L'immensa sputtanata a Zelig

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Scopo del Blog

Raccolgo il suggerimento e metto qui ben visibile lo scopo di questo blog.

Questo e' un blog satirico ed e' una presa in giro dei vari complottisti (sciacomicari, undicisettembrini, pseudoscienziati e fuori di testa in genere che parlano di 2012, nuovo ordine mondiale e cavolate simili). Qui trovate (pochi) post originali e (molti) post ricopiati pari pari dai complottisti al fine di permettere liberamente quei commenti che loro in genere censurano.

Tutto quello che scrivo qui e' a titolo personale e in nessun modo legato o imputabile all'azienda per cui lavoro.

Ciao e grazie della visita.

Il contenuto di questo blog non viene piu' aggiornato regolarmente. Per le ultime notizie potete andare su:

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Wednesday, August 26, 2009

Il tradimento della traduzione

I CAN'T BELIEVE IT!!!

http://zret.blogspot.com/2009/08/il-tradimento-della-traduzione.html

Il tradimento della traduzione

Alcuni si dolgono che nel mondo si parlino numerose lingue: essi ritengono che un unico idioma permetterebbe di abbattere le barriere nella comunicazione tra i popoli, favorendo altresì la comprensione reciproca. Temo che tale sistema linguistico, qualora venisse proposto ed imposto, sarebbe molto simile alla piatta neo-lingua di orwelliana memoria. La molteplicità delle specie animali e vegetali è una ricchezza per il pianeta come la presenza di numerose lingue: l'etnodiversità (ogni etnia è contraddistinta in primis da una lingua) non è meno preziosa della biodiversità.

Negli ultimi secoli si sono estinte centinaia di idiomi e dialetti ed ogni anno altri ne scompaiono. L'approccio ad una lingua diversa dalla propria è sì una sfida, ma soprattutto un arricchimento. La traduzione, ultimo passaggio di un processo logico ed intuitivo, sviluppa la creatività, abitua a sintonizzarsi su un'altra lunghezza d'onda. Ogni lingua ha il suo ritmo, la sua linea melodica, un'ineffabile voce interiore. E' un errore, a mio avviso, decidere di imparare una lingua straniera solo per fini utilitaristici.

Il confronto tra radici e vocaboli è lo spunto per emozionanti avventure etimologiche. Si scoprono insospettate relazioni tra àmbiti culturali all'apparenza lontanissimi tra loro. Ci si addentra nella genesi e nella storia di lingue antiche, recuperando qualche testimonianza della loro Weltanschauung. Emergono la fratellanza delle lingue e la loro origine comune.

Tradurre richiede pazienza e sensibilità: non sorprende che, nel nostro misero mondo dominato dalla superficialità e dalle esigenze pragmatiche, la transcodificazione sia sentita come un ostacolo, un inciampo. Nelle scuole si insegna un inglese anodino e dozzinale, mero strumento, simile ad una rozza forchetta idonea per ingollarsi di grossi bocconi industriali. Lo studio delle lingue classiche è negletto, lo stile è disdegnato. Senza più le indagini sincroniche e semantiche, la lingua perde in prospettiva, divenendo bidimensionale. Senza il contributo della diacronia e l'analisi delle stratificazioni, l'idioma si isterilisce simile ad un terreno privo di humus.

Tutto dev'essere monetizzabile, "spendibile nel mondo del lavoro": così il linguaggio, persa la sua aura sacra, svelte le radici che lo legavano alla musica, all'armonia, al Lògos, si sclerotizza in formule banali, in frasi sfatte. Cattivissimi maestri lo stuprano.

Le traduzioni sono quadrate, prive di anima: non sono più il risultato di una passione per un retaggio culturale, dell'entusiasmo per la scoperta della differenza nelle "affinità elettive".

Così tradurre non significa più gettare un ponte verso altri discorsi, altri orizzonti.