L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Friday, December 28, 2012

Della serie: "il complotto degli anabbaglianti"


Sul serio, freeskies: VAHGARE TE E CHI NON TE LO DICE.
tdm

http://freeskies.over-blog.com/article-dentro-i-nostri-sordi-demoni-di-latta-113837045.html

 
Il design degli oggetti che sono attorno a noi è raramente il frutto di mere esigenze funzionali. Tutto ciò che viene prodotto dall’industria è infatti disegnato per essere venduto, ed i centri stile (gli studi di progettazione) cercano di assecondare tale necessità mescolando la 'ragione' alle esigenze del marketing.     Cos’è accaduto però al design negli ultimi dieci anni?
 
Le forme un tempo simpaticamente ingombranti delle nostre automobili, degli occhiali da sole, delle lampade, dei nostri vestiti, hanno ceduto il posto a forme affusolate ed espressive, che emanano una atmosfera seducente ed a volte addirittura inquietante. Dall’ingenuità e dall’aureo nitore del design degli anni sessanta, si è pian piano scivolati verso una progettazione omnicomprensiva che tende a raffigurarsi gli oggetti come insiemi dotati di una specie di personalità propria, generalmente aggressiva, spiazzante o comunque e spesso inquietante.
 
Basti osservare il design automobilistico contemporaneo per rendersi conto della ferina aggressività dei suoi prodotti, concepiti non tanto per trasportare alcuni individui in sicurezza da un luogo all’altro, ma per imporsi al cospetto altrui e tenersi la strada sgombra in virtù della propria acquisita arroganza. Le luci al led hanno consentito di sottolineare ‘ciglia’ aggressive attorno ai fari, sempre più sfuggenti, a ricordare i gelidi occhi di una belva, che hanno totalmente perso l’originaria funzione di consentire un buon illuminamento della sede stradale.
 
L’automobile è una sfuggente ‘seconda pelle per cui il suo occupante partecipa della dimensione iconica e materiale di questo freddo involucro che ci tiene sempre più lontano dalla nostra umanità e ci consente performance estreme ed irraggiungibili quanto praticamente inutili. L’identificazione dell’uomo nella macchina è un assai poco desiderabile obiettivo che i designer e chi li comanda stanno invece accarezzando come vicino e possibile.
 
Sarebbe davvero auspicabile un sereno ritorno alla dolce ingenuità e caratterizzazione festosa della prima produzione industriale quando alcune automobili sorridenti, semplici ed ‘amichevoli’ ornavano le nostre strade.
 
Purtroppo, tutto è lordato dall’imposizione di una volontà del nulla verso il nulla di cui ci siamo fatti partecipi, cadendo in un inganno miope e scellerato. Rivestendoci di ornamenti volitivi denunciamo la nostra insufficienza e le nostre vere intenzioni malevole. Ci stiamo robotizzando da soli: infilandoci in vesti di plastica, sottraendoci scampoli di socialità grazie alle protesi polipesche di un onnipresente HiPod, infilato ormai sottopelle, facendoci cullare dalle voci stomachevoli di sedicenti ‘navigatori’ sintetici e mendaci. Si dovrebbe tornare alla realtà, ai materiali naturali ed al riconoscimento della sola funzione, abbandonando seduzioni animistiche di oggetti sostanzialmente malevoli per noi e per il prossimo.
     

Tuesday, December 18, 2012

Che fine hanno fatto i pupazzi di neve?


Se li cercano proprio col lumicino, gli insulti... Di tutte le minchiate complottiste, ci mancavano solo i pupazzi di neve...
tdm

http://www.losai.eu/che-fine-hanno-fatto-i-pupazzi-di-neve/

Che fine hanno fatto i pupazzi di neve?

- di Maurizio Elia Spezia -
Sabato sera chiaccherando con un amico davanti ad una birra, abbiamo affrontato questo discorso rendendoci conto che nei giardini innevati delle case della nostre provincia non abbiamo visto pupazzi di neve.
Molti di voi penseranno: non era solo una birra! Sei ancora ubriaco.
Invece no sono sobrio e molto serio i pupazzi di neve non ci sono più e non è un bel segnale, vi spiego perché.
Quando ero piccolino, alla prima nevicata dell’anno, la prima cosa che facevo insieme al mio papà o al nonno era il classico pupazzo di neve, quello con la carota al posto del naso, i bottoni al posto degli occhi, il cappello, la sciarpa e le braccia fatte con due rami. Era un momento bellissimo dell’infanzia di molti di noi, un momento di aggregazione familiare, un paio d’ore trascorse all’aria aperta, giocando con la neve.

Oggi pare che questa usanza sia “passata di moda”, i bambini non vogliono fare i pupazzi e i genitori sono sempre troppo impagnati per “perder tempo a giocare con i figli” e cosa succede? Quando nevica i pargoli vengono parcheggiati davanti alla tv o alle consolle di videogiochi a rincoglionirsi in tenera età, che poi per i “cattivi” dei mass media è l’età migliore, quella in cui un piccolo bambino può essere influenzato da qualsiasi cosa che vede. Non ci credete? Vi racconto un aneddoto di quando ero bambino.
Ero un grandissimo appassionato di superman, avevo anche il costume con tanto di mantello, un giorno d’inverno sotto la neve, giocando a “volare” come superman sono finito dentro una siepe e mi hanno dovutro tirar fuori con la pala. Un aneddoto divertente che spero vi faccia capire quanto un piccolo viene influenzato da ciò che vede in tv.
Tornando ai pupazzi di neve posso solo dire che davvero mi dispiace notare che nei giardini delle case non ci sono più questi simpatici omini di neve cicciotti con le braccia di rami. E’ vero, qualcuno potrebbe dirmi che la neve oggi non è più quella di tanti anni fa, oggi la neve che cade, grazie anche alle operazioni di geoingegneria clandestina attuate nei nostri cieli, potrebbe essere zeppa di metalli pesanti e quindi dannosa se ingerita. Perfetto, educhiamo i nostri figli a non mangiare la neve ma non vietiamogli di giocare da bambini all’aria aperta, non vietiamogli di giocare con la neve e ricominciamo a fare i pupazzi di neve con loro proprio come ha fatto il mio carissimo vicino di casa che ha preparato il pupazzo di neve davanti il portone d’entrata con tanto di carota, sciarpa e bottoni.

Restiamo Umani

Fonte: Il Bisbetico Indomabile