L'immensa sputtanata a Zelig

Il blog che si sta visitando potrebbe utilizzare cookies, anche di terze parti, per tracciare alcune preferenze dei visitatori e per migliorare la visualizzazione. fai click qui per leggere l'informativa Navigando comunque in StrakerEnemy acconsenti all'eventuale uso dei cookies; clicka su esci se non interessato. ESCI
Cliccare per vederla

Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

http://indipezzenti.blogspot.ch/

https://www.facebook.com/Task-Force-Butler-868476723163799/

Showing posts with label finte rivoluzioni. Show all posts
Showing posts with label finte rivoluzioni. Show all posts

Saturday, March 1, 2014

Ucraina, Siria, Venezuela ... LA SOVVERSIONE ATLANTICA NON CONOSCE SOSTA

http://scienzamarcia.blogspot.it/2014/02/ucraina-siria-venezuela-la-sovversione.html

Ucraina, Siria, Venezuela ... LA SOVVERSIONE ATLANTICA NON CONOSCE SOSTA

articolo di Enrico Galoppini del 24 febbraio, 2014, tratto dal sito http://www.eurasia-rivista.org/
Che cos’hanno in comune Venezuela, Ucraina e Siria? Apparentemente nulla, se non di essere degli Stati abitati da esseri umani. Oltretutto, si trovano lontanissimi l’uno dall’altro, in contesti geografici e culturali molto diversi tra loro. Dunque, potremmo già finirla qui. Ed invece no. Venezuela, Ucraina e Siria condividono in questi giorni un destino comune: quello di essere nel mirino della sovversione atlantica.  Ma c’è dell’altro. La concomitanza di questi tentativi di sovversione manu militari i governi locali ha lo straordinario pregio di poter aprire gli occhi, in extremis, anche agli ultimi ciechi che non ce la fanno a vedere come stanno le cose (mentre chi “non vuol vedere” è irrecuperabile). 
  
Il senatore Mc Cain
Dall’America Latina all’Eurasia, al Vicino e Medio Oriente arabo islamico è tutto un susseguirsi, a ritmi vorticosi e sempre più aggressivi, di situazioni analoghe, orchestrate secondo una sequenza ormai consolidata. Si comincia con le richieste di “pacifici manifestanti”, guidati da istruttori delle Ong preventivamente operanti sul territorio, che il governo non recepisce o recepisce in parte, tanto sono pretestuose ed irricevibili. Poi, abbastanza presto, tra i suddetti ci scappa il morto (con modalità mai troppo chiare), subitamente elevato a “martire” dai “media globali”. A quel punto, i “pacifici manifestanti” estraggono le pistole e le mitragliatrici, e se necessario anche le bombe, dimostrando di essere ben altro (paramilitari già addestrati). Scatta la battaglia con le forze dell’ordine. 

Il “mondo libero”, per bocca delle sue “democratiche istituzioni”, chiede che “cessino immediatamente le violenze”, che tradotto in linguaggio comprensibile significa: “Il governo deve arrendersi!”. Se non lo fa, si minacciano e poi si applicano “sanzioni” (e “congelamenti” di beni: v. “sequestri”), mentre i medesimi “media globali” (e ovviamente “liberi” ed “indipendenti”) disseminano una versione a senso unico dei fatti e del contesto strategico, geopolitico e geoeconomico in cui essi si svolgono. A quel punto il piano di sovversione è di fronte ad un bivio. Se va in porto in questa prima fase, tanto meglio: si fa prima, costa meno e la cosa è più facile da presentare come una “rivoluzione popolare”. Altrimenti scatta l’opzione militare vera e propria, come in Siria. I “pacifici manifestanti” dimostrano di sapersela cavare anche contro l’esercito!

Una volta raggiunto l’obiettivo, ovvero il rovesciamento del locale governo inviso all’America e alla grande finanza (ed in particolare l’eliminazione fisica del “tiranno”), il primo passo è già segnato fin dall’inizio della storia: un “prestito” per risollevare la locale economia in cattive acque, oltretutto già messa in ginocchio da “sanzioni” e attacchi speculativi sulla valuta nazionale mirati a svalutarla. Un “prestito” che regolarmente viene stipulato col pupazzo rinnegato del suo popolo e la sua cricca insediati subito dopo la “rivoluzione”. Ecco qua un esempio lampante di ciò: “Gran Bretagna e Germania sostengono il nuovo governo e chiederanno al Fondo monetario internazionale di concedere aiuti finanziari”. (Ansa.it, 22 febbraio 2014 - vedi anche http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2014/02/23/londra-berlino-al-fmi-sostenga-il-nuovo.html )
Non hanno nemmeno finito la loro “rivoluzione” che già il cappio dell’usura (e delle “riforme strutturali”) si stringe attorno al collo degli ucraini! Più la solita rassegna di “rivelazioni” scandalistico-moralistiche (la villa del “dittatore pazzo”, il lusso di cui si circondava ecc.): a quando dei servizi speciali sulle regge dei grandi nomi della finanza, dell’economia e dell’editoria “italiane” ed “europee”? Quando gli stessi manovratori sono impegnati contemporaneamente, con medesime modalità e finalità, da un capo all’altro del pianeta, e per giunta non ne fanno mistero, significa che i giochi sono molto chiari. A meno che non si voglia credere che il motore di tutto ciò sia – come riferiscono i media stessi – un “vento di libertà” che stranamente soffia sempre in una direzione e mai in un’altra…

Video-appendice a cura del blog scienzamarcia

Come leggo sul blog mondocane del giornalista Fulvio Grimaldi (ex giornalista BBC e RAI): "Immaginatevi una simile scena in Val di Susa e poi immaginatevi le reazioni di stampa, polizia, governo e magistrati. " 

Invece di fronte a simili scene in Ucraina i media occidentali applaudono alla "lotta per la libertà". Ben differente è il commento dei media Russi. Seppure concordi in gran parte con l'analisi dei russi (che di fronte ad un'Ucraina che entra nell'orbita UE e Nato si troverebbero sempre più accerchaiti anche dal punto di vista militare, ricordo che che la Russia nel passato ha non solo dominato l'Ucraina ai tempi dell'URSS, ma ha fatto anche di peggio, nel corso del terribile sterminio per fame detto holomodor.





 

Leggi anche
 http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2014/02/necrofilia-e-sadismo.html

Thursday, December 15, 2011

Russia, verso l'ennesima rivoluzione artificiale?

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/12/russia-verso-lennesima-rivoluzione.html

Russia, verso l'ennesima rivoluzione artificiale?


Proteste in Russia dopo le elezioni, denunciati brogli elettorali, ci si avvia verso l'ennesima rivoluzione pilotata? Il sospetto è forte, e poi alle soglie di un eventuale intervento armato in Siria  o in Iran, un ripiegamento forzato del governo russo su questioni interne sarebbe decisamente funzionale ai progetti bellici di USA, NATO, Israele, Gran Bretagna.

Del resto questa si mostra subito come l'ennesima rivoluzione colorata, e già è stata denominata "rivoluzione bianca". Si sa che le rivoluzioni seguono le mode vero? Per ora va di moda identificare le rivoluzioni con un colore?

Il video qui sopra aggiunge sospetti ai sospetti. Guardatevelo. E se non vi ricordate cosa siano le rivoluzioni artificialmente create a tavolino eccovi un altro video.



dulcis in fundo un link ad un articolo suL'ALTRA VERITA' SUL GOLPE DI MOSCA del 1991

Thursday, November 10, 2011

Ulteriori prove sulla falsità del movimento degli indignati e approfondimenti sul mondo della cosiddetta informazione alternativa al sistema

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/11/ulteriori-prove-sulla-falsita-del.html

Ulteriori prove sulla falsità del movimento degli indignati e approfondimenti sul mondo della cosiddetta informazione alternativa al sistema

Guardatevi ed ascoltate assolutamente il video in fondo all'articolo (specie se volete mostrare a qualcuno come i vari movimenti degli indignati, le rivoluzioni colorate e la primavera araba siano creati e manipolati dalla stessa regia).

Ma non mancate di leggere l'articolo sui veri padroni dell'Europa (Bilderberg, Trilaterale, BCE, FMI) e l'articolo presagio sul signoraggio. I piani dei nostri governanti occulti sono molto ma molto furbi, ed in un prossimo futuro persino la lotta contro il signoraggio ed il movimento per la verità sull'11 settembre potrebbero essere utilizzati per ingenerare una rivolta controllata e manipolata. D'altronde ho di recente scritto al regista del film September Clues chiedendogli di impegnarsi anche sul tema delle scie chimiche ... nessuna risposta ovviamente. 

E che dire di Paolo Bogni, che tiene convegni contro il signoraggio e scrive sul sito anticapitalismo? Tra i pochi link esterni presenti su quel sito troviamo quello di un fan della geoingegneria (Chiesa) e nessuno ai siti che denunciano le scie chimiche. A denunciare il signoraggio poi troviamo Marra, su cui ho già espresso i miei dubbi.

Altro personaggio che pur dice delle cose interessanti sul signoraggio è Salvatore Tamburro, ma come mai sul suo blog di scie chimiche non si parla, e come mai non risponde ad un mio breve commento su tale questione? Solo coincidenze?



Su Roberto Quaglia alcuni amici mi hanno riferito che nel corso di una conferenza pubblica, a precise domande sulle responsabilità del Vaticano nella palese congiura del potere ai danni delle popolazioni di tutto il mondo, costui ha storto il naso glissando sulla domanda.

E che dire di Massimo Mazzucco che su Luogo Comune riprende a parlare di scie chimiche, dopo un lungo periodo in cui il suo sito non ne occupava; la scusa ufficiale per una tale momentaneo disimpegno (in un momento in cui l'Italia veniva coperta anche per settimane intere da una cappa di scie degli aerei) non mi convince per niente. Sono ovviamente contento che su Luogo Comune il problema per antonomasia venga finalmente messo in evidenza, ma mi viene alla mente Icke, ed i suoi lunghi (e poco credibili) silenzi sulle scie chimiche. Forse adesso certe persone si sentono costrette a parlare di scie chimiche per non perdere credibilità? 
 
Le testuali parole di Mazzucco sono: " Negli ultimi anni avevo abbandonato la ricerca sulle scie chimiche, un pò perchè impegnato nella realizzazione dei vari documentari (cancro, marijuana, ecc..), un pò perchè avevo la sensazione che il muro di gomma contro cui ci si andava a scontrare, per cercare di capire il fenomeno delle scie chimiche, fosse comunque imperforabile".

E poi ancora, di fronte alla totale ubiquità del fenomeno delle scie chimiche spruzzate in ogni luogo del pianeta con la complicità di ogni governo possibile e immaginabile mi tocca leggere su Luogo Comune: "E’ perfettamente inutile chiedere ai nostri “rappresentanti eletti” di fare interrogazioni parlamentari sulle scie chimiche, quando probabilmente gli stessi ministri della difesa a cui dovrebbero rivolgersi non sanno nemmeno bene cosa siamo obbligati a disseminare nel cielo, per conto dei nostri padroni americani".

Ed infine "mi sembra di capire che ormai la faccenda della cosiddetta “modificazione climatica”, con tutti gli annessi e connessi, sia diventata lo scacchiere su cui si gioca la vera partita del potere a livello globale".

Partita di potere? Ma di quale partita stiamo parlando se tutti i governi  collaborano attivamente? Se tutti spargono le stesse sostanze sulle teste dei cittadini? A me sembra che parlare di giochi di potere tra stati significa illudere la gente, far credere che il teatrino della politica corrisponda alla verità, mentre ai miei occhi è solo apparenza, sceneggata, opera dei pupi (come direbbe Camilleri).

Per chi non avesse ancora aperto gli occhi su quanto succede in altre parti del mondo, o non abbia fatto caso ai "cieli chimici" mostrati dai telegiornali nelle loro riprese di ogni angolo del mondo, riporto espressamente alcuni (fra i tanti) link che permettono di visionare foto provenienti da diverse regioni del globo di scie chimiche e cieli visibilmente modificati da forti fasci di radiazioni elettromagnetiche. Le foto sono tratte da una galleria fotografica internazionale che segnala per ogni foto la nazione e la città. Da notare che negli "schieramenti fra nazioni avverse" di cui ci raccontano i mass media, Bolivia e Venezuela sarebbero acerrimi nemici degli Stati Uniti, come Russia e Cina, (da notare anche il fatto che le scie di condensa in paesi caldissimi come la Libia sono una cosa assolutamente innaturale).

Scie chimiche in Venezuela, Cieli chimici in Venezuela, Cieli chimici in Venezuela 2, Cieli chimici in Venezuela 3,

Scie chimiche in Uruguay, Cieli chimici in Perù, Scie chimiche in Perù,
Cieli chimici in Argentina , Cieli chimici in Bolivia, Cieli chimici in Bolivia 2,

Scie chimiche in Libia, Cieli chimici in Libia (residui di scie), Cieli chimici in Libia, Scie chimiche (con aereo irroratore) in tunisia, Cieli chimici in Tunisia,

Scie chimiche in Cina, Cieli chimici in Cina, Cieli chimici in Corea del Nord,
 
I filamenti del morgellons, i nanosensori, la smart dust, non sono elementi di un progetto di modificazione climatica, ma qualcosa di molto peggio, che serve allo scopo di trasformarci in automi, se non peggio. E come in tanti altri siti si addossano tutte le colpe agli Americani (o magari all'accoppiata USA-Israele), e non al governo occulto, non ai gesuiti, non al vaticano, per non parlare di tutto quello che di occulto opera dietro il sipario.

Insomma sono sempre valide le analisi fatte nel precedente articolo sull'argomento

A me queste dichiarazioni [del giudice Imposiato sull'11 settembre], come quelle relativamente recenti di Cossiga, sembrano rilasci controllati di informazioni dai risvolti ambigui. Un giorno il velo di menzogne sull'11 settembre potrebbe squarciarsi ed allora è meglio che il merito di avere scoperto la verità de lo prenda qualcuno che finge di combattere il potere ma è ad esso affiliato.


Del resto questo movimento per la verità dell'11 settembre è inquinato, infiltrato, diretto, da tutta una serie di persone a dir poco subdole, a partire da Giulietto Chiesa, membro di un'organizzazione che porta avanti progetti di geoingegneria (ovvero spruzzare con degli aerei particolato metallico ed altre sostanze nell'atmosfera) e che sulle scie chimiche è sempre stato molto ambiguo e tutto sommato inconcludente. 
 
E adesso il video di Daniele, assolutamente imperdibile. 
 
Buona visione.


Da vedere prima dell'11 11 11 from censuratixcaso on Vimeo.

Tuesday, October 25, 2011

Segnalazioni importanti: economia, signoraggio Vaticano, Gesuiti, Indignati, Nuovo Ordine Mondiale e Lucis Trust

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/10/segnalazioni-importanti-economia.html

Segnalazioni importanti: economia, signoraggio Vaticano, Gesuiti, Indignati, Nuovo Ordine Mondiale e Lucis Trust

Auriti, l'amico del Vaticano e dei Gesuiti: fu vera opposizione la sua?Auriti ebbe diversi incontri con l'allora cardinale Ratzinger, già ai tempi molto influente, non vi suona strano? Ecco alcuni estratti dall'illiminante articolo del blog nwo-truthresearch.
Infatti, secondo la figlia Francesca, citata nell'articolo di Anna Maria Santoro, dal titolo 'GIACINTO AURITI NEI RICORDI A GUARDIAGRELE' : "Papà aveva una grande fede. Andava a Messa ogni mattina. Credeva nell'applicazione della dottrina sociale della Chiesa e si è sempre battuto per gli ideali di Giustizia. Si recava spesso in Vaticano, a colloquio con l'allora Cardinale Ratzinger".

L'articolo qui sopra rivela pure che Auriti fece costruire una chiesa ove campeggia il simbolo dei Gesuiti e che fu inaugurata da Vincenzo Fagiolo:

"Vincenzo Fagiolo, presidente del Pontificio consiglio per l' interpretazione dei testi legislativi
..
In realtà, monsignor Fagiolo, la massima autorità vaticana nell' interpretazione dei testi legislativi (seconda forse solo al cardinale Joseph Ratzinger, prefetto della Congregazione della dottrina della fede)..."
Fonte: La Repubblica

E qual era il sogno di questo grande oppositore del signoraggio? 

In un articolo tratto da simec.org, dal titolo 'Papà fa la guerra alle banche e Grillo è la sua "arma letale"' leggiamo:

"Il mio sogno è la moneta dei poveri o moneta del giubileo. Vorrei che la Chiesa di Roma, secondo un principio cristiano, si sostituisse alla banca centrale stampando moneta e dandola al popolo. Così potrei dire di aver portato un po' di soldi in ogni famiglia. Ho consegnato il progetto in Vaticano, affidandolo nelle mani del cardinale Vincenzo Fagiolo (lo stesso Fagiolo di cui si parla sopra! ndr) . Poi ho fatto un'altra cosa"
Ripetiamo una frase fondamentale:"Vorrei che la Chiesa di Roma, secondo un principio cristiano, si sostituisse alla banca centrale stampando moneta e dandola al popolo"
Ecco l'obiettivo dichiarato del servo di Roma! Dare il completo controllo della moneta al Vaticano, in modo chiaro e alla luce del sole, e non occulto e subdolo come è adesso!
Magari una moneta globale emessa dal Vaticano!
 
A questo proposito ricordiamo le parole del Papa Giovanni Paolo II sul progetto UFWC di moneta unica mondiale, un progetto di Sandro Sassoli che ha trovato appoggi in tutto il mondo; il Papa disse:"Il progetto UFWC come simbolo di unità e di pace per il mondo". 
 

Il Papa Giovanni Paolo II incontra Sandro Sassoli, il progettista della Moneta Unica Mondiale
Consiglio quindi a tutti di andare a leggersi l'articolo per intero, magari assieme al più recente: Crisi Globale: Il Vaticano vuole un'autorità globale per "vigilare" i mercati, dal quale apprendiamo che anche il Vaticano strizza l'occhio agli indignati (e ti pareva!)



Altro articolo da leggere come approfondimento delle succitate letture è La grande depressione vaticano gesuita, mentre di tutt'altre faccende si occupa l'articolo Appello agli indignados (con molti riferimenti a chi sono, chi li manipola chi li appoggia). Forse il cambio repentino della registrazione del sito del 15 ottobre è dovuto non tanto all'utilizzo del nome di persone legate all'ONU, ma al fatto che l'indirizzo indicato nella prima registrazione risulta anche un indirizzo ove si trova una sede della Lucis Trust?

Quanto alla morte di Gheddafi, notizia a cui non ho creduto mai nemmeno un secondo, leggetevi non é Gheddafi l'uomo ucciso a Sirte, e se qualcuno ha voglia di approfondire la conoscenza del regime libico di Gheddafi (un sistema dove non ci sarà stata grande libertà politica ma dove c'era di sicuro un grande benessere economico) si legga questo altro articolo.

Ma chi era davvero Gheddafi? Secono me, per avere regnato per tutti questi anni in Libia deve essere stato quasi sicuramente un pupazzo delle élite occulte come Osama Bin Laden, Mubarak, Saddam Hussein o prima di loro Adolf Hitler. Persone che hanno servito le élite rappresentando sul palcoscenico nazionale ed internazionale la parte loro assegnata, che quando sul copione trovano scritta la loro fine si adeguano e scompaiono dalla circolazione. Ma davvero questi fedeli servitori vengono tutti uccisi dai loro registi? Con tutti i leader nazisti che scapparono in Argentina vogliamo pensare che proprio Hitler fu lasciato morire sotto le bombe? Certo potrebbe anche essere che Hitler sia morto a Berlino però il sospetto che anche a lui fu garantito un esilio dorato in America Latina è più che fondato.

Del resto come segnalato anche nell'articolo succitato:

Fathi Bachagha, un portavoce dei militari del CNT, ha fatto la voce grossa, dicendo che sul cadavere dell’ex leader libico non sarà praticata alcuna autopsia: "Nessuno aprirà il suo corpo". In questo modo, dunque, sarà difficile - se non impossibile - togliere ogni dubbio sulla vicenda. Il corpo di Gheddafi si trova in una cella frigorifera in un mercato di Misurata. I libici fanno la coda per vedere, da vicino, la salma dell'ex raìs.
Fonte: Il Giornale

Cosa hanno da nascondere? Leggetevi l'articolo per intero, magari anche con i commenti del solito "debunker" che si copre di ridicolo nel confutarlo.

PS: quasi dimenticavo di segnalrvi quest'ultimo articolo, L'Italia organizzò il golpe di Gheddafi

Thursday, September 8, 2011

La Nato massacra i cittadini libici impedendo loro di uscire dal teatro dei bombardamenti

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/09/la-nato-massacra-i-cittadini-libici.html

La Nato massacra i cittadini libici impedendo loro di uscire dal teatro dei bombardamenti

Pubblico questa lettera pur non condividendo molto le manifestazioni di piazza (vedi commento in calce). Di sicuro non si può credere alla propaganda di regime sulla "liberazione" dei Libici con bombe missili, proiettili radioattivi all'uranio impoverito che danneggeranno pure le future generazioni. Per chi avesse dubbi su cosa sta succedendo realmente in Libia consiglio, oltre al mio precedente articolo,

Un (crudissimo) video,

Infanticidio nuova tattica della Nato il massacro di sorman

Il massacro-nascosto della Nato

IL MASSACRO DELLA NATO A MAJER, IN LIBIA


E se vogliamo qualcosa che vada oltre vedete il video qui sotto che mostra come molte immagini mandate in onda di recente sono assolutamente fasulle: una fiction che però ha degli ottimi risultati in termini di relazioni pubbliche e morale delle truppe .







Invito di Marinella Correggia


Mobilitiamoci in piazza almeno ora. Nei prossimi giorni. Se non ci si indigna per la guerra per cosa lo si farà mai?
La Guernica libica sarà forse Sirte, o le altre città “nemiche” non ancora conquistate dalla Nato-Cnt? “In Libia i bombardamenti e la guerra continuano. Ci sono Sirte, Ben Walid, Sebha, Brega” dice dalla capitale della - ex? - Jamahiriya un amico sub-sahariano che adesso aspetta l’evacuazione.

Acqua e viveri tagliati

Alla popolazione di Sirte, la Nato e il Consiglio nazionale di transizione (Cnt) hanno concesso alcuni giorni per la resa, pena l’assalto finale. Secondo il messaggio – certo non verificabile - alla rivista Argumenti.ru, mentre le forze del Cnt assistite da forze speciali estere circondano l’area e respingono dentro le famiglie di civili che cercano di fuggire, dall’alto piovono i bombardamenti dell’operazione Unified Protector, che sotto il mandato dell’Onu che imponeva una no-fly zone “deve continuare la sua missione di proteggere i civili” come ha affermato il 30 agosto la sempre surreale portavoce Nato Oana Longescu.

Secondo la denuncia del superstite portavoce governativo Mussa Ibrahim all’agenzia cinese Xinua, a Sirte una pioggia di razzi piovuti sui fedeli nell’ultimo giorno di ramadan avrebbe ucciso un migliaio di persone. Se anche fossero cento, o cinquanta, sarebbe comunque troppo.

Non solo: i bombardamenti hanno azzerato gli approvvigionamenti in acqua, cibo ed elettricità. Ecco l’analogia con la sorte di Falluja, che nell’ottobre 2004 fu privata di tutto prima dell’assalto finale dei marines che uccise migliaia di persone arrivando a usare il fosforo bianco.
In grado minore anche Tripoli prima dell’attacco del 21 agosto è stata sottoposta a mesi di assedio: bombardamenti a infrastrutture, sabotaggi di condutture, embargo navale hanno causato carenze di gas, cibo, farmaci, benzina, elettricità e acqua, con conseguenti disagi anche pesanti. Come precisa il sito warisacrime.org, l’assedio viola le Convenzioni di Ginevra, così come i bombardamenti su obiettivi civili; che da luglio la nato considera ufficialmente legittimi.

Misurata e Bengasi: casus belli

Gli armati asserragliati a Sirte e nelle altre città saranno accusati di usare i civili come scudi umani. Invece quando a Misrata erano i ribelli a nascondersi nelle case, la colpa dei morti nel fuoco incrociato e sotto le bombe Nato fu tutta addossata all’esercito libico che circondava la città: si veda il rapporto di Amnesty International Misrata under Siege, dello scorso aprile. Eppure, molte famiglie di Misurata avevano scelto di rifugiarsi nelle zone lealiste e non a Bengasi.

Dopo due mesi di scontri a terra e guerra dai cieli, Human Rights Watch stimava in alcune centinaia le vittime civili della guerra a Misrata. Proteggere i civili di Misrata era il pretesto fornito dalla Nato per continuare a bombardare la Libia. A Sirte le vittime civili potrebbero già essere molte di più. Ma gli assediati non sono tutti uguali.

Del resto la guerra della Nato è ufficialmente iniziata per rispondere all’assedio di un’altra città: Bengasi. Ricostruisce gli eventi il docente statunitense Maximilian Forte un articolo su Counterpunch proprio richiamando il recente ultimatum: “Tripoli, Sirte e Sabha possono essere sacrificate, e non ci sono proteste nemmeno di fronte ai recenti massacri a Tripoli. Invece Bengasi era per i leader dell’Unione Europa la città sacra”. Obama, Cameron e Sarkozy insieme scrivevano ai giornali: “Con la nostra rapida risposta abbiamo fermato l’avanzata delle forze di Gheddafi.

Abbiamo evitato il bagno di sangue che egli aveva promesso alla città assediata. Abbiamo protetto decine di migliaia di vite umane”.

Però allora, sottolinea Forte, “non solo i jet francesi hanno bombardato una colonna di militari libici che era in ritirata, ma si trattava di una colonna ridotta che comprendeva camion e ambulanze”. E soprattutto, a parte la retorica di Gheddafi, “non c’erano prove che Bengasi sarebbe stata sterminata: lo deduceva molti mesi fa un altro docente statunitense, Alan J. Kuperman, nel suo articolo “False pretense for war in Libya?” pubblicato sul Boston Globe: “Quando le truppe di Gheddafi hanno riconquistato in gennaio in tutto o in parte diverse città – Zawiya, Misurata, Adjabya, con una popolazione totale ben superiore a quella di Bengasi, non sono avvenuti genocidi…malgrado la diffusa presenza di cellulari per fare video e fotografie, non c’è prova di un massacro deliberato”: in effetti i diecimila morti denunciati ni primi giorni di proteste, nelle successive stime della stessa Corte penale erano scesi a circa duecento (più o meno equamente suddivisi fra le due parti).

Proseguiva Kuperman: “E del resto Gheddafi non aveva minacciato di sterminio nemmeno Bengasi. Il suo ‘senza pietà’ del 17 marzo, secondo lo stesso New York Times si riferiva solo ai ribelli armati, mentre per quelli che si disarmavano era promessa una amnistia”.

Conclude Monteforte: per una amara ironia, le prove dei massacri in Libia si riferiscono alle fasi successive all’intervento Nato. E soprattutto agli ultimi giorni. Lo dimostrano gli stessi reportage da Tripoli dei media mainstream che pure avevano appoggiato la rivolta (una sintesi degli stessi in www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=26334).

Insomma, come sintetizza Peacelink, la guerra iniziata per salvare Bengasi termina con un altro assedio. La guerra iniziata per “proteggere i civili” termina in un bagno di sangue. La guerra iniziata per i diritti umani termina con la violazione generalizzata degli stessi (persecuzione di neri e “sconfitti”). E la guerra iniziata per la “democrazia” termina con il Cnt che non riconosce in Libia l’esistenza di una parte della popolazione non allineata: “Non abbiamo bisogno di forze dell’Onu per la sicurezza. Qui non è in corso una guerra civile, è un tutto un popolo contro un dittatore” ha dichiarato giorni fa il capo dello stesso Cnt Abdel Jalil.

A metà maggio Aisha Mohamed era in transito nella tunisina Djerba. Aveva finito un anno di specializzazione in Gran Bretagna e aveva scelto di andare a condividere la guerra con la sua famiglia, che stava subendo la guerra. A Sirte. Se è ancora là, Aisha è in trappola.

Marinella Correggia




Piccolo commento a cura della redazione del blog

Ho iniziato a seguire la politica 30 anni fa, e da 25 sono impegnato in prima linea, e le ho viste e fatte tutte come: occupazioni, banchetti, cortei, sit in ... i risultati sono stati a dir poco effimeri. Adesso, pur credendo ancora di più nell'impegno sociale credo che manifestazioni ed iniziative di piazza servano soprattutto a far credere ai manifestanti di combattere contro il sistema, mentre in realtà è il sistema che vuole che tu disperda le tue energie lottando invece che ricercando, studiando, diffondendo le nostre scoperte alla gente che abbiamo intorno, di modo che si crei una nuova coscienza.

Come fare? Per prima cosa occorre abbandonare tutti i guru. Tutti i leader politici ed i leader delle associazioni pacifiste e ambientaliste sono stati cooptati dal sistema.

Una simile affermazione può apparire impossibile se non guardi il cielo, se non studi le interconnessioni tra chi vende vaccini e psicofarmaci, tra chi avvelena il cibo con l'alluminio, chi diffonde pesticidi, chi governa il mondo tramite club elitari (Bilderberg, CFR, Trilaterale).


Da qualche tempo sto scoprendo che nel movimento pacifista (come in quello animalista e ambientalista) agiscono diverse persone che gestiscono associazioni e siti molto famosi, gente insospettabile che parla di pace e di ambiente ma che si impegna ad evitare che il movimento pacifista e ambientalista agisca coerentemente denunciando le scie chimiche.




In passato ho spesso partecipato e persino organizzato dei cortei ed iniziative di piazza, ma ultimamente notavo che troppo spesso tali eventi erano fini a se stessi, e mentre io mi sforzavo di organizzare dibattiti, interventi, riflessioni di approfondimento al termine dei cortei gli altri pensavano solo al numero delle persone da convincere a scendere in piazza. Io invece mi ritrovavo da solo a preparare opuscoli e volantini da diffondere ai cortei.
Se tutto il tempo ed i soldi impiegati in passato per organizzare cortei nazionali e locali fossero stati spesi per approfondire il lato oscuro della cospirazione che ci tiene tutti sotto scacco, forse avremmo accresciuto la consapevolezza nostra e degli altri, l'unica cosa credo che possa servire a liberare noi tutti. Cosa accadrebbe se in Nord Africa se il popolo scoprisse le scie chimiche? Chi ci sarebbe ancora disposto a fare da carne da cannone per le guerre di finta liberazione?

Saturday, April 2, 2011

Cosa succede realmente in Libia?

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/03/cosa-succede-realmente-in-libia.html

Cosa succede realmente in Libia?


Un conoscente mi ha detto: ma com'è possibile che i ribelli in Libia posseggano tutto quell'armamentario di cui riferiscono i media? Perfino aerei, santo cielo, come fa una rivolta di popolo a dotarsi in pochissimo tempo di un tale armamentario?

Immaginatevi adesso la rivolta del 1968 in Francia, quando il movimento operaio e gli studenti marciavano insieme per le vie della capitale facendo (almeno apparentemente) tremare il potere costituito. Anche quella era una lotta popolare contro il potere marcio e corrotto, contro il potere che teneva il popolo sottomesso, eppure a parte qualche episodio tutto sommato sporadico di lotta armata (che poi si scoprì essere fin troppo legato ai servizi segreti infiltratisi nel movimento) non ci fu una vera e propria guerriglia, nè ci furono generali dell'esercito che defezionavano appoggiando i rivoltosi, non ci furono potenze straniere a benedire la rivolta e ad incitare i manifestanti ad esautorare il governo nazionale.

In questo strano caso della Libia abbiamo per altro una curiosa unanimità internazionale ottenuta in tempi rapidissimi, che ha portato ad una risoluzione dell'ONU cui è stata data piena attuazione nel volgere di pochi giorni. Nel caso di Israele, che detiene illegalmente un vasto territorio che spetta di diritto agli arabi della Palestina, si perde il conto delle risoluzioni ONU varate negli ultimi 50 anni che NON SONO MAI STATE RISPETTATE.

Ben sapendo questo fatto, come può un cosiddetto ribelle libico, credere che l'ONU e gli USA, da sempre amici di Israele e complici del martirio dei palestinesi, siano davvero preoccupati di garantire la libertà e la democrazia nel loro paese? Le tecniche di condizionamento delle masse evidentemente benissimo.

Per altro non si vede motivo alcuno per il quale Quelli che Comandano, ovvero l'oligarchia della finanza e delle banche, avrebbero mai dovuto esautorare Gheddafi dal momento che, come già segnalato in precedenza, egli ha attuato in pieno negli ultimi anni le direttive del Fondo Monetario Internazionale. E sono state proprio queste manovre di ristrutturazione economica con privatizzazione delle aziende pubbliche che hanno causato l'aumento dei prezzi degli alimenti e l’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche spingendo le classi meno agiate alla rivolta. E qui riusciamo finalmente a vedere un barlume di verità: la prima scintilla che accende la rivolta nelle piazze viene accesa proprio dall'obbedienza del regime di Gheddafi alle logiche della globalizzazione neoliberista, il che è un po' come dire che Quelli che Comandano hanno pianificato la rivolta contro un loro stesso burattino.

Per quanto questa scoperta dia fastidio al senso comune impostoci dai mass media, secondi i quali ci sono differenti governi nazionali in lotta tra di loro, non c'è altra via per spiegare adeguatamente quello che è successo in tempi così rapidi in Libia (e prima ancora in Egitto e Tunisia): stiamo assistendo ad una tragica sceneggiata nella quale due fazioni si combattono apparentemente per questione di libertà/dominio, meno apparentemente per questioni di sfruttamento delle risorse interne della Libia.

Del resto siete sicuri di potere spiegare quella calorosa accoglienza data a Gheddafi da tanti uomini di stato sia dovuta solo alla ragion di stato (ufficialmente motivata a sua volta dagli ingenti affari che si possono fare con lo stato libico)?

E come si fa a motivare quel rapido cambiamento di rotta del governo italiano (e non solo), che aveva appena mostrato segni di grande amicizia verso il leader libico e che adesso muove guerra al suo regime? Dove sono finte adesso le convenienze economiche che valevano appena due anni fa? Ci rendiamo conto che con questa guerra le tante aziende italiane che facevano affari in Libia rischiano di perdere il loro posto al sole? Sono davvero tutti realmente impazziti nel governo italiano? Oppure pensate che finalmente si siano convinti che la libertà sia più importante degli affari? Che siano diventati finalmente dei gran filantropi dediti solo ad azioni umanitarie?


Per altro è chiaro a chiunque sappia fare i conti che i soldi spesi per le armi, le munizioni ed i soldati spediti in Libia (come in Iraq, Vietnam, Afghanistan) se impiegati altrove sarebbero di per sè una enorme ricchezza, e che non c'è miglior modo di arricchirsi che risparmiando soldi destinati ad azioni di guerra, morte e devastazione.

Qualsiasi governo nazionale che abbia a cuore l'interesse del proprio popolo disinvestirebbe dalla guerra per investire nella risoluzione dei propri problemi interni, per garantire prosperità ai propri cittadini. Gli Stati Uniti che sono in prima linea con la NATO nell'ultima orrenda guerra sono a loro volta ad un passo dalla fame e dalla rivoluzione, e quei soldi sprecati per la guerra, assieme al ripristino della sovranità monetaria, potrebbero avrebbero potuto salvare la loro nazione dal collasso.

Qualcuno a questo punto storcerà il naso pensando che chi scrive queste parole è andato fuori di senno, ma la storia insegna che Hitler è riuscito a mettere in piedi un forte esercito solo grazie agli aiuti finanziari di Wall Street ed agli aiuti tecnologici della Standard Oil di Rockefeller (consociata con la I.G. Farben tedesca), che il Giappone ha potuto fare la guerra a fianco di Hitler solo grazie al petrolio che veniva venduto (fino al 1941) dagli Stati Uniti.

L'italiana Luce D'Eramo, che ha lavorato come semischiava nei campi di lavoro nazisti, racconta nel suo libro autobiografico "Deviazione" che gli impianti della I.G. Farben (lo ricordo, consociata della Standard Oil di Rockefeller) non venivano mai bombardati dagli alleati, eppure l'azienda in questione era nota per essere uno dei centri nevralgici della macchina da guerra nazista, a tal punto che il processo di Norimberga inflisse dure condanne ad alcuni suoi dirigenti oltre a smembrare l'azienda (da tale smembramento derivano la Bayer, la BAASF ed altre aziende tedesche contemporanee).

Anche la storia del bacino minerario di Bray-Thionville, ove il governo francese permise ai tedeschi di rifornirsi di minerale di ferro per permettere che la prima guerra mondiale durasse più a lungo mostra che la realtà storica delle guerre è molto differente da quello che ci viene raccontato sui libri di testo scolastici o universitari.

Certo si potrebbe pensare che in fin dei conti le guerre le si combatte perché i venditori di armi ci guadagnano, o perché le banche fanno altrettando concedendo prestiti per finanziare le spese di guerra di entrambi i contendenti. Questo per inciso sarebbe già un passo avanti rispetto alle banalità che vengono diffuse dai media e tramite i libri di testo, ma è davvero possibile che tutto il resto del tessuto produttivo di una nazione, che immancabilmente subisce grosse perdite dalla guerra, stia sempre a guardare le industrie di armi che si arricchiscono a spese non solo delle entrate di altre aziende, ma anche a spese del sangue dei propri amici, parenti, concittadini?

E possibile che in tutte queste situazioni ove c'è ci chi guadagna e c'è chi ci perde, si finisce sempre per fare la scelta più svantaggiosa, più criminale, più orrenda, più controproducente per il genere umano? Siamo davvero sempre così sfortunati che non ce ne va mai bene una e che tutti i governi, tutti i potentati economici, tutti i grandi cartelli aziendali finiscono sempre per appoggiare (direttamente o indirettamente) persino un'azione suicida come quella della guerra? O c'è dietro un disegno cospirativo, un orrendo e criminale disegno volto a soggiogare la popolazione mondiale, a farla soffrire ed a dividerla per mezzo di continue guerre e conflitti?


La nostra idea è che questa è una delle tante guerre che hanno come obiettivo solo quello di indebolire e dividere il genere umano, e non ultimo degli obiettivi è quello dell'incremento della radioattività ambientale che in Libia si ottiene facendo largo uso di armi all'uranio impoverito. Del resto perché mai altrimenti in Giappone si sarebbero costruite centrali nucleari in una delle zone più sismiche del mondo, laddove è noto che un terremoto particolarmente potente potrebbe generare un incidente catastrofico? Leurent Moret annunciava già 7 anni fa che un incidente simile a quello di Chernobyl sarebbe presto occorso in Giappone a causa di un terremoto.

Fantascienza?


In Libia, come in tutti i paesi del mondo, ormai sono comparse scie anomale (a maggior ragione anomale in Libia ove la temperatura è molto più alta che da noi), ed il fenomeno della condensa del vapore fuoriuscito dai motori degli aerei è ancora più rado. Scie che permangono per ore nel cielo della Libia?Si tratta di scie chimiche ovviamente.

E se vi informate bene su quello che sono realmente queste scie tossiche, e su come, per potere gestire questa azione di avvelenamento, ci devono essere delle cospirazioni ancora più profonde di quelle che chiunque poteva immaginarsi fino a qualche tempo fa, capirete che la contrapposizione tra Gheddafi e Obama è assolutamente fittizia, in quanto entrambi sono degli squallidi attori che recitano a copione.

Per adesso nel copione a Gheddafi è attribuita la parte del cattivo, del perdente, ma a nel giro di poco tempo potrebbe essere la volta di Berlusconi e poi di Obama, vittime anche loro di rivolte di popolo innescate dai soliti noti, per instaurare, con la scusa della libertà, regimi ancora più orribili di quelli che vengono abbattuti. Non possiamo essere sicuri se Gheddafi, Obama, Mubarak ed altri attori sulla scena politica contemporanea sono completamente consci del ruolo che svolgono o se qualcuno di loro si è ritrovato improvvisamente trasformato da alleato fedele dell'élite dominante a pedina da eliminare per una necessità del gioco.

Ma il solo fatto che Gheddafi inciti alla resistenza ben sapendo (dal momento che fa parte della stessa cricca di persone che adesso fa la guerra per esautorarlo) che non c'è nessuna speranza di salvaguardare il suo regime, fa pensare che il suo ruolo in questi giorni sia quello di far durare il più a lungo possibile il conflitto, onde poter martoriare sempre di più lo sventurato popolo libico, ed innescare di conseguenza nuove ondate migratorie per mettere in difficoltà l'Italia ed il suo governo.

Ricordatevi cosa insegna la storia della rivoluzione francese: il popolo viene mandato allo sbaraglio, viene mandato a morire nelle rivolte, viene utilizzato per generare un cambiamento epocale, e alla fine della rivolta c'è una nuova dittatura (ricordate il direttorio?) e come se non bastasse persino l'impero che porta ad una nuova serie di inutili e orrende carneficine: la guerra che incendia tutta l'Europa.

Vi sembra assurdo? E allora guardate questa carta del gioco degli Illuminati e ditemi voi se non prefigura una simile situazione. Lo scopo finale di tutto questo? Ne abbiamo già parlato portando le evidenze che il recente sisma in Giappone è stato artificiale.

Tuesday, March 15, 2011

Libia: il terrorismo mass-mediatico prepara l'invasione USA nella regione?

http://scienzamarcia.blogspot.com/2011/03/libia-il-terrorismo-mass-mediatico.html

Libia: il terrorismo mass-mediatico prepara l'invasione USA nella regione?

Guardatevi bene questo video


E poi riflettete su queste parole, tratte da globalresearch e tradotte su altrainformazione. L'articolo non è condivisibile in toto, e non parla dell'involuzione del potere Libico negli ultimi anni, ed infatti ne metto qui solo la prima parte. A seguire invece un altro articolo che spiega le altre cose più nel dettaglio. Ma la realtà più profonda e più occulta la si può comprendere solo a partire da quanto potete leggere nell'articolo Giù la Maschera, che mostra come qualcuno che sta dietro a leader, presidenti e dittatori (veri o presunti) stia solo muovendo dei burattini sullo scenario geopolitico mondiale, dandoci l'illusione che quello che vediamo sui mass-media sia la realtà.

Il mondo applaude mentre la CIA affonda la Libia nel caos

Com’era la Libia sotto il governo di Gheddafi? Quanto male ha fatto al popolo? Erano così oppressi così come noi, oggi, accettiamo comunemente come un dato di fatto? Guardiamo ai fatti per un momento.

Prima che il caos scoppiasse, la Libia aveva un tasso di carcerazione inferiore alla Repubblica ceca. Era classificata 61ma. La Libia ha il più basso tasso di mortalità infantile di tutta l’Africa. La Libia aveva la speranza di vita più alta di tutta l’Africa, meno del 5% della popolazione era denutrita. In risposta ai rincari dei prodotti alimentari in tutto il mondo, il governo della Libia ha abolito TUTTE le tasse sul cibo.

Il popolo in Libia era ricco. La Libia aveva il più alto prodotto interno lordo (PIL) a parità di potere d’acquisto (PPA) pro capite, di tutta l’Africa. Il governo ha avuto cura di garantire che tutti, nel paese, condividessero la ricchezza. La Libia aveva il più alto indice di sviluppo umano di qualsiasi paese del continente. La ricchezza è stata distribuita equamente. In Libia c’era una percentuale di persone che vivevano al di sotto della soglia di povertà, inferiore ai Paesi Bassi.

Come fa la Libia ad essere così ricca? La risposta è il petrolio. Il paese ha parecchio petrolio, e non consente alle multinazionali straniere di rubarle le risorse mentre la popolazione muore di fame, a differenza di paesi come la Nigeria, un paese che è sostanzialmente gestito dalla Shell. Come ogni altro paese, la Libia soffre di un governo con burocrati corrotti che cercano di ottenere una porzione più grande della torta, a danno di tutti gli altri. In risposta a ciò, Gheddafi ha chiesto che le entrate del petrolio fossero distribuite direttamente al popolo, perché, a suo avviso, il governo non considerava il popolo. Tuttavia, a differenza delle dichiarazioni degli articoli, Gheddafi non è il presidente della Libia. In realtà, non occupa alcuna posizione ufficiale del governo. Questo è il grande errore che le persone fanno. Parlano del dominio di Gheddafi sulla Libia, quando in realtà non c’è, la sua posizione è più o meno cerimoniale. Deve essere paragonato ad uno dei padri fondatori.

Il vero leader della Libia è un primo ministro eletto indirettamente. L’attuale primo ministro è Baghdadi Mahmudi. Definire Gheddafi il leader della Libia, è come dire che Akihito (l’imperatore, NdT) è il leader del Giappone. Contrariamente a quanto i media indicano, le opinioni in Libia variano. Alcune persone supportano Gheddafi, ma non vogliono Mahmudi. Altri non vogliono entrambi. Molti vogliono solo vivere la loro vita in pace. Tuttavia, ci si sforza nel delineare una rivolta popolare contro il presunto leader della Libia, Gheddafi, quando in realtà egli è solo l’architetto del sistema politica corrente della Libia, una miscela di pan-arabismo, socialismo e governo islamico.

Mentre parliamo, i video delle proteste pro-Gheddafi stanno scomparendo da Youtube. Pro Gaddafi Anti Baghdadi Mahmudi demonstrations è andato. Pro Gaddafi protests in front of Libyan embassy London c’è ancora. YouTube normalmente cancella tutti i video contenenti sangue, tranne nel caso della Libia. Vedere i libici che non saltano sul carro del vincitore e vanno nelle strade per sostenere Gheddafi è per i telespettatori apparentemente più traumatizzante che vedere corpi massacrati.

I manifestanti in Libia sono paragonabili ai manifestanti in Egitto e in Tunisia? Niente affatto. La reazione del governo è più violenta, e ovviamente la violenza eccessiva viene utilizzata. Tuttavia guardiamo per un momento le azioni dei manifestanti. L’edificio del Congresso generale del popolo, il parlamento della Libia, è stato incendiato da manifestanti arrabbiati. Questo è paragonabile a dei manifestanti che incendiano Capitol Hill negli USA. Pensate anche solo per un momento che il governo degli Stati Uniti starebbe seduto a guardare i manifestanti incendiare il Campidoglio?

I disordini di oggi non sono opera di giovani secolarizzati che desiderano il cambiamento, o qualcosa di simile a ciò che si è visto in Egitto e Tunisia. Un gruppo che si fa chiamare “Emirato islamico di Barka“, l’antico nome della parte nord-occidentale della Libia, detiene numerosi ostaggi, e ha ucciso due poliziotti. Questo non è uno sviluppo recente. Venerdì 18 febbraio, il gruppo ha rubato 70 veicoli militari dopo aver attaccato un porto e ucciso quattro soldati. Purtroppo, un colonnello si è unito al gruppo e ha fornito loro altre armi. La rivolta è scoppiata nella città orientale di Bengasi. Il Ministro degli Esteri italiano ha sollevato le sue paure su un emirato islamico di Bengasi che si dichiari indipendente.

La risposta è che gli stessi gruppi che gli Stati Uniti hanno finanziato per decenni, stanno ora cercando la loro occasione per ottenere il controllo della nazione. Un gruppo recentemente arrestato in Libia, era composto da decine di cittadini stranieri coinvolti in numerosi atti di saccheggio e di sabotaggio. Il governo libico non ha potuto escludere collegamenti con Israele.


Gheddafi non è sempre stato ciò che è (ed è stato) da alcuni anni: un dittatore corrotto ed estremamente repressivo. In realtà, nel 1969, il colonnello Gheddafi, allora aveva 27 anni, capeggiò un colpo di stato ad immagine e somiglianza del suo idolo il colonnello Nasser in Egitto, rovesciando il monarca Idris (che era sotto cure mediche in Turchia).

Nei suoi primi anni fece riforme sostanziali, tra le quali c'è stata una riforma agraria e la nazionalizzazione del petrolio (maggiore risorsa del paese), destinando gran parte dei proventi derivanti dallo sfruttamento del petrolio per migliorare sostanzialmente il benessere delle classi sociali popolari e, in particolare i servizi sanitari e l'istruzione. Stabilì anche forme di partecipazione dei lavoratori nei luoghi di lavoro nelle imprese (più di duecento) che furono nazionalizzate. I suoi primi anni sono stati caratterizzati anche da un interventismo statale nell'economia di quel paese, compresa la nazionalizzazione del credito attraverso la Banca Centrale dello Stato. Gheddafi presentò quell'esperienza come la terza via tra capitalismo e socialismo, associato all’epoca all’Unione Sovietica.

Ci sono state però, notevoli differenze tra Gheddafi e Nasser. Ed una di queste differenze con Nasser, è che Gheddafi non ha voluto creare uno stato laico, ma islamico. Ma, in questo intento si scontrò con un movimento islamico più radicale che tentò anche di ucciderlo nel 1993. Questa corrente radicale aveva rapporti con Al Qaeda, influente anche in Marocco e Algeria. Così Gheddafi è diventato l’acerrimo nemico di Al-Qaeda e sia durante che dopo gli attacchi alle Torri Gemelle a New York, Gheddafi ha sostenuto l'amministrazione Bush nella sua lotta al terrorismo islamico. Vijay Prashad, nel suo saggio The Lybian Labyrinth, fa molti riferimenti espliciti favorevoli su ciò che Gheddafi fa per la politica del presidente Bush e contro il terrorismo del Radicalismo islamico. Fu allora che il presidente Aznar applaudì Gheddafi ed il suo sostegno alla guerra contro il terrorismo islamico del Presidente Bush.

Il cambiamento della sua politica economica

La sua terza via si è trasformata, più tardi, in un capitalismo popolare, sviluppando politiche pubbliche che hanno cambiato significativamente molte delle riforme che erano state fatte nei primi anni del suo mandato. Sotto molti aspetti è stato un cambiamento di 180°. Una di queste misure è stata quella di favorire la privatizzazione delle aziende produttrici e distributrici del petrolio, facilitando e stimolando l’investimento estero, che ha raggiunto la massima espressione negli anni 90. Il massimo architetto di queste privatizzazioni dell’industria petrolifera è stato Shokri Ghanem che è stato il primo ministro del governo Gheddafi e che guidava la potente Compagnia Nazionale del Petrolio (Nacional Oil Corporation). Le compagnie che beneficiano di queste privatizzazioni includevano un ampio ventaglio, dall’Occidental Petroleum, alla China Nacional Petroleum. Inutile dire che i governi occidentali, ed in particolar modo, gli europei hanno gareggiato per ottenere i favori di Gheddafi.

Il governo Blair ha anche liberato i responsabili dell’attentato terroristico all’aereo Pan Nam, che era avvenuto in territorio britannico e Berlusconi realizzò campagne per promuovere Gheddafi raggiungendo livelli istrionici, che il presidente italiano giustificòaffermando che " la prevenzione dell’immigrazione legale ed il petrolio” ben valevano le sue attenzioni. E per non essere da meno, il Presidente Aznar prima, seguito dal presidente Zapatero e il monarca spagnolo, tutti loro hanno visitato Gheddafi con la loro lista di richieste e investimenti.

Queste privatizzazioni hanno colpito la maggior parte delle aziende pubbliche, che realizzate in un sistema dittatoriale, furono accompagnate da una grande corruzione che ha arricchito i membri della famiglia Gheddafi e, in particolar modo, uno dei suoi figli che aspirava ad essere il suo successore. Tutti questi cambiamenti di privatizzazione (che erano stati adulati dall’allora presidente Aznar) furono realizzati sotto la supervisione del Fondo Monetario Internazionale che, nel suo ultimo rapporto, segnalava lo stato dell’economia libica come molto buono. In realtà, come era avvenuto in Tunisia e in Egitto, gli indicatori della crescita economica libica erano altamente positivi.

Quello che ignorava e nascondeva questa visione ottimista dell’economia libica era che tali misure, sostenute dal FMI, stavano danneggiando seriamente le classi popolari e la classe operaia. Le misure neoliberali che hanno determinato l'aumento dei prezzi degli alimenti e l’eliminazione delle sovvenzioni pubbliche avevano creato le rivolte che precedettero l’ultima mobilitazione. E come in Tunisia e in Egitto hanno determinato, infine, che le classi popolari scendessero in piazza, cercando di forzare le dimissioni di Gheddafi e la fine della sua dittatura. In questa mobilitazione si trovano movimenti laici e islamici che sono quelli che ricevono maggior attenzione da parte dei mass media internazionali.

Ancora una volta, il FMI, facendo pressione sull'élites dittatoriali per portare avanti politiche di stampo neoliberale, stavano colpendo negativamente le difficili condizioni che la popolazione libica doveva sopportare, costringendola a scendere per strada per protestare ed esigere al dittatore e alla sua compagnia corrotta la fine di quel regime.
E’ interessante, certamente, sottolineare che una delle prime misure prese dalla Giunta Militare in Egitto è stata, oltre a vietare gli scioperi, di abbandonare gran parte delle politiche neoliberali che il FMI aveva imposto al governo Mubarak.

Un’ultima osservazione. La maggior parte delle armi ed equipaggiamento della repressione, di Gheddafi dispone è stata fornita dagli USA, Gran Bretagna, Francia e Spagna. Come giustamente ha affermato Amer Tarecq nel suo saggio Oil, Arms and the imperial enterprise in north africa”, parlare di Gheddafi è come parlare di corruzione e armi per acquistare petrolio da parte di poteri autodefiniti come difensori dei diritti umani, compresa la Spagna.