica. Ecco, se mi appoggio lì, nulla potrà distrarmi od ostacolarmi, poiché mi sintonizzo alla frequenza della Creazione, a quella possibilità immane di amare, cioè di unire me col tutto. Quell'amore che vive nell'uomo ed emana da lui. Allora la Natura, col suo potere alchemico, mi trasformerà in un processo inarrestabile.
Scandurra ci spiegava il concetto-chiave delle materie oscure: i Nove Mondi e le sostanze che li compongono, incamerano potenze e caratteri spirituali ordinati in gerarchie. Il saltafossi non solo manipola questi poteri da fuori, ma li raggiunge intimamente, scopre la loro identità/fratellanza con i valori umani, si assimila alle forze interdimensionali e stabilisce con esse un rapporto. Lo scopo del mago non è quello di trasformare piombo in oro per fini utilitari, ma di giungere a capire il grande processo dinamico degli universi interagenti, ai quali si accompagna il destino delle civiltà stellari e di impadronirsi dei principi fondamentali dell'essere e di pervenire ad una sorta di umanità cosmica sapiente. La schiatta spirituale di cui faceva parte Scandurra, si era assunta un compito immane, pazzesco per certi versi, ma esaltante e luminoso. Gli Uranidi, le antichissime civiltà dei Nove Mondi sagge e potenti, avevano iniziato tale impresa, certo, ma con curiosa riluttanza. Si deve alle genti di Atlantide la nuova spinta, decisiva e progressiva, per compiere l'Opera fin dal penultimo ciclo.

Svuotarsi, rinunciare all'illusione dell'io è doloroso, ma necessario. Operare un cambiamento, rischiare l'equilibrio psicofisico – è solo un rischio calcolato se incontriamo un vero maestro che ci guida - è la condizione per affrontare la verità su se stessi. Dalla purificazione nasce la percezione reale. Distruzione e rigenerazione rappresentano i fondamentali delle grandi religioni tradizionali, nel microcosmo come nel macrocosmo. Per il Kali Yuga vedico e l'Apocalisse cristiana, tumulto, annichilimento e sofferenza sono preludio a un nuovo ordine di pace e di armonia. Morte e rinascita. Dall'oscurità scaturirà la luce. Manipola la materia colpendola ripetutamente nel mortaio, sottomettila ad un regime di cottura fino alla fusione: comparirà una stella. Dall'oscurità la luce.

Un pomeriggio dell'anno 1971, mi trovavo a bottega, ero come sopraffatto da preoccupazioni più grandi di quanto potessi in effetti sopportare. Un subbuglio mentale così forte mi procurava mal di pancia terribili. (non si chiama colite?) Stavo per collassare. Scandurra era impegnato a leggere i tracciati del kaos ad una coppia di sposini. Si accorse finalmente del mio stato penoso – mi piegavo in due dalla sofferenza - e così mi accompagnò nel retrobottega. Mi sedetti e lui mi toccò all'altezza dello sterno. Vomitai pure i broccoli di Natale, come suol dirsi e, come se non bastasse, defecai in abbondanza. Mi sporcai camicia e calzoni. Una situazione imbarazzante, davvero. Ero in una pozza di sostanze semiliquide verdi e rosse, ma mi sentii libero. “Dovevo decomprimerti. Ora pulisci per terra e cambiati i vestiti. Puzzi che 'accoleri'... eh, non ci sono più gli allievi di una volta”. Mi trovavo in una di quelle fasi dell'opera al Nero, tremendissime. Incubi notturni. Nausee. Emicranie. Questo durava da alcune settimane. Un passo lungo il cammino, uno dei tanti. Svuotarsi, era la parola d'ordine. Si incominciava dal corpo e si scopriva che esso accumulava più del fabbisogno, sia in termini fisici che psichici. In quel periodo pesavo 60kg ed ero a dieta controllata, eppure quando mi svuotavo, grazie al tocco scandurriano, buttavo fuori tanto di quel composto psicofluido che rimaneva difficile credere che provenisse soltanto dal mio stomaco. Il maestro diceva: “Una malattia è una crisi salutare ad un certo punto del cammino”. Anzi, la si doveva a volte creare per costringerci a prendere atto della realtà su noi stessi. La crisi ha valore catartico se ben guidata, in quanto scombina le strutture mentali che ci imprigionano. La sofferenza mi portava ad aprirmi una strada in mezzo al bosco intrigato dell'esistenza. Oltre le correnti samsariche.

Oggi, maggio 2012, a che punto siamo? Madreterra è pronta a sortir fuori dall'ultimo ciclo. Sommovimenti ad ampio spettro sono in procinto di emergere dal pozzo senza fondo, fucina degli universi. E noi? Io e il mio corpo siamo transitori, solo l'interno è permanente. Quindi assisteremo a forti cambiamenti a livello identitario e somatico. Il tutto si trasformerà in una frequenza veloce di proiezione. Scusate, ma queste son formulette, lo so. Scandurra preferiva l'esperienza alla dottrina. Brucia taglia e sfrega: ci mostrava/dimostrava. Le parole sono approssimative, solo un poeta, un musicista, un pittore potrebbero illustrare la fine e il nuovo inizio dell'universo... e Scandurra, ovviamente, come ci fece vedere un giorno, da una radura della Selva Cimina.